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05 ago 2019

Riqualificazione Pala Nesima, qualcosa si muove: nominati progettista e direttore dei lavori

di Amedeo Paladino

Il torneo di Qualificazione Olimpica del volley femminile è stato un'importante vetrina per la città e i catanesi hanno risposto appieno al richiamo dell'evento sportivo, riempiendo gli spalti del PalaCatania. La manifestazione internazionale che si è conclusa positivamente per la nazionale femminile di pallavolo è stata un successo anche sugli spalti a riprova dell'interesse della città per questi eventi sportivi. A costituire un forte limite per lo svolgimento di appuntamenti di questa portata sono le condizioni degli impianti sportivi della città: paradigma della situazione in cui versano molte strutture è il PalaNesima. Il palazzetto si trova nell'omonimo quartiere e fu realizzato per ospitare alcuni appuntamenti delle Universiadi del 1997; negli anni successivi venne utilizzato per i giochi mondiali militari del 2003 ma a partire da questa data iniziò il progressivo abbandono dell'impianto. Nel 2016, le speranze di vedere uno dei palazzetti sportivi più grandi del Sud Italia ritornare all'originale splendore, si fanno più concrete: il 30 aprile l'allora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, formalizza con l'ex sindaco della città etnea, Enzo Bianco, il "Patto per Catania" con il quale sono state stanziate risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione per lo sviluppo della città. Al PalaNesima, infatti, vengono destinati 6.106.872,00 milioni di euro. Da allora la situazione della struttura rimane in standby: lo stato di abbandono e degrado peggiora in attesa degli sviluppi dell'iter burocratico per la riqualificazione. Le tanto attese buone notizie giungono proprio in questi giorni: con un provvedimento della Direzione Lavori Pubblici - Infrastrutture Mobilità Sostenibile sono stati nominati i dipendenti dell'amministrazione comunale a cui conferire l’incarico di progettista e direttore dei lavori per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del palazzo dello sport di Nesima. Si tratta del primo sostanziale passo verso la definitiva riqualificazione della struttura: spazzatura e macerie potrebbero entro pochi anni essere solo un ricordo.

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07 lug 2019

Cittadella Giudiziaria di Catania, verso un nuovo edificio in viale Africa: opportunità da cogliere

di Andrea Tartaglia

Il dibattito sulla localizzazione di nuovi uffici giudiziari a Catania ha tenuto banco per quasi due decenni. Già questo dato fa riflettere sui tempi per la realizzazione di nuove opere strategiche nel nostro territorio, piuttosto lunghi, che portano così a uno sviluppo lento della città. In questo caso in particolare, oggi, quantomeno, sembra si sia giunti in prossimità della meta, con l'annuncio da parte dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che l'ex "palazzo delle poste" di viale Africa, a Catania, sarà demolito per dar luogo a una struttura totalmente ex novo da dedicare agli uffici giudiziari. Facendo un paio di passi indietro nel tempo, si ricorda che l'ipotesi di localizzazione in viale Africa di nuovi uffici giudiziari era nata sin dal principio, quando nel 2000 l'edificio in questione fu acquistato con fondi del Ministero della Giustizia. A tale ipotesi, però,  ben presto se ne affiancò un'altra che proponeva invece di realizzare la cittadella della giustizia a Librino e, poi, in tempi più recenti, presso l'ex ospedale Ascoli Tomaselli, destinando invece l'ex palazzo delle poste di viale Africa ad uso turistico ricettivo. Si accese così un dibattito non di secondaria importanza, visto che ognuna delle opzioni avrebbe avuto importanti riflessi in ambito urbanistico e architettonico, cambiando non solo la percezione ma anche il modo di vivere alcuni "pezzi" di città. A tal proposito, ecco un contributo apparso sul quotidiano "La Sicilia" il 5 febbraio 2012: Una possibile sede vagliata per la nuova cittadella giudiziaria, dunque, era stata il quartiere di Librino: un complesso particolarmente ampio, in realtà, dove avrebbero trovato luogo anche molti uffici comunali, una struttura ricettiva e un centro polifunzionale. Questi i numeri del progetto datato 2011: Uffici comunali: 29600 mq; Uffici giudiziari: 23900 mq; Uffici TAR: 10400 mq; Avvocatura distrettuale: 3080mq; Commissioni Tributarie: 3000mq; Struttura ricettiva: 11600 mq; Centro polifunzionale: 4000 mq. L'ipotesi Librino era particolarmente suggestiva: si sarebbero portate nuove funzioni in un quartiere che, ancora oggi, è quasi esclusivamente residenziale, con indubbi benefici per quest'area periferica della città che, così, avrebbe acquisito maggiore centralità e innescato anche nuove attività economiche. Di questo progetto, però, non se ne fece più nulla e così tornò in auge l'ipotesi viale Africa (a parte la soluzione non poi percorsa dell' ex Ascoli Tomaselli), nonostante per molti -compreso chi scrive- quest'arteria lungo il Caìto avesse una vocazione più turistica da perseguire. Una volta operata la scelta definitiva di viale Africa presso l'ex palazzo delle poste, dunque, sia per l'opposizione di giudici e avvocati ad altre sedi che, soprattutto, per l'impossibilità del cambio di destinazione d'uso secondo il Ministero della Giustizia, inizialmente si pensò di ristrutturare l'edificio esistente. Giungiamo così alla notizia di questi giorni: le indagini sullo stato di conservazione delle strutture esistenti hanno fatto emergere notevoli limiti del costruito, tali da rendere la ristrutturazione più onerosa della demolizione e ricostruzione che è lo scenario, dunque, divenuto attuale. Il tema della demolizione e ricostruzione, in verità, sarebbe auspicabile divenisse dominante nel prossimo futuro di Catania: la stragrande maggioranza del patrimonio edilizio costruito dopo la seconda guerra mondiale, specialmente sino agli anni '80, quando ancora non era imposto alcun accorgimento antisismico, presenta carenze notevoli sia in termini strutturali (trattandosi fondamentalmente di edifici non antisismici in un territorio ad alto rischio), sia in termini di consumo energetico. Una grande operazione di "messa in sicurezza" urbana potrebbe davvero rappresentare un volano straordinario per l'economia locale, contribuendo al tempo stesso a migliorare la qualità architettonica e dei tessuti urbani. Ed è così che, oggi, possiamo avere una piccola ma importantissima anticipazione di questo processo: demolire e ricostruire significherà poter modificare non solo la disposizione dei volumi ma anche l'assetto rispetto al contesto urbano, parallelamente alla realizzazione di strutture che siano sì antisismiche (com'è ovvio che sia) ma anche dal minore impatto energetico possibile e, non ultimo, di elevata qualità architettonica. Per questo l'auspicio è che il nuovo progetto, particolarmente delicato perché in un'area di elevato pregio, tra il centro della città e il mare, a fianco del complesso fieristico Le Ciminiere, possa essere un modello per innalzare il livello qualitativo architettonico e urbanistico dell'area e, quindi, di Catania. Un'opportunità da non sprecare e che, idealmente, pur al costo di qualche mese di tempo in più, può essere colta mediante un concorso di progettazione dal quale selezionare il miglior contributo. Questo, magari, potrebbe prevedere almeno una parziale apertura degli spazi quantomeno alla quota stradale a tutti i cittadini, in modo da potersi affacciare anche sulla costa e integrare nuovi spazi pubblici alla passeggiata lungo la litoranea. Non va dimenticato che quest'area cittadina soffre la mancanza di un rapporto diretto tra la città e il mare che va recuperato. Il cronoprogramma, però, è già definito e prevede l'inizio dei lavori di demolizione entro quest'anno per concludersi entro la prossima estate. Contestualmente, sarà portato avanti il progetto del nuovo complesso, che dovrà essere pronto in due anni, prima del termine del governo regionale di Musumeci, secondo le intenzioni dell'Assessore Falcone. Che il Comune di Catania e tutti gli enti interessati possano ora fare squadra per dare alla città il miglior risultato possibile.

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11 apr 2019

FOTO | Il nuovo rapporto tra la città e il mare: le immagini dei progetti vincitori del concorso internazionale di idee

di Andrea Tartaglia

C'è tanto verde e "tanta Catania" nei progetti che hanno visto aggiudicarsi i primi tre posti del concorso internazionale di idee per la riqualificazione del lungomare cittadino, nel tratto compreso tra il Faro Biscari e piazza Europa, ossia la zona più centrale della città, dove insiste il porto e dove è presente la linea ferrata statale, che in tutti i progetti scompare alla vista ma rimane a servire la città sottoterra, liberando preziose aree in superficie. C'è tanta Catania perché in tutti i raggruppamenti di professionisti vincitori ci sono architetti e ingegneri nati o che lavorano sotto l'Etna. Al primo posto, infatti, assieme a Park Associati Srl di Milano (capogruppo), c'è il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. che ha sede alle porte di Catania, precisamente a San Giovanni la Punta, insieme con la COPRAT di Mantova. Al secondo posto troviamo Calì Architetti, con sede ad AciCastello, e ACA Amore Campione Architettura degli ingegneri catanesi Sebastiano Amore e Angela Campione, con studio a Giarre, affiancati dallo studio catalano Arriola & Fiol arquitectes di Barcellona. Al terzo posto un'altra commistione di successo: la Società di Architettura TernulloMelo Architects, fondata dalla catanese Chiara Ternullo e da Pedro Teixeira de Melo nel 2006, a Lisbona. La presenza dei tanti siciliani, oltre ad aver senz'altro animato la partecipazione a un concorso che, se la politica locale si rivelerà capace, potrà rappresentare molto per il futuro di Catania, si nota particolarmente nella comprensione dei luoghi e nelle proposte che, pur innovative com'è giusto che sia, rispettano e si adeguano alla fisionomia della città, da sempre esempio di dinamismo nel sud Italia. Scopriamo i tre progetti attraverso le immagini dei rispettivi masterplan e dei render più interessanti: 1) Park Associati Srl, Milano; Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l., San Giovanni la Punta; COPRAT, Mantova Il progetto, di cui una descrizione testuale e due immagini erano state qui pubblicate in data 11 aprile, viene momentaneamente rimosso su richiesta dello studio vincitore, poiché a sua volta invitato dal Comune di Catania a non diffondere, per il momento, immagini e testi del progetto. Design team PARK Associati Srl, Milano (MI) Team Filippo Pagliani, Michele Rossi Elisa Taddei (Project Leader) Ciro Capasso, Marinella Ferrari, Andrea Manfredini, Simone Marzorati, Luna Pavanello, Michele Versaci Consulenti RTP Progettazione edilizia, urbanistica, infrastrutture/trasporti, economia/estimo, sismica R1 - Consorzio stabile di ingegneria R1 Scarl, San Giovanni la Punta (CT) Sostenibilità ambientale ed energetica, impiantistica e reti COPRAT – Società di ingegneria, Mantova (MN) Consulenti esterni Landscape Projet Base Sarl, Parigi Infrastrutture e trasporti MIC – Mobility in chain Srl, Milano (MI) Economia / Estimo Smart Land Srl, Mestre (VE) Marketing territoriale Luca Ruggiero, Catania (CT) Gianni Petino, Catania (CT) Teresa Graziano (CT) 2)  Calì Architetti, ACA Amore Campione Architettura, Arriola & Fiol arquitectes La proposta progettuale prevede la riorganizzazione dell’intero sistema costiero – da Piazza Europa al Faro Biscari - a partire dalle peculiarità dei diversi contesti che lo costituiscono, incrociando la lettura longitudinale del margine urbano rappresentato dalla linea di costa con una lettura trasversale degli innesti delle diverse parti di città che lo toccano. Il progetto definisce relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche tra il sistema urbano, portuale e territoriale ma anche l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, il ripensamento e la valorizzazione degli spazi pubblici in generale. L’obiettivo è disegnare un sistema urbano unitario che dia la preminenza alla presenza ed alla fruizione del mare ma che rispecchi al contempo le differenti caratteristiche storiche, morfologiche e funzionali dell’area: una fascia di verde attrezzato estesa lungo gli ambiti interessati dal progetto sulla quale si collocano gli interventi di riqualificazione come emergenze in grado di dare riconoscibilità alle diverse parti di città. La realizzazione del Masterplan proposto si basa su un programma articolato in stralci funzionali che ha come obiettivo l’armonizzazione degli interventi, anche se dipendenti da amministrazioni diverse, attraverso una realizzazione flessibile per fasi di attuazione. Gli stralci funzionali relativi ai diversi sotto-ambiti faranno riferimento ad altrettanti programmi di finanziamento che potranno coinvolgere operatori pubblici e privati attraverso formule differenziate quali project financing, finanziamenti europei, programmi ministeriali etc. Il progetto prevede quindi sia la riconversione e riqualificazione di vecchi edifici ormai in disuso, come la riprogettazione e introduzione di nuovi elementi connettori del tessuto. In Piazza Candido Cannavò (già Piazzale Oceania) e in Piazza Papa Giovanni XXIII, fulcri urbani strategici in cui la ferrovia rappresenta un limite invalicabile per il cittadino, si ricorre a strategie che ne prevedono lo scavalcamento attraverso spazi pubblici quali piazze o parchi, avendo così un vantaggio temporale in termini di tempistiche realizzative sull’idea di interramento della ferrovia. La scelta di costruire in maniera densa ma assolutamente concentrata, come per la torre svettante sulla piazza della stazione, trasmette la volontà forte di lasciare permeabilità tra la città e il mare, rendendo economicamente fattibile la realizzazione di un articolatissimo spazio pubblico fronte mare. GRUPPO DI PROGETTAZIONE Calì architetti Arriola e Fiol arquitectes ACA Amore Campione Architettura Collaboratori: Marialaura Calogero Grazia Corsaro Leonardo Pennisi Gabriele Russo Graziano Testa Consulenti: Sebastiano Impallomeni David Soler 3) TernulloMelo Architects La proposta siculo-lusitana è caratterizzata da una visione della città che ragiona a 360° avvalendosi delle linee guida tipiche delle smart cities, proponendo un miglioramento della viabilità sul lungomare e una città più inclusiva e più creativa come principio per gli spazi pubblici, attraverso la redazione di un Manuale dello Spazio Pubblico, un concetto e un marchio per la città, con una visione non esclusivamente focalizzata sull’attrazione turistica, ma più in generale sul miglioramento della qualità della vita. Architettura: TERNULLOMELO ARCHITECTS  www.ternullomelo.com Chiara Ternullo, Pedro Teixeira de Melo, Federica Russo, Paolo Valastro, Giulia D'Addario Paesaggio: BALDIOS arquitectos paisagistas http://www.baldios.pt Marketing Territoriale: Miguel Fernandes Urbanistica: Ana Escoval Sostenibilità ambientale ed energetica: Fanor Serrano Pedroza Infrastrutture e trasporti: André Remédio http://www.engimind.com Impianti e reti:  Pedro Reis http://www.engimind.com Economia ed estimo: Enza Messina Immagini 3D: TERNULLOMELO e Gianluca Zito Nello studio lusitano ci sono due collaboratori catanesi, Federica Russo e Paolo Valastro, e alla produzione dei render ha partecipato anche il siciliano Gianluca Zito. 

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10 apr 2019

Nuovo lungomare di Catania, dal porto a piazza Europa: scelti i progetti vincitori

di Andrea Tartaglia

Ci sono anche architetti e ingegneri catanesi sul podio dei vincitori del Concorso internazionale di idee per la riqualificazione del waterfront cittadino, dal Faro Biscari a piazza Europa. La competizione, avviata dalla precedente amministrazione comunale e i cui termini erano stati riaperti dall'attuale nei mesi scorsi, si è conclusa premiando al primo posto Park Associati Srl di Milano (capogruppo), insieme con il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. di San Giovanni la Punta (CT) e la COPRAT di Mantova (mandante); al secondo posto (ad appena un punto di distacco dal primo) un raggruppamento di professionisti in gran parte catanese: Calì architetti, Arriola & Fiol arquitectes (Barcellona) e ACA Amore Campione Architettura e, al terzo, la Società di Architettura “Ternullo / Melo Architects” di Lisbona. La commissione del seggio di gara ha completato i suoi lavori procedendo all’aggiudicazione del concorso internazionale di idee per la rigenerazione urbanistica dell’area lungo il fronte mare cittadino che si estende da Piazza Europa  sino alla zona del faro Biscari, all'altezza della zona meridionale del porto. Complessivamente le aziende dei progetti vincitori si sono aggiudicati la somma di 160 mila euro finanziariamente impegnata dal Comune di Catania nel 2017, da suddividere secondo le modalità previste dal bando. «L’oggetto  "Idee per un Masterplan – Riqualificazione del Waterfront e delle zone di interazione della Città con il Porto e la Ferrovia" della procedura ad evidenza pubblica -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese-  rende al meglio la finalità di un bando che abbiamo riaperto per consentire la massima partecipazione di progettisti, anche di rango internazionale, a uno dei piani di sviluppo fondamentali per la nostra Catania. Vale a dire definire con soluzioni progettuali innovative la revisione dello strumento urbanistico, ancora fermo al 1969, di cui il riordino della zona costiera è elemento essenziale per riqualificare per riunire la città e il mare e mettere a sistema un insieme di aree tra loro, oggi, molto diverse tra loro.  Ringrazio tutti i tecnici e i rappresentanti degli ordini professionali che hanno collaborato per l’obiettivo e in particolare il Direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani per avere proceduto all’aggiudicazione in tempi brevissimi, così da armonizzare il lavoro di redazione del nascente Prg a queste straordinarie idee progettuali al massimo livello internazionale, che disegnano la nuova Catania aperta al mare e che ricuce il suo rapporto con il Mediterraneo».   Nell’ampia fascia urbana costiera oggetto del concorso di idee, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente, il porto e la città, aree che oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza abitativa e dello sviluppo ordinato del rapporto città-mare. «Grazie a questi straordinari contributi di idee e progetti al massimo livello internazionale -ha concluso il primo cittadino- proseguiremo con i criteri innovativi di una disciplina pianificatoria complessiva, per giungere alla sintesi migliore e disegnare efficacemente il nuovo rapporto tra il mare e la città del futuro, nell’ambito del nuovo Prg che arriva dopo cinquanta anni di rinvii».   Spetterà ora alla politica locale, nei prossimi anni, tradurre il più possibile in realtà quanto progettato, che per ora si inserisce prepotentemente nel "libro dei sogni" della città di Catania. Molte soluzioni progettuali, oltretutto, sono pensate con elementi architettonici in grado di rendere economicamente sostenibili gli interventi, con un mix di spazi pubblici ed edifici privati in grado di generare profitto. All'amministrazione etnea la sfida di fare davvero diventare Catania una moderna città europea. Qui le immagini dei progetti vincitori: il nuovo rapporto tra la città di Catania e il suo mare.

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29 mar 2019

FOTO | C.so Martiri della Libertà, aperte le prime aree. A breve il bando per Piazza della Repubblica

di Andrea Tartaglia

Sono state festosamente aperte e consegnate ufficialmente stamattina, alla città di Catania, le quattro aree di Corso Martiri della Libertà dove a dicembre 2017 erano stati avviati i primi, "storici" lavori di risanamento del viale e aree limitrofe. Alla presenza del Sindaco Salvo Pogliese e dell'Assessore alla Mobilità Giuseppe Arcidiacono, le zone riqualificate sono state invase da bambini e adulti partendo dall'area compresa tra piazza Grenoble e via Maddem, per poi spostarsi sul corso. Panchine assenti nel lotto nei pressi di piazza Grenoble, precisamente tra via Teocrito, via Luigi Castiglione e via Maddem, ma l'Assessore Arcidiacono assicura che saranno installate entro un mese e, contestualmente, verranno anche sostituite quelle già presenti in via Fischetti e in C.so Martiri della Libertà. La fontana nei pressi della "fera", inoltre, non è stata ancora attivata per qualche problema burocratico legato all'allaccio Enel, ma anche in questo caso è questione di giorni. Nonostante queste piccole mancanze, si è ritenuto opportuno voler comunque aprire queste aree che, per il resto, offrono finalmente un dignitoso assetto urbano a zone prime degradate, anche al fine di non esporle ulteriormente a possibili atti di vandalismo. Particolarmente apprezzato, soprattutto dai più giovani, il nuovo campetto polisportivo di Corso Martiri della Libertà, dove finalmente i primi palloni hanno cominciato a rotolare, mentre lungo il vicino parterre alberato hanno avuto luogo le prime passeggiate di cittadini e turisti, prima costretti in uno stretto percorso accidentato. Un po' di sporcizia, invece, nel tratto di via Fischetti, dove le aiuole, nel corso degli ultimi mesi, hanno subito evidenti deterioramenti. Da oggi, la manutenzione spetterà al Comune di Catania. Tutte le aree, da ieri sera, sono dotate di impianto di illuminazione a led funzionante che garantisce una consistente luminosità. Gli stessi lampioni, inoltre, sono dotati di telecamere di videosorveglianza. Tutte le aiuole sono dotate di impianto di irrigazione. L'attenzione, adesso, è rivolta al prossimo passo: il bando per i lotti vp1 e vp2 che riguarda la realizzazione di un parcheggio interrato di oltre trecento posti e un parco soprastante in Piazza della Repubblica. Secondo il Sindaco, i tempi saranno brevi: in sei mesi, nella più ottimistica delle previsioni, potrebbero («il condizionale è d'obbligo», ha sottolineato il primo cittadino) addirittura cominciare i lavori (la gara, però, è ancora da bandire). Ti potrebbero interessare: Il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero Corso Martiri della Libertà, spuntano i primi alberi dopo oltre 60 anni C.so Martiri della Libertà, il Comune rassicura sui lavori: entro l’anno il secondo bando

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28 mar 2019

Corso Martiri della Libertà: in consegna le prime quattro aree; attesa per il prossimo bando

di Andrea Tartaglia

Nell'ambito della riqualificazione di Corso Martiri della Libertà e aree limitrofe, saranno finalmente inaugurate domani le prime quattro aree dove sono state realizzate opere di urbanizzazione e di arredo urbano. Si tratta delle aree vp3, vp4, vp5 e vp6 dell'ampio masterplan e saranno consegnate alla città domattina, 29 marzo, alle 11:30, in piazza Grenoble (l'area vp3 del piano), alla presenza del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese.  Gli interventi realizzati in piazza Grenoble e in Corso dei Martiri della Libertà, riguardano spazi a verde attrezzato, un campo sportivo (nei pressi del plesso scolastico di via Marchese di Casalotto), una fontana (in piazza Grenoble) e numerose aree di transito e sosta pedonale. Sono stati effettuati con l’impiego esclusivo di fondi dei privati titolari della proprietà delle aree, inserite nel progetto curato dall’architetto Cucinella, incaricato nel 2012 di redigere il piano di sviluppo della grande superficie nel centro di Catania. I lavori di interesse pubblico, iniziati nel dicembre 2017 sulla scorta di procedure di gara aggiudicate al netto del ribasso con la somma di 1,438 milioni di euro, sono stati eseguiti coi titoli edilizi e le cubature contenute nella convenzione siglata al Tar, nel novembre 2012, tra il Comune e Istica S.p.A.. I ritardi di alcuni mesi che si sono registrati nella consegna delle opere, sono frutto della sospensione cautelativamente operata dall’Istica e dal Responsabile Unico del Procedimento, per via di alcune anomalie segnalate dal nucleo ispettivo in sede di controllo delle aziende esecutrici. Il cantiere, di fatto, era già stato sostanzialmente bloccato già a giugno del 2018 e solo nelle ultime settimane erano ripresi i lavori, precedentemente sospesi per dirimere le delicate criticità rilevate durante l’esecuzione delle opere. Decisiva si è rivelata la preziosa attività svolta dalla cabina di regia prefettizia che ha permesso di attuare stringenti controlli, fino ad oggi mai realizzati per un appalto, permettendo, in fase preventiva, di controllare flussi economici, corretta applicazione delle norme e delle previsioni progettuali. Per nuove aree che si consegnano alla città, l'attenzione è già rivolta al prossimo passo: si attende la comunicazione circa il bando di gara per il prossimo lotto (aree vp1 e vp2) che prevede la realizzazione di un grande parcheggio interrato in piazza della Repubblica e di un parco soprastante. Ti potrebbero interessare: Il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero Corso Martiri della Libertà, spuntano i primi alberi dopo oltre 60 anni C.so Martiri della Libertà, il Comune rassicura sui lavori: entro l’anno il secondo bando  

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13 feb 2019

Riqualificazione di Piazza Ludovico Ariosto, lavori terminati ma l’intervento non è completo

di Andrea Tartaglia

Piazza Ludovico Ariosto, nel cuore della Catania realizzata negli anni '60, è una piazza abbastanza importante di questa zona della città a nord est del centro storico. È sede di banche, numerosi esercizi commerciali, uffici e, naturalmente, diversi condomini anche piuttosto alti. È tangente a via Giacomo Leopardi e vi confluiscono via Asiago, collegamento con piazza Europa, e via Monfalcone, collegamento con Corso Italia, oltre alle vie Gradisca e Pietro Metastasio. Al centro è presente un impianto distributore di benzina. Sotto l'Amministrazione Scapagnini era sorta la possibilità che vi venisse realizzato un parcheggio pertinenziale interrato, una soluzione utile che avrebbe permesso di liberare la superficie dalle numerose aree in sosta e di aumentare la dotazione di verde dell'area, poiché era contestualmente prevista la piantumazione di nuovi filari di alberi anche nelle vie limitrofe, laddove sarebbe diminuita l'area destinata alla sosta. Ma di questo progetto di parcheggio interrato, così come per tutti gli altri proposti sotto quell'Amministrazione, ad eccezione del parcheggio Europa, non se ne fece niente. La piazza, nel frattempo, presentava condizioni di degrado, con aiuole malcurate e pavimentazione vecchia e in parte danneggiata, una "fontanella" non funzionante e assenza di panchine. Sotto l'ultima Amministrazione Bianco fu così avviato un progetto di riqualificazione della piazza che ha interessato tutta l'area centrale. I lavori si sono conclusi nei mesi scorsi e oggi appaiono ultimati, poiché l'area di cantiere è stata liberata e aperta alla fruizione. I lavori sono consistiti nel totale rifacimento della pavimentazione, con un nuovo schema planimetrico, nella ristrutturazione e risagomatura delle aiuole, dove sono state piantumate anche nuove essenze vegetali, nella installazione di una nuovo punto di abbeveraggio, nella collocazione di nuovi pali di illuminazione e nella dotazione di nuovo arredo urbano, consistente in panchine, cestini portarifiuti e anche un gazebo con un tavolo in pietra sottostante. Tutto... quasi bene. A lavori ultimati, infatti, sono evidenti alcuni difetti: l'impianto di illuminazione, con due alti pali dotati di quattro fari a led ciascuno, non è mai entrati in funzione. L'area del distributore di benzina non è stata coinvolta nella riqualificazione e così, a fianco della nuova, elegante pavimentazione, convive ancora un'area di pochi metri quadri con quella vecchia, malandata e cromaticamente del tutto differente. Infine, cosa piuttosto grave, il basolato lavico sulla corsia per il rifornimento di benzina, che era stato danneggiato e asportato per realizzare i nuovi marciapiedi, non è stato ripristinato e ora, in ampie parti, è tappezzato di macchie di asfalto. L'auspicio è che l'attuale Amministrazione comunale si impegni e possa rendere l'intervento di riqualificazione finalmente completo in ogni aspetto. Dopo tanti anni per vedere finalmente la piazza ristrutturata, notare i gravi difetti sopra riportati fa storcere il naso non poco.

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