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30 mag 2017

Patto tra i sindaci delle città metropolitane del Sud: più di 3 miliardi da spendere entro il 2020

di Amedeo Paladino

Ieri a Messina presso il Palazzo Zanca si è tenuta la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Al Sud una ripresa, lungo gli ultimi due anni, c’è. È misurabile sia attraverso i dati dell’export,  l’8,5% in più nel 2016 rispetto agli anni precedenti, che testimoniano di una vitalità del territorio, sia attraverso il recupero degli investimenti a livello comunale. Anche le risorse ci sono: 3,3 miliardi di euro tra fondi europei e statali da spendere entro il 2020. Il contributo che i sette sindaci metropolitani delle città del Sud, Napoli, Bari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria e Cagliari, si propongono di portare a questo quadro è una volontà comune di spendere efficacemente e progettare in modo condiviso lo sviluppo dei loro territori. Un patto tra sindaci. Necessario per colmare quel divario Nord-Sud ancora oggi testimoniato da indicatori come la concentrazione delle imprese al Nord, nella sola provincia di Brescia ce n’è quante nell'intero Sud, o la presenza di infrastrutture (1,7 km di autostrade per 100 chilometri quadrati al Sud contro i 3,3 del Nord Ovest). (vedi la ricerca elaborata da Anci ed Ifel). Questa volontà di raccordarsi in nome di una spesa efficiente e strategica è emersa chiara durante i lavori della prima conferenza programmatica delle città del Mezzogiorno, svoltasi a Messina su iniziativa del sindaco Renato Accorinti e del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, alla quale ha portato il suo contributo la ministra della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, offrendosi di calare davvero nella sua attuazione la riforma del settore che governa, attraverso incontri operativi del suo staff con il personale comunale nelle sedi dei municipi. “Garantire regole e tempi certi a chi vuole investire – sostiene la ministra della Pubblica amministrazione Madia –, assicurare ai più meritevoli la possibilità di far valere le proprie idee senza restare imbrigliati in una burocrazia lenta, è il compito che ci siamo dati ed è un passaggio essenziale per lo sviluppo. La riforma della pubblica amministrazione sarà veramente compiuta quando verrà implementata nelle Città metropolitane, prima di tutto in quelle del Sud. Per questo il governo ha voluto fare un grande investimento su questi nuovi enti, che sono al contempo di dimensioni importanti ma ancora istituzioni prossime ai cittadini e alle loro necessità”. Il patto tra istituzioni, quindi. Il presidente Anci, Decaro, lo spiega così. “Se la domanda fosse se abbiamo bisogno di un forum strategico politico per il Mezzogiorno – sostiene provocatoriamente dal palco – la risposta sarebbe inevitabilmente: ‘no’. Ma abbiamo invece bisogno di conoscerci e di raccontarci come poter mutuare gli uni dagli altri le migliori esperienze di cui siamo portatori. Perché è vero, i dati sul Sud non sono entusiasmanti, non tutti almeno. Alcuni sono proprio sconfortanti. Ma non è veritiera neppure la fotografia dello Svimez di due estati fa, quella di un Sud indistinto fatto di povertà, desertificazione industriale, stagnazione. Ci sono dati positivi relativi a Pil e occupazione, che vengano in gran parte da turismo e agricoltura. Ma non si tratta solo di dati. Sarà perché ho negli occhi la bellezza della Sicilia, ma io vorrei introdurre la misurazione di un altro parametro fondamentale della qualità della vita: il clima, il calore e i colori delle città meridionali”. Non si tratta di coltivare stereotipi. Spiega ancora Decaro: “Io, non un visionario, al contrario un amministratore che cerca di essere concreto, vi invito però a guadare alle cose positive. Per non farci cogliere da quella malattia contagiosa alla quale Marcello Veneziani ha dato un nome: la suddità, la rappresentazione di un Sud che soffre e si lamenta. Il quadro non è nero, le risorse ci sono, la ripresa sembra iniziata. Tocca a noi, nuova classe dirigente del Sud, cogliere con responsabilità l’occasione di un riscatto”. E la sintonia con gli altri sindaci metropolitani del Sud, su questo, è totale. Tanto che Enzo Bianco (Catania), Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), iniziano già a elaborare un piano concreto di interventi condivisi: l’investimento su autostrade, ferrovie e portuali, innanzitutto, perché “senza facilità di trasporto non c’è economia, non c’è turismo, non c’è sviluppo”. Ma anche un “programma di ‘svecchiamento’ dei dipendenti comunali, con l’ausilio del governo, tramite formazione e sblocco del turn over, che consenta di avvalersi in modo più efficace delle tecnologie nell’attività amministrativa”. Fondi diretti e non mediati, investimenti straordinari sulle infrastrutture, incentivi alle imprese e programma di aggiornamento tecnologico per i dipendenti comunali. Sono le suggestioni lanciate da Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, nel corso del suo intervento alla conferenza programmatica delle città metropoltiane del sud a Messina. “Le Città del sud – afferma il sindaco di Catania, Bianco - hanno bisogno di un raccordo diretto con fondi europei. Esperienze come quelle dei patti con le città del sud hanno funzionato molto meglio di quando il rapporto è stato mediato dalle Regioni. Quando abbiamo responsabilità dirette, il risultato è più immediato”. Interrogato sulle misure concrete necessarie per il rilancio del meridione, Bianco parla anche della necessità di “avviare un sistema di incentivazione diretto e senza medazioni, che aiuti le imprese ad avere condizioni fiscali di vantaggio”. Bianco riprende poi il tema già affrontato dal sindaco di Messina: le infrastrutture. “Serve un investimento straordinario su rete ferroviaria, porti e aeroporti, altrimenti il meridione resterà condannato ad una condizione di marginalità”. Infine “serve un vasto programma di assistenza tecnica, aiuto e formazione per i dipendenti comunali, perché nelle nostre città abbiamo tutti lo stesso deficit: gli ultimi assunti risalgono a qualche decennio fa, e non abbiamo nativi del mondo informatico tra le nostre risorse umane”. Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! La nostra città una “piccola metropoli”

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29 mag 2017

Dopo il G7 si riuniscono le 7 città metropolitane del Mezzogiorno d’Italia: azioni condivise per il rilancio del Sud

di Roberto Lentini

Oggi a Messina presso il Palazzo Zanca ci sarà la prima conferenza delle sette Città Metropolitane del Mezzogiorno convocate per costruire una proposta politica e operativa per lo sviluppo del Sud. Le sette Città metropolitane del Mezzogiorno sono i luoghi naturali in cui si concentrano le principali opportunità di rilancio del Sud Italia, ma anche quelle in cui si acutizzano le forme di disagio che fanno ormai parte della storia dei territori meridionali. Uscire da questo circolo vizioso è possibile, proprio a partire dai grandi centri. Ed è questo il momento storico con le maggiori potenzialità da cogliere. Ne sono convinti i sindaci delle sette grandi città del mezzogiorno: Cagliari, Palermo, Catania, Messina, Reggio Calabria, Bari, Napoli: che si incontrano oggi a Messina presso il palazzo Zanca  per la prima conferenza programmatica delle città del mezzogiorno. Nel corso dell’evento saranno presentati, analizzati e discussi i dati di contesto dai quali partire per un’azione condivisa per il rilancio del Mezzogiorno: il quadro sulle infrastrutture, sul turismo, sull'occupazione e, appunto, sulle diverse forme di disagio. Tra queste, l’altissima percentuale di giovani che non lavorano e non studiano (Neet), che arriva al 35% doppiando quella delle città metropolitane del centro-nord. O quel 14% di famiglie senza occupati, contro il 4,9% del resto del Paese. E ancora, i servizi sociali e i servizi per l’infanzia: solo il 4,4% dei bambini delle città metropolitane del sud utilizza i servizi comunali per l’infanzia, mentre la percentuale nelle altre città raggiunge il 21,5%. Al contempo non mancano le ragioni per guardare con fiducia a un futuro di segno diverso: dalla ripresa, nell'ultimo biennio, delle spese per investimento alle risorse in arrivo dall'Europa e dai Patti per il Sud. Il rilancio dovrà poggiarsi sui due cardini della promozione degli investimenti e del miglioramento della capacità organizzativa. A partire dall’analisi di questi dati, che verranno presentati in modo dettagliato nel corso della conferenza programmatica di Messina, le Città metropolitane del mezzogiorno elaboreranno una proposta unitaria e condivisa di interventi e priorità, da portare all’attenzione delle istituzioni e di tutte le forze politiche. A partire dal ministro per la pubblica amministrazione, Marianna Madia, che interverrà alla conferenza. Con lei, a concludere i lavori, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro. Saranno presenti, tra gli altri, i sindaci Renato Accorinti (Messina), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Enzo Bianco (Catania), Mario Occhiuto (Cosenza), Leoluca Orlando (Palermo), Massimo Zedda (Cagliari). Alle Città metropolitane sono attribuite, oltre alle funzioni fondamentali delle Province e quelle ad esse assegnate nell’ambito del processo di riordino delle funzioni provinciali, le seguenti funzioni fondamentali: adozione e aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, che costituisce atto di indirizzo per l’Ente e per l’esercizio delle funzioni dei Comuni e delle Unioni di Comuni compresi nel predetto territorio, anche in relazione all’esercizio di funzioni delegate o assegnate dalle Regioni, nel rispetto delle leggi delle Regioni nelle materie di loro competenza; pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture appartenenti alla competenza della comunità metropolitana, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei Comuni compresi nel territorio metropolitano; strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano. D’intesa con i Comuni interessati la Città metropolitana può esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive; mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza della pianificazione urbanistica comunale nell’ambito metropolitano; promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione della Città metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio di cui alla lettera a); promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano. La città metropolitana di Catania ha circa un milione e cento mila abitanti e comprende i 58 comuni dell’ex-provincia regionale di Catania. La nascita della Città metropolitana ridefinisce i confini comunali ed è pertanto necessaria una rimodulazione dei servizi del trasporto pubblico diventando indispensabile puntare alle infrastrutture come punto di partenza a supporto di una rete multimodale ferro-gomma, disegnata per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Alcuni studi che sono stati condotti hanno evidenziato che la scala territoriale ottima per la pianificazione e la successiva gestione sia proprio quella metropolitana, purché si costruisca una visione sovra-comunale delle politiche della mobilità, delle infrastrutture e dei trasporti.   Ti potrebbero interessare: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Città metropolitana di Catania, verso il piano regolatore: opportunità per ripensare la mobilità La “metropoli” di Catania attraverso le spettacolari foto dallo spazio Catania “provincia”, errore Capitale! 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27 mag 2017

La raccolta differenziata si estende a Giarre: le zone e le strade interessate

di Roberto Lentini

Dal 12 giugno 2017 partirà a Giarre la seconda fase della raccolta differenziata e riguarderà la zona ovest (tutta la zona arancione C, D,  E, O, N). Il primo step è partito il 3 maggio 2017 e ha interessato le frazioni di Macchia, San Giovanni Montebello e Sciara.  Con l’avvio del servizio sono stati ritirati tutti i cassonetti presenti sul territorio e la raccolta differenziata sarà effettuata con il metodo del porta a porta. In particolare le utenze che dovranno effettuare la raccolta differenziata riguarderanno le seguenti strade: Largo Cismon del Grappa, Piazza Verga, Piazza Immacolata, Via De Gasperi, Viale A. Moro, Via Vespucci, Via Vasta, Via Aquino, Via Toscanini, Via Consoli, Via Bizzarro, Via C. Alberto, Via C. Colombo, Via Fermi, Via Filo, Via Leopardi Via Serpotta, Via Garibaldi, Via Marconi, Via Oberdan, Via L. Da Vinci, Via Orlando, Via Pirandello, Via Minghetti, Via Olimpia Via Mascagni, Via Sant’Agostino, Via Cannizzaro Via Tripoli, Via Brancati, Viale Don Minzoni, Piazza Duomo, Via Macherione, Via De Gasperi, Via Amari, Via Barbagallo, Via Callipoli, Via Carlo Alberto, Via Cucinotta, Via dei Fiori, Viale delle Provincie, Via De Roberto, Via Gentile, Via Matteotti, Via Giammona, Via Madonna delle Grazie, Via Marino, Via Monrealese, Via Pittella, Via Jolanda, Via Privitera, Via Lisi, Via Sartori, Via Scandurra, Via Sipione, Via Spedalieri, Via Torrisi, Piazza Giovanni XXIII, via Cusmano, Via Barbagallo, Via Berlinguer, Via Giovanni da Verrazzano, Via Orlando, Via R. Pacis, Via Pertini, Via Pellico, Via Vittorini, Via Don L. Sturzo, Vico Costanzo, Strada 10, Strada 11, Strada 86 Codavolpe Sal Leonardello, Via Collodi, Via Longo, Viale della Gioventù, Via Madonna della Libertà, Via Mongibello, Via Pio XII, Via san Martino, Via Zummo, Strada 85 Trepunti Luminaria, Via Cattaneo, Via E. Grassi Barbagallo, Via Pascoli, Via Giusti, Via Mameli, Via Luminaria, Via San Matteo, Via Monti, Via Sturzo, Via Pino, Vico Tiglio Il calendario prevede le seguenti fasi: RITIRO  KIT SACCHETTI (per i cittadini residenti nelle vie sopra elencate) dal 5 giugno 2017, nelle zone di avvio della raccolta differenziata, eliminazione dei cassonetti dal 5 al 9 giugno i presso la sede giarrese della ditta Dusty in via Don L. Sturzo 244 (nei pressi del cimitero di Giarre) Sabato 10 e Domenica 11 Giugno: presso gli edifici scolastici corrispondenti alla propria sezione elettorale di appartenenza Lunedì 12 Giugno: Inizio (nelle zone sopra elencate) del servizio di raccolta differenziata con conferimento dei rifiuti secondo  le modalità prevista dall’apposita ordinanza sindacale n. 18 del 02/05/2017, depositandoli  davanti la propria abitazione fronte strada dalle ore 20.00 alle ore 05.00,  in osservanza del calendario di raccolta che sarà consegnato unitamente al kit sacchetti.. Si raccomanda di utilizzare esclusivamente i sacchetti forniti  in dotazione. Inoltre saranno collocati degli ecopunti per la raccolta differenziata presso il cimitero di Giarre e il Mercato ortofrutticolo; dei roll conteiner per supermercati e scuole; contenitori (da porre davanti gli specifici esercizi commerciali) per pile esauste e farmaci scaduti; cestini porta rifiuti e cestini per deiezione animali. Per un ottimale servizio rivolto ai condomini con oltre 8 abitazioni,  è stato anche previsto per Giovedì 1 Giugno 2017 una specifica riunione con gli Amministratori che consentirà di discutere e risolver eventuali problematiche inerenti un efficace avvio della raccolta differenziata. Un’attenzione particolare sarà dedicata al controllo del territorio per prevenire e sanzionare eventuali trasgressori delle regole di conferimento o conferimento abusivo. Infatti la ditta Dusty ha già consegnato  alcune telecamere, in via d’installazione su diversi punti della città, che consentiranno di poter immediatamente individuare eventuali trasgressori.

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27 mag 2017

Aci Trezza, Zona a Traffico Limitato la mattina e il pomeriggio di domenica

di Mobilita Catania

Domenica mattina e pomeriggio ad Aci Trezza attiva la Zona a Traffico Limitato: il sindaco Filippo Drago ha firmato l'ordinanza che prevede l'istituzione della ZTL ad Aci Trezza per Domenica 28 Maggio 2017 dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 20. Sarà dunque attivato il seguente piano di viabilità: in via Provinciale (da via Spagnola fino a piazza delle Scuole), con accesso vietato su via Provinciale (dall'incrocio con via Livorno direzione Catania, bivio nord Casa cantoniera, dall'incrocio con via Spagnola e dall'incrocio con via Leopolda), su via Spagnola (dall'incrocio con via Dusmet) e su via Fontana Vecchia (dall'incrocio con via Lungomare Ciclopi). Ad Aci Castello, allo stesso tempo, qualora dovesse verificarsi un notevole afflusso di veicoli, la Polizia Municipale interverrà chiudendo temporaneamente gli accessi in modo tale da poter ripristinare la viabilità.

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27 mag 2017

Volo diretto Catania-San Pietroburgo dal 3 giugno operato da Alitalia

di Roberto Lentini

Dal 3 giugno 2017 Alitalia ripropone il volo diretto Catania-San Pietroburgo ogni sabato con decollo da Fontanarossa alle 22:35 ed arrivo a San Pietroburgo alle 03:35. La ripartenza è prevista la domenica alle 04:25 con atterraggio a Catania alle 07:30. Verrà utilizzato un aeromobile Airbus A320 e il prezzo per tratta parte da 111,99 euro. Ecco gli operativi del volo CTA LED  AZ0538   22:35 03:35  -6-LED CTA  AZ0539   04:25 07:30  -7- Atterra all'aeroporto  di San Pietroburgo-Pulkovo che serve la città di San Pietroburgo, nel nord della Russia europea e si trova 16 km a sud della città.  L'aeroporto di Pulkovo è collegato dai mezzi pubblici con la metropolitana di San Pietroburgo dalla stazione "Moskovskaja", raggiungibile con i mezzi pubblici (autobus n° 13), i quali proseguono per varie destinazione del centro cittadino. Cosa vedere a San Pietroburgo Al sud, sulla riva sinistra del Neva, collegata all'isola di Vasil'evskij attraverso il ponte del palazzo, si trovano il palazzo dell'Ammiragliato, il vasto complesso del Museo dell'Ermitage che si estende lungo il lungoneva del Palazzo e che comprende il barocco Palazzo d'Inverno, ex residenza ufficiale degli imperatori russi, così come il neoclassico Palazzo di Marmo neoclassico. Il Palazzo d'Inverno si affaccia sulla Piazza del Palazzo, la piazza principale della città dove vi è la Colonna di Alessandro. La Prospettiva Nevskij, è anch'essa situata sulla riva sinistra della Neva, ed è il viale principale della città. Inizia all'Ammiragliato e corre verso est vicino alla Piazza del Palazzo. La Prospettiva Nevskij attraversa il Moika (ponte verde), il canale Griboedov, la via Sadovaja, il canale Fontanka, incontra la Prospettiva Liteyny e procede alla piazza Vosstaniya vicino alla stazione ferroviaria di Mosca, dove si incrocia con la Prospettiva Ligovskij e si rivolge verso il Monastero di Aleksandr Nevskij. Il Passaggio, la Chiesa cattolica di Santa Caterina, la "casa dei libri" (ex edificio dell'azienda Singer in stile Art Nouveau), il Grand Hotel Europa, la Chiesa Luterana di San Pietro e San Paolo, la biblioteca nazionale russa, il teatro Aleksandrinskij la statua di Caterina la Grande, la Cattedrale di Kazan', il palazzo Stroganov, il palazzo Aničkov e il palazzo Beloselskij-Belozerskij sono tutti situati lungo quel viale. San Pietroburgo possiede più di duecento musei, molti dei quali sono ospitati in edifici storici. Il più grande di essi è il Museo dell'Ermitage, all'interno della ex residenza imperiale e con una vasta collezione di arte. Il Museo Russo è un grande museo dedicato specificamente all'arte russa. Un altro museo di arte importante è il Museo Stieglitz. Possiede inoltre numerosi parchi e giardini, alcuni tra i più famosi sono situati nella periferia sud. Sosnovka è il più grande parco che si estende entro i limiti della città vera e propria e occupa 240 ettari. Il Giardino d'estate è il parco più antico, risalente ai primi anni del XVIII secolo. Si trova sulla riva meridionale del Neva a capo del Fontanka ed è famoso per le sue ringhiere di ghisa e le sculture in marmo.

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26 mag 2017

Un museo dei trasporti a Catania: il progetto dell’Associazione Mediterranea Autobus Storici

di Amedeo Paladino

Il progetto dell’Associazione Mediterranea Autobus Storici nasce un po’ per caso nel 2011, grazie alla passione ed alla tenacia dell’avvocato Giuseppe Nicotra (attuale Presidente) ed agli altri due soci fondatori Francesco ed Emanuele Arezzi, mossi dall’intento di salvare dalla fiamma ossidrica tre mezzi gemelli degli anni ’70 (Fiat 418 AC Cameri) che avevano appena terminato la loro carriera presso il petrolchimico di Gela. I tre bus riuscirono ad affrontare la lunga SS 417 Gela-Catania e sono attualmente conservati presso la rimessa AMT di Catania, in attesa di restauro. Da allora, grazie all’acquisizione di alcuni rari mezzi degli anni ’80 (Inbus U 210 e Fiat 470), l’associazione ha iniziato un percorso sociale e culturale che l’ha vista protagonista di diverse iniziative nella città etnea, tra le quali si ricordano le due edizioni di Natale in Bus, di grande successo ed apprezzate da decine di migliaia di visitatori. Tra gli scopi sociali dell’AMAS, preservare gli autobus di interesse storico che per decenni sono stati protagonisti del trasporto pubblico, organizzare manifestazioni e rievocazioni storiche con i veicoli d'epoca, mostre fotografiche e modellistiche. “Tuttavia – afferma l’avv. Nicotra - il sogno nel cassetto dell’associazione è la costituzione del primo grande museo dei trasporti e della cultura del sud Italia, con sede principale a Catania; quest’ultimo rappresenterà non solo un importante polo attrattivo e turistico per gli appassionati dei trasporti, ma soprattutto un vero e proprio museo nel museo nel quale verranno privilegiate la cultura e le principali arti che hanno reso l’Italia e la Sicilia famose nel mondo. Ogni autobus rappresenterà un’arte ed un sapere, sarà un viaggio all’interno della cultura e della conoscenza. La sede del museo è pensata proprio in una porzione della storica rimessa di via Plebiscito, oggi abbandonata a causa trasferimento di tutte le attività dell’AMT presso la nuova rimessa di Pantano d’Arci (dove peraltro al momento trovano ricovero i bus storici dell’Associazione); quest’ultimo è concepito non solo su sede fissa bensì come museo itinerante, al fine di portare arte, cultura e solidarietà in giro per le principali vie e piazze della città, nonché nelle scuole e nei quartieri, e dunque anche come strumento per la crazione di eventi, anche di richiamo turistico.” “Ad oggi – continua il Presidente – dopo avere avviato una fattiva ed intensa collaborazione con AMT Catania, con grande soddisfazione e sacrificio dei nuovi soci che via via si sono aggregati al progetto, abbiamo attivato la sede di Messina, nella quale sono ricoverati altri tre mezzi dell’AMAS e stiamo avviando un dialogo con AST Sicilia, AMAT Palermo ed ATAM Reggio Calabria per iniziare una fruttuosa collaborazione alla stregua di quanto fatto nel capoluogo etneo.”

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26 mag 2017

Il comune di Belpasso punta a un servizio di navetta per la stazione Nesima della metropolitana

di Mobilita Catania

Dopo Misterbianco anche l'amministrazione di Belpasso punta ad un servizio navetta di collegamento tra il centro urbano di Belpasso e la fermata Nesima della metropolitana di Catania. La proposta è stata già presentata ai vertici della Ferrovia Circumetnea e nei prossimi giorni inizierà la fase di studio per la fattibilità del servizio. Il comune di Belpasso è penalizzato dal fatto che la stazione della FCE si trova in territorio di Piano Tavola distante circa 4 chilometri dal centro, e un simile servizio potrebbe attivare un collegamento veloce tra il comune di Belpasso e la città di Catania evitando così l'uso dell'auto, lasciando comunque la fermata di Piano Tavola nell'itinerario del nuovo servizio bus. Un servizio analogo di bus-navetta collega le frazioni di Misterbianco, Lineri e Montepalma, con la stazione di Nesima della metropolitana di Catania ha esordito alcune settimane fa: esso prevede 34 corse giornaliere con frequenze differenziate in base all'orario, per usufruire del servizio basta presentare il proprio abbonamento o comprare il biglietto giornaliero della metro al costo di 2 euro. Ti potrebbero interessare: Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri

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