Articolo
12 apr 2019

Lungomare Fest, domenica 14 aprile metropolitana aperta. Litorale raggiungibile anche col passante ferroviario

di Mobilita Catania

Rispondendo alle sollecitazioni del sindaco Salvo Pogliese, il direttore generale della Fce Salvatore Fiore ha comunicato al primo cittadino che per l’appuntamento di domenica prossima, 14 aprile, con gli eventi del Lungomare Fest, la metropolitana sarà aperta dalle ore 9 fino alle 21:00, orario dell'ultima corsa in partenza dalla stazione Stesicoro. Il sindaco Pogliese, inoltre, ha ricevuto rassicurazioni che la metropolitana sarà aperta anche per in occasione delle successive edizioni del Lungomare Fest e per le altre manifestazioni in programma che richiamano un gran numero di partecipanti: «Ho riferito ai vertici della Fce -ha aggiunto Salvo Pogliese- che pur apprezzando molto questa importante disponibilità, la considero solo un primo passo perché ormai è irrinunciabile che la metropolitana funzioni stabilmente tutte le domeniche, al servizio dei cittadini. E poiché conosco la competenza e la professionalità degli direttore generale Salvo Fiore e del direttore d’esercizio Nello Gentile, sono fiducioso che ciò avverrà in tempi brevi, compatibilmente alle risorse tecniche aziendali e alle conseguenti difficoltà che mi auguro quanto prima vengano superate». Le prossime domeniche in cui la metropolitana sarà aperta, dunque, saranno il 14 aprile, il 5 e il 12 maggio (in quest'ultimo caso in occasione della maratona benefica Corri Catania). Il costo del biglietto della metropolitana, lo ricordiamo, è di 1 euro per 90 minuti o di 2 euro per l'intera giornata. Gratis per studenti iscritti all'Università degli Studi di Catania muniti di apposita card. Ma c'è anche un altro servizio di trasporto su ferro che servirà il lungomare, quello del passante ferroviario, che per il momento deve ancora fare i conti con poche corse. Questi gli orari le partenze di domenica 14 aprile da Catania Centrale per CT Europa, CT Picanello e CT Ognina: 6:26 11:04 14:19 14:40 15:40 17:55 19:38 Orari delle partenze da Cannizzaro per CT Ognina, CT Picanello, CT Europa e CT C.le: 16.53 18:02 Orari delle partenze da Catania Ognina per CT Picanello, CT Europa e CT C.le: 8:38 9:48 16:21 16:57 18:06 20:10 22:07 23:13 Il costo di ogni singola corsa è di 1,70 euro. Se si prende il treno in una fermata sprovvista di biglietteria, è possibile acquistare il titolo di viaggio a bordo rivolgendosi al capotreno. Per il prospetto completo di tutti gli orari da tutte le stazioni e fermate, è possibile consultare il sito trenitalia.com.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante ferroviario di Catania Lungomare di Catania dal faro Biscari a piazza Europa: scelti i progetti vincitori  

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
08 apr 2019

FOTO | Metro di Catania, ecco i nuovi treni: 54 in otto anni, i primi in esercizio nel 2021

di Andrea Tartaglia

Il parco dei mezzi della metropolitana di Catania è destinato a incrementarsi notevolmente nel giro dei prossimi anni: agli otto treni attuali se ne aggiungeranno cinquantaquattro, ventisette dei quali godono già della necessaria copertura finanziaria e i primi dieci di questi, grazie a un finanziamento europeo, sono in corso di realizzazione. Li sveliamo in anteprima. Cominciano a mostrare i segni dell'età gli otto treni a due casse attualmente in dotazione alla metropolitana di Catania, i Firema M88 che hanno fatto la loro prima apparizione nel 2001, due anni dopo l'apertura della prima tratta, la Borgo-Porto. Treni, comunque, tuttora assolutamente dignitosi, seppur con vagoni non comunicanti tra loro e privi di annunci di fermata (ma a quest'ultimo aspetto si porrà rimedio). Ma ancor più che l'età e le caratteristiche funzionali, il problema è che sono pochi, in ottica futura, poiché la metropolitana continua a espandersi e la domanda di trasporto a crescere. La Ferrovia Circumetnea, però, non vuole farsi cogliere impreparata: dopo l'aggiudicazione alla Titagarh Firema della gara per la realizzazione di nuovi convogli per la metro, appena due mesi fa, attualmente si è nella fase di progettazione esecutiva per i primi dieci nuovi treni, il primo dei quali è previsto giungere a Catania, da contratto, a dicembre 2020. I restanti nove saranno consegnati con una cadenza prevista di uno ogni due mesi. Dalla progettazione, con design made in Italy firmato Pininfarina, sono trapelate le prime immagini dei "figurini" dei nuovi treni: Eccole in anteprima:   I treni avranno la stessa configurazione degli attuali, con composizione standard a due casse, ciascuna dotata di cabina di guida, ma, a differenza dei convogli attuali, i vagoni saranno comunicanti tra loro. Gli ambienti, climatizzati e con otto aperture per vagone (quattro per lato), in conformità alle più recenti norme di sicurezza, saranno dotati di videosorveglianza e di un sistema informativo audio-video digitale. Capienza e dimensioni del tutto analoghe ai treni già in servizio: nella configurazione a due casse, lunghezza di 40 metri e oltre 420 posti per passeggeri, con postazioni riservate per diversamente abili e per biciclette. Dati che raddoppiano nel caso dell'utilizzo a quattro casse (due treni accoppiati), assetto previsto dalla Fce nelle ore di punta, in base alla domanda, con lunghezza di 80 metri, quindi con totale occupazione delle banchine delle fermate della metro etnea. Una volta giunti a Catania, naturalmente, i treni non potranno essere immessi immediatamente in esercizio, ma saranno sottoposti a verifiche e collaudi per alcune settimane (esattamente come accaduto per i nuovi treni "Vulcano" del servizio di superficie). Nel 2021, comunque, salvo imprevisti, li vedremo finalmente circolare e aggiungersi all'attuale dotazione dei treni. Per quella data, la linea della metropolitana dovrebbe presentarsi con significative differenze rispetto all'attuale: quattro stazioni in più (Monte Po, Fontana, Cibali e Porto) e 10,5 chilometri di linea (di cui 1,8 della diramazione Galatea-Porto) rispetto agli odierni 7 in esercizio. L'accordo-quadro per i nuovi mezzi della metropolitana, prevede cinquantaquattro nuovi treni in otto anni, con decorrenza dalla firma del primo contratto applicativo. Primo contratto applicativo che, nel caso in questione, è stato siglato l'uno aprile scorso e che riguarda la realizzazione dei dieci treni citati, grazie a un finanziamento europeo. Il prossimo contratto applicativo, invece, permetterà l'acquisto di altri diciassette treni, stavolta grazie a un finanziamento statale. Successivamente, quindi, una volta ottenuti i fondi, andranno siglati ulteriori contratti per rispettare l'accordo e giungere alla dotazione finale di cinquantaquattro treni nuovi, che andranno a sommarsi a quelli già in uso alla data attuale, per i quali sono previsti, in futuro, interventi di miglioramento quali la dotazione di nuovi display e annunci di fermata. Un'ipotesi verosimile, dunque, è che nel giro di meno di dieci anni i treni possano passare dagli otto attuali a ben sessantadue. Quasi la dotazione attuale... al quadrato. Se oggi possono sembrare tanti, non bisogna dimenticare che per allora la linea metropolitana si estenderà dall'hinterland nord-occidentale di Catania sino all'aeroporto, passando per tutto il centro-città, e che per ottenere convogli di ottanta metri è necessario accoppiare due treni. Nel frattempo, è fondamentale, dunque, che la Ferrovia Circumetnea riesca a dotarsi del previsto ricovero-officina per i nuovi mezzi, da realizzarsi a Paternò, che ovviamente dovrà essere direttamente collegato alla linea metropolitana. Si ringrazia la dirigenza della Ferrovia Circumetnea, nelle figure del Direttore Generale, Ing. Salvatore Fiore, e del Direttore d'Esercizio, Ing. Sebastiano Gentile, per la gentile collaborazione. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Metropolitana di Catania, aggiudicato l'appalto per cinquantaquattro nuovi treni La Ferrovia Circumetnea festeggia 120 anni di attività con i nuovi treni "Vulcano" Metro di Catania, nel 2018 quasi sei milioni di passeggeri: +68% rispetto all’anno precedente Dall'Europa arriva il finanziamento per prolungare la metropolitana di Catania sino all'aeroporto di Fontanarossa Storia dei treni della metropolitana di Catania  

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
26 mar 2019

Metropolitana da Stesicoro a Fontanarossa, finanziamento europeo in arrivo

di Andrea Tartaglia

Buone nuove per lo sviluppo della metropolitana di Catania. In un periodo decisamente non roseo, a causa delle crisi societarie di Tecnis e Cmc che hanno causato forti rallentamenti nei lavori in corso, rispettivamente per l'ultimazione della stazione di Cibali e per la tratta Nesima - Monte Po, una buona notizia giunge è giunta ieri attraverso le parole dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a margine della conferenza di presentazione dei lavori per il raddoppio ferroviario Bicocca-Catenanuova. La novità riguarda l'erogazione del finanziamento necessario per poter mandare in gara la tratta Stesicoro-Aeroporto della metropolitana (di tale tratta, attualmente è in costruzione il solo tunnel del segmento Stesicoro-Palestro). «Il prossimo 2 aprile - ha dichiarato l'Assessore - sarò a Roma, delegato dal Presidente Musumeci, per ritirare dal Commissario Europeo, Corina Cretu, l'approvazione della scheda "Grandi Progetti" che consente di poter sbloccare il finanziamento di oltre 400 milioni di euro affinché finalmente si possa realizzare il grande collegamento della metropolitana Fce da Stesicoro a Palestro e da Palestro sino all'aerostazione di Fontanarossa. Sarà un'opera strategica che cambierà il volto di Catania». Nei cantieri già esistenti, intanto, è stato revocato lo sciopero a oltranza indetto recentemente da parte dei lavoratori della Cmc, impegnati per ultimare le stazioni di Fontana e Monte Po e per la realizzazione del tunnel Stesicoro-Palestro. Su quest'ultimo le attività sono riprese e nelle prossime settimane, salvo imprevisti, i lavori riprenderanno anche sulla tratta Nesima-Monte Po. Ti potrebbero interessare:  Metropolitana di Catania: storia e sviluppi futuri Metropolitana di Catania fino all’aeroporto: il Presidente Musumeci incontra il commissario europeo per l’approvazione dei finanziamenti Metropolitana di Catania, lo stato dei cantieri tra ritardi, sospensioni e scioperi Metropolitana di Catania, da Stesicoro all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
02 feb 2019

Festa di Sant’Agata senz’auto | Metro, AMT, Trenitalia: tutte le indicazioni

di Mobilita Catania

La festa di Sant’Agata attrae in città centinaia di migliaia di persone nei tre giorni clou dei festeggiamenti. Vi riportiamo tutte le indicazioni per usufruire di metropolitana (FCE), autobus (AMT) e treni (Trenitalia). In metropolitana Dopo il grande successo riscosso nel corso della passata edizione della Festa di Sant’Agata, è tornato anche quest’anno l’Agata Ticket, il biglietto per usufruire della metropolitana, dei parcheggi Milo e Santa Sofia e del metro shuttle al solo costo di 5 euro per ben sei giorni. Lo speciale titolo di viaggio dà accesso illimitato ai servizi sopra menzionati dall’1 al 6 febbraio inclusi. La metropolitana, inoltre, sarà aperta anche la domenica del 3 febbraio (dalle 8:30 all’una del mattino seguente) ed estenderà il suo orario di esercizio anche lunedì 4 e martedì 5 febbraio, quando chiuderà rispettivamente all’una e alle due del mattino. Nei giorni 3, 4 e 5 febbraio la frequenza sarà di un treno ogni otto minuti per l’intera giornata (mentre le frequenze saranno quelle canoniche negli altri giorni). Il metro shuttle sarà in servizio con gli stessi orari della metropolitana, al pari dei parcheggi. L’Agata Ticket, inoltre, consentirà l’accesso prioritario alla stazione Stesicoro: un piccolo privilegio che sarà esteso anche ai possessori di abbonamento. Il biglietto è acquistabile solo presso le stazioni metro sotterranee di Nesima, Milo e Stesicoro e presso la biglietteria Fce di Catania Borgo. In autobus L'Azienda Metropolitana Trasporti Catania S.p.A. ha comunicato diverse iniziative messe in campo in occasione delle festività Agatine e in concomitanza con gli eventi in programma del Comune di Catania. Al fine di agevolare gli spostamenti degli utenti, anche nelle ore notturne, sarà previsto (per la prima volta) un servizio speciale che comprende il prolungamento fino alle ore 3:00 nei giorni 4 e 5 febbraio delle linee 2-5, 429, 448, 449, 522, 523, 530, 536, 613M, 621, 726, 830, 925, BRT1, L-EX, 524, 538, 722. Inoltre, nei giorni 3, 4 e 5 febbraio saranno effettuate delle modifiche ai percorsi tradizionali dei bus, verrà disposta la chiusura del parcheggio R1 di via Plebiscito, e nei giorni successivi al 5 febbraio, saranno osservati percorsi alternativi per garantire i lavori di rimozione della cera nelle strade interessate. Informazioni e dettagli sugli spostamenti disposti possono essere acquisite tramite il sito aziendale www.amt.ct.it e tramite la pagina Facebook. È stato anche previsto un biglietto speciale a tiratura limitata, che consentirà agli utenti di viaggiare nei giorni 3, 4, 5 e 6 febbraio al costo complessivo di € 4,00. Il biglietto, valido su tutti i mezzi AMT, sarà acquistabile in tutti i punti vendita autorizzati o presso il punto vendita AMT di via Sant'Euplio n.168. In treno Trenitalia ha incrementato le soluzioni per raggiungere Catania con i treni regionali potenziati per l’evento: 20 treni da Messina (9 la domenica) 10 treni da Siracusa (4 la domenica) 6 treni da Palermo (3 la domenica) 11 treni da Caltanissetta ed Enna (5 la domenica) Per i clienti Trenitalia, sconti del 20% sui tour guidati a Catania, dal primo al 10 febbraio (maggiori informazioni su www.siciliaconvention.com o al numero 344 2249701). Tutti i treni fermano alla stazione di Catania centrale e, scambiando con la metro presso la stazione Giovanni XXIII, si può raggiungere comodamente il centro storico. Attualmente il servizio metropolitano svolto da Trenitalia non prevede un biglietto integrato con la metropolitana e il costo è di 1,70 euro per la tratta urbana. Ecco gli orari del servizio da Messina Centrale a Catania Centrale (e viceversa) che effettuano anche servizio metropolitano a Catania con fermate a Cannizzaro, Catania Ognina, Catania Picanello, Catania Europa e Catania Centrale. Da Messina Centrale a Catania Centrale: Da Catania Centrale a Messina Centrale: Le stazioni di Ognina e Cannizzaro dispongono di un ampio parcheggio gratuito; in particolare, il parcheggio di Ognina ha una capienza di 120 posti auto ed è accessibile da via Fiume. Per gli orari delle altre destinazioni, si consiglia di consultare il sito di Trenitalia.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. disporre di un'area sicura di raccolta per gli studenti in entrata/uscita dal Convitto Cutelli, accompagnati da genitori col mezzo privato che, attualmente, invadono l'area pedonale di via Teatro Massimo. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 nov 2018

AMT, su strada 42 nuovi autobus per il trasporto pubblico di Catania

di Mobilita Catania

Pon metro: su strada 42 nuovi autobus di ultima generazione per il trasporto pubblico del capoluogo etneo. Domani mattina la presentazione e di pomeriggio workshop sulla mobilità sostenibile. Venerdì 16 novembre, a partire dalle ore 10,00, nell'area compresa tra piazza Duomo, piazza Università e il tratto di via Etnea fino ai Quattro Canti verrà aperto un vero e proprio "Open Bus Village", con la presentazione alla città dei nuovi mezzi di trasporto, acquistati dalla precedente amministrazione comunale, che da sabato prossimo saranno a disposizione dell'Azienda Metropolitana Trasporti rafforzando la flotta che già opera su strada. Per l'occasione, oltre alla presentazione dei nuovi bus, alla presenza del sindaco Pogliese, dell’assessore Parisi, del presidente dell’Amt Bellavia e dei dirigenti e dei funzionari che hanno operato per realizzare programmazione e buone pratiche nell’utilizzo dei finanziamenti, verrà svolta anche un'attività di informazione sulle Politiche Comunitarie, sui relativi fondi europei e in particolare sul PON Città Metropolitana, coordinato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale (Presidenza del Consiglio dei Ministri), che vede coinvolte, insieme a Catania, le altre 13 Città Metropolitane italiane. «La dotazione dei 42 nuovi autobus, per un importo complessivo di oltre 14 milioni di Euro –hanno spiegato il sindaco Salvo Pogliese e l’assessore Sergio Parisi- rientra tra i finanziamenti a fondo perduto interamente a carico dell'Europa, senza alcun onere per il Comune di Catania. Questo importante intervento sulla mobilità cittadina, avviato nel 2016, rappresenta l'inizio di una serie di azioni previste all'interno di una strategia integrata, voluta dall'Accordo di Partenariato Europa 2020, finalizzata all’innalzamento della qualità dei servizi offerti al cittadino negli ambiti della Digitalizzazione (Smart Cities), della mobilità sostenibile, dell'efficientamento energetico e dell'inclusione sociale». Lo scorso 16 luglio scorso, al fine di dare impulso e accelerazione all’esecuzione dei progetti avviati, il Sindaco Pogliese e l’Assessore alle Politiche Comunitarie Parisi hanno incontrato i dirigenti della presidenza del Consiglio dei Ministri (Agenzia per la coesione territoriale), un appuntamento nel corso del quale sono stati delineati gli aspetti relativi all'attuazione del Programma di finanziamenti PON METRO, La nuova dotazione di mezzi consentirà una maggiore regolarità delle tratte, un migliore comfort per i passeggeri oltre ad un innalzamento dell’efficienza e della sicurezza, con l'obiettivo primario che vede al centro di questo processo il cittadino quale attore principale del contesto urbano. L’evento di venerdì e le relative attività di presentazione ed informazione alla città sono programmate all'interno delle azioni di comunicazione del Programma Operativo PON Metro e volute dall'Europa per rendere partecipi i cittadini e gli users del contesto urbano sulle Politiche e sulle buone pratiche europee finalizzate ad un miglioramento della qualità della vita. Sempre domani, a partire dalle ore 16:00, presso il Palazzo della Cultura, in via Vittorio Emanuele 121 a Catania, si terrà un workshop sulla sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana, organizzato dal Comune di Catania - Direzione Politiche Comunitarie, dall'Agenzia per la Coesione Territoriale, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Catania, dell'Ordine e Fondazione degli Ingegneri di Catania e dell'Ordine e Fondazione degli Architetti di Catania. L'evento, che si aprirà con i Saluti da parte del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, del Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Francesco Basile, e degli Ordini professionali, prevede l’'introduzione ai lavori da parte di Giorgio Martini, Autorità di Gestione - Responsabile del Programma PON Metro. A seguire, si confronteranno in un dialogo aperto sul tema della mobilità sostenibile nella città di Catania i seguenti relatori: Sergio Parisi, Assessore alle Politiche Comunitarie del Comune di Catania, Giacomo Bellavia, Presidente Azienda Metropolitana Trasporti (AMT), Salvo Fiore, Direttore Generale Circumetnea, Matteo Ignaccolo, Professore ordinario dell'Università degli Studi di Catania, Giuseppe Inturri, Professore delegato dal Rettore per la mobilità e Giuseppe Arcidiacono, Assessore alla Mobilità del Comune di Catania. Ci sarà inoltre spazio per i rappresentanti delle città metropolitane di Napoli, Giuseppe D’Alessio, di Reggio Calabria, Giuseppe Marino, di Messina, Giacomo Villari e di Palermo, Domenico Caminiti, per condividere le loro esperienze e le buone pratiche messe in atto nell'ambito della mobilità. Chiuderà, infine, i lavori, l’Ing. Paolo La Greca, Professore Ordinario dell’Università di Catania.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
29 ott 2018

Catania città “insostenibile”: ultima in classifica nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente

di Mobilita Catania

La fotografia scattata da Ecosistema Urbano, l’annuale rapporto di Legambiente presentato oggi a Milano è impietosa per la città di Catania: ultimo posto tra i 104 capoluoghi di provincia italiani. «Siamo all’anno zero su tutti i fronti - commenta l'avvocato Viola Sorbello, presidente del circolo di Catania di Legambiente- tutti gli indicatori presi in esame dal rapporto certificano il fallimento delle politiche ambientali urbane portati avanti nella nostra città. In questi anni di attivismo abbiamo costantemente indicato alle Amministrazioni le politiche da adottare per migliorare l’ambiente urbano, ma il più delle volte i nostri appelli sono rimasti inascoltati. Sulla mobilità, tema che ha il peso più rilevante nel rapporto, si fatica ad implementare politiche efficaci di riduzione della dipendenza dall’uso dell’auto: l’ampliamento delle zone a traffico limitato e delle isole pedonali, contestualmente al miglioramento delle infrastrutture ciclabili come strategie di mobilità sostenibile, attendono da anni la messa in opera a causa dell’evidente mancanza di volontà politica e dell’inefficienza della macchina amministrativa. Sul tema del verde urbano si attende da mesi l’approvazione del Regolamento del verde: il nostro circolo ha dato un apporto per la definizione delle linee guida, ma ad oggi questo strumento fondamentale per una corretta gestione del verde rimane chiuso nei cassetti degli uffici comunali. Per quanto concerne il consumo di suolo, l’abusivismo nel Parco dell'Etna, patrimonio dell' Umanità Unesco, e all’interno dell’Oasi del Simeto, sono un esempio lampante di immobilismo amministrativo. Le demolizioni sono in numero irrisorio. Risultati impietosi anche per la dispersione di acqua nella rete e per il livello di depurazione. Il paradigma della situazione disastrosa dell’ambiente urbano di Catania è la gestione dei rifiuti: mentre a livello nazionale la media di differenziata supera il 50%, la nostra città non arriva neanche al 10%. Questo quadro desolante, certificato dall’annuale rapporto di Legambiente, ci stimola a lavorare ancor più attivamente, ma l’attore determinante per invertire la rotta dovrà essere l’Amministrazione Comunale. Soprattutto in questi mesi in cui il rischio di default finanziario aleggia sul nostro Comune -commenta in conclusione la presidente- occorre investire proprio sull’ambiente urbano: molti dei costi a cui deve far fronte il Comune potrebbero essere notevolmente ridotti se ci fosse una corretta gestione di tutti gli aspetti dell’ecosistema ambientale della città.»

Leggi tutto    Commenti 0