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29 giu 2019

Metropolitana, tutte le novità imminenti: confermata l’apertura domenicale dal 22 settembre

di Andrea Tartaglia

Giornata di festa per la metropolitana di Catania, che celebra il ventesimo anniversario dell'inaugurazione della prima tratta, Borgo-Porto. In una atmosfera gioiosa, presso la stazione metro Giovanni XXIII, il Sindaco di Catania Salvo Pogliese, il Direttore Generale Fce Salvatore Fiore e quello d’esercizio Sebastiano Gentile, insieme con il delegato del Rettore per la mobilità Giuseppe Inturri, hanno ripercorso la storia dell'"underground" catanese e, soprattutto, presentato il piano di sviluppo della metropolitana. L'importante ricorrenza, visivamente ricordata dalla veste speciale di cui è stata dotata la stazione, è stata scelta come occasione per annunciare lo stato dei lavori in corso e i prossimi da assegnare, nonché importanti e imminenti aggiornamenti del servizio della metropolitana a favore dell’utenza, nell’ottica dell’incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile. Aggiornamenti di rilievo che non riguardano soltanto il servizio di trasporto metropolitano su ferro, ma anche quello su gomma della Ferrovia Circumetnea. Il Sindaco Pogliese: Un servizio sempre più appetibile per i nostri cittadini, per tutti gli abitanti della provincia e per i tanti turisti. È l’opera infrastrutturale più importante del nostro territorio, il Comune di Catania dà molta attenzione alla Ferrovia Circumetnea. In base alle previsioni, quest’anno i passeggeri della metro saranno oltre sei milioni e mezzo, quando tre anni fa erano poco più di seicentomila. Questo ottimo risultato si deve anche grazie alla brillante iniziativa dell’Università di Catania che permette a tutti i suoi studenti di avvalersi gratuitamente dei mezzi pubblici: un messaggio eccezionale agli studenti del nostro ateneo che rappresentano la nostra futura classe dirigente. Nel 2025 la metropolitana arriverà sino all’aeroporto, ringrazio anche l’assessore regionale Falcone che si è prodigato per ottenere il relativo finanziamento. Un aspetto molto importante anche per l’aeroporto di Catania, non inserito nella rete Ten-T proprio per la mancanza del collegamento ferroviario diretto che sarà garantito dalla metropolitana. Ringrazio tutti gli Ingegneri della Ferrovia Circumetnea che hanno sognato quest’infrastruttura quando sembrava utopia e che oggi è realtà in una città sempre più europea. Ho il piacere di ringraziare i vertici della Fce, “stalkerizzati” dal sottoscritto, che hanno garantito l’apertura domenicale durante eventi quali il Lungomare Fest, la Corri Catania, Cibo Nostrum e altri, e che adesso garantiranno l’apertura domenicale sistematica dal prossimo 22 settembre mentre l’orario di esercizio sarà esteso tutti i giorni sino alle ore 22. L'Ing. Fiore, direttore generale della Fce: È un successo di tutto il sistema, tutti i soggetti coinvolti danno un contributo importante e fondamentale. Anch’io voglio ringraziare in particolare l’Università nella figura del prof. Inturri. Ed ecco le parole del Prof. Inturri, delegato dell'Università di Catania per la mobilità: Sono emozionato in un giorno così importante. Nel 2016 solo uno studente su quattro si recava all’università con i mezzi pubblici. Adesso lo fa il 50% degli studenti, e solo uno su quattro utilizza la macchina. Con i prossimi provvedimenti e le nuove stazioni in centro storico, questi dati non potranno che migliorare ulteriormente. Non dimentichiamo lo straordinario impatto del Metro Shuttle, utilizzatissimo dagli studenti, destinato anch’esso a migliorare: dal prossimo anno accademico, infatti, il metro Shuttle circolerà anche all’interno della cittadella universitaria, agevolando ulteriormente studenti e dipendenti dell’università: verrà ridotta la sosta all’interno della cittadella. Credo che sia un modello da esportare anche per il centro della città. L’Ing. Fiore ha quindi invitato il Prof. La Greca, consulente del sindaco per l’Urbanistica, a prendere la parola. Non posso dimenticare quando si cominciò a parlare di metropolitana di Catania, con una genesi bizzarra perché nata dall’interramento del tracciato esistente. C’era un certo scetticismo, il percorso non appariva ottimale: ma oggi vediamo che è stato uno straordinario esempio di resilienza urbana: oggi la metro la usiamo e ci sentiamo più cittadini del mondo. La nostra città ha fatto un salto di qualità, sia per noi ma anche per chi ci vede dall’esterno. Ho il piacere di annunziare che l’anno prossimo, a maggio, Catania ospiterà un congresso mondiale su mobilità e trasporti. Dati importanti riassunti dall'Ing. Gentile, Direttore d’Esercizio della Fce: dal 23 settembre avremo 996 corse settimanali, con servizio dalle 6:40 alle 22 (dalle 8:30 la domenica). Con il metro shuttle ci saranno due fermate all’interno della cittadella universitaria. Altra novità: sono già in costruzione dieci nuovi treni, in servizio a partire dal 2021, che rappresentano la prima tranche di un totale previsto di 54 nuovi treni. Un'altra novità importante riguarda la rimodulazione delle linee gommate Fce: non andranno oltre l'asse dei viali e scambieranno con le stazioni di Borgo, Milo e Nesima e il Parcheggio Santa Sofia. Queste, infine, le prossime scadenze: entro fine anno è prevista l'apertura della fermata di Cibali, mentre entro il primo semestre dell'anno prossimo dovrebbero aprire Fontana e Monte Po. Entro quest'estate, inoltre, la pubblicazione del bando per la realizzazione della tratta Stesicoro-Aeroporto, che si conta di aprire entro il 2025, due anni dopo l'apertura della tratta Nesima-Misterbianco. Per il resto della linea sino a Paternò, il progetto è in fase di completamento. Alla conclusione della conferenza stampa, è stata conferita una targa di riconoscimento all’Ing. Di Marco, artefice, insieme con l’Ing. Abbadessa, della nascita della metropolitana a Catania, quando sembrava qualcosa di inimmaginabile, oltre 30 anni fa. Grande soddisfazione da parte dell'utenza per l'apertura domenicale sistematica della metropolitana, che. come detto, sarà garantita a partire dal 22 settembre, accolta da un applauso. Ulteriore "chicca" della giornata è stata la presentazione dei nuovi treni della metropolitana, già in costruzione (i primi in servizio nel 2021), ai quali dedichiamo un articolo a parte. Ricordiamo che oggi il servizio metro è gratuito per tutta la giornata. In mattinata, sino alle 13, è possibile visitare la cabina di guida degli elettrotreni recandosi al binario 1 della fermata Stesicoro, mentre sino al tardo pomeriggio sarà anche possibile effettuare visite guidate nella DCO (Direzione Centrale Operativa) presso la stazione Borgo, previa prenotazione al numero telefonico 095 541250. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Ecco in anteprima i nuovi treni della metropolitana: il primo entro il 2020 In arrivo cinquantaquattro nuovi treni per la metropolitana, i primi dieci sono già in costruzione   

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03 giu 2019

Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”?

di Andrea Tartaglia

È recente la notizia, annunciata direttamente dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, della realizzazione di un percorso coperto sopraelevato che collegherà la fermata Fs di Catania Fontanarossa, attualmente in costruzione, al Terminal A dello scalo etneo. L'intenzione di realizzare tale struttura complementare, in verità, era stata già resa nota in occasione dell'inaugurazione del cantiere della fermata ferroviaria, avvenuta lo scorso febbraio, e il nuovo annuncio, quindi, conferma la volontà di passare dalle parole ai fatti. La nuova fermata dovrebbe aprire al pubblico nel mese di giugno 2020, mentre per il percorso sopraelevato su tapis roulant (su modello di Roma Fiumicino) si renderà necessario un altro anno e mezzo circa, per poter quindi essere aperto al pubblico verosimilmente a cavallo tra il 2021 e il 2022. In assenza di tale struttura, il collegamento tra la nuova fermata Fs e l'aerostazione sarà garantita da navette su gomma. La notizia, di per sé, è di quelle che vengono facilmente giudicate come "buone notizie" e, intrinsecamente, lo è, poiché garantirà un maggiore confort e rapidità di spostamento (circa sette minuti) per i viaggiatori in movimento tra l'aeroporto e la nuova fermata ferroviaria. Tuttavia, parallelamente ai facili e legittimi entusiasmi, dietro questa operazione si cela un rischio -per il momento solo potenziale- che è bene conoscere affinché non si concretizzi. Di cosa si tratta? Per meglio comprendere bisogna innanzitutto fare un salto indietro nel tempo, al 2005, quando Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi) firmarono un protocollo di intesa che prevedeva (e prevede tuttora, essendo ancora valido) la realizzazione di un polo d'interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metro e passante ferroviario- all'interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa. Un accordo, quindi, firmato da tutte le parti interessate, che poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l'asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico. Il Parcheggio Amt di Fontanarossa, infatti, pur essendo in prossimità dell'aeroporto, ha come principale vocazione non quella di servire l'aerostazione (compito che svolge secondariamente e che è comunque assolto dai parcheggi specifici della Sac), bensì quella di servire la città di Catania, intercettando i flussi di traffico provenienti dalla Sicilia occidentale e dalla Sicilia sud-orientale. Ciò consentirebbe di ridurre notevolmente il numero di veicoli in ingresso nel centro città, sia privati che delle linee di trasporto su gomma, riducendo quindi l'inquinamento nelle aree urbane più dense dove il traffico, contestualmente, sarebbe fortemente ridimensionato: automobili e pullman provenienti dalle altre province meridionali e occidentali della Sicilia terminerebbero il loro viaggio nel parcheggio, dove gli utenti troverebbero a loro disposizione, oltre alle linee bus Amt, il passante ferroviario e la metropolitana per raggiungere il centro e altre zone cittadine in modo oltretutto più veloce ed ecosostenibile. Per la città di Catania, dunque, permettere l'impiego del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, rendendolo pienamente operativo e dunque efficiente, è assolutamente essenziale. Quest'area di sosta, molto capiente e già ben collegata alla grande rete viaria esistente, non può non assolvere il compito per cui è stata progettata e realizzata. Ma perché ciò si concretizzi è evidente che qui devono sorgere le strutture previste: quelle mancanti sono la fermata ferroviaria del passante e la fermata della metropolitana, qui denominata "Santa Maria Goretti" per la vicinanza all'omonimo quartiere. Da progetto, infatti, la fermata "Santa Maria Goretti" della metropolitana, penultima nel percorso della linea che terminerà direttamente presso l'aeroporto, dovrebbe sorgere all'interno del parcheggio scambiatore e sarebbe direttamente collegata alla prevista fermata del passante attraverso un tunnel di appena 30 metri: davvero un eccellente esempio di intermodalità. Perché usare il condizionale? Lo spieghiamo tornando alla notizia citata in partenza. La fermata FS di Fontanarossa in corso di realizzazione sorge in un'area diversa da quella prevista nel protocollo d'intesa e per questo motivo è stata finora sempre indicata come fermata "provvisoria", nelle more della realizzazione di quella all'interno del parcheggio scambiatore. Ci si potrebbe lecitamente chiedere come mai Rfi abbia deciso di realizzare una fermata temporanea anziché procedere direttamente alla costruzione di quella prevista, oltretutto quella in costruzione sorge in un'area totalmente scollegata alla rete viaria esistente. La ragione è probabilmente da cercarsi nell'opportunità di realizzare con poca spesa una fermata che da subito potesse servire l'aeroporto, una sorta di "risarcimento" per lo scalo di Catania inopinatamente non considerato dalle ferrovie statali per decenni, nonostante la vicinanza tra le due infrastrutture. Tutto sommato, tale scelta, per quanto inusuale, si può anche comprendere: appena poco più di 3 milioni di euro per una fermata da costruire in poco tempo e che servirà l'aerostazione per qualche anno, salvo poi essere -così sarebbe previsto- sostituita da quella definitiva nel parcheggio scambiatore. La nuova fermata provvisoria in costruzione è sita in un'area, come detto e come facilmente verificabile, scollegata alla rete viaria esistente. Al pari di quella definitiva prevista nel parcheggio, non è a ridosso dell'aeroporto, ma a diverse centinaia di metri dallo stesso: questo particolare è importante perché gli scali aeroportuali europei più importanti sono ammessi a possibili maggiori finanziamenti se inseriti nella rete Core Ten-T e uno dei requisiti, in tal senso, è il collegamento diretto tra aeroporto e ferrovia. Date le distanze, l'unico collegamento ferroviario diretto tale da permettere all'aeroporto di Fontanarossa di far parte di tale rete non sarà quello delle Ferrovie dello Stato, bensì quello della metropolitana Fce, che da previsioni dovrà essere realizzata entro circa cinque anni. L'attuale localizzazione della fermata in costruzione, dunque, non è giustificata dall'adempiere ai requisiti di inserimento nella rete Core Ten-T, circostanza che avrebbe rappresentato una motivazione di un certo rilievo, sebbene in futuro l'aeroporto sarà comunque direttamente servito dalla metropolitana. La distanza tra la fermata in costruzione e l'aeroporto è di circa 700 metri in linea d'aria. Tra la fermata prevista nel parcheggio scambiatore e l'aeroporto sarebbero, invece, circa 900, ma in quest'ultimo caso sarebbero coperti dal collegamento della metropolitana. Che fosse quindi necessario un ulteriore intervento per collegare la fermata provvisoria all'aerostazione è evidente ed è già noto che inizialmente sarà istituito un servizio di navette su gomma, su strade, peraltro, in parte ancora da realizzare perché, come ribadito, il sito scelto non è collegato ad alcuna rete viaria esistente, neanche secondaria (a differenza del parcheggio Fontanarossa). Da qui l'idea di collegare la nuova fermata all'aeroporto con un percorso coperto sopraelevato fino almeno al Terminal A (il più vicino). Servizio di per sé comodo, ma sorgono alcuni dubbi. Tale struttura costerà oltre 12 milioni di euro (a carico di Rfi con il supporto della Regione), quindi circa quattro volte il costo della sola fermata ferroviaria. Il costo totale dell'intervento, quindi, supererà i quindici milioni di euro: ci si domanda se tale spesa è giustificabile per una struttura che, sulla carta, è provvisoria. Il timore è che una volta realizzata, data l'ingente spesa e anche la futura presenza della struttura sopraelevata, nel prossimo futuro si possa in qualche modo rinunciare alla realizzazione della fermata definitiva presso il parcheggio Fontanarossa. Per gli utenti diretti all'aeroporto non cambierebbe nulla. Ma per la città di Catania cambierebbe tantissimo: il parcheggio scambiatore non... scambierebbe più con il trasporto su ferro, anche perché la dirigenza Fce, in "preallarme", non intende perdere l'opportunità di poter scambiare direttamente con la rete Fs ed è disposta a modificare il tracciato della linea metropolitana da realizzare in funzione dello scambio con Fs. Se la fermata Fs non sorgerà presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, dunque, quest'ultimo perderà in un solo colpo sia lo scambio con il passante ferroviario che con la metropolitana. Scenario gravissimo che abbatterebbe la capacità di attrazione del grande parcheggio scambiatore a sud della città di Catania, decretandone il fallimento e la perdita di tutti i benefici effetti sul traffico e sulla mobilità cittadina. Il Comune di Catania ha tutto l'interesse affinché il protocollo d'intesa venga rispettato: sia per far funzionare una propria struttura -il parcheggio scambiatore Amt di Fontanarossa- sia per i benefici che ne deriverebbero in termini di traffico, mobilità, qualità e vivibilità della città. Le stesse direttive generali del Prg, attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Urbanistica dell'amministrazione comunale, prevedono l'uso del parcheggio scambiatore di Fontanarossa come nuova "porta sud" della città. Bisogna stare all'erta, dunque, per verificare che gli interventi in atto -pur con i loro benefici nel breve termine- non compromettano la pianificazione urbanistica già elaborata (e in parte attuata con la stessa realizzazione del parcheggio) nell'interesse della città di Catania. Convocare gli attori coinvolti attorno a un tavolo, Rfi, Fce e Regione Siciliana in primis, e ottenere rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi pur nell'ormai quasi lontano 2005, è un compito che l'amministrazione comunale di Catania deve svolgere con una certa urgenza, nel primario interesse della città. Bisogna scongiurare il rischio che il nuovo complesso infrastrutturale in costruzione si trasformi in un ostacolo per il futuro della città di Catania immaginato, con una lungimirante visione urbanistica, in termini efficienti di intermodalità e mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Al via la realizzazione della nuova fermata provvisoria Fs a Fontanarossa Un percorso coperto sopraelevato per collegare la nuova fermata FS al Terminal A dell'aeroporto Il piano parcheggi della Sac procede: apre il nuovo multipiano P4 per la sosta lunga L'aeroporto di Catania fuori della rete Core Ten-T per assenza del collegamento ferroviario Metropolitana da Stesicoro all'aeroporto: dove sorgeranno le fermate Finanziato il collegamento metro da Stesicoro all'aeroporto di Fontanarossa    

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11 ott 2018

Metropolitana gratis per gli studenti universitari: le modalità di accesso

di Andrea Tartaglia

La Ferrovia Circumetnea, l'azienda che gestisce la metropolitana di Catania, ha reso noto le modalità di accesso alle stazioni metro per tutti gli studenti iscritti a un corso di studi dell'Università degli Studi di Catania. Dal prossimo lunedì, infatti, dopo i bus Amt, su cui gli studenti universitari possono viaggiare gratis già dallo scorso 4 ottobre (clicca qui per scoprire come), anche la metro sarà accessibile gratuitamente per tutti gli iscritti. Nelle more del rilascio di apposita tessera da parte dell'Ateneo, ecco le modalità di ingresso alla metropolitana nella prima fase del nuovo servizio. Da lunedì 15 ottobre, gli studenti potranno avvalersi della metropolitana presentando un documento di riconoscimento unitamente a un Pass temporaneo, da scaricare e da stampare tramite l'apposita funzionalità inserita nel Portale Studenti dell'Università di Catania. Parte dello stesso pass, inoltre, consente anche il parcheggio gratuito presso i parcheggi scambiatori Sanzio, Due Obelischi e Nesima. Attenzione, però: presso alcune stazioni metro l'ingresso gratuito agli studenti sarà possibile solo accedendo da alcuni ingressi specifici, in funzione della presenza dei varchi abilitati, come nell'elenco di seguito riportato. STESICORO - accesso esclusivamente dal mezzanino ovest (lato piazza Stesicoro) GIOVANNI XXIII - accesso unico accessibile da tutti gli ingressi (viale Africa, piazza Papa Giovanni XXII, via Archimede) GALATEA - accesso esclusivamente dal mezzanino est (lato piazza Galatea) ITALIA - accesso esclusivamente dal mezzanino est (lato Corso Italia - Viale Vittorio Veneto) GIUFFRIDA - accesso esclusivamente dal mezzanino nord (lato piazza Abramo Lincoln) BORGO - accesso possibile da tutti gli ingressi (via Etnea, via Signorelli, stazione Fce) MILO - accesso da ingresso unico (via Bronte) SAN NULLO - accesso possibile da tutti gli ingressi (viale Antoniotto Usodimare) NESIMA - accesso esclusivamente dal mezzanino est (lato via Carmelo Florio - via Francesco Miceli) In grassetto, le fermate dove occorre accedere tramite uno specifico ingresso per usufruire del varco dedicato agli studenti. Nella fase successiva, gli studenti potranno utilizzare l’abbonamento annuale gratuito a metro e bus grazie al tesserino studentesco (Carta multiservizi) che sarà prossimamente consegnato a tutti gli iscritti dell’Ateneo. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Metro e bus gratis per gli studenti universitari: servizio già attivo sui bus Amt

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09 ott 2018

FOTO | Dentro le nuove stazioni metro di Monte Po e Fontana, avanzano i lavori

di Mobilita Catania

Mobilita Catania è entrata nei cantieri della metropolitana del capoluogo etneo lungo la tratta Nesima-Monte Po, lunga 1,7 km, accompagnata dai tecnici dell'impresa che sta portando avanti i lavori, la CMC di Ravenna, e mostra in esclusiva per i suoi lettori le immagini che testimoniano lo stato dell'arte delle stazioni di Fontana e di Monte Po. Ecco le foto, risalenti all'ultima settimana di settembre 2018: Stazione di Monte Po  La stazione di Monte Po serve l'omonimo quartiere di Catania che, a dispetto del nome, si trova a valle della struttura e che sarà collegato tramite sottopassaggi. La stazione, infatti, si trova a nord della circonvallazione, lungo un breve tratto della Strada Statale "Catanese", compresa tra la circonvallazione di Catania e via Mezzo Campo del Comune di Catania, al confine con il Comune di Misterbianco, che di fatto sarà pure servito, così, con un accesso nella zona meridionale di Corso Carlo Marx. Come si evince dalle immagini, la struttura interrata è pressoché completa. Mancano ancora i sottopassaggi con i relativi accessi e, in parte, la struttura in superficie. Quindi dovranno essere installati tutti gli impianti e i rivestimenti. In questi giorni, come si vede dalla foto di via L. Vigo, nello slargo a sud della strada statale nel quartiere di Monte Po, sono cominciati i lavori per la realizzazione dell'accesso e del relativo sottopassaggio in quell'area. Stazione Fontana  La stazione Fontana trae il nome dal viale Felice Fontana, sotto il quale è realizzata. Sarà direttamente collegata al vicino Ospedale Garibaldi "nuovo" di Nesima attraverso un tunnel sotterraneo, già edificato. Rispetto alla stazione di Monte Po, i cui lavori sono cominciati prima essendo le opere realizzate da ovest verso est, in questo caso rimane ancora da ultimare la struttura da interrare ed è qui che al momento è impiegata la maggior parte della manovalanza dei lavori dell'intera tratta. Il completamento di tutte le opere sull'intera tratta Nesima-Monte Po è previsto entro il primo semestre 2019. Nei prossimi giorni, Mobilita Catania proporrà ai suoi lettori anche alcune riprese video di entrambe le stazioni in costruzione, nonché un ulteriore aggiornamento foto-video dell'altro grande cantiere della metropolitana di via Palermo, dove è cominciato lo scavo del tunnel Palestro-Stesicoro. Foto di copertina: particolare di un’uscita secondaria della stazione di Monte Po Ti potrebbero interessare… Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Metropolitana, a breve l’apertura domenicale e altre migliorie al servizio Metro, entro il primo semestre 2019 l’apertura delle stazioni di Fontana e di Monte Po FOTO | Metropolitana, si lavora nel cantiere base della Palestro-Stesicoro: tunnel pronto a metà 2019 Metropolitana, aggiudicati i lavori per le nuove scale mobili nelle stazioni Italia e Borgo

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31 ago 2018

Metropolitana di Catania, a breve l’apertura domenicale e migliorie al servizio

di Andrea Tartaglia

Com'è noto, dallo scorso mese di luglio la metropolitana di Catania è interessata da lavori sulla linea e sui treni finalizzati a innalzarne il livello di sicurezza. Lavori che stanno generando qualche disagio, visto che hanno comportato una riduzione delle frequenze nella giornata di sabato e la chiusura serale anticipata nella stessa giornata. Ma i lavori stanno per volgere al termine e i benefici saranno presto realtà per i sempre più numerosi utenti della metro etnea. Mobilita Catania ha incontrato il Direttore d'Esercizio della Ferrovia Circumetnea, l'Ing. Sebastiano Gentile, per conoscere lo stato dell'arte delle opere in corso e in cosa consistono, nonché apprendere quali vantaggi porteranno all'utenza. L'occasione è stata utile per approfondire anche altre tematiche connesse con l'esercizio della metropolitana, come anticipato in questo articolo, e avere quindi un quadro complessivo del servizio che la metropolitana offrirà ai suoi utenti nel breve e medio termine, in alcuni casi già dal prossimo mese di ottobre. Buongiorno, Ingegnere. Sono in corso i lavori di "automazione" della linea metropolitana, che coinvolgono sia i treni che l’infrastruttura ferroviaria. In cosa consistono esattamente? Quando avranno termine? I lavori in questione sono scaturiti in base a diverse esigenze, sia per rispondere alle più recenti norme in tema di sicurezza e circolazione ferroviaria, sia per una ferma volontà della Ferrovia Circumetnea di migliorare sempre di più e innalzare ai massimi livelli la sicurezza dell'infrastruttura, che già oggi è comunque garantita, naturalmente. Si tratta di un sistema di controllo di vigilanza attiva a bordo che va oltre l'intervento umano da parte dei macchinisti e di cui sono già dotati, ad esempio, i treni Vulcano del servizio di superficie. Questo sistema verifica continuamente l'efficienza del macchinista in cabina e, in caso di anomalie, attiva automaticamente un sistema di allarme fino, eventualmente, all'arresto autonomo del treno. I lavori sono pressoché ultimati e a breve si procederà alle necessarie verifiche. Se da un lato ciò servirà a garantire più sicurezza, dall'altro ciò permetterà anche un'ottimizzazione dell'impiego delle risorse umane, poiché non si renderà più necessaria la presenza in cabina di più di un macchinista. Oltre ai dispositivi a bordo, sono già stati installati lungo tutta la linea dei sensori di controllo (sistema "train stop") in grado di verificare il corretto rispetto della segnaletica ferroviaria da parte dei treni e di intervenire in caso di mancato rispetto. L’utenza della metropolitana, come prevedibile, è cresciuta moltissimo in meno di due anni. Insieme con l’utenza, aumentano anche le richieste della stessa: la più frequente è l’estensione dell’orario di esercizio nonché l'apertura di domenica. C’è già un’ipotesi di nuovi orari possibili? E a partire da quando? Siamo felici dell'aumento dell'utenza e consapevoli che a ciò corrisponda una crescente richiesta di servizi migliori. Per questo, innanzitutto, l'apertura domenicale sarà attuata con regolarità, com'è giusto che sia. Ciò verrà incontro anche alle esigenze di tanti studenti pendolari che raggiungono Catania già nella giornata di domenica in vista della settimana di lezioni. Il sabato sera sarà ripristinato l'orario di chiusura posticipato (al momento è anticipato alle 21:10 per via dei lavori sopra menzionati, ndr), e con ogni probabilità attueremo anche un'estensione dell'orario di esercizio anche negli altri giorni feriali, per esempio sino alle 22:00 -stiamo valutando- in modo da consentire anche a chi lavora negli esercizi commerciali in centro di fare uso della metropolitana dopo l'orario di chiusura dei negozi. Sono tutte modifiche progettate per essere attuate gradualmente a partire da ottobre. Per quanto riguarda l'utilizzo della metropolitana il sabato sera, ad ogni modo, è opportuno che questo sia incentivato da una politica della mobilità tale da disincentivare l'impiego del mezzo privato e in questo senso occorre la collaborazione di tutti. Attualmente la metropolitana di Catania dispone di otto automotrici a due casse. Di queste, quante sono funzionanti? È previsto un intervento di manutenzione tale da poter disporre, all’occorrenza, di tutti i treni? I treni sono già tutti funzionanti e vengono tutti impiegati a rotazione. Di questi, sull'infrastruttura ne sono presenti sempre cinque, quattro in uso per garantire la frequenza mattutina più uno di riserva, mentre i restanti si trovano in superficie, al Porto o al ricovero FS di piazza Europa, e sono sottoposti ad attività di manutenzione periodicamente.  Oltre all’orario di esercizio ampliato, ci si aspetta anche un miglioramento delle frequenze. Ciò dipende, evidentemente, anche dal numero di treni disponibili. Con il nuovo orario di esercizio è previsto un miglioramento della frequenza? Il quarto d’ora di attesa nel pomeriggio comincia a farsi sentire. Con l'attuale estensione della linea, la massima frequenza ottimale, oltre la quale si rischia di congestionare la linea in caso di grossi afflussi che rallentano i tempi di incarrozzamento, si ottiene con l'uso contemporaneo di cinque treni e una corsa ogni 6-7 minuti, come già attuato in occasione di eventi come Sant'Agata, per cui i treni a disposizione, per il momento, sono più che sufficienti. Per quanto riguarda il miglioramento delle frequenze, stiamo studiando la possibilità di inserire, nel breve termine, un'ulteriore fascia oraria pomeridiana in cui portare le frequenze ogni 10 minuti, come di mattina. La Fce ha in programma l’arrivo di ben ventisette nuovi treni, ciascuno composto da due casse. A che punto si è con le commesse? Una possibile stima della tempistica? Presto, ad ottobre, riceveremo le offerte per i primi dieci treni. L'aspetto molto positivo è che la prospettiva di ulteriori commesse sembra aver suscitato l'interesse anche delle principali aziende fornitrici di materiale rotabile a livello internazionale: parliamo di grandi aziende che solitamente non si muovono per piccole commesse, ma che in questo caso trovano la gara appetibile. Per poter vedere i primi nuovi treni in servizio, però, bisognerà "resistere" un paio d'anni, salvo imprevisti. Nelle more della realizzazione del passante ferroviario FS, che richiederà molti anni, è ipotizzabile la riattivazione della diramazione Galatea-Porto? Sarebbe attuabile un semplice servizio shuttle Porto-Galatea-Porto, con Galatea stazione di scambio, anche con frequenze ridotte rispetto alla tratta Monte Po-Stesicoro? La riapertura della fermata Porto rimane nei programmi della Ferrovia Circumetnea. Non potrà avvenire nel breve termine, però, anche perché si rendono necessari ulteriori interventi da effettuarsi sulla linea che potrebbero comportare pure la chiusura dell'intera linea metropolitana per qualche giorno. Questo significa, quindi, che lavori del genere non possono effettuarsi nel periodo invernale, quando la richiesta della metropolitana è maggiore e la sua chiusura comporterebbe maggiori disagi e quindi per quest'anno non interverremo. Attualmente stiamo studiando le soluzioni possibili per poter intervenire cercando di limitare il più possibile la chiusura temporanea della linea. Quanto all'ipotesi del collegamento Porto-Galatea-Porto, è effettivamente una delle possibili soluzioni allo studio. Nell’attesa dei nuovi treni, è possibile dotare gli attuali convogli M88 di annunci vocali di fermata nonché riattivare i display con l’indicazione delle stazioni e del lato di discesa? I mezzi Firema attualmente in uso saranno presto oggetto di "revamping". Con l'occasione saranno dotati degli annunci vocali di fermata ma anche di nuovi display interni ed esterni per l'informazione all'utenza. Si prevede di indicare i tempi di attesa nei display delle stazioni, che attualmente si limitano a indicare solo la frequenza? Sì, anche quest'intervento è previsto ma non nel breve termine, poiché comporta l'installazione di ulteriori impianti tecnologici per interfacciare linea e display. Questione di tempo. Le stazioni non dotate di display come Stesicoro, Milo, Cibali, San Nullo e Nesima, ne saranno provviste? E le nuove stazioni di Fontana e Monte Po? Sì, il programma dell'Azienda prevede che tutte le stazioni siano dotate di display di informazione al pubblico al piano binari e agiremo in tal senso. Intanto stiamo provvedendo ad installare nuovi totem con schermi tattili presso tutti i mezzanini delle stazioni, alcuni già operativi, di cui illustreremo a breve le specifiche tecniche e le modalità di utilizzo. Natale e Sant’Agata, ma anche alcuni eventi occasionali in centro come lo Street Food Fest e il concerto di Carmen Consoli, hanno fatto registrare picchi di utenza in metro con la stazione di Stesicoro particolarmente congestionata. L’uso delle banchine separate ha agevolato la situazione. Si può ipotizzare che in queste occasioni si utilizzino anche treni a quattro casse? E quindi, provvisoriamente, di estendere la pedana di Stesicoro per tutta la lunghezza della stazione? L'attuale parco mezzi, limitato a otto treni a due casse ciascuno, scoraggia l'utilizzo di conformazioni a quattro casse. Quest'opzione sarà riconsiderata quando potremo disporre anche di nuovi treni, quindi per il momento si continuerà a intervenire, piuttosto, sulle frequenze mantenendo treni a due casse: in occasione dello Street Food Fest, ad esempio, abbiamo avuto un eccellente servizio con treni ogni sette minuti e nessun problema di congestione, con i flussi imponenti di utenza distribuiti abbastanza omogeneamente nell'arco delle giornate, treni frequenti e puntuali e utenza molto soddisfatta. Per Sant'Agata il discorso è diverso, perché ci sono picchi di pubblico in corrispondenza di momenti salienti della processione o in caso di improvvise, avverse condizioni meteorologiche e pertanto possono registrarsi anche code e attese in stazione perché l'afflusso non è distribuito omogeneamente nel tempo. Ma questo succede in tutte le metropolitane del mondo, in casi simili. La pedana di Stesicoro sicuramente è stata molto utile e lo sarà anche per la prossima edizione di Sant'Agata, ma non è possibile allungarla lungo tutto la banchina (per ospitare treni a quattro casse) per due motivi: uno è che in questo modo si mantiene la possibilità di usare la banchina nord, se dovesse rendersi necessario, permettendo a un altro treno a due casse di attestarsi lì. L'altro è che impedirebbe la manovra di scambio binario che avviene in prossimità della galleria di stazione. Qualche settimana di attesa, dunque, e per gli utenti della metropolitana di Catania i disagi patiti nel corso di quest'estate saranno ricompensati. Nel frattempo si lavora alacremente anche per lo sviluppo infrastrutturale: come Mobilita Catania ha reso noto gli scorsi giorni, procedono senza sosta i lavori di completamento delle due nuove stazioni della metropolitana di Fontana e Monte Po. Secondo il più recente cronoprogramma aggiornato, dovrebbero concludersi a marzo dell’anno prossimo, in modo tale da consentire l’esercizio e l’apertura al pubblico entro il successivo mese di giugno. Ti potrebbero interessare... Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Metro, entro il primo semestre 2019 l'apertura delle stazioni di Fontana e di Monte Po FOTO | Metropolitana, si lavora nel cantiere base della Palestro-Stesicoro: tunnel pronto a metà 2019 FOTO | Metropolitana di Catania, prende forma la nuova stazione “Fontana” FOTO | Dentro la stazione di Monte Po della metropolitana di Catania

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28 apr 2018

FOTO | Dentro la stazione Monte Po della metropolitana di Catania

di Mobilita Catania

Proseguono spediti i lavori per la realizzazione della tratta metropolitana Nesima-Monte Po della Ferrovia Circumetnea con le due nuove stazioni "Fontana" e "Monte Po" in appalto alla CMC di Ravenna. All'interno della galleria, completata dalla TBM lo scorso 1 marzo, si comincia a lavorare per realizzare i solettoni di posa dei binari. Noi di Mobilita Catania vi mostriamo lo stato di avanzamento dei lavori della stazione Monte Po; potete consultare anche l'approfondimento sul cantiere della costruenda stazione Fontana e sui lavori del nuovo tunnel Stesicoro-Palestro. La stazione di Monte Po è collocata nei pressi del termine occidentale della circonvallazione di Catania, tra via Lineri e il Corso Carlo Marx, quest’ultimo già nel Comune di Misterbianco. Sarà a servizio dell’omonimo quartiere di Monte Po, collegandosi ad esso tramite due sottopassaggi pedonali (non ancora realizzati) con accesso sia da largo Alberto Favara (uscita A) che da piazza Maria Luisa di Gesù (uscita B). Inoltre, nella nuova piazza soprastante la nuova stazione, ci saranno due uscite (uscita B1 e B2) mentre un’ulteriore uscita sarà collocata in corrispondenza del centro commerciale Scaringi (uscita C), in Corso Carlo Marx. La stazione di Monte Po si trova in una fase avanzata di realizzazione. Sono state già completate tutte le solette di copertura e il rustico del cemento armato è completo al 90%. All'interno si è cominciato a lavorare agli impianti. Per le stazioni di questa nuova tratta sarà ancor di più curato l’aspetto estetico: la caratteristica principale di questa stazione sarà la luce naturale che penetrerà all'interno grazie ad una serie di doppie altezze, cavedi e vetrate. Molte della partizioni interne saranno anch'esse in vetro, permettendo l’affaccio sui livelli inferiori e alla luce naturale di diffondersi nei vari ambienti; inoltre, a differenza dalle altre attualmente in esercizio, avranno ben due piani intermedi tra la quota stradale e il piano binari. La prima impressione che si riceve, entrando in questa stazione, è certamente la grandiosità degli spazi alla quale contribuiscono proprio queste caratteristiche. Da una scala in posizione piuttosto centrale, posizionata nella futura piazza soprastante, si accede al primo mezzanino che avrà la funzione di collegamento tra il quartiere di Monte Po e le zone commerciali di Corso Carlo Marx e a monte della rotatoria di Monte Po. Da questo piano infatti è possibile accedere, tramite i due sottopassaggi che saranno aperti al pubblico a prescindere dall'utilizzo della metro, alle due piazze del popoloso quartiere prima citate. I due sottopassaggi verranno realizzati con delle paratie di sostegno e l'utilizzo degli "spingi tubo", previa risoluzione delle interferenze. Lo spingi tubo è una tecnologia no dig che consiste in una trivellazione orizzontale non guidata con successiva infissione di tubi (controtubo o tubo camicia) senza eseguire scavi a cielo aperto. Il collegamento tra i mezzanini superiore e inferiore è assicurato da due ampie scale situate a nord e a sud della stazione, entrambe affiancate da scale mobili (ancora da installare) sia in salita che in discesa. Anche il mezzanino inferiore è dotato di ampi spazi. Qui si troveranno i tornelli e l'utente sceglierà la direzione da prendere: per l'aeroporto o per Paternò (inizialmente le destinazioni raggiungibili saranno rispettivamente Stesicoro/Palestro e Misterbianco). Nel piano binari è stata già realizzata la soletta per accogliere i futuri binari. La galleria, come detto, è completa, a meno di un tratto di volta lasciato per il momento a cielo aperto per facilitare le operazioni di trasferimento dei materiali. I tecnici della CMC di Ravenna prevedono di completare tutte le opere della tratta Nesima-Monte Po entro la fine dell'anno in corso. A questo link puoi consultare il nostro approfondimento sulla costruenda stazione Fontana. A conclusione dei lavori della tratta Nesima-Monte Po la metropolitana di Catania si snoderà quindi lungo questo percorso di 10,5 km: Monte Po Fontana Nesima San Nullo Cibali (lavori in corso di completamento) Milo Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto (momentaneamente chiusa) Giovanni XXIII Stesicoro Sono attualmente in corso anche i lavori di realizzazione del nuovo tunnel da Stesicoro a Palestro, in appalto alla CMC di Ravenna, che rientra nella tratta più estesa Stesicoro-Aeroporto per la quale, entro i prossimi mesi, dovrebbero completarsi tutte le pratiche per poter accedere ai finanziamenti e, quindi, appaltare e poter completare l’intera tratta Stesicoro-Aeroporto, stazioni comprese, entro il 2024. Nei prossimi giorni pubblicheremo sulle nostre pagine un approfondimento sul cantiere del lotto Stesicoro-Palestro. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Metropolitana di Catania, da “Stesicoro” all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni FOTO | Metropolitana, giù il diaframma: completa la galleria Nesima-Monte Po

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31 mar 2018

Metro etnea, da un anno si viaggia da Nesima a Stesicoro. E nel prossimo futuro…

di Andrea Tartaglia

31 marzo 2017 - 31 marzo 2018: È passato un anno da quando la linea della metropolitana di Catania unisce Nesima a piazza Stesicoro, grazie alla nuova tratta Nesima-Borgo di 3,1 km, collegando la zona nord-occidentale del Comune di Catania al cuore del centro storico e servendo, lungo il suo tragitto di sette chilometri, diverse altre importanti zone cittadine. Primo compleanno, dunque, della strategica apertura al pubblico (l'inaugurazione in presenza delle autorità era avvenuta il giorno prima) che, insieme con la precedente immissione in servizio della tratta Galatea-Stesicoro, ha portato la metro al boom di utenti che ha contraddistinto il 2017, chiusosi con uno straordinario incremento del 416% in termini di utenza grazie ai 3.417.000 passeggeri che si sono avvalsi della metro etnea, a fronte dei 662.300 dell'anno precedente, con il picco raggiunto per Sant'Agata quando, dal 3 al 5 febbraio, ben 197.400 utenti hanno preso la metro (nel 2016 erano stati in 90.080). Il successo è corroborato dalla presenza di servizi in supporto e integrazione, come il Metro Shuttle che serve la Cittadella Universitaria e il Parcheggio Scambiatore Santa Sofia, nonché i recenti abbonamenti integrati metro-bus e le nuove linee urbane Amt di adduzione 504M, 613M e 214M. Anche a bordo dei treni la qualità del servizio metro è aumentata: nel corso dei mesi scorsi, infatti, è stata fortemente migliorata la ricezione dei telefoni cellulari in galleria con qualsiasi gestore. Il 2018 vedrà un miglioramento del dato dei passeggeri già alle condizioni attuali, tuttavia l'utenza aspetta ancora alcuni importanti passi avanti che potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi e dare ulteriore impulso alla metropolitana. Si tratta innanzitutto dell'apertura della stazione di Cibali, la cui mancata apertura, inevitabilmente, compie un anno, di riflesso alle aperture di Nesima, San Nullo e Milo. Se inizialmente i ritardi furono dovuti a ragioni tecniche, essendo la situazione sotterranea di Cibali più complessa rispetto a quella delle altre stazioni della stessa tratta, a seguire sono stati e sono ancora i problemi giudiziari e finanziari in capo all'impresa Tecnis che ha in appalto i lavori a determinare il notevole posticipo nella consegna dell'opera. Opera che, stando agli ultimi rumors, potrebbe essere aperta al pubblico nella prossima estate, ma l'utenza interessata non si fa particolari illusioni al riguardo alla luce dei numerosi rinvii che si sono già succeduti. Oltre alla stazione di Cibali, un'altra fermata strategica, chiusa dal 20 dicembre 2016, è bramata da molti cittadini catanesi: si tratta della stazione del porto, capolinea della diramazione che, a binario unico e in superficie, affacciandosi sul Golfo di Catania, unisce la ferrovia sotterranea allo scalo portuale, sempre più meta di crocieristi ma anche di avventori dei numerosi locali di svago presenti nel porto, senza dimenticare la vicinanza della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università, del Convitto Cutelli, del Teatro Massimo, di Scenario Pubblico e, naturalmente, del quartiere della Civita. In merito, la Ferrovia Circumetnea ha predisposto la sostituzione di uno scambio ferroviario lungo la diramazione, il che lascia presagire la riapertura della fermata entro l'anno, come era stato comunicato dall'ormai ex Direttore Generale Alessandro Di Graziano. Resta da capire se il servizio sarà di tipo shuttle, con una sorta di seconda mini-linea Galatea-Porto, con Galatea stazione di scambio, o se alcune delle corse in partenza da Nesima (e nel prossimo futuro da Monte Po) si dirigeranno al Porto anziché a Stesicoro. Soluzione, quest'ultima, che andrebbe a svantaggio delle frequenze per il centro storico. Altra novità importante di cui si è in attesa, tanto banale quanto fondamentale, è l'apertura della metro nei giorni festivi. Al di là del fatto che sotto il profilo economico mantenere la metropolitana aperta la domenica e in occasione delle festività possa non essere conveniente per l'azienda, non si può dimenticare che si tratta di un servizio importantissimo di trasporto pubblico e pertanto l'utenza, legittimamente, chiede di poter contare sul servizio tutti i giorni dell'anno, così come normalmente avviene dappertutto. Per tutti questi aspetti il 2018 potrebbe essere l'anno buono e concludersi, oltretutto, con la prevista apertura di nuovi 1,7 km e le due nuove stazioni di Fontana (Ospedale Garibaldi nuovo) e Monte Po. Quest'anno, inoltre, comincerà anche la realizzazione del tunnel della tratta Palestro-Stesicoro: proprio in questi giorni si stanno ultimando i trasferimenti delle componenti della Tbm da Nesima al cantiere di via Palermo. Non si conosce ancora la data, invece, di realizzazione di un'altra opera importante comunque già pianificata quale il Parcheggio di San Nullo, collegato all'omonima stazione della metropolitana, il cui finanziamento è compreso nel Patto per Catania (quadriennio 2017-2020) siglato dal precedento governo nazionale con il Comune di Catania. A cavallo di quanto già menzionato, ancora, si aspetta di vedere i treni della metropolitana finalmente dotati di display informativi in funzione e di annuncio vocale di fermata, in attesa dei nuovi treni (già finanziati) che permetteranno, oltre a maggiore confort, anche un incremento delle frequenze.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania: storia e sviluppi futuri Metro Shuttle, la navetta metro Milo-Cittadella Universitaria-Parcheggio Scambiatore Santa Sofia Metropolitana + bus Amt, arriva l'abbonamento mensile integrato insieme con nuove linee urbane Metro di Catania: il percorso e le stazioni della tratta Stesicoro-Palestro

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