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27 feb 2021

L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità

di Mobilita Catania

"Le parole sono importanti", diceva Michele Apicella, interpretato da Nanni Moretti, a una giornalista nel film "Palombella Rossa": a differenza della celebre scena cinematografica, a creare sgomento non sono le forme linguistiche utilizzate, ma il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore comunale con delega alla Mobilità, Pippo Arcidiacono, recentemente espresse in un'intervista del Quotidiano di Sicilia. Alcuni passaggi e alcune dichiarazioni, in particolare, sottintendono sviluppi tutt'altro che positivi sul futuro della mobilità catanese e, per questo, lasciano sgomenti, in un momento in cui, nel resto d'Italia e d'Europa, le politiche della mobilità nelle grandi città hanno ormai intrapreso con decisione tutt'altra strada. Mobilita Catania dal 2015 si è posta l'obiettivo di essere un occhio vigile sulle politiche territoriali inerenti alle infrastrutture, la mobilità e l'ambiente, quindi con frequenti estensioni all'urbanistica e all'architettura, avendo sempre attenzione di mantenere uno spirito critico ma oggettivo, comunque sempre propositivo. Mantenendo questa linea, questo editoriale rappresenta un'interpretazione delle risposte dell'assessore alle domande della giornalista in tema di mobilità e pedonalizzazioni e vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e, auspicabilmente, anche per l'amministrazione comunale. A proposito della realizzazione delle nuove linee di Bus Rapid Transit, linee bus protette da cordoli e con precedenza rispetto alla viabilità privata, l'assessore afferma che «dei quattro previsti, se ne potranno realizzare tre»: il "Brt dei Viali" (dal viale Mario Rapisardi a Piazza Europa, passando da viale XX Settembre e Corso Italia) soffre, a detta di Arcidiacono, di difficoltà realizzative. Addirittura non sarebbe proprio fattibile: «il Brt, inteso in senso classico, non si può realizzare in viale Mario Rapisardi». In realtà, da un punto di vista prettamente tecnico, non esistono difficoltà non superabili, come d'altronde già emerso nella bontà del progetto dell'allora amministrazione Stancanelli. La realizzazione di questi itinerari protetti è inserita nel Pon metro (Programma Operativo Nazionale) “Città Metropolitane 2014/2020”, e in particolare la linea veloce del viale Mario Rapisardi è prevista sin dal 2013, quando esordì con successo la prima linea di Brt, e godrebbe quindi pure della necessaria copertura economica per la realizzazione. Le parole dell'assessore rappresentano, quindi, un clamoroso passo indietro, il quale appare non dettato da difficoltà tecniche (che, in realtà, non sussistono minimamente), bensì da una precisa volontà politica: per la realizzazione del "Brt dei Viali" (il Brt2) è necessaria una riduzione della sosta su strada e sarebbe resa fisicamente impossibile la sosta in "doppia fila" così come, verosimilmente, verrebbe meno anche il mantenimento di molte postazioni commerciali ambulanti, il che potrebbe suscitare malumori per una parte di cittadini, ma procurerebbe un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico in un'area della città che soffre particolarmente in tema di mobilità e trasporto pubblico (e, quindi, farebbe ben contenta un'altra parte di cittadini!). Spesso si sente dire che a Catania ci si sposta in auto perché il mezzo pubblico è inaffidabile. Ma se poi, come in questo caso, non si vuole rendere efficiente il mezzo pubblico per non dar fastidio alle auto, qualcosa non torna. Né si può pensare che l'utenza degli esercizi commerciali sia rappresentata da chi vi si reca in auto per parcheggiare nell'immediata prossimità della destinazione finale. Un trasporto pubblico efficace, al contrario, sarebbe un nuovo supporto alle stesse attività commerciali, più facilmente raggiungibili con uno strumento, quello del Brt, che per le sue caratteristiche garantisce alta efficienza, non dovendo scontare colonne di traffico né, tantomeno, avere necessità di parcheggio. Basti pensare che, ad oggi, viale Mario Rapisardi è servito dalla linea Amt 421 che ha una frequenza di 40-50 minuti e tempi di percorrenza elevati dovuti alla sede promiscua di percorrenza. Il Brt2, invece, transiterebbe ogni pochi minuti e con una velocità commerciale molto più elevata, potendo godere di corsia riservata protetta. Dai Brt, con lo sconsolante annuncio sul Brt2, si passa quindi al tema delle pedonalizzazioni. Poco più di un anno fa, l'amministrazione comunale annunciava un "imponente piano di pedonalizzazioni". Di tale imponenza, purtroppo, ad oggi è rimasta solo la dichiarazione, visto che poco -in pratica- s'è fatto: pedonalizzazione (seppur parziale) di piazza Dante e nuovi dissuasori in piazza Duomo e nella zona del Teatro Massimo Bellini, dove però, persino in questi giorni, si registra sosta selvaggia in via Teatro Massimo e in via Michele Rapisardi. Né può essere una scusante l'emergenza sanitaria nel frattempo intercorsa, visto che, in altre città, proprio l'emergenza sanitaria è stata colta come occasione per aumentare pedonalizzazioni e migliorare la dotazione infrastrutturale per la mobilità dolce. Cosa non fatta a Catania. Ma è sui prossimi passi che purtroppo si rileva una dichiarazione decisamente inquietante per chi ha a cuore le sorti della città di Catania. Dice l'assessore: «Purtroppo per Piazza Manganelli non vedo una possibilità [di pedonalizzazione, ndr], perché rappresenta l’unica opportunità di parcheggio all’interno del centro storico; è invece una possibilità concreta in Piazza Duca di Genova. Lì è il barocco che lo chiede con forza, barocco di cui andiamo fieri!». Definire piazza Manganelli un "parcheggio del centro storico" è qualcosa che per un attimo fa pensare di essere tornati negli anni Settanta od Ottanta del secolo scorso. Sembra uno scherzo, per un luogo che, tra l'altro, sorge a poche decine di metri da una fermata della metropolitana. Incomprensibile, oltretutto, la preferenza su piazza Duca di Genova motivata dalla presenza del barocco, considerazione che fa vacillare le nostre conoscenze sull'architettura di Catania: non sono forse entrambe le piazze a essere incorniciate da palazzi in stile barocco? Proprio piazza Manganelli, oltretutto, oltre a Palazzo Carcaci e all'ex sede dell'Accademia di Belle Arti, ospita uno dei palazzi nobiliari più belli non solo del centro storico, ma di tutta la Sicilia, ossia Palazzo Manganelli. Ma per Arcidiacono, evidentemente, l'architettura di pregio non si trova in questa piazza. Tuttavia, a prescindere dalle innegabili presenze architettoniche, l'opinione secondo cui la funzione di una piazza di grande valore in pieno centro storico sia quella di area di sosta è, senza mezzi termini, aberrante e inaccettabile, a maggior ragione se espressa da chi ha la delega alla mobilità. In merito alla pedonalizzazione di piazza Duca di Genova, invece, si rileva con piacere la prospettiva di una imminente pedonalizzazione, che si spera sia portata avanti nell'ambito dell'ottimo progetto di riqualificazione degli spazi pubblici dell’area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania, approvato nell’ultima seduta della precedente Giunta Comunale, ormai tre anni fa. Progetto a cui, però, l'assessore non fa riferimento. Qualche perplessità, infine, circa alcune dichiarazioni sulle piste ciclabili. «Abbiamo 3,2 milioni del Pon Metro per le piste ciclabili - afferma l'assessore - Finalmente siamo riusciti a cambiare i responsabili unici del procedimento, assegnandoli a Rup meno impegnati, che possano concretizzare al più presto tali progetti. È un mio progetto quello di realizzare, più che piste ciclabili, delle ‘corsie ciclabili’, le quali impegnano economicamente meno». Al di là delle considerazioni sui precedenti Rup che, a quanto pare, non avevano il tempo di svolgere il loro lavoro, andrebbe meglio investigato cosa intende l'assessore per corsie ciclabili anziché piste ciclabili. Quest'ultime sarebbero sicuramente in sede protetta, ad esempio, e ad oggi Catania ne sente enormemente la mancanza, avendo le pochissime piste ciclabili già esistenti scollegate tra loro, per non parlare della quasi totalità del territorio comunale che ne è privo, nonostante negli ultimi anni sia fortemente in ascesa, anche a Catania, l'uso di biciclette e monopattini. Inoltre, bisognerebbe capire perché rinunciare per ragioni economiche a una tipologia preferibile se, come in questo caso, esiste già la copertura finanziaria. In generale, da questo lavoro di decodifica dell'intervista all'assessore Arcidiacono, emerge una mancanza di visione al passo coi tempi della mobilità di una città come Catania, che per dimensione e importanza ha necessità di una programmazione ben più lungimirante e politicamente coraggiosa. La città sconta la mancanza di una programmazione strategica sul fronte della mobilità, derivante anche dalla gravissima assenza del PUMS, che da ormai molto tempo viene periodicamente annunciato come in dirittura di arrivo. Questa è una grave lacuna che ancora oggi non consente di integrare l'odierno sviluppo infrastrutturale (si vedano gli aggiornamenti sul passante ferroviario e sulla metropolitana) a politiche di mobilità tese a disincentivare l'uso dei mezzi privati, offrendo valide alternative. Per la cronaca, il dialogo nella scena del film "Palombella Rossa" si concludeva così: "Chi parla male, pensa male". Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti  

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09 dic 2019

Metropolitana: Fontana e Monte Po aperte entro un anno precedute da Cibali

di Roberto Lentini

Questa mattina, l'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, ha effettuato un sopralluogo nei cantieri delle fermate di Fontana e Cibali della metropolitana di Catania accompagnato dal direttore generale di Ferrovia Circumetnea, Salvatore Fiore. Presso la stazione di Fontana, rispetto alla nostra ultima visita (svoltasi nel maggio del 2018), si nota l'avvenuta realizzazione della copertura del piano mezzanino nonché alcuni interventi al piano binari: piuttosto poco, dunque, rispetto al tempo trascorso. Il ritardo nei lavori è da imputarsi, come già noto, alla posizione debitoria di  CMC, azienda in crisi che ha già chiesto il concordato preventivo. La nuova stazione “Fontana“ sarà a servizio dell’Ospedale Garibaldi di Nesima  e, naturalmente, dell’abitato compreso tra Nesima e Monte Po, a sud del quartiere di Monte Palma, con ampi ambienti nei quali penetrerà la luce naturale grazie a lucernari e cavedi vetrati. Inoltre, questa  stazione fungerà anche da pubblico sottopassaggio di collegamento tra le aree a nord e a sud della circonvallazione, favorendo quindi anche la mobilità pedonale in tutta sicurezza. Peculiarità principale di questa stazione sarà il collegamento diretto con il nosocomio, distante solo 40 metri.  Raggiungere questo grande presidio ospedaliero direttamente in metropolitana e senza barriere architettoniche, sarà un enorme vantaggio per l’utenza: un servizio che al momento pochissime città possono vantare.   Procedono spediti, invece, i lavori di realizzazione del nuovo tunnel da Stesicoro a Palestro: la grande talpa  si trova in questi giorni sotto il parcheggio R1 di Amt (via Plebiscito) e si prevede possa arrivare alla stazione di Stesicoro ad aprile del 2020. A gennaio partiranno invece i lavori di allargamento del tunnel per l'allocamento delle stazioni Palestro, Vittorio Emanuele e San Domenico. È allo studio l'eventuale estrazione della grande fresa della TBM da 10 metri a conclusione dello scavo: tra le diverse ipotesi, si sta valutando quelal di realizzare un pozzo di estrazione nel primo tratto occidentale di Corso Sicilia che, nel caso, verrà quindi chiuso al traffico. Si ricorda che l'attuale appalto Palestro-Stesicoro copre solo alcune opere civili e non il completamento delle stazioni, delle rifiniture, degli impianti e dell’armamento. Per questi altri lavori e per il proseguimento della tratta sino all'aeroporto, il bando è stato pubblicato nel novembre scorso e include la posa dei binari sui 7 km dell’intera tratta, l’installazione degli impianti di alimentazione e di sollevamento, nonché tutte le opere complementari, tra cui la realizzazione delle otto nuove stazioni previste: San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale in dismissione) Palestro San Leone Verrazzano Librino Santa Maria Goretti (Parcheggio Scambiatore Fontanarossa - fermata FS aeroporto) Aeroporto Fontanarossa Il completamento della linea da Stesicoro all'aeroporto dovrebbe avvenire entro il 2025. La visita dell'assessore Marco Falcone, come anticipato, ha riguardato anche la fermata metro di Cibali, dove l'ultimo sopralluogo risaliva al settembre scorso. Nel caso di Cibali, come già riportato, uno dei motivi che fino ad oggi hanno impedito il completamento dei lavori e quindi l'apertura della stazione è relativo alla presenza di copiose infiltrazioni d’acqua. Purtroppo bisogna registrare che alla data attuale il problema è stato risolto solo in parte: si continua, dunque, a procedere con iniezioni di resina nei punti soggetti infiltrazioni d'acqua sino a poter garantire un totale isolamento. Rispetto alla visita precedente, si è potuta apprezzare la realizzazione nel frattempo portata a termine della discenderia lato sud, dal mezzanino al piano binari, e la piastrellatura della discenderia lato nord. A questo punto, la tempistica rimane vincolata alla risposta dell’acqua: bisogna attendere un periodo ragionevole per verificare il buon esito delle iniezioni, sperando che le infiltrazioni non affiorino in altri punti della struttura, altrimenti occorrerà ripetere l’intervento (e attendere nuovamente la verifica). La stazione dovrebbe aprire entro il primo semestre del 2020. Ma la tempistica certa -che poi è quella relativa al montaggio degli impianti e delle rifiniture- si conoscerà solo quando la struttura potrà dirsi finalmente messa in sicurezza sotto il profilo idrogeologico.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania

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06 dic 2019

Nuovo C.so Martiri della Libertà, progetto «anacronistico e non prioritario» per il neoassessore ai LL.PP.

di Andrea Tartaglia

C'è un progetto di riqualificazione, a Catania, che rappresenta da solo il più grande investimento da parte di privati che la città conosca da molti anni. Un progetto che porta la firma di uno dei più grandi studi di architettura di fama mondiale e che è valso a questo studio, Mario Cucinella Architects, già numerosi premi e riconoscimenti, in diverse parti del mondo, per la qualità architettonica che questo grande progetto di rigenerazione urbana rappresenta. Stiamo parlando della riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, la nota operazione atta a sanare la ferita che sfregia il centro di Catania da decenni, con un'opera di ricucitura urbana cominciata durante le ultime, precedenti amministrazioni comunali (Stancanelli prima e Bianco poi, sotto la quale si sono avviate le prime opere di urbanizzazione) ma che sta conoscendo da ormai parecchi mesi una fase di stallo, senza alcun progresso se non la consegna alla città delle prime opere di urbanizzazione, nello scorso mese di marzo, i cui lavori erano cominciati durante la precedente amministrazione cittadina. A cristallizzare questa fase di stallo giungono oggi, come un fulmine a ciel (più o meno) sereno, le inaspettate dichiarazioni del neo-assessore comunale ai Lavori Pubblici, Enrico Trantino. Non bisogna dimenticare, infatti, che sebbene l'investimento sia privato, quindi senza alcun onere economico per gli enti pubblici, la portata dell'opera è tale che l'accordo per il suo compimento prevede che sia trattata, sotto il profilo burocratico, alla stregua di una grande opera pubblica. Cosa che per certi versi è, prevedendo -oltre a edifici commerciali, residenziali e turistici privati- anche grandi spazi aperti ciclo-pedonali, molto verde pubblico e un grande parcheggio interrato in piazza della Repubblica, sul quale realizzare un parco. Il ruolo dell'amministrazione comunale, quindi, è stato ed è fondamentale. Per l'Assessore ai Lavori Pubblici Trantino, che succede ad Arcidiacono, però, l'opera non sarebbe prioritaria per il suo operato e, inoltre, a suo modo di vedere, il progetto sarebbe anacronistico, prevedendo addirittura edilizia residenziale in un luogo dove, a suo dire, nessuno avrebbe interesse a comprare. Queste, infatti, le sue dichiarazioni rese nel corso di un'intervista a QdS: «Sono certo che Corso Martiri della Libertà si risolverà entro i prossimi 72 anni. Non ne ho parlato con gli uffici perché non è tra le mie scadenze immediate, anche perché mi sono fatto una convinzione che devo ancora verificare: il fatto che qualunque accordo sia stato raggiunto in questo momento è anacronistico. Ai privati non interessa realizzare le cubature previste perché chi comprerebbe mai una casa lì?» Considerando il ruolo importante che l'assessore riveste per il prosieguo dell'opera, si rimane quantomeno perplessi nel leggere tali dichiarazioni da parte di chi ha la possibilità di dare, invece, una spinta concreta. La città ancora aspetta il secondo passo previsto nell'iter di realizzazione dell'opera, cioè la realizzazione del parcheggio interrato in piazza della Repubblica con verde pubblico in superficie, il cui bando più volte annunciato come "imminente" dal precedente assessore non è stato ancora emesso. Da un lato, va rilevato, l'assessore Trantino parla di "convinzione ancora da verificare", alludendo al fatto che si tratterebbe di un'opera anacronistica, in questo periodo, per Catania. Il "da verificare" dà qualche speranza di ripensamento, ma certo desta preoccupazione la "convinzione" che un'opera di tale qualità architettonica e urbanistica possa non riuscire a collocarsi anche in un periodo di congiuntura economica non favorevole, trattandosi di un intervento capace di innescare un processo di rivitalizzazione economica e sociale notevole. Ma ciò che delude maggiormente, al di là della non felicissima battuta sulla tempistica, è lo scetticismo dell'assessore nell'immaginare che qualcuno possa avere interesse a comprare casa nel nuovo Corso Martiri della Libertà. Eh, già: chi potrebbe mai ambire ad avere una casa di nuova costruzione in un edificio architettonicamente rilevante, figlio del proprio tempo e a basso impatto energetico, affacciato su un viale pedonale, a due passi dal centro storico di Catania, servito da metropolitana, piste ciclabili, nuovi giardini pubblici, numerosi nuovi negozi, a un tiro di schioppo dal passante ferroviario e in prossimità del mare? Avrà ragione l'assessore nel pensare che i privati non abbiano interesse a realizzare le cubature previste? Visto che il progetto è proprio dei soggetti privati investitori, sarebbe, quantomeno, paradossale. Sui social network, all'interno della pagina Facebook "Catania Metropoli del Mediterraneo", è arrivato anche il commento dell'Architetto Mario Cucinella: «Non ci sono parole! La vera questione è che in questo paese manca il coraggio di governare, manca una visione di futuro, manca una vera politica. Ormai la confusione è padrona della politica che confonde amministrare -che è un obbligo e non una eccezione per chi decide di fare quel mestiere- con politica, che vuol dire interpretare il proprio tempo e che con la conoscenza e visione traccia dei percorsi per il futuro. E questo ne è un caso evidente! Ma se non si ha coraggio e visione non si fa politica, si fa dell’altro! Catania merita di più».   ** AGGIORNAMENTO 7 DICEMBRE 2019 ** Con un post sulla pagina ufficiale Facebook di Mobilita Catania, l'Assessore Trantino ha così commentato il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni: «Too much ado about nothing. Al giornalista che mi chiedeva lumi su Corso Martiri ho solo detto che non avevo ancora acquisito le informazioni necessarie, perché impegnato con più urgenti scadenze (fondi strutturali che scadono il 31 dicembre). Ho anche espresso il timore che i privati potrebbero considerare l'opera non più appetibile, esprimendo una mia sensazione e non valutazione politica, ma che non inciderebbe mai sul cronoprogramma. Non è mia volontà interferire con quanto finora stabilito, anche perché vincolante per legge. Se però riscontrerò ulteriori indugi nell'avviare le opere, mi sembra responsabile e doveroso pormi il problema di cosa succeda». Commento al quale Mobilita Catania ha così risposto: Gentile Assessore, grazie per la sua puntualizzazione. Noi abbiamo citato testualmente quanto da lei detto al QdS. Francamente ci saremmo aspettati maggiore entusiasmo e dimostrazione di buona volontà nel parlare di un'opera che può cambiare il volto di Catania e avere un importante impatto economico e sociale. In particolare, ci hanno colpito i suoi dubbi sull'appetibilità dell'area, alla luce di accordi già siglati e sottoscritti per i quali, adesso, spetta al Comune di Catania serrare i tempi. Gli indugi nel proseguire le opere, ad oggi, non sono da parte dei privati ma da parte della pubblica amministrazione: auspichiamo, quindi, che lei possa dare rinnovato vigore al proseguimento dell'iter e alla realizzazione delle opere già previste e programmate, possibilmente assumendo un atteggiamento più positivo, semplicemente dando dimostrazione di voler stringere i tempi per portare a risultati concreti quanto previsto dagli accordi già firmati e definitivi. Ti potrebbero interessare: Catania, il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero FOTO | C.so Martiri della Libertà, aperte le prime aree. A breve il bando per Piazza della Repubblica  

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09 apr 2019

Acireale, la fermata ferroviaria “Cappuccini” si farà: pronta entro il 2021

di Roberto Lentini

«La fermata Cappuccini si farà. Sorgerà lungo il viale Alcide De Gasperi della S.S. 114 e sarà collegata a un parcheggio accessibile da via Galatea». Ad affermarlo è l'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, durante il sopralluogo esperito ieri pomeriggio ad Acireale nell'area dove è prevista la realizzazione della nuova fermata ferroviaria, accompagnato dai rappresentanti di Rete ferroviaria italiana e dell'amministrazione comunale di Acireale. «I tempi devono essere veloci: già a settembre contiamo di iniziare i lavori e concluderli al massimo entro il 2021 - ha commentato l'assessore Falcone. Rfi realizzerà il progetto, mentre al comune di Acireale spetteranno i lavori per collegare la fermata con la città.  «Acireale realizzerà una serie di opere strategiche – afferma l’assessore alla mobilità Carmelo Grasso  - compresa una passerella pedonale che permetterà di raggiungere più agevolmente la fermata, mentre, sempre in zona Cappuccini, sarà costruito un parcheggio multipiano e infine la rotatoria e la strada che dalla strada statale conduce direttamente alla stazione».  Il costo dell'opera è di 5 milioni di euro finanziata interamente dalla Regione con fondi provenienti dai risparmi del raddoppio ferroviario Catania-Palermo.  Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario metropolitano di Catania  

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02 ott 2018

Stazione di Picanello completa entro l’anno: l’assessore regionale in visita al Passante Ferroviario di Catania

di Roberto Lentini

«Entro l'anno saranno completati i lavori della stazione di Catania Picanello»: ad annunciarlo è stato l'assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone durante il sopralluogo al passante ferroviario di Catania effettuato nella mattinata di ieri, per rendersi personalmente conto dello stato dei lavori ed introdurre eventuali servizi per incrementarne l'utilizzo. La visita ha interessato le stazioni di Picanello (ancora chiusa), Ognina e Cannizzaro ed è stata l'occasione per ribadire l'importanza che il passante ferroviario può avere per la mobilità catanese considerando anche la connessione con la metropolitana gestita dalla Ferrovia CircumEtnea. L'assessore ha chiesto a Rete Ferroviaria Italiana un cronoprogramma per la consegna definitiva dei lavori, che si protraggono ormai da parecchi anni con la previsione della consegna della stazione di Picanello entro dicembre e l'esercizio per gennaio 2019. Bisogna aggiungere che, al di là dell'apertura prossima che rappresenta certamente un fatto positivo, il passante etneo non potrà assolvere pienamente le sue funzioni di servizio metropolitano se non in concomitanza con una razionalizzazione dei prezzi delle corse urbane e suburbane, l'integrazione tariffaria con i bus Amt e la metropolitana Fce nonché, com'è ovvio, l'introduzione di alte frequenze adeguate alla domanda di trasporto pubblico locale. La nuova fermata di Catania Picanello è ubicata nel tratto a nord di via Guerrera e a sud di via Messina, ed è realizzata in sotterranea con due uscite, una su via Timoleone e l’altra su spazio a verde comunale, confinante con via Libertini, via Messina e con il parcheggio su via Guerrera. Ha una lunghezza complessiva di circa 157 metri; il collegamento della fermata con l’esterno è garantito da due blocchi di scale fisse e scale mobili, l’accesso ai disabili sarà reso possibile da un ascensore su via Guerrera. Per quanto riguarda la stazione di Cannizzaro l'assessore Falcone ha prospettato la possibilità di introdurre un bus navetta che colleghi la stazione con l'ospedale omonimo per rendere la struttura ospedaliera più accessibile e migliorare l'offerta di questo nuovo servizio metropolitano che stenta a decollare. Come già affermato in passato da Mobilita Catania, diventa essenziale anche il prolungamento del servizio del passante fino alla stazione di Bicocca in quanto questa rappresenterebbe un vero e proprio nodo strategico nell'ambito del sistema di mobilità per coloro che ogni giorno si spostano dai paesi etnei alla zona industriale di Catania, in un sistema di connessione tra la metropolitana, lo stesso terminal di Cannizzaro e la stazione di Bicocca da cui un servizio di bus navetta potrebbe poi portare condurre l'utenza in prossimità dei principali stabilimenti della zona industriale. E a poca distanza, non dimentichiamo, è prevista la fermata di Fontanarossa.   Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario di Catania: Scheda dell’opera Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune

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