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11 lug 2021

Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico

di Andrea Tartaglia

C'è un recente caso, a Catania, che certamente non è il primo del genere in città ma speriamo possa essere l'ultimo, che ci racconta dell'insana soppressione di alberi dalla pubblica via per soddisfare un presunto interesse personale, quando in realtà rappresenta, a ben vedere, uno svantaggio anche per chi compie il gesto. Si tratta, nello specifico, di un albero, precisamente una jacaranda mimosifolia, come quelle che adornano via Sant'Euplio, che circa sette anni fa era stata piantumata in piazza Galatea, nell'ambito della riqualificazione della piazza che portò alla creazione della grande rotatoria con ricco arredo a verde -prato, alberi e numerose piante- e all'allargamento dei marciapiedi con piantumazione di nuovi filari di alberi. Un intervento modello, insomma, che fino a poco tempo fa si manteneva bene nella sua totalità, con gli alberi lungo i marciapiedi che nel frattempo sono cresciuti e che rappresentavano un insieme omogeneo anche per dimensioni, dall'indubbio valore estetico, a cui si aggiunge il contributo per la salubrità dell'aria e il raffrescamento naturale in estate. Sul lato sud della piazza, precisamente di fronte ai civici 5 e 6, uno di questi alberi forse veniva considerato un elemento di fastidio da parte del nuovo esercizio commerciale lì sorto, tant'è che già nel 2020, mentre le chiome di tutti gli altri alberi vicini erano ampie e frondose, questa povera pianta veniva invece malamente privata della sua chioma. Da alcune settimane a questa parte, però, l'albero non c'è proprio più: Il caso è stato sollevato sulla propria pagina Facebook da Legambiente Catania. A seguito di tale segnalazione, in tanti, presupponendo la rimozione dell'albero da parte dell'esercizio commerciale che occupa il suolo pubblico interessato dall'albero in questione, hanno commentato sulla pagina Facebook del locale commerciale (una gastronomia-pizzeria) con dispiacere e rabbia quanto avvenuto,  suggerendo, tra le altre cose, di provvedere a ripristinare il filare di alberi con una nuova piantumazione. Il locale, quindi, replicava sostenendo che l'albero fosse stato solo "spostato", non eliminato, e con tanto di autorizzazione: Non passa inosservato il termine "spostato" (ripetuto più volte, anche in commenti successivi): come se un albero fosse un oggetto, un mobile da poter spostare di qua e di là a proprio piacimento. Un albero, semmai, si trapianta: ma si tratta di una operazione complessa e traumatica per la pianta, che dev'essere compiuta nei modi giusti, con i mezzi giusti, nel periodo dell'anno giusto (non quello in cui è stato effettuato) e soprattutto per le giuste finalità, che non possono essere un interesse personale a discapito di un bene collettivo. Alle richieste di ulteriori chiarimenti (tra cui modalità e motivazioni del trapianto, non fornite), adesso non più visibili perché tutti i commenti sulla questione sono stati eliminati nelle ultime ore dalla pagina Facebook del locale, quest'ultimo aveva risposto pubblicando foto dell'albero "spostato": Si tratta di un'aiuola vicina di viale Africa, quasi ad angolo con piazza Galatea. Non sfugge il dettaglio che le foto fornite inquadrano solo il tronco e non l'albero nella sua interezza: scelta che appare essere voluta per nascondere, purtroppo, la realtà dei fatti, e cioè la morte dell'albero, come testimoniato da Legambiente Catania in seguito a nuovo sopralluogo: Le considerazioni che si possono esprimere al riguardo sono molteplici. Innanzitutto non è normale né sano che si abbia anche solo l'idea di chiedere l'eliminazione di un albero dalla pubblica via, atteso che non cagionava nessun pericolo, visto che non era né malato né pericolante. Cultura e sensibilità nei confronti del verde e del bene pubblico, tuttavia, non sono un obbligo di legge: semmai lo è chiedere l'autorizzazione (quantomeno) per compiere un'operazione del genere e, secondo quanto detto, tutto sarebbe stato autorizzato. A questo punto si aprono due scenari: o l'operazione non è stata autorizzata ma compiuta ugualmente -scenario da scartare sulla scorta delle indicazioni fornite dal titolare dell'esercizio commerciale, che ha più volte ribadito di aver agito previa autorizzazione- oppure il Comune di Catania ha dato il proprio benestare. Scenario, quest'ultimo, che se possibile è ancora più inquietante: come può l'amministrazione pubblica autorizzare l'espianto di un albero in perfetta salute da una pubblica via? Permettere che un bene comune, facente parte di un bel filare d'alberi omogeneo e di alto valore estetico, sia rimosso per agevolare un interesse privatistico? Gli alberi hanno bisogno di manutenzione (come tutto), è vero, ma oltre ad essere gradevoli alla vista sono soprattutto preziosi depuratori d'aria ed elementi raffrescanti. Privarsene, insomma, è un po' come buttarsi la zappa sui piedi. Paradosso vuole che adesso sia un ombrellone a fornire l'ombra non più data dall'albero eliminato. Il servizio tutela del verde del Comune di Catania, oltretutto, interpellato da Legambiente, ha fatto sapere che effettivamente era pervenuta una richiesta per la rimozione di quest'albero ma che il parere, datato 29 aprile 2021, era stato di assoluto diniego. Chi, allora, avrebbe poi dato l'autorizzazione dopo il parere negativo dell'ufficio più competente? Si creerebbe così, inoltre, un pericoloso precedente: se ogni esercizio commerciale volesse far rimuovere un albero nei pressi del proprio locale, basterebbe allora chiedere autorizzazione al Comune? Con quali effetti, poi, sulla già scarna dotazione di alberi cittadina? Questo è un caso di un singolo albero, ma si erge a simbolo di una circostanza che purtroppo non è nuova a Catania. Sono molti i casi quantomeno "sospetti" che interessano varie aree della città, da via Plebiscito a piazza dei Martiri. Per questo è importante mettere un freno a questo malcostume, che rappresenta un grave depauperamento collettivo oltre che a una grande mancanza di rispetto per esseri viventi, gli alberi, di cui mai come in questi anni, oltretutto, c'è necessità, soprattutto nelle città. Da questo caso emblematico si auspica, dunque, una forte reazione e un nuovo atteggiamento da parte dell'amministrazione locale e degli enti preposti alla vigilanza, perché a pagare non può essere sempre la città e quella larga fetta di suoi cittadini che, invece, credono e sperano in una città migliore. D'altra parte, se l'ultimo sondaggio di democrazia partecipata in città ha dato come progetto vincitore la piantumazione di duemila alberi, vuol dire che il tema è sentito, fortunatamente. A vincere devono essere i cittadini che hanno a cuore le sorti della propria città, supportati da chi ha l'onere e l'onore di essere alla guida della città. Ti potrebbero interessare: Se la riqualificazione del verde elimina… il verde Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città Duemila nuovi alberi per Catania: inizia la piantumazione Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania Una strage di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo  

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04 lug 2021

Se la riqualificazione del verde elimina… il verde

di Andrea Tartaglia

Da diversi mesi a questa parte, l'amministrazione comunale di Catania, in croniche difficoltà economiche e di personale per le manutenzioni, sta cercando di demandare a privati, tramite sponsorizzazioni, la cura di alcune aree verdi della città, in particolare di rotatorie e isole di traffico lungo la circonvallazione. Iniziativa sicuramente lodevole e che, in effetti, può rappresentare un'ottima soluzione: si vedano anche i nuovi giardinetti di piazza Ludovico Ariosto, eleganti e ben tenuti, oppure la neonata strada scolastica di via Guardo. Tuttavia, in alcuni casi, le scelte effettuate sembrano essere rivolte più a risparmiare sulla manutenzione piuttosto che curare il verde. Dopo il caso dell'enorme rotatoria (e delle vaste isole di traffico circostanti) di Monte Po, con centinaia e centinaia di metri quadrati per i quali si è optato per un rivestimento del suolo tramite pietre, anziché a prato, adesso è la volta della rotatoria di San Nullo. Ma se a Monte Po si partiva da un terreno brullo, nel caso del quartiere di San Nullo la situazione di partenza, invece, era di un prato verde. Prato che, adesso, è stato completamente eliminato, sostituito da una distesa di pietre e la creazione di un "vulcanetto" ornamentale. Anch'esso di pietre. Sparita, anche, la fila di piante grasse, anche di grandi dimensioni, che adornava il bordo della stessa rotatoria. Al di là del fattore estetico, che pure gioca il suo ruolo importante, ciò che va sottolineato, a maggior ragione in tempi di cambiamenti climatici che stiamo vivendo, è che queste scelte influenzano anche il microclima che si viene a creare. Pure in piena estate, infatti, un prato avrà sempre una temperatura inferiore della distesa di pietre, soprattutto se queste sono di colore scuro, influendo anche sulla salute e resistenza degli alberi e delle altre piante presenti. A Catania, purtroppo, c'è poco, troppo poco verde e ci sono troppo pochi alberi. Eppure il tema è sentito: basti pensare che in occasione dell'ultimo sondaggio di democrazia partecipata, il progetto più votato dai cittadini è stato quello della piantumazione di duemila nuovi alberi. Azione cominciata (poi sospesa per esigenze di stagione) che però, sin qui, non sta riuscendo a rinverdire il volto della città anche perché, nel frattempo, molti alberi già esistenti sono stati rimossi o malamente capitozzati. L'auspicio è che il Comune di Catania, d'ora in poi, preveda che la riqualificazione e manutenzione delle aree verdi da parte di privati sia davvero incentrata sul verde, più che pietre. In attesa che diventi realtà anche l'importante piano di piantumazione di diecimila nuovi alberi nel corso dei prossimi anni. Il numero non tragga in inganno: nelle grandi città, si tratta di normalità. Solo a Milano, negli ultimi otto mesi, sono stati messi a dimora più di ventimila alberi, ad esempio, arrivando a un totale di 500.000 circa. A Barcellona, in Spagna, ormai da anni, la città è riuscita ad abbassare la temperatura media estiva nelle strade proprio grazie a un imponente piano di piantumazione di alberi, debitamente portato a compimento. Gli alberi raffrescano, sono belli e depurano l'aria: alberiamo Catania e salvaguardiamo il verde esistente! Ti potrebbero interessare: Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città Duemila nuovi alberi per Catania: inizia la piantumazione Inaugurata la prima “strada scolastica” di Catania, oasi pedonale di fronte alla scuola XX Settembre Piazza della Repubblica, pubblicato il bando di gara per il parcheggio interrato con parco soprastante Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania Una strage di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo

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30 mar 2021

Catania più verde: piano per diecimila nuovi alberi da piantumare in città

di Mobilita Catania

Dopo il parziale rimboschimento del boschetto della Plaia e il progetto "2000 alberi per Catania", recentissime iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale in sinergia con la Regione Siciliana e grazie ai fondi della democrazia partecipata, la Città di Catania godrà di un nuovo imponente piano di piantumazioni, colmando un vuoto di decenni di assenza di un unitario progetto di forestazione di ampio respiro. La giunta comunale, infatti, ha deliberato la stipula di un documento di collaborazione con la Start Up Arbolia, azienda frutto di un’intesa tra Snam e Cassa Depositi e Prestiti, che progetta, promuove e realizza iniziative di rimboschimento su terreni messi a disposizione dalla pubblica amministrazione, mediante il sostegno economico di aziende e privati che desiderano contribuire al miglioramento della qualità dell'aria delle città e alla creazione di aree verdi, senza costi per il Comune. L’iniziativa, promossa dalla Giunta Pogliese e coordinata dal capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, sarà la prima del genere in una grande città, poiché Arbolia finora ha dato il proprio contributo solo a Parma, Udine, Treviso e, nel sud, Lecce, piantando alberi nelle rispettive aree urbane con grande apprezzamento delle comunità locali. «Siamo orgogliosi -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese- di avere rilanciato un percorso virtuoso per l’ambiente contraddistinto da concretezza, sulla scia della feconda collaborazione pubblico-privato che già in tante situazioni ci ha consentito di migliorare il contesto urbano, senza gravare sul bilancio comunale, grazie a un’alleanza con quelle espressioni sociali e associative che hanno un atteggiamento autenticamente costruttivo verso i cittadini e la comunità». Tra i primi obiettivi di un piano che secondo l’amministrazione comunale dovrà essere il più vasto possibile, il sindaco ha reso noto di ritenere prioritario il rimboschimento del parco del quartiere di Monte Po: «Un’area vastissima di proprietà comunale da sempre incolta e con resti archeologici da valorizzare –ha spiegato il primo cittadino- che contiamo di arricchire con almeno duemila alberi così da creare un nuovo grande polmone di ossigeno per i cittadini. Per la scelta delle zone su cui avviare la piantumazione, tuttavia, ci avvarremo naturalmente dei suggerimenti di tecnici e organismi preposti, a cominciare dalla Consulta del verde. Abbiamo l’ambizioso obiettivo di accrescere i nostri parchi urbani con diecimila alberi, dando un’accelerazione fortissima sul fronte della sostenibilità ambientale che portiamo avanti con convinzione, nonostante siamo stati costretti a partire pressoché da zero e con i noti limiti di bilancio e risorse umane disponibili». Secondo quanto prevede il protocollo, che ha valore per cinque anni, Arbolia, una volta individuati i terreni e definiti i progetti di imboschimento con essenze arboree e arbustive autoctone, si curerà di ricercare finanziatori/sponsor per garantire, a propria cura e spese, l'intervento di imboschimento secondo il progetto redatto da un tecnico forestale abilitato e previo parere positivo da parte del Comune e di eventuali altri enti preposti; garantire, a propria cura e spese, la manutenzione del bosco per i primi due anni a partire dal termine della piantumazione e concordare con il Comune le iniziative di comunicazione e sensibilizzazione ai temi ambientali, anche mediante l’apposizione di targhe illustrative e svolgimento di eventi previamente autorizzati dall’Amministrazione Comunale. Particolarmente soddisfatto l’assessore all’ambiente Fabio Cantarella che ha curato i primi passi dell’intesa con Arbolia che la giunta Pogliese ha varato: «Proseguiamo con determinazione l'attività di forestazione urbana intrapresa sin dal momento dell'insediamento. Abbiamo dato vita a un'esperienza unica in Sicilia e nel Mezzogiorno, che renderà la nostra città sempre più vivibile e accogliente ma anche più preparata a prevenire i rischi derivanti dai cambiamenti climatici come le ondate di calore o le piogge imponenti». Proprio in questi ultimi anni, tra l'altro, se da un lato sono stati piantumati nuovi alberi, dall'altro ne sono stati anche rimossi parecchi, non sempre per effettive esigenze di sicurezza. Secondo i piani concordati dall’Ufficio di gabinetto del sindaco diretto da Giuseppe Ferraro, una volta completati i previsti passaggi istituzionali e di condivisione dei progetti con le organizzazioni territoriali, l’obiettivo è avviare le prime piantumazioni nel primo periodo utile per queste attività, vale a dire il prossimo autunno, partendo proprio dal parco di Monte Po su cui da anni si è unitariamente invocato un piano di forestazione.

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01 mag 2020

Duemila nuovi alberi per Catania: lunedì l’inizio della piantumazione

di Mobilita Catania

Lunedì 4 Maggio in piazza Dante avverrà la piantumazione dei primi 8 piccoli arbusti dei duemila nuovi alberi di varie specie che verranno messi a dimora a Catania, così da aumentare la quantità del verde pubblico nei parchi, nei giardini pubblici, nelle strade e nelle grandi rotatorie degli assi viari cittadini. La somma stanziata di 240 mila euro, sfociata nell'aggiudicazione della gara d’appalto con un ribasso d’asta del 26%, è una spesa vincolata a forme di "democrazia partecipata utilizzando strumenti che coinvolgono la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune", che per il Comune di Catania riassume il 2% dei trasferimenti regionali. “Oltre allo straordinario valore di tutela ambientale di piantare 2.000 alberi in poche settimane - ha detto il sindaco Salvo Pogliese - abbiamo voluto sottolineare il significato simbolico di una ripartenza nel segno della sostenibilità ecologica in piazza Dante che due mesi addietro abbiamo restituito alla pubblica fruizione e che speriamo torni presto a essere popolata dai cittadini e dai turisti, con lo splendido scenario del monastero dei Benedettini”. Il progetto vincitore della consultazione pubblica di piantare duemila nuovi alberi in città, ha ottenuto il 40,7 % delle preferenze dei cittadini. Al secondo posto, con una percentuale del 22,9 dei votanti, la riqualificazione di Porta Garibaldi e degli spazi circostanti; in terza posizione, con il 20,2 %, la rigenerazione del boschetto della Plaia e, infine, con il 15,9% di votanti la realizzazione di un percorso di street art nella zona del porto e della civita.

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12 mar 2019

Verde in città, in programma nuove alberature e rimozione piante a rischio caduta

di Mobilita Catania

Consulta del Verde: aumento degli alberi in città e prioritaria sostituzione delle piante pericolose per la pubblica incolumità. Incremento delle alberature e sostituzione delle piante pericolose per la pubblica incolumità in diversi punti della città, compresi luoghi “storici” come il Giardino Bellini o il Passiatore; nuovo regolamento del verde pubblico e privato da sottoporre in tempi brevi al Consiglio comunale; cinque tavoli tecnici per il completamento delle linee guida comunali per la progettazione e la manutenzione del verde cittadino. Sono questi gli obiettivi prioritari stabiliti nel corso dell’ultima riunione della Consulta del Verde, l'organo di consultazione istituito dal Comune per promuovere la partecipazione attiva di enti, associazioni, cittadini alla tutela del verde pubblico, nell'ambito di un programma di gestione integrato che ha come obiettivo la valorizzazione dell'ambiente. Tre le primissime azioni che l'Amministrazione è stata chiamata a realizzare, la rimozione delle piante a rischio caduta, al fine di garantire la pubblica incolumità. A questo proposito, la Consulta del verde e i tecnici comunali diretti da Lara Riguccio dell’assessorato all’ambiente retto da Fabio Cantarella, hanno valutato prioritarie le criticità in diversi siti cittadini e condiviso la necessità che l'Amministrazione provveda all'eliminazione immediata degli esemplari senza alcuna possibilità di essere recuperati e valutati a rischio di caduta. Al Giardino Bellini, sono cinque gli alberi di platano (Platanus x acerifolia) valutati da ditte specialistiche come appartenenti alla "classe di propensione al cedimento D” e dunque da rimuovere. Ben 14, inoltre, le palme della specie Phoenix dactylifera da sradicare al Passiatore di via VI Aprile. A rischio caduta, seppure in assenza di sintomi esterni, sono stati classificati anche 6 palme in piazza Iolanda, giudicate pericolose dal dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente dell'Università di Catania non solo per il punteruolo rosso, ma soprattutto per la diffusione di un fungo, il Thielaviopsis paradoxa, in grado di causare lo schianto dello stipite della palma da dattero. Le piante pericolose, secondo il piano condiviso con la Consulta, saranno sostituite con la messa a dimora di 300 nuovi esemplari, al posto di quelli morti o non più idonei al contesto urbano. Interessate a questa necessaria opera di sostituzione delle alberature, le aiuole delle vie Fabio Filzi, Lavaggi, Androne, VI Aprile, Dusmet, Plebiscito, ma anche gli spazi a verde di viale Libertà, corso Italia, piazza Cavour. Nuove alberi saranno piantati, inoltre, nel torna indietro della circonvallazione lato mare (viale Ulisse e viale Marco Polo). Grazie a Legambiente che ne ha fatto donazione al Comune, il verde cittadino disporrà di nuovi alberi da posizionare nelle aiuole di via VI Aprile, viale Libertà e via Plebiscito, arteria stradale quest’ultima in cui la piantumazione è già stata avviata.  

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Segnalazione
04 ott 2018

Catania, è “strage” di alberi. Dopo via Dusmet, tocca a Vulcania

di Andrea Tartaglia

Non è una città per alberi. Parafrasando il titolo di una nota pellicola dei fratelli Coen, si potrebbe dire così di Catania. Negli ultimi anni la dotazione arborea cittadina, se così la vogliamo chiamare, è inopinatamente diminuita nonostante alcuni interventi di piantumazione  operati sotto la precedente amministrazione comunale, comunque mirati a ripristinare la mancanza di alberi in aree dove erano già previsti ed erano "venuti a mancare" (come, ad esempio, in Corso Italia). Dopo l'ecatombe di Monte Po, la strage di pini in Corso Indipendenza e l'azzeramento degli alberi in via Dusmet all'innesto con piazza Paolo Borsellino, stavolta è toccato ad alcuni alberi del parco di Vulcania fare la stessa fine: tagliati di netto alla base. Sebbene non ci siano al momento state spiegazioni ufficiali da parte dell'amministrazione circa l'ultimo intervento, vogliamo pensare che si sia trattato di azioni necessarie, magari dettate da uno stato di ammaloramento degli alberi tale da pregiudicare l'incolumità pubblica e da condurre, quindi, a così drastica soluzione. Volendo dare questo per scontato, dunque, ciò che più preoccupa è che nessun esponente dell'amministrazione comunale, al momento, abbia annunciato ciò che dovrebbe essere ovvio: cioè che tutti gli alberi eliminati saranno sostituiti da altri, magari più idonei agli spazi urbani (come potrebbero essere i platani, le jacarande e molti altri tipi di alberi ancora). Gli alberi in città rappresentano un elemento non solo decorativo ma anche utile per la qualità e vivibilità dei luoghi: trasformano le emissioni di CO2 in ossigeno, riducendo quindi notevolmente l'impatto dell'inquinamento, contribuiscono ad abbassare la temperatura media delle strade in estate (e Catania è una città "bollente" nella stagione estiva) e offrono anche uno schermo acustico tra edifici e strade trafficate tale da ridurre notevolmente i rumori del traffico che arrivano nelle case dei cittadini. Alberi belli e utili, pertanto, ma purtroppo pochi presenti a Catania. Attendiamo con ansia, dunque, che si annunci una massiccia opera di piantumazione atta a sostituire tutti gli alberi perduti ma anche, si auspica, a introdurre innesti ex novo: sono tante le strade cittadine che potrebbero ospitare filari ombrosi e che invece offrono solo roventi strisce di asfalto. Ricordiamo, infine, che è in corso una campagna di crowfunding denominata "Cento alberi per Catania", promossa da Legambiente per dotare la città di nuovi alberi: fai anche tu la tua donazione libera. Foto di copertina di Lungomare Liberato Ti potrebbero interessare: Ecatombe di alberi nel quartiere di Monte Po: il confronto prima e dopo Verde in città: interventi in piazza Stesicoro, corso Italia e Monte Po

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Articolo
08 mar 2018

FOTO | Legambiente dona alla città nuovi alberi per via Plebiscito

di Mobilita Catania

La prima piantumazione dei “100 alberi” promessi da Legambiente per Catania è iniziata in via Plebiscito, una strada bella e importante di un quartiere talvolta problematico e comunque bisognoso di maggiore attenzione. Gli alberi sono il frutto di donazioni da parte di cittadini che stanno credendo in questo progetto che, cammin facendo, si è arricchito della presenza dell’associazione “Libera”, che ha intitolato oggi i primi quindici alberi ad altrettante vittime della mafia, e del Comune di Catania che, da parte sua, ha già stabilito di piantarne altri trenta lungo la stessa strada.   “Ne abbiamo acquistati altri trecento da collocare anche in altre zone della città e sono contento di sentire che i residenti si sono impegnati a prendersene cura”, ha dichiarato il sindaco Enzo Bianco, presente all'evento, il quale ha avuto l’onore di intitolare il primo albero proprio ad un sindaco, Angelo Vassallo, ucciso per aver difeso, con spirito ambientalista, il suo territorio da interessi mafiosi. Ad effettuare le successive intitolazioni sono stati, poi, i ragazzi dell’I.C. “A. Vespucci”, la scuola del quartiere, coinvolta preventivamente da Legambiente in un processo di formazione sulla tutela dei beni comuni e sulla importanza degli alberi e del verde pubblico. Allo stesso modo gli attivisti di Legambiente hanno effettuato un’opera di sensibilizzazione nel quartiere incontrando nei giorni addietro commercianti e residenti ed invitandoli a diventare parte attiva prendendosi cura degli alberi. Lo scopo del progetto, secondo la presidente di Legambiente Catania, avvocato Viola Sorbello, va al di là della semplice piantumazione degli alberi. L’obiettivo finale è, piuttosto, quello di sollecitare il senso di appartenenza ad una comunità che ha cura e rispetto dei luoghi che abita, primo passo verso una più globale attenzione per la salute di tutto il nostro pianeta. Un alto risultato che, certamente, si può raggiungere solo se si alleano tutte le forze positive della città. Ed oggi la buona riuscita dell’evento si deve al lavoro congiunto di associazioni, scuole, residenti, cittadini, anche provenienti da altri quartieri, che hanno trovato nell’Amministrazione comunale di Catania un interlocutore sensibile al tema ambientale.

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