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16 nov 2019

Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme ai responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il primo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. La strada o, meglio, le rotaie, sono ormai tracciate. Nel 2025 (il termine temporale, esperienza insegna, non è perentorio ma il percorso è ormai avviato) il centro di Catania sarà collegato con il suo aeroporto tramite la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea: la scorsa settimana, infatti, è stata pubblicata la gara d’appalto per il prolungamento sino allo scalo di Fontanarossa della linea metro attualmente in esercizio. I relativi cantieri saranno avviati verosimilmente a cavallo tra il 2020 e il 2021, quando nel frattempo si sarà concluso, con ogni probabilità, lo scavo attualmente in corso della galleria Palestro-Stesicoro: la Tunnel Boring Machine ha già costruito 1200 metri circa di tunnel tra il cantiere di via Palermo e la fermata "Stesicoro" e adesso si trova nel sottosuolo dell'ospedale Vittorio Emanuele, da dove proseguirà prossimamente il suo "viaggio" alla volta di Corso Sicilia. Ma i binari che giungeranno per primi nei pressi dell'aeroporto di Catania saranno quelli delle Ferrovie dello Stato: o meglio, i binari ci sono già da sempre, ma solo negli ultimi anni, con un grave e colpevole ritardo pluridecennale, si è avviata la realizzazione di una fermata ferroviaria a servizio della più importante aerostazione della Sicilia. Nello scorso mese di febbraio, infatti, sono cominciati i lavori di costruzione di una piccola fermata a servizio dello scalo, seppur di modesta fattura -un appalto di appena quattro milioni di euro circa-, trattandosi di un progetto nato come soluzione provvisoria di veloce realizzazione (nelle more di attuare un quadro più adeguato urbanisticamente, delineato già nei primi anni 2000), ma che rischia di rivestire un assetto definitivo, con gravi ripercussioni per la città di Catania. La questione è strettamente legata da un lato allo sviluppo del passante ferroviario di Catania, completato solamente nella parte a nord della stazione centrale, con l'avvenuta realizzazione delle nuove fermate urbane di Ognina, Picanello e piazza Europa, e dall'altro al ruolo del grande parcheggio scambiatore "Fontanarossa" che, seppur il suo nome, dovuto al toponimo, evochi inevitabilmente la vicinanza all'aeroporto, è in realtà sorto per divenire il porto - nodo intermodale di accesso meridionale alla città di Catania anziché, se non del tutto secondariamente, struttura a servizio dello scalo. Scalo che, peraltro, già gode di un piano di parcheggi specifici, in buona parte già realizzato e tuttora in corso di espansione. Occorre ricordare che l'aeroporto di Fontanarossa è ad oggi escluso dall'accesso a una serie di finanziamenti europei dedicati agli scali della Rete Core Ten-T, cioè dotati di accesso ferroviario diretto. Questo requisito, fondamentale per ovvie ragioni e di cui gode già da anni, ad esempio, l'aeroporto di Palermo, sarà soddisfatto solo ed esclusivamente dalla metropolitana di Catania, qualsiasi sia l'ubicazione delle fermate ferroviarie FS nei pressi, giacché nessuna delle soluzioni ipotizzate, pianificate o in corso di realizzazione sarà direttamente in corrispondenza dell'aerostazione, a differenza della stazione della metropolitana della Fce. La pianificazione urbanistica della città di Catania ha previsto ormai da quasi vent'anni -e ribadito anche in tempi recenti- la necessità di dotare il parcheggio scambiatore di Fontanarossa dell'accesso a tutte le modalità di trasporto pubblico locale e regionale: cioè bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest'ultimo in grado di servire sia l'utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Se è relativamente facile attestare in questa sede il trasporto su gomma di alcune direttrici, è certamente più complesso e oneroso dotarsi delle infrastrutture ferroviarie e metropolitane. Per questo, già nel 2005, con un protocollo d'intesa siglato da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana) era stato previsto che qui dovessero necessariamente sorgere tutte queste strutture. Degli attori citati, però, solo la Ferrovia Circumetnea sta mantenendo l'accordo, avendo qui programmato la realizzazione (ormai certa) della fermata Santa Maria Goretti (penultima prima del capolinea metro in aeroporto), mentre Rfi sta realizzando una fermata in un'altra area, per l'appunto prevista come provvisoria, ma che sta assumendo i connotati di soluzione definitiva a causa, da un lato, del previsto collegamento su tapis roulant con l'aeroporto (intervento che, paradossalmente, costa di per sé il triplo della fermata stessa e che presuppone, oltretutto, elevati costi energetici e di gestione) e, dall'altro lato, delle recenti dichiarazioni dell'Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti (in un incontro sul tema della mobilità organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania), il quale reputa il progetto del passante ferroviario di Catania poco utile e troppo dispendioso (ma porterebbe enormi benefici non solo per la mobilità ma anche per l'assetto urbanistico del centro, questione che merita un approfondimento a parte). L'Assessore, inoltre, ha asserito che Ferrovie dello Stato e Metropolitana hanno funzioni differenti, servendo utenze diverse: cosa solo parzialmente vera, poiché il tratto urbano e suburbano delle Ferrovie dello Stato, a Catania, non deve affatto rivolgersi solo all'utenza regionale, come sottolineato dall'Assessore, ma anche a quello metropolitano (con una direttrice differente rispetto alla linea Fce), motivo per cui sono sorte le nuove fermate urbane del passante e ne sono previste altre, che non trovano però il gradimento dell'assessorato, il quale ha esplicitamente bocciato, quindi, l'idea dello scambio passante-metro presso il parcheggio di Fontanarossa. Di contro, a queste dichiarazioni così significative, non c'è stata alcuna replica da parte del Comune di Catania, peraltro unico ente legittimato a decidere circa l'uso del sottosuolo urbano. Comune di Catania che, invece, dovrebbe con forza pretendere il rispetto del protocollo d'intesa del 2005 al fine di decongestionare il traffico della città, perché il parcheggio di Fontanarossa può e deve diventare il terminale non solo di chi, da altre province, deve andare in aeroporto, ma anche e soprattutto per chi, dalle altre province meridionali e occidentali, deve recarsi in città. Basti immaginare quanti pullman di linea extraurbani e auto private non entrerebbero più in città (nel cui centro sarebbe sempre più legittimo ampliare aree pedonali e Ztl), evitando quindi di congestionare le strade del centro e di inquinarlo, per rendersi conto dell'ovvio vantaggio di poter disporre a sud della città (così come a nord con gli altri parcheggi scambiatori) di una infrastruttura in grado di intercettare efficacemente il traffico su gomma e deviarlo, con la massima efficienza e intermodalità, sul trasporto su ferro. In questo quadro, non va dimenticato che a nessuno svantaggio andrebbe incontro il viaggiatore ferroviario su rete FS effettivamente diretto all'aeroporto e non in città: sia nel caso della fermata provvisoria (apertura prevista nel 2020) che di quella, in teoria, definitiva (pianificata sin dal 2005 e poco distante), una volta uscito dalla stazione avrebbe comunque bisogno di percorrere un'ulteriore distanza per raggiungere l'aerostazione, distanza che sarebbe coperta da tapis roulant, people mover o navetta che sia (volendo, anche dalla stessa metropolitana). Per queste ragioni è importante dare seguito alla pianificazione urbanistica (se no, a cosa è servita?) progettando e realizzando le infrastrutture per come ideate, con lungimiranza, e non guardando solo a possibili risultati ottenibili a breve scadenza, sicuramente appariscenti a primo impatto, ma deboli nel lungo termine. È importante che il parcheggio comunale di Fontanarossa diventi davvero il parcheggio scambiatore di Fontanarossa o, per meglio capire, di Catania Sud. Catania può avere il suo dock che avrebbe il gradimento di Louis Kahn, seppur con fattezze diverse da quelle immaginate dal grande architetto statunitense, che intuiva già a metà del secolo scorso il pericolo che il crescente uso di mezzi privati avrebbe comportato per i tessuti cittadini. L'auspicio di Mobilita Catania, corroborato da una visione di carattere tecnico, è che l'attuale, "assordante silenzio" da parte dell'amministrazione comunale a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore Regionale sul tema sia presto rotto, naturalmente in modo rassicurante, anche su input di associazioni ambientaliste, Università e ordini professionali (ingegneri e architetti in primis), per far valere le ragioni di una città che non può e non deve incontrare ostacoli lungo la strada difficile ma non certo impossibile di miglioramento della sua mobilità, sapendo guardare al futuro e indirizzare con forza verso pratiche e usi che oggi, alle nostre latitudini, sembrano forse lontani ma che altrove sono già realtà, com'è giusto che diventi anche a Catania, senza perdere occasioni quasi irripetibili (se non in ampissimi lassi temporali) come quella attuale che stiamo vivendo con il contestuale sviluppo di metropolitana e passante ferroviario. Ci sono davvero le possibilità per gettare le basi di una nuova metropoli del sud Europa, dove la mobilità non può che essere uno degli aspetti fondamentali, a braccetto con qualità e vivibilità dei luoghi urbani: che le cose, allora, si facciano nel modo migliore possibile.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell'aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un'opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d'appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l'aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune

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24 ott 2019

Mobilità elettrica, 12 nuove colonnine di ricarica nei comuni tra Catania e Messina

di Amedeo Paladino

La Regione Siciliana in campo per la mobilità sostenibile: sono ben 17 le colonnine per la ricariche di veicoli elettrici che grazie all'investimento da 250 mila euro del Governo Musumeci verranno installate a breve in 12 Comuni nelle province e aree metropolitane di Catania e Messina. «Si tratta dell'avvio - sottolinea l'assessore regionale alla Mobilità Marco Falcone - di un più ampio Piano regionale, già in fase avanzata, che prevede la capillare installazione di colonnine in tutte le province siciliane». L'assessorato regionale a Infrastrutture e Mobilità e l'azienda che si è aggiudicata la fornitura, pochi giorni fa, hanno firmato il relativo contratto e dato il via ai lavori. Quattro colonnine incrementeranno il numero di postazioni di ecoricarica a Catania, installate nei mesi scorsi da Enel X, tre a Messina. Il resto degli apparecchi, secondo il piano curato dal dirigente Mobilità urbana Giacomo Rotondo e dal componente del Gabinetto Infrastrutture Marco Corsaro, verrà collocato nei centri di Acireale, Misterbianco, Giarre, Belpasso, Aci Castello, Taormina, Milazzo, Sant'Agata di Militello, Giardini Naxos e Santa Teresa di Riva. «Diamo piena e concreta attuazione – aggiunge l'assessore Marco Falcone – al Piano regionale per la mobilità elettrica in Sicilia che prevede precisi scenari di sviluppo del settore. Il Governo Musumeci sta così lavorando alla creazione di una rete di colonnine integrata, funzionale e ben distribuita sul territorio, uno scenario che non potrà che agevolare scelte sempre più green da parte degli automobilisti dell'Isola». Ti potrebbe interessare: Dove ricaricare le auto elettriche: l’elenco delle colonnine installate a Catania  

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21 set 2019

Parcheggio Scambiatore Santa Sofia: un grande porto di accesso alla città perfettamente efficiente

di Andrea Tartaglia

Tiene banco il tema dei parcheggi a Catania. Da un lato continuano a non realizzarsi quelli pertinenziali interrati, di capienza medio-bassa, che avrebbero o dovrebbero avere il solo scopo di eliminare parte della sosta dalla superficie per poter adibire quest'ultima ad aree pedonali e ciclabili, come sarebbe nel caso di potenziali parcheggi ipogei nelle piazze Giovanni Verga, Pietro Lupo, Ludovico Ariosto, Vincenzo Lanza, Ettore Majorana, etc. Da un altro lato, invece, sono stati programmati alcuni nuovi parcheggi scambiatori, con caratteristiche diverse, dotati di capienza ben maggiore, posti solo in posizione periferica o semiperiferica e, soprattutto, in corrispondenza del passaggio di mezzi di trasporto pubblico ad alta frequenza, affinché l'utente proveniente da fuori città possa lasciare qui il proprio mezzo privato e proseguire il viaggio verso il centro cittadino e altre aree grazie ai servizi pubblici su gomma o su ferro. Esempi di parcheggi scambiatori già in uso sono il parcheggio Fontanarossa a sud, nei pressi dell'aeroporto, e il parcheggio Due Obelischi a nord (zona Sant'Agata Li Battiati / Gravina di Catania). A questi dovrebbero aggiungersi, l'anno prossimo, tre nuovi parcheggi scambiatori: Sanzio (capolinea n°2 Amt e metro Giuffrida), AciCastello (che dovrà scambiare con una nuova linea di BRT) e Narciso (metro Borgo). Su ciascuno di questi potrebbero avanzarsi alcune considerazioni in funzione delle loro particolari specificità, opportunità e anche criticità, ma oggi vogliamo concentrare l'attenzione su un altro parcheggio scambiatore già aperto e perfettamente funzionante. Stiamo parlando del Parcheggio Scambiatore Santa Sofia: probabilmente meno pubblicizzato di altri, non è di competenza comunale ma è gestito dall'Università degli Studi di Catania. Si tratta di un parcheggio molto capiente (1700 posti), a raso (cioè in superficie), in parte alberato e in parte con pensiline dotate di pannelli fotovoltaici. La sua posizione è strategica: al termine nord di via Santa Sofia e del relativo polo universitario, da cui trae il nome, si presta a servire comodamente il quartiere di San Giovanni Galermo e il quartiere di Fasano di Gravina di Catania ma anche, naturalmente, tutti i numerosi e popolosi sobborghi di questa vasta area dell'hinterland etneo. Il parcheggio Santa Sofia, a cui si accede da via San Zenone, è aperto dalle 6:45 alle 22, tutti i giorni feriali. Da qui parte, ogni 10 minuti (20 di sabato), il metro shuttle, la navetta Fce che fa la spola tra il parcheggio e la stazione metro Milo, servendo lungo il suo tragitto (che si percorre in pochi minuti a bordo di moderni e confortevoli bus Fce) luoghi di interesse quali la Torre Biologica, il policlinico universitario, il Cus, il dipartimento di Agraria dell'Università, l'ospedale San Luigi nonché tutte le facoltà ospitate all'interno della Cittadella Universitaria. Quest'ultima, dalle prossime settimane, sarà servita, lungo il tragitto in direzione metro Milo, anche da due nuove fermate poste all'interno del complesso. Contestualmente, infatti, l'Università di Catania, proprio per offrire ai suoi studenti, docenti e personale un luogo sempre più simile a un campus e orientato ad efficienti criteri di mobilità sostenibile, eliminerà circa 100 stalli attualmente esistenti lungo la sua principale strada di attraversamento, permettendo la sosta solo all'interno di poche aree consentite e dei più piccoli parcheggi esistenti (dotati di alberature o di pannelli fotovoltaici) e attuando una politica fortemente repressiva nei confronti della "sosta selvaggia". In buona sostanza, si tratterà di un modello che andrebbe esportato, su scala più grande, a tutto il centro cittadino: far funzionare le strutture esistenti e offrire un servizio efficiente si rivela efficace se, infatti, allo stesso tempo si disincentivano tutte le pratiche in contrasto con la mobilità sostenibile come l'uso indiscriminato del mezzo privato e la sosta selvaggia. Allo stesso tempo, quindi, andrebbero incrementate le ZTL e le aree pedonali, soprattutto (ma non soltanto) in centro storico, dove la sosta in superficie dovrebbe prevedere tariffe di sosta a pagamento maggiori rispetto alle altre zone cittadine, in modo da invogliare l'utenza a non utilizzare l'auto ma a servirsi dei mezzi pubblici, naturalmente potendo contare sulla loro efficienza. Fino ad oggi, infatti, il Parcheggio Scambiatore Santa Sofia è sottoutilizzato, nonostante sia perfettamente efficiente, con tariffe davvero concorrenziali e la possibilità di servirsi di metro shuttle e metropolitana: basta disporre di un qualsiasi titolo di viaggio della metropolitana valido, dal ticket semplice all'abbonamento. Con un biglietto giornaliero di appena 2 euro, ad esempio, è possibile utilizzare il parcheggio per tutto il giorno, servirsi del metro shuttle e anche della metropolitana, tutte le volte che si vuole nell'arco della giornata. In realistici 20 minuti, quindi, ci si può spostare ad esempio da San Giovanni Galermo a piazza Stesicoro, senza alcuno stress da ricerca parcheggio, senza rimanere incolonnati nel traffico, senza contribuire a congestioni stradali e inquinamento, senza consumare ulteriore (costosa) benzina e senza dover pagare tariffe di sosta più alte. In attesa che l'amministrazione comunale attui politiche volte a migliorare la mobilità cittadina e a valorizzarne le infrastrutture specifiche, partendo da quelle già esistenti, l'invito a tutti i cittadini di buona volontà è lanciato: impariamo a muoverci rispettando ambiente e città, ne guadagneremo, oltre che economicamente, in salute, vivibilità e qualità dei luoghi in cui viviamo. Ti potrebbero interessare: Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Piano parcheggi, entro sei mesi i lavori per tre nuove aree di sosta a Catania Metropolitana di Catania Metro Shuttle  

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15 set 2019

Dal 16 al 22 settembre a Catania la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile: tutte le iniziative in città

di Mobilita Catania

Azioni di mobilità sostenibile, isole pedonali e iniziative culturali a favore dell'ambiente nel capoluogo etneo. Dal 16 al 22 settembre, Catania vivrà la 18a edizione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, quest'anno dedicata al tema della “mobilità attiva”,  in particolare pedonale e ciclistica, con lo slogan "Camminiamo insieme". Il programma cittadino della manifestazione, promossa  dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’ambiente e a cui il Comune di Catania ha aderito, è stato illustrato nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti dal sindaco Salvo Pogliese, dall'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Marco Falcone, e dagli assessori comunali Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi insieme con i rappresentanti delle numerosi realtà pubbliche e private coinvolte. «Abbiamo aderito – ha detto Pogliese - con grande entusiasmo e, soprattutto, con segni concreti alla campagna europea di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale perché vogliamo recuperare il tempo perduto negli ultimi decenni su questo fronte e regalare ai nostri figli una città con minori emissioni di anidride carbonica e una migliore qualità della vita. Sono tante le iniziative che metteremo in atto a cominciare dall'apertura domenicale ordinaria della metropolitana (che domenica 22 sarà gratuita, ndr) obiettivo che ci eravamo prefissati e che abbiamo raggiunto in sinergia con la Fce. Ma anche la chiusura al traffico in maniera sperimentale, per una settimana a partire da lunedì, di due aree importanti come piazza Duca di Genova e piazza Dante, o la realizzazione di alcune zone pedonali nella giornata di domenica 22 settembre, al lungomare il pomeriggio e nel centro storico la mattina. Zone scelte non a caso, su cui avvieremo una sperimentazione per valutare se renderne alcune permanenti. È l'avvio di un percorso qualificante che intendiamo portare avanti anche con gli studenti della nostra città per far percepire loro l'importanza dell'utilizzo del mezzo pubblico, dei temi della mobilità sostenibile e gli enormi benefici a vantaggio non soltanto del traffico ma anche della salute”. «Una manifestazione così importante a favore della mobilità sostenibile non poteva che trovare il pieno sostegno della Regione, ha sottolineato l'assessore regionale Marco Falcone. Ringrazio il sindaco per le molteplici iniziative messe in campo in questo settore, che contribuiscono a creare le condizioni utili a favorire l'utilizzo del mezzo pubblico, in linea con il nostro lavoro nell'ambito dell'intermodalità che prevede anche la realizzazione  di nuove infrastrutture». «La sperimentazione di questa settimana – ha evidenziato l'assessore comunale Arcidiacono – ci permetterà di intravedere il volto di una città nuova, di rivolgere la nostra attenzione alle ztl, alle aree pedonali, ai  mezzi elettrici. Sarà utile a comprendere l'importanza della mobilità sostenibile anche - e lo dico come medico - nella prevenzione di  malattie croniche respiratorie oggi molto diffuse ma che possiamo assolutamente evitare con nuovi stili di vita». Sono intervenuti anche l'ingegnere Salvo Fiore della Fce, che ha illustrato le iniziative della metropolitana a cominciare dall’apertura domenicale che diverrà stabile, il presidente dell'ordine degli architetti Alessandro Amaro, l'ingegnere Sonia Grasso in rappresentanza dell'ordine degli ingegneri, il professore Matteo Ignaccolo per l'Università di Catania, Marco Oddo presidente Fiab Catania MontainBike e altri soggetti. Hanno partecipato all'incontro anche il presidente del comunale Giuseppe Castiglione, quello dell'Amt Giacomo Bellavia, il mobility manager del Comune, Filippa Adornetto, il comandante della polizia municipale Stefano Sorbino, oltre a rappresentanti di Rfi e di altri enti, aziende e associazioni coinvolti nella manifestazione: Città metropolitana di Catania, Coni, scuola media “Cavour” di Catania, istituto tecnico “Archimede” di Catania, Fiab Catania MontainBike Sicilia ASD, associazione Orione, Uisp (Unione Italiana Sport per tutti), Wwf Sicilia Nord Orientale, Associazione Siciliantica, Etna e Dintorni, Etnaviva in Bici, Cai Catania, Fiab Trecastagni. Il calendario messo a punto dal Comune annovera attività di natura pedonale, ciclabile, artistico-culturale, ludico-ricreative ed espositivo-promozionale, quali convegni, seminari, tavoli tecnici, laboratori didattico-artistici, passeggiate in bici, itinerari e visite culturali guidate, esposizione di mezzi elettrici a 2 ruote e di micromobilità, dimostrazioni sportive. Tra le varie iniziative della Settimana è prevista la chiusura al traffico veicolare dal 16 al 22 settembre delle piazze Dante e Cardinale Salvatore Pappalardo (già Duca di Genova), la giornata “In città senza la mia auto” di domenica 22 settembre, con la realizzazione di ampie isole pedonali nel centro cittadino, dalle 8 alle 14,  e sul Lungomare, dalle ore 16 alle 21.30, con la proposta di una serie di attività finalizzate alla riappropriazione dello spazio urbano. In programma, come detto, anche l'inaugurazione dell'apertura domenicale della metropolitana che, per l'occasione, nell'intera giornata del 22 settembre prossimo sarà gratuita così come, dalle ore 8 alle 14, il servizio Amt della linea Librino Express  e del bike sharing “BiCT”, attivo nel parcheggio R1 di via Plebiscito dell’Amt e in piazza Paolo Borsellino. Qui il programma completo della manifestazione. Mobilita Catania auspica che le iniziative succitate possano in toto o in larga parte divenire permanenti, naturalmente con un'attenta visione urbanistica d'insieme e un'accorta pianificazione, al fine di rendere Catania una città più vivibile e al passo coi tempi, dove rendere concrete nuove abitudini e stili di vita tutto l'anno e non solo occasionalmente.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Metropolitana di Catania aperta tutti i giorni della settimana. Domenica 22 il servizio sarà gratuito

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16 ago 2019

Dove ricaricare le auto elettriche: l’elenco delle colonnine installate a Catania

di Amedeo Paladino

È giunto a compimento quanto sottoscritto nella primavera 2018 dal Comune di Catania e da Enel X, la Divisione del Gruppo Enel dedicata a prodotti innovativi e soluzioni digitali: tutte installate le 48 colonnine di ricarica per veicoli elettrici previste nel documento. Le infrastrutture di ricarica sono distribuite in tutto il territorio del Comune di Catania per incentivare la mobilità sostenibile cittadina e favorire la creazione di percorsi turistici a zero emissioni. A conclusione dei lavori di messa in opera delle colonnine di ricarica, la Direzione del Corpo di Polizia Municipale ha emesso una determina di divieto di sosta con rimozione coatta, eccetto per le autovetture che effettuano le operazioni di ricarica elettrica, nelle seguenti vie e piazze: via Conte Ruggero, lato sud, da via Federico De Roberto al civico 16, n° 4 stalli; corso Italia, carreggiata sud, lato nord, n°4 stalli; viale Raffaello Sanzio, civ. 149, n° 4 stalli; piazza Cavour, carr. est, lato ovest, di fronte civ. 34, n° 4 stalli; via Asiago, lato nord, civ. 70, n° 4 stalli, sistema di sosta a spina; via Beato Bernardo, lato ovest, di fronte civ. 9, n° 4 stalli; piazza Santa Maria del Gesù, carreggiata est, civ. 23, n° 2 stalli; largo Paisiello, carreggiata sud, lato sud, civ. 31, n° 4 stalli; piazza Grenoble, civ. 11, n° 4 stalli; piazza Maria Montessori, civ. 79, n° 2 stalli; piazza Dante, carreggiata est, lato ovest, di fronte civ. 10, n° 4 stalli; piazza Turi Ferro, civ. 43, n° 4 stalli; piazza Manganelli, civ. 2-4, n° 2 stalli; largo Rosolino Pilo, carr. ovest, lato est, di fronte civ. 10, sistema di sosta a spina, n° 2 stalli; via Battello, slargo al civ. 2, lato ovest, n° 4 stalli, sistema di sosta perpendicolare; via Giuseppe Garibaldi, civ. 54, n° 2 stalli; area interna rotatoria via Domenico Tempio, lato sud, n° 4 stalli, sistema di sosta perpendicolare; largo Maria Grazia Cutuli, lato sud, da via Messina, per n° 2 stalli, sistema di sosta a spina; slargo a nord di via Barletta, fronte civ. 6/e, lato nord, n° 4 stalli. sistema di sosta perpendicolare; piazza del Tricolore.  

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25 mag 2019

Catania-Trapani al Massimino di Cibali: metropolitana aperta sino a tarda sera

di Andrea Tartaglia

Neanche il tempo di lanciare la proposta che, con grande piacere e anche un po' di stupore, ci giunge la bellissima notizia per la mobilità cittadina: per la prima volta nella storia, la metropolitana di Catania resterà aperta oltre il suo orario di esercizio canonico appositamente per consentire l'afflusso e il deflusso presso lo Stadio Angelo Massimino di Cibali, in occasione dell'importante partita di calcio che avrà luogo mercoledì 29 maggio alle 20:30: Catania-Trapani, semifinale di andata dei play-off per la promozione in Serie B. Si tratta di un'ottima novità che, se recepita dai cittadini-tifosi, come si auspica, consentirà finalmente di non assistere al notevole caos che si crea nel quartiere di Cibali in occasione di partite come questa, peraltro in notturna, con un elevato dato di affluenza (previsti oltre 20.000 spettatori). Si spera, dunque, che i tradizionali disagi dei residenti e non solo possano finalmente essere mitigati grazie a chi si recherà a tifare la propria squadra del cuore facendo, allo stesso tempo, un regalo alla propria città, evitando o limitando l'uso dell'auto e servendosi di un mezzo pubblico veloce ed efficiente come la metropolitana, senza stress e senza generare traffico e sosta selvaggia. Due le fermate a servizio dello stadio: Milo, in viale Alexander Fleming, particolarmente comoda per gli spettatori di Curva Sud e Tribuna B, e San Nullo, in viale Antoniotto Usodimare (circonvallazione), a pochi minuti a piedi da Curva Nord e Tribuna A. Quest'ultima sopperirà alla momentanea mancanza della più vicina fermata di Cibali, per la quale -sulla carta- mancano solo due mesi di lavori per l'ultimazione, ma dove l'altalenanza dei ritmi di lavoro dell'impresa Tecnis, dovuta alla crisi societaria, impedisce ancora di conoscere quando avranno davvero termine le opere. Questi i percorsi a piedi dalle fermate per lo stadio: MILO: via Bronte, viale Alexander Fleming, via Milo, largo Taormina, via Ala, via Cesare Beccaria, via Cifali. SAN NULLO: viale Antoniotto Usodimare, via San Paolo, via Galermo, piazza Bonadies, via Michele Cantone (oppure via Cifali), piazza Vincenzo Spedini. ORARI Ultima corsa da Nesima per Stesicoro alle 23:30; Ultima corsa da Stesicoro per Nesima alle 23:50. La metropolitana, come di consueto, sarà aperta al pubblico a partire dalle 6:40 del mattino. Il costo del biglietto singolo è di 1 euro, valido 90 minuti; ci si può anche avvalere del biglietto giornaliero dal costo di 2 euro. Tali titoli di viaggio sono acquistabili, oltre che presso i consueti rivenditori, anche all'interno delle stesse stazioni, tramite le apposite macchinette emettitrici. Il biglietto integrato metro+bus (Amt), valido due ore e dal costo di 1,20 euro, invece, rimane acquistabile solo presso i rivenditori autorizzati Amt. Il servizio del metro shuttle (Milo - Parcheggio Scambiatore Santa Sofia) non sarà prolungato (qui gli orari). A chi avesse comunque bisogno di recarsi presso la metropolitana con l'auto, si suggerisce di lasciare il proprio mezzo nel parcheggio di Nesima (collegamento con metro Nesima) o in quello di viale Raffaello Sanzio (vicinanze metro Giuffrida). Ti potrebbero interessare... Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Passante ferroviario di Catania In 20.000 allo Stadio Massimino: e se si andasse in metro?

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25 mag 2019

In 20.000 allo stadio Massimino: e se si andasse in metro?

di Andrea Tartaglia

Calcio e mobilità sostenibile. Non due mondi separati, ma due ambiti diversi che inevitabilmente si intrecciano in occasioni di eventi sportivi che richiamano un gran numero di persone allo stadio: circostanza che, nel caso di Catania, genera non pochi disagi a residenti e frequentatori del quartiere di Cibali, tra strade chiuse e parcheggio selvaggio quando il vecchio impianto polisportivo cittadino registra alte affluenze. Così sarà mercoledì 29 maggio: alle 20:30 il Calcio Catania ospiterà il Trapani, nella semifinale di andata dei play-off per la promozione in Serie B. Previsti circa 20.000 spettatori, alla luce degli attuali ritmi di prevendita. Un grande ausilio ai tifosi che si recheranno allo stadio potrebbe venire dalla metropolitana: è vero, la fermata di Cibali è ancora chiusa per le note vicende legate alla crisi Tecnis che hanno comportato gravi ritardi nei lavori, ma l'impianto sportivo rimane comunque a pochi minuti a piedi da due fermate strategiche: San Nullo (più comoda per chi va in Curva Nord e in Tribuna A) e Milo (in viale Alexander Fleming, agevole per gli spettatori di Curva Sud e Tribuna B). Potrebbe, ma non può: la metropolitana di Catania chiude troppo presto, alle 21:30 (l'ultima corsa da Stesicoro per Nesima parte alle 21:10). In sostanza, si potrebbe andare allo stadio in metro ma al ritorno si rimarrebbe a piedi. Sarebbe dunque auspicabile che la Fce cominciasse a sperimentare l'apertura della metropolitana in occasioni come queste: se anche solo un terzo degli spettatori del Massimino decidesse di avvalersi della metro, potendolo fare, circa 7.000 utenti giornalieri in più potrebbero farne uso e contribuire al decongestionamento delle strade. Anziché vedere marciapiedi e vie di Cibali stipate all'inverosimile di auto e moto parcheggiate nonché assistere a colonne di macchine ingolfare il quartiere, i cittadini-tifosi potrebbero approfittare della comodità di un mezzo veloce ed efficiente, senza stress. Per chi avesse comunque necessità di usare il proprio mezzo privato perché comunque distante da una delle attuali nove fermate della metropolitana, sarebbe sufficiente parcheggiare in prossimità di un'altra stazione (Nesima, Borgo, Giuffrida, etc.) senza doversi neanche avvicinare a Cibali, dove prima e dopo la partita il traffico sarà da bollino rosso. Chiaramente la gestione governativa della Ferrovia Circumetnea dovrebbe predisporre bene il servizio, come è nelle sue capacità: se prima della partita di calcio il flusso sarebbe distribuito su una fascia oraria più ampia, al termine dell'incontro ci sarebbe sicuramente un picco di affluenza nelle fermate. Ma gli orari si conoscono, la possibilità di utilizzare convogli a quattro casse o migliorare la frequenza tra le 22:30 e le 23:30, c'è. Con sole due ore di esercizio in più, la metro potrebbe venire incontro alle esigenze di tanti catanesi (oltretutto, anche di tutti coloro che lavorano in centro e non fanno in tempo a prendere l'ultimo treno delle 21:10) e dare un grosso contributo alla vivibilità del quartiere di Cibali e non solo. La palla (o il pallone?!) è lanciata: alla Fce la possibilità, ci si augura, di volerla raccogliere.   *AGGIORNAMENTO* ore 13:40: È ufficiale: per Catania-Trapani metropolitana aperta sino a tarda sera   Ti potrebbero interessare... Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Passante ferroviario di Catania Catania-Trapani al Massimino di Cibali: metropolitana aperta sino a tarda sera

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