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27 feb 2021

L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità

di Mobilita Catania

"Le parole sono importanti", diceva Michele Apicella, interpretato da Nanni Moretti, a una giornalista nel film "Palombella Rossa": a differenza della celebre scena cinematografica, a creare sgomento non sono le forme linguistiche utilizzate, ma il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore comunale con delega alla Mobilità, Pippo Arcidiacono, recentemente espresse in un'intervista del Quotidiano di Sicilia. Alcuni passaggi e alcune dichiarazioni, in particolare, sottintendono sviluppi tutt'altro che positivi sul futuro della mobilità catanese e, per questo, lasciano sgomenti, in un momento in cui, nel resto d'Italia e d'Europa, le politiche della mobilità nelle grandi città hanno ormai intrapreso con decisione tutt'altra strada. Mobilita Catania dal 2015 si è posta l'obiettivo di essere un occhio vigile sulle politiche territoriali inerenti alle infrastrutture, la mobilità e l'ambiente, quindi con frequenti estensioni all'urbanistica e all'architettura, avendo sempre attenzione di mantenere uno spirito critico ma oggettivo, comunque sempre propositivo. Mantenendo questa linea, questo editoriale rappresenta un'interpretazione delle risposte dell'assessore alle domande della giornalista in tema di mobilità e pedonalizzazioni e vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e, auspicabilmente, anche per l'amministrazione comunale. A proposito della realizzazione delle nuove linee di Bus Rapid Transit, linee bus protette da cordoli e con precedenza rispetto alla viabilità privata, l'assessore afferma che «dei quattro previsti, se ne potranno realizzare tre»: il "Brt dei Viali" (dal viale Mario Rapisardi a Piazza Europa, passando da viale XX Settembre e Corso Italia) soffre, a detta di Arcidiacono, di difficoltà realizzative. Addirittura non sarebbe proprio fattibile: «il Brt, inteso in senso classico, non si può realizzare in viale Mario Rapisardi». In realtà, da un punto di vista prettamente tecnico, non esistono difficoltà non superabili, come d'altronde già emerso nella bontà del progetto dell'allora amministrazione Stancanelli. La realizzazione di questi itinerari protetti è inserita nel Pon metro (Programma Operativo Nazionale) “Città Metropolitane 2014/2020”, e in particolare la linea veloce del viale Mario Rapisardi è prevista sin dal 2013, quando esordì con successo la prima linea di Brt, e godrebbe quindi pure della necessaria copertura economica per la realizzazione. Le parole dell'assessore rappresentano, quindi, un clamoroso passo indietro, il quale appare non dettato da difficoltà tecniche (che, in realtà, non sussistono minimamente), bensì da una precisa volontà politica: per la realizzazione del "Brt dei Viali" (il Brt2) è necessaria una riduzione della sosta su strada e sarebbe resa fisicamente impossibile la sosta in "doppia fila" così come, verosimilmente, verrebbe meno anche il mantenimento di molte postazioni commerciali ambulanti, il che potrebbe suscitare malumori per una parte di cittadini, ma procurerebbe un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico in un'area della città che soffre particolarmente in tema di mobilità e trasporto pubblico (e, quindi, farebbe ben contenta un'altra parte di cittadini!). Spesso si sente dire che a Catania ci si sposta in auto perché il mezzo pubblico è inaffidabile. Ma se poi, come in questo caso, non si vuole rendere efficiente il mezzo pubblico per non dar fastidio alle auto, qualcosa non torna. Né si può pensare che l'utenza degli esercizi commerciali sia rappresentata da chi vi si reca in auto per parcheggiare nell'immediata prossimità della destinazione finale. Un trasporto pubblico efficace, al contrario, sarebbe un nuovo supporto alle stesse attività commerciali, più facilmente raggiungibili con uno strumento, quello del Brt, che per le sue caratteristiche garantisce alta efficienza, non dovendo scontare colonne di traffico né, tantomeno, avere necessità di parcheggio. Basti pensare che, ad oggi, viale Mario Rapisardi è servito dalla linea Amt 421 che ha una frequenza di 40-50 minuti e tempi di percorrenza elevati dovuti alla sede promiscua di percorrenza. Il Brt2, invece, transiterebbe ogni pochi minuti e con una velocità commerciale molto più elevata, potendo godere di corsia riservata protetta. Dai Brt, con lo sconsolante annuncio sul Brt2, si passa quindi al tema delle pedonalizzazioni. Poco più di un anno fa, l'amministrazione comunale annunciava un "imponente piano di pedonalizzazioni". Di tale imponenza, purtroppo, ad oggi è rimasta solo la dichiarazione, visto che poco -in pratica- s'è fatto: pedonalizzazione (seppur parziale) di piazza Dante e nuovi dissuasori in piazza Duomo e nella zona del Teatro Massimo Bellini, dove però, persino in questi giorni, si registra sosta selvaggia in via Teatro Massimo e in via Michele Rapisardi. Né può essere una scusante l'emergenza sanitaria nel frattempo intercorsa, visto che, in altre città, proprio l'emergenza sanitaria è stata colta come occasione per aumentare pedonalizzazioni e migliorare la dotazione infrastrutturale per la mobilità dolce. Cosa non fatta a Catania. Ma è sui prossimi passi che purtroppo si rileva una dichiarazione decisamente inquietante per chi ha a cuore le sorti della città di Catania. Dice l'assessore: «Purtroppo per Piazza Manganelli non vedo una possibilità [di pedonalizzazione, ndr], perché rappresenta l’unica opportunità di parcheggio all’interno del centro storico; è invece una possibilità concreta in Piazza Duca di Genova. Lì è il barocco che lo chiede con forza, barocco di cui andiamo fieri!». Definire piazza Manganelli un "parcheggio del centro storico" è qualcosa che per un attimo fa pensare di essere tornati negli anni Settanta od Ottanta del secolo scorso. Sembra uno scherzo, per un luogo che, tra l'altro, sorge a poche decine di metri da una fermata della metropolitana. Incomprensibile, oltretutto, la preferenza su piazza Duca di Genova motivata dalla presenza del barocco, considerazione che fa vacillare le nostre conoscenze sull'architettura di Catania: non sono forse entrambe le piazze a essere incorniciate da palazzi in stile barocco? Proprio piazza Manganelli, oltretutto, oltre a Palazzo Carcaci e all'ex sede dell'Accademia di Belle Arti, ospita uno dei palazzi nobiliari più belli non solo del centro storico, ma di tutta la Sicilia, ossia Palazzo Manganelli. Ma per Arcidiacono, evidentemente, l'architettura di pregio non si trova in questa piazza. Tuttavia, a prescindere dalle innegabili presenze architettoniche, l'opinione secondo cui la funzione di una piazza di grande valore in pieno centro storico sia quella di area di sosta è, senza mezzi termini, aberrante e inaccettabile, a maggior ragione se espressa da chi ha la delega alla mobilità. In merito alla pedonalizzazione di piazza Duca di Genova, invece, si rileva con piacere la prospettiva di una imminente pedonalizzazione, che si spera sia portata avanti nell'ambito dell'ottimo progetto di riqualificazione degli spazi pubblici dell’area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania, approvato nell’ultima seduta della precedente Giunta Comunale, ormai tre anni fa. Progetto a cui, però, l'assessore non fa riferimento. Qualche perplessità, infine, circa alcune dichiarazioni sulle piste ciclabili. «Abbiamo 3,2 milioni del Pon Metro per le piste ciclabili - afferma l'assessore - Finalmente siamo riusciti a cambiare i responsabili unici del procedimento, assegnandoli a Rup meno impegnati, che possano concretizzare al più presto tali progetti. È un mio progetto quello di realizzare, più che piste ciclabili, delle ‘corsie ciclabili’, le quali impegnano economicamente meno». Al di là delle considerazioni sui precedenti Rup che, a quanto pare, non avevano il tempo di svolgere il loro lavoro, andrebbe meglio investigato cosa intende l'assessore per corsie ciclabili anziché piste ciclabili. Quest'ultime sarebbero sicuramente in sede protetta, ad esempio, e ad oggi Catania ne sente enormemente la mancanza, avendo le pochissime piste ciclabili già esistenti scollegate tra loro, per non parlare della quasi totalità del territorio comunale che ne è privo, nonostante negli ultimi anni sia fortemente in ascesa, anche a Catania, l'uso di biciclette e monopattini. Inoltre, bisognerebbe capire perché rinunciare per ragioni economiche a una tipologia preferibile se, come in questo caso, esiste già la copertura finanziaria. In generale, da questo lavoro di decodifica dell'intervista all'assessore Arcidiacono, emerge una mancanza di visione al passo coi tempi della mobilità di una città come Catania, che per dimensione e importanza ha necessità di una programmazione ben più lungimirante e politicamente coraggiosa. La città sconta la mancanza di una programmazione strategica sul fronte della mobilità, derivante anche dalla gravissima assenza del PUMS, che da ormai molto tempo viene periodicamente annunciato come in dirittura di arrivo. Questa è una grave lacuna che ancora oggi non consente di integrare l'odierno sviluppo infrastrutturale (si vedano gli aggiornamenti sul passante ferroviario e sulla metropolitana) a politiche di mobilità tese a disincentivare l'uso dei mezzi privati, offrendo valide alternative. Per la cronaca, il dialogo nella scena del film "Palombella Rossa" si concludeva così: "Chi parla male, pensa male". Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti  

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21 gen 2021

Fondi europei, AMT Catania soggetto attuatore dei progetti di mobilità

di Mobilita Catania

Il rinnovo delle flotte di autobus elettrici, car sharing e bike sharing su larga scala e la creazione di itinerari protetti e adeguamento dei nodi di interscambio modale per la nuova rete di linee BRT, avranno una corsia preferenziale negli investimenti e nelle realizzazioni dei fondi comunitari del Pon Metro. Lo prevede una convenzione programmatica voluta dal sindaco Salvo Pogliese che individua nell’AMT (Azieda Metropolitana Trasporti) il ruolo di soggetto attuatore, unitamente ad alcune Direzioni del Comune di Catania, per determinati interventi inerenti alla mobilità previsti dall’Asse 2 “Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana”. Al fine di accelerare le procedure di realizzazione degli interventi e tenuto conto delle professionalità specifiche presenti all’interno dell’ Azienda del Traporto Pubblico Locale, è stata stipulata una convenzione tra il comune, rappresentato dal sindaco Pogliese e l’assessore alle politiche comunitarie, e l’Amt presieduta da Giacomo Bellavia, al fine di regolamentare i rapporti e stabilire gli interventi per i quali la società in house providing “AMT Catania S.p.A.” operi quale soggetto attuatore e beneficiario. “Una modalità completamente nuova per Catania -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese- che semplifica al massimo le procedure e riduce i tempi, sia nelle fasi delle progettazioni che di appalto, una soluzione di avanguardia amministrativa che in pochi mesi ci consentirà di raggiungere traguardi importanti per la mobilità sostenibile cittadina. Avremo prestissimo -ha aggiunto Pogliese- nuovi bus elettrici che circoleranno in città senza emissioni, un sistema meglio strutturato di car e bike sharing per cittadini e turisti che andrà di pari passo con la realizzazione delle piste ciclabili e le altre corsie protette per i bus veloci che da anni attendono di essere realizzate. Una svolta nel segno della competenza e dell’efficienza che nella mobilità attribuisce un ruolo sempre più centrale all’Amt in sinergia al Comune, che mantiene l’indirizzo e il coordinamento delle procedure”. Nel dettaglio, AMT nominerà i responsabili del procedimento per le azioni oggetto della convenzione, qualora non siano già nominati, e i gruppi di lavoro per le funzioni tecniche, nella qualità di stazione appaltante; coordinerà le attività connesse all’acquisizione di beni o servizi, ovvero l’affidamento dei lavori e i relativi servizi di ingegneria, laddove previsti, e curerà le attività di monitoraggio degli interventi e di rendicontazione della spesa.

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15 mag 2020

La demolizione dell’ex Palazzo delle Poste di viale Africa entra nella fase clou. Qui «da degrado ad affaccio sul mare»

di Andrea Tartaglia

La demolizione dell'ex complesso "Poste Ferrovie" di viale Africa, a Catania, comunemente noto come "Palazzo delle Poste" e che per decenni è stato un landmark del territorio urbano costiero della città, è ormai entrata nel vivo con l'aggressione da parte della pinza demolitrice al volume principale e più alto. Questione ancora di alcune settimane e l'intero edificio sarà raso al suolo. Al suo posto è prevista l'edificazione di una nuova Cittadella Giudiziaria a supporto del Palazzo di Giustizia di piazza Giovanni Verga e dove troveranno sede anche le Corti di Appello di Siracusa e Ragusa nonché le ex sedi distaccate di Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia e Paternò. Stamane c'è stato un sopralluogo al cantiere da parte dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che non ha mancato di sottolineare come in quest'area si passerà dalla situazione di degrado che ha caratterizzato gli ultimi lustri a una nuova situazione di «utile e bello»: l'utilità pratica delle realizzazioni previste ma anche un ritrovato affaccio sulla scogliera del Caito per i cittadini catanesi. Questa, infatti, è una delle condizioni imposte al progetto del nuovo complesso che è stato oggetto di uno specifico concorso progettuale di idee. Fa estremamente piacere poter risaltare gli ultimi aspetti citati, giacché la stessa testata scrivente, alla notizia che il plesso sarebbe stato demolito e ricostruito, anziché ristrutturato, auspicava proprio tali due passaggi: 1) scegliere il nuovo progetto attraverso un concorso di idee, a garanzia della qualità; 2) prevedere spazi pubblici da destinare ai cittadini per consentire di ritrovare un affaccio sulla costa. Il primo auspicio di Mobilita Catania è stato esaudito e, a giudicare dalle parole dell'Assessore, lo sarà anche il secondo. Dell'elevato numero di proposte progettuali pervenute (ben ottantacinque), cinque saranno quelle selezionate tra cui verrà individuata la vincitrice, la quale, nei prossimi mesi, dovrà tradursi progetto definitivo e poi esecutivo. Per una concreta realizzazione, dunque, sarà necessario ancora un lasso di tempo ampio. Certamente la nuova costruzione non potrà avere inizio al termine della demolizione dei volumi attuali (previsto per quest'estate), scenario nel quale emergerà in tutta la sua crudezza un'altra situazione di degrado: l'ex raffineria di zolfo ristrutturata e poi distrutta da un incendio alcuni anni fa, dopo essere stata convertita in teatro e galleria d'arte su progetto dell'Arch. Giacomo Leone, ma con lavori mai del tutto ultimati né essere aperta al pubblico. Il grosso della struttura era per lo più occultato proprio dal Palazzo delle Poste e i suoi ruderi riappariranno più evidentemente alla vista nei prossimi mesi. Che sia lo sprone giusto per riaccendere i riflettori anche su quest'altra incompiuta storica della città? Tornando all'operazione in corso, con un costo complessivo di circa 40 milioni di euro tra demolizione e ricostruzione, è corretto, ancora, ricordare che alle mai sopite perplessità sul destinare quest'area a funzioni di uffici piuttosto che per scopi ricreativi e turistici, anche in considerazione della zona di pregio urbano e della vicinanza al complesso fieristico de Le Ciminiere e alla costa, si aggiungono ulteriori considerazioni e dubbi sulla conformità urbanistica dell'intero intervento in atto. Chiedono lumi, al riguardo, le associazioni ArgoCatania, CittàInsieme, Sunia Catania e Borgo Marinaro di Ognina, ma anche il Movimento Cinque Stelle, all'opposizione nel senato cittadino. Effettivamente sarebbe paradossale se un edificio dove si metterà in pratica la legalità, nelle sue varie forme, sorgesse in forma di abuso edilizio. Perplessità sulle quali, necessariamente, dovrà essere fatta luce nei prossimi mesi, certamente prima di un'eventuale, nuova costruzione, ma al riguardo il sindaco Pogliese, che ha accompagnato l'Assessore Falcone, ha già rassicurato i presenti ribadendo la legittimità dell'opera, nella quale è coinvolto anche il Ministero di Grazia e Giustizia. Del futuro edificio, evidentemente, non sono ancora noti gli aspetti progettuali di dettaglio, giacché sono al momento segreti, in fase di concorso progettuale. Ma è stato anticipato dal Direttore dei Lavori, Ing. Antonio Leone, che il plesso sarà dotato di un grande parcheggio interrato. Al riguardo, il fatto che l'autorimessa prevista sia interrata è certamente un dato positivo, ma desta qualche perplessità il fatto che il parcheggio sia molto capiente, con una capacità addirittura superiore a quella necessaria a garantire un posto per ogni addetto che vi lavorerà (pur ammettendo che tutti utilizzino il proprio mezzo). Sembra paradossale, visto che solitamente il 'parcheggio', alle nostre latitudini, è molto richiesto e benvoluto; tuttavia, delle dimensioni discusse, appare essere ormai anacronistico in relazione alle moderne conoscenze in tema di urbanistica e mobilità sostenibile. L'area, infatti, è tra le più facilmente raggiungibili della città, poiché vi confluiscono ben due sistemi di trasporto pubblico su ferro (metropolitana e passante ferroviario) nonché due nodi principali del trasporto su gomma (capolinea Amt n°2 e termine/inizio corsa di molte linee extraurbane). Si tratta, quindi, di un sito per il quale è opportuno incentivare gli spostamenti su mezzo pubblico piuttosto che privato, anche in considerazione del fatto che il viale Africa è già una delle arterie più trafficate della città e la presenza di un grande parcheggio dedicato può rivelarsi un polo di attrazione per ulteriore traffico di mezzi privati, con le facili conseguenze in termini di congestione stradale e inquinamento. Per fare un esempio di prestigio (con le dovute proporzioni), per il grattacielo Shard of Glass di Renzo Piano (70 piani), a Londra, il grande architetto italiano ha previsto appena 60 posti auto, per lo più per portatori di handicap. Il messaggio, chiaro e condivisibile, è uno solo: nel centro delle grandi città ci si sposta a piedi, con i mezzi pubblici e con i mezzi della mobilità dolce, come biciclette e monopattini. Ma su questo fronte, ad oggi, Catania è ancora indietro. 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26 feb 2020

Via Castromarino, immediati interventi di messa in sicurezza dello stabile e informativa all’Autorità Giudiziaria.

di Mobilita Catania

Un immediato aumento della mitigazione del rischio di crollo della palazzina via Castromarino, fortemente danneggiata dal 20 gennaio scorso,  con interventi di consolidamento interno e puntellamenti esterni, in attesa di completare gli esiti del monitoraggio del manufatto sulle lesioni alle pareti e alle strutture portanti. Sono le misure stabilite nel corso di una riunione operativa presieduta dal sindaco Salvo Pogliese, che si è svolta in Municipio alla presenza dei tecnici del genio civile, della protezione civile regionale e comunale con l’assessore Alessandro Porto, dei vigili del fuoco, delle manutenzioni e dell’urbanistica del comune, della Fce e della polizia municipale. “A strettissimo giro -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-informerò dettagliatamente l’Autorità Giudiziaria sugli sviluppi tecnici che ci obbligano a intervenire subito sul consolidamento dell’edificio, per evitare che si verifichino ulteriori crolli che potrebbero essere di gravissima portata per tutta la zona”. Durante l’incontro in Municipio, da più parti, è stata rilevata l’oggettiva difficoltà a risalire alle cause dirette delle gravi lesioni che si sono verificate nella palazzina, tenuto conto delle particolari condizioni della stratificazione lavica. Contemporaneamente è stata ritenuta improbabile la possibilità di un ripristino dell’immobile, i cui costi peraltro sarebbero particolarmente gravosi:”Tutte queste considerazioni -ha detto il sindaco Pogliese- lasciano il tempo che trovano, di fronte ai rischi per la pubblica incolumità che per noi è primaria su ogni altra cosa. Procederemo a tappe forzate per evitare ulteriori situazioni di pericolo per poi decidere le soluzioni definitive. In questo momento –ha proseguito il primo cittadino- il pensiero va agli sfollati e a quanti abitano nei pressi che temono di potersi ritrovare anch’essi in situazione di difficoltà. Con la nostra protezione civile stiamo assistendo quotidianamente i residenti e oltre al bonus casa di 250 euro che già siamo in grado di rilasciare, grazie anche alla pronta sensibilità del consiglio comunale che ha modificato il regolamento, stiamo operando per soluzioni per dare una casa a quanti l’hanno momentaneamente persa”. Prima della riunione si è svolto un sopralluogo del sindaco e dei tecnici nello stabile di via Castromarino per verificare da vicino le gravi lesioni che hanno causato i crolli e reso instabile l’edificio. Il sindaco si è intrattenuto con alcuni abitanti e ascoltato le loro rimostranze, ribadendo il massimo impegno del Comune per fare fronte alle necessità abitative di ciascun nucleo familiare.

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15 gen 2020

Anche Catania va in monopattino elettrico

di Andrea Tartaglia

Anche Catania accoglie i monopattini elettrici. O meglio, i monopattini elettrici stanno cominciando a diffondersi anche a Catania, come prevedibile, data la straordinaria versatilità e comodità di questi mezzi che altrove, da Milano a Parigi, da Valencia a Madrid, sono ormai parte del paesaggio urbano. Nonostante Catania non si presti bene (ancora) alle nuove forme di micromobilità urbana, come d'altra parte alle biciclette -attenzione, non per via della presenza di pendenze, ma semplicemente perché con molte strade dissestate e un numero di piste ciclabili (ancora non può definirsi rete) ridicolmente esiguo- il "fenomeno" del monopattino elettrico, destinato a diventare abitudine, non poteva che palesarsi anche in una città grande e vivace come il capoluogo etneo, dove sta pian piano prendendo sempre più piede. Non dimentichiamo che l'uso del monopattino elettrico in città è possibile solo da poche settimane (dal 1° gennaio 2020), da quando cioè questo mezzo è stato equiparato ai velocipedi e, quindi, è soggetto alle stesse regole e restrizioni, ad esempio, di una comune bicicletta. Ciò grazie alla Legge 160 del 27 dicembre 2019 valida su tutto il territorio nazionale: in precedenza, i monopattini elettrici potevano circolare solo nelle città italiane dove era stata avviata e regolamentata una specifica sperimentazione, ma la città di Catania non si era mossa in tal senso. Trattandosi di mezzi elettrici, rispetto a una comune bicicletta, i monopattini devono rispettare alcune regole specifiche: la potenza del motore, infatti, è limitata a 500W mentre la velocità massima consentita è di 20 km/h (6 nelle aree pedonali). Per il resto, possono muoversi dove l'accesso è consentito alle biciclette, quindi in strada e non sui marciapiedi e, se è presente una pista ciclabile, dev'essere utilizzata. Non è obbligatorio, ma naturalmente è suggerito, l'uso del casco, mentre non occorrono assicurazioni, spese di bollo o immatricolazioni. «Un nuovo modo di vivere la città - dichiara uno dei primi "monopattinatori" etnei - e uno straordinario mezzo per muoversi velocemente, senza inquinare né contribuire al traffico, senza dover spendere soldi in benzina e parcheggi o perdere tempo per cercare posto. Quando arrivo a destinazione, prendo il mio monopattino, lo piego e lo porto con me. Lo uso per andare al lavoro. Ma ho notato che molti esercizi commerciali agevolano il "parcheggio" del mezzo dentro i loro locali: mi è capitato in più occasioni, anche presso una nota sala cinematografica del centro storico. Rispetto a una bicicletta, chiaramente viene meno la salutare attività fisica, però c'è il grosso vantaggio di poter portare sempre il mezzo con sé, date le ridotte dimensioni e peso.» Di seguito, alcune immagini di monopattini in giro per Catania, tratte dal gruppo Facebook Catania in monopattino, che nei giorni scorsi ha già organizzato il primo, storico raduno (qui il video di Io sto con Greta). Foto di copertina di Claudia Bousquet

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29 ott 2019

Oltre la metro: la mobilità nella Città Metropolitana di Catania. Assemblea pubblica il 4 novembre

di Mobilita Catania

Dopo il primo incontro con il Sindaco nel mese di febbraio, dove CittàInsieme ha fatto il punto sui tanti, incancreniti e difficili problemi che vive la città di Catania, prosegue il ciclo di appuntamenti tematici nei quali si approfondiranno, punto per punto, tutti i problemi e le urgenze, mettendo sul tavolo le proposte e quelle dei cittadini che desidereranno partecipare, coinvolgendo di volta in volta gli Assessori al ramo. Il primo appuntamento tematico, tenutosi nel mese di giugno, è stato dedicato all'ambiente ai rifiuti. Il secondo sarà dedicato al tema della mobilità. La nostra città, sostengono in molti, sta andando avanti nel percorso di miglioramento delle infrastrutture sulla mobilità. Ma in quale direzione e secondo quale disegno complessivo? A CittàInsieme, con Mobilita Catania, ci si confronterà sul presente e sul futuro della mobilità di Catania, insieme ai responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento, lunedì 4 novembre alle ore 19.30, presso la sede di via Siena 1, con ingresso dal Piazzale Oscar Romero, a lato della facciata principale della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Dal trasporto urbano su gomma alla metropolitana, dai sistemi complementari di trasporto alla gestione della sosta, fino ai nuovi progetti in cantiere, si cercherà di fare il punto e, soprattutto, di capire quale sia la visione che la politica ha per promuovere (e realizzare) una vera Città sostenibile. Ci si confronterà coi cittadini presenti insieme con Giuseppe Arcidiacono (Assessore alla Mobilità del Comune di Catania), Giacomo Bellavia (Presidente dell’AMT), Salvatore Fiore (Direttore Generale della FCE) e Marco Falcone, Assessore Regionale ai Traporti.

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30 set 2019

Abbonamento metro gratis per gli studenti di UniCT, al via il secondo anno. Le modalità di rinnovo

di Mobilita Catania

Si è concluso il primo anno accademico in cui tutti gli studenti iscritti a un corso didattico dell'Università degli Studi di Catania hanno avuto l'abbonamento gratuito per il trasporto pubblico locale, potendo usufruire liberamente sia della metropolitana che dei bus urbani dell'Amt. È dunque al via il secondo anno (dei tre previsti dall'accordo iniziale) durante il quale agli iscritti muniti di Carta dello Studente avranno diritto ai medesimi servizi. Ecco le modalità, illustrate stamane sulla pagina ufficiale Facebook della metropolitana, di rinnovo dell'abbonamento metro. Gli studenti già in possesso della card e regolarmente iscritti a uno dei corsi di laurea dell’Ateneo catanese per l’anno accademico in corso 2019/2020, possono rinnovare il loro abbonamento tramite le bigliettatrici automatiche, presenti nelle seguenti fermate della metropolitana: STESICORO GIOVANNI XXIII ITALIA BORGO (Mezzanino ovest – lato via Etnea) MILO SAN NULLO NESIMA ➡️ o presso le seguenti stazioni ferroviarie della Circumetnea: CATANIA BORGO MISTERBIANCO PIANO TAVOLA RANDAZZO RIPOSTO Per rinnovare la card, vanno eseguiti tre passaggi: ➡️ 1) Inserire la Creval Prepaid Card UniCT nel lettore posto nella parte inferiore della bigliettatrice (in ciascuno dei due versi) ➡️ 2) Sul display comparirà la richiesta di rinnovo del titolo di viaggio: premere “conferma” ➡️ 3) Attendere l’emissione dello scontrino e la schermata di validazione Nei prossimi giorni saranno definite le modalità per usufruire dell'abbonamento anche per gli studenti neoiscritti ad uno dei corsi di studio dell’Ateneo. Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera

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