Calcio, Catania-Acireale e la negazione della realtà metropolitana

In occasione della partita di calcio Catania-Acireale, in programma questa domenica 27 novembre allo stadio Massimino di Cibali, il Prefetto del capoluogo etneo ha proibito la vendita dei tagliandi validi per assistere all’incontro ai residenti di Acireale, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Aci Bonaccorsi e Aci Castello.

Ma da quando, direte voi, Mobilita Catania si occupa di calcio? Be’, in effetti è già capitato, indirettamente, per promuovere l’utilizzo della metropolitana per raggiungere lo stadio Massimino di Cibali, ma questa è un’altra storia.

L’intento del Prefetto è, com’è noto, evitare problemi di ordine pubblico per via della rivalità tra le tifoserie coinvolte (più accesa sulla sponda acese), ma la decisione ha sollevato parecchi malumori anche nella tifoseria catanese, per una ragione ovvia: nei comuni coinvolti nel divieto sono presenti moltissimi tifosi del Catania, che subiranno così il paradosso di non potersi recare allo stadio a sostenere i propri beniamini pur in assenza della tifoseria avversaria.

Il punto è che Acireale, insieme con i comuni delle Aci, fa parte dell’area metropolitana di Catania, non solo per definizione dell’amministrativamente inattuata Area Metropolitana già individuata con Legge Regionale n.9 del 1986, ma soprattutto de facto. Catania è un caso particolare di area metropolitana dove la maggior parte dei suoi residenti risiede al di fuori del comune principale, ma a prescindere da questo aspetto peculiare, che pure ha la sua enorme importanza, è ovvio che all’interno di una stessa area metropolitana risiedano cittadini accomunati dalle origini specificamente catanesi (cioè provenienti dal capoluogo) oppure, più semplicemente, tifosi della principale espressione calcistica del proprio territorio. Praticamente tutti i comuni dell’hinterland etneo hanno subito, nel corso degli ultimi decenni, un notevole aumento della popolazione a fronte della decrescita dei residenti nel comune di Catania, per via del graduale spostamento di cittadini una volta residenti nel comune di Catania presso nuove abitazioni pur a pochi km di distanza dal centro. A mero titolo di esempio, si guardi al comune di Aci Catena che ha triplicato il suo numero di abitanti rispetto agli anni ’80.

Non si vuole entrare troppo nel merito della decisione prefettizia, che probabilmente si basa anche su ulteriori approfondimenti che non conosciamo, tuttavia, per gli aspetti sopra esposti, appare abbastanza evidente come la gestione del nostro territorio, per l’ennesima volta, risenta della scarsa considerazione che viene data alla realtà metropolitana della città di Catania, dove un evento calcistico del genere, ci si permette di suggerire, avrebbe in modo più consono dovuto essere trattato, sotto il profilo organizzativo, alla stregua di una stracittadina, sebbene non lo sia in senso stretto. Il divieto in occasione di Catania-Acireale è un po’ come se -con le dovute proporzioni- in occasione di un incontro Chelsea-Fulham, a Londra, venisse impedito di accedere allo stadio a intere porzioni della capitale britannica: qualcosa di inopportunamente e inutilmente discriminatorio. Catania e i comuni delle Aci non sono realtà geografiche e demografiche lontane, ma parte di uno stesso continuum urbano ormai estremamente variegato, dove (a parte Catania) la sola Acireale, comunque parzialmente, mantiene più di altre realtà la sua forte identità e la sua tradizione, anche calcistica, che pure non si scontrano con l’essere parte di una realtà più ampia.

Anche da questo episodio appare evidente come una classe politica locale accorta e consapevole sia una necessità per la città di Catania, che ha un bisogno ormai quasi drammatico di essere riconosciuta e gestita per la realtà urbana estesa che è: realtà di cui ancora sembrano essere consapevoli “solamente” urbanisti, demografi, geografi… oltre ovviamente le grandi imprese commerciali, che infatti, da decenni, hanno eletto Catania capitale economica della Sicilia.

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21 Thoughts to “Calcio, Catania-Acireale e la negazione della realtà metropolitana”

  1. acese

    Acireale aveva votato in consiglio comunale l’uscita dalla non gradita città metropolitana con l’ambizione di fare un consorzio a parte, che avrebbe compreso Taormina e la nuova Borgogna etnea. Contro le aspirazioni acesi, le ex province di Catania e Messina si sono opposte e così il sogno è finito. L’ unica risorsa che è rimasta agli acesi è stato solo di boicottare quanto più è possibile il progetto metropolitano. Così, i catanesi per troppa arroganza hanno perso l’occasione di fare una vera città metropolitana con i comuni dell’hinterland e lasciarci andare per la nostra strada.

  2. Orazio

    Acireale è sempre sembrata una realtà strana, una volta era goliardia, adesso non capico più di che si tratti, se non del destino di tutti i centri urbani di medie dimensioni che sono geograficamente vicini ad una città grande.

    Vale per Bagheria e ancor di più per Termini Imerese, figuriamoci Acireale Sinceramente, poi, non mi sono chiari gli interessi concreti alla base di tutto ciò perchè Acireale mi semra solo un luogo di turismo non sfruttato, un mercato agricolo e un posto dove si fanno dolci buoni. Magari se qualcuno mi spiega qualìè il problema…. che strada vorrebbe percorrere Aci? Quella delle poltrone e della mangiuglia o cos’altro?

  3. Testa dura

    Non capisco, sopra scese ha spiegato bene perché Acireale, a parte la sua identità completamente diversa, quasi opposta quella catanese, vorrebbe essere un capoluogo di provincia a parte, alla testa della parte più ricca sia della provincia di ci che di quella di Me. Visibilità, rango, ricchezza indotta dal ruolo di capoluogo. Tutto ciò al posto di un ruolo di terza fila nella città metropolitana. Ovvio che Acireale preferisca una vita autonoma,ed è ovvio che ci non voglia. È l’uno scontro tra interessi contrapposti in cui l’interesse della città più debole è stato sacrificato alle velleitarie ambizioni metropolitane di ct. Non capisco cosa non sia chiaro a Orazio.

  4. giodi 61

    Bene se è così…fuori tutti gli acesi dai posti di lavoro occupati a Catania e buona fortuna !!!

  5. giodi 61

    La polemica reiterata che si evince ,scaturisce da una profonda frustrazione dal considerarsi inferiore alla realtà Catanese.Fatene una ragione e camperete felici e contenti ,senza confrontarvi con la Città dell’elefante da cui uscirete sempre sconfitti e delusi !

  6. giodi 61

    Mi dispiace dirlo ,ma ,voi acesi vivete solo di ricordi lontani che lasciano indifferenti gli abitanti della Città a voi vicina .Vi sentite abitanti di una città solamente a seguito del decreto del Presidente della Repubblica Italiana ,Ciampi.Prima di allora se qualcuno vi chiedeva da dove chiamate o da dove venite ,la risposta era Catania ! Siete e purtroppo rimanete solo dei provinciali con la consapevolezza di essere inferiori a chi abita in Città ,che voi voleste liberarvi ,ma ahimè ne avete sempre di bisogno come esempio e come riferimento ! Raccontare del carnevale ,delle chiese ,della granita ,dei due anni di calcio in serie B non serve a niente .Pochezza solamente pochezza e nient’altro. Fatevene una volta per tutte una santa ragione .

  7. Anonimo

    …dimenticavo di far presente a lor signori che mettersi sempre a confrontarsi e denigrare la Citta’ a loro vicina non porta assolutamente a nulla di buono nei vostri riguardi.Avete sempre di bisogno della Città a voi vicina ,perché da essa arrivano e voi consapevolmente copiate , perché non sapete fare altro , tutto quello che di positivo offre !
    Denigrare la Città a voi vicina ,significa solamente essere coscienti della vostra inferiorità esistenziale .

  8. acese

    I commenti vergognosi di Gioli 61 e di Anonimo, sgangherati ma in ogni caso colmi di disprezzo verso Acireale e gli acesi sono la migliore prova che il futuro di Acireale può essere solo al di fuori della città metropolitana di Catania. Perché mai dovremmo assoggettarci a gente che ci disprezza? Meglio soli che male accompagnati!

  9. giodi 61

    La verità vi fa ‘male e vi fa rodere dentro ! IL disprezzo lo avete alimentato voi non dimenticatelo !!! con le vostre farneticazioni nei confronti della Città a voi vicina .Bene a questo punto ribadisco quanto detto in passato : Fuori gli acesi dalla Città Metropolitana e che Dio vi benedica,per sempre .

  10. Anonimo

    Acese ,una domanda: Dove lavori ?Hai mai preso un aereo ? Da dove sei partito ?Ti ricordi di quel ricambio introvabile nella tua zona abitativa e l’hai trovato,per tua fortuna, in Città (CT).Bene se sei coerente ,da subito ,rivolgiti per i tuoi affari : di lavoro ,di divertimento e quant’altro verso Nord e non piangere se ti dovessi trovare male ! Auguri

  11. giodi 61

    Se commentiamo l’aspetto calcistico, inteso come rivalità ‘, tra Catania ed Acireale assistiamo ad una becera confrontazione ,da parte acese ,che non sta ne in cielo ne in terra ,per il semplice fatto che Catania calcistica si confronta con diverse realtà più altosonanti che non si chiamano Acireale. Mentre Acireale vuole con prepotenza ed arroganza confrontarsi con i colori rossoazzurri.Sbagliando con insistenza si rendono tediosi e meschini agli occhi dei tifosi del Catania .La migliore difesa è l’attacco ,direbbe qualcuno.Ma non sempre riesce .Acireale calcistica è e sarà una piccola realtà territoriale senza sbocchi di uscita ! Amen

  12. Acese

    “Altosonanti”…
    “Ne in cielo ne in terra”.

    Al di là della sintassi zoppicante e delle sciocchezze messe in fila, diciamo pure che a ct avrebbero bisogno anche di qualche scuola un po’ migliore, ma perché dobbiamo pagargliela noi acesi?

  13. giodi 61

    ACESE risponda , con coraggio , alle considerazioni fatte nei commenti ,senza deviare nei contenuti .Non sono sciocchezze .SONO REALTA’ .Se ne faccia una ragione e’ vivra’ una vita migliore …da sottomesso .Mi dia retta .Con i migliori Auguri .

  14. giodi 61

    ACESE una domanda : come mai legge e commenta certe notizie giornalistiche sulla Citta’ Metropolitana di CT da lei tanto ,indegnamente, vituperata ? non e’ che il paese dove abita , non la soddisfa ? e viene a fare il gradasso in questo sito ?
    Alla prossima … chi la dura la vince !

  15. giodi 61

    …ma perche’ dobbiamo pagargliela noi acesi ? Mi sa che e’ il contrario ,come sempre ! A gratis ,a buon rendere .Cosa non si fa per i bisognosi e mentecatti !

  16. acese

    Credo che le parole ignobili di giodi61 sanciscano, nei fatti, la fine della città metropolitana di Catania!

    Grazie mille per il fattivo contributo alla causa acese!

  17. giodi 61

    Vedo che non sa rispondere ai fatti contestati .Questo dimostra la sua pochezza mentale .La citta’ metropolitana di Catania regna e regnera’ sovrana .Si metta il cuore in pace !… per sempre !
    Si goda questi giorni in serenità e che Dio la benedica …
    Alla prossima

  18. Anonimo

    Su via Acese non se la prenda mi dispiace vederla colpito e affondato .Questa è la vita !

  19. Anonimo

    …dimenticavo di dire ad Acese di non erodersi il fegato ,poiché poi ,sara’ cura degli ospedali Catanesi a darle aiuto .È tutto ciò non è meritevole nei confronti degli INDEGNI …vicini di casa !
    Capito mi ai .

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