Articolo
09 dic 2020

Sosta selvaggia, l’incredibile richiesta della Cidec Catania: «non si facciano multe»

di Andrea Tartaglia

A Catania non si finisce mai di stupirsi. Così, mentre tanti cittadini e associazioni civiche si sgolano per chiedere il rispetto della legalità e di orientare lo sviluppo della città verso modelli di mobilità sostenibile (come ormai avviene sistematicamente in tutte le altri grandi città italiane ed europee), con misure atte a scoraggiare il traffico gommato privato e a privilegiare trasporto pubblico e mobilità dolce caratterizzata da pedoni, ciclisti e altri nuovi mezzi come monopattini elettrici, chiaramente con un miglioramento infrastrutturale dei tessuti urbani, c'è chi invece chiede di non elevare contravvenzioni e consentire la sosta selvaggia per favorire lo shopping natalizio. E questa richiesta viene addirittura formulata ufficialmente, come se fosse una cosa normale e del tutto lecita. L'assurda istanza è stata avanzata da Lorenzo Costanzo, segretario della Cidec (Confederazione Italiana degli Esercenti Commercianti), come riporta la nota apparsa sul quotidiano La Sicilia nell'edizione del 9 dicembre 2020. In particolare, la richiesta mira a far sospendere l'utilizzo dello Street Control sino al 7 gennaio, in modo che i clienti dei negozi possano parcheggiare davanti alla bottega "per pochi istanti, per far compere senza timori". Francamente dover commentare una nota ufficiale del genere è qualcosa che non è normale nel 2021. Chi avanza questa richiesta sta, di fatto, chiedendo di permettere azioni che non sono solo illegali (peculiarità già di per sé sufficiente), ma che nuocciono gravemente al sistema della mobilità urbana, al traffico, alla vivibilità degli spazi pubblici e alla salute delle persone. Immaginiamo, ad esempio, via Umberto, già piagata dalla sosta selvaggia: ogni sosta in doppia fila "per pochi istanti" viene continuamente rimpiazzata da altre auto, con una doppia fila che diventa quindi costante, generando così colonne di traffico che possono essere smaltite solo invadendo, controsenso, la corsia preferenziale dei mezzi pubblici, rallentandone enormemente i tempi di percorrenza del tragitto, rendendoli meno efficienti e quindi penalizzando chi si avvale della rete bus urbana. Lo "street control", tra l'altro, è uno strumento utilissimo, purtroppo già ampiamente sottoutilizzato, il cui impiego costante e incrementato sarebbe di grosso aiuto per scoraggiare pessime abitudini e frequenti infrazioni del codice della strada che fanno di Catania una "giungla urbana". Richieste sensate, invece, vorrebbero tutto l'opposto: per rimanere sull'esempio di via Umberto, almeno il tratto tra piazza Ettore Majorana e via Etnea andrebbe pedonalizzato (come peraltro richiesto da numerosi commercianti), divenendo così molto più attraente per i clienti dei negozi (come -guarda caso- avviene nella via Etnea chiusa al traffico). Andrebbe richiesto un potenziamento dei mezzi pubblici (mentre si è assistito, ad esempio, alla chiusura della metropolitana il giorno dell'Immacolata, con il centro storico congestionatissimo e pieno di avventori) o comunque un incentivo a ricorrere a forme diverse dal mezzo privato, quantomeno per le aree più centrali della città. Appare desolante, dunque, constatare che i commercianti siano invece rappresentati da chi ha una visione della città che si può definire, a voler essere buoni, anacronistica. Ti potrebbe interessare: Via Umberto pedonale: un possibile piano viario alternativo per la sua attuazione  

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Opere
21 nov 2020

Metropolitana di Catania: storia e sviluppi futuri

di Andrea Tartaglia

La metropolitana di Catania è una linea ferroviaria metropolitana a scartamento normale e a trazione elettrica gestita dalla Ferrovia Circumetnea, in servizio dall'11 luglio 1999. Attualmente la sua rete si estende per circa 8,8 km lungo la linea Nesima-Stesicoro e la diramazione Galatea-Porto, con undici stazioni. La tratta Nesima-Stesicoro, di 7 km, è interamente interrata e a doppio binario, mentre la diramazione Galatea-Porto, di 1,8 km, è a binario unico e in superficie. L'attuale percorso è così articolato, partendo da nord-ovest: Nesima San Nullo Cibali Milo Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto (diramazione) Giovanni XXIII Stesicoro La stazione di Cibali, facente parte del lotto Borgo-Nesima, è ancora chiusa al pubblico per consentire l'ultimazione dei lavori di completamento, prevista comunque in tempi brevi. L'esercizio sulla tratta Galatea-Porto, inoltre, è sospeso.   L'infrastruttura ha le caratteristiche della metropolitana tradizionale ma con alimentazione a 3000 V in corrente continua, tensione inusuale per le linee metropolitane, che solitamente adottano tensioni minori, dovuta alla condivisione di una sottostazione elettrica nei pressi della stazione centrale delle Ferrovie dello Stato, insieme con la futura possibilità di circolazione di mezzi della Fce anche sulla rete di RFI S.p.A, a fianco della quale già oggi si sviluppa un binario indipendente nel tratto di superficie sul Caito (diramazione Galatea-Porto). Nel 2018 la metropolitana di Catania è stata utilizzata da 5.762.000 passeggeri, a fronte dei 3.417.000 dell'anno precedente. Nel 2019 sono stati superati i sei milioni di passeggeri, ma il dato preciso non è mai stato comunicato. I treni partono tutti i giorni dai capilinea Nesima e Stesicoro. Le prime corse sono alle ore 6:40 da Nesima (8:30 nei giorni festivi) e alle ore 7:00 da Stesicoro (8:55 nei giorni festivi); le ultime alle ore 21:30 da Nesima e alle ore 22:00 da Stesicoro. La frequenza, da lunedì a venerdì, è di una corsa ogni 10 minuti fino alle ore 15:10 e, quindi, di una corsa ogni 15 minuti fino a termine esercizio, mentre è di una corsa ogni quarto d'ora durante tutto l'orario d'esercizio del sabato e dei giorni festivi. Il costo del biglietto singolo è di 1 euro ed è valido per 90 minuti. Si può anche optare per il biglietto integrato bus+metro, valido per 120 minuti e dal costo di 1,20 euro. Il biglietto metro giornaliero costa 2 euro mentre l'abbonamento mensile 15 euro, l'abbonamento trimestrale 40 euro, semestrale 75 euro e annuale 120 euro. Ogni titolo di viaggio in corso di validità, inoltre, dà diritto all'utilizzo senza costi aggiuntivi del Metro Shuttle e dei parcheggi "Milo" e "Santa Sofia".  Da marzo 2018 esistono anche quattro nuove tipologie di abbonamenti mensili integrati validi per metro Fce e bus Amt, mentre dall'anno accademico 2018/2019, inoltre, l'uso della metropolitana (e dei bus Amt) è gratuito per tutti gli iscritti all'Università degli Studi di Catania.   STORIA La metropolitana di Catania nasce dal progetto di sostituzione con contestuale interramento del percorso urbano della Ferrovia Circumetnea. I primi chilometri a essere realizzati, infatti, ricalcano il vecchio tracciato della Fce dal porto alla stazione Borgo che, nel secolo scorso, era interamente in superficie: La Circumetnea, infatti, gestisce il servizio di metropolitana leggera di superficie che, fino agli anni '90, penetrava in città. A causa delle crescenti difficoltà riscontrate nell’attraversare il traffico cittadino, si decise di optare per un tragitto sotterraneo e di farne una metropolitana pesante. I lavori iniziano il 13 dicembre 1986 e il 27 giugno 1999, dopo quasi 13 anni, si inaugura la prima tratta, Borgo-Porto, con sei stazioni: Borgo, Giuffrida, Italia, Galatea, Stazione Centrale FS e Porto, per un totale di 3,8 km, di cui 2 interrati e a doppio binario (tratta Borgo-Galatea) e 1,8 in superficie a binario unico (tratta Galatea-Porto). Tale percorso ricalca l'originario tracciato della Ferrovia Circumetnea. Il servizio del TG3 del 27 giugno del 1999 sull'inaugurazione della prima (e finora unica) metropolitana della Sicilia In realtà l'infrastruttura era pronta già precedentemente (basti pensare che l'ultimo diaframma era stato abbattuto nel 1991), ma mancava il materiale rotabile: onde evitare di tenere chiuso il tratto già realizzato, si decise, allora, di acquistare tre vecchi treni dalla Ferrovia Centrale Umbra: ristrutturati appositamente per la metro, rimarranno in esercizio fino all'arrivo, a partire dal 2001, dei primi, nuovi elettrotreni M88 Firema, tuttora in uso. Attualmente la metropolitana di Catania dispone di otto unità da due casse, con una capienza di 442 posti ciascuno, che raddoppia in caso di accoppiamento (vedi anche: storia dei treni della metropolitana di Catania). Nel 2000 cominciano i lavori per la nuova tratta Galatea-Giovanni XXIII: in questo caso il percorso è nuovo, poiché si tratta di una penetrazione nel centro città (cui seguiranno ulteriori estensioni) laddove non esisteva, prima, il passaggio del treno della Circumetnea. Appena un anno dopo, nel 2001, i lavori subiscono la prima di una lunga serie di interruzioni, in questo caso per via della presenza di una condotta fognaria che non era stata prevista nel progetto esecutivo. Nel 2003, a lavori ripresi, si deve imporre un altro stop, poiché a causa della ristrutturazione edilizia di un'ex raffineria di zolfo in viale Africa, in uso alla compagnia telefonica Fastweb, le nuove fondamenta si rivelano troppo vicine alla galleria della metropolitana in costruzione, con rischio di stabilità della struttura per via delle forti vibrazioni dovute allo scavo del tunnel. Questo problema, denominato "nodo Fastweb", richiede una nuova progettazione e un nuovo appalto, allungando notevolmente il tempo di completamento delle opere, e il tunnel verrà completato solo nel 2015 (qui il video dell'abbattimento del diaframma) con l'impiego di una tecnologia avanzata capace di apportare agli edifici soprastanti il minor numero possibile di sollecitazioni durante lo scavo della galleria. Intanto cominciano i lavori per le nuove tratte Borgo-Nesima (quattro nuove stazioni) e Giovanni XXIII-Stesicoro (due stazioni, di cui la prima già compresa nell'appalto della Galatea-Giovanni XXIII). Nel primo caso si segue, soprattutto nel percorso Borgo-Cibali, il vecchio percorso urbano della Ferrovia Circumetnea; nel secondo, il percorso di penetrazione è del tutto nuovo e si snoda sotto Piazza Papa Giovanni XXIII, Corso Martiri della Libertà, Piazza della Repubblica e Corso Sicilia. L’11 giugno del 2008, lungo la tratta Borgo-Nesima, si sospendono temporaneamente i lavori a causa una voragine di circa otto metri di diametro e cinque di profondità che si origina improvvisamente durante lo scavo del tunnel della metropolitana in viale Lorenzo Bolano. L'anno dopo, il 4 dicembre 2009, breve sospensione pure ai lavori della tratta Giovanni XXIII-Stesicoro a causa di notevoli infiltrazioni d'acqua nella galleria di scavo, motivo per cui l'intera stazione Stesicoro verrà impermeabilizzata. Nel novembre 2012 i lavori subiscono l'ennesima interruzione, sia nella tratta Borgo-Nesima che nella tratta Giovanni XXIII-Stesicoro, a causa di problemi finanziari della medesima ditta appaltante, la Sigenco. I lavori riprendono l'anno successivo in seguito all’affidamento alla nuova impresa: la Tecnis SpA. A ottobre 2015 i vertici della Tecnis vengono arrestati per tangenti a seguito di un'indagine della procura di Roma, inerente ad altri appalti. Viene quindi nominato un commissario straordinario, il professore Saverio Ruperto, e i lavori procedono a singhiozzo per le continue proteste dei lavoratori che reclamano gli stipendi arretrati. A novembre 2015 la prefettura di Catania adotta una misura interdittiva antimafia nei confronti della Tecnis. Contestualmente, invece, buone notizie sul fronte della nuova tratta Nesima-Monte Po. Il 30 dicembre 2015 iniziano le attività per la realizzazione-progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori nell'ambito del programma di “Potenziamento e trasformazione della Ferrovia Circumetnea nelle aree urbane di Catania e Misterbianco e della tratta submetropolitana fino a Paternò, tratta Nesima– Misterbianco Centro, consistente nella tratta di linea metropolitana compresa tra l’uscita dalla stazione di Nesima e l’uscita dalla stazione di Monte Po". A febbraio 2016 nuovo stop ai lavori gestiti dalla Tecnis: gli operai entrano in sciopero a tempo indeterminato a causa del mancato ricevimento delle spettanze; a complicare la situazione una nuova inchiesta dei carabinieri dei Ros e della magistratura catanese che individua nella Tecnis infiltrazioni mafiose. Il 23 febbraio scatta il sequestro della società e viene nominato amministratore giudiziario lo stesso Saverio Ruperto. A marzo 2016 viene revocata, dal prefetto Maria Guia Federico, l’interdittiva antimafia: ciò permette alla Tecnis di rientrare nelle "white list" e, quindi, di poter contrattualizzare gli appalti che si era già aggiudicata e di partecipare ad altri bandi. Intanto parte pure l’istanza per la procedura di surroga della Ferrovia Circumetnea per poter retribuire i lavoratori della MetroCatania 2013 con gli stipendi arretrati, permettendo la ripresa dei lavori nei cantieri della metropolitana Borgo-Nesima e Galatea-Stesicoro. Il 20 dicembre 2016, dopo più di tre lustri di attesa, viene inaugurata e aperta al pubblico la tratta Galatea-Stesicoro, di 1,9 km, con le nuove stazioni Giovanni XXIII (che sostituisce la fermata FS presso la stazione centrale, da quel momento dismessa) e Stesicoro. La metropolitana raggiunge così, finalmente, il cuore della città e la linea, compresa la diramazione Galatea-Porto, può contare su 5,7 km a fronte dei precedenti 3,8. Contestualmente vengono consegnate le aree di cantiere per la realizzazione della tratta Stesicoro-Palestro, di 2,2 km, appaltata alla CMC di Ravenna. Il 30 marzo 2017 viene inaugurata anche la tratta Borgo-Nesima, aperta al pubblico dal giorno seguente, seppur inizialmente senza la stazione di Cibali. Con questa tratta di 3,1 km, comprendente anche le altre stazioni intermedie di Milo e San Nullo, salgono a circa nove i chilometri di metropolitana (contro i 5,7 precedenti) e le stazioni da 7 a 10 (11 con quella di Cibali). Il 25 luglio 2017 la TBM “Agata”, la tunnel boring machine, abbatte il primo dei tre diaframmi previsti lungo la tratta, ovvero quello in prossimità dell'allora costruenda stazione di Monte Po. Il 9 novembre dello stesso anno viene abbattuto il secondo diaframma presso la stazione Fontana mentre l'abbattimento del terzo e ultimo diaframma ha luogo il primo marzo 2018. Abbattimento del diaframma presso la stazione di Monte Po: Il video dell’abbattimento del diaframma presso la stazione di Fontana: Il video dell'abbattimento dell'ultimo diaframma della tratta Monte Po - Nesima: A fine marzo 2018 la TBM della tratta Nesima-Monte Po, ultimata la galleria, viene estratta dall'apposito pozzo di viale Felice Fontana, nei pressi di via Pacinotti, per essere trasferita e riassemblata nel cantiere di via Palermo da dove  è in seguito partito lo scavo per la realizzazione del tunnel Palestro-Stesicoro. Il pozzo di estrazione viene chiuso e l'asse viario soprastante ripristinato. L'estrazione e il trasporto della testa della TBM in circonvallazione: Il 29 giugno 2019 la Ferrovia Circumetnea ha festeggiato i 20 anni dell'infrastruttura. L’importante ricorrenza, visivamente ricordata dalla veste speciale di cui è stata dotata la stazione Giovanni XXIII, è stata scelta come occasione per annunciare lo stato dei lavori in corso e da assegnare, nonché aggiornamenti del servizio della metropolitana a favore dell’utenza, nell’ottica dell’incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile. Il 2020 è stato un anno complessivamente negativo per la metropolitana di Catania. A fine gennaio 2020 sono stati interrotti i lavori di scavo del tunnel Palestro-Stesicoro (che si prevedeva di concludere nel mese di aprile) contestualmente al crollo di una palazzina in via Castromarino, nei pressi di via Plebiscito, mentre la Tbm scavava nel sottosuolo corrispondente.  Successivamente, a causa della pandemia da Sars-Cov2, la linea metropolitana è rimasta chiusa al pubblico per circa due mesi, dal 13 marzo al 10 maggio. Anche nei mesi successivi, a causa del perdurare dell'emergenza sanitaria, la metro ha subito un tracollo dell'utenza e alcune limitazioni al servizio, quali la chiusura nei giorni festivi. IL PRESENTE Questa la situazione attuale della linea metropolitana di Catania: 7 km in esercizio (tratta Nesima-Stesicoro), a doppio binario, interamente interrati, con 9 stazioni; 1,8 km chiusi all'esercizio passeggeri (diramazione Galatea-Porto), utilizzati per movimentazione e ricovero materiale rotabile; 1,7 km in costruzione (tratta Nesima-Monte Po, opera completa), galleria ultimata e 2  nuove stazioni in via di completamento; 2,2 km in costruzione (tratta Stesicoro-Palestro, solo tunnel), in corso di realizzazione.   IL PROSSIMO FUTURO È in avanzata fase di realizzazione la tratta Nesima-Monte Po: si estenderà per 1,7 km e comprenderà due nuove stazioni in direzione Misterbianco: Fontana e Monte Po. Nesima (già esistente) Fontana (Ospedale Garibaldi "nuovo" di Nesima) Monte Po I lavori, condotti da parte dell'impresa CMC di Ravenna e della durata contrattuale inizialmente prevista di 600 giorni, sono cominciati il 30 dicembre 2015 e hanno subito forti rallentamenti tra il 2018 e il 2020 a causa della crisi societaria che ha investito la Cmc. L'ultimazione della tratta Nesima - Monte Po è prevista entro il 2021. A cavallo tra 2021 e 2022, salvo ulteriori imprevisti, la tratta potrà essere aperta all'esercizio. La stazione Fontana sarà direttamente collegata all'ospedale Garibaldi di Nesima attraverso un apposito tunnel, già realizzato. ULTERIORI ESTENSIONI Tratta Stesicoro-Palestro: comprenderà tre nuove stazioni e si estenderà per 2,2 km: Stesicoro San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale) Palestro La realizzazione di questa tratta è stata appaltata e vinta dalla stessa impresa della Nesima-Monte Po. Il cantiere è pienamente operativo (solo per la realizzazione della galleria) e, secondo i piani della Fce, si potrà aprire questa tratta al pubblico a metà degli anni venti: si è già svolta la gara d'appalto per la realizzazione delle stazioni, insieme con la realizzazione della restante tratta sino all'aeroporto, grazie all'erogazione del finanziamento dell'Unione Europea del 2 aprile 2019 e al successivo decreto di finanziamento della Regione Siciliana. PROGETTI DI ESPANSIONE Sono previsti ulteriori tracciati per raggiungere l'aeroporto di Fontanarossa a sud di Catania e i paesi etnei della fascia pedemontana nell'hinterland nord-occidentale. La tratta Monte Po-Misterbianco, il cui costo è di 124 milioni di euro, ha ottenuto i finanziamenti necessari con 80 milioni di euro del Programma Operativo Regionale (POR) Fesr 2007-2013, 40 milioni di euro dal Piano operativo MIT di attuazione della programmazione Fsc 2014-2020 e 4 milioni stanziati dal CIPE. Comprende due stazioni, Misterbianco zona commerciale e Misterbianco per una lunghezza di 2,2 km. Ferrovia Circumetnea, a fine gennaio 2018, ha bandito la gara d'appalto per un importo complessivo di 112.424.454.48 euro (iva esclusa) derivanti da: 80.420.320,61 euro del PO FESR Sicilia 2007-2013; 40 milioni di euro dalla Delibera CIPE 54/2016 del 1 dicembre 2016;  3.579.679,39 euro della Delibera CIPE 44/2017 del 10 luglio 2017. Attualmente si è in attesa dell'aggiudicazione definitiva della gara d'appalto, già espletata. Ad aprile 2019 la Commissione Europea ha adottato un pacchetto di investimenti di quattro miliardi di euro per progetti infrastrutturali in dieci stati membri: tra i grandi progetti finanziati anche la tratta Stesicoro-Aeroporto della metropolitana di Catania, che ha ricevuto 358 milioni di euro di fondi UE che contribuiranno all'ampliamento della linea ferroviaria metropolitana della Circumetnea verso sud, con otto nuove stazioni e materiale rotabile moderno: 60 milioni, infatti, sono destinati all'acquisto di nuovi convogli. La Ferrovia Circumetnea, dunque, deve ora bandire la relativa gara d'appalto (leggi anche: Metropolitana di Catania da “Stesicoro” all’Aeroporto: dove sorgeranno le stazioni). Una previsione ottimistica, quindi, attesta al 2025 il completamento dell'intera linea da Misterbianco all'Aeroporto di Fontanarossa, che sarà così articolata su 19,4 km: Misterbianco centro Misterbianco zona industriale Monte Po Fontana Nesima   [FCE Nesima] San Nullo Cibali   [FCE Cibali] Milo   [BRT1 direzione Due Obelischi] Borgo    [BRT1 direzione Stesicoro; FCE Catania Borgo] Giuffrida Italia Galatea   [FS Catania Europa] Porto Giovanni XXIII   [FS Catania Centrale] Stesicoro San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale) Palestro San Leone Verrazzano Librino Santa Maria Goretti    [FS Catania Fontanarossa] Aeroporto Fontanarossa La linea elettrificata e a doppio binario raggiungerà, successivamente, Paternò e proseguirà poi, a binario unico, sino ad Adrano. A conclusione di questa fase, dunque, la linea metropolitana di Catania si estenderà per 47 km con 39 stazioni, di cui 21 nel comune di Catania. Questo, in particolare, il percorso della tratta Misterbianco-Paternò (clicca qui per maggiori dettagli): Misterbianco centro Gullotta Belpasso Valcorrente Giaconia Paternò Ardizzone La prima tranche di questo percorso, da Misterbianco a Piano Tavola (Belpasso), ha già ottenuto un finanziamento di 115 milioni di euro.

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20 apr 2020

Coronavirus, metropolitana chiusa anche nei prossimi mesi? Mobilità sostenibile a rischio

di Andrea Tartaglia

Dal 13 marzo scorso la metropolitana di Catania è chiusa, quale accorgimento adottato dalla dirigenza dell'ente gestore, la Ferrovia Circumetnea, a fronte dei decreti restrittivi della presidenza del consiglio dei ministri che hanno imposto, com'è noto, per via dell'emergenza sanitaria da coronavirus in atto, una fortissima limitazione agli spostamenti tale da causare il crollo dell'utenza dei mezzi pubblici. Non era mai accaduto, nella ventennale storia della metro etnea, che il servizio rimanesse sospeso per così tanto tempo: al massimo, infatti, la metropolitana di Catania era rimasta chiusa per 2-3 giorni consecutivi quando ancora il servizio non era garantito anche nei giorni festivi o quando si era reso necessario intervenire sulla linea di alimentazione elettrica. Ma le cinque settimane di fermo già accumulate, a cui se ne aggiungeranno per certo altre due, almeno sino al 3 maggio, rappresentano senza alcun dubbio un record negativo. Ufficialmente, infatti, la chiusura della metropolitana cesserà il 3 maggio, in concomitanza con la fine della "fase 1", quella più limitante, con molte attività produttive e commerciali chiuse. Lunedì 4 maggio (salvo imprevisti), con l'inizio della "fase 2" che comporterà la riapertura di molte attività commerciali e meno limitazioni agli spostamenti, la metropolitana dovrebbe riaprire i battenti. C'è, tuttavia, il rischio concreto che ciò non avvenga: in un'intervista rilasciata a MeridioNews, infatti, il direttore generale della Fce, Ing. Salvatore Fiore, ha affermato che la riapertura della metropolitana dipenderà dall'utenza e fintanto che i mezzi sostitutivi di superficie saranno in grado di soddisfare la domanda di trasporto, resterà chiusa. Attualmente il servizio della metropolitana è sostituito da un servizio bus, nel quale l'utenza media di ogni corsa è di appena 3-4 persone, a detta del dirigente. Anche se nella fase 2 ci sarà una maggiore domanda di trasporto, però, è poco probabile pensare che l'utenza crescerà in modo significativo, per una ragione molto banale: il bus sostitutivo, secondo la tabella orari ufficiale, passa ogni mezz'ora (la metro, invece, ogni 10 minuti la mattina e ogni 15 il pomeriggio) e impiega altrettanto tempo per percorrere lo stesso tragitto della metropolitana (che impiega, invece, circa la metà del tempo). Inoltre il servizio bus è attivo solo nei giorni feriali e solo dalle 7 alle 19. In sostanza, usare il bus sostitutivo significa, nella peggiore delle ipotesi, impiegare ben un'ora di tempo e lo si può fare solo in una fascia oraria ridotta e non più anche nei giorni festivi. È evidente che la qualità di questo servizio non è paragonabile a quella della metropolitana, pertanto lascia perplessi volersi basare sul suo successo per pensare di riaprire la metropolitana, che a questo punto potrebbe rimanere chiusa anche per diversi mesi. Pure a fronte di una eventuale (ma sinora non comunicata) maggiore frequenza dei bus, la differenza del tempo di percorrenza sarebbe nell'ordine del doppio del tempo rispetto al servizio metro, quindi decisamente meno appetibile (e l'utenza, inevitabilmente, dipende in gran parte dalla convenienza del servizio). È vero che, come ricorda l'Ingegnere, la metropolitana è un'infrastruttura con costi di gestione e sanificazione molto più onerosi di un semplice servizio bus, ma è anche vero che si tratta di un servizio sociale di trasporto pubblico che dev'essere in grado di andare oltre logiche che sono più comunemente privatistiche. La metropolitana di Catania, inoltre, è stata l'unica in Italia a sospendere del tutto il servizio, anziché limitarsi a una modifica delle frequenze o degli orari come avvenuto nelle altre città. Non dimentichiamo, infine, che dal 1999 al 2016 la metro di Catania è stata sempre in esercizio pur con un numero di utenza molto basso, dovuto in quegli anni alla limitatezza del percorso. La mobilità sostenibile sarà già messa a dura prova, nel prossimo futuro, dalle restrizioni e dai distanziamenti che saranno imposti fino a quando l'emergenza sanitaria non sarà superata o ci sarà un vaccino per tutti. Fino ad allora è necessario uno sforzo comune affinché il trasporto pubblico sia supportato e mantenuto, coinvolgendo a vario titolo tutte le istituzioni. Riportare le città indietro di anni e far ripiombare l'automobile privata al centro della mobilità, con le ovvie conseguenze in termini di congestione, traffico e inquinamento, è una prospettiva inaccettabile, anche in virtù della salvaguardia della salute pubblica.

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17 feb 2020

FOTO | Metropolitana di Catania, tratta Nesima-Monte Po: lavori a rilento ma non si fermano

di Roberto Lentini

I lavori della tratta metropolitana Nesima-Monte Po, gravati dalla crisi dell'azienda costruttrice, procedono a rilento ma non si arrestano. Insieme agli "Amici della Ferrovia di Catania", Mobilita Catania ha visitato i cantieri delle stazioni Monte Po e Fontana della Ferrovia Circumetnea in appalto alla CMC di Ravenna. In questo articolo vi mostriamo lo stato di avanzamento dei lavori della fermata metro di Monte Po. Essa è collocata nei pressi del termine occidentale della circonvallazione di Catania, tra via Lineri e il Corso Carlo Marx, quest’ultimo già nel Comune di Misterbianco. La nuova stazione sarà a servizio dell’omonimo quartiere, collegandosi ad esso tramite due sottopassaggi pedonali (in corso di realizzazione) con accesso sia da largo Alberto Favara (uscita A) che da piazza Maria Luisa di Gesù (uscita B). Inoltre, nella nuova piazza soprastante la nuova stazione, ci saranno due uscite (uscita B1 e B2) mentre un ulteriore percorso di accesso, stavolta in superficie, sarà collocato in corrispondenza del centro commerciale Scaringi (uscita C, inizialmente prevista interrata), in Corso Carlo Marx. I lavori, a causa della posizione debitoria di CMC, azienda in crisi che ha richiesto il concordato preventivo, procedono a velocità ridotta. Alla quota ferroviaria è stata realizzata la soletta per accogliere i futuri binari; restano da completare i marciapiedi della stazione e in parte anche i marciapiedi di servizio del tunnel. Nei due piani intermedi tra superficie e piano binari sono state collocate le scale mobili, ma risultano fermi i lavori degli impianti. Progressi più evidenti, invece, in superficie. Sono iniziati i lavori di copertura delle scale di accesso alla stazione e della sistemazione della piccola area adibita a parcheggio; sono inoltre in corso, come detto, gli scavi per la realizzazione di due accessi (che fungeranno anche da sottopassaggio della strada statale) in via Lizio Bruno Litterio e in largo Alberto Favara, dove sorgeranno rispettivamente le entrate/uscite D e A. I due sottopassaggi sono realizzati con delle paratie di sostegno e l’utilizzo degli “spingi tubo”, previa risoluzione delle interferenze. Lo spingi tubo è una tecnologia no dig che consiste in una trivellazione orizzontale non guidata con successiva infissione di tubi (controtubo o tubo camicia) senza eseguire scavi a cielo aperto. Ecco le foto della visita in cantiere: A conclusione dei lavori della tratta Nesima-Monte Po, la metropolitana di Catania si snoderà quindi lungo questo percorso di 8,7 km: Monte Po Fontana Nesima San Nullo Cibali (lavori in corso di completamento) Milo Borgo Giuffrida Italia Galatea Giovanni XXIII Stesicoro  Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania  

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04 feb 2020

Termina il “caldo anomalo”: irruzione artica in arrivo con neve sull’Etna a quote collinari

di centrometeosicilia

Siamo alle porte di un drastico cambiamento delle condizioni meteo-climatiche sulla nostra isola; tutto ciò a causa di un'irruzione di aria artica che favorirà un autentico tracollo termico con l'arrivo di precipitazioni per lo più confinate sul settore centro-settentrionale della nostra isola, e neve a quote collinari. Scendiamo quindi nel dettaglio e scopriamo insieme cosa ci riserverà il tempo per le giornate di mercoledì 5 febbraio e giovedì 6 febbraio. Mercoledì 5 febbraio Al mattino avremo cielo nuvoloso o molto nuvoloso sul versante nord dell'Etna con fenomeni sparsi, poco o parzialmente nuvoloso sui restanti settori della provincia. Fra il pomeriggio e la sera instabile su gran parte del comprensorio etneo, specie settore settentrionale con fenomeni sparsi, altrove nubi sparse ma con bassa probabilità di fenomeni. Neve fra il pomeriggio e la sera sopra i 600/700 metri su comprensorio etneo, specie in serata. In caso di forti rovesci non escludiamo fioccate a quote più basse, anche di 100-200 metri. Le Temperature saranno in forte calo con freddo intenso dal pomeriggio/sera. I venti soffieranno molto forti da nord-ovest tendenti a tramontana in serata. Possibili raffiche fino a 80-90 km/h. Mari: molto mosso lo Ionio, agitati i restanti mari con mareggiate lungo le coste esposte. Giovedì 6 febbraio Nelle prime ore della notte ancora instabile sul settore tirrenico con piogge e rovesci sparsi, la neve potrà cadere fra Madonie, Nebrodi e comprensorio etneo a partire dai 400 metri, con fioccate sopra i 300 metri in caso di rovesci. Altrove nuvolosità sparsa ma senza fenomeni significativi ad eccezione di maggiore nuvolosità sugli Iblei che potrà dare origine ad isolate fioccate a quote collinari. Durante la giornata generale attenuazione dei fenomeni con le ultime deboli nevicate a partire dai 500 metri su Madonie, Nebordi e area etnea. Le temperature saranno in ulteriore calo con massime che non supereranno gli +11 °C, mentre i venti soffieranno forti di tramontana con locale componente da nord-nord-est. Mari generalmente agitati.   Questo è un bollettino previsionale in collaborazione col Centro Meteorologico Siciliano portale di divulgazione e condivisione di fatti meteorologici. La sua attendibilità è pari al 85% Per rimanere sempre aggiornato sulla viabilità dell’area metropolitana di Palermo, puoi ricevere notifiche sull’info mobilità unendoti al canale Telegram https://t.me/trafficoemobilitacatania

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07 gen 2020

Perché le strade senza auto saranno presto essenziali per la città: dei modelli per Catania

di Annamaria Pace

Quando domandiamo a qualcuno cosa gli sia piaciuto di più della città che ha visitato, quasi nessuno risponde: "Le macchine che sfrecciano per le strade". Le cose che rendono unica una città sono le attrazioni culturali e le persone che incontriamo passeggiando per la città mentre ammiriamo le piazze, gli edifici ed i luoghi. Molte città stanno lavorando per rendere più piacevole la vita in città sia per i turisti sia per gli abitanti, attuando un'unica strategia: le strade principali si chiudono al traffico e si aprono alla gente. Le città hanno uno spazio limitato perciò il modo in cui è definito ed utilizzato è estremamente importante. Più denso è un posto, più caro è ogni metro quadrato. Eppure in tutto il mondo le città sono state adattate per ospitare le auto, offrendo loro una porzione di spazio urbano fuori misura e limitando le aree in cui le persone potevano camminare, sedersi al bar o stare con gli amici. Le città americane, più recenti rispetto a quelle sorte in altre parti del mondo, si sono sviluppate e ampliate grazie alle automobili. Non è stato così in Europa, dove la struttura degli  insediamenti ha reso difficile per il continente soccombere completamente all'automobile. Nel dopoguerra le città europee avrebbero potuto seguire l'esempio americano nella progettazione della città, ma la maggior parte di queste ha fatto scelte molto diverse. Oggi assistiamo a un movimento crescente nelle città di tutto il mondo per arginare l'uso delle automobili e chiudere le strade al traffico senza restrizioni. Uno degli esempi più importanti negli Stati Uniti è New York City con la chiusura della 14th Street. Quella che una volta era una delle strade più congestionate di New York, ora è un luogo più amichevole per pedoni e ciclisti nella quale la velocità degli autobus è notevolmente aumentata. I dati mostrano che le strade verso le quali è stato deviato il traffico non sono più congestionate, inoltre gli ex parcheggi sono stati trasformati in spazi verdi. L'uso di biciclette e scooter condivisi è cresciuto enormemente in un breve periodo di tempo - più del doppio del numero di viaggi tra il 2017 e il 2018 - con 84 milioni di viaggi in micro-mobilità condivisi durante l'anno scorso. Nel 2019 questo numero ha continuato a crescere, rafforzando la necessità di creare più spazio alla mobilità pedonale e ciclabile. Questa trasformazione del modo di concepire la città iniziò nel 1953 quando la città olandese di Rotterdam trasformò una via principale, Lijnbaan St, in una strada pedonale appositamente costruita e completamente priva di auto. L'obiettivo era quello di creare un moderno centro urbano che prosperasse, e così è stato, chiudendo lo spazio ai veicoli e aprendolo alle persone. Inizialmente i negozianti dell'area temevano che i clienti non sarebbero stati in grado di raggiungere i loro negozi. Ma si resero conto che la vendita al dettaglio migliorò effettivamente nelle zone pedonali. Rotterdam e le sue imprese locali hanno avuto un grande successo dopo questo cambiamento di politica e questo ha dimostrato presto l'efficacia di chiudere le strade al traffico e aprirle alle persone. Molte altre città in Europa hanno seguito l'esempio e questo, unito ad investimenti importanti e sostenuti nel trasporto pubblico, nelle infrastrutture per biciclette, ha creato un'esperienza urbana migliore. Così oggi luoghi come Amsterdam stanno cercando di vietare tutte le auto a gas dal suo centro entro il 2030. Purtroppo  ci sono esempi di città italiane che dovrebbero guardare a queste esperienze urbanistiche, ormai di successo, ma che ancora oggi rimangono ancorate all'automobile come principale elemento di fruizione del centro: un  esempio è la città di Catania. Una città che possiede importanti monumenti e spazi urbani ricchissimi di testimonianze storiche ma che utilizza il suo prestigioso spazio urbano come parcheggio. Piazze e strade in cui si affacciano importanti architetture barocche, come la via Crociferi dichiarata patrimonio dell'Unesco, sono ridotte a parcheggi illegali. Ogni spazio urbano a Catania purtroppo non invita a camminare a piedi: gli spazi nevralgici per l'intermodalità sono totalmente fuori dalla logica  prioritaria di dedicare spazio al pedone. Ad esempio la piazza della Stazione Centrale di Catania è un luogo in cui chi cammina a piedi è soggetto a numerosi rischi poiché gli attraversamenti pedonali sono troppo estesi, inoltre la forma della strada consente alle auto di andare ad una velocità elevata costituendo un grave pericolo per chi la attraversa. Invece nella piazza della stazione centrale di Rotterdam lo spazio è dedicato quasi esclusivamente ai pedoni mentre il passaggio delle auto è ridotto al minimo così da obbligare l'automobilista a procedere lentamente. Questo processo di trasformazione in “città pedonale” è comunque un movimento globale. La King Street a Toronto è un modello, in Europa i super-blocchi di Barcellona stanno aprendo nuove prospettive e soluzioni e in Asia l'approccio di Seoul è esemplare. Tutte queste esperienze evidenziano come e quanto sono cambiate le priorità nella pianificazione della città. Senza dubbio le auto hanno il loro posto nelle città, ma il ruolo delle persone nelle città deve essere più centrale: possiamo e dobbiamo ridurre il primato dei veicoli. Ti potrebbe interessare: Why Car-Free Streets Will Soon Be the Norm  

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Articolo
13 dic 2019

Avviso meteo: tempesta di maestrale in arrivo sul catanese. Raffiche prossime ai 130 km/h

di centrometeosicilia

L’infittimento del gradiente barico orizzontale dovuta al repentino approfondimento di un minimo depressionario che dal tirreno si sposterà rapidamente sull’Adriatico andrà a generare un’autentica tempesta di maestrale sui nostri mari interessando anche la Sicilia. Per quanto riguarda il catanese le aree maggiormente esposte ai forti venti saranno quelle settentrionali e interne, specie l’area etnea con raffiche che potranno raggiungere o localmente superare i 130 km/h, specie nella notte. Attenzione anche alle circostanti al comune di Randazzo. Ventilazione un po’ più contenuta sul settore meridionale dove le raffiche non supereranno i 80-90 km/h. VIABILITA’ Saranno possibili forti raffiche laterali lungo i principali viadotti autostradali della fascia ionica. Raccomandiamo quindi prudenza evitando sorpassi azzardati, e rispettando i limiti di velocità imposti. Questo è un bollettino previsionale in collaborazione col Centro Meteorologico Siciliano portale di divulgazione e condivisione di fatti meteorologici. La sua attendibilità è pari al 80%

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