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26 dic 2018

Terremoto, preoccupazioni dal direttore dell’Ingv di Catania “Non si escludono aperture di bocche a quote minori”

di mobilita

L’evento avvenuto alle ore 03:19 italiane del 26 dicembre 2018 (ore 02:19 UTC) di magnitudo ML 4.8 (Mw 4.9) si colloca nell’area etnea, a circa 2 km a N di Viagrande (CT) e Trecastagni (CT), leggermente a Sud Est rispetto alle scosse che si sono verificate nei giorni precendenti sull’Etna. Il terremoto è a 5-6 km dalla costa ed è superficiale con una profondità stimata intorno a 1.2 Km. L’ubicazione dell’evento è molto simile a quella del terremoto del Catanese del 20 febbraio 1818. Fino a questo momento (ore 10.00) dall’inizio dell’attività etnea (il 23 dicembre), complessivamente nella zona sono avvenute quasi 60 scosse con magnitudo superiore a 2.5 (3 dopo il terremoto di questa notte), la maggior parte sono localizzate nelle vicinanze delle scosse di magnitudo fra 4.0 e 4.3 avvenute il 24 dicembre.  Ecco quanto affermato dal direttore dell'Ingv di Catania, Eugenio Privitera: "La scossa di questa notte appare come una scossa isolata e sembrerebbe dovuta a una risposta fragile del versante orientale dell'Etna. Già in passato ci sono stati fenomeni di questo genere che nel corso di eventi eruttivi comportavano l'intrusione di materiale magmatico. Le faglie che sono presenti sul versante orientale dell'Etna rispondono a queste sollecitazioni dovute allo stress e alla pressione che viene indotta dal magma che si introduce all'interno delle rocce deformandole. Non si può escludere un'apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se ci riuscirà, non lo sappiamo. Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e Gps della deformazione del suolo in quella zona. La forte sismicità non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà. Il terremoto è un evento singolo. La situazione ricorda quella dell'ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove è pericolosa".

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26 dic 2018

Terremoto, iniziate le operazioni di sgombero delle strade a Zafferana

di mobilita

In seguito all'evento sismico di questa notte che ha colpitoil comune di Zafferana e in particolar modo gli abitanti delle frazioni di Fleri, Pisano e Poggiofelice la macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Sono state già concluse le operazioni di primo soccorso nei confronti dei feriti con la collaborazione dei VV.FF, del personale del 118 e delle associazioni locali. Sono in corso d'opera tutte le operazioni di sgombero delle strade occupate dai crolli e il ripristino della viabilità. Il centro di prima accoglienza per gli sfollati è stato individuato nella scuola elementare di Fleri in via Rossi. È già operativo, presso la sede del Comune, lo sportello segnalazione per eventuali sopralluoghi

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22 dic 2018

Strisce blu notturne gratis per San Silvestro: è davvero il caso?

di Andrea Tartaglia

Discutibile iniziativa del Comune di Catania, che ha annunciato di concedere gratuitamente il parcheggio sulle strisce blu in centro storico durante la Notte di San Silvestro, in concomitanza con i previsti eventi e festeggiamenti in piazza Università. La sosta notturna sulle strisce blu, va ricordato, costa solo un euro per tutta la fascia oraria dalle 21 in poi. Ciò comporterà un mancato introito per il Comune, peraltro in questo periodo di note difficoltà economiche dell'ente, nonché un incentivo a utilizzare il mezzo privato, con le evidenti conseguenze nefaste in termini di traffico, congestione e inquinamento, per di più in una notte in cui la metropolitana di Catania, con un grosso sforzo da parte della Ferrovia Circumetnea, rimarrà aperta sino alle 2:30 del mattino. In passato, inoltre, con i proventi della sosta notturna in occasione dell'ultimo dell'anno, il Comune era pure riuscito a finanziare alcuni piccoli ma importanti interventi di riqualificazione e infrastrutturazione urbana. Bisogna anche aggiungere che, purtroppo, lasciare gli stalli delle strisce blu gratuiti si tradurrà, con ogni probabilità, in "regalare" questi spazi alla gestione illegale dei parcheggiatori abusivi (i quali, oltretutto, chiedono in queste occasioni ben più di un euro), il che comporta anche una sosta di tipo "selvaggio", con parcheggi ortogonali pure sui marciapiedi, creando particolare disordine e generando difficoltà a pedoni e utenti con disabilità. Un "regalo" del Comune di Catania, in definitiva, di cui francamente non si sentiva la necessità, e che rischia seriamente di contribuire a una disordinata e caotica invasione di auto in centro storico durante l'ultima notte dell'anno, con il "contributo" dei parcheggiatori abusivi, in barba a ogni normale approccio legato alla mobilità sostenibile, che rimane pure possibile grazie, come detto, all'apertura notturna straordinaria della metropolitana. L'occasione, al contrario, poteva essere propizia per un intervento dell'amministrazione in tutt'altra direzione: la creazione, almeno per una notte, di una grande Zona a Traffico Limitato nel centro storico, con bus navetta da e per i parcheggi scambiatori, in supporto al prezioso collegamento già attivo della metropolitana.

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15 dic 2018

In arrivo la card multiservizi per gli studenti universitari: servirà anche per l’accesso al trasporto pubblico

di Mobilita Catania

Lunedì 17 dicembre verrà presentata, nella sede del Credito Siciliano di Corso Italia a Catania, la nuova carta dello studente dell'Università etnea (Prepaid Card UniCT). Parteciperanno il rettore Francesco Basile, il direttore generale Canderolo Bellantoni, i rappresentanti di Creval, Fce, Amt e del Comune di Catania. In tale occasione saranno anche consegnati i primi esemplari della carta multiservizi, che fungerà da documento personale di riconoscimento utile per vare accesso ad alcuni servizi dell'Ateneo, tra i quali l'abbonamento al servizio di trasporto sui mezzi pubblici della città di Catania (autobus urbani e metropolitana), e agli altri servizi agevolati che verranno progressivamente attivati. Dal mese di ottobre infatti, gli studenti iscritti all’ateneo catanese all’anno accademico 2018/2019, hanno diritto ad usufruire gratuitamente del servizio di trasporto pubblico locale su gomma (bus Amt) e su ferro (metropolitana Fce); la convenzione stipulata tra AMT, FCE e l'Università di Catania consente inoltre libero accesso ai parcheggi scambiatori Due Obelischi, Sanzio e Nesima.  Catania è la prima città d’Italia a offrire questo servizio a tutti gli studenti dell’Università locale, senza distinzioni per categorie di aventi diritto. Ti potrebbero interessare… Metro e bus gratis per gli studenti dell’Università di Catania: servizio già attivo sui mezzi Amt Metropolitana gratuita per gli studenti universitari: le modalità di accesso   Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Catania prima città in Italia a offrire mezzi pubblici gratuiti a tutti gli studenti universitari

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03 dic 2018

AMT verso un servizio metropolitano: incontro con i sindaci dell’hinterland

di Mobilita Catania

Mobilità nell'area metropolitana etnea: oggi riunione tra Azienda Metropolitana Trasporti, Città Metropolitana e sindaci dei comuni confinanti con Catania. Oggi pomeriggio, a partire dalle ore 17.30, presso la sede Amt di Catania si terrà un tavolo tecnico sulla mobilità dell’area metropolitana voluto dal Consiglio di Amminstrazione dell'Azienda Metropolitana Trasporti presieduto dall’avv. Giacomo Bellavia, d’intesa con il Sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese. La riunione, a cui parteciperanno anche i sindaci dei comuni di Misterbianco, Mascalucia, Belpasso, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, Acicastello, Motta Sant'Anastasia, San Gregorio di Catania, Sant'Agata li Battiati e San Pietro Clarenza, ossia tutti i comuni confinanti con Catania, avrà lo scopo di condividere i punti strategici di ridefinizione della rete delle linee gestite dall'Amt, nell’ottica di una maggiore integrazione e sinergia con i comuni dell’area metropolitana e con l’obiettivo di stipulare nuovi accordi tra tutti i comuni interessati, la Città Metropolitana e l'azienda di trasporti su gomma del capoluogo etneo. Ti potrebbero interessare: AMT, su strada 42 nuovi autobus per il trasporto pubblico di Catania Catania prima città in Italia a offrire metro e bus gratuiti a tutti gli studenti universitari Metro Shuttle, col nuovo orario invernale corse ogni 10 minuti tutto il giorno  

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29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

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27 nov 2018

AMT, biglietti acquistabili a bordo e razionalizzazione abbonamenti

di Mobilita Catania

Si è svolta questa mattina, presso la sede di AMT Catania, la conferenza stampa in cui il consiglio di amministrazione, unitamente al dirigente ed ai responsabili del servizio, ha illustrato le nuove misure per incentivare l'acquisto di biglietti e abbonamenti. Le iniziative implementate hanno la finalità, nell’ambito di un generale piano di miglioramento del servizio di trasporto pubblico locale che AMT sta mettendo in atto, di incrementare i ricavi industriali della società – oggi fermi a circa l’8% rispetto ai ricavi complessivi derivanti nella gran parte da contribuzione comunale e regionale – per avvicinarli il più possibile alla media nazionale (circa il 20%). In particolare, dal prossimo primo di dicembre gli utenti potranno acquistare il titolo di viaggio anche a bordo del bus ad un prezzo di euro 1,60. Tutti gli autisti saranno tenuti ad effettuare una verifica sommaria e successivamente a vendere i titoli di viaggio agli utenti che salgano a bordo sprovvisti di biglietto. Rimangono invariati il costo del biglietto di corsa semplice acquistato prima di salire a bordo, pari ad euro 1,00, il costo del biglietto integrato Bus-Metro di euro 1,20 ed il costo del biglietto giornaliero di euro 2,50. Inoltre si è annunciata la razionalizzazione e semplificazione degli abbonamenti accessibili dagli utenti, oggi suddivisi in 10 tipi e 6 tariffe, così da ridurli a 3 o 4 tipologie, nonché agevolando la sottoscrizione degli stessi abbonamenti con modalità online. Attenzione maggiore verrà dedicata al servizio di verifica dei biglietti a bordo delle vetture, mediante la razionalizzazione degli operatori disponibili e la richiesta di assistenza in maniera strutturale degli agenti di Polizia Municipale, che potranno operare in sinergia con i verificatori AMT. “Stiamo intraprendendo una serie di iniziative (rinnovo del parco mezzi, riorganizzazione delle linee, innovazione tecnologica del servizio) al fine di migliorare e rendere più efficiente e regolare il  servizio di AMT – dichiara il Presidente di AMT Catania, Avv. Giacomo Bellavia – d’altro canto auspichiamo che sempre più cittadini decidano di utilizzare il mezzo pubblico e che quanti oggi non sono abbonati o non pagano il biglietto decidano di contribuire alle spese del servizio, nell’interesse generale della comunità”. Soddisfazione per le nuove misure è stata espressa anche dagli altri componenti del consiglio di amministrazione, Serena Spoto e Agata Parisi.

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