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22 apr 2021

Piazza Risorgimento cambia volto grazie alla sponsorizzazione privata di Lidl

di Mobilita Catania

L’antica piazza Risorgimento, sorta negli anni ‘50 in prossimità del quartiere San Leone, si appresta a rinascere dopo decenni di degrado, grazie a un progetto di riqualificazione promosso dalla giunta Pogliese e sponsorizzato dall'azienda della grande distribuzione Lidl. Il progetto prevede la sistemazione delle aree verdi con la piantumazione di piante della macchia mediterranea, la riconfigurazione e la valorizzazione dei 2375 metri quadri dello spazio pedonale con sostituzione della pavimentazione e realizzazione di accessi per portatori di handicap. Nell’ambito dell’accordo di sponsorizzazione l’azienda privata curerà anche la manutenzione della piazza per un periodo di due anni, rinnovabile. Nella piazza verranno posizionate nuove panchine monoblocco, cestini porta rifiuti, una rastrelliera porta bici con supporti in cemento e una fontanella in acciaio zincato con il controllo temporizzato dell’acqua potabile. I lavori inizieranno la prima decade di maggio, grazie all’intesa di sponsorizzazione tra l’Amministrazione Comunale e Lidl, azienda aggiudicataria del bando a evidenza pubblica realizzato dagli uffici del gabinetto del sindaco diretti da Giuseppe Ferraro. Il progetto nasce nell'ambito del sistema della sponsorizzazione privata portata avanti dall'amministrazione. "Ringrazio sentitamente lo sponsor Lidl -ha detto il sindaco Salvo Pogliese - che ha condiviso questa nostra proposta di riqualificazione di piazza Risorgimento, un progetto che ci consentirà di riqualificare anche questo spazio pubblico senza costi per il Comune. Un’altra pagina di questa feconda collaborazione tra pubblico e privato, che consente di fare risparmiare denaro pubblico dei cittadini, dando al contempo nuova dignità estetica a spazi urbani, come questa piazza luogo di aggregazione di una zona popolosa della Città".

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Uno spazio pubblico riqualificato a misura di bambino connoterà la prima “Zona Scolastica” che verrà realizzata a Catania grazie alla collaborazione pubblico-privato, senza distogliere risorse dal bilancio comunale. Lo spazio, ricco di aiuole, piante, prati e giochi educativi, prenderà forma nella via Guardo, tra le vie Empedocle e Caronda, davanti alla scuola XX Settembre, nell’immediata prossimità della stazione di Catania Borgo della Ferrovia Circumetnea e della metropolitana.

Sono stati aggiudicati i lavori di riqualificazione dell’area che prevedono interventi di riqualificazione e manutenzione per cinque anni. Via Guardo era già stata pedonalizzata lo scorso anno per favorire la comunità scolastica e garantire condizioni di sicurezza negli orari di entrata e uscita dalla scuola XX Settembre.

Il progetto di riqualificazione, che trasformerà lo spazio prospiciente l’istituto scolastico, è stato elaborato dalle ditte Gardeniart srl e Ipp Costruzioni Srl, con gli architetti Loredana Cucinotta e Ignazio Biuso di Ferrovia Circumetnea, secondo le più avanzate pratiche della progettazione partecipata. L’iniziativa nasce da una collaborazione tra Legambiente Catania, l’istituto XX Settembre ed FCE.

«Il progetto che stiamo realizzando, il primo del suo genere a Catania, punta a sviluppare il coinvolgimento attivo degli studenti per la valorizzazione e il mantenimento dell’area -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-. La creazione di una Zona scolastica, introdotta dal Codice della Strada, consentirà di aumentare la sicurezza stradale, orientare la mobilità scolastica verso forme più sostenibili, contribuire all’autonomia degli studenti e alla conoscenza del territorio. Un’iniziativa partecipata a costo zero -ha concluso primo cittadino- che per la sua valenza sociale ed educativa contiamo di replicare anche in altre parti, per migliorare il decoro urbano della nostra città responsabilizzando i ragazzi fin dall’età scolare al rispetto dell’ambiente e al senso civico».

Tra tra i vari interventi previsti dal progetto, il rifacimento del manto stradale dell’area interessata alla riqualificazione; la realizzazione di aiuole; la posa in opera di giochi educativi con stampe in materiale termoplastico; l’installazione di quattro panchine e altrettante fioriere; la posa in opera di terra vegetale di coltivo; un impianto di subirrigazione automatizzato con programmazione a distanza; la messa a dimora di alberi, cespugli e tappeto erboso.

Ecco alcune immagini del progetto

I lavori, che avranno inizio subito dopo le festività pasquali, verranno eseguiti con metodi innovativi nel pieno rispetto dell’ambiente facendo ricorso a mezzi meccanici di ultima generazione, a basso impatto ambientale, anche per garantire alta efficienza produttiva ed elevati standard di sicurezza per gli addetti al cantiere.


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24 mar 2021

ZES, Etnarail e Nodo di Catania le proposte di Pogliese per il rilancio di Catania

di Mobilita Catania

L’immediata istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES), all’interno delle quali le imprese già operative o di nuovo insediamento possono beneficiare di agevolazioni fiscali e di semplificazioni amministrative; un’attenzione strategica del recovery plan ai progetti presentati dal Comune e dalla Città Metropolitana di Catania per rilanciare  un sistema infrastrutturale ormai inadeguato; la necessità di finanziare subito il "Nodo Catania" (ferroviario) per interrare i binari che ostruiscono  il rapporto con il mare e il progetto di monorotaia Etnarail per collegare le zone pedemontane con il capoluogo. Queste, in sintesi, le principali proposte del sindaco di Catania Salvo Pogliese, intervenuto alla seconda sessione della videoconferenza “Progetti per il Sud” dedicata ai primi cittadini dei comuni capoluoghi metropolitani del Mezzogiorno,  promossa dal ministero per il Sud e la coesione territoriale, guidato da Mara Carfagna. Pogliese, dopo aver ringraziato il Ministro Carfagna per aver promosso l’iniziativa, ha condiviso le posizioni del presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro, di mettere i Comuni in condizione di poter realizzare investimenti produttivi con risorse e personale adeguato: «Ricordo che nel 1997, quando venni eletto per la prima volta al consiglio comunale –ha detto il primo cittadino – il Comune di Catania aveva centocinquanta dirigenti e ora ne ha solo venti. I tecnici laureati, funzionari ingegneri e architetti in organico sono appena quattro. Occorre trovare soluzioni normative adeguate per le Amministrazioni Locali che devono sottostare a troppi vincoli, a maggior ragione per un  ente in dissesto come il nostro. Il progetto di RFI del Nodo Catania, nonostante se ne parli da venti anni, ancora non risulta finanziato: devono partire i lavori per circa 700 milioni di euro che finalmente restituirebbero il mare alla città, interrando la stazione centrale e liberando le coste dalla cintura dai binari che ne hanno impedito uno sviluppo armonico. Un altro importante progetto –ha proseguito il sindaco metropolitano etneo – che va tenuto nella massima considerazione, riguarda le due linee in monorotaia elettrica, un sistema  pienamente compatibile con l’ambiente, chiamato Etnarail, per colmare la storica mancanza di un collegamento rapido tra i comuni della zona sud del vulcano e la città di Catania. Il costo stimato è di 480 milioni di euro. Per cominciare si potrebbe finanziare la prima linea per connettere le zone di Gravina e Mascalucia con Catania,  un fatto che rappresenterebbe comunque un primo passo importantissimo». Ti potrebbero interessare: Monorotaia di Catania “EtnaRail” Passante Ferroviario di Catania

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27 feb 2021

L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità

di Mobilita Catania

"Le parole sono importanti", diceva Michele Apicella, interpretato da Nanni Moretti, a una giornalista nel film "Palombella Rossa": a differenza della celebre scena cinematografica, a creare sgomento non sono le forme linguistiche utilizzate, ma il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore comunale con delega alla Mobilità, Pippo Arcidiacono, recentemente espresse in un'intervista del Quotidiano di Sicilia. Alcuni passaggi e alcune dichiarazioni, in particolare, sottintendono sviluppi tutt'altro che positivi sul futuro della mobilità catanese e, per questo, lasciano sgomenti, in un momento in cui, nel resto d'Italia e d'Europa, le politiche della mobilità nelle grandi città hanno ormai intrapreso con decisione tutt'altra strada. Mobilita Catania dal 2015 si è posta l'obiettivo di essere un occhio vigile sulle politiche territoriali inerenti alle infrastrutture, la mobilità e l'ambiente, quindi con frequenti estensioni all'urbanistica e all'architettura, avendo sempre attenzione di mantenere uno spirito critico ma oggettivo, comunque sempre propositivo. Mantenendo questa linea, questo editoriale rappresenta un'interpretazione delle risposte dell'assessore alle domande della giornalista in tema di mobilità e pedonalizzazioni e vuole essere uno spunto di riflessione per i cittadini e, auspicabilmente, anche per l'amministrazione comunale. A proposito della realizzazione delle nuove linee di Bus Rapid Transit, linee bus protette da cordoli e con precedenza rispetto alla viabilità privata, l'assessore afferma che «dei quattro previsti, se ne potranno realizzare tre»: il "Brt dei Viali" (dal viale Mario Rapisardi a Piazza Europa, passando da viale XX Settembre e Corso Italia) soffre, a detta di Arcidiacono, di difficoltà realizzative. Addirittura non sarebbe proprio fattibile: «il Brt, inteso in senso classico, non si può realizzare in viale Mario Rapisardi». In realtà, da un punto di vista prettamente tecnico, non esistono difficoltà non superabili, come d'altronde già emerso nella bontà del progetto dell'allora amministrazione Stancanelli. La realizzazione di questi itinerari protetti è inserita nel Pon metro (Programma Operativo Nazionale) “Città Metropolitane 2014/2020”, e in particolare la linea veloce del viale Mario Rapisardi è prevista sin dal 2013, quando esordì con successo la prima linea di Brt, e godrebbe quindi pure della necessaria copertura economica per la realizzazione. Le parole dell'assessore rappresentano, quindi, un clamoroso passo indietro, il quale appare non dettato da difficoltà tecniche (che, in realtà, non sussistono minimamente), bensì da una precisa volontà politica: per la realizzazione del "Brt dei Viali" (il Brt2) è necessaria una riduzione della sosta su strada e sarebbe resa fisicamente impossibile la sosta in "doppia fila" così come, verosimilmente, verrebbe meno anche il mantenimento di molte postazioni commerciali ambulanti, il che potrebbe suscitare malumori per una parte di cittadini, ma procurerebbe un sensibile miglioramento del servizio di trasporto pubblico in un'area della città che soffre particolarmente in tema di mobilità e trasporto pubblico (e, quindi, farebbe ben contenta un'altra parte di cittadini!). Spesso si sente dire che a Catania ci si sposta in auto perché il mezzo pubblico è inaffidabile. Ma se poi, come in questo caso, non si vuole rendere efficiente il mezzo pubblico per non dar fastidio alle auto, qualcosa non torna. Né si può pensare che l'utenza degli esercizi commerciali sia rappresentata da chi vi si reca in auto per parcheggiare nell'immediata prossimità della destinazione finale. Un trasporto pubblico efficace, al contrario, sarebbe un nuovo supporto alle stesse attività commerciali, più facilmente raggiungibili con uno strumento, quello del Brt, che per le sue caratteristiche garantisce alta efficienza, non dovendo scontare colonne di traffico né, tantomeno, avere necessità di parcheggio. Basti pensare che, ad oggi, viale Mario Rapisardi è servito dalla linea Amt 421 che ha una frequenza di 40-50 minuti e tempi di percorrenza elevati dovuti alla sede promiscua di percorrenza. Il Brt2, invece, transiterebbe ogni pochi minuti e con una velocità commerciale molto più elevata, potendo godere di corsia riservata protetta. Dai Brt, con lo sconsolante annuncio sul Brt2, si passa quindi al tema delle pedonalizzazioni. Poco più di un anno fa, l'amministrazione comunale annunciava un "imponente piano di pedonalizzazioni". Di tale imponenza, purtroppo, ad oggi è rimasta solo la dichiarazione, visto che poco -in pratica- s'è fatto: pedonalizzazione (seppur parziale) di piazza Dante e nuovi dissuasori in piazza Duomo e nella zona del Teatro Massimo Bellini, dove però, persino in questi giorni, si registra sosta selvaggia in via Teatro Massimo e in via Michele Rapisardi. Né può essere una scusante l'emergenza sanitaria nel frattempo intercorsa, visto che, in altre città, proprio l'emergenza sanitaria è stata colta come occasione per aumentare pedonalizzazioni e migliorare la dotazione infrastrutturale per la mobilità dolce. Cosa non fatta a Catania. Ma è sui prossimi passi che purtroppo si rileva una dichiarazione decisamente inquietante per chi ha a cuore le sorti della città di Catania. Dice l'assessore: «Purtroppo per Piazza Manganelli non vedo una possibilità [di pedonalizzazione, ndr], perché rappresenta l’unica opportunità di parcheggio all’interno del centro storico; è invece una possibilità concreta in Piazza Duca di Genova. Lì è il barocco che lo chiede con forza, barocco di cui andiamo fieri!». Definire piazza Manganelli un "parcheggio del centro storico" è qualcosa che per un attimo fa pensare di essere tornati negli anni Settanta od Ottanta del secolo scorso. Sembra uno scherzo, per un luogo che, tra l'altro, sorge a poche decine di metri da una fermata della metropolitana. Incomprensibile, oltretutto, la preferenza su piazza Duca di Genova motivata dalla presenza del barocco, considerazione che fa vacillare le nostre conoscenze sull'architettura di Catania: non sono forse entrambe le piazze a essere incorniciate da palazzi in stile barocco? Proprio piazza Manganelli, oltretutto, oltre a Palazzo Carcaci e all'ex sede dell'Accademia di Belle Arti, ospita uno dei palazzi nobiliari più belli non solo del centro storico, ma di tutta la Sicilia, ossia Palazzo Manganelli. Ma per Arcidiacono, evidentemente, l'architettura di pregio non si trova in questa piazza. Tuttavia, a prescindere dalle innegabili presenze architettoniche, l'opinione secondo cui la funzione di una piazza di grande valore in pieno centro storico sia quella di area di sosta è, senza mezzi termini, aberrante e inaccettabile, a maggior ragione se espressa da chi ha la delega alla mobilità. In merito alla pedonalizzazione di piazza Duca di Genova, invece, si rileva con piacere la prospettiva di una imminente pedonalizzazione, che si spera sia portata avanti nell'ambito dell'ottimo progetto di riqualificazione degli spazi pubblici dell’area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania, approvato nell’ultima seduta della precedente Giunta Comunale, ormai tre anni fa. Progetto a cui, però, l'assessore non fa riferimento. Qualche perplessità, infine, circa alcune dichiarazioni sulle piste ciclabili. «Abbiamo 3,2 milioni del Pon Metro per le piste ciclabili - afferma l'assessore - Finalmente siamo riusciti a cambiare i responsabili unici del procedimento, assegnandoli a Rup meno impegnati, che possano concretizzare al più presto tali progetti. È un mio progetto quello di realizzare, più che piste ciclabili, delle ‘corsie ciclabili’, le quali impegnano economicamente meno». Al di là delle considerazioni sui precedenti Rup che, a quanto pare, non avevano il tempo di svolgere il loro lavoro, andrebbe meglio investigato cosa intende l'assessore per corsie ciclabili anziché piste ciclabili. Quest'ultime sarebbero sicuramente in sede protetta, ad esempio, e ad oggi Catania ne sente enormemente la mancanza, avendo le pochissime piste ciclabili già esistenti scollegate tra loro, per non parlare della quasi totalità del territorio comunale che ne è privo, nonostante negli ultimi anni sia fortemente in ascesa, anche a Catania, l'uso di biciclette e monopattini. Inoltre, bisognerebbe capire perché rinunciare per ragioni economiche a una tipologia preferibile se, come in questo caso, esiste già la copertura finanziaria. In generale, da questo lavoro di decodifica dell'intervista all'assessore Arcidiacono, emerge una mancanza di visione al passo coi tempi della mobilità di una città come Catania, che per dimensione e importanza ha necessità di una programmazione ben più lungimirante e politicamente coraggiosa. La città sconta la mancanza di una programmazione strategica sul fronte della mobilità, derivante anche dalla gravissima assenza del PUMS, che da ormai molto tempo viene periodicamente annunciato come in dirittura di arrivo. Questa è una grave lacuna che ancora oggi non consente di integrare l'odierno sviluppo infrastrutturale (si vedano gli aggiornamenti sul passante ferroviario e sulla metropolitana) a politiche di mobilità tese a disincentivare l'uso dei mezzi privati, offrendo valide alternative. Per la cronaca, il dialogo nella scena del film "Palombella Rossa" si concludeva così: "Chi parla male, pensa male". 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16 feb 2021

Bike sharing a Catania grazie ad Amat Palermo

di Roberto Lentini

La società AMT Catania è intenzionata ad attivare il servizio di bike sharing, affidandosi alle competenze pregresse di AMAT Palermo. In considerazione dell'esperienza maturata da AMAT nel settore del servizio di bike sharing, in termini di progettazione e gestione del servizio, ha ritenuto utile adottare la stessa piattaforma di mobilità sostenibile Amigo car e bike sharing di AMAT per la totale integrazione dei servizi di mobilità condivisa a due e quattro ruote, parimenti a quanto già presente a Palermo. Il servizio di Car sharing Amigo, attivato a Catania lo scorso 23 giugno con 50 auto messe a disposizione da AMT, ha avuto, sin dall’inizio, un crescendo in termini di iscritti e di utilizzo contribuendo in modo significativo allo sviluppo della mobilità sostenibile nella città di Catania E' stato richiesto ad Amat la disponibilità di utilizzo della piattaforma tecnologica Amigo per l’attivazione del servizio di bike sharing nella città di Catania, estendendo il rapporto commerciale già in essere, chiedendo contestualmente  la migliore offerta per il ricondizionamento e la relativa installazione nei siti autorizzati di circa 150 colonnine di aggancio per stazioni di bike sharing, di proprietà del comune di Catania, disponibili presso la loro rimessa. Tale richiesta, comprende una quantificazione dei costi per la posa in opera delle stazioni, delle opere di connessione alla sorgente di rete elettrica più vicina, oltre alla attività di integrazione alla piattaforma Amigo. Sono stati visionati 14  siti per valutare non solo il possibile posizionamento delle colonnine (anche come numero di agganci) ma anche la possibilità di collegarsi elettricamente ad impianti già attivati da AMT o alla rete comunale o Enel più vicina: Piazza Santa Maria di Gesù Piazza Roma Piazza Giovanni Verga Corso Italia  asfalto Piazza Europa Piazza Galatea Stazione centrale Piazza Iolanda Piazza Ettore Maiorana Piazza Stesicoro Piazza della Repubblica Piazza teatro Massimo Piazza Università Piazza Dante Il costo totale complessivo richiesto per le opere di cui sopra ammonta ad 147.152,80 euro oltre l'iva; a questo costo bisogna  aggiungere il costo necessario alla riconversione dell'esistente staffa di aggancio delle biciclette con quelle nuove Amigo, compatibili con il nuovo sistema di aggancio per un totale 10.500,00 euro oltre l'iva.  

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09 feb 2021

Metro Stesicoro- Palestro: iniziata la realizzazione delle aperture equilibratici della galleria

di Amedeo Paladino

Mentre si è in attesa che la costruzione della galleria metropolitana Stesicoro-Palestro riprenda, dopo lo stop obbligato causato dal crollo di un'ampia porzione di un edificio di via Castromarino avvenuto a gennaio 2020, lunedì 8 febbraio sono cominciati di realizzazione di quattro aperture equilibratrici al servizio della tratta. Si tratta di pozzi d’aria con la funzione di attenuazione degli effetti aerodinamici dovuti al transito dei treni e di aerazione in caso di incendio. I lavori preliminari sono cominciati in quattro aree: in corso Sicilia, tra via Nino Martoglio e via Reclusorio del Lume, in via Plebiscito, angolo via Campisano e nello slargo tra via Vittorio Emanuele e le vie Curia e Purgatorio.     Le opere saranno realizzate in diverse fasi: la prima riguarderà l’eliminazione delle interferenze dei sottoservizi, nella seconda fase si passerà alla palificazione dell’area per proteggere la zona di scavo e nella terza fase si realizzerà lo scavo vero e proprio; le aziende che realizzeranno le sette aperture equilibratici previste per la tratta metropolitana sono ISOFOND S.R.L. e CO.EB S.R.L. in subappalto da CMC di Ravenna che sta realizzando le opere civili della tratta metropolitana Stesicoro-Palestro. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Metro di Catania fino all’aeroporto, aggiudicati i lavori di completamento: obiettivo 2025 Stanziati dall’Unione Europea i fondi per la tratta Stesicoro-Aeroporto della metropolitana di Catania Tratta Stesicoro-Aeroporto della metropolitana di Catania: ecco dove sorgeranno le stazioni Cinquantaquattro nuovi treni per la metropolitana di Catania, aggiudicato il primo appalto VIDEO | Dentro il tunnel della metropolitana di Catania tra Palestro e Stesicoro  

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30 mag 2020

Ripavimentazione A18 Messina-Catania, il 4 giugno al via i cantieri

di Mobilita Catania

"Manteniamo l'impegno per quella svolta nei cantieri che deve restituire dignità alle autostrade siciliane, a partire dalla Messina-Catania, e rendere il Cas un ente finalmente funzionale alle esigenze di cittadini e utenti". Lo ha dichiarato a Messina l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a seguito dell'avvenuta consegna dei lavori di ripavimentazione dell'autostrada A18 Messina-Catania, nel tratto fra Giarre e Tremestieri. Erano presenti il presidente Franco Restuccia, i consiglieri del cda Chiara Sterrantino e Sergio Gruttadauria, il direttore Salvo Minaldi e i tecnici dell'impresa che eseguirà l'appalto. "Grazie a un investimento da oltre 20 milioni di euro su lavori attesi da anni - ha specificato Falcone - verranno riasfaltati oltre cento chilometri di autostrada, da Giarre a Tremestieri in entrambe le direzioni di marcia. Il 4 giugno apriranno i cantieri che, entro luglio, porteranno al risanamento dei primi 20 chilometri previsti dall'appalto. Il Governo Musumeci rilancia manutenzioni e lavori stradali, vigilando sul Cas affinché vengano rispettate le tabelle di marcia per limitare al minimo i necessari disagi". "L'inversione di tendenza del Cas - ha aggiunto il presidente Restuccia - è una realtà suffragata da chiari risultati infrastrutturali, quali opere ripartite, avviate o completate nei tempi, pur tra intoppi e le solite lungaggini della burocrazia".

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