Articolo
28 nov 2019

Taxi a Catania, tariffe ridotte per Natale

di Mobilita Catania

Tariffe più convenienti nel periodo natalizio destinate soprattutto ai giovani e un importante giro di vite per revisionare e rendere ancora più trasparente il servizio taxi. Lo ha stabilito le organizzazioni dei tassisti catanesi insieme con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvo Pogliese, anche in vista delle prossime festività, periodo in cui l'utilizzo dei taxi per gli spostamenti diventa più diffuso, soprattutto quando la metropolitana è chiusa, cioè dopo le ore 22. In dettaglio, secondo quanto concordato dai tassisti con il sindaco Salvo Pogliese e l'assessore Ludovico Balsamo, dal 6 dicembre al 6 gennaio, nelle ore notturne, per recarsi dal centro cittadino ai parcheggi scambiatori Santa Sofia, Nesima e Due Obelischi si pagheranno solo dieci euro, per accompagnare fino a quattro persone. "E' un contributo importante - ha spiegato l'assessore Balsamo - che i tassisti danno alle iniziative che stiamo promuovendo, come Metrobus Christmas, al fine di evitare l'utilizzo delle auto private per gli spostamenti e li ringraziamo per la sensibilità che hanno mostrato, adottando un prezzo ridotto per i tragitti dei taxi, da ogni parte del centro storico fino alle parti estreme della città". Contemporaneamente, anche a seguito delle sollecitazioni dell'amministrazione comunale, i tassisti stanno procedendo alla verifica e alla revisione del sistema di piombatura dei tassametri, allo scopo di evitare i fenomeni del caro taxi e l'applicazione di tariffe ingiustificatamente elevate, che oltre a scoraggiare l'utilizzo del mezzo diffondono, soprattutto tra i turisti, un'immagine negativa della città.

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
27 nov 2019

Il Metrobus Christmas funziona solo ampliando ZTL e aree pedonali

di Mobilita Catania

Finalmente una card unica per il trasposto pubblico. Il circolo Legambiente di Catania plaude all’iniziativa promossa da AMT ed FCE che prevede la possibilità di viaggiare per un mese, in occasione delle festività natalizia, su bus e metropolitana con la Christmas Card dal costo di 15 euro. «E’ una iniziativa che aspettavamo da tempo – afferma la presidente del circolo di Legambiente Catania, Viola Sorbello - e che va nelle giusta direzione di incentivare l’uso del trasporto pubblico integrato e lasciare l’auto a casa o nei parcheggi scambiatori. Un altro tassello sulla strada della mobilità sostenibile, non certo “inventato” a Catania, ma senz’altro atteso da tempo. Ci auguriamo adesso che questa “sperimentazione” possa avere applicazione anche in tutti gli altri periodi dell’anno». Il Metrobus Christmas è una «goccia nel deserto della mobilità sostenibile catanese – aggiunge Legambiente– che adesso non va vanificata. Per questo chiediamo all’amministrazione comunale ed in particolare all’assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono e a quello alle Attività Produttive, Ludovico Balsamo, di attuare politiche effettive di disincentivo all’ingresso e all’uso delle auto in città per rendere efficace lo sforzo delle aziende del trasporto pubblico locale. Siamo un po’ preoccupati, infatti, sul permissivismo e il lassismo in tema di sosta selvaggia e violazione di Ztl ed aree pedonali che già viviamo durante tutto l’anno e che nel periodo natalizio, senza una seria e forte azione di contrasto, rischia di trasformare il centro città in un caos di automobili dannoso sia per il commercio che per la possibilitá di fruire in serenità, da parte di cittadini e turisti degli eventi programmati per le festivitá natalizie. É risaputo come l'incentivazione del trasporto pubblico senza la contemporanea adozione di misure di disincentivazione del trasporto privato rischiano di non produrre gli effetti sperati ». Legambiente ricorda che «serve una seria politica di creazione di Ztl, tema su cui possiamo prendere l’esempio anche da Palermo, dove l’Amministrazione comunale difende con forza le scelte anche sulle zone a traffico limitato notturne. Serve il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, utile anche per progettare una rete di piste ciclabili inserite dentro un contesto integrato. Insomma, la Christmas Card va nella giusta direzione, ma sul fronte della mobilità sostenibile c’è ancora tanto da fare per far sì che Catania perda il triste primato dell’uso dell’auto privata». Ti potrebbe interessare: Il centro di Catania è più comodo ed economico da raggiungere in bus e metro: arriva il Metrobus Christmas  

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
24 nov 2019

Il centro di Catania è più comodo ed economico da raggiungere in bus e metro: arriva il Metrobus Christmas

di Mobilita Catania

Comune di Catania, Azienda Metropolitana Trasporti e Ferrovia Circumetnea presentano il MetroBus Christmas, un abbonamento mensile molto conveniente per consentire a catanesi e turisti di godersi le festività natalizie e lo shopping in città muovendosi con i mezzi pubblici con puntualità e senza stress da traffico automobilistico. Il costo dell'abbonamento è di 15 euro. Utilizzabile dal 6 dicembre al 5 gennaio, consentirà di viaggiare su tutte le linee AMT e in metropolitana, nonché di utilizzare i parcheggi scambiatori "Due Obelischi", "Nesima" e "Santa Sofia". L'iniziativa sarà presentata lunedì 25 novembre nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, dal sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dall'assessore alla Mobilità, Giuseppe Arcidiacono, in presenza del presidente dell'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, Giacomo Bellavia, e del direttore generale della Ferrovia Circumetnea, Salvo Fiore.

Leggi tutto    Commenti 2
Articolo
22 nov 2019

Catania attende la Linea B della metropolitana: l’infrastruttura c’è, ma non il servizio

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme con i responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il secondo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. Catania è attanagliata dal traffico e il veicolo privato rimane la prima scelta per muoversi nell’area metropolitana da parte dei cittadini tanto del capoluogo come del suo hinterland, soprattutto per la mancanza di valide alternative attraverso mezzi pubblici. Se sulla dorsale centro-periferia nordoccidentale, da quasi tre anni, esiste l’ottimo servizio della metropolitana, che non a caso registra una crescita costante di utenza (si viaggia verso i 7 milioni di passeggeri nel 2019), lo stesso non può dirsi per le altre direttrici di accesso, attraversamento e uscita dalla città. In realtà esiste già una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale ed è rappresentata dal passante ferroviario di Catania. Questa infrastruttura nasce sul tracciato ferroviario già esistente, lungo l'asse Messina-Siracusa, seguendo in buona parte (soprattutto nel tracciato a nord della stazione centrale di Catania) la linea della costa jonica. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa in sordina, con lavori portati avanti e conclusi con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, infatti, completa delle nuove fermate e a doppio binario (dove, invece, il binario era unico), era prevista inizialmente per fine 2009, fu successivamente rinviata alla fine del 2012 e ulteriori rallentamenti ne impedirono l’ultimazione ancora per diversi anni. Finalmente, solo tra i mesi di giugno 2017 e dicembre 2018 è avvenuta l’attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e sono state aperte al pubblico le nuove fermate ferroviarie urbane di Europa, Picanello e Ognina. Questo significa che Catania, già da parecchi mesi, dispone di una linea ferroviaria costiera così strutturata, nell’area metropolitana compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto (in fase di realizzazione) Bicocca - Zona Industriale  Lentini Tra le stazioni citate, figura l'attesa nuova fermata di Fontanarossa, al servizio dell'aeroporto internazionale di Catania, alla quale abbiamo dedicato un approfondimento legato alla scelta della localizzazione, attualmente nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell’aeroporto, e non all'interno del grande parcheggio scambiatore “Fontanarossa”, dove si integrerebbe fisicamente con la futura stazione della metropolitana "Santa Maria Goretti" che qui sarà realizzata. Tra un paio d'anni, inoltre, potrà aggiungersi anche la nuova fermata Acireale Cappuccini, a nord dell'attuale, verosimilmente destinata a maggior successo rispetto all'unica stazione oggi presente nella cittadina dei cento campanili, poiché sorgerà in centro, a differenza dell'altra situata perifericamente. È evidente, quindi, l’enorme potenzialità di questa linea che, con le sue diverse fermate in ambito urbano, può offrire un servizio anche di tipo metropolitano oltre che per il trasporto regionale, come già avviene in altre grandi città italiane come Palermo, Napoli e Roma, ad esempio. Qui, però, casca l’asino: il servizio metropolitano, infatti, a Catania non c’è. I treni che fermano presso tutte le fermate sopra riportate sono unicamente treni regionali in servizio lungo la tratta Messina-Siracusa, che non offrono certamente né frequenze né tariffe adatte al trasporto metropolitano. Non solo: la stazione di Catania Acquicella, a servizio di un intero popoloso rione cittadino ma anche del grande cimitero monumentale di Catania, è e rimane inopinatamente chiusa. Mentre la stazione di Bicocca, potenzialmente una delle più importanti perché a servizio della zona industriale e quindi di migliaia di lavoratori, a cui oltretutto sarebbe opportuno affiancare un servizio navetta per i vari stabilimenti industriali (su modello del riuscitissimo Metro Shuttle Milo-Santa Sofia), non solo è servita da pochi treni al giorno, ma addirittura sono solo due gli orari disponibili per chi, da o per Bicocca, volesse scendere in una stazione diversa da Catania Centrale. Ad esempio, un lavoratore di Picanello che volesse andare al lavoro alla zona industriale in treno, potrebbe farlo esclusivamente alle 5:53 e alle 07:06 del mattino, per poter effettuare lo stesso tragitto di ritorno solamente alle 07:24 e alle 17:35. Ogni altra soluzione (comunque numericamente limitatissima) comporterebbe un cambio a Catania Centrale e tempi di percorrenza dell’intero tragitto variabili tra circa mezz’ora a oltre un’ora, a fronte del poco più di un quarto d’ora che è sufficiente con un collegamento diretto. Se qualcuno trova un altro modo per raggiungere la zona industriale di Catania da Picanello (od Ognina) in così pochi minuti, anche in orario di punta, ci faccia sapere... Va meglio, ma sempre con grossi limiti, sulla tratta Catania Centrale–Catania Ognina: qui i treni che fermano in tutte le stazioni sono 18 al giorno, ma se vi sembrano molti pensate che la metropolitana di Catania effettua mediamente circa 150 corse al giorno, con servizio dalle 6:40 alle 22 (dalle 8:30 la domenica). I costi? La singola corsa dei treni del passante ferroviario nel solo ambito urbano costa 1,70 euro. Andata e ritorno, quindi, 3,40 euro (mentre il biglietto giornaliero della metro costa appena due euro) e al momento non esiste alcuna integrazione tariffaria né con Amt (linee bus urbane), né con Fce (metropolitana e bus extra urbani) né con Ast (bus extra urbani). Su questo fronte l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, ha fornito rassicurazioni sui progressi dell'attività di coordinamento tra i vari gestori per giungere ad un'integrazione tariffaria, di cui si attendono gli esiti. Resta senza soluzione, al momento, il problema della frequenza del servizio che, insieme con la tariffazione, rappresenta il cuore della questione. È inoltre da rilevare che, secondo l'articolo 15 del Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (2017/2026) tra Regione Siciliana e Trenitalia, le parti "in considerazione dei lavori di potenziamento del nodo di Catania che, grazie anche alla costruzione di nuove fermate in ambito urbano, consentiranno di poter avere a disposizione una vera e propria infrastruttura ferroviaria metropolitana, si impegnano a definire il progetto orario del servizio ferroviario metropolitano (SFM) di Catania coerentemente con l’entrata in esercizio della fermata di Picanello e comunque entro sei mesi da tale termine". Ma a distanza di quasi un anno dall'apertura della fermata di Picanello, gli orari di servizio permangono gli stessi, costituendo un forte limite alle potenzialità di quella che si potrebbe definire la Linea B della metropolitana di Catania, già così chiamata nel corso di più tavoli tecnici tenutisi in città nelle scorse settimane. La Linea A, ovviamente, è quella esistente e operativa gestita dalla Ferrovia Circumetnea. L'infrastruttura, in definitiva, esiste già. Esiste, quindi, ciò che sulla carta è quanto di più complesso e oneroso ottenere, sebbene -da progetto- l'attuale passante sia completato solo per metà (cioè a nord della stazione centrale, mentre a sud il tracciato dovrebbe ancora cambiare). Manca, paradossalmente, l'aspetto più banale: il servizio di tipo metropolitano. Quanto, ancora, bisognerà attendere? La Regione Siciliana finanzia già da parecchi anni il servizio di trasporto su ferro di tipo metropolitano sul passante ferroviario di Palermo, con discreti risultati (circa 1 milione di passeggeri annui), in una città che ne ha un drammatico bisogno giacché, va ricordato, priva di metropolitana e di una tangenziale, dove solo le nuove linee tranviarie offrono un buon servizio di trasporto pubblico. Quando un analogo interessamento della Regione anche a Catania? Qui la rete ferroviaria, come nel caso di Palermo, non può limitarsi a servire utenza di tipo regionale ma deve essere di supporto alla densa area urbana e al suo hinterland metropolitano. Il bacino di utenza del passante catanese è di pari livello, potendo abbracciare anche la popolosa riviera dei ciclopi e potendosi spingere sino a Giarre-Riposto (cadenzando, nelle tratte più lontane dal capoluogo etneo, frequenze anche minori, eventualmente). Ma già limitandosi a un percorso esclusivamente di tipo urbano, la Linea B della rete metropolitana di Catania disporrebbe, da Cannizzaro a Bicocca, di circa 13 km di linea e sette fermate, otto con Fontanarossa (apertura prevista nell'estate 2020) e dieci con Acireale Sud e Acireale Cappuccini (estendendo la linea di riferimento di ulteriori 8 km circa verso nord). Mentre su 7 km di linea (Nesima-Stesicoro) e nove stazioni, anche in questo caso interamente in ambito urbano, la Linea A tocca già i 7 milioni di passeggeri, destinati ad aumentare con l'imminente apertura di Cibali, Fontana e Monte Po e la relativa, ulteriore estensione di 1,7 km (a cui aggiungere altri 1,8 chilometri, potenziali, se si riaprisse la fermata metro Porto). Provando, in conclusione, a delineare le prospettive della "rivoluzione su ferro" derivante da un netto miglioramento del servizio fornito da Trenitalia sul passante (analogo a quello offerto oggi da Fce con la linea metro, in termini di tariffe e frequenze), il sistema metropolitano su ferro di Catania potrebbe quindi, nel brevissimo termine, essere costituito da due linee con una estensione totale minima di circa 20 km e 18 stazioni. Due linee che sarebbero l'una in supporto all'altra, potendosi quindi stimare almeno 15 milioni di passeggeri annui, considerando solo la rete infrastrutturale già esistente. Un dato di partenza, quindi, che non potrebbe che migliorare in modo deciso negli anni a venire con l'estensione della Linea A (sia verso sud, sia verso Misterbianco, Paternò e Adrano), con il collegamento con l'aeroporto di Fontanarossa e con l'ampliamento del servizio del passante a realtà vicine ed importanti come Lentini, Acireale e Giarre-Riposto. Tutto così semplice e davvero a portata di mano che sembra assurdo non sia già realtà. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell’aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un’opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d’appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l’aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune  

Leggi tutto    Commenti 3
Articolo
21 nov 2019

Fermata Fontanarossa, per Falcone nel 2020 svolta per intermodalità dello scalo catanese

di Mobilita Catania

In un comunicato stampa, l'assessore Marco Falcone fa sapere che «la costruzione, finanziata e avviata dal Governo Musumeci, della futura stazione ferroviaria di Fontanarossa rappresenterà, già nel 2020, una svolta storica per l'intera direttrice Messina-Catania-Siracusa. I viaggiatori, siciliani e non, provenienti dal Messinese, da Siracusa o da Caltagirone e paesi vicini potranno raggiungere l'aeroporto in treno e saranno dunque sempre più invogliati a valersi del trasporto su rotaia, decongestionando strade e parcheggi auto. Di fatto entro l'anno prossimo l'aeroporto di Catania, grazie al progetto voluto da Regione e Rfi, farà un primo, strategico, salto di qualità nella direzione dell'auspicata intermodalità nella mobilità etnea. Una svolta che non si pone in contraddizione con l'avanzamento della metropolitana, e anzi ne accelera i benefici. Sempre su questa linea, infatti, l'aeroporto di Catania crescerà ulteriormente, mettendosi al passo con le città più importanti d'Europa, grazie al successivo e preventivato arrivo della metropolitana, a seguito dell'appalto della tratta Stesicoro-Aeroporto finanziato e varato in tempi rapidi, con la spinta del Governo Musumeci, negli ultimi mesi». Ben venga la fermata provvisoria a servizio dell'aerostazione più importante della Sicilia. L'assessore, però, non è entrato nel merito della questione sollevata da Mobilita Catania e Legambiente, relativa all'assetto definitivo pianificato per il nodo intermodale di Fontanarossa, che rischia di rimanere solo sulla carta. In base a un protocollo d’intesa datato 2005 e sottoscritto da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana), infatti, la localizzazione della fermata FS è prevista all'interno del parcheggio comunale di Fontanarossa, oggi gestito dall'Amt, per farne un nodo intermodale del trasporto pubblico locale e regionale: cioè luogo di scambio tra bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest’ultimo in grado di servire sia l’utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Si ritiene utile ribadire che è compito del comune di Catania redigere la pianificazione del proprio territorio e stabilirne l'assetto, pertanto l'amministrazione comunale etnea dovrebbe pretendere con forza il rispetto del protocollo d’intesa del 2005, fatto salvo che alla Regione Siciliana spetta il solo compito di adottare le iniziative pianificate dal comune e adoperarsi anche finanziariamente per le relative opere da realizzare. Per approfondire: Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 nov 2019

Da Enjoy a AMI-GO: il car-sharing di Catania verso l’avvicendamento, ma con dei limiti da superare

di Amedeo Paladino

Il car sharing sta ritornando: è l'annuncio del presidente dell'AMT Giacomo Bellavia, a margine dell'inaugurazione dei nuovi bus che andranno a ringiovanire la flotta aziendale. Dal mese di maggio 2019 Catania è orfana del servizio car-sharing fornito da Enjoy a causa del basso livello di utilizzo dei veicoli, e non da ultimo, il numero elevato di atti vandalici subito dalle 500 rosse. Il testimone è stato raccolto da AMT che grazie ad una convezione con Amat di Palermo ha sviluppato un servizio di car sharing basato sulla piattaforma AMI-GO già attiva in gran parte della Sicilia. Abbiamo già acquisito i servizi amministrativi e tecnologici da Amat Palermo Spa, -ha affermato il presidente AMT, Giacomo Bellavia-, e ringrazio il presidente Michele Cimino che ci ha portato una delle auto già in funzione Il servizio esordirà con una flotta di 50 vetture, alcune delle quali ibride elettriche, e sarà limitato al solo perimetro urbano. Sarà comunque un punto di partenza per il rilancio del servizio, con la speranza che alcuni limiti vengano presto superati: la mancanza di una vasta area ZTL, dove i veicoli del car sharing possono circolare, e il ridotto perimetro operativo di esercizio, l’area all'interno della quale è consentito prelevare e rilasciare i veicoli, senza alcuna restrizione costituiscono dei disincentivi all'utilizzo del servizio da parte dei cittadini.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
16 nov 2019

Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme ai responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il primo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. La strada o, meglio, le rotaie, sono ormai tracciate. Nel 2025 (il termine temporale, esperienza insegna, non è perentorio ma il percorso è ormai avviato) il centro di Catania sarà collegato con il suo aeroporto tramite la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea: la scorsa settimana, infatti, è stata pubblicata la gara d’appalto per il prolungamento sino allo scalo di Fontanarossa della linea metro attualmente in esercizio. I relativi cantieri saranno avviati verosimilmente a cavallo tra il 2020 e il 2021, quando nel frattempo si sarà concluso, con ogni probabilità, lo scavo attualmente in corso della galleria Palestro-Stesicoro: la Tunnel Boring Machine ha già costruito 1200 metri circa di tunnel tra il cantiere di via Palermo e la fermata "Stesicoro" e adesso si trova nel sottosuolo dell'ospedale Vittorio Emanuele, da dove proseguirà prossimamente il suo "viaggio" alla volta di Corso Sicilia. Ma i binari che giungeranno per primi nei pressi dell'aeroporto di Catania saranno quelli delle Ferrovie dello Stato: o meglio, i binari ci sono già da sempre, ma solo negli ultimi anni, con un grave e colpevole ritardo pluridecennale, si è avviata la realizzazione di una fermata ferroviaria a servizio della più importante aerostazione della Sicilia. Nello scorso mese di febbraio, infatti, sono cominciati i lavori di costruzione di una piccola fermata a servizio dello scalo, seppur di modesta fattura -un appalto di appena quattro milioni di euro circa-, trattandosi di un progetto nato come soluzione provvisoria di veloce realizzazione (nelle more di attuare un quadro più adeguato urbanisticamente, delineato già nei primi anni 2000), ma che rischia di rivestire un assetto definitivo, con gravi ripercussioni per la città di Catania. La questione è strettamente legata da un lato allo sviluppo del passante ferroviario di Catania, completato solamente nella parte a nord della stazione centrale, con l'avvenuta realizzazione delle nuove fermate urbane di Ognina, Picanello e piazza Europa, e dall'altro al ruolo del grande parcheggio scambiatore "Fontanarossa" che, seppur il suo nome, dovuto al toponimo, evochi inevitabilmente la vicinanza all'aeroporto, è in realtà sorto per divenire il porto - nodo intermodale di accesso meridionale alla città di Catania anziché, se non del tutto secondariamente, struttura a servizio dello scalo. Scalo che, peraltro, già gode di un piano di parcheggi specifici, in buona parte già realizzato e tuttora in corso di espansione. Occorre ricordare che l'aeroporto di Fontanarossa è ad oggi escluso dall'accesso a una serie di finanziamenti europei dedicati agli scali della Rete Core Ten-T, cioè dotati di accesso ferroviario diretto. Questo requisito, fondamentale per ovvie ragioni e di cui gode già da anni, ad esempio, l'aeroporto di Palermo, sarà soddisfatto solo ed esclusivamente dalla metropolitana di Catania, qualsiasi sia l'ubicazione delle fermate ferroviarie FS nei pressi, giacché nessuna delle soluzioni ipotizzate, pianificate o in corso di realizzazione sarà direttamente in corrispondenza dell'aerostazione, a differenza della stazione della metropolitana della Fce. La pianificazione urbanistica della città di Catania ha previsto ormai da quasi vent'anni -e ribadito anche in tempi recenti- la necessità di dotare il parcheggio scambiatore di Fontanarossa dell'accesso a tutte le modalità di trasporto pubblico locale e regionale: cioè bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest'ultimo in grado di servire sia l'utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Se è relativamente facile attestare in questa sede il trasporto su gomma di alcune direttrici, è certamente più complesso e oneroso dotarsi delle infrastrutture ferroviarie e metropolitane. Per questo, già nel 2005, con un protocollo d'intesa siglato da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana) era stato previsto che qui dovessero necessariamente sorgere tutte queste strutture. Degli attori citati, però, solo la Ferrovia Circumetnea sta mantenendo l'accordo, avendo qui programmato la realizzazione (ormai certa) della fermata Santa Maria Goretti (penultima prima del capolinea metro in aeroporto), mentre Rfi sta realizzando una fermata in un'altra area, per l'appunto prevista come provvisoria, ma che sta assumendo i connotati di soluzione definitiva a causa, da un lato, del previsto collegamento su tapis roulant con l'aeroporto (intervento che, paradossalmente, costa di per sé il triplo della fermata stessa e che presuppone, oltretutto, elevati costi energetici e di gestione) e, dall'altro lato, delle recenti dichiarazioni dell'Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti (in un incontro sul tema della mobilità organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania), il quale reputa il progetto del passante ferroviario di Catania poco utile e troppo dispendioso (ma porterebbe enormi benefici non solo per la mobilità ma anche per l'assetto urbanistico del centro, questione che merita un approfondimento a parte). L'Assessore, inoltre, ha asserito che Ferrovie dello Stato e Metropolitana hanno funzioni differenti, servendo utenze diverse: cosa solo parzialmente vera, poiché il tratto urbano e suburbano delle Ferrovie dello Stato, a Catania, non deve affatto rivolgersi solo all'utenza regionale, come sottolineato dall'Assessore, ma anche a quello metropolitano (con una direttrice differente rispetto alla linea Fce), motivo per cui sono sorte le nuove fermate urbane del passante e ne sono previste altre, che non trovano però il gradimento dell'assessorato, il quale ha esplicitamente bocciato, quindi, l'idea dello scambio passante-metro presso il parcheggio di Fontanarossa. Di contro, a queste dichiarazioni così significative, non c'è stata alcuna replica da parte del Comune di Catania, peraltro unico ente legittimato a decidere circa l'uso del sottosuolo urbano. Comune di Catania che, invece, dovrebbe con forza pretendere il rispetto del protocollo d'intesa del 2005 al fine di decongestionare il traffico della città, perché il parcheggio di Fontanarossa può e deve diventare il terminale non solo di chi, da altre province, deve andare in aeroporto, ma anche e soprattutto per chi, dalle altre province meridionali e occidentali, deve recarsi in città. Basti immaginare quanti pullman di linea extraurbani e auto private non entrerebbero più in città (nel cui centro sarebbe sempre più legittimo ampliare aree pedonali e Ztl), evitando quindi di congestionare le strade del centro e di inquinarlo, per rendersi conto dell'ovvio vantaggio di poter disporre a sud della città (così come a nord con gli altri parcheggi scambiatori) di una infrastruttura in grado di intercettare efficacemente il traffico su gomma e deviarlo, con la massima efficienza e intermodalità, sul trasporto su ferro. In questo quadro, non va dimenticato che a nessuno svantaggio andrebbe incontro il viaggiatore ferroviario su rete FS effettivamente diretto all'aeroporto e non in città: sia nel caso della fermata provvisoria (apertura prevista nel 2020) che di quella, in teoria, definitiva (pianificata sin dal 2005 e poco distante), una volta uscito dalla stazione avrebbe comunque bisogno di percorrere un'ulteriore distanza per raggiungere l'aerostazione, distanza che sarebbe coperta da tapis roulant, people mover o navetta che sia (volendo, anche dalla stessa metropolitana). Per queste ragioni è importante dare seguito alla pianificazione urbanistica (se no, a cosa è servita?) progettando e realizzando le infrastrutture per come ideate, con lungimiranza, e non guardando solo a possibili risultati ottenibili a breve scadenza, sicuramente appariscenti a primo impatto, ma deboli nel lungo termine. È importante che il parcheggio comunale di Fontanarossa diventi davvero il parcheggio scambiatore di Fontanarossa o, per meglio capire, di Catania Sud. Catania può avere il suo dock che avrebbe il gradimento di Louis Kahn, seppur con fattezze diverse da quelle immaginate dal grande architetto statunitense, che intuiva già a metà del secolo scorso il pericolo che il crescente uso di mezzi privati avrebbe comportato per i tessuti cittadini. L'auspicio di Mobilita Catania, corroborato da una visione di carattere tecnico, è che l'attuale, "assordante silenzio" da parte dell'amministrazione comunale a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore Regionale sul tema sia presto rotto, naturalmente in modo rassicurante, anche su input di associazioni ambientaliste, Università e ordini professionali (ingegneri e architetti in primis), per far valere le ragioni di una città che non può e non deve incontrare ostacoli lungo la strada difficile ma non certo impossibile di miglioramento della sua mobilità, sapendo guardare al futuro e indirizzare con forza verso pratiche e usi che oggi, alle nostre latitudini, sembrano forse lontani ma che altrove sono già realtà, com'è giusto che diventi anche a Catania, senza perdere occasioni quasi irripetibili (se non in ampissimi lassi temporali) come quella attuale che stiamo vivendo con il contestuale sviluppo di metropolitana e passante ferroviario. Ci sono davvero le possibilità per gettare le basi di una nuova metropoli del sud Europa, dove la mobilità non può che essere uno degli aspetti fondamentali, a braccetto con qualità e vivibilità dei luoghi urbani: che le cose, allora, si facciano nel modo migliore possibile.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell'aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un'opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d'appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l'aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune

Leggi tutto    Commenti 2