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05 mag 2021

Nuova area pedonale, restituita dignità alla Chiesa di Sant’Agata la Vetere

di Andrea Tartaglia

Finalmente liberata dalle auto e pedonalizzata piazza Sant'Agata la Vetere, dove si affaccia l'omonima chiesa, sede della prima cattedrale di Catania. Si restituisce così dignità e decoro al prezioso spazio urbano usato per anni come parcheggio abusivo. L'intervento del Comune è stato deciso su iniziativa di numerosi cittadini e residenti, di cui si era fatta voce anche il consiglio del primo municipio. Già apposta la segnaletica di area pedonale, nei prossimi giorni il comune dovrà installare dei dissuasori fissi. Per il momento, in loro luogo, sono presenti delle fioriere disposte da alcuni cittadini di buona volontà ma che non sono sufficienti in quanto amovibili con facilità. Segnale, comunque, di partecipazione, amore per la città e voglia di contribuire per il suo progresso sul fronte della valorizzazione del centro storico, che attende ancora sia portato a pieno compimento il piano di pedonalizzazioni annunciato dall'amministrazione comunale. Con l'avvento dell'area pedonale ormai formalizzata, oltre all'apposizione di dissuasori fissi, al Comune spetta anche il compito di rimuovere le strisce di asfalto sul basolato lavico che erano state abusivamente realizzate proprio per consentire l'accesso sul marciapiede della piazza ai veicoli, deturpando così lo stato dei luoghi e la pavimentazione originale. L'intervento oggi realizzato rappresenta un piccolo passo in avanti per la valorizzazione del centro storico ma assume grande significato simbolico, anche per la soddisfazione viva da parte di cittadini e residenti. Foto di Andrea Petralia per Mobilita Catania Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

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Uno spazio pubblico riqualificato a misura di bambino connoterà la prima “Zona Scolastica” che verrà realizzata a Catania grazie alla collaborazione pubblico-privato, senza distogliere risorse dal bilancio comunale. Lo spazio, ricco di aiuole, piante, prati e giochi educativi, prenderà forma nella via Guardo, tra le vie Empedocle e Caronda, davanti alla scuola XX Settembre, nell’immediata prossimità della stazione di Catania Borgo della Ferrovia Circumetnea e della metropolitana.

Sono stati aggiudicati i lavori di riqualificazione dell’area che prevedono interventi di riqualificazione e manutenzione per cinque anni. Via Guardo era già stata pedonalizzata lo scorso anno per favorire la comunità scolastica e garantire condizioni di sicurezza negli orari di entrata e uscita dalla scuola XX Settembre.

Il progetto di riqualificazione, che trasformerà lo spazio prospiciente l’istituto scolastico, è stato elaborato dalle ditte Gardeniart srl e Ipp Costruzioni Srl, con gli architetti Loredana Cucinotta e Ignazio Biuso di Ferrovia Circumetnea, secondo le più avanzate pratiche della progettazione partecipata. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Legambiente Catania, l’istituto XX Settembre ed FCE.

«Il progetto che stiamo realizzando, il primo del suo genere a Catania, punta a sviluppare il coinvolgimento attivo degli studenti per la valorizzazione e il mantenimento dell’area -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-. La creazione di una Zona scolastica, introdotta dal Codice della Strada, consentirà di aumentare la sicurezza stradale, orientare la mobilità scolastica verso forme più sostenibili, contribuire all’autonomia degli studenti e alla conoscenza del territorio. Un’iniziativa partecipata a costo zero -ha concluso primo cittadino- che per la sua valenza sociale ed educativa contiamo di replicare anche in altre parti, per migliorare il decoro urbano della nostra città responsabilizzando i ragazzi fin dall’età scolare al rispetto dell’ambiente e al senso civico».

Tra tra i vari interventi previsti dal progetto, il rifacimento del manto stradale dell’area interessata alla riqualificazione; la realizzazione di aiuole; la posa in opera di giochi educativi con stampe in materiale termoplastico; l’installazione di quattro panchine e altrettante fioriere; la posa in opera di terra vegetale di coltivo; un impianto di subirrigazione automatizzato con programmazione a distanza; la messa a dimora di alberi, cespugli e tappeto erboso.

Ecco alcune immagini del progetto

I lavori, che avranno inizio subito dopo le festività pasquali, verranno eseguiti con metodi innovativi nel pieno rispetto dell’ambiente facendo ricorso a mezzi meccanici di ultima generazione, a basso impatto ambientale, anche per garantire alta efficienza produttiva ed elevati standard di sicurezza per gli addetti al cantiere.


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27 feb 2021

L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità

di Mobilita Catania

"Le parole sono importanti", diceva Michele Apicella, interpretato da Nanni Moretti, a una giornalista nel film "Palombella Rossa": a differenza della celebre scena cinematografica, a creare sgomento non sono le forme linguistiche utilizzate, ma il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore comunale con delega alla Mobilità, Pippo Arcidiacono, recentemente espresse in un'intervista del Quotidiano di Sicilia. Alcuni passaggi e alcune dichiarazioni, in particolare, sottintendono sviluppi tutt'altro che positivi sul futuro della mobilità catanese e, per questo, lasciano sgomenti, in un momento in cui, nel resto d'Italia e d'Europa, le politiche della mobilità nelle grandi città hanno ormai intrapreso con decisione tutt'altra strada. Mobilita Catania dal 2015 si è posta l'obiettivo di essere un occhio vigile sulle politiche territoriali inerenti alle infrastrutture, la mobilità e l'ambiente, quindi con frequenti estensioni all'urbanistica e all'architettura, avendo sempre attenzione di mantenere uno spirito critico ma oggettivo, comunque sempre propositivo. Mantenendo questa linea, questo editoriale rappresenta un'interpretazione delle risposte dell'assessore alle domande della giornalista in tema di mobilità e pedonalizzazioni e vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e, auspicabilmente, anche per l'amministrazione comunale. A proposito della realizzazione delle nuove linee di Bus Rapid Transit, linee bus protette da cordoli e con precedenza rispetto alla viabilità privata, l'assessore afferma che «dei quattro previsti, se ne potranno realizzare tre»: il "Brt dei Viali" (dal viale Mario Rapisardi a Piazza Europa, passando da viale XX Settembre e Corso Italia) soffre, a detta di Arcidiacono, di difficoltà realizzative. Addirittura non sarebbe proprio fattibile: «il Brt, inteso in senso classico, non si può realizzare in viale Mario Rapisardi». In realtà, da un punto di vista prettamente tecnico, non esistono difficoltà non superabili, come d'altronde già emerso nella bontà del progetto dell'allora amministrazione Stancanelli. La realizzazione di questi itinerari protetti è inserita nel Pon metro (Programma Operativo Nazionale) “Città Metropolitane 2014/2020”, e in particolare la linea veloce del viale Mario Rapisardi è prevista sin dal 2013, quando esordì con successo la prima linea di Brt, e godrebbe quindi pure della necessaria copertura economica per la realizzazione. Le parole dell'assessore rappresentano, quindi, un clamoroso passo indietro, il quale appare non dettato da difficoltà tecniche (che, in realtà, non sussistono minimamente), bensì da una precisa volontà politica: per la realizzazione del "Brt dei Viali" (il Brt2) è necessaria una riduzione della sosta su strada e sarebbe resa fisicamente impossibile la sosta in "doppia fila" così come, verosimilmente, verrebbe meno anche il mantenimento di molte postazioni commerciali ambulanti, il che potrebbe suscitare malumori per una parte di cittadini, ma procurerebbe un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico in un'area della città che soffre particolarmente in tema di mobilità e trasporto pubblico (e, quindi, farebbe ben contenta un'altra parte di cittadini!). Spesso si sente dire che a Catania ci si sposta in auto perché il mezzo pubblico è inaffidabile. Ma se poi, come in questo caso, non si vuole rendere efficiente il mezzo pubblico per non dar fastidio alle auto, qualcosa non torna. Né si può pensare che l'utenza degli esercizi commerciali sia rappresentata da chi vi si reca in auto per parcheggiare nell'immediata prossimità della destinazione finale. Un trasporto pubblico efficace, al contrario, sarebbe un nuovo supporto alle stesse attività commerciali, più facilmente raggiungibili con uno strumento, quello del Brt, che per le sue caratteristiche garantisce alta efficienza, non dovendo scontare colonne di traffico né, tantomeno, avere necessità di parcheggio. Basti pensare che, ad oggi, viale Mario Rapisardi è servito dalla linea Amt 421 che ha una frequenza di 40-50 minuti e tempi di percorrenza elevati dovuti alla sede promiscua di percorrenza. Il Brt2, invece, transiterebbe ogni pochi minuti e con una velocità commerciale molto più elevata, potendo godere di corsia riservata protetta. Dai Brt, con lo sconsolante annuncio sul Brt2, si passa quindi al tema delle pedonalizzazioni. Poco più di un anno fa, l'amministrazione comunale annunciava un "imponente piano di pedonalizzazioni". Di tale imponenza, purtroppo, ad oggi è rimasta solo la dichiarazione, visto che poco -in pratica- s'è fatto: pedonalizzazione (seppur parziale) di piazza Dante e nuovi dissuasori in piazza Duomo e nella zona del Teatro Massimo Bellini, dove però, persino in questi giorni, si registra sosta selvaggia in via Teatro Massimo e in via Michele Rapisardi. Né può essere una scusante l'emergenza sanitaria nel frattempo intercorsa, visto che, in altre città, proprio l'emergenza sanitaria è stata colta come occasione per aumentare pedonalizzazioni e migliorare la dotazione infrastrutturale per la mobilità dolce. Cosa non fatta a Catania. Ma è sui prossimi passi che purtroppo si rileva una dichiarazione decisamente inquietante per chi ha a cuore le sorti della città di Catania. Dice l'assessore: «Purtroppo per Piazza Manganelli non vedo una possibilità [di pedonalizzazione, ndr], perché rappresenta l’unica opportunità di parcheggio all’interno del centro storico; è invece una possibilità concreta in Piazza Duca di Genova. Lì è il barocco che lo chiede con forza, barocco di cui andiamo fieri!». Definire piazza Manganelli un "parcheggio del centro storico" è qualcosa che per un attimo fa pensare di essere tornati negli anni Settanta od Ottanta del secolo scorso. Sembra uno scherzo, per un luogo che, tra l'altro, sorge a poche decine di metri da una fermata della metropolitana. Incomprensibile, oltretutto, la preferenza su piazza Duca di Genova motivata dalla presenza del barocco, considerazione che fa vacillare le nostre conoscenze sull'architettura di Catania: non sono forse entrambe le piazze a essere incorniciate da palazzi in stile barocco? Proprio piazza Manganelli, oltretutto, oltre a Palazzo Carcaci e all'ex sede dell'Accademia di Belle Arti, ospita uno dei palazzi nobiliari più belli non solo del centro storico, ma di tutta la Sicilia, ossia Palazzo Manganelli. Ma per Arcidiacono, evidentemente, l'architettura di pregio non si trova in questa piazza. Tuttavia, a prescindere dalle innegabili presenze architettoniche, l'opinione secondo cui la funzione di una piazza di grande valore in pieno centro storico sia quella di area di sosta è, senza mezzi termini, aberrante e inaccettabile, a maggior ragione se espressa da chi ha la delega alla mobilità. In merito alla pedonalizzazione di piazza Duca di Genova, invece, si rileva con piacere la prospettiva di una imminente pedonalizzazione, che si spera sia portata avanti nell'ambito dell'ottimo progetto di riqualificazione degli spazi pubblici dell’area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania, approvato nell’ultima seduta della precedente Giunta Comunale, ormai tre anni fa. Progetto a cui, però, l'assessore non fa riferimento. Qualche perplessità, infine, circa alcune dichiarazioni sulle piste ciclabili. «Abbiamo 3,2 milioni del Pon Metro per le piste ciclabili - afferma l'assessore - Finalmente siamo riusciti a cambiare i responsabili unici del procedimento, assegnandoli a Rup meno impegnati, che possano concretizzare al più presto tali progetti. È un mio progetto quello di realizzare, più che piste ciclabili, delle ‘corsie ciclabili’, le quali impegnano economicamente meno». Al di là delle considerazioni sui precedenti Rup che, a quanto pare, non avevano il tempo di svolgere il loro lavoro, andrebbe meglio investigato cosa intende l'assessore per corsie ciclabili anziché piste ciclabili. Quest'ultime sarebbero sicuramente in sede protetta, ad esempio, e ad oggi Catania ne sente enormemente la mancanza, avendo le pochissime piste ciclabili già esistenti scollegate tra loro, per non parlare della quasi totalità del territorio comunale che ne è privo, nonostante negli ultimi anni sia fortemente in ascesa, anche a Catania, l'uso di biciclette e monopattini. Inoltre, bisognerebbe capire perché rinunciare per ragioni economiche a una tipologia preferibile se, come in questo caso, esiste già la copertura finanziaria. In generale, da questo lavoro di decodifica dell'intervista all'assessore Arcidiacono, emerge una mancanza di visione al passo coi tempi della mobilità di una città come Catania, che per dimensione e importanza ha necessità di una programmazione ben più lungimirante e politicamente coraggiosa. La città sconta la mancanza di una programmazione strategica sul fronte della mobilità, derivante anche dalla gravissima assenza del PUMS, che da ormai molto tempo viene periodicamente annunciato come in dirittura di arrivo. Questa è una grave lacuna che ancora oggi non consente di integrare l'odierno sviluppo infrastrutturale (si vedano gli aggiornamenti sul passante ferroviario e sulla metropolitana) a politiche di mobilità tese a disincentivare l'uso dei mezzi privati, offrendo valide alternative. Per la cronaca, il dialogo nella scena del film "Palombella Rossa" si concludeva così: "Chi parla male, pensa male". 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17 ott 2020

Domani ritorna l’evento “Domenica senza auto” ma con la metro ancora chiusa

di Mobilita Catania

Dopo il positivo esperimento di domenica scorsa, con l'apprezzamento dei cittadini per l'iniziativa, torna domenica 18 ottobre la pedonalizzazione  del centro storico per rendere più vivibile la parte più antica della città densa di beni culturali. Così come per tutte le domeniche di ottobre, cittadini e turisti potranno visitare con maggiore libertà e in tutta sicurezza i numerosi siti storico-artistici aperti al pubblico anche in occasione della manifestazione "Le vie dei Tesori", con percorsi tra anfiteatro, giardini, chiese, cupole, edifici nobiliari e istituzionali. Tra questi, Palazzo degli Elefanti che aprirà le sue sale ricche di opere d’arte dalla 9.30 alle 13. L’area pedonale è istituita dalle ore 9,00 alle ore 13:00 nelle seguenti vie e piazze: piazza Giuseppe Mazzini; via Auteri; via Madonna Della Lettera; via Giuseppe Garibaldi, da via Spadaro Grassi a piazza Giuseppe Mazzini; via Vittorio Emanuele II, da via Erasmo Merletta a piazza San Francesco; via Erasmo Merletta; via San Giuseppe al Duomo; piazza San Francesco d’Assisi (carreggiata est); via Crociferi, da via Teatro Greco a piazza San Francesco d’Assisi; via Teatro Greco, da via Ospizio di Beneficenza a via Crociferi; via San Francesco; via Alessi; via Bicocca; via Roccaforte; via Collegiata; piazza San Nicolella; via Alessandro Manzoni; via Biscari; via Vasta; via Fragalà; via Antonino di Sangiuliano (da piazza Manganelli a via Manzoni); salita San Camillo; via Del Colosseo; via Etnea (da via Fragalà a piazza Stesicoro); via Penninello; via Neve; via Carcaci, via San Michele. Nell’area pedonale  è vietata la circolazione dei veicoli a eccezione dei mezzi in servizio di emergenza, delle biciclette, dei veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, dei residenti diretti a garage od aree scoperte adibite a parcheggio, dei mezzi preventivamente autorizzati dal Comando di Polizia Municipale, dei taxi per il raggiungimento delle strutture alberghiere e dei mezzi di trasporto turistico. La metropolitana rimarrà ancora chiusa, con inevitabili disagi per coloro che non potranno usufruirne per raggiungere il centro storico.  

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22 mag 2020

Catania e l’emergenza sanitaria: un’opportunità per pedonalizzare San Giovanni li Cuti

di davidevillaggio

L’estate si avvicina sempre più e nelle prossime settimane, decreti permettendo, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti sarà preso d’assalto da tantissimi catanesi e da centinaia di turisti. L’Amministrazione comunale dovrà, quindi, approntare una serie di interventi per far sì che chiunque voglia trascorrere una giornata tra bagni, passeggiate rilassanti e pranzi o cene nei vari ristoranti in loco, possa farlo con le garanzie opportune, alla luce dell'emergenza sanitaria in atto, non ancora conclusa. Una decisione che potrebbe esser presa a tal riguardo sarebbe quella di pedonalizzare tutta la strada che attraversa il borgo, dall'ingresso di Viale Ruggero di Lauria fino alla piazzetta del Monumento ai Caduti e possibilmente valutare l'opportunità di estendere tale provvedimento anche nei mesi successivi all'estate. Invero, la strada è già formalmente una zona a traffico limitato, tuttavia questa non è rispettata e l'accesso è continuo e indiscriminato, eccetto durante le rare occasioni in cui un addetto vigila all'ingresso, circostanza che certamente non può essere permanente. Alcune idee afferenti tale intervento potrebbero interessare vari punti del borgo: l’ingresso principale andrebbe ripensato, senza intaccare la pista ciclabile che, anzi, potrebbe essere maggiormente protetta, limitando l'assenza di protezioni laterali al minimo spazio necessario per il passaggio di mezzi autorizzati, quindi potrebbero essere collocate piante ornamentali, con vegetazione autoctona capace di adattarsi al difficile contesto stradale in fioriere di cemento, maggiormente resistenti ad atti vandalici e fenomeni atmosferici. Si potrebbe valutare anche una nuova pavimentazione utile all'eliminazione delle buche pericolose per chi passeggia e a dar maggior decoro, anche nel lungo termine. Anche la presenza di "verde" andrebbe rinforzata con la piantumazione di alberelli, assieme alla sistemazione dei numerosi sedili ormai arrugginiti e attempati: si potrebbero posizionare delle panchine con forme innovative per arricchire l'arredo urbano e non essere viste soltanto come posti a sedere. Il tutto andrebbe studiato con un’attenta perizia dello spazio, considerata l’angusta via del borgo, per poter permettere il transito dei mezzi autorizzati. Inoltre, la totale chiusura al traffico veicolare nelle ore serali (fatto salvo il passaggio ai residenti, naturalmente) consentirebbe di ampliare l’area della passeggiata, evitando contatti più ravvicinati e consentendo quindi il distanziamento sociale, oltre che apportare un contributo notevole contro l’inquinamento atmosferico: tante volte, in questa breve strada, si sono addirittura verificati incolonnamenti con motori accesi e aria irrespirabile per i pedoni. In relazione all'emergenza sanitaria, in particolare, una serie di interventi straordinari dovrebbe riguardare anche l’organizzazione della sorveglianza dei punti di accesso al lungomare per garantire il distanziamento fisico, la pulizia puntuale e la sanificazione del litorale e l’installazione di una opportuna cartellonistica al fine di invitare i bagnanti all’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. In tempi incerti come questi, bisogna dunque convogliare gli sforzi di amministrazione e cittadinanza in un unico obiettivo, quello del bene comune, senza rinunciare al ritorno graduale alla normalità e al godimento della stagione estiva ormai alle porte, e l'esempio di San Giovanni li Cuti rappresenta l'opportunità di ottemperare alle prescrizioni necessarie nel breve termine con la definizione di un assetto meritevole di divenire permanente, a tutto vantaggio della mobilità sostenibile e della qualità di questo piccolo e prezioso spazio pubblico, oasi rara che in pieno centro città permette di vivere la dimensione di un piccolo, godibilissimo borgo sul mare.   Ti potrebbe interessare: San Giovanni Galermo e Trappeto nord, 18 milioni per riqualificazione e sicurezza: ecco gli interventi

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30 apr 2020

Piazza Duomo completamente pedonalizzata con interdizione anche ai bus Amt

di Mobilita Catania

Da sabato 2 maggio 2020, piazza Duomo di Catania sarà completamente pedonalizzata con interdizione anche dei bus Amt che verranno deviati su altri percorsi, evitando così l’attraversamento di piazza Duomo per raggiungere il capolinea di piazza Borsellino. L’interdizione ai bus Amt era stata positivamente sperimentata nei giorni festivi e il sabato pomeriggio già da tre mesi, quando la giunta Pogliese, su proposta dell’assessore Pippo Arcidiacono, varò il piano di incremento delle pedonalizzazione e aree Ztl del centro storico cittadino. In piazza Duomo, dunque, viene definitivamente istituita l’interdizione della circolazione a tutti i veicoli, a eccezione dei mezzi di soccorso in urgenza ed emergenza e di quelli motivatamente autorizzati dal Comando di Polizia Municipale. Va ricordato che negli ultimi giorni sono state sistemate alcune fioriere a mo' di dissuasori in corrispondenza degli accessi di Porta Uzeda, via Vittorio Emanuele II e ora pure di via Garibaldi, strada quest’ultima che verrà anch’essa liberata dal passaggio di mezzi fino a via Spadaro Grassi. “Ci eravamo ripromessi e lo stiamo attuando - ha spiegato il sindaco - di realizzare con gradualità, visto che su questo fronte a Catania si partiva da zero, un piano di pedonalizzazioni per recuperare spazi effettivi destinati alla vivibilità totale del nostro meraviglioso centro storico, secondo una precisa pianificazione varata lo scorso 24 gennaio, con un puntuale riordino di un preesistente sistema frammentario e incoerente. Con piazza Duomo si completa un unicum pedonale che parte da via Dusmet e arriva fino alla Collegiata; ma voglio ricordare anche l’effettiva chiusura alle auto di via Crociferi e quella di piazza Dante (parzialmente, ndr). L’assessore Arcidiacono, insieme con i tecnici comunali, sta lavorando anche per la zona del Castello Ursino per contrastare efficacemente il fenomeno dei parcheggiatori abusivi e a breve definiremo anche per quello straordinario spazio di valore storico ambientale i nuovi interventi di pedonalizzazione”. Il primo cittadino, nel rendere noto il contenuto del provvedimento di interdizione completa di Piazza Duomo ai mezzi pubblici e privati di ogni genere, ha reso noto di avere compiuto diversi sopralluoghi insieme al presidente dell’AMT Bellavia, a garanzia della funzionalità dei percorsi delle linee urbani che verranno aggiornati, salvaguardando i servizi di trasporto pubblico per la pescheria e le connessione del centro cittadino con le zone più lontane come Librino, Zia Lisa, Nesima e Monte Po. Alla luce di questo intervento, i dissuasori posti tra piazza Duomo e via Etnea, a est di palazzo degli Elefanti, e che comprendono anche un pilomat a scomparsa, potrebbero essere rimossi e ricollocati in altro luogo.

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21 feb 2020

Entra nel vivo la pedonalizzazione di diverse zone cittadine, alcune già Ztl

di Mobilita Catania

Entrano nel vivo le pedonalizzazioni di diverse aree cittadine, alcune delle quali sono già Ztl. Comincia, dunque, il necessario riordino e relativa regolamentazione con nuovi interventi di segnaletica e posa in opera di dissuasori in grado di inibire l’accesso alle auto. In quello che l’Amministrazione considera solo un primo step del più ampio piano di interventi di regolamentazione, in piazza Duomo è stata istituita l’interdizione della circolazione di tutti i veicoli ad eccezione dei mezzi in emergenza e dei mezzi di trasporto pubblico locale a bassa emissione, Euro 6 o con alimentazione a gas metano o di dimensioni massime di metri 8,00, con relativo divieto assoluto di accesso dalla Porta Uzeda dove verrà posizionato un dissuasore, necessario anche in virtù del mantenimento dell'apertura a traffico di via Dusmet. In conseguenza di ciò, non potranno più attraversare piazza Duomo i taxi e i bus turistici, che verranno diversamente posizionati. In questa fase diventano pedonali anche due piccoli tratti di strada, cioè via Garibaldi da piazza Duomo a via Spadaro Grassi e via Vittorio Emanuele II, da piazza Duomo a via Raddusa. Dalle ore 16 di ogni sabato e in tutti i giorni festivi, inoltre, piazza Duomo verrà interdetta anche ai bus urbani, come sperimentazione di interdizione totale, dunque estesa anche ai mezzi di trasporto pubblico. Il provvedimento, che è già pubblicato nell'area Amministrazione Trasparente del sito internet del Comune sollecitato dal sindaco Salvo Pogliese e dall'assessore alla mobilità Giuseppe Arcidiacono quale avvio del piano, riguarda anche piazza Dante che nella parte centrale verrà interdetta alla circolazione viaria per valorizzare, nelle intenzioni, il sagrato della Chiesa di San Nicolò l’Arena e l’ingresso del monastero dei Benedettini, entrambi siti culturali di grande valore architettonico e molto frequentati da turisti. Anche per questo il sindaco ha sollecitato Direzioni comunali e società partecipate a evitare in maniera assoluta che mezzi aziendali, di ogni genere e tipo, violino illegittimamente l’area riservata esclusivamente ai pedoni, fatte salve le limitatissime eccezioni espressamente indicate dal provvedimento. “La nostra impostazione - ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese - è quella di procedere con gradualità per valorizzare senza inutili contrapposizioni le parti più belle del nostro barocco, tenendo conto tuttavia dei tanti fattori che caratterizzano la città. Anzitutto la conformazione settecentesca del nostro centro storico con pochissime strade larghe e ristretti spazi di deflusso. Ma anche la cronica carenza numerica dei vigili urbani che sono appena un terzo di quelli necessari e la vocazione commerciale che va contemperata con quella turistica. Lo stiamo facendo mettendo ordine anche da un punto di vista formale a scelte del passato non sempre tra loro omogenee e coerenti, con una visione unitaria finalizzata a guadagnare, metro dopo metro, la libera fruizione pedonale di parti del centro storico spesso rimasti tali solo sulla carta al fine di valorizzare il patrimonio monumentale. È auspicabile per questo -ha concluso il primo cittadino- che ci sia l’indispensabile collaborazione dei cittadini e delle associazioni che hanno sinceramente a cuore il valore della mobilità sostenibile, un piano che l’assessore Arcidiacono porta avanti con il dialogo aperto a 360 gradi, tenendo conto delle effettive condizioni di contesto urbano del nostro centro storico e delle reali possibilità di incidere su abitudini poco inclini al rispetto delle regole”. Nelle zone interessate a questo primo provvedimento si sta apponendo la segnaletica e sono stati collocati i dissuasori in piazza Dante. Il nuovo sistema entrerà in vigore progressivamente con il completamento delle attività di sostituzione della vecchia segnaletica. A questo proposito, in via Crociferi, purtroppo spesso invasa dalle auto in sosta soprattutto nelle ore notturne, sono stati sistemati alcuni paletti dissuasori per impedire l’accesso delle vetture che abusivamente violano uno dei percorsi più preziosi e frequentati dai turisti. L’assessore alla mobilità Giuseppe Arcidiacono, nel ribadire che “intento dell’Amministrazione è allargare progressivamente le zone interdette alle auto” ha precisato che la fase operativa verrà completata in tre/quattro giorni in modo da mettere a regime le nuove disposizioni. L’assessore Arcidiacono ha inoltre annunciato che il prossimo passo, tra qualche settimana, parallelamente alla chiusura di altre vie di piccola dimensioni, sarà l’effettiva pedonalizzazione del tratto di via Etnea dalla Collegiata fino a piazza Stesicoro, attualmente solo Ztl, con la deviazione dei bus urbani ed extraurbani su Corso Sicilia.

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