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11 lug 2021

Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico

di Andrea Tartaglia

C'è un recente caso, a Catania, che certamente non è il primo del genere in città ma speriamo possa essere l'ultimo, che ci racconta dell'insana soppressione di alberi dalla pubblica via per soddisfare un presunto interesse personale, quando in realtà rappresenta, a ben vedere, uno svantaggio anche per chi compie il gesto. Si tratta, nello specifico, di un albero, precisamente una jacaranda mimosifolia, come quelle che adornano via Sant'Euplio, che circa sette anni fa era stata piantumata in piazza Galatea, nell'ambito della riqualificazione della piazza che portò alla creazione della grande rotatoria con ricco arredo a verde -prato, alberi e numerose piante- e all'allargamento dei marciapiedi con piantumazione di nuovi filari di alberi. Un intervento modello, insomma, che fino a poco tempo fa si manteneva bene nella sua totalità, con gli alberi lungo i marciapiedi che nel frattempo sono cresciuti e che rappresentavano un insieme omogeneo anche per dimensioni, dall'indubbio valore estetico, a cui si aggiunge il contributo per la salubrità dell'aria e il raffrescamento naturale in estate. Sul lato sud della piazza, precisamente di fronte ai civici 5 e 6, uno di questi alberi forse veniva considerato un elemento di fastidio da parte del nuovo esercizio commerciale lì sorto, tant'è che già nel 2020, mentre le chiome di tutti gli altri alberi vicini erano ampie e frondose, questa povera pianta veniva invece malamente privata della sua chioma. Da alcune settimane a questa parte, però, l'albero non c'è proprio più: Il caso è stato sollevato sulla propria pagina Facebook da Legambiente Catania. A seguito di tale segnalazione, in tanti, presupponendo la rimozione dell'albero da parte dell'esercizio commerciale che occupa il suolo pubblico interessato dall'albero in questione, hanno commentato sulla pagina Facebook del locale commerciale (una gastronomia-pizzeria) con dispiacere e rabbia quanto avvenuto,  suggerendo, tra le altre cose, di provvedere a ripristinare il filare di alberi con una nuova piantumazione. Il locale, quindi, replicava sostenendo che l'albero fosse stato solo "spostato", non eliminato, e con tanto di autorizzazione: Non passa inosservato il termine "spostato" (ripetuto più volte, anche in commenti successivi): come se un albero fosse un oggetto, un mobile da poter spostare di qua e di là a proprio piacimento. Un albero, semmai, si trapianta: ma si tratta di una operazione complessa e traumatica per la pianta, che dev'essere compiuta nei modi giusti, con i mezzi giusti, nel periodo dell'anno giusto (non quello in cui è stato effettuato) e soprattutto per le giuste finalità, che non possono essere un interesse personale a discapito di un bene collettivo. Alle richieste di ulteriori chiarimenti (tra cui modalità e motivazioni del trapianto, non fornite), adesso non più visibili perché tutti i commenti sulla questione sono stati eliminati nelle ultime ore dalla pagina Facebook del locale, quest'ultimo aveva risposto pubblicando foto dell'albero "spostato": Si tratta di un'aiuola vicina di viale Africa, quasi ad angolo con piazza Galatea. Non sfugge il dettaglio che le foto fornite inquadrano solo il tronco e non l'albero nella sua interezza: scelta che appare essere voluta per nascondere, purtroppo, la realtà dei fatti, e cioè la morte dell'albero, come testimoniato da Legambiente Catania in seguito a nuovo sopralluogo: Le considerazioni che si possono esprimere al riguardo sono molteplici. Innanzitutto non è normale né sano che si abbia anche solo l'idea di chiedere l'eliminazione di un albero dalla pubblica via, atteso che non cagionava nessun pericolo, visto che non era né malato né pericolante. Cultura e sensibilità nei confronti del verde e del bene pubblico, tuttavia, non sono un obbligo di legge: semmai lo è chiedere l'autorizzazione (quantomeno) per compiere un'operazione del genere e, secondo quanto detto, tutto sarebbe stato autorizzato. A questo punto si aprono due scenari: o l'operazione non è stata autorizzata ma compiuta ugualmente -scenario da scartare sulla scorta delle indicazioni fornite dal titolare dell'esercizio commerciale, che ha più volte ribadito di aver agito previa autorizzazione- oppure il Comune di Catania ha dato il proprio benestare. Scenario, quest'ultimo, che se possibile è ancora più inquietante: come può l'amministrazione pubblica autorizzare l'espianto di un albero in perfetta salute da una pubblica via? Permettere che un bene comune, facente parte di un bel filare d'alberi omogeneo e di alto valore estetico, sia rimosso per agevolare un interesse privatistico? Gli alberi hanno bisogno di manutenzione (come tutto), è vero, ma oltre ad essere gradevoli alla vista sono soprattutto preziosi depuratori d'aria ed elementi raffrescanti. Privarsene, insomma, è un po' come buttarsi la zappa sui piedi. Paradosso vuole che adesso sia un ombrellone a fornire l'ombra non più data dall'albero eliminato. Il servizio tutela del verde del Comune di Catania, oltretutto, interpellato da Legambiente, ha fatto sapere che effettivamente era pervenuta una richiesta per la rimozione di quest'albero ma che il parere, datato 29 aprile 2021, era stato di assoluto diniego. Chi, allora, avrebbe poi dato l'autorizzazione dopo il parere negativo dell'ufficio più competente? Si creerebbe così, inoltre, un pericoloso precedente: se ogni esercizio commerciale volesse far rimuovere un albero nei pressi del proprio locale, basterebbe allora chiedere autorizzazione al Comune? Con quali effetti, poi, sulla già scarna dotazione di alberi cittadina? Questo è un caso di un singolo albero, ma si erge a simbolo di una circostanza che purtroppo non è nuova a Catania. Sono molti i casi quantomeno "sospetti" che interessano varie aree della città, da via Plebiscito a piazza dei Martiri. Per questo è importante mettere un freno a questo malcostume, che rappresenta un grave depauperamento collettivo oltre che a una grande mancanza di rispetto per esseri viventi, gli alberi, di cui mai come in questi anni, oltretutto, c'è necessità, soprattutto nelle città. Da questo caso emblematico si auspica, dunque, una forte reazione e un nuovo atteggiamento da parte dell'amministrazione locale e degli enti preposti alla vigilanza, perché a pagare non può essere sempre la città e quella larga fetta di suoi cittadini che, invece, credono e sperano in una città migliore. D'altra parte, se l'ultimo sondaggio di democrazia partecipata in città ha dato come progetto vincitore la piantumazione di duemila alberi, vuol dire che il tema è sentito, fortunatamente. A vincere devono essere i cittadini che hanno a cuore le sorti della propria città, supportati da chi ha l'onere e l'onore di essere alla guida della città. 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17 mag 2021

“Strada per Gioco” entra nella fase operativa con l’intervento di street-art sull’emergenza climatica

di Annamaria Pace

Il progetto “Strada per gioco” del circolo Legambiente procede con gli alunni dell'istituto scolastico Angelo Musco alla realizzazione dell'intervento di street-art per lanciare un messaggio di contrasto ai cambiamenti climatici, realizzando un intervento artistico attraverso il metodo dell'urbanistica tattica. Il progetto fortemente sostenuto dalla Dirigente scolastica Dott.ssa Cristina Cascio dell'I.O. Angelo Musco di Catania, è stato supportato anche dall'Ance Catania e dall'azienda Bionap. A seguito degli incontri didattici organizzati da Legambiente sul contrasto ai cambiamenti climatici, gli studenti hanno rielaborato graficamente la notizia che A-68, il più grande iceberg del mondo, si è sciolto in soli 4 anni a causa del surriscaldamento del pianeta. Partendo dai disegni realizzati dagli alunni si sta realizzando un dipinto su strada di grandi dimensioni in prossimità dell'ingresso principale dell'istituto scolastico che rappresenta un iceberg che si scioglie a causa del calore. L'iceberg è inglobato dentro una clessidra per rappresentare la fragilità del nostro pianeta e per comunicare che l'emergenza climatica si deve affrontare adesso perché “non c'è più tempo”. “Il progetto ha sensibilizzato la comunità scolastica e locale sull'emergenza climatica, sulle criticità presenti nei quartieri sia periferici che centrali e sugli effetti negativi nella nostra città” afferma Annamaria Pace vice presidente del circolo di Catania e responsabile del progetto. Con questo obiettivo è stato avviato il confronto e il coinvolgimento della cittadinanza tramite un processo di acquisizione dei “desiderata”, grazie alla collaborazione con il prof. Carlo Colloca, docente di Sociologia urbana e delegato per le attività di Terza missione del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Catania. A conclusione dell'intervento artistico sulla strada è previsto un'assemblea cittadina, coordinata insieme a Mirko Viola, segretario di Città insieme, durante la quale saranno invitati al confronto istituzioni, cittadini e associazioni attive nel territorio catanese. Annamaria Pace vicepresidente Legambiente Catania

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24 apr 2020

Legambiente, proposte per un piano urgente di mobilità sostenibile a Catania per la Fase 2 dell’emergenza COVID-19

di mobilita

Una serie di proposte per ripensare la mobilità cittadina, in chiave sostenibile, nella fase post lockdown da Covid-19. Ieri più di 60 tra persone e associazioni hanno partecipato all’assemblea pubblica online indetta da Legambiente Catania con l’obiettivo di raccogliere proposte per stilare un piano della mobilità post-COVID e rispondere alla possibile crisi del trasporto pubblico locale e alla mobilità della città. Siamo in un'emergenza sanitaria che lascerà il segno ed è necessario che Catania affronti tutte le problematiche consequenziali connesse, quali ad esempio il distanziamento sociale necessario per contenere la pandemia causata dal Covid-19 e occorre anche affrontare il tema della mobilità. La città deve attuare strategie in breve tempo, non avendo neanche avviato la programmazione relativa alla mobilità in ambito urbano prevista attraverso il Piano Urbano della Mobilitá Sostenibile (PUMS), sebbene questo strumento sia obbligatorio per legge. Le proposte evidenziante nell'assemblea cittadina sono molte e puntuali e realizzabili nell’immediato. Ciclabili temporanee per incrementare l'uso della bicicletta, un mezzo sicuro per il distanziamento fisico e utile anche a rafforzare le difese immunitarie, che vadano a ricalcare le direttrici già pianificate nella proposta di “Attuazione dei finanziamenti correlati alla mobilità sostenibile e piste ciclabili” PON METRO 2014-2020 – FESR 2014-2020, da realizzarsi subito in via emergenziale e temporanea; Strade principali condivise (pedoni, biciclette, auto) con la velocità massima sarà di 20 km/h da attuare in tempi brevi inserendo la segnaletica verticale relativa: via Umberto, corsie del controviale di Corso Italia, via Gabriele d'Annunzio, via Vittorio Veneto; intercettare nei parcheggi scambiatori e presso le stazioni le quote di mobilità precedentemente assorbite dal trasporto pubblico evitando che proseguano verso i centri cittadini, offrendo dei corridoi per una Rete di Mobilità d’Emergenza dedicati ai motocicli, biciclette e micromobilità; riduzione delle aree di sosta nelle strade, definizione delle aree di carico per il traffico di consegna merci. Questi ultimi diventano anche aree di sosta di notte; Aumento del costo della sosta in centro storico, ai residenti viene offerto un parcheggio notturno scontato in un garage privato; Maggiore controllo per le auto che parcheggiano sui marciapiedi; implementazione del bike sharing elettrico e normale con una tariffazione ribassata; una campagna di comunicazione dal basso per spiegare i vantaggi della bici e contrastare la disinformazione sulla sicurezza del Trasporto Pubblico Locale; un tavolo permanente di consultazione sulla mobilità tra portatori di interesse per pianificare insieme i provvedimenti necessari, compresi quelli che riguardano direttamente il tpl e la sharing mobility. Le proposte emerse durante la consulta che verranno inoltrate all'amministrazione comunale nella consapevolezza che in questa situazione occorre agire a tutti i livelli.

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26 gen 2020

Piano pedonalizzazioni di Catania, Legambiente critica: «propaganda; l’amministrazione dimostri concretezza»

di Mobilita Catania

In merito al piano di pedonalizzazioni annunciato stamane dal Comune di Catania, riceviamo e pubblichiamo la nota di Legambiente Catania: No alla propaganda. Cosa vuole fare l'amministrazione comunale per la mobilità sostenibile? L'"imponente progetto di pedonalizzazione", così come è stato definito dal Comune di Catania, secondo il circolo Legambiente di Catania è piuttosto un censimento e una riorganizzazione delle aree pedonali e delle Ztl già presenti, almeno sulla carta, in città. Infatti, consultando l'elenco di strade che secondo l'amministrazione rientrano nel piano di pedonalizzazione, ci sono pochissime differenze rispetto la situazione attuale: di fatto solamente piazza Dante, parzialmente, e un tratto di via Garibaldi saranno inibite al transito, peraltro senza che venga detto in che tempi e con che modalità. Sembra solo un annuncio generale, privo di specificità. Tra l’altro, il controllo sul rispetto delle isole pedonali esistenti, a cominciare da via Crociferi e via Etnea, è praticamente nullo. Basti vedere cosa accade il sabato sera con auto parcheggiate ovunque. Quindi non accettiamo i toni trionfalistici e propagandistici dell'amministrazione comunale. Ci sembra, piuttosto, che il progetto sbandierato sia solo un modo per dimostrare in sede di Conferenza della Mobilità Sostenibile, che si terrà domani a Palazzo degli Elefanti, per dimostrare che il Comune stia facendo qualcosa sulla mobilità sostenibile. Purtroppo i fatti parlano chiaro e dicono che sono più i passi indietro che non quelli in avanti quelli mossi dalla Giunta Pogliese. Cogliamo l’occasione per porre alcune domande all'amministrazione comunale: 1)    perché la città di Catania è l'unica città che non ha nemmeno avviato l'iter per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile? 2)    perché non si mette mano ad un piano della sosta che differenzi le tariffe al fine di disincentivare l'utilizzo del mezzo privato in centro storico? 3)    perché via Dusmet, che era stata pedonalizzata dalla precedente amministrazione, è stata invece di fatto aperta al transito e perché piazze che invece meriterebbero più dignità e una riorganizzazione dello spazio a favore della mobilità sostenibile non sono state incluse in questo piano? 4)    ci chiediamo anche a che punto sia l'iter per il bando di gara per i nuovi BRT e se corriamo il rischio di perdere questi fondi visto che non li stiamo utilizzando; 5)    ci chiediamo perché da anni non si utilizzi più il sistema “Street Control”, l'unico in grado di garantire una lotta alla sosta selvaggia; 6)    perché mettere in atto alcuni interventi, come l’eliminazione delle isole spartitraffico al Corso delle Province, che contraddicono il Piano Generale del Traffico Urbano mettendo conseguentemente in secondo piano la sicurezza stradale e incentivando, anzi, la sosta su strada? In sintesi, vorremmo sapere cosa vuole fare davvero e seriamente  l'amministrazione comunale della mobilità catanese per raggiungere quegli obiettivi di "aumentare la vivibilità per cittadini e turisti, esaltare le bellezze monumentali del cuore barocco della nostra città e tutelare la sostenibilità ambientale" che, almeno, per il momento sono chiari solo nelle parole del sindaco ma non nei fatti.   Foto di copertina di Salvatore Torregrossa: automobili e motorini in sosta selvaggia in via Dusmet, a ridosso del mercato storico della Pescheria Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Clamoroso passo indietro: via Dusmet non è più pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Via Umberto pedonale: una proposta di piano per la sua attuazione  

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27 ott 2019

“100 alberi per Catania”: il progetto di Legambiente premiato a Mantova

di Mobilita Catania

"A Catania una socialità sostenibile mette radici". E' proprio il caso di dirlo perché arriva un riconoscimento all'impegno profuso per dare ai catanesi una città più ricca di alberi e più sostenibile grazie a un modello virtuoso di attivazione e partecipazione dal basso. Il circolo di Legambiente Catania, infatti, lunedì 28 ottobre, sarà premiato in occasione della presentazione del Rapporto Ecosistema Urbano, a Mantova, per l'iniziativa "Cento alberi per Catania". Un premio che significa tanto per il circolo catanese che sul verde urbano ha avviato una vera e propria "campagna". "Cento alberi per Catania" è l'iniziativa di Legambiente Catania «per donare nuovi alberi a una città che ne è povera, coinvolgere la cittadinanza in azioni di partecipazione attiva, sottolineare che rispetto dell'ambiente e verde urbano curato e rispettato possono essere presidi di legalità. Nell'azione sono coinvolti il Comune di Catania, che si è prestato ad effettuare le piantumazioni in strade e piazze senza alberi; le scuole per le piantumazioni e l'affidamento ai cittadini dei nuovi alberi; la società civile invitata a fare donazioni direttamente, attraverso una piattaforma di crowdfunding o partecipando a eventi culturali o ricreativi. Il progetto è partito da quartieri a rischio, fortemente bisognosi di verde pubblico, di educazione ambientale e di inclusività sociale. Dopo poco però si è esteso a tutta la città coinvolgendo i cittadini anche nella scelta dei luoghi di piantumazione». Questa la motivazione che premia una "best practice" ideata e messa in pratica dai soci di Legambiente. "Non possiamo che essere orgogliosi e soddisfatti – afferma Viola Sorbello, presidente del circolo catanese che volerá a Mantova per ricevere il premio – e questo riconoscimento ci stimola a fare ancora di più e andare ancora avanti. Temo che anche quest'anno il rapporto di ecosistema urbano piazzerà Catania agli ultimi posti. L'anno scorso su centoquattro città esaminate era la centoquattresima e dall'anno scorso non sono aumenti nè i livelli di raccolta differenziata né i chilometri coperti dal servizio di trasporto pubblico, non sono state realizzate piste ciclabili, Ztl e pedonalizzazioni, non è migliorato il sistema di depurazione delle acque né la qualità dell'aria. Questo premio dunque ci consola e ci fa superare la frustrazione di fare attivismo ambientale in una città difficile come Catania." Il direttivo del circolo Legambiente di Catania dedica questo premio oltre che a tutti i volontari del circolo, anche a quella fetta sempre più ampia di catanesi sensibili al tema ambientale che stanno rispondendo positivamente ad ogni nostro progetto a favore della città." "Il progetto "Cento alberi per Catania" - continua la Sorbello - "è stato concepito, per l'appunto, con modalità studiate per aumentare il coinvolgimento dei catanesi: abbiamo chiamato in causa i privati cittadini che, con una campagna mirata, sono stati invitati prima ad acquistare gli alberi anche attraverso modiche donazioni on line per mezzo della piattaforma di crowd funding "Laboriusa", e dopo, attraverso un sondaggio web a scegliere i luoghi di piantumazione. Poi sono state coinvolte le scuole: sia per la piantumazione dei singoli alberi che nella fase precedente attraverso la formazione degli alunni sulla importanza dell'albero effettuata grazie alla nostra responsabile del progetto per le scuole Anna Quattrocchi. Sono stati coinvolti anche i negozianti le cui botteghe insistono nei luoghi in cui gli alberi sono stati impiantati che sono stati invitati ad innaffiarli a prendersene cura e a difenderli da atti vandalici. Il progetto si è allargato a macchia d'olio in tutta la città anche attraverso l'adozione da parte delle scuole delle borracce di Legambiente utili, sia per eliminare l'uso delle bottiglie di plastica usa e getta che anche per contribuire all'acquisto di alberi per l'anno prossimo." "Con 'Cento alberi per Catania'– aggiunge Davide Ruffino ideatore del progetto e segretario del circolo- abbiamo ritenuto opportuno iniziare dai quartieri a rischio, perché fortemente bisognosi di verde pubblico e di educazione ambientale, ma abbiamo in seguito allargato la prospettiva a tutte le zone della città anche attraverso la rete con altre associazioni. È proprio questa la valenza positiva del progetto: la trasversalità degli attori che hanno partecipato, nonché la collaborazione con il Comune di Catania che ha provveduto alla piantumazione degli alberi acquistati attraverso le raccolte fondi. Il fatto che il progetto 100 alberi stia funzionando lo si vede dall'effetto domino che ha provocato in città visto che molti hanno seguito il nostro esempio. Certo, il cammino è ancora lungo ma il progetto prosegue senza un termine finale. Una iniziativa, comunque, con cui Legambiente sta riuscendo a incidere sul tessuto sociale della città e operare una forte azione di pungolo all'amministrazione comunale sul verde urbano".

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11 lug 2019

“Mentre Catania bruciava”: Legambiente Catania invoca un cambio di rotta per la città

di Mobilita Catania

Mobilita Catania pubblica integralmente il comunicato di Legambiente Catania. Mentre Catania bruciava, noi ascoltavamo la lezione di Peter Newman, professore della Curtin University della città di Perth, in Australia, uno dei massimi scienziati che si occupa di ambiente e città sostenibili. Lo abbiamo sentito discettare sui mutamenti climatici che sono già in atto e sulla responsabilità che hanno le città nel cambiamento. Sulla possibilità concreta di realizzare un cambiamento di rotta a patto che si impegnino seriamente e velocemente sulla riduzione dei rifiuti, sulla utilizzazione delle energie rinnovabili e sulle buone politiche in tema di mobilità sostenibile attraverso la incentivazione dei trasporti pubblici, l'aumento delle aree car free, delle aree verdi e pedonali. Non c'era ad ascoltarlo (ci avrebbe stupito il contrario) nessuno dei detrattori delle pedonalizzazioni, dei rappresentanti dei commercianti che in questi anni hanno sistematicamente osteggiato le iniziative di associazioni e cittadini che hanno voluto le "liberazioni" di strade e di piazze dalle automobili, che hanno piantato alberi e distribuito borracce per ridurre il consumo delle plastiche. Nessuno di coloro che hanno impedito la chiusura al traffico della piazza Manganelli o della via Dusmet perché si doveva a tutti i costi parcheggiare l'auto sotto casa o far parcheggiare le auto ai clienti del proprio pub o esercizio commerciale per aumentare i propri profitti personali. Ma c'era il sindaco di Catania. Catania, una città che da anni non ha messo in campo alcuna politica ambientale in ambito urbano: speriamo che il sindaco abbia fatto sue le considerazioni dello scienziato perché ora è sua la responsabilità della città, della salute del suo territorio e dei suoi abitanti. Speriamo che si ponga l'obiettivo di risalire la vergognosa posizione della città di Catania, centoquattresima su 104 cittaàesaminate nell'ultimo rapporto di ecosistema urbano Legambiente. Speriamo che si renda conto di non aver ancora emesso ( a differenza di tantissimi suoi colleghi) l'ordinanza "Plastic free" e di non aver dichiarato lo stato di emergenza climatica, come richiesto da tanti cittadini, che non è stato predisposto il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile N.d.R), che la città è invasa da automobili, che il servizio pubblico funziona malissimo ed addirittura viene sospeso in alcune ore del giorno, che non é stato chiuso al traffico il centro storico e che anzi vengono riaperte strade al traffico o ufficialmente (come la via Dusmet) o ufficiosamente (come tante altre i cui varchi non sono sorvegliati), che non è stata programmata la realizzazione di nuove case dell'acqua, che gli alberi vengono mal gestiti e non si programma la realizzazione di nuove aree verdi, che il regolamento sul verde urbano, già pronto da diversi mesi, non é ancora attuato, che i fondi disponibili per aumentare le aree verdi o le piste ciclabili un suo assessore pensa di destinarli ad ulteriori cementificazioni, che siamo fra le città con la peggiore percentuale di raccolta differenziata d'Italia e con la tassa sui rifiuti piu' alta e con discariche sempre attive disseminate in ogni quartiere e, di recente, persino in luoghi turistici della città. Non chiediamoci dunque perché divampano incendi e non pensiamo che la sciagura si sia abbattuta sulla città per volontà sovrannaturali...Catania è una città a grave rischio ambientale. Situazioni di pericolo sono causate anche dall'elevato numero di veicoli privati, che in caso di emergenza rendono il lavoro delle FFOO e dei soccorritori più complesso. Le cause di quanto accaduto sono la politica ed una parte di cittadini arroganti, ma soprattutto ignoranti che ne hanno rallentato lo sviluppo. Noi non ci arrendiamo e riponiamo pur sempre la speranza che la parte migliore e più consapevole di cittadini si faccia avanti con coraggio e determinazione divenendo, finalmente, parte attiva nella tutela ambientale del proprio territorio.

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Proposta
16 apr 2019

Più alberi e percorsi ciclabili per Catania: la proposta di Legambiente Catania per viale Africa

di Annamaria Pace

Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili.  Nonostante sia stato scientificamente dimostrato che una città ciclabile può ridurre l'inquinamento, salvaguardare la salute e diminuire il riscaldamento globale del pianeta, le persone inizieranno ad utilizzare la bicicletta solo quando la considereranno il mezzo migliore per spostarsi. Ci possono volere anni di ingorghi prima che la gente provi un'alternativa, ma se gli automobilisti diventano gelosi dei ciclisti, la situazione può cambiare rapidamente. Copenhagen conferma questo principio. Infatti nella città danese tutti i privilegi che di solito sono una esclusiva degli automobilisti sono invece dedicati alla categoria dei ciclisti urbani. Ma Catania non è Copenhagen, non perché le salite, le discese, la pioggia o il troppo caldo: il vero motivo per cui la bicicletta è un mezzo poco utilizzato non è la mancanza di infrastrutture ciclabili, ma l'ostentazione del nostro status sociale tramite l'automobile che possediamo. L'ossessione per lo status sociale è ben radicata nel nostro cervello e dato che abbiamo costruito una società che fa affidamento sulle auto, la bicicletta è scivolata verso l'ultimo posto ed è passata ad essere considerata un mezzo di trasporto ragionevole per gli abitanti più indigenti. Un insieme di ansie collettive ci impediscono di salire in sella: queste includono non solo una riluttanza ad essere resi vulnerabili, ma sopratutto la paura di essere considerati poveri. Esiste un'alternativa che possiamo attuare imitando il modello danese che eleva al più alto livello d'importanza i ciclisti urbani. Mentre in stati come l'Italia ci siamo impegnati a costruire infrastrutture che testimoniano il dominio della macchina, e Catania ne è un triste esempio, in Danimarca sono state create magnifiche infrastrutture rivolte in particolare agli utenti delle biciclette. Per esempio The Cycle Snake, o Cykelslangen, è un percorso sopraelevato sulla città di Copenhagen che sospende letteralmente il ciclista sopra la città, elevando metaforicamente. In tal modo stanno persuadendo sottilmente le persone di ogni estrazione a vedere oltre i loro pregiudizi o paure, inducendole a considerare la bicicletta come la scelta chiaramente migliore per muoversi per tutti. Piccole misure di prioritarizzazione come questa aumentano il senso di sicurezza e considerazione che i ciclisti sperimentano, rendendo naturale per i cittadini di una città agire nel proprio interesse personale e salire quindi sulla loro bicicletta, mostrando al mondo che la bicicletta è in realtà l'accessorio di moda più all'avanguardia. I cittadini utilizzano la bicicletta non solo perché si sentono più sicuri sulle strade, ma anche perché culturalmente sono a loro agio con il loro status sociale di gruppo altamente visibile. Oggi molte città europee hanno cambiato il modo di concepire la città, valorizzando i loro centri storici con l'eliminazione delle auto, incentivando l'uso dei mezzi pubblici, creando aree pedonali condivise con i ciclisti per la felicità dei residenti e dei visitatori. Catania ha un fronte mare unico al mondo in cui insistono pini marittimi di grandi dimensioni, le cui radici però rendono pericolosa una strada viale Africa, dedicata esclusivamente al traffico veicolare, composta da 6 corsie, tre per ogni senso di marcia, delle quali un terzo è utilizzato come parcheggio. Legambiente Catania, con l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente, propone una rimodulazione del viale Africa nel tratto compreso tra piazza Europa, piazza Galatea e piazza Giovanni XXIII. Le tre corsie prospicienti al mare potrebbero essere riconvertite in una zona a verde, pedonale e ciclabile che configurerebbe un nuovo spazio pubblico "lineare" da destinare a diverse attività sociali ed economiche stabilite secondo un progetto partecipato con la cittadinanza. Le tre corsie più interne invece sarebbero dedicate rispettivamente ai due sensi di marcia dei veicoli con un limite di velocità di 30 km orari e ad una corsia dedicata al trasporto pubblico. Nel 2017 era stato proclamata, dalla precedente amministrazione comunale, l'avvio della "più grande opera pubblica"con 31 milioni di euro destinati per la messa in sicurezza, l'innovazione e il rifacimento dell'intero manto stradale della città, di cui 11.500.000 di Euro con fondi comunali, utilizzando i fondi del Patto per Catania che finanziavano i lavori del cosiddetto Cta-Mover. Alcuni dei lavori, già varati dalla precedente Giunta, riguardavano la circonvallazione, il viale Africa e le vie Acquicella Porto e la via Dusmet, ma ad oggi non abbiamo più nessuna notizia in merito. Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili. Ma per sviluppare questo nuova visione della città sarà necessario non soltanto creare infrastrutture ciclabili sicure ed aree pedonali, ma modificare i nostri atteggiamenti culturali che stanno causando gravi conseguenze alla società, all'ambiente e alla vita quotidiana. Annamaria Pace Vice presidente Legambiente Catania

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