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18 set 2021

Pedonalizzazione intorno al Castello Ursino, grande successo: si pensa a renderla permanente

di Mobilita Catania

Pienamente riuscito, ieri sera, il primo esperimento della pedonalizzazione notturna attorno al Castello Ursino, con le strade attigue al maniero federiciano chiuse al traffico veicolare dall'Amministrazione Comunale per cinque giorni, in occasione della settimana della mobilità sostenibile, al fine di valorizzare e rendere più agevole la passeggiata di catanesi e turisti in una delle zone a maggiore voazione turistica di Catania. Un contesto ordinato, senza sosta selvaggia e traffico veicolare, che ha esaltato ancora di più l’illuminazione del castello, attivata nei mesi scorsi dall'Amministrazione Comunale. Il presidio della Polizia Municipale, con l'ausilio dei dipendenti di Sostare, seppur solamente dalle ore 19 alle 24, ha fatto sì che fosse un esordio positivo della sperimentazione voluta dal sindaco Salvo Pogliese e dell’assessore Pippo Arcidiacono e di tutta la giunta, che ha deliberato l'adesione alla settimana europea della mobilità sostenibile. Una settimana di eventi, nel segno della mobilità green, dal 16 al 22 settembre, in cui è stato inserito il progetto di pedonalizzare temporaneamente anche l'area di Castello Ursino. «Ho ricevuto diversi apprezzamenti per la riuscita del debutto della chiusura sperimentale al traffico veicolare della zona del Castello Ursino -ha detto il sindaco Salvo Pogliese-. Un incoraggiamento a proseguire su questo percorso, considerata l'apertura di numerose attività ristorative e un crescente aumento di frequentatori della zona, caratterizzata dalla presenza del maniero federiciano con il museo civico, che da ieri ospita una mostra fotografica di rilievo mondiale con ingresso al prezzo ridotto di appena due euro. Continueremo a monitorare l’andamento della sperimentazione, valutando eventuali correttivi suggeriti dagli operatori commerciali e dai residenti, perché riteniamo che il dialogo sia il modo migliore per raggiungere l'obiettivo di rendere stabile la pedonalizzazione, analogamente a quanto accade nelle grandi aree urbane che hanno beni culturali di rilevante valore storico da tutelare». L’assessore Arcidiacono, che ha curato gli aspetti realizzativi della pedonalizzazione, effettuando un sopralluogo in piazza Federico II di Svevia, ha annunciato che il Comune è pronto ad attivare una navetta dell'Amts per consentire di lasciare l'automobile nel vicino parcheggio di via Plebiscito e in pochi minuti raggiungere la zona del Castello Ursino, proprio al fine di ridurre il percorso in auto di quanti si servono ancora di questo mezzo per raggiungere il centro storico. L'area pedonale interessata alla pedonalizzazione, con interdizione degli autoveicoli, purtroppo solo dalle ore 19:00 a mezzanotte, riguarda via Castello Ursino, da via Riccardo da Lentini a piazza Federico di Svevia; piazza Federico II di Svevia, carreggiata ovest, carreggiata nord, carreggiata sud e carreggiata est da carreggiata sud-via Bufalo a via Grimaldi; via Alaimo; via Sant’ Angelo Custode, da piazza Federico II di Svevia a via Plebiscito; via Bufalo. Inoltre sono interessate a pedonalizzazioni temporanee, nell’ambito della settimana europea della mobilità sostenibile, anche largo Odeon e piazza Cardinale Pappalardo (già Duca di Genova), fino al 22 settembre.   Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

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16 set 2021

Amts, partita operazione “Bus sicuri”: controlli frequenti su tutte le linee

di Mobilita Catania

Cinquanta operatori (tra personale aziendale, vigilantes e volontari di protezione civile) sono già a bordo di tutti gli autobus dell’Azienda Metropolitana Trasporti e Sosta di Catania, a turno, per verificare che gli utenti siano in possesso del biglietto, indossino correttamente la mascherina anticontagio e non siano in numero superiore rispetto alla capienza massima dell’80% attualmente consentita dalla normativa anti-Covid19. È così ufficialmente partita l’operazione “Bus sicuri”, promossa da Comune di Catania e Amts e denominata così proprio per porre l’accento sull’obiettivo di garantire la sicurezza anche sui mezzi Amts; condizione importante affinché si possa tornare presto alla normalità della vita “ante-pandemia”. Nelle prime 24 ore dell'operazione sono stati già condotti oltre mille controlli. «Catania -ha dichiarato il sindaco Pogliese- è tra le prime città in Italia ad aver attuato il progetto e questo ci rende particolarmente orgogliosi, convinti che la città saprà apprezzarlo dimostrando grande senso civico e attenzione verso il prossimo. Voglio complimentarmi con l’amministratore unico di Amts Bellavia che, insieme all’Amministrazione comunale, ha realizzato questa iniziativa di grande valenza che permette di far percepire la sicurezza all’interno degli autobus Amts, con 50 operatori professionali che controllano sia il rispetto delle misure anti-Covid, sia il regolare possesso del biglietto o altro titolo di viaggio idoneo». «Oltre a rendere più sicuri operatori e cittadini -ha spiegato l’amministratore unico di Amts, Bellavia- cercheremo di eliminare l’annoso problema dell’evasione, recuperando anche le perdite avute nel periodo ante-covid, sensibilizzando gli utenti al pagamento di appena 1 euro a biglietto; affinché la nostra azienda possa offrire un servizio pubblico con qualità sempre migliore, sia per coloro che non hanno a disposizione un’auto privata sia per coloro che vogliono muoversi liberamente, senza problemi di parcheggio e contribuendo a diminuire il traffico in città. Attendiamo con ansia l’arrivo dell’aiuto anche dalla protezione civile della Regione, ancora non attivo, affinché questa iniziativa possa giungere a pieno compimento». L’attività è stata predisposta per il momento in via straordinaria e sperimentale, a seguito degli incontri degli scorsi giorni in Prefettura e alla luce dell'apertura degli istituti scolastici, nonché in concomitanza con l’entrata in vigore del servizio invernale. Gli operatori saranno facilmente riconoscibili da divise di ordinanza, pettorine e da una fascia al braccio con la dicitura “Amts controllo”. Il numero di capienza massimo in ogni autobus è di circa 80 passeggeri per i mezzi di 12 metri e di circa 50 per quelli di 8 metri, a seconda dei modelli delle vetture.

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16 set 2021

Settimana della Mobilità Sostenibile, pedonalizzazione sperimentale attorno al Castello Ursino

di Mobilita Catania

Piazza Federico II di Svevia e alcune delle vie nei pressi del Castello Ursino, dal 17 al 22 settembre, in via sperimentale, saranno pedonalizzate nelle ore serali. Lo ha stabilito l'Amministrazione Comunale nell’ambito della settimana della mobilità sostenibile, manifestazione di carattere europeo a cui la giunta comunale ha aderito, per sensibilizzare i cittadini a un utilizzo più razionale del mezzo privato a favore di quello pubblico, dando priorità agli spostamenti a piedi su aree pubbliche riservate. «La zona del Castello Ursino -ha detto il sindaco Salvo Pogliese- ha subito notevoli trasformazioni con l'apertura di numerose attività commerciali e un crescente aumento di frequentatori della zona, caratterizzata dalla presenza del maniero federiciano e del museo civico, meta di turisti e visitatori ma anche ospiti di pub e ristoranti nelle ore  serali con i prospetti del castello illuminati. Abbiamo scelto la strada della gradualità e del confronto con gli operatori, a differenza del passato, perché riteniamo che il dialogo sia il modo migliore per raggiungere l'obiettivo che da tempo, insieme all’assessore Pippo Arcidiacono e tutta la giunta, auspichiamo e come  sollecitano giustamente le associazioni di tutela ambientale. Insieme ai commercianti e ai residenti della zona di Castello Ursino, abbiamo comunemente deciso, dopo un costruttivo confronto in Municipio, di valutare con attenzione il risultato di questa sperimentazione. Se necessario e indispensabile apportare correttivi lo faremo, in modo da renderla progressivamente stabile.  Analogamente a quanto  accade nelle grandi  aree urbane che hanno beni culturali di rilevante valore  storico da tutelare e  nell'interesse degli stessi operatori commerciali, che come in tutte le città d'arte che puntano sul turismo, dalle pedonalizzazioni traggono vantaggio». L'area pedonale interessata alla pedonalizzazione, con interdizione degli autoveicoli, dalle ore 19:00 a mezzanotte, secondo la proposta messa a punto dall’assessorato del traffico urbano, guidato da Pippo Arcidiacono, riguarda via Castello Ursino, da via Riccardo da Lentini a piazza Federico II di Svevia; piazza Federico II di Svevia, carreggiata ovest, carreggiata nord, carreggiata sud e carreggiata est da carreggiata sud-via Bufalo- a via Grimaldi; via Alaimo; via Sant’ Angelo Custode, da piazza Federico II di Svevia a via Plebiscito; via Bufalo. Ti potrebbero interessare: Catania, il Comune annuncia un vasto piano di pedonalizzazioni: sarà vera rivoluzione? Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro L’im-mobilità a Catania: le inquietanti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

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01 set 2021

BRT1, entrano nella fase finale i lavori di riqualificazione della linea rapida di trasporto

di Mobilita Catania

In dirittura d'arrivo i lavori di ripristino e potenziamento della linea 1 del BRT (Bus Rapid Transit) di Amts Catania, che collega il parcheggio scambiatore "Due Obelischi" con il centro cittadino in circa venti minuti. Sono stati già eseguiti importanti lavori di modifica del tracciato, soprattutto nel tratto di via Passo Gravina alta, al fine di migliorare i tempi di percorrenza del mezzo pubblico di trasporto, molto apprezzato dai cittadini nelle prime fasi di avvio, avvenuto nell'ormai lontano aprile 2013. Quasi del tutto completato anche il rifacimento dei cordoli lungo il percorso, con la messa in opera di nuovi birilli segnalatori del tracciato protetto. Tra qualche giorno, invece, inizierà l'installazione dei semafori “intelligenti” che daranno sempre la precedenza al mezzo pubblico rapido. L'opera, approvata nei mesi scorsi dalla giunta Pogliese, comporta una spesa di 1,5 milioni di euro nell'ambito del programma di finanziamento PON città Metropolitane 2014-2020, con la supervisione tecnica del responsabile unico del procedimento, ing. Antonio Condorelli. Il percorso del BRT1, dal parcheggio scambiatore al centro città, in dettaglio, è stato migliorato, in un tratto di via Passo Gravina da via Carrubella verso Nord, con l'inserimento di una nuova corsia protetta in posizione centrale della carreggiata, nonché con la riconfigurazione dei nodi di via Saverio Fiducia e di via Carrubella; venti alberi preesistenti sono stati rimossi e successivamente sostituiti da nuovi arbusti. Con il progetto di riqualificazione si è anche recuperata la corsia protetta in via Passo Gravina, da via Zacco a via Petraro, in disuso da alcuni anni, recuperando almeno parzialmente la diminuzione dei tempi complessivi di percorrenza derivanti dalla demolizione del cavalcavia Gioeni. Nel nodo di piazza Vincenzo Lanza, inoltre, è stata spostata la fermata in modo da fornire agli utenti maggiore sicurezza. Spostata anche la fermata di viale Alexander Fleming, in modo da renderla equidistante sia dall'ospedale San Luigi che dalla stazione della metropolitana “Milo”. Gli incroci saranno regolati mediante i semafori “smart”, di prossima installazione. Secondo le stime dei tecnici, i lavori di riqualificazione della linea 1 del sistema BRT (l'unica attualmente in esercizio), sono già al 70% della loro esecuzione, con la conclusione prevista entro il prossimo mese di ottobre. Intanto, in vista della riapertura dell'anno scolastico, il sindaco Salvo Pogliese ha disposto l'incremento della frequenza delle corse, in modo da servire al meglio l'utenza nelle ore di punta, in entrata e in uscita dal centro cittadino. «Anche in una visione metropolitana del trasporto pubblico locale -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese - la linea BRT1 è da considerarsi strategica, poiché il capolinea è collocato all’interno del grande parcheggio di scambio Due Obelischi posizionato ai margini nord dei confini comunali, molto vicino ad altri importanti comuni prossimi al capoluogo: Gravina di Catania, Sant'Agata li Battiati, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania e Tremestieri Etneo. La linea BRT1 -ha aggiunto il primo cittadino- deve ritornare ai livelli iniziali del progetto sia in termini di frequenza delle corse, che di velocità di percorrenza del percorso di attraversamento della città, dopo anni di abbandono di uno dei progetti più apprezzati dai catanesi e che incentiva l'utilizzo del mezzo di trasporto pubblico e l’intermodalità di scambio con il mezzo privato». 

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01 set 2021

Metropolitana di Catania, firmato il contratto dei lavori per collegare l’aeroporto

di Mobilita Catania

Grazie alla firma del contratto fra la Ferrovia Circumetnea e l’Ati Consorzio stabile Medil, la metropolitana di Catania ha compiuto un ulteriore passo avanti importante nel lungo iter burocratico che, ormai nel giro di alcuni mesi, porterà all'avvio concreto delle opere di realizzazione del prolungamento della linea da Stesicoro all'aeroporto di Fontanarossa. Adesso l'impresa dovrà concludere nel giro di pochi mesi progettazione esecutiva dell’opera, quindi si potrà dare inizio ai lavori entro la prima metà del 2022. L’appalto prevede la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di prolungamento della linea tra l'attuale capolinea esistente di Stesicoro, in pieno centro città, e l’aeroporto di Fontanarossa, con la costruzione di otto nuove stazioni lungo quasi 7 km. «Superati i contenziosi - ha dichiarato l'assessore regionale ai trasporti, Marco Falcone - siamo dunque pronti per portare, entro il 2025, la metropolitana di Catania fino al principale scalo aereo della Sicilia, traguardo atteso da decenni per la mobilità dell’intera Sicilia centro-orientale. Ammontano a oltre 350 milioni di euro i fondi che il governo Musumeci ha ottenuto dall’Europa e destinato all’opera, lavorando in sinergia con Fce e l’amministrazione comunale di Catania. Una nota di merito - conclude Falcone - va al gestore Fce Angelo Mautone e al direttore Salvo Fiore per il loro impegno». Per quanto riguarda gli altri lotti previsti nel programma di sviluppo della metropolitana, proseguono i lavori di estensione della linea con la realizzazione della tratta Nesima-Misterbianco Centro, suddivisa in due lotti: per il primo, Nesima-Monte Po, lungo 1,7 km con due nuove stazioni (Fontana e Monte Po), si è in fase di ultimazione e si prevede di completare i lavori entro il primo semestre del 2022; per il secondo, Monte Po- Misterbianco, i lavori sono da poco stati aggiudicati alla stessa impresa che porterà la metropolitana sino in aeroporto. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania In aeroporto di Catania in treno Tratta Stesicoro-Aeroporto della metropolitana, dove sorgeranno le stazioni Metro Monte Po-Misterbianco, aggiudicati i lavori In arrivo il primo nuovo treno della metropolitana di Catania entro autunno

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22 lug 2021

Pnrr, finanziati due progetti per Catania nell’ambito della rigenerazione urbana e “Qualità dell’Abitare”

di Mobilita Catania

Due progetti deliberati, tre mesi addietro, dalla giunta Pogliese, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, sono stati finanziati con quasi 30 milioni di euro, destinati a Catania nell'ambito delle misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per sostenere le azioni di rigenerazione urbana e di qualità dell'abitare.Un piano di investimenti per le città italiane che ha premiato due delle tre proposte presentate dal comune di Catania, elaborate dai tecnici comunali, secondo un preciso indirizzo del sindaco Pogliese e dell’assessore Trantino, sfruttando le risorse del fondo complementare del Ministero delle Infrastrutture, stanziate nell'ambito della rimodulazione dei fondi del Pnrr.  «Un risultato di grande significato per la città di Catania, ha detto il sindaco Pogliese, che premia la qualità dei nostri progetti e ci permette di aprire due nuovi cantieri che, con l'utilizzo di queste risorse ministeriali, aggiuntive al Pnrr, daranno occupazione al settore strategico dell’edilizia e soprattutto incideranno su Librino, con riqualificazione di spazi e creazioni di nuovi alloggi per fronteggiare l'emergenza abitativa. Fondi che valorizzeranno anche gli insediamenti abitativi lungo i percorsi turistico culturali del centro cittadino. Ringrazio l’assessore Trantino per il pressing costante che ha esercitato per raggiungere l’obiettivo e i tecnici comunali guidati dall’ingegnere Salvo Marra, per la qualità progettuale proposta»I progetti finanziati riguardano la realizzazione di due fabbricati da 32 alloggi ciascuno da costruire nel quartiere di Librino in affiancamento a un altro già esistente, a completamento di un lotto edilizio di viale Moncada. Grazie al finanziamento di 14,6 milioni di euro, verrà anche recuperata una preesistente struttura abbandonata, pure a Librino, da utilizzare a scopi sociali e aggregativi, e sarà possibile la riqualificazione di due grandi aree a verde e un’altra da adibire a parcheggio, contigue alle due palazzine di viale Moncada.L’altro progetto finanziato con altri 15 milioni di euro, denominato “Segmenti di Connessione Urbana”, è costituito da una serie di interventi fra loro complementari, localizzati nel centro storico. L’obiettivo del piano di riqualificazione adottato dall’esecutivo comunale guidato dal sindaco Pogliese e proposto dall’assessorato ai lavori pubblici retto da Enrico Trantino, giudicato meritevole di essere concretizzato, è finalizzato a realizzare opere e servizi per i turisti, ma anche per i cittadini che vi risiedono, con nuovi spazi a verde e riqualificazione di quelli pubblici degradati. Le azioni prioritarie, infatti, sono mirate all'ampliamento delle aree a vocazione pedonale, alla regolamentazione della sosta veicolare, con allargamento delle ZTL. Nello specifico gli interventi di riqualificazione riguardano la zona compresa tra via Vittorio Emanuele II, via Antonino di Sangiuliano, via dei Crociferi e piazza Federico II di Svevia, al fine di valorizzare i monumenti e i punti di interesse storico.Particolarmente soddisfatto, per i due finanziamenti ottenuti, anche l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, che ha seguito ogni passaggio dell'iter di stanziamento, nell'ambito delle misure complementari per i Comuni, previste dal Pnrr: «Un grande risultato che conferma la cura certosina con cui sono stati elaborati i progetti, ha detto, aprendo il varco dei finanziamenti diretti alla città di Catania, frutto di costanti interlocuzioni con le autorità statali e l’Anci. A breve proporremo, in altre linee di finanziamento, anche il progetto per il recupero e la valorizzazione di piazza Michelangelo e del secolare parco Scammacca».

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11 lug 2021

Il caso dell’albero “spostato”: quando il fine privatistico prevale sull’interesse pubblico

di Andrea Tartaglia

C'è un recente caso, a Catania, che certamente non è il primo del genere in città ma speriamo possa essere l'ultimo, che ci racconta dell'insana soppressione di alberi dalla pubblica via per soddisfare un presunto interesse personale, quando in realtà rappresenta, a ben vedere, uno svantaggio anche per chi compie il gesto. Si tratta, nello specifico, di un albero, precisamente una jacaranda mimosifolia, come quelle che adornano via Sant'Euplio, che circa sette anni fa era stata piantumata in piazza Galatea, nell'ambito della riqualificazione della piazza che portò alla creazione della grande rotatoria con ricco arredo a verde -prato, alberi e numerose piante- e all'allargamento dei marciapiedi con piantumazione di nuovi filari di alberi. Un intervento modello, insomma, che fino a poco tempo fa si manteneva bene nella sua totalità, con gli alberi lungo i marciapiedi che nel frattempo sono cresciuti e che rappresentavano un insieme omogeneo anche per dimensioni, dall'indubbio valore estetico, a cui si aggiunge il contributo per la salubrità dell'aria e il raffrescamento naturale in estate. Sul lato sud della piazza, precisamente di fronte ai civici 5 e 6, uno di questi alberi forse veniva considerato un elemento di fastidio da parte del nuovo esercizio commerciale lì sorto, tant'è che già nel 2020, mentre le chiome di tutti gli altri alberi vicini erano ampie e frondose, questa povera pianta veniva invece malamente privata della sua chioma. Da alcune settimane a questa parte, però, l'albero non c'è proprio più: Il caso è stato sollevato sulla propria pagina Facebook da Legambiente Catania. A seguito di tale segnalazione, in tanti, presupponendo la rimozione dell'albero da parte dell'esercizio commerciale che occupa il suolo pubblico interessato dall'albero in questione, hanno commentato sulla pagina Facebook del locale commerciale (una gastronomia-pizzeria) con dispiacere e rabbia quanto avvenuto,  suggerendo, tra le altre cose, di provvedere a ripristinare il filare di alberi con una nuova piantumazione. Il locale, quindi, replicava sostenendo che l'albero fosse stato solo "spostato", non eliminato, e con tanto di autorizzazione: Non passa inosservato il termine "spostato" (ripetuto più volte, anche in commenti successivi): come se un albero fosse un oggetto, un mobile da poter spostare di qua e di là a proprio piacimento. Un albero, semmai, si trapianta: ma si tratta di una operazione complessa e traumatica per la pianta, che dev'essere compiuta nei modi giusti, con i mezzi giusti, nel periodo dell'anno giusto (non quello in cui è stato effettuato) e soprattutto per le giuste finalità, che non possono essere un interesse personale a discapito di un bene collettivo. Alle richieste di ulteriori chiarimenti (tra cui modalità e motivazioni del trapianto, non fornite), adesso non più visibili perché tutti i commenti sulla questione sono stati eliminati nelle ultime ore dalla pagina Facebook del locale, quest'ultimo aveva risposto pubblicando foto dell'albero "spostato": Si tratta di un'aiuola vicina di viale Africa, quasi ad angolo con piazza Galatea. Non sfugge il dettaglio che le foto fornite inquadrano solo il tronco e non l'albero nella sua interezza: scelta che appare essere voluta per nascondere, purtroppo, la realtà dei fatti, e cioè la morte dell'albero, come testimoniato da Legambiente Catania in seguito a nuovo sopralluogo: Le considerazioni che si possono esprimere al riguardo sono molteplici. Innanzitutto non è normale né sano che si abbia anche solo l'idea di chiedere l'eliminazione di un albero dalla pubblica via, atteso che non cagionava nessun pericolo, visto che non era né malato né pericolante. Cultura e sensibilità nei confronti del verde e del bene pubblico, tuttavia, non sono un obbligo di legge: semmai lo è chiedere l'autorizzazione (quantomeno) per compiere un'operazione del genere e, secondo quanto detto, tutto sarebbe stato autorizzato. A questo punto si aprono due scenari: o l'operazione non è stata autorizzata ma compiuta ugualmente -scenario da scartare sulla scorta delle indicazioni fornite dal titolare dell'esercizio commerciale, che ha più volte ribadito di aver agito previa autorizzazione- oppure il Comune di Catania ha dato il proprio benestare. Scenario, quest'ultimo, che se possibile è ancora più inquietante: come può l'amministrazione pubblica autorizzare l'espianto di un albero in perfetta salute da una pubblica via? Permettere che un bene comune, facente parte di un bel filare d'alberi omogeneo e di alto valore estetico, sia rimosso per agevolare un interesse privatistico? Gli alberi hanno bisogno di manutenzione (come tutto), è vero, ma oltre ad essere gradevoli alla vista sono soprattutto preziosi depuratori d'aria ed elementi raffrescanti. Privarsene, insomma, è un po' come buttarsi la zappa sui piedi. Paradosso vuole che adesso sia un ombrellone a fornire l'ombra non più data dall'albero eliminato. Il servizio tutela del verde del Comune di Catania, oltretutto, interpellato da Legambiente, ha fatto sapere che effettivamente era pervenuta una richiesta per la rimozione di quest'albero ma che il parere, datato 29 aprile 2021, era stato di assoluto diniego. Chi, allora, avrebbe poi dato l'autorizzazione dopo il parere negativo dell'ufficio più competente? Si creerebbe così, inoltre, un pericoloso precedente: se ogni esercizio commerciale volesse far rimuovere un albero nei pressi del proprio locale, basterebbe allora chiedere autorizzazione al Comune? Con quali effetti, poi, sulla già scarna dotazione di alberi cittadina? Questo è un caso di un singolo albero, ma si erge a simbolo di una circostanza che purtroppo non è nuova a Catania. Sono molti i casi quantomeno "sospetti" che interessano varie aree della città, da via Plebiscito a piazza dei Martiri. Per questo è importante mettere un freno a questo malcostume, che rappresenta un grave depauperamento collettivo oltre che a una grande mancanza di rispetto per esseri viventi, gli alberi, di cui mai come in questi anni, oltretutto, c'è necessità, soprattutto nelle città. Da questo caso emblematico si auspica, dunque, una forte reazione e un nuovo atteggiamento da parte dell'amministrazione locale e degli enti preposti alla vigilanza, perché a pagare non può essere sempre la città e quella larga fetta di suoi cittadini che, invece, credono e sperano in una città migliore. D'altra parte, se l'ultimo sondaggio di democrazia partecipata in città ha dato come progetto vincitore la piantumazione di duemila alberi, vuol dire che il tema è sentito, fortunatamente. A vincere devono essere i cittadini che hanno a cuore le sorti della propria città, supportati da chi ha l'onere e l'onore di essere alla guida della città. 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