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14 giu 2021

Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante

di Mobilita Catania

Dopo parecchi mesi di annunci e ritardi, finalmente è stato pubblicato il bando di gara del parcheggio multipiano interrato, con sovrastante parco urbano, da realizzarsi in piazza della Repubblica a Catania. Il bando integrale, completo di disciplinare ed elaborati del progetto esecutivo per la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato e del sovrastante e attiguo verde attrezzato, nell'area di piazza della Repubblica, è visibile sulla piattaforma Servizio Territoriale U.R.E.G.A (Ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto di lavori pubblici) di Catania. Il parcheggio interrato multipiano, a tre livelli, avrà una superficie complessiva interna di 10.900 mq; il corrispondente verde attrezzato di 7.895 mq, un nuovo polmone verde a servizio del quartiere, sarà realizzato secondo innovativi sistemi di valorizzazione ambientale e tutela della sostenibilità. Nello specifico, il parcheggio multipiano, capace di contenere 334 posti auto, avrà l’ingresso carrabile esclusivamente da via Luigi Sturzo. I tre livelli interrati del parcheggio auto, secondo il progetto esecutivo, saranno serviti, oltre che dalle rampe carrabili, da tre corpi scala che arriveranno fino all'area a verde sovrastante, forniti di ascensore e di servizi igienici per ciascun livello interrato. Il verde attrezzato sopraelevato sarà invece accessibile da tutte le vie circostanti: piazza della Repubblica, via Reggio, via Luigi Rizzo e via Luigi Sturzo, componendo un moderno parco che di fatto cambierà il volto della zona. L'opera rientra nell'ambito del più vasto progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà. Il parcheggio in questione, insieme con il parco, rappresenta la maggiore opera pubblica prevista nell'ambito dei lavori di tutta l'area, secondo un programma che intende finalmente rimarginare l’antica ferita prodottasi quasi settanta anni addietro nel centro della città. Dopo gli sforzi compiuti dalle precedenti Amministrazioni per trovare una sintesi con i privati proprietari delle aree e la conclusione di convenzioni e protocolli di legalità, il dissesto finanziario, secondo quanto dichiarato dal sindaco di Catania, avrebbe costretto l'attuale giunta a rivedere le intese raggiunte con le prime conferenze dei servizi. Un obiettivo che appare adesso raggiunto grazie al lavoro sinergico delle Direzioni Urbanistica, Patrimonio e Lavori Pubblici, alla supervisione dell’assessore Enrico Trantino e del prof. Felice Giuffrè e alla collaborazione concreta del dott. Aldo Palmeri e dall’avv. Andrea Scuderi, in rappresentanza dei soci privati: una collaborazione costruttiva che ha consentito di inviare finalmente il bando all’Urega. Si compie, così, un nuovo concreto e fondamentale passo avanti per il risanamento di quest'area, cruciale per lo sviluppo della Catania del prossimo futuro. Ti potrebbe interessare: Progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà

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02 dic 2020

Rifiuti, via libera alla gara d’appalto settennale per il “porta a porta” a Catania

di Mobilita Catania

Il Consiglio Comunale, presieduto da Giuseppe Castiglione, nella seduta di ieri sera, con 17 voti favorevoli, 9 astenuti e nessun voto contrario, ha approvato la delibera sull'affidamento, con durata settennale, tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, e altri servizi di igiene pubblica, per un ammontare di 353 milioni di euro. Secondo l’impostazione del bando, l’Area di raccolta ottimale  della Città di Catania viene suddivisa in tre macro lotti: zona Nord, zona Centro, zona Sud, recependo le sollecitazione dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) di suddividere l’assegnazione dell’appalto in più parti anziché in un unico lotto. Con questo pronunciamento del consiglio comunale, si potrà procedere alla pubblicazione della nuova gara settennale che rivoluzionerà la raccolta dei rifiuti introducendo il sistema del porta a porta in tutto il territorio cittadino superando quello basato sui cassonetti, che nella prassi ha rappresentato un  incentivo all'abbandono illecito dei rifiuti indifferenziati non solo dei catanesi ma anche da parte di chi risiede nei numerosi comuni limitrofi, facendo lievitare il costo della raccolta e di conseguenza della Tari. In aula la delibera sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, approntata dai tecnici della Società per la regolamentazione della Raccolta Rifiuti(Srr) dopo un lungo approfondimento seguito alla gara settennale andata deserta dello scorso febbraio,  è stata illustrata dall’assessore all’ecologia Fabio Cantarella. In tempi brevissimi la SRR trasmetterà gli atti di gara all’Urega per la pubblicazione del bando di evidenza pubblica di livello europeo.  

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08 feb 2020

Fermata ferroviaria aeroporto Fontanarossa, SAC pubblica bando per il collegamento stradale

di Amedeo Paladino

La S.A.C., società di gestione dell'Aeroporto Fontanarossa di Catania, ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio 2020 il bando di gara a procedura aperta per l’affidamento dei ”Lavori di realizzazione nuova strada di collegamento viabilità aeroportuale a nuova stazione ferroviaria RFI e opere connesse"; l'importo a base di gara è di  1 milione e 705.742,16 euro di cui 32 mila 704,58 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso con termine per la ricezione delle offerte fissato all'11 marzo. L’intervento è finalizzato al collegamento della rotatoria di via Fontanarossa, utilizzando in parte la strada già esistente e in parte una strada di nuova realizzazione, alla costruenda fermata ferroviaria che secondo le previsioni sarà pronta a giugno di quest'anno, per la strada di collegamento il cronoprogramma allegato al bando indica in sei mesi la durata temporale del cantiere. La fermata, una volta in esercizio costituirà, una svolta storica per il trasporto regionale ferroviario. I viaggiatori provenienti dal messinese, da Siracusa, da Enna e Caltanissetta potranno raggiungere l’aeroporto in treno: un primo, strategico, salto di qualità nella direzione dell’auspicata intermodalità nella mobilità etnea. Alla fine dei lavori il percorso metropolitano del passante ferroviario di Catania sarà così articolato, da nord a sud: Giarre – Riposto Carruba Guardia Mangano – Santa Venerina Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto (in costruzione) Bicocca Tra Guardia Mangano e Acireale, inoltre, nei prossima anni, è prevista la nuova fermata ferroviaria di Acireale Cappuccini.   Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Nodo Ferroviario di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città ad averne bisogno Metropolitana di Catania

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07 feb 2020

Autostrade Catania-Siracusa,Tangenziale di Catania e A18dir: 2 milioni per la manutenzione del verde

di Mobilita Catania

Anas, Gruppo FS Italiane, ha pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale due bandi di gara per il servizio triennale di manutenzione ricorrente delle opere in verde lungo le autostrade Catania-Siracusa, Tangenziale di Catania e sul suo asse di penetrazione urbana A18dir, per un investimento complessivo pari a oltre 2 milioni di euro. Il primo bando, relativo all’autostrada Catania – Siracusa, prevede un importo a base d’asta pari a 1,2 milioni di euro, mentre il bando relativo alla Tangenziale di Catania e all’A18dir prevede un importo di un milione di euro. Entrambe le gare saranno aggiudicate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, assegnando un massimo di 20 punti alla componente prezzo e un massimo di 80 punti alla componente qualitativa. Anas ha aderito al Protocollo d’Intesa tra le Prefetture della Regione Sicilia del 14 Novembre 2016, per garantire il rispetto della legalità nei cantieri. Le offerte digitali dovranno pervenire, corredate della documentazione richiesta, sul Portale Acquisti di Anas https://acquisti.stradeanas.it, pena esclusione, entro le ore 10:00 del 10 marzo 2020. Il bando e il disciplinare di gara sono disponibili sul sito istituzionale Anas, all’interno della sezione “Fornitori”, e sul Portale Acquisti Anas all’interno della sezione “Bandi e Avvisi”, da cui è poi possibile accedere all’area riservata contenente tutta la documentazione di gara.  

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18 gen 2020

Nuovo Corso Martiri della Libertà, iter riavviato. A breve il bando per piazza della Repubblica

di Mobilita Catania

Come anticipato da Mobilita Catania, si è tenuta ieri un’importante riunione operativa sui prossimi interventi di rigenerazione urbana di Corso Martiri della Libertà da mettere in atto. L'incontro ha avuto luogo presso la Direzione Urbanistica del Comune di Catania. Per il Comune hanno partecipato l’assessore Enrico Trantino e i Direttori dei Lavori Pubblici Salvatore Marra e dell’Urbanistica Biagio Bisignani. Per l'Istica e per il Risanamento San Berillo, parte privata, hanno partecipato l’avv. Andrea Scuderi, il dott. Aldo Palmeri, l'ing. Dario Consoli e il dott. Salvo Riolo. In un clima di proficua collaborazione è stata definito un calendario di impegni, a scadenze ravvicinate, per l’aggiornamento del protocollo di legalità e della cabina di regia e per la predisposizione del bando di gara per la realizzazione del parcheggio e parte del parco urbano previsto in Piazza della Repubblica (opere di urbanizzazione Vp1 e Vp2, nell'immagine a seguire), in modo da inviarlo nella prima decade di febbraio all’Urega, Ufficio Regionale Espletamento Gare d’Appalto, per la pubblicazione del bando di gara di esecuzione dei lavori. Inoltre, è stata convocata per fine gennaio una Conferenza dei Servizi per l’intera opera che sorgerà in Corso Martiri della Libertà, affinché si avvii al più presto la sua fase esecutiva. L’amministrazione comunale e i privati hanno registrato totale sintonia nel volere imprimere un’accelerazione al compimento dell’opera, per il suo alto valore simbolico e perché da essa riparta una nuova stagione di concreto rilancio del centro urbano. Ti potrebbero interessare: Catania, il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero FOTO | C.so Martiri della Libertà, aperte le prime, nuove aree pubbliche Nuovo C.so Martiri della Libertà, progetto «anacronistico e non prioritario» per il nuovo assessore ai Lavori Pubblici  

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12 giu 2019

L’aeroporto di Catania verso il terzo terminal: pubblicato il bando per la progettazione dell’ampliamento del complesso aeroportuale

di Roberto Lentini

A distanza di un anno dall'inaugurazione del Terminal C, la Sac, Società Aeroporto Catania, continua a lavorare per dar seguito alla crescita dello scalo etneo. La società di gestione ha, infatti, pubblicato sul proprio sito ufficiale il bando di gara per la progettazione dell'ampliamento del complesso aeroportuale di Fontanarossa.  Il bando di gara riguarda l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per la progettazione inerente agli interventi da realizzare in ambito aeroportuale, previsti nel Masterplan e nel piano investimenti dell’Ente gestore, che nel dettaglio sono: ampliamento dell'aerostazione (2° modulo); riqualifica infrastrutture di volo – Txy – Apron turnpad; ampliamento area dedicata a voli extra-Schengen; nuovi uffici SAC in aree militari e pertinenze connesse; nuova viabilità aeroportuale esterna ed interna al sedime; nuovo edificio merci con annesso varco doganale e di security e viabilità interna sedime ed opere di pertinenza; opere di urbanizzazione in aree militari e bonifica ordigni bellici; nuove bretelle piazzali di sosta aeromobili, area ovest; interventi vari in ambito aeroportuale. Il costo di tutte le opere ammonta a circa 155 milioni di euro, di cui 90 per la realizzazione dell'ampliamento dell'aerostazione passeggeri; l’importo presunto dell’appalto per le sole prestazioni professionali, invece, è pari ad oltre 17 milioni di euro. Il primo punto, riguardante l'ampliamento della nuova aerostazione, lascia intendere la demolizione e ricostruzione del vecchio terminal in uso sino al 2007, in luogo del quale dovrà sorgere il nuovo Terminal B. In questa fase risulta però difficile fare previsioni sull'assetto definitivo del nuovo complesso aeroportuale, visto che si è ancora in una fase propedeutica a quella progettuale. Attualmente la superficie complessiva dell'aerostazione è di circa 48.022 mq: con il nuovo modulo, invece, la superficie utile raggiunta sarebbe superiore a 80.000 mq, mentre se si ristrutturasse la vecchia aerostazione la superficie complessiva si attesterebbe a circa 69.000 mq. L'intenzione di realizzare un terminal ex novo era già emersa nel corso del convegno “Il trasporto aereo nell'Europa delle regioni: la rete aeroportuale della Sicilia” che si è tenuto a Catania lo scorso 4 aprile, quando l'Amministratore Delegato della Sac, Nico Torrisi, aveva citato alcuni importanti, prossimi investimenti relativi all'aeroporto di Catania, tra cui la possibile realizzazione di un terminal B completamente nuovo, anziché procedere alla ristrutturazione della vecchia aerostazione.   Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri L’aeroporto di Catania presenta l’estate 2019: 5 nuove destinazioni, 95 voli diretti e 8 hub internazionali collegati a Fontanarossa L’anno record dell’aeroporto di Catania: quinto scalo italiano, primo del Sud Il 2018 dell’aeroporto di Catania in cifre: statistiche e curiosità Aeroporto di Catania, primo passo verso il nuovo Terminal B: aggiudicati i lavori di demolizione e smaltimento FOTO | L’aeroporto di Catania si fa grande: apre il nuovo Terminal C Aeroporto di Fontanarossa, primo passo verso la riqualificazione del Terminal Morandi Aeroporto di Fontanarossa: un progetto per l’ampliamento delle strutture dedicate ai passeggeri  

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29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. disporre di un'area sicura di raccolta per gli studenti in entrata/uscita dal Convitto Cutelli, accompagnati da genitori col mezzo privato che, attualmente, invadono l'area pedonale di via Teatro Massimo. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

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