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06 dic 2019

Nuovo C.so Martiri della Libertà, progetto «anacronistico e non prioritario» per il neoassessore ai LL.PP.

di Andrea Tartaglia

C'è un progetto di riqualificazione, a Catania, che rappresenta da solo il più grande investimento da parte di privati che la città conosca da molti anni. Un progetto che porta la firma di uno dei più grandi studi di architettura di fama mondiale e che è valso a questo studio, Mario Cucinella Architects, già numerosi premi e riconoscimenti, in diverse parti del mondo, per la qualità architettonica che questo grande progetto di rigenerazione urbana rappresenta. Stiamo parlando della riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, la nota operazione atta a sanare la ferita che sfregia il centro di Catania da decenni, con un'opera di ricucitura urbana cominciata durante le ultime, precedenti amministrazioni comunali (Stancanelli prima e Bianco poi, sotto la quale si sono avviate le prime opere di urbanizzazione) ma che sta conoscendo da ormai parecchi mesi una fase di stallo, senza alcun progresso se non la consegna alla città delle prime opere di urbanizzazione, nello scorso mese di marzo, i cui lavori erano cominciati durante la precedente amministrazione cittadina. A cristallizzare questa fase di stallo giungono oggi, come un fulmine a ciel (più o meno) sereno, le inaspettate dichiarazioni del neo-assessore comunale ai Lavori Pubblici, Enrico Trantino. Non bisogna dimenticare, infatti, che sebbene l'investimento sia privato, quindi senza alcun onere economico per gli enti pubblici, la portata dell'opera è tale che l'accordo per il suo compimento prevede che sia trattata, sotto il profilo burocratico, alla stregua di una grande opera pubblica. Cosa che per certi versi è, prevedendo -oltre a edifici commerciali, residenziali e turistici privati- anche grandi spazi aperti ciclo-pedonali, molto verde pubblico e un grande parcheggio interrato in piazza della Repubblica, sul quale realizzare un parco. Il ruolo dell'amministrazione comunale, quindi, è stato ed è fondamentale. Per l'Assessore ai Lavori Pubblici Trantino, che succede ad Arcidiacono, però, l'opera non sarebbe prioritaria per il suo operato e, inoltre, a suo modo di vedere, il progetto sarebbe anacronistico, prevedendo addirittura edilizia residenziale in un luogo dove, a suo dire, nessuno avrebbe interesse a comprare. Queste, infatti, le sue dichiarazioni rese nel corso di un'intervista a QdS: «Sono certo che Corso Martiri della Libertà si risolverà entro i prossimi 72 anni. Non ne ho parlato con gli uffici perché non è tra le mie scadenze immediate, anche perché mi sono fatto una convinzione che devo ancora verificare: il fatto che qualunque accordo sia stato raggiunto in questo momento è anacronistico. Ai privati non interessa realizzare le cubature previste perché chi comprerebbe mai una casa lì?» Considerando il ruolo importante che l'assessore riveste per il prosieguo dell'opera, si rimane quantomeno perplessi nel leggere tali dichiarazioni da parte di chi ha la possibilità di dare, invece, una spinta concreta. La città ancora aspetta il secondo passo previsto nell'iter di realizzazione dell'opera, cioè la realizzazione del parcheggio interrato in piazza della Repubblica con verde pubblico in superficie, il cui bando più volte annunciato come "imminente" dal precedente assessore non è stato ancora emesso. Da un lato, va rilevato, l'assessore Trantino parla di "convinzione ancora da verificare", alludendo al fatto che si tratterebbe di un'opera anacronistica, in questo periodo, per Catania. Il "da verificare" dà qualche speranza di ripensamento, ma certo desta preoccupazione la "convinzione" che un'opera di tale qualità architettonica e urbanistica possa non riuscire a collocarsi anche in un periodo di congiuntura economica non favorevole, trattandosi di un intervento capace di innescare un processo di rivitalizzazione economica e sociale notevole. Ma ciò che delude maggiormente, al di là della non felicissima battuta sulla tempistica, è lo scetticismo dell'assessore nell'immaginare che qualcuno possa avere interesse a comprare casa nel nuovo Corso Martiri della Libertà. Eh, già: chi potrebbe mai ambire ad avere una casa di nuova costruzione in un edificio architettonicamente rilevante, figlio del proprio tempo e a basso impatto energetico, affacciato su un viale pedonale, a due passi dal centro storico di Catania, servito da metropolitana, piste ciclabili, nuovi giardini pubblici, numerosi nuovi negozi, a un tiro di schioppo dal passante ferroviario e in prossimità del mare? Avrà ragione l'assessore nel pensare che i privati non abbiano interesse a realizzare le cubature previste? Visto che il progetto è proprio dei soggetti privati investitori, sarebbe, quantomeno, paradossale. Sui social network, all'interno della pagina Facebook "Catania Metropoli del Mediterraneo", è arrivato anche il commento dell'Architetto Mario Cucinella: «Non ci sono parole! La vera questione è che in questo paese manca il coraggio di governare, manca una visione di futuro, manca una vera politica. Ormai la confusione è padrona della politica che confonde amministrare -che è un obbligo e non una eccezione per chi decide di fare quel mestiere- con politica, che vuol dire interpretare il proprio tempo e che con la conoscenza e visione traccia dei percorsi per il futuro. E questo ne è un caso evidente! Ma se non si ha coraggio e visione non si fa politica, si fa dell’altro! Catania merita di più».   ** AGGIORNAMENTO 7 DICEMBRE 2019 ** Con un post sulla pagina ufficiale Facebook di Mobilita Catania, l'Assessore Trantino ha così commentato il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni: «Too much ado about nothing. Al giornalista che mi chiedeva lumi su Corso Martiri ho solo detto che non avevo ancora acquisito le informazioni necessarie, perché impegnato con più urgenti scadenze (fondi strutturali che scadono il 31 dicembre). Ho anche espresso il timore che i privati potrebbero considerare l'opera non più appetibile, esprimendo una mia sensazione e non valutazione politica, ma che non inciderebbe mai sul cronoprogramma. Non è mia volontà interferire con quanto finora stabilito, anche perché vincolante per legge. Se però riscontrerò ulteriori indugi nell'avviare le opere, mi sembra responsabile e doveroso pormi il problema di cosa succeda». Commento al quale Mobilita Catania ha così risposto: Gentile Assessore, grazie per la sua puntualizzazione. Noi abbiamo citato testualmente quanto da lei detto al QdS. Francamente ci saremmo aspettati maggiore entusiasmo e dimostrazione di buona volontà nel parlare di un'opera che può cambiare il volto di Catania e avere un importante impatto economico e sociale. In particolare, ci hanno colpito i suoi dubbi sull'appetibilità dell'area, alla luce di accordi già siglati e sottoscritti per i quali, adesso, spetta al Comune di Catania serrare i tempi. Gli indugi nel proseguire le opere, ad oggi, non sono da parte dei privati ma da parte della pubblica amministrazione: auspichiamo, quindi, che lei possa dare rinnovato vigore al proseguimento dell'iter e alla realizzazione delle opere già previste e programmate, possibilmente assumendo un atteggiamento più positivo, semplicemente dando dimostrazione di voler stringere i tempi per portare a risultati concreti quanto previsto dagli accordi già firmati e definitivi. 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02 dic 2019

La raccolta differenziata si estende a un’altra area di Catania: le vie interessate

di Mobilita Catania

Riguarderà 805 utenze e un bacino di 1765 residenti a Catania il nono step della raccolta differenziata cosiddetta “porta a porta”, che prende il via lunedì 2 dicembre. La zona interessata è quella delimitata ai lati da viale Libertà e viale Africa e, in particolare, le vie Gorizia, Caltanissetta, Mascagni, Calatafimi, Salemi, Sabotino, D’Amico, Simeto, Gornalunga, Scuto Costarelli e Raffineria. Un quadrilatero esteso che amplia la raccolta dei rifiuti con il metodo della differenziata e contribuirà positivamente ad alzare il livello percentuale nel conferimento dei rifiuti e sul loro riutilizzo, che significa meno costi di sversamento nella discarica. Tutte le informazioni sulle modalità di effettuazione del conferimento differenziato dei rifiuti sono rinvenibili sul sito internet del Comune. “Un altro allargamento dell'area del porta a porta che consente di evitare l'utilizzo dei cassonetti che purtroppo non incentivano la raccolta differenziata. Invito i cittadini - ha detto il sindaco Pogliese – a effettuare il conferimento dei rifiuti, rispettando regole ed orari. Seguendo le indicazioni e con piccoli accorgimenti anche l’aspetto della città si avvantaggerà notevolmente “ “E’ un’ importante piccola rivoluzione per una zona della città- ha detto l’assessore all'ambiente Cantarella – ma piccoli passi fanno compiere grandi risultati anche nelle nostre case, differenziando contribuiremo tutti a migliorare l’ambiente nel quale viviamo”.

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28 nov 2019

Taxi a Catania, tariffe ridotte per Natale

di Mobilita Catania

Tariffe più convenienti nel periodo natalizio destinate soprattutto ai giovani e un importante giro di vite per revisionare e rendere ancora più trasparente il servizio taxi. Lo ha stabilito le organizzazioni dei tassisti catanesi insieme con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvo Pogliese, anche in vista delle prossime festività, periodo in cui l'utilizzo dei taxi per gli spostamenti diventa più diffuso, soprattutto quando la metropolitana è chiusa, cioè dopo le ore 22. In dettaglio, secondo quanto concordato dai tassisti con il sindaco Salvo Pogliese e l'assessore Ludovico Balsamo, dal 6 dicembre al 6 gennaio, nelle ore notturne, per recarsi dal centro cittadino ai parcheggi scambiatori Santa Sofia, Nesima e Due Obelischi si pagheranno solo dieci euro, per accompagnare fino a quattro persone. "E' un contributo importante - ha spiegato l'assessore Balsamo - che i tassisti danno alle iniziative che stiamo promuovendo, come Metrobus Christmas, al fine di evitare l'utilizzo delle auto private per gli spostamenti e li ringraziamo per la sensibilità che hanno mostrato, adottando un prezzo ridotto per i tragitti dei taxi, da ogni parte del centro storico fino alle parti estreme della città". Contemporaneamente, anche a seguito delle sollecitazioni dell'amministrazione comunale, i tassisti stanno procedendo alla verifica e alla revisione del sistema di piombatura dei tassametri, allo scopo di evitare i fenomeni del caro taxi e l'applicazione di tariffe ingiustificatamente elevate, che oltre a scoraggiare l'utilizzo del mezzo diffondono, soprattutto tra i turisti, un'immagine negativa della città.

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27 nov 2019

Il Metrobus Christmas funziona solo ampliando ZTL e aree pedonali

di Mobilita Catania

Finalmente una card unica per il trasposto pubblico. Il circolo Legambiente di Catania plaude all’iniziativa promossa da AMT ed FCE che prevede la possibilità di viaggiare per un mese, in occasione delle festività natalizia, su bus e metropolitana con la Christmas Card dal costo di 15 euro. «E’ una iniziativa che aspettavamo da tempo – afferma la presidente del circolo di Legambiente Catania, Viola Sorbello - e che va nelle giusta direzione di incentivare l’uso del trasporto pubblico integrato e lasciare l’auto a casa o nei parcheggi scambiatori. Un altro tassello sulla strada della mobilità sostenibile, non certo “inventato” a Catania, ma senz’altro atteso da tempo. Ci auguriamo adesso che questa “sperimentazione” possa avere applicazione anche in tutti gli altri periodi dell’anno». Il Metrobus Christmas è una «goccia nel deserto della mobilità sostenibile catanese – aggiunge Legambiente– che adesso non va vanificata. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale ed in particolare all’assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono e a quello alle Attività Produttive, Ludovico Balsamo, di attuare politiche effettive di disincentivo all’ingresso e all’uso delle auto in città per rendere efficace lo sforzo delle aziende del trasporto pubblico locale. Siamo un po’ preoccupati, infatti, sul permissivismo e il lassismo in tema di sosta selvaggia e violazione di Ztl ed aree pedonali che già viviamo durante tutto l’anno e che nel periodo natalizio, senza una seria e forte azione di contrasto, rischia di trasformare il centro città in un caos di automobili dannoso sia per il commercio che per la possibilitá di fruire in serenità, da parte di cittadini e turisti degli eventi programmati per le festivitá natalizie. É risaputo come l'incentivazione del trasporto pubblico senza la contemporanea adozione di misure di disincentivazione del trasporto privato rischiano di non produrre gli effetti sperati ». Legambiente ricorda che «serve una seria politica di creazione di Ztl, tema su cui possiamo prendere l’esempio anche da Palermo, dove l’Amministrazione comunale difende con forza le scelte anche sulle zone a traffico limitato notturne. Serve il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, utile anche per progettare una rete di piste ciclabili inserite dentro un contesto integrato. Insomma, la Christmas Card va nella giusta direzione, ma sul fronte della mobilità sostenibile c’è ancora tanto da fare per far sì che Catania perda il triste primato dell’uso dell’auto privata». Ti potrebbe interessare: Il centro di Catania è più comodo ed economico da raggiungere in bus e metro: arriva il Metrobus Christmas  

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24 nov 2019

Il centro di Catania è più comodo ed economico da raggiungere in bus e metro: arriva il Metrobus Christmas

di Mobilita Catania

Comune di Catania, Azienda Metropolitana Trasporti e Ferrovia Circumetnea presentano il MetroBus Christmas, un abbonamento mensile molto conveniente per consentire a catanesi e turisti di godersi le festività natalizie e lo shopping in città muovendosi con i mezzi pubblici con puntualità e senza stress da traffico automobilistico. Il costo dell'abbonamento è di 15 euro. Utilizzabile dal 6 dicembre al 5 gennaio, consentirà di viaggiare su tutte le linee AMT e in metropolitana, nonché di utilizzare i parcheggi scambiatori "Due Obelischi", "Nesima" e "Santa Sofia". L'iniziativa sarà presentata lunedì 25 novembre nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, dal sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dall'assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono, in presenza del presidente dell'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, Giacomo Bellavia, e del direttore generale della Ferrovia Circumetnea, Salvo Fiore.

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22 nov 2019

Catania attende la Linea B della metropolitana: l’infrastruttura c’è, ma non il servizio

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme con i responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il secondo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. Catania è attanagliata dal traffico e il veicolo privato rimane la prima scelta per muoversi nell’area metropolitana da parte dei cittadini tanto del capoluogo come del suo hinterland, soprattutto per la mancanza di valide alternative attraverso mezzi pubblici. Se sulla dorsale centro-periferia nordoccidentale, da quasi tre anni, esiste l’ottimo servizio della metropolitana, che non a caso registra una crescita costante di utenza (si viaggia verso i 7 milioni di passeggeri nel 2019), lo stesso non può dirsi per le altre direttrici di accesso, attraversamento e uscita dalla città. In realtà esiste già una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale ed è rappresentata dal passante ferroviario di Catania. Questa infrastruttura nasce sul tracciato ferroviario già esistente, lungo l'asse Messina-Siracusa, seguendo in buona parte (soprattutto nel tracciato a nord della stazione centrale di Catania) la linea della costa jonica. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa in sordina, con lavori portati avanti e conclusi con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, infatti, completa delle nuove fermate e a doppio binario (dove, invece, il binario era unico), era prevista inizialmente per fine 2009, fu successivamente rinviata alla fine del 2012 e ulteriori rallentamenti ne impedirono l’ultimazione ancora per diversi anni. Finalmente, solo tra i mesi di giugno 2017 e dicembre 2018 è avvenuta l’attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e sono state aperte al pubblico le nuove fermate ferroviarie urbane di Europa, Picanello e Ognina. Questo significa che Catania, già da parecchi mesi, dispone di una linea ferroviaria costiera così strutturata, nell’area metropolitana compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto (in fase di realizzazione) Bicocca - Zona Industriale  Lentini Tra le stazioni citate, figura l'attesa nuova fermata di Fontanarossa, al servizio dell'aeroporto internazionale di Catania, alla quale abbiamo dedicato un approfondimento legato alla scelta della localizzazione, attualmente nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell’aeroporto, e non all'interno del grande parcheggio scambiatore “Fontanarossa”, dove si integrerebbe fisicamente con la futura stazione della metropolitana "Santa Maria Goretti" che qui sarà realizzata. Tra un paio d'anni, inoltre, potrà aggiungersi anche la nuova fermata Acireale Cappuccini, a nord dell'attuale, verosimilmente destinata a maggior successo rispetto all'unica stazione oggi presente nella cittadina dei cento campanili, poiché sorgerà in centro, a differenza dell'altra situata perifericamente. È evidente, quindi, l’enorme potenzialità di questa linea che, con le sue diverse fermate in ambito urbano, può offrire un servizio anche di tipo metropolitano oltre che per il trasporto regionale, come già avviene in altre grandi città italiane come Palermo, Napoli e Roma, ad esempio. Qui, però, casca l’asino: il servizio metropolitano, infatti, a Catania non c’è. I treni che fermano presso tutte le fermate sopra riportate sono unicamente treni regionali in servizio lungo la tratta Messina-Siracusa, che non offrono certamente né frequenze né tariffe adatte al trasporto metropolitano. Non solo: la stazione di Catania Acquicella, a servizio di un intero popoloso rione cittadino ma anche del grande cimitero monumentale di Catania, è e rimane inopinatamente chiusa. Mentre la stazione di Bicocca, potenzialmente una delle più importanti perché a servizio della zona industriale e quindi di migliaia di lavoratori, a cui oltretutto sarebbe opportuno affiancare un servizio navetta per i vari stabilimenti industriali (su modello del riuscitissimo Metro Shuttle Milo-Santa Sofia), non solo è servita da pochi treni al giorno, ma addirittura sono solo due gli orari disponibili per chi, da o per Bicocca, volesse scendere in una stazione diversa da Catania Centrale. Ad esempio, un lavoratore di Picanello che volesse andare al lavoro alla zona industriale in treno, potrebbe farlo esclusivamente alle 5:53 e alle 07:06 del mattino, per poter effettuare lo stesso tragitto di ritorno solamente alle 07:24 e alle 17:35. Ogni altra soluzione (comunque numericamente limitatissima) comporterebbe un cambio a Catania Centrale e tempi di percorrenza dell’intero tragitto variabili tra circa mezz’ora a oltre un’ora, a fronte del poco più di un quarto d’ora che è sufficiente con un collegamento diretto. Se qualcuno trova un altro modo per raggiungere la zona industriale di Catania da Picanello (od Ognina) in così pochi minuti, anche in orario di punta, ci faccia sapere... Va meglio, ma sempre con grossi limiti, sulla tratta Catania Centrale–Catania Ognina: qui i treni che fermano in tutte le stazioni sono 18 al giorno, ma se vi sembrano molti pensate che la metropolitana di Catania effettua mediamente circa 150 corse al giorno, con servizio dalle 6:40 alle 22 (dalle 8:30 la domenica). I costi? La singola corsa dei treni del passante ferroviario nel solo ambito urbano costa 1,70 euro. Andata e ritorno, quindi, 3,40 euro (mentre il biglietto giornaliero della metro costa appena due euro) e al momento non esiste alcuna integrazione tariffaria né con Amt (linee bus urbane), né con Fce (metropolitana e bus extra urbani) né con Ast (bus extra urbani). Su questo fronte l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, ha fornito rassicurazioni sui progressi dell'attività di coordinamento tra i vari gestori per giungere ad un'integrazione tariffaria, di cui si attendono gli esiti. Resta senza soluzione, al momento, il problema della frequenza del servizio che, insieme con la tariffazione, rappresenta il cuore della questione. È inoltre da rilevare che, secondo l'articolo 15 del Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (2017/2026) tra Regione Siciliana e Trenitalia, le parti "in considerazione dei lavori di potenziamento del nodo di Catania che, grazie anche alla costruzione di nuove fermate in ambito urbano, consentiranno di poter avere a disposizione una vera e propria infrastruttura ferroviaria metropolitana, si impegnano a definire il progetto orario del servizio ferroviario metropolitano (SFM) di Catania coerentemente con l’entrata in esercizio della fermata di Picanello e comunque entro sei mesi da tale termine". Ma a distanza di quasi un anno dall'apertura della fermata di Picanello, gli orari di servizio permangono gli stessi, costituendo un forte limite alle potenzialità di quella che si potrebbe definire la Linea B della metropolitana di Catania, già così chiamata nel corso di più tavoli tecnici tenutisi in città nelle scorse settimane. La Linea A, ovviamente, è quella esistente e operativa gestita dalla Ferrovia Circumetnea. L'infrastruttura, in definitiva, esiste già. Esiste, quindi, ciò che sulla carta è quanto di più complesso e oneroso ottenere, sebbene -da progetto- l'attuale passante sia completato solo per metà (cioè a nord della stazione centrale, mentre a sud il tracciato dovrebbe ancora cambiare). Manca, paradossalmente, l'aspetto più banale: il servizio di tipo metropolitano. Quanto, ancora, bisognerà attendere? La Regione Siciliana finanzia già da parecchi anni il servizio di trasporto su ferro di tipo metropolitano sul passante ferroviario di Palermo, con discreti risultati (circa 1 milione di passeggeri annui), in una città che ne ha un drammatico bisogno giacché, va ricordato, priva di metropolitana e di una tangenziale, dove solo le nuove linee tranviarie offrono un buon servizio di trasporto pubblico. Quando un analogo interessamento della Regione anche a Catania? Qui la rete ferroviaria, come nel caso di Palermo, non può limitarsi a servire utenza di tipo regionale ma deve essere di supporto alla densa area urbana e al suo hinterland metropolitano. Il bacino di utenza del passante catanese è di pari livello, potendo abbracciare anche la popolosa riviera dei ciclopi e potendosi spingere sino a Giarre-Riposto (cadenzando, nelle tratte più lontane dal capoluogo etneo, frequenze anche minori, eventualmente). Ma già limitandosi a un percorso esclusivamente di tipo urbano, la Linea B della rete metropolitana di Catania disporrebbe, da Cannizzaro a Bicocca, di circa 13 km di linea e sette fermate, otto con Fontanarossa (apertura prevista nell'estate 2020) e dieci con Acireale Sud e Acireale Cappuccini (estendendo la linea di riferimento di ulteriori 8 km circa verso nord). Mentre su 7 km di linea (Nesima-Stesicoro) e nove stazioni, anche in questo caso interamente in ambito urbano, la Linea A tocca già i 7 milioni di passeggeri, destinati ad aumentare con l'imminente apertura di Cibali, Fontana e Monte Po e la relativa, ulteriore estensione di 1,7 km (a cui aggiungere altri 1,8 chilometri, potenziali, se si riaprisse la fermata metro Porto). Provando, in conclusione, a delineare le prospettive della "rivoluzione su ferro" derivante da un netto miglioramento del servizio fornito da Trenitalia sul passante (analogo a quello offerto oggi da Fce con la linea metro, in termini di tariffe e frequenze), il sistema metropolitano su ferro di Catania potrebbe quindi, nel brevissimo termine, essere costituito da due linee con una estensione totale minima di circa 20 km e 18 stazioni. Due linee che sarebbero l'una in supporto all'altra, potendosi quindi stimare almeno 15 milioni di passeggeri annui, considerando solo la rete infrastrutturale già esistente. Un dato di partenza, quindi, che non potrebbe che migliorare in modo deciso negli anni a venire con l'estensione della Linea A (sia verso sud, sia verso Misterbianco, Paternò e Adrano), con il collegamento con l'aeroporto di Fontanarossa e con l'ampliamento del servizio del passante a realtà vicine ed importanti come Lentini, Acireale e Giarre-Riposto. Tutto così semplice e davvero a portata di mano che sembra assurdo non sia già realtà. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell’aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un’opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d’appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l’aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune  

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21 nov 2019

Fermata Fontanarossa, per Falcone nel 2020 svolta per intermodalità dello scalo catanese

di Mobilita Catania

In un comunicato stampa, l'assessore Marco Falcone fa sapere che «la costruzione, finanziata e avviata dal Governo Musumeci, della futura stazione ferroviaria di Fontanarossa rappresenterà, già nel 2020, una svolta storica per l'intera direttrice Messina-Catania-Siracusa. I viaggiatori, siciliani e non, provenienti dal Messinese, da Siracusa o da Caltagirone e paesi vicini potranno raggiungere l'aeroporto in treno e saranno dunque sempre più invogliati a valersi del trasporto su rotaia, decongestionando strade e parcheggi auto. Di fatto entro l'anno prossimo l'aeroporto di Catania, grazie al progetto voluto da Regione e Rfi, farà un primo, strategico, salto di qualità nella direzione dell'auspicata intermodalità nella mobilità etnea. Una svolta che non si pone in contraddizione con l'avanzamento della metropolitana, e anzi ne accelera i benefici. Sempre su questa linea, infatti, l'aeroporto di Catania crescerà ulteriormente, mettendosi al passo con le città più importanti d'Europa, grazie al successivo e preventivato arrivo della metropolitana, a seguito dell'appalto della tratta Stesicoro-Aeroporto finanziato e varato in tempi rapidi, con la spinta del Governo Musumeci, negli ultimi mesi». Ben venga la fermata provvisoria a servizio dell'aerostazione più importante della Sicilia. L'assessore, però, non è entrato nel merito della questione sollevata da Mobilita Catania e Legambiente, relativa all'assetto definitivo pianificato per il nodo intermodale di Fontanarossa, che rischia di rimanere solo sulla carta. In base a un protocollo d’intesa datato 2005 e sottoscritto da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana), infatti, la localizzazione della fermata FS è prevista all'interno del parcheggio comunale di Fontanarossa, oggi gestito dall'Amt, per farne un nodo intermodale del trasporto pubblico locale e regionale: cioè luogo di scambio tra bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest’ultimo in grado di servire sia l’utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Si ritiene utile ribadire che è compito del comune di Catania redigere la pianificazione del proprio territorio e stabilirne l'assetto, pertanto l'amministrazione comunale etnea dovrebbe pretendere con forza il rispetto del protocollo d’intesa del 2005, fatto salvo che alla Regione Siciliana spetta il solo compito di adottare le iniziative pianificate dal comune e adoperarsi anche finanziariamente per le relative opere da realizzare. Per approfondire: Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno  

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