Articolo
15 mag 2020

La demolizione dell’ex Palazzo delle Poste di viale Africa entra nella fase clou. Qui «da degrado ad affaccio sul mare»

di Andrea Tartaglia

La demolizione dell'ex complesso "Poste Ferrovie" di viale Africa, a Catania, comunemente noto come "Palazzo delle Poste" e che per decenni è stato un landmark del territorio urbano costiero della città, è ormai entrata nel vivo con l'aggressione da parte della pinza demolitrice al volume principale e più alto. Questione ancora di alcune settimane e l'intero edificio sarà raso al suolo. Al suo posto è prevista l'edificazione di una nuova Cittadella Giudiziaria a supporto del Palazzo di Giustizia di piazza Giovanni Verga e dove troveranno sede anche le Corti di Appello di Siracusa e Ragusa nonché le ex sedi distaccate di Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia e Paternò. Stamane c'è stato un sopralluogo al cantiere da parte dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che non ha mancato di sottolineare come in quest'area si passerà dalla situazione di degrado che ha caratterizzato gli ultimi lustri a una nuova situazione di «utile e bello»: l'utilità pratica delle realizzazioni previste ma anche un ritrovato affaccio sulla scogliera del Caito per i cittadini catanesi. Questa, infatti, è una delle condizioni imposte al progetto del nuovo complesso che è stato oggetto di uno specifico concorso progettuale di idee. Fa estremamente piacere poter risaltare gli ultimi aspetti citati, giacché la stessa testata scrivente, alla notizia che il plesso sarebbe stato demolito e ricostruito, anziché ristrutturato, auspicava proprio tali due passaggi: 1) scegliere il nuovo progetto attraverso un concorso di idee, a garanzia della qualità; 2) prevedere spazi pubblici da destinare ai cittadini per consentire di ritrovare un affaccio sulla costa. Il primo auspicio di Mobilita Catania è stato esaudito e, a giudicare dalle parole dell'Assessore, lo sarà anche il secondo. Dell'elevato numero di proposte progettuali pervenute (ben ottantacinque), cinque saranno quelle selezionate tra cui verrà individuata la vincitrice, la quale, nei prossimi mesi, dovrà tradursi progetto definitivo e poi esecutivo. Per una concreta realizzazione, dunque, sarà necessario ancora un lasso di tempo ampio. Certamente la nuova costruzione non potrà avere inizio al termine della demolizione dei volumi attuali (previsto per quest'estate), scenario nel quale emergerà in tutta la sua crudezza un'altra situazione di degrado: l'ex raffineria di zolfo ristrutturata e poi distrutta da un incendio alcuni anni fa, dopo essere stata convertita in teatro e galleria d'arte su progetto dell'Arch. Giacomo Leone, ma con lavori mai del tutto ultimati né essere aperta al pubblico. Il grosso della struttura era per lo più occultato proprio dal Palazzo delle Poste e i suoi ruderi riappariranno più evidentemente alla vista nei prossimi mesi. Che sia lo sprone giusto per riaccendere i riflettori anche su quest'altra incompiuta storica della città? Tornando all'operazione in corso, con un costo complessivo di circa 40 milioni di euro tra demolizione e ricostruzione, è corretto, ancora, ricordare che alle mai sopite perplessità sul destinare quest'area a funzioni di uffici piuttosto che per scopi ricreativi e turistici, anche in considerazione della zona di pregio urbano e della vicinanza al complesso fieristico de Le Ciminiere e alla costa, si aggiungono ulteriori considerazioni e dubbi sulla conformità urbanistica dell'intero intervento in atto. Chiedono lumi, al riguardo, le associazioni ArgoCatania, CittàInsieme, Sunia Catania e Borgo Marinaro di Ognina, ma anche il Movimento Cinque Stelle, all'opposizione nel senato cittadino. Effettivamente sarebbe paradossale se un edificio dove si metterà in pratica la legalità, nelle sue varie forme, sorgesse in forma di abuso edilizio. Perplessità sulle quali, necessariamente, dovrà essere fatta luce nei prossimi mesi, certamente prima di un'eventuale, nuova costruzione, ma al riguardo il sindaco Pogliese, che ha accompagnato l'Assessore Falcone, ha già rassicurato i presenti ribadendo la legittimità dell'opera, nella quale è coinvolto anche il Ministero di Grazia e Giustizia. Del futuro edificio, evidentemente, non sono ancora noti gli aspetti progettuali di dettaglio, giacché sono al momento segreti, in fase di concorso progettuale. Ma è stato anticipato dal Direttore dei Lavori, Ing. Antonio Leone, che il plesso sarà dotato di un grande parcheggio interrato. Al riguardo, il fatto che l'autorimessa prevista sia interrata è certamente un dato positivo, ma desta qualche perplessità il fatto che il parcheggio sia molto capiente, con una capacità addirittura superiore a quella necessaria a garantire un posto per ogni addetto che vi lavorerà (pur ammettendo che tutti utilizzino il proprio mezzo). Sembra paradossale, visto che solitamente il 'parcheggio', alle nostre latitudini, è molto richiesto e benvoluto; tuttavia, delle dimensioni discusse, appare essere ormai anacronistico in relazione alle moderne conoscenze in tema di urbanistica e mobilità sostenibile. L'area, infatti, è tra le più facilmente raggiungibili della città, poiché vi confluiscono ben due sistemi di trasporto pubblico su ferro (metropolitana e passante ferroviario) nonché due nodi principali del trasporto su gomma (capolinea Amt n°2 e termine/inizio corsa di molte linee extraurbane). Si tratta, quindi, di un sito per il quale è opportuno incentivare gli spostamenti su mezzo pubblico piuttosto che privato, anche in considerazione del fatto che il viale Africa è già una delle arterie più trafficate della città e la presenza di un grande parcheggio dedicato può rivelarsi un polo di attrazione per ulteriore traffico di mezzi privati, con le facili conseguenze in termini di congestione stradale e inquinamento. Per fare un esempio di prestigio (con le dovute proporzioni), per il grattacielo Shard of Glass di Renzo Piano (70 piani), a Londra, il grande architetto italiano ha previsto appena 60 posti auto, per lo più per portatori di handicap. Il messaggio, chiaro e condivisibile, è uno solo: nel centro delle grandi città ci si sposta a piedi, con i mezzi pubblici e con i mezzi della mobilità dolce, come biciclette e monopattini. Ma su questo fronte, ad oggi, Catania è ancora indietro. Ti potrebbe interessare: Cittadella Giudiziaria di Catania, verso un nuovo edificio in viale Africa: opportunità da cogliere  

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Segnalazione
30 lug 2016

Aeroporto di Catania, bus navetta nel degrado

di Mobilita Catania

In un video postato dal regista catanese Guglielmo Ferro, sulla propria pagina facebook, viene denunciato lo stato di degrado in cui versano alcuni bus navetta dell'aeroporto di Catania. "Fa piacere sentire che i nuovi amministratori continueranno il buon lavoro svolto all'aeroporto in questi anni - afferma il regista catanese -A prossima vota ni pottunu ca lapa". Certamente non è un buon biglietto da visita per i turisti e il nuovo consiglio di amministrazione avrà molto da lavorare.

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Proposta
22 mar 2016

Un orto urbano sociale al Giardino Bellini

di Alessio Marchetti

Anno dopo anno, purtroppo, il Giardino Bellini sembra spegnersi sempre di più. Niente più animali ne cigni (anche quelli in metallo sono scomparsi corrosi dall'acqua), illuminazione carente o a volte assente, la biblioteca bruciata e mai ripristinata, atti di bullismo, segni zodiacali nel ciottolato divelti, il chiostro della musica inaccesibile da anni, nuova pavimentazione scomoda per i pattinatori e numerosi altri problemi. Per favorirne la rinascita e far tornare il giardino ad essere un luogo di aggregazione, si potrebbe sfruttare una piccola porzione dell'enorme area con la sabbia, per creare un orto sociale urbano ben curato. Si favorirebbe la socializzazione, si produrrebbe cibo a chilometro zero, si potrebbero fare dei percorsi per i bambini (ma anche per i più grandi) dove si mostrano cartelli con le informazioni sulle varie piante in modo che possano conoscerle e studiarle. Sarebbe quindi anche un luogo ideale per delle gite da parte delle classi delle scuole elementari e medie. L'orto sociale è già presente a Librino e sta dando ottimi risultati...magari potrebbe rendere più vivo ed utile anche il nostro famoso giardino ed in particolare quell'area con la sabbia che è scarsamente utilizzata. Cosa ne pensate?

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Articolo
16 gen 2016

Torna la luce sul Teatro Massimo Bellini

di Alessio Marchetti

Il 3 Settembre 2015 avevamo segnalato, con questo articolo, l'incredibile situazione del Teatro Massimo Vincenzo Bellini tenuto inopinatamente al buio, contribuendo a dare un senso di degrado alla piazza e forse incentivando la sua vandalizzazione con numerosi graffiti. Ieri, però, le luci che illuminano la ricca facciata del prestigioso tempio della lirica catanese, sono finalmente state riaccese dando molto più lustro al teatro e all'intera piazza. L'augurio è che non si tratti di una casualità ma che restino perennemente accese in tutte le ore serali e notturne dell'intera settimana. Si auspica, inoltre, che si valorizzi tutta l'area, in particolare con il ripristino dei dissuasori per evitare l'accesso alle auto che hanno distrutto parte della pavimentazione nonché la definitiva attivazione delle telecamere per il controllo della ZTL. Attualmente, infatti, il transito irregolare è così elevato che in alcune ore si creano addirittura code di auto.

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Segnalazione
20 dic 2015

Lavori fermi al chiostro del Giardino Bellini e illuminazione carente

di Alessio Marchetti

A Luglio, con molta felicità, è stata riportata la notizia dell'inizio dei lavori per il ripristino del chiostro della Musica del giardino Bellini il quale è inagibile da circa due anni. I lavori purtroppo si sono fermati dopo poco tempo lasciando i materiali del cantiere nel giardino e tutta l'area completamente al buio. Inoltre, moltissime altre aree del Giardino sono totalmente al buio o scarsamente illuminate come potete vedere da queste foto di qualche giorno fa in cui le persone sono addirittura costrette a camminare utilizzando una torcia. Ricordiamo che i parchi pubblici hanno anche una importante funzione per la mobilità sostenibile in quanto permettono a ciclisti e pedoni di spostarsi piacevolmente, velocemente, senza pericoli e smog derivati dal traffico. In queste condizioni, il giardino non è praticabile dopo il tramonto ed è un gravissimo danno per tutta la città. Ci auguriamo che i lavori al chiostro riprendano il prima possibile e che le luci tornino ad illuminare adeguatamente il nostro lo storico e meraviglioso giardino.

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Articolo
06 nov 2015

Piazza Bellini è ormai distrutta: c’era una volta la più bella piazza di Catania

di Amedeo Paladino

Piazza Vincenzo Bellini e via Teatro Massimo rappresentano il più chiaro esempio di come l'incuria di molti concittadini catanesi e l'inefficienza delle Amministrazioni abbiano rovinato uno dei più caratteristici spazi pubblici della città, inserito nel volume "Piazze di Sicilia" edito da Promolibri. La piazza è stata riconsegnata ai cittadini nel 2007, dopo 15 mesi di lavori e una spesa di un milione e 800 mila euro; la progettazione del verde e dell'arredo urbano fu affidato all'architetto Francesco Ugo Mirone. La posizione di fiorire e panchine doveva rispondere a un gioco di simmetrie, che avrebbero reso lo spazio pubblico della piazza e delle due strade d'ingresso, Via Teatro Massimo e via Michele Rapisardi, gradevole e accogliente.  I lavori rispettarono le aspettative del progetto. Dal momento della sua riconsegna nel 2007 inizia la lenta distruzione della piazza: il transito di auto e furgoni distruggono il basolato, le attività commerciali si appropriano dello spazio, installando tavoli e sedie senza alcuna omogeneità di colori, writers cominciano ad apporre i propri tag sui muri e sugli arredi. 15 mesi di lavori e una spesa di un milione e 800 mila euro per uno spazio pubblico ormai lasciato all'incuria I cartelli indicanti il divieto di transito vengono installati, le telecamere- posizionate in Via Landolina e via Sant'Agata incrocio via Vittorio Emanuele- per sorvegliare l'ingresso dei veicoli non autorizzati in questi anni vengono accese e ben presto disattivate molte volte. In ordine di tempo l'ultima attivazione della videosorveglianza è del novembre scorso, il collaudo dura un mese durante il quale i varchi di via Landolina e via Sant'Agata vengono presidiati dalla Polizia Municipale, ma prima della fine dell'anno torna tutto inspiegabilmente come prima. Infatti a novembre 2014 il Sindaco Bianco dichiara: " Come avevamo annunciato il cinque novembre nel corso nella conferenza stampa sulla sicurezza nel centro storico, da domani alle 8 del mattino, partirà la fase sperimentare del controllo elettronico della Ztl Bellini”. Marco Consoli vicesindaco e assessore alla Polizia Municipale in quell'occasione aggiunge: “Abbiamo già provveduto alla predisposizione della segnaletica orizzontale e verticale e anche al cambio di senso di marcia di via Mazza. Di concerto con il Sindaco sono state accelerate le procedure per il bando di gara che ci consentirà di acquistare altre dodici telecamere che saranno sistemate sia nel centro storico sia in altre zone della città dove esistono zone a traffico limitato, come San Giovanni Li Cuti”. Il 21 novembre 2014 parte la ZTL Bellini (articolo di LiveSicilia), il Comando di Polizia Municipale viene incaricato di inserire in una whitelist coloro che hanno diritto a entrare nell'area e nel sito del Comune di Catania viene aggiornata la sezione contenente tutte le indicazioni e la modulistica riguardante la zona a traffico limitato. A fine dicembre le telecamere vengono di nuovo spente e il presidio della Polizia Municipale scompare. La ZTL Bellini ritorna ad essere una zona di libero transito. La  piazza e le vie d'ingresso prive di controlli sono quotidianamente invase da auto private non autorizzate, scooter, furgoni di carico e scarico merci al di fuori dell'orario consentito; la sosta avviene anche al di fuori degli stalli consentiti all'interno della ZTL. Le condizioni di via Teatro Massimo e delle altre vie d'accesso a piazza Bellini versano ormai in condizioni pietose: la pavimentazione e il basolato sono ormai stati distrutti dal costante transito di veicoli, le fioriere sono state vandalizzate e in alcuni casi distrutte, le facciate dei palazzi sono ormai una vetrina per i writer, anche i panettoni di cemento posizionati nei varchi sono privi di catene e staccati dalla base. Le foto sono state scattate tra giugno e ottobre di quest'anno: Già negli scorsi anni  lo stato dell'area era stato segnalato dai cittadini (Argo Catania), ultimo in ordine di tempo il video realizzato da CittàInsieme nel 2012 e ripreso da molte testate giornalistiche. (articolo di MeridioNews); a queste denunce fece seguito la decisione dell'Amministrazione Stancanelli di posizionare dei dissuasori all'ingresso dell'area- gli stessi ormai distrutti-, ma senza attivare definitivamente le telecamere ai varchi. Dopo 8 anni dal completamento della progettazione dell'architetto  Francesco Ugo Mirone e del restauro costato quasi 2 milioni di euro rimane ben poco: occorrerebbe aggiornare il volume sulle "Piazza di Sicilia" perché la bellezza ha lasciato posto al degrado. Ecco un video che mostra le condizioni della pavimentazione di via Teatro Massimo:

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Segnalazione
29 set 2015

FOTO | Parco del Faro, degrado e abbandono

di Mobilita Catania

Riceviamo da un nostro lettore una segnalazione riguardante le condizioni del Parco del Faro. L'area verde posta alla fine di via Domenico Tempio e porta d'ingresso alla Playa versa in condizioni di degrado e abbandono; la raccolta dei rifiuti, la scerbatura e la manutenzione del verde sono interventi straordinari per il Parco Regionale del Faro Biscari. Inoltre l'accessibilità pedonale è totalmente assente: cittadini e turisti durante i mesi estivi sono costretti a camminare lungo la carreggiata a causa della mancanza di percorsi dedicati. Ecco le foto che testimoniano la situazione in cui versa il parco:

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