Segnalazione
22 feb 2018

Le potenzialità inespresse della stazione metropolitana San Nullo

di Alberto

Tra le stazioni della metropolitana inaugurate a Marzo 2017 quella di San Nullo probabilmente è la meno frequentata dagli utenti, nonostante non si abbiano i dati ufficiali a supporto di questa tesi. Le ragioni sono facilmente individuabili nella completa assenza di una viabilità pedonale e veicolare al servizio della stazione che ne impediscono di sfruttare pienamente le sue potenzialità. Numerose sono state le segnalazioni sulle criticità presenti in via Sebastiano Catania, strada di carreggiata stretta a doppio senso di marcia, che espone i pedoni ad un pericolo costante di essere travolti dalle autovetture. L'assoluta mancanza di marciapiedi, infatti, impone i temerari, che volessero utilizzare la metropolitana, a prestare una continua attenzione al flusso continuo delle automobili sia a salire che a scendere. Tutto ciò con la beffa che la via viene debitamente indicate nelle insegne informative all'interno stazione; il che farebbe presumere che si tratti di una strada percorribile dai pedoni. L'insicurezza che caratterizza la strada suindicata costituisce, dunque, la principale ragione della scarsa utenza attualmente presente a San Nullo. Giova precisare che, per quanto riguarda la porzione di Via Sebastiano Catania, a valle della stazione, da pochi giorni è stato istituito il senso unico di marcia nel tratto e nel senso da Via Merlino al Viale Antoniotto Usodimare (circonvallazione), e contestualmente è stato disposto il limite di velocità a 30 km/h e il divieto di sosta su entrambi i lati. E', tuttavia, auspicabile che venga anche rivista la viabilità della parte alta della strada, così da consentirne la fruizione del servizio a tutti coloro che abitano a monte della stazione metropolitana. Se la situazione appare drammatica per i pedoni, sicuramente non è agevole per gli automobilisti che volessero lasciare il proprio mezzo per utilizzare quello pubblico, considerata l'assenza e la difficoltà di posti auto nelle vicinanze. Tuttavia, è presente, a sud della fermata ed adiacente alla stazione, un ampio spazio precedentemente utilizzato dai mezzi di cantiere durante i lavori di costruzione della stazione, ed attualmente adibito a deposito di mezzi e materiale. Trattasi di un'area che, se riqualificata, costituirebbe un prezioso parcheggio scambiatore capace di ospitare diverse centinaia di posti auto che darebbe un nuovo slancio alla stazione sulle orme delle felici esperienze delle aree di sosta di Nesima e Milo. Tali modifiche potrebbero radicalmente cambiare il volto della stazione di San Nullo, consentendole di recuperare la sua vocazione di stazione metropolitana, e quindi di mobilità, che al momento attuale non possiede.   In conclusione, la costruzione di un'opera così nodale come la metropolitana, per sua natura, ha necessità di interfacciarsi con tutta la viabilità del luogo in cui è collocata;  tale integrazione, infatti,  trasformando la stazione da cattedrale nel deserto ad infrastruttura efficiente.    

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Articolo
23 gen 2018

PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

di Mobilita Catania

Il recente bando per il concorso di idee per il rapporto tra la città di Catania e il suo mare, che comprende l'area del porto, deve basarsi sullo stato di fatto della città e sugli interventi sul territorio già ufficialmente previsti o in itinere, per poter tradursi in futuro, questo è l'auspicio, in una solida base dalla quale partire per concreti azioni di rigenerazione urbanistica. Uno degli aspetti imprescindibili di cui dovrà tener conto, quindi, è senza alcun dubbio la presenza della linea ferroviaria statale che, com'è noto, corre lungo la costa della città e che, proprio per questo e già dal XIX secolo, crea una barriera tra il centro della città e il mare. Ad oggi non è ancora stato reso noto, però, quale sia il nuovo tracciato ferroviario completo da realizzarsi nell'ambito del "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, poiché l'ultima proposta ufficiale di Rfi fu rigettata dalla Città di Catania quasi cinque anni fa per le ragioni che si ricordano più avanti. Mobilita Catania svela in anteprima il nuovo progetto preliminare di Rfi per il passante ferroviario etneo, nella sua parte di tracciato di nuova concezione, ovvero quella dalla stazione di Catania Centrale a Catania Acquicella. Prima, però, un sintetico riepilogo dell'evoluzione del progetto nell'ultimo decennio. A proposito del già citato problema dell'allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, bisogna ricordare che con l'ormai penultimo progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi avviava un parziale tentativo di porre rimedio a questa situazione, prevedendo l'interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all'Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine. Un progetto che, in quest'area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all'altezza della Villa Pacini, che oltre a "stressare" la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un'imponente intervento per limitare l'impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell'Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell'Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d'accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell'area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell'Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Il nuovo percorso scelto da Rfi per attraversare il cuore della città, come vedremo, si avvicina a quello proposto a livello locale, seppur con alcune importanti differenze. Tra i più rilevanti punti in comune, c'è la rinuncia all'impiego degli Archi della Marina, che verrebbero così liberati e destinati a ospitare un percorso ciclo-pedonale. Inoltre, tutto il percorso sino ad Acquicella è interrato, con la realizzazione di un tunnel che poi si trasforma, dalla nuova fermata Porto, in una doppia canna, sfruttando parzialmente la galleria già esistente.   Ecco tutte le nuove stazioni e fermate previste nella tratta, in dettaglio, da nord verso sud: STAZIONE CATANIA CENTRALE L’intervento prevede la realizzazione di una stazione interrata in corrispondenza dall'attuale in superficie, con quattro binari, di cui due di precedenza, e marciapiedi di 400. Un binario sarà di collegamento con il porto.   È inoltre previsto il collegamento ipogeo tra la nuova stazione sotterranea e la stazione "Giovanni XXIII" della metropolitana di Catania. Gli attuali impianti merci e di manutenzione della stazione verranno riallocati presso il nuovo polo manutentivo e intermodale di Bicocca, liberando così ampie zone nell’ambito dell’area urbana costiera di Catania. FERMATA CATANIA PORTO Sotterranea, sorgerà nei pressi di piazza Paolo Borsellino potendo quindi servire agevolmente sia la zona del Duomo che quella portuale, assumendo così una rilevanza strategica nella mobilità urbana. Comporterà la demolizione dell'attuale edificio degli alloggi della Capitaneria di Porto, all'interno del sedime portuale.   FERMATA CATANIA URSINO A nord dell'omonimo maniero sorgerà la fermata di Catania Ursino, simile a quella in corso di ultimazione di Picanello in quanto in un tratto nel quale i binari si snoderanno su canne separate.   FERMATA CATANIA ACQUICELLA Il nuovo progetto prevede una rimodulazione della stazione Acquicella che diventa una fermata passante È situata nei pressi del Cimitero monumentale di Catania, dal quale è separata da via Zia Lisa, uno degli assi di ingresso della città da sud-ovest.   Con il completamento di tutte le opere previste, l’intera linea urbana del passante ferroviario avrà quest’assetto, da nord verso sud, potendo fungere da linea metropolitana: Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Di questo percorso è stato già completato il raddoppio Catania Centrale - Catania Ognina, inaugurato il 24 luglio 2017, ed è operativo il tratto di passante Cannizzaro-Catania Centrale, sebbene non sia ancora stata aperta, ma è in via di ultimazione, la stazione di Catania Picanello. Per la tratta nuova tratta Catania Centrale - Catania Acquicella, sono in corso i sondaggi geognostici necessari per poter procedere alla progettazione definitiva. Stando a quanto ad oggi previsto, i lavori futuri consisteranno, quindi, nell'interramento della stazione centrale, nella realizzazione delle nuove fermate Catania Duomo-Porto e Catania Ursino e nella rimodulazione della stazione di Catania Acquicella che sarà convertita in una fermata in trincea. Tutto, naturalmente, inserito nel nuovo percorso da realizzare. Ti potrebbero interessare: Passante ferroviario di Catania: scheda dell'opera FOTO | Le nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa Fontanarossa, una nuova fermata ferroviaria provvisoria per il 2020  

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Opere
23 gen 2018

Passante Ferroviario di Catania

di Roberto Lentini

Il passante ferroviario di Catania è un'infrastruttura di tipo metropolitano in parte realizzata e in parte in corso di realizzazione lungo la tratta ferroviaria urbana del capoluogo etneo compresa tra le stazioni di Cannizzaro (a nord) e di Bicocca (a sud). Nel più ampio raggio, fa parte della linea che si estende da Taormina (a nord) a Lentini (a sud), servendo anche i comuni di Acireale e di Acicastello. Pertanto, a interventi ultimati, l'intera linea disporrà sia di un raggio d'azione metropolitano (urbano e sub urbano) che comprensoriale. L'infrastruttura, all'interno del cosiddetto "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, ambisce a offrire all'utenza un servizio di tipo metropolitano grazie all'elevata frequenza di corse e all'apertura di diverse, nuove stazioni e fermate in ambito urbano. Tuttavia, ad oggi si attende ancora il nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e il tracciato è servito solo da treni regionali e nazionali, con una frequenza insufficiente per garantire, all'attualità, un uso metropolitano. Il 24 luglio 2017, a seguito dell'apertura tecnica delle nuove stazioni di Catania Ognina e Catania Europa insieme con cinque chilometri di nuovo binario, è stato inaugurato il raddoppio della linea ferroviaria Catania Centrale - Catania Ognina alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, dell'assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana Luigi Bosco e del sindaco di Catania Enzo Bianco. I lavori hanno richiesto un investimento complessivo di 100 milioni di euro. Attualmente il percorso urbano del passante ferroviario di Catania è così articolato, da nord a sud: Cannizzaro Catania Ognina Catania Europa Catania Centrale Bicocca La nuova fermata di Catania Ognina, inaugurata il 18 giugno 2017, è stata realizzata nel tratto allo scoperto compreso fra lo sbocco della galleria ed il cavalcavia su viale Ulisse. È dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopassaggio pedonale, e di un parcheggio con ingresso da via Fiume con una capacità di 120 posti auto. La nuova fermata di Catania Picanello, di imminente apertura, è ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri. Il collegamento della fermata con l’esterno è garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili. L’accesso ai diversamente abili sarà reso possibile da un ascensore su via Guerrera. La nuova fermata di Catania Europa, inaugurata il 18 giugno 2017, ad angolo tra viale Africa e piazza Europa, è provvista di due marciapiedi coperti da pensiline lunghi 125 metri ciascuno, con rampe coperte per il collegamento con la piazza. Di seguito gli orari del servizio validi per l'inverno 2017-2018: Nell'ambito dei lavori del Nodo Catania riguardanti l'area urbana e suburbana, gli interventi e le opere di futura realizzazione comprendono - nel breve termine: L'apertura della nuova fermata sotterranea di Catania Picanello, compresa tra Catania Ognina e Catania Europa; La realizzazione di una fermata provvisoria presso l'aerostazione di Catania Fontanarossa; La realizzazione di una bretella di raccordo con la linea ferroviaria Palermo – Catania; - nel medio termine: La riorganizzazione del polo manutentore e dello scalo merci di Bicocca (trasferimento degli impianti di Catania Acquicella); La ristrutturazione della stazione di Catania Acquicella; - nel lungo termine: L’interramento della linea ferroviaria tra Piazza Europa e viale VI Aprile, inclusa la stazione di Catania Centrale; La realizzazione di un nuovo percorso ferroviario interrato a doppio binario tra viale VI Aprile e Catania Acquicella; La realizzazione di due nuove fermate urbane tra Catania Centrale e Catania Acquicella; La conversione della stazione di Catania Acquicella in fermata in trincea; La realizzazione di una nuova stazione nei pressi dell'aeroporto di Fontanarossa, in corrispondenza dell'omonimo parcheggio scmbiatore e della futura stazione della metropolitana Santa Maria Goretti; Interramento dei binari a ovest del sedime aeroportuale per consentire la realizzazione di una nuova pista di decollo/atterraggio. Nell'ambito delle attività preliminari per la realizzazione del raddoppio della linea tra Catania Centrale e Catania Acquicella, Italferr ha avviato a dicembre 2017 i sondaggi geognostici necessari alla progettazione delle opere. L'attività è autorizzata dal Comune di Catania e dalla  Soprintendenza ai Beni Culturali per i sondaggi nel centro storico.  Si prevede il completamento del progetto preliminare entro l'anno. Analogo percorso si è intrapreso per la fermata provvisoria di Catania Fontanarossa, dove  sono iniziati i sondaggi nell'area destinata alla realizzazione dell'opera, con la relativa progettazione in fase di  sviluppo: si prevede di procedere all'appalto entro l'anno, ipotizzando l'attivazione della nuova fermata a servizio dell'aeroporto "Vincenzo Bellini" di Catania nel 2020. Per l'interramento dei binari a ovest dell'area aeroportuale, è stato istituito un apposito tavolo tecnico ed avviata la progettazione coordinata con ENAC/SAC. Assetto futuro Ad interventi del Nodo Catania completati, questo sarà il tracciato del passante ferroviario di Catania in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) Interramento della stazione di Catania Centrale Il progetto di interramento della stazione di Catania Centrale si inquadra nell'ambito di un ampio programma di interventi che prevede anche la ricollocazione del deposito locomotive di Trenitalia e dello scalo merci di Catania centrale e un nuovo percorso di attraversamento del centro urbano tra Catania Centrale e Catania Acquicella. L'interramento della stazione centrale di Catania non ha obiettivi di tipo trasportistico ma di riqualificazione ambientale e urbanistico. L'intervento prevede la realizzazione di una stazione, composta da due binari di corsa con precedenze, marciapiedi di 400 m e di un binario per il collegamento con il porto posta in galleria artificiale al di sotto del sedime dell'attuale impianto e di altri due binari per la sosta dei treni. In tutto i binari saranno cinque. Tratta Bivio Zurria-Catania Acquicella Inizialmente, Rete Ferroviaria Italiana aveva progettato il raddoppio del binario in affiancamento a quello esistente lungo tutto l'attuale tracciato (linea viola nell'immagine in basso) e dalla stazione centrale, da interrare a circa nove metri sotto l'attuale livello, verso l'aeroporto, i binari sarebbero riemersi attraverso una grande rampa in cemento per proseguire sugli Archi della Marina per poi interrarsi nuovamente all'altezza di piazza dell'Indirizzo e procedere passando sotto piazza Federico II di Svevia, intercettando un tratto delle antiche mura di Carlo V, cioè aree a forte densità archeologica e rendendo necessaria, per di più, la demolizione di diversi edifici settecenteschi e ottocenteschi. Un progetto contro il quale la città, in pieno accordo tra abitanti e istituzioni locali, si ribellò, chiedendo a Rete Ferroviaria Italiana di studiare un percorso alternativo e proponendo una diversa ipotesi di tracciato contenuta nel Piano regolatore generale del 2012 (mai approvato). Il nuovo progetto preliminare di Rfi ha accolto le istanze della città e richiama l'ipotesi progettuale proposta dalla Città di Catania, pur con alcune importanti differenze, e prevede un nuovo percorso interrato a doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. Con il completamento di tutte le opere previste, in ambito comprensoriale, l'intera linea avrà quest'assetto, da nord verso sud: Taormina Alcantara Fiumefreddo Mascali Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale centro Acireale sud Acicastello Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini Le stazioni di Catania Centrale e Catania Fontanarossa saranno in interconnessione con le stazioni della metropolitana di Catania rispettivamente "Giovanni XXIII" e "Santa Maria Goretti". In quest'ultimo caso, inoltre, si scambierà anche col già esistente parcheggio d'interscambio di Fontanarossa. Il completamento dell’intera tratta metropolitana e comprensoriale è previsto per il 2027. 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14 dic 2017

Passante ferroviario di Catania, nuovi orari e più corse in ambito metropolitano: si intravede il potenziale di seconda linea metropolitana

di Roberto Lentini

Con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale migliora, seppur di poco, l'offerta di Trenitalia sul passante ferroviario di Catania: i treni che da Catania Centrale fermano alle stazioni di Catania Europa e Catania Ognina  per Acireale sono adesso diciotto al giorno, mentre sono venti quelli in direzione opposta. Non tutti, però, fermano a Cannizzaro, facendo così mancare una tappa intermedia importante nonché limitando di molto l'utenza possibile da parte degli abitanti e di chi lavora nella frazione di Aci Castello. Interessante diventa invece l'offerta tra Acireale e Catania e viceversa con ben 29 collegamenti per tratta. Praticamente in soli 10/15 minuti e 2,50 euro si possono raggiungere le due città senza problemi di parcheggio. Rimangono ancora tagliati fuori, invece, le stazioni di Catania Acquicella e quella di Bicocca. La stazione di Acquicella si trova a pochi metri dal parcheggio del quartiere di Zia Lisa, capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall’autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l’utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. La stazione di Bicocca sarebbe estremamente utile per le decine di migliaia di lavoratori della zona industriale, ancor più se si approntasse un semplice servizio navetta per gli stabilimenti industriali sul modello del gettonatissimo metro shuttle della Circumetnea, letteralmente preso d'assalto (e non è una coincidenza che la metropolitana abbia fatto il suo record di viaggiatori mensili in concomitanza con l'avvento del metro shuttle). La frequenza del passante ferroviario di Catania rimane, complessivamente, piuttosto scarsa, passando da quella massima di 10 minuti in ora di punta a quella minima di 70 minuti nel primo pomeriggio. Il prezzo del biglietto di corsa semplice, nella tratta urbana (Cannizzaro-Catania centrale e viceversa), è 1,70 euro. Il costo dell’abbonamento settimanale è 11,70 euro, mentre quello mensile è di 38,80 euro. Prezzi, dunque, non proprio concorrenziali, specialmente se paragonati alle tariffe della metropolitana di Catania, per la quale permane l'assenza di un biglietto integrato che sarebbe quanto mai opportuno. Non si può quindi parlare, ancora, di un adeguato servizio metropolitano, ma di treni regionali che si fermano nelle nuove stazioni di Ognina e piazza Europa (in attesa dell'altra di Picanello). Un impiego piuttosto bizzarro del materiale rotabile a disposizione, visto che sarebbe sicuramente più efficiente avere treni a lunga percorrenza (su scala regionale, quindi ad esempio sulla linea Siracusa-Catania-Messina) con soste solo nelle principali stazioni del tragitto e, intanto, dedicare un congruo numero di treni solo nella fascia metropolitana, con soste presso tutte le stazioni. In attesa della nuova stazione a Fontanarossa, la stazione di Bicocca potrebbe essere utilizzata a servizio dell’aeroporto, con l’ausilio di un collegamento con l’aerostazione tramite navette. In questa maniera anche le province di Siracusa, Enna, Caltanissetta e Messina potrebbero usufruire di un valido collegamento ferroviario con l’aeroporto già nel breve termine. Per poter parlare di un vero trasporto metropolitano, che abbia una frequenza quanto meno di soli 20 minuti, è necessario che venga firmato il contratto di servizio, al momento in discussione tra la Regione Siciliana e Trenitalia, e che venga attuata l’integrazione tariffaria dei servizi gestiti da AMT, Ferrovia Circumetnea e Trenitalia per una mobilità più efficiente e più ecologica che renda più vivibile, finalmente, il centro storico (e non solo) e che costituisca un vantaggio economico e sociale per i cittadini. Ti potrebbero interessare: Il ministro Delrio inaugura il raddoppio ferroviario di Catania; intesa per la nuova fermata a Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania FOTO | Dentro le nuove stazioni Ognina ed Europa Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana

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06 dic 2017

Trenitalia, al lavoro sul contratto di servizio con la Regione Siciliana. Incertezze sulla stazione Fontanarossa

di Roberto Lentini

«Trenitalia sta dialogando con la Regione Siciliana per quanto riguarda il nuovo contratto di servizio che sarà il primo vero contratto per la regione Sicilia». Lo ha ribadito l'amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia Orazio Iacono, intervenuto alla conferenza "Crescere con le infrastrutture in Sicilia", organizzata dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Catania. Sono previsti oltre 111 milioni di euro l'anno dalla Regione Siciliana verso Trenitalia per lo svolgimento del servizio. Trenitalia ha già comunque investito in Sicilia: l'anno scorso infatti sono stati consegnati 6 nuovi treni Jazz di ultima generazione.  Inoltre, per il rafforzamento del trasporto ferroviario in Sicilia, Trenitalia sta puntando su tre "pilastri". investimenti del gestore dell’infrastruttura (1,8 miliardi di euro sostenuti al 2016 e circa 15 miliardi pianificati nel periodo 2017-21), ampliamento dell’offerta di trasporto di Trenitalia e più comfort a bordo, investimenti in impianti, informazione e tecnologia, acquisto di nuovo materiale rotabile da parte della Regione Siciliana con il supporto di Trenitalia. Il piano prevede progetti “Easy Station” e “Smart Station”: entro il 2026 infatti Trenitalia adeguererà 24 stazioni siciliane medio/grandi per renderle più accessibili e confortevoli ai viaggiatori caratterizzandole con uno standard architettonico unico e funzionale. Si allungano inopinatamente, invece, i tempi per la realizzazione della fermata di Fontanarossa a servizio dell'aeroporto di Catania: la progettazione della futura stazione si trova ancora in una fase primordiale: addirittura non è ancora stato formalmente deciso se realizzare la fermata provvisoria, inizialmente prevista nei pressi della sede del nucleo aereo della Guardia Costiera, o realizzare sin da subito la stazione ferroviaria nei pressi del parcheggio Fontarossa che avrà il ruolo di interscambio con la stazione Santa Maria Goretti della metropolitana. Tutto questo nonostante il protocollo d'Intesa firmato tra Regione Siciliana, Comune di Catania, Società Aeroporto Catania (SAC), Rete Ferroviaria Italiana ed Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) in cui si prevedeva  la programmazione, da parte di RFI, dei servizi ferroviari presso la futura fermata, mentre SAC garantirà servizi bus tra la fermata e l’Aeroporto, con la conclusione di tutte le opere entro la fine del 2019. Ti potrebbero interessare: Il ministro Delrio inaugura il raddoppio ferroviario di Catania; intesa per la nuova fermata a Fontanarossa Linea ferroviaria Palermo – Catania, aggiudicata gara per raddoppio tra Bicocca e Catenanuova Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania  

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Segnalazione
21 nov 2017

Piazza Giovanni XXIII, i pericoli affrontati dai pedoni

di Alberto

Piazza Papa Giovanni XXIII rappresenta un centro nevralgico della mobilità di Catania, che acquisterà un'importanza sempre più rilevante con le future estensioni della metropolitana e con l'effettiva attivazione del passante ferroviario. Tuttavia, vi sono alcune criticità che volevo sottoporre alla vostra attenzione le quali, a mio avviso, fanno di questo posto un luogo non sicuro e scomodo da raggiungere: le aree che intendo attenzionare sono essenzialmente due e riguardano i piazzali di sosta dei bus AST e SAIS. Il piazzale dei pullman AST è collocato nella parte opposta alla stazione Giovanni XXIII, ragion per cui, i pedoni che intendono raggiungere la metro, sono costretti ad attraversare la strada. Tuttavia, è completamente assente un attraversamento pedonale che permetta loro di raggiungere in sicurezza la piazza antistante la fermata dei pullman. A onor del vero, esiste sul lato della piazza, che si affaccia su via della Libertà, un percorso più periferico dotato di strisce pedonali, tuttavia tale camminamento costringe i pedoni a effettuare un percorso molto più lungo: di conseguenza in tanti preferiscono "tagliare" la strada.  Penso che un attraversamento pedonale rialzato, opportunamente dotato di tutti gli accorgimenti che ne garantiscano la visibilità, permetta di attraversa in sicurezza la strada e di raggiungere molto più velocemente la stazione metropolitana e viceversa il piazzale dei pullman. La soprelevazione della carreggiata, infatti, consentirebbe di ridurre drasticamente la velocità dei veicoli che molto spesso transitano in modo alquanto sostenuto in un luogo così sensibile come questo attraversato ogni giorno da turisti e pendolari. L'altra criticità che segnalo si trova in via Archimede: il piazzale dei bus Sais è separato dalla piazza soprastante la stazione della metropolitana da una ininterrotta serie di barriere newjersey in cemento armato che obbligano, per chi volesse raggiungere la piazza, a "circumnavigare" l'area dei pullman: trovo illogico che non sia stato apportato almeno un varco lungo la barriera onde facilitare il transito dei passeggeri. Ritengo che un luogo così strategico per la mobilità come la stazione della metropolitana, debba "connettersi" con tutti gli altri punti di trasporto; solo così è possibile ottenere una maggiore intermodalità dei trasporti e al contempo una migliore sicurezza per i passeggeri. A volte basterebbe soltanto copiare quello che è stato fatto in paesi più civilizzati del nostro.    

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14 nov 2017

Taormina, ecco come sarà la nuova stazione ferroviaria

di Roberto Lentini

Nell’ambito del previsto raddoppio ferroviario Messina-Catania, tratta Giampilieri– Fiumefreddo, sono già partiti i passaggi procedurali con i relativi pareri e le deliberazioni chieste ai Comuni.  Il nuovo tracciato del raddoppio Giampileri-Fiumefreddo (approvato dal Cipe già nel 2003 con l'assenso di tutti i Comuni coinvolti e della Regione) ha una lunghezza di circa 42 Km e si sviluppa a monte della linea storica, per l’85% in galleria: per questo motivo la vecchia stazione  di Villagonia verrà chiusa e trasformata in una sede museale. Intanto è già avvenuta la dismissione del parcheggio della stazione di Villagonia, messo in vendita per 570 mila euro con relativa procedura in fase di espletamento. La nuova stazione, inizialmente prevista a Trappitello, sarà probabilmente realizzata sotto il piazzale della Madonnina, in un tratto poi collegato direttamente con il parcheggio Lumbi e si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione del territorio e di ammodernamento dell'offerta di Rfi. La nuova stazione sotterranea (come riporta Taormina Today) sarà caratterizzata da materiali tradizionali come la pietra locale e da pensiline con finitura in acciaio, attraversate da feritoie che tracciano sottili fili di luce; il piano banchine avrà una lunghezza di 350 metri di lunghezza con tre attraversamenti che conducono ai rispettivi blocchi di scale e due attraversamenti che conducono agli ascensori. Il parcheggio Lumbi sarà dotato di un atrio con biglietteria automatica e tornelleria, servizi igienici appositi, una unità commerciale, infopoint e parcheggio; sul lato mare della Stazione è prevista una uscita in direzione Giardini Naxos con unità commerciale e altra postazione infopoint e la sosta bus con tre stalli e spazi per i taxi. La nuova infrastruttura risulta già approvata ed è dotata di apposito finanziamento con fondi europei.  Ti potrebbe interessare: Tratta ferroviaria Messina-Catania: 826 milioni di euro per il raddoppio ferroviario

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