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26 mag 2015

Inquinamento a Catania, risponde il professore Giuseppe Inturri: “meno auto e un piano per la mobilità sostenibile”

di Viola Sorbello

Già un anno fa il movimento Salvaiciclisti di Catania aveva lanciato il grido d’allarme: “il traffico urbano è insostenibile e l’inquinamento atmosferico è preoccupante, l’Amministrazione Comunale deve intervenire immediatamente e mettere la “mobilità sostenibile”  in agenda fra le priorità”. Oggi i cicloattivisti possono dire “avevamo ragione”. Perché se è accaduto che le stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria hanno rilevato che il biossido di azoto si è attestato oltre la soglia limite (stabilito dal decreto legislativo 155/2010 e dalla direttiva europea 2008/50/C) dei 40 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) significa che poco o nulla si è fatto se si considera che la causa della elevata presenza di questo particolato è da individuare nei gas di scarico delle auto. Oggi, pur di non incorrere nelle sanzioni di legge, il Comune di Catania si trova costretto ad emettere un provvedimento di restrizione della circolazione nel centro urbano per alcune tipologie di veicoli (auto diesel di categoria Euro 0 ed Euro 1) che dovrebbe entrare in vigore entro pochi giorni.  Dunque il problema c’è ed è grave. E, come avviene in casi del genere, sarebbe il caso di rivolgersi ad uno specialista. Nella speranza che prima o poi accada, intanto, qualche domanda l’abbiamo posta noi a chi di mobilità sostenibilità se ne intende visto che la insegna all’Università di Catania.   Professore Inturri (*) come giudica il provvedimento che dispone il divieto assoluto di circolazione per le auto diesel Euro 0 ed Euro 1? Lo ritiene sufficiente a scongiurare i pericoli di inquinamento atmosferico? I rischi per i cittadini derivanti dall’inquinamento atmosferico sono un fatto concreto e di rilevante gravità. Si tratta di un prezzo altissimo, ma non facilmente misurabile, che paghiamo in termini di malattie respiratorie ed oncologiche, spese sanitarie e riduzione della speranza di vita. Non mi sorprende dunque che il Comune abbia deciso di prendere dei provvedimenti. Se i dati indicano il superamento della concentrazione degli inquinanti al di sopra dei limiti prescritti dalla legge, il ricorso a misure di tutela della salute dei cittadini è obbligatorio. Il divieto di circolazione per alcune categorie di auto è certo una misura forte, ma sicuramente motivata. Tuttavia il mio suggerimento è che essa diventi una delle azioni di un piano di emergenza traffico più ampio nel breve periodo e di un piano di mobilità sostenibile nel medio termine. A cosa pensa, ad esempio? Penso, ad esempio, all’istituzione di un perimetro urbano gradualmente crescente con limite di velocità di 30 km/h, ad una adeguata tariffazione della sosta, alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili, al potenziamento del trasporto pubblico, al miglioramento della mobilità pedonale, per esempio con tolleranza zero per le auto in sosta sui marciapiedi. È importante che i provvedimenti comprendano sempre un mix di misure di limitazione dell’uso dell’auto e nelle stesso tempo di misure che favoriscono una mobilità alternativa. Come dovrebbero conciliarsi queste misure con il provvedimento del Comune anche per scongiurare il rischio che nei fatti potrebbe rimanere inapplicato? Tali misure potrebbero essere introdotte anche con una certa gradualità, per esempio limitando all’inizio la circolazione alle auto Euro zero ed 1 solo nelle ore di punta. Nel contempo sarebbe utile dotarsi di un sistema di monitoraggio delle concentrazioni di inquinanti più diffuso e capillare nella città, in grado di fornire in tempo reale una misura dell’effettiva efficacia delle azioni adottate, per correggerne eventualmente la natura o l’estensione.  A questo proposito siamo a conoscenza di uno studio che il suo dipartimento sta conducendo per il monitoraggio del flusso di mezzi che entrano ogni giorno in città? Ci può fornire qualche anticipazione? L’Università di Catania sta eseguendo un monitoraggio dei flussi di traffico in ingresso e in uscita nell’area urbana di Catania. Si tratta complessivamente di circa 400.000 veicoli al giorno. Un dato che ovviamente riflette l’elevato tasso di motorizzazione della nostra città e la sua dipendenza dall’uso dell’auto.  (*) Prof. Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania nonché delegato dal Rettore dell’Università di Catania per la mobilità sostenibile.       .

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25 mag 2015

Le terrazze della Badia benedettina di sant’Agata restituite alla città

di Roberto Lentini

Da martedi 26 maggio sarà possibile visitare le terrazze della prestigiosa Badia di San’Agata, gioiello barocco del del grande architetto Giovan Battista Vaccarini che lo realizzò dal 1736 al 1780. Dopo anni di restauro le terrazze del grande monumento storico saranno fruibili ai turisti dando la possibilità di ammirare il monumento da un punto di vista diverso e al contempo godere del barocco catanese. I lavori sono stati commissionati nel 2010 dall'Arcidiocesi di Catania, cofinanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana ed eseguiti su progetto e direzione lavori dell’architetto Giuseppe Amadore e dell’ingegnere Giovanni Calabrese. Per l'occasione è stato promosso alle ore 19 del 26 maggio un evento ad ingresso libero con la presenza di massime autorità politiche e religiose e da un concerto lirico corale diretto da Francesco Costa con l’esecuzione del “Nabucco”, della “Cavalleria Rusticana”, della “Norma”,“Turandot”, “Traviata”. A partire dal 26 Maggio sarà quindi possibile procedere alle visite guidate delle terrazze della Badia con i seguenti orari: dal Giovedì alla Domenica dalle ore 9:00 alle 12:00. Il venerdì e il sabato sarà possibile visitare il monumento in notturna dalle ore 19,00 alle 22,00. Per info e prenotazioni 095. 28 16 35 – 348 79 67 711 ------------------------------ Aggiornamento ore 20, in chiesa hanno detto che oggi 26 maggio non sarà possibile visitare la terrazza e cupola a causa della presenza di troppe persone ma è possibile acquistare un biglietto a prezzo ridotto per le visite guidate che ci saranno nei prossimi giorni.

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25 mag 2015

Bike Sharing Porto-Playa, già sei mesi di ritardo sull’apertura prevista

di Teresa Alessandra Mirabella

A inizio dicembre dello scorso anno il commissario dell'Ente Portuale Cosimo Indaco annunciava: "Vorremmo fare un regalo ai catanesi: le biciclette elettriche entro Natale". Ed effettivamente fecero la loro comparsa le stazioni di ricarica (qui l'articolo di MeridioNews datato 9 dicembre 2014). Nonostante l'iniziativa in sé senza dubbio felice, le perplessità emerse furono tante: in primis quella di mettere in opera un servizio di bike sharing in un asse viario privo di piste o corsie ciclabili e in cui l'unico percorso sicuro che esiste, ovvero all'interno del Porto, è privo di continuità con la Playa e il resto della città. Solo immaginare un turista o un semplice cittadino che, dopo aver preso una bici in Piazza Paolo Borsellino (ex Alcalà), si avventurava per via Domenico Tempio, raggiungeva la zona del Faro e lì arrivava alla pista ciclabile della Playa con tutti i rischi per la propria incolumità che questo comporta, metteva semplicemente i brividi. L'azienda che si è occupata dell'installazione delle colonnine di ricarica, Ecospazio di Trento, ha completato i lavori, ma di bici neanche l'ombra. Oggi, dopo quasi 6 mesi dall'annuncio, è cambiato qualcosa? Lasciamo parlare le immagini.       Se i motivi del mancato inizio del servizio sono da ricercare nell'intento di approntare, contestualmente, percorsi o servizi appannaggio della sicurezza dei ciclisti, il ritardo potrebbe anche essere accetto. Tuttavia mancano informazioni al riguardo e alla data inizialmente prevista, quella del Natale del 2014, certamente le criticità sarebbero state non poche. In attesa di scoprire le ragioni del ritardo, le perplessità aumentano se si ricordano gli altri progetti di mobilità sostenibile abbandonati o snaturati, come le biciclette nelle scuole o, più recentemente, il progetto Pedibus.  

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23 mag 2015

VIDEO | La città che si mobilita, la festa del Castello Liberato

di Amedeo Paladino

Sono trascorse alcune settimane dalla festa del Castello Liberato, promossa da molte realtà civiche catanesi: comitato Lungomare Liberato, movimento #Salvaiciclisti Catania, Gammazita, comitato Popolare Antico Corso, comitato Terme dell’Indirizzo e via Gisira, Città Felice, GammaZeta, Etna’ngeniousa, Fare, One More, comunità di Sant’Egidio, HackSpace e Centro contemporaneo.  La partecipazione è proseguita durante queste settimane: alcune di queste associazioni e comitati hanno promosso la pedonalizzazione dell'area tra il Castello Ursino e la chiesa di San Sebastiano, accolta dal Comune proprio in questi giorni. Riviviamo la gioia di quel giorno con questo video. https://www.youtube.com/watch?v=7vPsFh_GwrQ

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22 mag 2015

Expo 2015 | Padiglione agroalimentare di Fontanarossa, lavori in ritardo

di Roberto Lentini

In ritardo i lavori di riqualificazione dell’ex terminal arrivi dell’Aeroporto di Catania, destinato a Centro Polifunzionale Agroalimentare e Turistico in concomitanza con Expo 2015. La struttura doveva essere pronta entro il 1° maggio, in linea con l'apertura della grande esposizione mondiale sul tema della nutrizione, ma attualmente i lavori sono ancora in corso. In questo centro polifunzionale agroalimentare i viaggiatori che transiteranno da Fontanarossa avranno la possibilità di incontrarsi con l’eccellenza siciliana. Nell’ex Terminal arrivi, infatti, verrà allestita una piattaforma all’interno della quale ci saranno tre iniziative: - Una grande vetrina che ospiterà le imprese dell’eccellenza dell’agroalimentare siciliano; - Un grande ristorante nel quale i migliori cuochi siciliani ogni settimana realizzeranno le loro ricette utilizzando prodotti esclusivamente siciliani; - Uno spazio dedicato alla vendita di prodotti di eccellenza siciliana.    

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22 mag 2015

Piazza Federico di Svevia, il Comune accoglie la petizione. Un successo di partecipazione

di Mobilita Catania

La festa popolare del Castello Liberato promossa e organizzata da molte realtà civiche catanesi che si è svolta il 3 maggio in piazza Federico di Svevia è stato un successo di partecipazione del quartiere e della città. Per una domenica i cittadini si sono riappropriati di un pezzo della propria città, costantemente ostaggio delle auto. Dalla necessità di poter vivere liberamente tutti i giorni questo spazio pubblico alcune associazioni e comitati hanno promosso una petizione popolare per chiedere all'Amministrazione la creazione di una zona pedonale nell'area compresa tra il prospetto frontale del Castello Ursino e quello laterale della chiesa di San Sebastiano, nel quale si trova un prezioso portale risalente agli inizi del XVIII secolo e appartenente alla chiesa San Nicolò Minore. In queste settimane abbiamo invitato i cittadini a firmare e diffondere le petizioni riguardanti quest'area e quelle di piazza San Francesco d'Assisi e piazza Manganelli, luoghi d'interesse artistico e culturale da tutelare e liberare dal caos quotidiano di auto. La petizione in queste settimane attraverso la mobilitazione online e le firme raccolte durante la festa del Castello Liberato ha ottenuti molti consensi; anche la redazione di MeridioNews se ne è occupata. Ieri, raggiunte più di 500 firme, i componenti delle associazioni e comitati promotori dell'istanza di pedonalizzazione hanno protocollato la petizione presso il Palazzo degli Elefanti. Fin dal lancio della petizione l'Amministrazione si è resa subito disponibile a verificare insieme agli uffici competenti la fattibilità dell'intervento di pedonalizzazione e le eventuali criticità. Infatti alcuni giorni fa si è svolto un sopralluogo nell'area, in cui l'Assessore delegato alla Mobilità Rosario D'Agata, l'assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa Orazio Licandro  insieme al vice comandante della Polizia Municipale Stefano Sorbino, agli attori competenti tra i quali l'Ufficio del Traffico Urbano, il Presidente della Circoscrizione Centro Storico Salvatore Romano e il consigliere della stessa Circoscrizione Davide Ruffino si sono confrontati con alcuni componenti delle associazioni promotrici dell'istanza di pedonalizzazione. Sono stati definiti i dettagli della pedonalizzazione; si attende la delibera ufficiale per la chiusura al transito e alla sosta, verrà installato l'arredo urbano composto da panchine, fioriere e rastrelliere per bici, verranno inoltre predisposti due stalli per disabili limitrofi all'area pedonale. Entro un mese cittadini e turisti potranno godere di questo spazio, noi continueremo a seguire l'iter che porterà alla pedonalizzazione. Un successo dei cittadini e delle associazioni che hanno a cuore la propria città. Per questo ringraziamo Stefano, Aurelio, Giusy, Mauro, Miriam, Sergio, Vittorio e tutti gli altri che hanno speso anche solo un minuto del proprio tempo per il bene di Catania. Grazie.

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21 mag 2015

Fontanarossa, ampliamento piazzale partenze. Pro e contro

di Andrea Tartaglia

La Società Aeroporto Catania ha recentemente reso noto di aver disposto l’aggiudicazione definitiva della gara inerente alla procedura aperta avente per oggetto “Lavori di ampliamento dell’area partenze con copertura canyon della nuova aerostazione in Aeroporto Fontanarossa Catania” alla ditta Italica Srl Unipersonale di Catania. Il provvedimento si è reso necessario in quanto l'area prospiciente i varchi per accedere all'area imbarchi risulta spesso eccessivamente affollata. Negli anni (il nuovo terminal è aperto solo dal 2007), per cercare di dare maggiore ordine, si è cercato di disporre elementi che potessero aiutare in tal senso, fino alla situazione attuale in cui una struttura leggera permanente funge da recinto alla serpentina che incanala la coda e conduce ai varchi di accesso. Con questa soluzione, però, lo spazio rimasto per il passaggio da un lato all'altro del grande piazzale che ospita i banchi di accettazione è risultato particolarmente angusto, tanto da spingere la Sac a un ampliamento che, se al piazzale partenze porterà indubbio giovamento, di contro rischia di penalizzare il sottostante piazzale arrivi, la cui principale fonte di luce naturale deriva dalla grande facciata trasparente del livello superiore e che sarà, quindi, drasticamente ridotta. Tale deficit di approvvigionamento luminoso potrebbe essere limitato se la copertura del "canyon" (così viene descritto nel comunicato ufficiale) prevedesse l'ampio ricorso a materiali trasparenti quali il vetro. Tuttavia questo è un particolare del quale, al momento, non siamo a conoscenza. Il provvedimento, nonostante la criticità evidenziata, sarà sicuramente utile per migliorare il transito dell'utenza nell'area arrivi. Dimostra ancora una volta, però, come il nuovo terminal si riveli sottodimensionato. Urge il ripristino del vecchio terminal Morandi, in attesa del definitivo nuovo terminal.  

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