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20 giu 2018

Nuova fermata di Acireale e ripristino Catania-Caltagirone: Regione Siciliana a colloquio con Rete Ferroviaria

di Mobilita Catania

Lo stato dell’arte sui principali investimenti infrastrutturali ferroviari in corso in Sicilia sono stati al centro di un incontro che si è tenuto ieri a Palermo, a Palazzo d’Orleans, tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, e una delegazione di Rete ferroviaria italiana, guidata dall’amministratore delegato, Maurizio Gentile. Presenti anche l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, e il dirigente generale del dipartimento, Fulvio Bellomo. La riunione odierna segue quelle che in precedenza il governo ha già tenuto, sempre sul tema della mobilità, con i vertici di Trenitalia e dell’Anas. «Da troppo tempo - ha evidenziato il governatore durante la riunione - la Sicilia e i suoi abitanti pagano un gap infrastrutturale rispetto al resto d’Italia. E’ giunto il momento di cambiare approccio, adottando lo stesso metodo che ha consentito, negli anni, a diverse aree del Paese di dotarsi di opere vitali per l’economia del territorio. La nostra Isola è una terra saccheggiata, da terzo mondo, che per avviare un processo di rinascita ha bisogno, da subito, di un cambio di passo: tratte veloci, stazioni decorose, reti efficienti. Solo in questo modo potrà diventare una Regione appetibile da parte di chi vuole investire». Nel corso dell’incontro, il presidente Musumeci ha chiesto al numero uno di Rfi chiarimenti sui tempi di completamento delle opere già appaltate e su quelle in corso di progettazione. In particolare, l’attenzione si è soffermata sul Passante di Palermo, sulla velocizzazione della Palermo-Catania e della Messina-Catania, sull'interramento del Nodo etneo, sulla fermata dell'aeroporto Fontanarossa e sul ripristino della Catania-Caltagirone. Altro tema affrontato quello del riutilizzo del sedime delle vecchie linee dismesse da utilizzare a uso turistico, riconvertendole in piste ciclabili e percorsi naturalistici. L'amministratore delegato di Rfi ha manifestato grande disponibilità, evidenziando che «la Sicilia è al centro delle politiche di investimento di Rete Ferroviaria Italiana, con l’obiettivo di dotare la regione di infrastrutture efficienti e utili per i cittadini e recuperare il gap attuale». Gentile ha assicurato che da parte di Rfi si farà tutto il possibile per dare risposte alla domanda di mobilità che proviene dai siciliani. In particolare, Gentile ha confermato che entro fine mese verranno completati i lavori del Passante di Palermo, con riattivazione della linea per l'aeroporto prevista ad agosto; l’elaborazione del progetto definitivo dei lotti finanziati entro il primo semestre del 2019 e dei restanti lotti entro il secondo semestre 2019 per la velocizzazione della Palermo-Catania; la gara, a inizio del prossimo anno, per la tratta Giampilieri-Fiumefreddo sulla linea Messina-Catania (interamente finanziata); il ripristino del collegamento Catania-Caltagirone entro la fine del 2018; l’accelerazione la conclusione della progettazione per il ripristino della tratta da elettrificare Palermo-Trapani (via Milo); la realizzazione della nuova fermata di Acireale. «Prendiamo atto dell’impegno manifestato dall’ingegnere Gentile - sottolinea il governatore - ci rincontreremo, periodicamente, per fare il punto sull’avanzamento dei lavori e verificare il rispetto delle scadenze che ci siamo dati». «E’ stato un incontro utile, in un clima di collaborazione - aggiunge l’assessore Falcone – prendiamo atto degli impegni della Rfi, la Regione sarà vigile e metterà a disposizione gli uffici del dipartimento per consentire di raggiungere i risultati concordati nel più breve tempo possibile». Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario di Catania Una fermata ferroviaria nel cuore di Acireale nel contesto della “rivoluzione su ferro”

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11 mag 2018

Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune

di Mobilita Catania

Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare. E se fino a pochi anni fa questo problema poteva addirittura essere ampliato, con un progetto di raddoppio in pieno centro storico che avrebbe comportato nuove trincee e demolizioni, grazie all'opposizione del Comune e del mondo civico oggi si è scelta una strada diversa che riesce a soddisfare da un lato le legittime esigenze di mobilità metropolitana e dall'altro il recupero e la valorizzazione degli spazi urbani, con il ritorno a un tessuto permeabile tra il centro storico e il mare su cui si affaccia. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, con una delibera pubblicata ieri, 11 maggio 2018, la giunta comunale di Catania ha approvato il nuovo percorso proposto da RFI per il raddoppio ferroviario dalla stazione di Catania Centrale ad Acquicella, nell'ambito del "Nodo di Catania". Per meglio chiarire il tema che stiamo affrontando, di primaria importanza per la città di Catania, ecco un'introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell'ultimo decennio. L’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a meno di un decennio fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato. Bisogna ricordare che con l’ormai abbandonato progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi aveva avviato un percorso progettuale inteso a porre parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, prevedendo l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolevendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Un progetto che, in quest’area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. A seguito dell'opposizione della Città di Catania, RFI ha proposto, negli anni successivi, alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 In prima istanza si è esclusa la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. Giungiamo, quindi, ai giorni scorsi con l'avanzamento delle indagini in situ e la nuova proposta progettuale aggiornata, adesso in vigore. RFI aveva avviato la redazione di un progetto preliminare relativo al nodo Catania basandosi sull'ipotesi Porto 1, che prevedeva l'interramento della Stazione Centrale e il raddoppio della tratta Catania Centrale-Acquicella con le fermate Duomo/Porto, Ursino e Acquicella, sviluppato a seguito del progetto di fattibilità concluso nel 2016 per la quale la giunta comunale aveva espresso parere favorevole. Ipotesi poi affinatasi e trasformatasi nella variante/nuova ipotesi progettuale Porto 2. Lo sviluppo del progetto preliminare ha visto l'esecuzione di sondaggi geotecnici/geologici, anche sotto il profilo archeologico, per le necessarie modellazioni strutturali e di affinamento del tracciato. A valle dei sondaggi sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto, sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare partendo dall'ipotesi Porto 2, ma con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate. Gli aspetti salienti della modifica del tracciato della predetta soluzione, che hanno portato a una nuova soluzione denominata Porto 3 che è stata approvata dalla giunta comunale, sono: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. La nuova soluzione prevede un tracciato lungo 4.790 m di cui: Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. Variante Porto 3 approvata dal Comune di Catania La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia.   Verrà migliorato l’attuale sistema di trasporto collettivo a servizio dell’abitabilità del territorio, realizzando tre nuove "smart stations" come poli per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua); Nel tratto di ferrovia dismessa tra Piazza Paolo Borsellino e il Castello Ursino si prevede un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato a favorire la continuità tra gli spazi del tessuto urbano, da realizzarsi sull'attuale trincea ferroviaria e sugli Archi della Marina che si poggiano sulla Villa Pacini.   Nel quartiere di San Cristoforo è prevista una nuova fermata tra le antiche case terrane, la cui realizzazione sarà indipendente dalla ferrovia e subordinata al diradamento e alla dilatazione dello spazio pubblico per consentirne la fruizione. Si propone un concept delle stazioni con soluzioni progettuali misurate e limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia dell’Eccezionale Valore Universale tutelato dall’UNESCO del centro storico di Catania. Inoltre, si prevedono interventi di nuove destinazioni d’uso per le opere ferroviarie dismesse attraverso rimozione o riqualificazione delle stesse: interventi sui quali è chiamato a esprimersi il Comune di Catania. Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario di Catania: Scheda dell'Opera Il progetto preliminare "Porto 2"

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23 gen 2018

PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

di Mobilita Catania

Il recente bando per il concorso di idee per il rapporto tra la città di Catania e il suo mare, che comprende l'area del porto, deve basarsi sullo stato di fatto della città e sugli interventi sul territorio già ufficialmente previsti o in itinere, per poter tradursi in futuro, questo è l'auspicio, in una solida base dalla quale partire per concreti azioni di rigenerazione urbanistica. Uno degli aspetti imprescindibili di cui dovrà tener conto, quindi, è senza alcun dubbio la presenza della linea ferroviaria statale che, com'è noto, corre lungo la costa della città e che, proprio per questo e già dal XIX secolo, crea una barriera tra il centro della città e il mare. Ad oggi non è ancora stato reso noto, però, quale sia il nuovo tracciato ferroviario completo da realizzarsi nell'ambito del "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, poiché l'ultima proposta ufficiale di Rfi fu rigettata dalla Città di Catania quasi cinque anni fa per le ragioni che si ricordano più avanti. Mobilita Catania svela in anteprima il nuovo progetto preliminare di Rfi per il passante ferroviario etneo, nella sua parte di tracciato di nuova concezione, ovvero quella dalla stazione di Catania Centrale a Catania Acquicella. Prima, però, un sintetico riepilogo dell'evoluzione del progetto nell'ultimo decennio. A proposito del già citato problema dell'allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, bisogna ricordare che con l'ormai penultimo progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi avviava un parziale tentativo di porre rimedio a questa situazione, prevedendo l'interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all'Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine. Un progetto che, in quest'area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all'altezza della Villa Pacini, che oltre a "stressare" la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un'imponente intervento per limitare l'impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell'Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell'Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d'accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell'area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell'Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Il nuovo percorso scelto da Rfi per attraversare il cuore della città, come vedremo, si avvicina a quello proposto a livello locale, seppur con alcune importanti differenze. Tra i più rilevanti punti in comune, c'è la rinuncia all'impiego degli Archi della Marina, che verrebbero così liberati e destinati a ospitare un percorso ciclo-pedonale. Inoltre, tutto il percorso sino ad Acquicella è interrato, con la realizzazione di un tunnel che poi si trasforma, dalla nuova fermata Porto, in una doppia canna, sfruttando parzialmente la galleria già esistente.   Ecco tutte le nuove stazioni e fermate previste nella tratta, in dettaglio, da nord verso sud: STAZIONE CATANIA CENTRALE L’intervento prevede la realizzazione di una stazione interrata in corrispondenza dall'attuale in superficie, con quattro binari, di cui due di precedenza, e marciapiedi di 400. Un binario sarà di collegamento con il porto.   È inoltre previsto il collegamento ipogeo tra la nuova stazione sotterranea e la stazione "Giovanni XXIII" della metropolitana di Catania. Gli attuali impianti merci e di manutenzione della stazione verranno riallocati presso il nuovo polo manutentivo e intermodale di Bicocca, liberando così ampie zone nell’ambito dell’area urbana costiera di Catania. FERMATA CATANIA PORTO Sotterranea, sorgerà nei pressi di piazza Paolo Borsellino potendo quindi servire agevolmente sia la zona del Duomo che quella portuale, assumendo così una rilevanza strategica nella mobilità urbana. Comporterà la demolizione dell'attuale edificio degli alloggi della Capitaneria di Porto, all'interno del sedime portuale.   FERMATA CATANIA URSINO A nord dell'omonimo maniero sorgerà la fermata di Catania Ursino, simile a quella in corso di ultimazione di Picanello in quanto in un tratto nel quale i binari si snoderanno su canne separate.   FERMATA CATANIA ACQUICELLA Il nuovo progetto prevede una rimodulazione della stazione Acquicella che diventa una fermata passante È situata nei pressi del Cimitero monumentale di Catania, dal quale è separata da via Zia Lisa, uno degli assi di ingresso della città da sud-ovest.   Con il completamento di tutte le opere previste, l’intera linea urbana del passante ferroviario avrà quest’assetto, da nord verso sud, potendo fungere da linea metropolitana: Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Di questo percorso è stato già completato il raddoppio Catania Centrale - Catania Ognina, inaugurato il 24 luglio 2017, ed è operativo il tratto di passante Cannizzaro-Catania Centrale, sebbene non sia ancora stata aperta, ma è in via di ultimazione, la stazione di Catania Picanello. Per la tratta nuova tratta Catania Centrale - Catania Acquicella, sono in corso i sondaggi geognostici necessari per poter procedere alla progettazione definitiva. Stando a quanto ad oggi previsto, i lavori futuri consisteranno, quindi, nell'interramento della stazione centrale, nella realizzazione delle nuove fermate Catania Duomo-Porto e Catania Ursino e nella rimodulazione della stazione di Catania Acquicella che sarà convertita in una fermata in trincea. Tutto, naturalmente, inserito nel nuovo percorso da realizzare. Ti potrebbero interessare: Passante ferroviario di Catania: scheda dell'opera FOTO | Le nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa Fontanarossa, una nuova fermata ferroviaria provvisoria per il 2020  

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11 set 2017

Riapre la tratta ferroviaria Catania-Siracusa: chiusa in estate per lavori di potenziamento

di Amedeo Paladino

È stata riaperta oggi la tratta ferroviaria Catania-Siracusa, chiusa dal 18 giugno scorso per interventi di manutenzione straordinaria e potenziamento infrastrutturale della linea Bicocca-Siracusa. Stamane sono tornati a circolare i treni sulla linea Catania-Siracusa dopo 3 mesi di stop forzato, dovuto alla necessità di eseguire lavori di potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria. RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha eseguito importanti lavori di rinnovo di opere d’arte e miglioramenti dell’armamento lungo il tracciato, sono state apportate modifiche agli scambi di Agnone, Lentini e Lentini Diramazione per velocizzare la linea, soprattutto in corrispondenza delle stazioni e costruiti 3 nuovi cavalcaferrovia I lavori costituiscono la seconda fase di un più ampio progetto, avviato lo scorso anno, in grado di migliorare, entro il 2018, la regolarità del servizio e gli standard di affidabilità dell’infrastruttura, con una sensibile riduzione dei tempi di viaggio. L’investimento complessivo del progetto è di circa 81 milioni di euro, quasi interamente finanziato dai programmi europei PON.  

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08 ago 2017

Cura del ferro in Sicilia, ecco il contratto di programma approvato dal CIPE per l’area metropolitana di Catania

di Roberto Lentini

Il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, ha approvato il contratto di programma con Rete Ferroviaria Italiana per 13,2 miliardi, di questi ben 885 milioni riguardano il potenziamento e sviluppo infrastrutturale di aree metropolitane. Nel contratto tra Ministero e Rfi ci sono 153 milioni di euro che riguardano l'area metropolitana di Catania e precisamente: il raddoppio della Messina-Siracusa con il completamento del tratto Fiumefreddo-Giarre e Targia-Siracusa interamente coperti dal finanziamento di 122 milioni di euro Il nodo di Catania che prevede l'interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. E'prevista una spesa di 628 milioni di euro e attualmente la copertura finanziaria è di 17 milioni di euro di cui 5 milioni del MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 12 milioni del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) il collegamento ferroviario Aeroporto di Catania-Fontanarossa (fermata su linea esistente e interscambio con ferrovia Circumetnea). La spesa di 15 milioni di euro è interamente finanziata del MEF (Ministero dell'Economia e Finanze). Il Comitato ha anche dato parere favorevole al contratto di programma con Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società del gruppo FS Italiane, per una serie di grandi progetti, come l’alta capacità siciliana e il corridoio Network Corridor  Corridoio Scandinavia-Mediterraneo. Ecco nel dettaglio i finanziamenti previsti: Itinerario Messina-Catania, raddoppio tratta Giampileri-Fiumefreddo per un costo di 2300 milioni di euro. Attualmente la copertura finanziaria è di 872 milioni di euro interamente coperta dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) Nuovo collegamento Palermo-Catania, tratto Bicocca-Catenanuova, Catenanuova-Raddusa Agira e Raddusa, Agira-Fiumetorto per un costo complessivo di 6016 milioni di euro. Attualmente la copertura finanziaria è di 803 milioni di cui 303 provengono dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 500 milioni di euro da fondi UE e cofinanziamento nazionale, Velocizzazione Catania-Siracusa per un costo complessivo di 125 milioni di euro. Attualmente la parte finanziata è di 81 milioni di euro di cui 7 milioni dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 74 milioni di euro da fondi UE e cofinanziamento nazionale, Dopo il parere del Cipe il contratto di programma sarà sottoposto ai pareri delle Commissioni parlamentari Trasporti, infine approvato con decreto e registrato dalla Corte dei Conti. Iter che RFI auspica possa concludersi entro l’anno. Ti potrebbe interessare: Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI Ferrovie, alta velocità/alta capacità Catania-Palermo: pubblicato il bando per la prima tratta “Bicocca–Catenanuova” “Cura del Ferro”, 10 miliardi per le ferrovie siciliane: Catania-Palermo in 2 ore entro il 2024

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24 lug 2017

Il ministro Delrio inaugura il raddoppio ferroviario di Catania; intesa per la nuova fermata a Fontanarossa

di Mobilita Catania

Il 2017 sarà ricordato come un anno importante per lo sviluppo infrastrutturale del territorio catanese: Catania può finalmente contare su un sistema ferroviario che collega la città da nord-ovest al centro (e nel medio termine anche alla periferia sud-occidentale e quindi all'aeroporto), attraverso la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea, e da nord a sud, lungo la fascia costiera, con il passante ferroviario di gestione Trenitalia: nodo di scambio di questo sistema di trasporto su ferro è la stazione FS di Catania centrale insieme con l'adiacente stazione metro Giovanni XXIII. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha inaugurato oggi il raddoppio ferroviario della linea Catania Centrale-Catania Ognina, con le due nuove fermate di Catania Ognina (che sostituisce l'omonima stazione precedente, ubicata più a nord) e Catania Europa, a cui nel prossimo futuro si aggiungerà pure Catania Picanello. Il Ministro è stato accompagnato da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, e Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Presenti anche Enzo Bianco, Sindaco di Catania, e Luigi Bosco, Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana. Raddoppio ferroviario Catania Centrale- Catania Ognina Con un investimento economico di circa 100 milioni di euro, è quindi attivo da oggi il raddoppio ferroviario nel territorio urbano di Catania a nord della stazione centrale che permette di migliorare i collegamenti metropolitani della città etnea, grazie anche alle due citate nuove fermate di Ognina ed Europa e con l’attivazione, a inizio 2018, dell’ulteriore fermata Picanello, quest'ultima interamente sotterranea. La nuova linea, senza passaggi a livello, si estende per circa 2,6 km, di cui circa 1,4 in galleria; in particolare, la galleria Ognina del binario direzione sud è di nuova realizzazione. La velocità di progetto è di 85 km/h e ha una pendenza massima del 12 per mille. Le stazioni sono dotate di sistemi di informazione al pubblico video/audio di ultima generazione. Il raddoppio fra Catania Centrale e Ognina si inserisce nel più ampio piano di miglioramento della circolazione nel nodo ferroviario di Catania che permetterà, a interventi ultimati, una maggiore frequenza di collegamenti metropolitani. Il completamento degli interventi consente di eliminare il collo di bottiglia provocato dall’ingresso a semplice binario a nord del nodo di Catania, creando le condizioni per un incremento del servizio e migliori standard di regolarità e puntualità dei collegamenti suburbani e metropolitani. Accordo quadro Regione Siciliana- Rete Ferroviaria Italiana Oggi è stato anche firmato l’Accordo Quadro fra Regione Siciliana e Rete Ferroviaria Italiana da Luigi Bosco, Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, e Maurizio Gentile, AD di RFI. L’accordo consente di pianificare nel medio/lungo periodo l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria e programmare l’incremento della capacità attraverso interventi di upgrading infrastrutturali e tecnologici per lo sviluppo dei servizi regionali. In merito alla frequenza e alla tipologia dei treni che percorreranno il passante ferroviario di Catania, per il momento non sono emerse novità: per garantire un servizio efficiente sarà necessario che la Regione Siciliana stipuli un nuovo contratto di servizio con Trenitalia che per ora è solamente allo studio. La tratta di servizio metropolitano lungo il passante ferroviario, da oggi, lunedì 24 luglio, ha quindi questa conformazione: Giarre/Riposto Carrubba Guardia Mangano/Santa Venerina Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello (apertura inizio 2018) Catania Europa Catania Centrale Accordo fermata Catania Fontanarossa al servizio dell'aeroporto Sottoscritto il Protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Comune di Catania, Società Aeroporto Catania (SAC), Rete Ferroviaria Italiana ed Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) nell’ambito della realizzazione della fermata Catania Fontanarossa a servizio dell’aeroporto. L'intesa prevede la programmazione, da parte di RFI, dei servizi ferroviari presso la futura fermata, mentre SAC garantirà servizi bus tra la fermata e l’Aeroporto. La conclusione di tutte le opere è prevista entro la fine del 2019. La fermata provvisoria di Fontanarossa sarà realizzata nei pressi della sede del nucleo aereo della Guardia Costiera e sarà a totale carico di RFI per un costo di circa 5 milioni di euro. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania

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19 giu 2017

FOTO | Dentro le nuove stazioni Ognina ed Europa: Ognina già aperta, Europa tra qualche giorno

di Amedeo Paladino

Grazie a un investimento di circa 100 milioni di euro e 12 anni dopo l’appalto, sono pronti i circa 5 chilometri di nuovo binario, in affiancamento a quello esistente, tra Catania Ognina e Catania Centrale, con le nuove fermate Ognina ed Europa di tipo metropolitano all’interno del tessuto urbano del capoluogo etneo. Ieri, domenica 18 giugno 2017, alle ore 14 sono cominciate le operazioni di apertura tecnica: una complessa serie di procedure- inserite all'interno di una Circolare Territoriale di Rete Ferroviaria Italiana che ieri noi di Mobilita Catania abbiamo riportato- propedeutiche all'effettiva apertura all'utenza, che dovrebbe avvenire entro poche settimane. Tuttavia per un mese circa la tratta sarà comunque a binario unico, per l'effettiva configurazione definitiva del piano del ferro a doppio binario si dovrà attendere ancora a causa di lavori di manutenzione. La stazione di Ognina, da oggi è aperta al pubblico, è in superficie ed è dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopasso pedonale con accesso da via Fiume e da un parcheggio, con ingresso da via De Caro attraverso il cavalcaferrovia di nuova realizzazione, per 120 posti auto. In futuro l’accesso alla stazione sarà possibile anche dal viale Ulisse. La stazione di Picanello verrà aperta dopo l'estate, sono ancora in corso i lavori di completamento. È ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri. Il collegamento della fermata con l’esterno sarà garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili. L’accesso ai diversamente abili sarà reso possibile da un ascensore in via Guerrera. La stazione Europa, è già pronta e sarà accessibile al pubblico tra qualche giorno. E' posta nell'omonima piazza ad angolo con viale Africa, è in superficie ed è provvista di due banchine lunghe 125 metri ciascuna, complete di rampe coperte per il collegamento con la superiore Piazza Europa e di pensiline. Inizialmente, presso le stazioni di Europa e Ognina, è prevista la fermata dei treni dell’area metropolitana di Catania con origine da Giarre/ Riposto. Non si tratterà quindi di un vero servizio metropolitano: dovrà essere infatti la regione Siciliana a dover rivedere i termini del Contratto di Servizio con Trenitalia. La tratta metropolitana avrà quindi questa conformazione iniziale: Giarre/Riposto Carrubba Guardia Mangano/Santa Venerina Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello (apertura dopo l’estate) Catania Europa Catania Centrale Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario | Scheda dell’opera VIDEO | Passante Ferroviario di Catania: dentro la stazione di Ognina prossima all’apertura La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti

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