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26 gen 2020

Piano pedonalizzazioni di Catania, Legambiente critica: «propaganda; l’amministrazione dimostri concretezza»

di Mobilita Catania

In merito al piano di pedonalizzazioni annunciato stamane dal Comune di Catania, riceviamo e pubblichiamo la nota di Legambiente Catania: No alla propaganda. Cosa vuole fare l'amministrazione comunale per la mobilità sostenibile? L'"imponente progetto di pedonalizzazione", così come è stato definito dal Comune di Catania, secondo il circolo Legambiente di Catania è piuttosto un censimento e una riorganizzazione delle aree pedonali e delle Ztl già presenti, almeno sulla carta, in città. Infatti, consultando l'elenco di strade che secondo l'amministrazione rientrano nel piano di pedonalizzazione, ci sono pochissime differenze rispetto la situazione attuale: di fatto solamente piazza Dante, parzialmente, e un tratto di via Garibaldi saranno inibite al transito, peraltro senza che venga detto in che tempi e con che modalità. Sembra solo un annuncio generale, privo di specificità. Tra l’altro, il controllo sul rispetto delle isole pedonali esistenti, a cominciare da via Crociferi e via Etnea, è praticamente nullo. Basti vedere cosa accade il sabato sera con auto parcheggiate ovunque. Quindi non accettiamo i toni trionfalistici e propagandistici dell'amministrazione comunale. Ci sembra, piuttosto, che il progetto sbandierato sia solo un modo per dimostrare in sede di Conferenza della Mobilità Sostenibile, che si terrà domani a Palazzo degli Elefanti, per dimostrare che il Comune stia facendo qualcosa sulla mobilità sostenibile. Purtroppo i fatti parlano chiaro e dicono che sono più i passi indietro che non quelli in avanti quelli mossi dalla Giunta Pogliese. Cogliamo l’occasione per porre alcune domande all'amministrazione comunale: 1)    perché la città di Catania è l'unica città che non ha nemmeno avviato l'iter per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile? 2)    perché non si mette mano ad un piano della sosta che differenzi le tariffe al fine di disincentivare l'utilizzo del mezzo privato in centro storico? 3)    perché via Dusmet, che era stata pedonalizzata dalla precedente amministrazione, è stata invece di fatto aperta al transito e perché piazze che invece meriterebbero più dignità e una riorganizzazione dello spazio a favore della mobilità sostenibile non sono state incluse in questo piano? 4)    ci chiediamo anche a che punto sia l'iter per il bando di gara per i nuovi BRT e se corriamo il rischio di perdere questi fondi visto che non li stiamo utilizzando; 5)    ci chiediamo perché da anni non si utilizzi più il sistema “Street Control”, l'unico in grado di garantire una lotta alla sosta selvaggia; 6)    perché mettere in atto alcuni interventi, come l’eliminazione delle isole spartitraffico al Corso delle Province, che contraddicono il Piano Generale del Traffico Urbano mettendo conseguentemente in secondo piano la sicurezza stradale e incentivando, anzi, la sosta su strada? In sintesi, vorremmo sapere cosa vuole fare davvero e seriamente  l'amministrazione comunale della mobilità catanese per raggiungere quegli obiettivi di "aumentare la vivibilità per cittadini e turisti, esaltare le bellezze monumentali del cuore barocco della nostra città e tutelare la sostenibilità ambientale" che, almeno, per il momento sono chiari solo nelle parole del sindaco ma non nei fatti.   Foto di copertina di Salvatore Torregrossa: automobili e motorini in sosta selvaggia in via Dusmet, a ridosso del mercato storico della Pescheria Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Clamoroso passo indietro: via Dusmet non è più pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Via Umberto pedonale: una proposta di piano per la sua attuazione  

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27 ott 2019

“100 alberi per Catania”: il progetto di Legambiente premiato a Mantova

di Mobilita Catania

"A Catania una socialità sostenibile mette radici". E' proprio il caso di dirlo perché arriva un riconoscimento all'impegno profuso per dare ai catanesi una città più ricca di alberi e più sostenibile grazie a un modello virtuoso di attivazione e partecipazione dal basso. Il circolo di Legambiente Catania, infatti, lunedì 28 ottobre, sarà premiato in occasione della presentazione del Rapporto Ecosistema Urbano, a Mantova, per l'iniziativa "Cento alberi per Catania". Un premio che significa tanto per il circolo catanese che sul verde urbano ha avviato una vera e propria "campagna". "Cento alberi per Catania" è l'iniziativa di Legambiente Catania «per donare nuovi alberi a una città che ne è povera, coinvolgere la cittadinanza in azioni di partecipazione attiva, sottolineare che rispetto dell'ambiente e verde urbano curato e rispettato possono essere presidi di legalità. Nell'azione sono coinvolti il Comune di Catania, che si è prestato ad effettuare le piantumazioni in strade e piazze senza alberi; le scuole per le piantumazioni e l'affidamento ai cittadini dei nuovi alberi; la società civile invitata a fare donazioni direttamente, attraverso una piattaforma di crowdfunding o partecipando a eventi culturali o ricreativi. Il progetto è partito da quartieri a rischio, fortemente bisognosi di verde pubblico, di educazione ambientale e di inclusività sociale. Dopo poco però si è esteso a tutta la città coinvolgendo i cittadini anche nella scelta dei luoghi di piantumazione». Questa la motivazione che premia una "best practice" ideata e messa in pratica dai soci di Legambiente. "Non possiamo che essere orgogliosi e soddisfatti – afferma Viola Sorbello, presidente del circolo catanese che volerá a Mantova per ricevere il premio – e questo riconoscimento ci stimola a fare ancora di più e andare ancora avanti. Temo che anche quest'anno il rapporto di ecosistema urbano piazzerà Catania agli ultimi posti. L'anno scorso su centoquattro città esaminate era la centoquattresima e dall'anno scorso non sono aumenti nè i livelli di raccolta differenziata né i chilometri coperti dal servizio di trasporto pubblico, non sono state realizzate piste ciclabili, Ztl e pedonalizzazioni, non è migliorato il sistema di depurazione delle acque né la qualità dell'aria. Questo premio dunque ci consola e ci fa superare la frustrazione di fare attivismo ambientale in una città difficile come Catania." Il direttivo del circolo Legambiente di Catania dedica questo premio oltre che a tutti i volontari del circolo, anche a quella fetta sempre più ampia di catanesi sensibili al tema ambientale che stanno rispondendo positivamente ad ogni nostro progetto a favore della città." "Il progetto "Cento alberi per Catania" - continua la Sorbello - "è stato concepito, per l'appunto, con modalità studiate per aumentare il coinvolgimento dei catanesi: abbiamo chiamato in causa i privati cittadini che, con una campagna mirata, sono stati invitati prima ad acquistare gli alberi anche attraverso modiche donazioni on line per mezzo della piattaforma di crowd funding "Laboriusa", e dopo, attraverso un sondaggio web a scegliere i luoghi di piantumazione. Poi sono state coinvolte le scuole: sia per la piantumazione dei singoli alberi che nella fase precedente attraverso la formazione degli alunni sulla importanza dell'albero effettuata grazie alla nostra responsabile del progetto per le scuole Anna Quattrocchi. Sono stati coinvolti anche i negozianti le cui botteghe insistono nei luoghi in cui gli alberi sono stati impiantati che sono stati invitati ad innaffiarli a prendersene cura e a difenderli da atti vandalici. Il progetto si è allargato a macchia d'olio in tutta la città anche attraverso l'adozione da parte delle scuole delle borracce di Legambiente utili, sia per eliminare l'uso delle bottiglie di plastica usa e getta che anche per contribuire all'acquisto di alberi per l'anno prossimo." "Con 'Cento alberi per Catania'– aggiunge Davide Ruffino ideatore del progetto e segretario del circolo- abbiamo ritenuto opportuno iniziare dai quartieri a rischio, perché fortemente bisognosi di verde pubblico e di educazione ambientale, ma abbiamo in seguito allargato la prospettiva a tutte le zone della città anche attraverso la rete con altre associazioni. È proprio questa la valenza positiva del progetto: la trasversalità degli attori che hanno partecipato, nonché la collaborazione con il Comune di Catania che ha provveduto alla piantumazione degli alberi acquistati attraverso le raccolte fondi. Il fatto che il progetto 100 alberi stia funzionando lo si vede dall'effetto domino che ha provocato in città visto che molti hanno seguito il nostro esempio. Certo, il cammino è ancora lungo ma il progetto prosegue senza un termine finale. Una iniziativa, comunque, con cui Legambiente sta riuscendo a incidere sul tessuto sociale della città e operare una forte azione di pungolo all'amministrazione comunale sul verde urbano".

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11 lug 2019

“Mentre Catania bruciava”: Legambiente Catania invoca un cambio di rotta per la città

di Mobilita Catania

Mobilita Catania pubblica integralmente il comunicato di Legambiente Catania. Mentre Catania bruciava, noi ascoltavamo la lezione di Peter Newman, professore della Curtin University della città di Perth, in Australia, uno dei massimi scienziati che si occupa di ambiente e città sostenibili. Lo abbiamo sentito discettare sui mutamenti climatici che sono già in atto e sulla responsabilità che hanno le città nel cambiamento. Sulla possibilità concreta di realizzare un cambiamento di rotta a patto che si impegnino seriamente e velocemente sulla riduzione dei rifiuti, sulla utilizzazione delle energie rinnovabili e sulle buone politiche in tema di mobilità sostenibile attraverso la incentivazione dei trasporti pubblici, l'aumento delle aree car free, delle aree verdi e pedonali. Non c'era ad ascoltarlo (ci avrebbe stupito il contrario) nessuno dei detrattori delle pedonalizzazioni, dei rappresentanti dei commercianti che in questi anni hanno sistematicamente osteggiato le iniziative di associazioni e cittadini che hanno voluto le "liberazioni" di strade e di piazze dalle automobili, che hanno piantato alberi e distribuito borracce per ridurre il consumo delle plastiche. Nessuno di coloro che hanno impedito la chiusura al traffico della piazza Manganelli o della via Dusmet perché si doveva a tutti i costi parcheggiare l'auto sotto casa o far parcheggiare le auto ai clienti del proprio pub o esercizio commerciale per aumentare i propri profitti personali. Ma c'era il sindaco di Catania. Catania, una città che da anni non ha messo in campo alcuna politica ambientale in ambito urbano: speriamo che il sindaco abbia fatto sue le considerazioni dello scienziato perché ora è sua la responsabilità della città, della salute del suo territorio e dei suoi abitanti. Speriamo che si ponga l'obiettivo di risalire la vergognosa posizione della città di Catania, centoquattresima su 104 cittaàesaminate nell'ultimo rapporto di ecosistema urbano Legambiente. Speriamo che si renda conto di non aver ancora emesso ( a differenza di tantissimi suoi colleghi) l'ordinanza "Plastic free" e di non aver dichiarato lo stato di emergenza climatica, come richiesto da tanti cittadini, che non è stato predisposto il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile N.d.R), che la città è invasa da automobili, che il servizio pubblico funziona malissimo ed addirittura viene sospeso in alcune ore del giorno, che non é stato chiuso al traffico il centro storico e che anzi vengono riaperte strade al traffico o ufficialmente (come la via Dusmet) o ufficiosamente (come tante altre i cui varchi non sono sorvegliati), che non è stata programmata la realizzazione di nuove case dell'acqua, che gli alberi vengono mal gestiti e non si programma la realizzazione di nuove aree verdi, che il regolamento sul verde urbano, già pronto da diversi mesi, non é ancora attuato, che i fondi disponibili per aumentare le aree verdi o le piste ciclabili un suo assessore pensa di destinarli ad ulteriori cementificazioni, che siamo fra le città con la peggiore percentuale di raccolta differenziata d'Italia e con la tassa sui rifiuti piu' alta e con discariche sempre attive disseminate in ogni quartiere e, di recente, persino in luoghi turistici della città. Non chiediamoci dunque perché divampano incendi e non pensiamo che la sciagura si sia abbattuta sulla città per volontà sovrannaturali...Catania è una città a grave rischio ambientale. Situazioni di pericolo sono causate anche dall'elevato numero di veicoli privati, che in caso di emergenza rendono il lavoro delle FFOO e dei soccorritori più complesso. Le cause di quanto accaduto sono la politica ed una parte di cittadini arroganti, ma soprattutto ignoranti che ne hanno rallentato lo sviluppo. Noi non ci arrendiamo e riponiamo pur sempre la speranza che la parte migliore e più consapevole di cittadini si faccia avanti con coraggio e determinazione divenendo, finalmente, parte attiva nella tutela ambientale del proprio territorio.

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Proposta
16 apr 2019

Più alberi e percorsi ciclabili per Catania: la proposta di Legambiente Catania per viale Africa

di Annamaria Pace

Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili.  Nonostante sia stato scientificamente dimostrato che una città ciclabile può ridurre l'inquinamento, salvaguardare la salute e diminuire il riscaldamento globale del pianeta, le persone inizieranno ad utilizzare la bicicletta solo quando la considereranno il mezzo migliore per spostarsi. Ci possono volere anni di ingorghi prima che la gente provi un'alternativa, ma se gli automobilisti diventano gelosi dei ciclisti, la situazione può cambiare rapidamente. Copenhagen conferma questo principio. Infatti nella città danese tutti i privilegi che di solito sono una esclusiva degli automobilisti sono invece dedicati alla categoria dei ciclisti urbani. Ma Catania non è Copenhagen, non perché le salite, le discese, la pioggia o il troppo caldo: il vero motivo per cui la bicicletta è un mezzo poco utilizzato non è la mancanza di infrastrutture ciclabili, ma l'ostentazione del nostro status sociale tramite l'automobile che possediamo. L'ossessione per lo status sociale è ben radicata nel nostro cervello e dato che abbiamo costruito una società che fa affidamento sulle auto, la bicicletta è scivolata verso l'ultimo posto ed è passata ad essere considerata un mezzo di trasporto ragionevole per gli abitanti più indigenti. Un insieme di ansie collettive ci impediscono di salire in sella: queste includono non solo una riluttanza ad essere resi vulnerabili, ma sopratutto la paura di essere considerati poveri. Esiste un'alternativa che possiamo attuare imitando il modello danese che eleva al più alto livello d'importanza i ciclisti urbani. Mentre in stati come l'Italia ci siamo impegnati a costruire infrastrutture che testimoniano il dominio della macchina, e Catania ne è un triste esempio, in Danimarca sono state create magnifiche infrastrutture rivolte in particolare agli utenti delle biciclette. Per esempio The Cycle Snake, o Cykelslangen, è un percorso sopraelevato sulla città di Copenhagen che sospende letteralmente il ciclista sopra la città, elevando metaforicamente. In tal modo stanno persuadendo sottilmente le persone di ogni estrazione a vedere oltre i loro pregiudizi o paure, inducendole a considerare la bicicletta come la scelta chiaramente migliore per muoversi per tutti. Piccole misure di prioritarizzazione come questa aumentano il senso di sicurezza e considerazione che i ciclisti sperimentano, rendendo naturale per i cittadini di una città agire nel proprio interesse personale e salire quindi sulla loro bicicletta, mostrando al mondo che la bicicletta è in realtà l'accessorio di moda più all'avanguardia. I cittadini utilizzano la bicicletta non solo perché si sentono più sicuri sulle strade, ma anche perché culturalmente sono a loro agio con il loro status sociale di gruppo altamente visibile. Oggi molte città europee hanno cambiato il modo di concepire la città, valorizzando i loro centri storici con l'eliminazione delle auto, incentivando l'uso dei mezzi pubblici, creando aree pedonali condivise con i ciclisti per la felicità dei residenti e dei visitatori. Catania ha un fronte mare unico al mondo in cui insistono pini marittimi di grandi dimensioni, le cui radici però rendono pericolosa una strada viale Africa, dedicata esclusivamente al traffico veicolare, composta da 6 corsie, tre per ogni senso di marcia, delle quali un terzo è utilizzato come parcheggio. Legambiente Catania, con l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini e dell'ambiente, propone una rimodulazione del viale Africa nel tratto compreso tra piazza Europa, piazza Galatea e piazza Giovanni XXIII. Le tre corsie prospicienti al mare potrebbero essere riconvertite in una zona a verde, pedonale e ciclabile che configurerebbe un nuovo spazio pubblico "lineare" da destinare a diverse attività sociali ed economiche stabilite secondo un progetto partecipato con la cittadinanza. Le tre corsie più interne invece sarebbero dedicate rispettivamente ai due sensi di marcia dei veicoli con un limite di velocità di 30 km orari e ad una corsia dedicata al trasporto pubblico. Nel 2017 era stato proclamata, dalla precedente amministrazione comunale, l'avvio della "più grande opera pubblica"con 31 milioni di euro destinati per la messa in sicurezza, l'innovazione e il rifacimento dell'intero manto stradale della città, di cui 11.500.000 di Euro con fondi comunali, utilizzando i fondi del Patto per Catania che finanziavano i lavori del cosiddetto Cta-Mover. Alcuni dei lavori, già varati dalla precedente Giunta, riguardavano la circonvallazione, il viale Africa e le vie Acquicella Porto e la via Dusmet, ma ad oggi non abbiamo più nessuna notizia in merito. Legambiente Catania propone all'amministrazione comunale di attuare nel breve periodo le più moderne strategie per realizzare una città migliore per tutti, una città in cui gli spazi urbani sono valorizzati anche tramite la creazione di aree pedonali e ciclabili. Ma per sviluppare questo nuova visione della città sarà necessario non soltanto creare infrastrutture ciclabili sicure ed aree pedonali, ma modificare i nostri atteggiamenti culturali che stanno causando gravi conseguenze alla società, all'ambiente e alla vita quotidiana. Annamaria Pace Vice presidente Legambiente Catania

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Segnalazione
03 apr 2019

Villa Bellini deturpata dalla plastica durante la manifestazione culinaria

di Mobilita Catania

In un contesto come quello odierno in cui la riduzione dei rifiuti e la conversione dei materiali inquinanti sono una necessità urlata a gran voce, Legambiente Catania si dice esterrefatta per il modo in cui è stata gestita la manifestazione Cibo Nostrum all'interno della Villa Bellini, unico polmone verde della città che raccoglie in se gran parte della storia di Catania. "Mentre il mondo urla la necessità di un immediato cambio di rotta contro i cambiamenti climatici inneggiando le gesta della piccola Greta Thunberg, il Sindaco Pogliese consegna "in pasto" il baluardo della nostra città, il luogo più storico della civis catanese" attacca Gianluca Proto Responsabile Energia&Rifiuti di Legambiente Catania. "Mentre il nostro impegno ci vedeva concentrati sull'iniziativa Plastic Free in occasione del PopUpMarket a Villa Pacini, per sensibilizzare la popolazione al non utilizzo della plastica, dall'altra parte della città si consumava uno scempio inaudito: rifiuti di ogni genere deturpavano la Villa Bellini arrecando un danno ambientale, oltre che di immagine. Soprattutto in un momento storico in cui la Sicilia riscuote il primato nazionale con più Comuni che hanno adottato ordinanze Plastic-Free, Catania resta ancora una volta fanalino di coda in tema di gestione dei rifiuti".  

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Proposta
02 apr 2019

Una cura urgente per il centro di Catania: pedonalizzare le piazze Mazzini e San Francesco d’Assisi

di Mobilita Catania

Camminare non è solo un bene per la tua salute fisica e mentale ma è anche un bene per l'economia. Oltre ai risparmi per il sistema sanitario pubblico, gli urbanisti e gli analisti economici sostengono che quanto più è "percorribile a piedi " la città, tanto più è economicamente redditizia. Legambiente Catania sostiene questo principio confermato dai numerosi esempi che ormai sono una realtà a tutte le latitudini della terra. Secondo alcuni studi, camminare per 30 minuti al giorno riduce il rischio di malattie cardiache di circa il 35% e determina enormi risparmi in relazione a decessi, ai ricoveri ospedalieri e a costose procedure mediche, oltre a mantenere le persone sane e produttive nelle loro comunità. Nelle città si crea una differenza tra luoghi percorribili a piedi e luoghi percorribili esclusivamente con l'automobile, questa differenza è data dalla differenza tra persone sane e persone non sane. La malattia cronica è prevalente negli ambienti dominati dalle auto rispetto agli ambienti pedonali, che rappresentano spazi sociali condivisi e che incoraggiano le persone a camminare, parlare e a essere parte della comunità. Camminare riduce anche il rischio di cancro e diabete, migliorando anche la salute mentale. E' stato dimostrato che pedonalizzare l'ambiente urbano è un fattore positivo non solo per la salute dei cittadini ma anche per l'economia, per l'ambiente e anche per la politica sociale. Inoltre è abbastanza evidente che il design della città e la pedonabilità in realtà produce risultati salutari a lungo termine. La città di Catania deve procedere verso il futuro guardando in questa prospettiva perchè oggi è indispensabile mettersi al passo con le più moderne e attuali strategie per combattere l'inquinamento dell'aria, la disparità sociale e i fenomeni sempre più catastrofici determinati dai cambiamenti climatici. È necessaria una cura urgente per il centro storico di Catania ed i suoi abitanti, per questo Legambiente propone l'espansione dell'area pedonale esistente, oggi costituita solamente da piazza Duomo, piazza Università e la parte meridionale di via Etnea, peraltro troppo spesso non rispettata. Eppure è proprio in centro che dovrebbero essere estese le pedonalizzazioni, non solo per la salute dei cittadini ma anche per la fruizione di zone della città ricche di monumenti importanti e rappresentativi del patrimonio artistico di Catania. La proposta di espansione della pedonalizzazione coinvolgerebbe le piazze Mazzini e San Francesco d'Assisi e la conseguente chiusura a traffico dei tratti di via Vittorio Emanuele, via Garibaldi e via Teatro Greco rafforzando la già esistente area pedonale di via Crociferi, piazza Duomo e via Cardinale Dusmet. La pedonalizzazione di questa area comporterebbe anche la chiusura del tratto di via Manzoni in cui è ubicata la Questura di Catania, ciò garantirebbe la sicurezza dei cittadini richiesta nel 2018 al Sindaco Pogliese dal sindacato Siap della polizia che ha evidenziato gravi criticità causate dal traffico veicolare che insiste nell'area. Legambiente chiede all'amministrazione di far rispettare le aree pedonali esistenti e di crearne nuove in modo da migliorare la fruizione del nostro centro sia dal punto di vista turistico che commerciale, incentivando l'utilizzo della bicicletta e dell'efficiente rete metropolitana. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Via Umberto: un possibile piano viario per consentirne la pedonalizzazione La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

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Articolo
27 mar 2019

La lotta al cambiamento climatico comincia dalle città: l’appello di Legambiente Catania

di Amedeo Paladino

Il ciclone "Greta" ci ha colpiti. Ha colpito i nostri cuori e le nostre coscienze, facendoci capire con forza e violenza che dobbiamo agire subito perché non abbiamo molto tempo per salvare la vita sul nostro pianeta terra. Legambiente Catania condivide totalmente l'idea che anche nel nostro piccolo possiamo creare un cambiamento; per questo intende portare avanti azioni concrete che possano contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici nel breve e medio periodo. Il circolo Legambiente Catania ha redatto un programma che suddivide le problematiche ambientali in otto tematiche da affrontare: l'uso sostenibile del suolo, l'economia circolare, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la transazione verso energie rinnovabili, la qualità dell'aria, la qualità delle acque, gli ecosistemi e il verde urbano, la mobilità sostenibile. A livello Nazionale Legambiente ha richiesto al Governo Italiano 10 azioni per combattere i cambiamenti climatici. Forse in tanti non sanno che nel 2017 la città di Catania ha sottoscritto, insieme ad altre città metropolitane, la "Carta per le città metropolitane sostenibili" e con ciò si è impegnata a portare avanti "la Costituzione delle Città metropolitane". Ancor prima la legge n. 56 del 2014 ( di cui la Carta è una attuazione) aveva modificato profondamente il precedente assetto istituzionale fornendo alle citta' metropolitane l'indirizzo dello sviluppo economico e sociale, la pianificazione strategica e territoriale, il coordinamento dell'azione complessiva di governo del loro territorio. Le Città metropolitane devono adoperarsi affinché non solo le istituzioni, ma tutte le organizzazioni della società civile e i cittadini, diventino consapevoli dell'importanza degli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 e siano coinvolti direttamente per il loro conseguimento. Legambiente si propone di coinvolgere tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nell'area metropolitana di Catania, nonché altre associazioni e movimenti presenti nel territorio, con una raccolta firme nella quale si chiederà all'amministrazione di attivare le azioni richieste nell'istanza in tempi brevissimi affinché si realizzi concretamente, e non solo a parole, un cambiamento radicale per contrastare i cambiamenti climatici. Inoltre a ottobre organizzerà una conferenza su i cambiamenti climatici durante la quale si affronteranno vari aspetti del problema e saranno analizzate le azioni già attuate o programmabili nell'area metropolitana della città.

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