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03 giu 2019

Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”?

di Andrea Tartaglia

È recente la notizia, annunciata direttamente dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, della realizzazione di un percorso coperto sopraelevato che collegherà la fermata Fs di Catania Fontanarossa, attualmente in costruzione, al Terminal A dello scalo etneo. L'intenzione di realizzare tale struttura complementare, in verità, era stata già resa nota in occasione dell'inaugurazione del cantiere della fermata ferroviaria, avvenuta lo scorso febbraio, e il nuovo annuncio, quindi, conferma la volontà di passare dalle parole ai fatti. La nuova fermata dovrebbe aprire al pubblico nel mese di giugno 2020, mentre per il percorso sopraelevato su tapis roulant (su modello di Roma Fiumicino) si renderà necessario un altro anno e mezzo circa, per poter quindi essere aperto al pubblico verosimilmente a cavallo tra il 2021 e il 2022. In assenza di tale struttura, il collegamento tra la nuova fermata Fs e l'aerostazione sarà garantita da navette su gomma. La notizia, di per sé, è di quelle che vengono facilmente giudicate come "buone notizie" e, intrinsecamente, lo è, poiché garantirà un maggiore confort e rapidità di spostamento (circa sette minuti) per i viaggiatori in movimento tra l'aeroporto e la nuova fermata ferroviaria. Tuttavia, parallelamente ai facili e legittimi entusiasmi, dietro questa operazione si cela un rischio -per il momento solo potenziale- che è bene conoscere affinché non si concretizzi. Di cosa si tratta? Per meglio comprendere bisogna innanzitutto fare un salto indietro nel tempo, al 2005, quando Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi) firmarono un protocollo di intesa che prevedeva (e prevede tuttora, essendo ancora valido) la realizzazione di un polo d'interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metro e passante ferroviario- all'interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa. Un accordo, quindi, firmato da tutte le parti interessate, che poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l'asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico. Il Parcheggio Amt di Fontanarossa, infatti, pur essendo in prossimità dell'aeroporto, ha come principale vocazione non quella di servire l'aerostazione (compito che svolge secondariamente e che è comunque assolto dai parcheggi specifici della Sac), bensì quella di servire la città di Catania, intercettando i flussi di traffico provenienti dalla Sicilia occidentale e dalla Sicilia sud-orientale. Ciò consentirebbe di ridurre notevolmente il numero di veicoli in ingresso nel centro città, sia privati che delle linee di trasporto su gomma, riducendo quindi l'inquinamento nelle aree urbane più dense dove il traffico, contestualmente, sarebbe fortemente ridimensionato: automobili e pullman provenienti dalle altre province meridionali e occidentali della Sicilia terminerebbero il loro viaggio nel parcheggio, dove gli utenti troverebbero a loro disposizione, oltre alle linee bus Amt, il passante ferroviario e la metropolitana per raggiungere il centro e altre zone cittadine in modo oltretutto più veloce ed ecosostenibile. Per la città di Catania, dunque, permettere l'impiego del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, rendendolo pienamente operativo e dunque efficiente, è assolutamente essenziale. Quest'area di sosta, molto capiente e già ben collegata alla grande rete viaria esistente, non può non assolvere il compito per cui è stata progettata e realizzata. Ma perché ciò si concretizzi è evidente che qui devono sorgere le strutture previste: quelle mancanti sono la fermata ferroviaria del passante e la fermata della metropolitana, qui denominata "Santa Maria Goretti" per la vicinanza all'omonimo quartiere. Da progetto, infatti, la fermata "Santa Maria Goretti" della metropolitana, penultima nel percorso della linea che terminerà direttamente presso l'aeroporto, dovrebbe sorgere all'interno del parcheggio scambiatore e sarebbe direttamente collegata alla prevista fermata del passante attraverso un tunnel di appena 30 metri: davvero un eccellente esempio di intermodalità. Perché usare il condizionale? Lo spieghiamo tornando alla notizia citata in partenza. La fermata FS di Fontanarossa in corso di realizzazione sorge in un'area diversa da quella prevista nel protocollo d'intesa e per questo motivo è stata finora sempre indicata come fermata "provvisoria", nelle more della realizzazione di quella all'interno del parcheggio scambiatore. Ci si potrebbe lecitamente chiedere come mai Rfi abbia deciso di realizzare una fermata temporanea anziché procedere direttamente alla costruzione di quella prevista, oltretutto quella in costruzione sorge in un'area totalmente scollegata alla rete viaria esistente. La ragione è probabilmente da cercarsi nell'opportunità di realizzare con poca spesa una fermata che da subito potesse servire l'aeroporto, una sorta di "risarcimento" per lo scalo di Catania inopinatamente non considerato dalle ferrovie statali per decenni, nonostante la vicinanza tra le due infrastrutture. Tutto sommato, tale scelta, per quanto inusuale, si può anche comprendere: appena poco più di 3 milioni di euro per una fermata da costruire in poco tempo e che servirà l'aerostazione per qualche anno, salvo poi essere -così sarebbe previsto- sostituita da quella definitiva nel parcheggio scambiatore. La nuova fermata provvisoria in costruzione è sita in un'area, come detto e come facilmente verificabile, scollegata alla rete viaria esistente. Al pari di quella definitiva prevista nel parcheggio, non è a ridosso dell'aeroporto, ma a diverse centinaia di metri dallo stesso: questo particolare è importante perché gli scali aeroportuali europei più importanti sono ammessi a possibili maggiori finanziamenti se inseriti nella rete Core Ten-T e uno dei requisiti, in tal senso, è il collegamento diretto tra aeroporto e ferrovia. Date le distanze, l'unico collegamento ferroviario diretto tale da permettere all'aeroporto di Fontanarossa di far parte di tale rete non sarà quello delle Ferrovie dello Stato, bensì quello della metropolitana Fce, che da previsioni dovrà essere realizzata entro circa cinque anni. L'attuale localizzazione della fermata in costruzione, dunque, non è giustificata dall'adempiere ai requisiti di inserimento nella rete Core Ten-T, circostanza che avrebbe rappresentato una motivazione di un certo rilievo, sebbene in futuro l'aeroporto sarà comunque direttamente servito dalla metropolitana. La distanza tra la fermata in costruzione e l'aeroporto è di circa 700 metri in linea d'aria. Tra la fermata prevista nel parcheggio scambiatore e l'aeroporto sarebbero, invece, circa 900, ma in quest'ultimo caso sarebbero coperti dal collegamento della metropolitana. Che fosse quindi necessario un ulteriore intervento per collegare la fermata provvisoria all'aerostazione è evidente ed è già noto che inizialmente sarà istituito un servizio di navette su gomma, su strade, peraltro, in parte ancora da realizzare perché, come ribadito, il sito scelto non è collegato ad alcuna rete viaria esistente, neanche secondaria (a differenza del parcheggio Fontanarossa). Da qui l'idea di collegare la nuova fermata all'aeroporto con un percorso coperto sopraelevato fino almeno al Terminal A (il più vicino). Servizio di per sé comodo, ma sorgono alcuni dubbi. Tale struttura costerà oltre 12 milioni di euro (a carico di Rfi con il supporto della Regione), quindi circa quattro volte il costo della sola fermata ferroviaria. Il costo totale dell'intervento, quindi, supererà i quindici milioni di euro: ci si domanda se tale spesa è giustificabile per una struttura che, sulla carta, è provvisoria. Il timore è che una volta realizzata, data l'ingente spesa e anche la futura presenza della struttura sopraelevata, nel prossimo futuro si possa in qualche modo rinunciare alla realizzazione della fermata definitiva presso il parcheggio Fontanarossa. Per gli utenti diretti all'aeroporto non cambierebbe nulla. Ma per la città di Catania cambierebbe tantissimo: il parcheggio scambiatore non... scambierebbe più con il trasporto su ferro, anche perché la dirigenza Fce, in "preallarme", non intende perdere l'opportunità di poter scambiare direttamente con la rete Fs ed è disposta a modificare il tracciato della linea metropolitana da realizzare in funzione dello scambio con Fs. Se la fermata Fs non sorgerà presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, dunque, quest'ultimo perderà in un solo colpo sia lo scambio con il passante ferroviario che con la metropolitana. Scenario gravissimo che abbatterebbe la capacità di attrazione del grande parcheggio scambiatore a sud della città di Catania, decretandone il fallimento e la perdita di tutti i benefici effetti sul traffico e sulla mobilità cittadina. Il Comune di Catania ha tutto l'interesse affinché il protocollo d'intesa venga rispettato: sia per far funzionare una propria struttura -il parcheggio scambiatore Amt di Fontanarossa- sia per i benefici che ne deriverebbero in termini di traffico, mobilità, qualità e vivibilità della città. Le stesse direttive generali del Prg, attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Urbanistica dell'amministrazione comunale, prevedono l'uso del parcheggio scambiatore di Fontanarossa come nuova "porta sud" della città. Bisogna stare all'erta, dunque, per verificare che gli interventi in atto -pur con i loro benefici nel breve termine- non compromettano la pianificazione urbanistica già elaborata (e in parte attuata con la stessa realizzazione del parcheggio) nell'interesse della città di Catania. Convocare gli attori coinvolti attorno a un tavolo, Rfi, Fce e Regione Siciliana in primis, e ottenere rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi pur nell'ormai quasi lontano 2005, è un compito che l'amministrazione comunale di Catania deve svolgere con una certa urgenza, nel primario interesse della città. Bisogna scongiurare il rischio che il nuovo complesso infrastrutturale in costruzione si trasformi in un ostacolo per il futuro della città di Catania immaginato, con una lungimirante visione urbanistica, in termini efficienti di intermodalità e mobilità sostenibile. 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25 mar 2019

Ferrovie, Palermo-Catania in un’ora e 45 minuti nel 2025: inaugurato il primo cantiere

di Mobilita Catania

Sono partiti i lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Palermo-Catania, collegamento che, nelle previsioni, rivoluzionerà lo sviluppo della mobilità in Sicilia, grazie a un investimento economico di 415 milioni di euro. Oggi, alla cerimonia di avvio dei lavori, nel cantiere del tratto Bicocca (CT)-Catenanuova (EN), erano presenti il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, il Sindaco di Catenanuova, Carmelo Scravaglieri, e l'Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italian, nonché commissario per l'itinerario Palermo-Catania-Messina, Maurizio Gentile. Il nuovo collegamento veloce consentirà di ridurre i tempi di percorrenza dello spostamento tra i due poli metropolitani dell'isola e di garantire una maggiore capacità dei binari, andando quindi a migliorare le esperienze di viaggio dei siciliani, con benefici per l'intero sistema di trasporto e per l'ambiente. La nuova linea Palermo-Catania, parte integrante del Corridoio ferroviario europeo Ten-T Scandinavia-Mediterraneo, è uno degli interventi previsti per migliorare la mobilità in Sicilia. Ammonta infatti complessivamente a tredici miliardi di euro il piano di investimenti di Rfi per la realizzazione di nuove infrastrutture e il potenziamento tecnologico della rete esistente nell'isola. Il progetto di raddoppio del tracciato Bicocca-Catenanuova ha un valore di 415 milioni di euro. L'attivazione di un primo binario è prevista nel 2021 mentre l'intervento su ambi i binari dovrà concludersi entro il 2023, chiudendo di fatto la prima fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. L'ultimazione dell'intera opera è prevista nel 2025, consentendo per quella data un tempo di percorrenza dell'intera tratta di circa un'ora e 45 minuti. Riduzioni dei tempi di viaggio progressive sono previste già nel corso dei prossimi anni, grazie all'attivazione per fasi dei nuovi tratti di linea. L'investimento economico per l'intera opera è di circa otto miliardi di euro.   Ti potrebbero interessare: Raddoppio ferroviario Palermo-Catania: un protocollo di legalità per i lavori della tratta Bicocca-Catenanuova Passante Ferroviario di Catania Tornano a circolare i treni sulla linea Catania-Caltagirone Fermata FS Catania Aeroporto, al via i lavori: sarà fruibile da giugno 2020

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18 feb 2019

Fermata FS Catania Aeroporto, al via i lavori: sarà fruibile da giugno 2020

di Andrea Tartaglia

Giornata molto importante per Catania ma anche per il resto della Sicilia, in particolar modo quella centrale e orientale. Questa mattina, infatti, alla presenza del Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, dell'Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, dell'Amministratore Delegato della Società Aeroporto Catania, Nico Torrisi, del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dei rappresentanti di RFI e dell'impresa fiduciaria, sono stati avviati i lavori per la realizzazione della fermata ferroviaria di Catania Aeroporto Fontanarossa. La struttura sorgerà nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell'aeroporto, dove già si sviluppa la linea ferrata a doppio binario. Si tratta di una fermata provvisoria, le cui opere civili dovranno essere ultimate nel giro di un anno, che in futuro dovrà essere sostituita dall'omonima stazione prevista presso il grande parcheggio scambiatore di Fontanarossa, luogo ideale per favorire l'intermodalità, dove entro quattro anni è prevista pure la realizzazione di una fermata della metropolitana (al riguardo, è attesa entro le prossime settimane l'erogazione dei fondi per completare la tratta Stesicoro-Aeroporto). Ma dei tempi per la realizzazione della fermata definitiva non s'è parlato: per adesso l'attenzione è tutta rivolta a colmare la grave e pluridecennale lacuna derivante dall'assenza di una fermata ferroviaria a servizio del più trafficato scalo del Mezzogiorno, e per la quale il Presidente della Regione ha lasciato intendere che gradirà tempi serrati per la realizzazione, atteso che per opere analoghe in altre zone d'Italia i tempi sono praticamente dimezzati rispetto a quelli prospettati in questo caso.i L'intervento è localizzato al km 235+522 circa della linea Bicocca-Messina, tra gli impianti di Catania Acquicella e Catania Bicocca, su una tratta a doppio binario con velocità 110-130 km/h e pendenza dell'uno per mille. L'opera da realizzare comprende la realizzazione di due marciapiedi, ad altezza di 55 cm - standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani per un più agevole accesso ai treni - in affiancamento ai binari esistenti. Un sottopassaggio di attraversamento collegherà la banchina al servizio del Binario I (su cui è previsto l'accesso alla fermata) con la banchina a servizio del Binario II. Dalle banchine si accederà al sottopassaggio attraverso due rampe di scale e un ascensore. Ogni marciapiede sarà dotato di pensiline per circa 75 metri. L'illuminazione delle zone aperte al pubblico (pensiline, marciapiedi e sottopassaggio) sarà a LED. È prevista anche l'installazione dei quadri orario di arrivo e partenza dei voli dell'aeroporto di Catania. Ufficialmente, la data di apertura al pubblico, con treni che, oltre da Catania, potranno giungere da Messina, Siracusa, Caltagirone e Palermo-Caltanissetta-Enna, è stata stabilita per giugno 2020, ma la speranza è che si riesca ad anticipare. Appena tre milioni e trecentomila euro il costo della fermata. Inizialmente, il collegamento per i viaggiatori con l'aerostazione, distante diverse centinaia di metri, sarà garantito da bus navetta messi a disposizione dalla Sac, ma Regione e Aeroporto stanno definendo un collegamento da realizzare tramite tapis roulant su percorsi coperti sopraelevati, su modello di Fiumicino. Con quest'ulteriore intervento, il costo complessivo dell'opera si aggirerà sui 15 milioni di euro.   Ti potrebbero interessare: Raddoppio ferroviario Palermo-Catania: un protocollo di legalità per i lavori della tratta Bicocca-Catenanuova Passante Ferroviario di Catania Tornano a circolare i treni sulla linea Catania-Caltagirone Metropolitana di Catania Aeroporto di Catania Fontanarossa  

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16 feb 2019

Da lunedì 18 tornano a circolare i treni sulla linea Catania-Caltagirone

di Mobilita Catania

Questa mattina l'Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) Maurizio Gentile ha mostrato in anteprima al Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e all'Assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, i risultati degli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento tecnologico agli impianti della linea, nel corso di un viaggio da Caltagirone a Catania. "Oggi è una giornata importante per la Sicilia in termini di investimento della rete ferroviaria. - ha affermato Marco Falcone - Noi abbiamo chiesto ad RFI un incontro operativo con i tecnici e i dirigenti della Sicilia affinchè possano essere pianificati nei prossimi 4 anni l'avvio di attività per almeno 3 milardi di opere tra cui l'ammodernamneto di questa rete ferroviaria (linea ferroviaria Catania-Caltagirone) con un progetto di circa 80 milioni che possa consentire una riduzione dei tempi di percorrenza da 1 h 39 m a 1h 20 m, Bisogna poi mettere in campo la realizzazione e riapertura della Caltagirone-Gela che conta  11 viadotti e 4 gallerie. Poi bisogna completare il raddoppio ferroviario Catania - Palermo Centrale che in 1h e 45m  collegherà le due città - ha continuato Falcone - ed entro giugno-settembre si dovrà partire con una delle più importanti opere ferroviarie italiane, la Giampilieri-Fiumefreddo che a base d'asta vale 1 milardo 830 milioni di euro che porterà sicuramente a un aumento del PIL della nostra regione." In particolare, sui 67 chilometri di linea interessata dai lavori, sono state apportate importanti modifiche agli impianti di segnalamento, e adeguamenti tecnologici in grado di elevare il livello degli standard di funzionalità e sicurezza di tutti i passaggi a livello e apparati di stazione. I lavori realizzati da RFI hanno consentito anche di ripristinare i danni causati all'infrastruttura da numerosi atti di vandalismo e furti di materiale avvenuti durante il periodo di chiusura della tratta ferroviaria. Rinnovato anche il sistema di distanziamento fra treni.  Investimento economico complessivo oltre 10 milioni di euro. Resta da risolvere il problema degli orari che al momento risultano penalizzanti per gli utenti pendolari. ma l'assessore Marco Falcone ha assicurato che gli orari delle corse verranno adeguati alle richieste dei cittadini.

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14 feb 2019

Lunedì 18 febbraio sarà riattivato il servizio ferroviario sulla linea Catania-Caltagirone

di Mobilita Catania

Da lunedì 18 febbraio sarà riattivato il servizio ferroviario sulla linea Catania-Caltagirone chiusa da settembre 2017 a seguito di un incidente ferroviario che, per fortuna, non fece registrare tragiche conseguenze. Il sinistro, riguardò la tratta fra Vizzini e Militello, per via del mancato funzionamento di un passaggio a livello. L'investimento di Reti ferroviarie italiane (Rfi) è stato di oltre 10 milioni di euro e ha riguardano il ripristino delle apparecchiature tecnologiche, l’introduzione di nuovi sistemi e tecnologie, opere idrauliche, taglio vegetazione, sistemazione assetto binari, armamento e allineamento dei binari e caditoie. Sabato 16 febbraio si terrà una cerimonia inaugurale, alla quale prenderanno parte il presidente della Regione, Nello Musumeci, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone e l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile. "Grazie all’intervento della Regione – spiega l’assessore Falcone – stiamo restituendo alle popolazioni del Calatino un importante servizio, oltre al fatto che nell’agenda di governo, peraltro fortemente voluta dal governatore Musumeci, è in programma il ripristino della tratta in direzione Gela". Rimane infatti ancora chiusa la tratta ferroviaria Caltagirone – Gela, chiusa dall’8 maggio 2011, quando avvenne il crollo del ponte in contrada Angeli, in territorio di Niscemi. Qui sotto la nuova offerta di Trenitalia. Ti potrebbe interessare: La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento

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20 dic 2018

FOTO | Ecco la nuova fermata ferroviaria di Picanello: prende forma la seconda linea ferrata di tipo metropolitano

di Mobilita Catania

Stamattina il primo treno di prova si è fermato alla stazione di Catania Picanello: a bordo il Sindaco Salvo Pogliese, l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Marco Falcone e Salvatore Leocata della Direzione Investimenti Area Sud di Rete Ferroviaria Italiana. Situata tra la stazione di Catania Ognina e la fermata di Catania Europa, si trova interamente in galleria. I due ingressi sono in via Libertini, dove è presente anche un piccolo parcheggio, e in via Timoleone; in futuro sarà aperto anche un collegamento pedonale tra l'accesso principale di via Libertini e via Messina. È inoltre dotata di un ascensore su via Libertini, di un totale di dieci scale mobili (sei in salita e quattro in discesa) e di un "Sistema di Supervisione Integrata" per la gestione degli impianti di sicurezza in galleria. Adesso, sulla carta, esiste una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale della città grazie alla recente riapertura della stazione di Cannizzaro (tre anni fa) e all’apertura delle nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa (l’anno scorso), a cui si aggiunge, per l’appunto, Catania Picanello che aprirà al pubblico domani, 21 dicembre. Ecco le attuali fermate nell’area compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro CT Ognina CT Picanello CT Europa CT Centrale CT Acquicella Bicocca Lentini Ti potrebbero interessare… Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera Passante ferroviario, domani apre la nuova fermata di Picanello. Ma così servirà a poco… Apre la fermata FS “Picanello” del passante ferroviario urbano di Catania Stazione di Catania Picanello completa entro l’anno: il sopralluogo dell’assessore regionele Falcone Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera

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20 dic 2018

Passante ferroviario, domani apre la nuova fermata di Picanello. Ma così servirà a poco…

di Andrea Tartaglia

Domani sarà una giornata senza dubbio importante per la città di Catania, visto che vedrà crescere la propria dotazione infrastrutturale nell'ambito del fondamentale settore del trasporto pubblico locale: aprirà al pubblico, infatti, dopo non pochi anni di attesa, una nuova fermata urbana del passante ferroviario cittadino: Catania Picanello, vale a dire l'ultimo tassello mancante alla conclusione dei lavori del nuovo raddoppio della tratta urbana Ognina - Piazza Europa. Oggi l'inaugurazione alla presenza dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone. Se da un lato la notizia è certamente positiva, dall'altro basta poco per rendersi conto che l'infrastruttura, se non supportata da un valido servizio, serve a poco. Catania è attanagliata dal traffico e il veicolo privato rimane la prima scelta per muoversi nell'area metropolitana da parte dei cittadini tanto del capoluogo come del suo hinterland, soprattutto per la mancanza di valide alternative attraverso mezzi pubblici. Se sulla dorsale centro-periferia nordoccidentale, da quasi due anni, esiste l'ottimo servizio della metropolitana, che non a caso registra una crescita costante di utenza, lo stesso non può dirsi per le altre direttrici di accesso, attraversamento e uscita dalla città. Adesso, però, sulla carta esiste una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale della città grazie alla recente riapertura della stazione di Cannizzaro (tre anni fa) e all'apertura delle nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa (l'anno scorso), a cui domani si aggiungerà, per l'appunto, Catania Picanello. Questo significa che Catania, adesso, dispone di una linea ferroviaria costiera così strutturata, nell'area compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro CT Ognina CT Picanello CT Europa CT Centrale CT Acquicella Bicocca (Zona Industriale) Lentini È evidente, quindi, l'enorme potenzialità di questa linea che, con le sue diverse fermate in ambito urbano, può offrire un servizio anche di tipo metropolitano oltre che per il trasporto regionale, come già avviene in altre grandi città italiane come Palermo, Napoli e Roma, ad esempio. Qui casca l'asino: il servizio metropolitano, infatti, a Catania non c'è. I treni che fermano presso tutte le fermate sopra riportate sono unicamente treni regionali in servizio lungo la tratta Messina-Siracusa, che non offrono certamente né frequenze né tariffe adatte al trasporto metropolitano. Non solo: la stazione di Catania Acquicella, a servizio di un intero popoloso rione cittadino ma anche del grande cimitero monumentale di Catania, è e rimane inopinatamente chiusa. Non è stata aperta nemmeno in occasione dell'ultima giornata di commemorazione dei defunti, nonostante negli anni passati avesse ottenuto un ottimo riscontro da parte della cittadinanza, nelle analoghe circostanze in cui era stata aperta. Mentre la stazione di Bicocca, potenzialmente una delle più importanti perché a servizio della zona industriale e quindi di migliaia di lavoratori, a cui oltretutto sarebbe opportuno affiancare un servizio navetta per i vari stabilimenti industriali (su modello del riuscitissimo Metro Shuttle Milo-Santa Sofia), non solo è servita da pochi treni al giorno, ma addirittura sono solo due gli orari disponibili per chi, da o per Bicocca, volesse scendere in una stazione diversa da Catania Centrale. Ad esempio, un lavoratore di Picanello che volesse andare al lavoro alla zona industriale in treno, potrebbe farlo esclusivamente alle 5:55 e alle 07:06 del mattino, per poter effettuare lo stesso tragitto di ritorno solamente alle 07:24 e alle 17:35. Ogni altra soluzione (comunque numericamente limitatissima) comporterebbe un cambio a Catania Centrale e tempi di percorrenza dell'intero tragitto variabili tra circa mezz'ora a oltre un'ora, a fronte del poco più di un quarto d'ora che è sufficiente con un collegamento diretto. Va meglio, ma sempre con grossi limiti, sulla tratta Catania Centrale - Catania Ognina: qui i treni che fermano in tutte le stazioni sono 18 al giorno, ma se vi sembrano molti pensate che la metropolitana, dalle 06:40 alle 21:10, offre circa 150 corse.  Dopo le 07:30, ad esempio, chi volesse andare da Catania Centrale a Picanello dovrebbe attendere ben un'ora e mezza, mentre la sera non troverebbe più treni dopo le 19:38. Un'altra stranezza consiste nel fatto che non tutti i treni da/per Cannizzaro effettuano le fermate di Catania Europa e Catania Picanello. I costi? La singola corsa nel solo ambito urbano costa 1,70 euro. Andata e ritorno, quindi, 3,40 euro (mentre il biglietto giornaliero della metro costa appena due euro) e al momento non esiste alcuna integrazione tariffaria né con Amt (linee bus urbane), né con Fce (metropolitana e bus extra urbani) né con Ast (bus extra urbani). In conclusione, attraverso una similitudine automobilistica, è come se avessimo comprato una macchina (non bella, visto la qualità architettonica piuttosto bassa delle nuove stazioni) ma le mettessimo benzina con il contagocce, impedendoci di usarla quanto e come vorremmo. C'è ancora molta strada da fare, insomma: spetta alla Regione Siciliana intervenire affinché venga approntato un servizio idoneo all'area metropolitana di Catania mentre il Comune e la Città Metropolitana di Catania, peraltro retti dallo stesso soggetto, nel frattempo, hanno il dovere di spingere in questa direzione e di divenire i naturali mediatori tra Regione e le aziende di trasporto pubblico. Sognando, perché no, un servizio metropolitano lungo la linea delle Ferrovie dello Stato che non necessariamente, in futuro, dovrà essere gestito unicamente da Trenitalia: la Ferrovia Circumetnea potrebbe essere un ottimo fornitore del servizio, chiudendo del tutto l'anello ferroviario attorno al vulcano. Ti potrebbero interessare... 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