Opere
14 dic 2020

Passante Ferroviario di Catania

di Roberto Lentini

Il passante ferroviario di Catania è un'infrastruttura di tipo metropolitano, in parte realizzata e in parte in corso di realizzazione, lungo la tratta ferroviaria urbana del capoluogo etneo compresa tra le stazioni di Cannizzaro (a nord) e di Bicocca (a sud). Nel più ampio raggio, fa parte della linea che si estende da Taormina (a nord) a Lentini (a sud), servendo anche i comuni di Acireale e di Acicastello. Pertanto, a interventi ultimati, l'intera linea disporrà sia di un raggio d'azione metropolitano (urbano e sub urbano) che comprensoriale. L'infrastruttura, che comprende il cosiddetto "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, ambisce a offrire all'utenza un servizio di tipo metropolitano grazie alla prevista elevata frequenza di corse e all'apertura di diverse, nuove stazioni e fermate in ambito urbano, alcune delle quali aperte negli ultimi anni. Tuttavia, ad oggi si attende ancora il nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e il tracciato è servito solo da treni regionali e nazionali, con una frequenza insufficiente per garantire, all'attualità, un uso metropolitano. L'attuale percorso metropolitano del passante ferroviario di Catania è così articolato, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella * Bicocca Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * stazione momentaneamente chiusa La fermata di Catania Ognina, inaugurata il 18 giugno 2017, è stata realizzata nel tratto allo scoperto compreso fra lo sbocco della galleria ed il cavalcavia su viale Ulisse. È dotata di marciapiedi della lunghezza di 125 metri, coperti da pensiline e collegati da un sottopassaggio pedonale, e di un parcheggio con ingresso da via Fiume con una capacità di 120 posti auto. Sostituisce definitivamente la vecchia, omonima fermata, localizzata più a nord. La fermata di Catania Picanello, inaugurata il 20 dicembre 2018 e aperta al pubblico il giorno seguente, è sita nell’omonimo quartiere, in un’area compresa tra via Messina e via Libertini, nei pressi di via Guerrera, ed è interamente sotterranea. Dispone di due accessi, uno in via Timoleone e l’altro in uno slargo accessibile da via Messina e da via Libertini. Tali accessi sono dotati di scale fisse e mobili, con un ascensore in via Libertini. Rispetto alle altre fermate di piazza Europa e di Ognina, a Picanello la ferrovia giunge in doppia canna, pertanto con binari e banchine distanti tra loro, collegate da corridoi. Queste banchine hanno una lunghezza di 108 metri per i treni percorrenti il binario pari e di 146 metri per i treni percorrenti il binario dispari. La fermata di Catania Europa, inaugurata il 18 giugno 2017 e aperta al pubblico nelle settimane successive, ad angolo tra viale Africa e piazza Europa, è provvista di due marciapiedi coperti da pensiline lunghi 125 metri ciascuno, con rampe coperte per il collegamento con la piazza. Nell'ambito dei lavori del Nodo Catania riguardanti l'area urbana e suburbana, gli interventi e le opere di futura realizzazione comprendono, nel breve termine: La riapertura della stazione di Catania Acquicella; L'apertura al pubblico della fermata provvisoria realizzata presso l'aerostazione di Catania Fontanarossa, prevista entro il primo trimestre 2021; La realizzazione di una bretella di raccordo con la linea ferroviaria Palermo – Catania; La riorganizzazione del polo manutentore e dello scalo merci di Bicocca (trasferimento degli impianti di Catania Acquicella). Questo, dunque, l'assetto del passante previsto nel breve termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto - Fontanarossa Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania). Queste, invece, le opere previste nel lungo termine: L’interramento della linea ferroviaria tra Piazza Europa e viale VI Aprile, inclusa la stazione di Catania Centrale; La realizzazione di un nuovo percorso ferroviario interrato a doppio binario tra viale VI Aprile e l'attuale stazione di Catania Acquicella, di prevista dismissione; La realizzazione di una nuova stazione nei pressi dell'aeroporto di Fontanarossa, in corrispondenza dell'omonimo parcheggio scambiatore e della futura stazione della metropolitana di Santa Maria Goretti; La realizzazione di due nuove fermate urbane tra Catania Centrale e Fontanarossa: Catania Duomo-Porto e Catania San Cristoforo; La soppressione della fermata di Catania Acquicella; Interramento dei binari a ovest del sedime aeroportuale per consentire la realizzazione di una nuova pista di decollo/atterraggio. Questo, pertanto, l'assetto del passante previsto nel lungo termine, in ambito metropolitano, da nord a sud: Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cappuccini * Acireale Sud Acicastello *** Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale * Catania Duomo-Porto * Catania San Cristoforo * Catania Aeroporto ** Bicocca Passo Martino Lentini (in grassetto le stazioni/fermate ubicate nell'area urbana di Catania) * nuove stazioni/fermate sotterranee ** nuova fermata in sostituzione dell'omonima fermata provvisoria *** proposta Per meglio comprendere le dinamiche che hanno portato alle soluzioni sopra descritte, e in particolare il progetto di raddoppio con interramento del percorso ferroviario nel centro della città, è opportuno richiamare alcuni passaggi storici e notizie. Fin dalla seconda metà dell'Ottocento la linea ferroviaria statale lungo la costa catanese ha costituito una cesura tra la città e il mare, in particolare tra la zona di piazza Europa (lungo tutto il viale Africa) e il porto, creando una cintura di ferro lungo la costa. Questa ha talvolta impedito fisicamente l'affaccio sul mare, come avvenuto lungo la scogliera del Caito, e altre volte ha creato una barriera visiva e psicologica tra la città e il mare, come successo con la realizzazione del viadotto degli Archi della Marina. Sono state inoltre realizzate opere che hanno compromesso il tessuto urbano storico, come la trincea ferroviaria che dagli Archi della Marina si sviluppa in direzione del Castello Ursino, prima di interrarsi. Con l'intento di porre un almeno parziale rimedio alla cesura tra il mare e la città, RFI, Rete Ferroviaria Italiana, nel corso degli ultimi lustri aveva avanzato e sviluppato un'ipotesi progettuale, nell'ambito di realizzazione del passante, che prevedeva l’interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all’Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine, nulla risolvendo, quindi, da un punto di vista urbanistico, lungo tutta l'area del centro storico interessata. Ma l’ulteriore allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro storico, che si sarebbe perpetutato con il progetto di raddoppio di RFI ancora valido sino a pochi anni fa, insieme con la perdita della possibilità di recupero di spazi urbani in pieno centro storico sacrificati per l'infrastrutturazione ferroviaria, è stato scongiurato grazie all'opposizione dell'amministrazione comunale e del mondo civico: il progetto iniziale di Rfi, infatti, per come ipotizzato, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all’altezza della Villa Pacini, che oltre a “stressare” la datata struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un’imponente intervento per limitare l’impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell’Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell’Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d’accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Pertanto, nel 2013, Rfi  rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell’area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell’Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Nel frattempo sono state quasi ultimate le opere previste di raddoppio nel tratto Catania Ognina - Catania Centrale con le nuove fermate di CT Ognina, CT Picanello e CT Europa. Il 24 luglio 2017, a seguito dell'apertura tecnica delle nuove stazioni di Catania Ognina e Catania Europa insieme con cinque chilometri di nuovo binario, è stato inaugurato il raddoppio della linea ferroviaria Catania Centrale - Catania Ognina alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dell'Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, Luigi Bosco, e del Sindaco di Catania, Enzo Bianco. I lavori hanno richiesto un investimento complessivo di 100 milioni di euro. Le nuova fermate di Catania Ognina e Catania Europa sono aperte al pubblico in quanto pienamente operative. Sul fronte, invece, della tratta Catania Centrale - Acquicella, RFI aveva proposto alcune nuove ipotesi progettuali: Soluzione Porto 1 Soluzione Archi Soluzione Dusmet Soluzione Porto 2 Tra queste, la soluzione scelta per il progetto preliminare è stata quella denominata Porto 2. In prima istanza, infatti, si sono escluse la soluzione Dusmet che prevedeva l’interruzione totale del traffico veicolare su via Dusmet e la soluzione Archi che prevedeva interferenze con il fabbricato della vecchia dogana, la demolizione di parte degli Archi della Marina e l’interruzione del traffico veicolare su via Dusmet. La soluzione Porto 2, di cui vi avevamo dato notizia in questo articolo, prevedeva un percorso sino ad Acquicella interrato, con la realizzazione di un tunnel con le nuove fermate di Porto e Ursino e il seminterramento di Acquicella. A partire dal dicembre 2017, quindi, sono stati condotti i sondaggi geognostici lungo il percorso ipotizzato e sono emerse delle criticità che avrebbero interessato la Fermata Ursino: i cedimenti prodotti in superficie dal sistema di gallerie e dagli scavi a cielo aperto sarebbero stati piuttosto rilevanti e in relazione a tali cedimenti sarebbe stato necessario sgomberare, per un periodo di tempo non inferiore ai 2/3 anni, circa 80 unità immobiliari. È inoltre emerso che le attività di scavo risultavano sì essere compatibili con le Terme dell’Indirizzo, ma occorrevano interventi massicci di consolidamento in fase di scavo atti a ridurre i cedimenti, con notevoli opere di messa in sicurezza preventiva dell’edificio stesso. A seguito di vari tavoli tecnici, in data 21 marzo 2018 si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania, nel corso della quale sono stati illustrati gli approfondimenti tecnici sul tratto di galleria in prossimità delle Terme dell’Indirizzo e sulla fermata Ursino, evidenziando in particolare che il nuovo tracciato risulta avere un rischio archeologico non rilevante. A conclusione dell’incontro la Soprintendenza ha inoltre chiesto che il nuovo tracciato non sottopassasse la Chiesa di San Sebastiano. È stato quindi redatto un nuovo progetto preliminare con alcune varianti sulla base delle criticità emerse sopra citate e la nuova soluzione, denominata Porto 3, è stata approvata dalla giunta comunale il 10 maggio 2018. Questi sono gli aspetti che caratterizzano la nuova soluzione, in un tracciato lungo 4.790 m: Miglioramento dell'ingresso per la fermata Duomo/Porto da piazza Paolo Borsellino; Trasformazione del tratto di ferrovia dismessa tra piazza Borsellino e Castello Ursino in un percorso ciclopedonale di ricucitura orientato  a favorire la continuità degli spazi del tessuto urbano; Eliminazione della fermata di Catania Acquicella, la cui funzione risulta assorbita dalla nuova fermata di San Cristoforo. Lunghezza galleria: 3.760 m; Lunghezza galleria naturale: ~ 1.160 m; Lunghezza galleria artificiale: ~ 2.360 m; Lunghezza galleria artificiale darsena: ~ 240 m. La soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare la visione trasportistica e la visione urbanistica per favorire, con l’interramento della ferrovia, la permeabilità fra mare e città per ridurre la scissione fra spazio urbano e spazio portuale, facendo dialogare centro urbano, porto e mare. Il nuovo tracciato e le stazioni della nuova ferrovia ipogea, nelle parti fuori terra, saranno inoltre  interessate da interventi di riqualificazione del waterfront e delle zone d’interazione della città con il porto e la ferrovia. Frattanto, per la fermata provvisoria di Catania Fontanarossa sono iniziati i lavori, attualmente quasi ultimati, nell'area destinata alla realizzazione dell'opera, con l'attivazione della nuova fermata a servizio dell'aeroporto "Vincenzo Bellini" di Catania prevista per primi mesi del 2021. Per l'interramento dei binari a ovest dell'area aeroportuale, invece, è stato istituito un apposito tavolo tecnico ed avviata la progettazione coordinata con ENAC/SAC. Interramento della stazione di Catania Centrale Il progetto di interramento della stazione di Catania Centrale si inquadra nell'ambito di un ampio programma di interventi che prevede anche la ricollocazione del deposito locomotive di Trenitalia e dello scalo merci di Catania centrale e un nuovo percorso di attraversamento del centro urbano tra Catania Centrale e l'attuale stazione di Catania Acquicella. L'interramento della stazione centrale di Catania non ha obiettivi di tipo trasportistico ma di riqualificazione ambientale e urbanistica. L'intervento prevede la realizzazione di una stazione, composta da due binari di corsa con precedenze, marciapiedi di 400 m e di un binario per il collegamento con il porto posta in galleria artificiale al di sotto del sedime dell'attuale impianto e di altri due binari per la sosta dei treni. In tutto i binari saranno cinque. Tratta Bivio Zurria-Catania Acquicella Inizialmente, Rete Ferroviaria Italiana aveva progettato il raddoppio del binario in affiancamento a quello esistente lungo tutto l'attuale tracciato (linea viola nell'immagine in basso) e dalla stazione centrale, da interrare a circa nove metri sotto l'attuale livello, verso l'aeroporto, i binari sarebbero riemersi attraverso una grande rampa in cemento per proseguire sugli Archi della Marina per poi interrarsi nuovamente all'altezza di piazza dell'Indirizzo e procedere passando sotto piazza Federico II di Svevia, intercettando un tratto delle antiche mura di Carlo V, cioè aree a forte densità archeologica e rendendo necessaria, per di più, la demolizione di diversi edifici settecenteschi e ottocenteschi. Un progetto contro il quale la città, come detto, in pieno accordo tra abitanti e istituzioni locali, si ribellò, chiedendo a Rete Ferroviaria Italiana di studiare un percorso alternativo e proponendo una diversa ipotesi di tracciato contenuta nel Piano regolatore generale del 2012 (mai approvato). Il progetto preliminare di Rfi inizialmente scelto tra le quattro ipotesi sopra riportate, Porto 2, aveva accolto le istanze della città, prevedendo un nuovo percorso interrato a doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. Nel 2018, la nuova variante con la scelta dell'ipotesi Porto 3 che prevede l'eliminazione delle fermate di Catania Acquicella e di Catania Ursino e la realizzazione di una nuova fermata, ad esse intermedia, denominata Catania San Cristoforo. Porto 3 costituisce, quindi, il nuovo progetto preliminare attualmente in vigore. Con il completamento di tutte le opere previste e considerando il nuovo progetto preliminare, in ambito comprensoriale, l'intera linea avrà quest'assetto, da nord verso sud: Taormina Alcantara Calatabiano Fiumefreddo Mascali Giarre - Riposto Carruba Guardia Mangano - Santa Venerina Acireale Cappuccini Acireale Sud Acicastello Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto/Duomo Catania San Cristoforo Catania Aeroporto - Fontanarosa Bicocca Passo Martino Lentini Le stazioni di Catania Centrale e Catania Fontanarossa saranno in interconnessione con le stazioni della metropolitana di Catania rispettivamente "Giovanni XXIII" e "Santa Maria Goretti". In quest'ultimo caso, inoltre, si scambierà anche col già esistente parcheggio d'interscambio di Fontanarossa. Il completamento dell’intera tratta metropolitana e comprensoriale è previsto per il 2028. 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25 nov 2020

Fermata ferroviaria Fontanarossa, a febbraio la nuova viabilità di collegamento con l’aeroporto

di Amedeo Paladino

"Entro febbraio 2021 sarà pronta la viabilità di collegamento tra la nuova fermata ferroviaria e la viabilità di accesso ai terminal dell’aeroporto": ad aggiornare sullo stato dei lavori è la stessa SAC, società di gestione dello scalo etneo, che sta realizzando la nuova strada in accordo con Rete ferroviaria italiana, Regione Siciliana e Comune di Catania. La notizia segue l'annuncio dell'approssimarsi del termine dei lavori della nuova fermata del passante ferroviario urbano di Catania al servizio dell'aeroporto di Catania, come riportato da Mobilita Catania il 13 novembre scorso. La nuova arteria collegherà la rotonda dalla quale oggi accede la Guardia Costiera, alla stazione dei treni ormai in fase di completamento. Un’operazione resa possibile grazie alla cessione del demanio da parte del Ministero della Difesa al Ministero dei Trasporti che, tramite Enac, lo ha dato in concessione a SAC. Nel dettaglio, la ditta che si è aggiudicata l'appalto, dopo aver effettuato la necessaria bonifica antibomba, sta procedendo a riqualificare il primo tratto di strada per poi realizzarne uno ex novo, fino al piazzale antistante la nuova stazione dei treni che sarà anch’esso riqualificato. SAC si occuperà anche dell’impianto di illuminazione stradale e della via di accesso alla zona militare. L’importo per la realizzazione dell’arteria, che sarà ultimata entro il mese di febbraio 2021, è di un milione e 400 mila euro. Nel progetto di SAC è inserita anche l’ampliamento e la riqualificazione della rotonda di accesso, area però di competenza comunale. "Siamo molto soddisfatti che si stia finalmente completando questa importante opera: – commentano il presidente e l'amministratore delegato di SAC, Sandro Gambuzza e Nico Torrisi - Si tratta di un passo significativo, in attesa della realizzazione della fermata al parcheggio Fontanarossa che, grazie al collegamento con FCE, porterà la metropolitana in aerostazione. In un momento di certo non facile per il sistema aeroportuale, è incoraggiante procedere alla realizzazione di opere utili alla collettività, in vista della piena ripresa dell’attività. Ringraziamo dunque Enac, Rfi e la Regione Siciliana, per averci consentito di realizzare questo importante collegamento che agevolerà l’utenza”. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Aeroporto di Catania Fontanarossa Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Fermata ferroviaria aeroporto Fontanarossa, aggiudicati lavori per il collegamento stradale Metropolitana di Catania

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13 nov 2020

Catania Fontanarossa, a dicembre attivazione tecnica della nuova fermata ferroviaria

di Andrea Tartaglia

A partire dal prossimo giorno 13 di dicembre, la nuova fermata del passante ferroviario urbano di Catania sita presso l'aeroporto di Fontanarossa sarà ufficialmente attivata e farà dunque parte dell'assetto di tutta l'infrastruttura, costituendo quello destinato a diventare uno dei nodi principali della mobilità sia a carattere metropolitano che regionale. È quanto emerge dalla circolare territoriale CT PA 15/2020 di Rete Ferroviaria Italiana che riporta l'attivazione della fermata al km 235+522, lungo la tratta ferroviaria Catania Acquicella - Bicocca. A quest'attivazione non corrisponderà l'immediata apertura al pubblico, giacché resta ancora da completare la viabilità di collegamento tra la nuova fermata e la viabilità di accesso ai terminal dell'aeroporto, tuttavia è un passaggio importante poiché quando questa sarà ultimata e percorribile, la fermata di Fontanarossa sarà immediatamente inseribile nei canali di vendita di Trenitalia e figurare, quindi, nell'orario invernale del servizio. La strada di collegamento, che unirà la fermata denominata "Catania Aeroporto - Fontanarossa" a via Fontanarossa, il viale che conduce al plesso dell'aerostazione, dovrebbe essere ultimata entro febbraio 2021. Entro la fine dell'inverno, dunque, per siciliani e turisti sarà più semplice raggiungere il principale scalo aereo dell'isola. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Aeroporto di Catania Fontanarossa Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Fermata ferroviaria aeroporto Fontanarossa, aggiudicati lavori per il collegamento stradale Metropolitana di Catania  

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20 mag 2020

Passante Ferroviario, nuovo tracciato urbano: confronto RFI – Comune di Catania sull’evoluzione progettuale

di Mobilita Catania

I nuovi e definitivi orientamenti progettuali della sistemazione del nodo ferroviario di Catania con l’interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario fino ad Acquicella, sono stati al centro di un incontro tra il sindaco Salvo Pogliese, il delegato per il Sud di RFI Salvo Leocata, gli assessori comunali Enrico Trantino, Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi, il consulente del Comune per il Prg Paolo La Greca e i dirigenti tecnici comunali Biagio Bisignani e Salvo Marra. Il progetto denominato "nodo Catania" prevede due lotti funzionalmente autonomi con nuova stazione sotterranea Duomo/Porto, il decentramento del deposito Ferroviario di Piazza Europa presso Catania Acquicella, la realizzazione del nodo di scambio con la metropolitana nell’area del parcheggio comunale gestito dall’Amt a Fontanarossa. «Abbiamo preso atto con estrema soddisfazione - ha detto il sindaco Pogliese – dell’avvio della fase definitiva di progettazione, da parte di Italferr, del tanto atteso quanto complesso lavoro volto all’interramento del fascio di binari che, dal 1870, costituisce una vera cintura di ferro che ha separato la città dal suo mare. Con questo progetto si disegna la Catania del 2030, ponendo i binari in sotterraneo e ridando nuova vita al fronte del Porto. La proposta ha colto la richiesta di limitare a soli 50 metri l’occupazione delle banchine portuali, anziché dei 160 originariamente previsti che avrebbero sacrificato eccessivamente lo specchio d’acqua. Il nuovo tracciato consentirà la realizzazione della stazione “Duomo” nei pressi di Villa Pacini -ha aggiunto il primo cittadino - con un impatto nullo sia per la zona di Castello Ursino che quella di San Cristoforo. Indubbiamente concorderemo ogni passaggio con il governo regionale ma ritengo che siano elementi di grande valenza progettuali rispettosi dell’ambiente per creare una doppia linea ferroviaria che sia davvero una vera e propria metropolitana costiera, che da Giarre arriva in pochi minuti nel cuore di Catania. Potremo pianificare la nuova scena urbana a partire dal waterfront di Catania da piazza Europa a piazza Borsellino grazie al nuovo e qualificante rapporto col mare. Gli archi della Marina potranno giocare il ruolo di una lunga passeggiata sopraelevata che connetterà il Passiatore al Castello Ursino. Faremo scegliere alla città, in un appassionato confronto sia con il consiglio comunale e attraverso un progetto di riqualificazione condiviso, il destino del vecchio viadotto ferroviario che il consiglio Comunale nell’epoca post unitaria, contrastò con forza quando ne fu proposta la realizzazione». La conformità delle nuove impostazioni progettuali alla pianificazione urbanistica saranno materia di confronto in queste settimane tra i tecnici comunali e quelli di Italfer e sfoceranno in una delibera di presa d’atto della Giunta Pogliese per una valutazione e un apprezzamento complessivo degli stati di avanzamenti progettuali per la realizzazione del Nodo Catania. Il progetto definitivo già affidato a Italferr Società di Progettazione Gruppo FS prevede un investimento complessivo di oltre 600 mln di euro e l’attivazione nel 2028. Sull’altro fronte, quello per l’interramento della linea ferroviaria per il prolungamento della pista dell’aeroporto Fontanarossa per un costo di 265 mln di euro, di valenza economica regionale e che sarà sviluppato di concerto con la Presidenza e l’assessorato Regionale alle infrastrutture e trasporti, si registra l’invio del progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere statale per il successivo avvio della fase di approvazione del progetto e di pubblicazione del bando di gara con l’attivazione prevista nel 2025. «Anche questo progetto giunto ormai agli ultimi passaggi burocratici – ha commentato il sindaco Pogliese – rappresenta uno snodo strategico che ci consente di avere finalmente un pista aeroportuale di oltre 3 mila metri e dunque in grado di ospitare i voli intercontinentali, un piano di sviluppo su cui sono fortemente impegnati il presidente Musumeci e l’assessore Falcone. È di grande importanza per la città – ha ribadito il Sindaco – anche la decisione di confermare il nodo di interscambio fra la linea ferroviaria e quella della metropolitana in corrispondenza del parcheggio dell’AMT. Si potrà creare un vero hub tra i diversi sistemi di trasporto ripensando l’intero sistema di accesso alla città storica e alleggerendo il traffico pesante che ingolfano le vie d’accesso alla città. Siamo di fronte a fattori nevralgici dello sviluppo della Catania che si proietta ai prossimi anni, secondo gli orientamenti del nuovo Piano regolatore che dopo cinquanta anni esiteremo in linea coi principi dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per la quale la mobilità innovativa gioca un ruolo primario. Ricordo ancora quando nell’aprile del 2002, allora ero un giovanissimo consigliere a palazzo degli elefanti, il Comune di Catania sottoscrisse il preliminare d’intesa con RFI per avviare le basi di un progetto che finalmente si appresta a diventare una realtà organica nella sua complessità». Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

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10 feb 2020

Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo

di Andrea Tartaglia

L'Assessore ai Lavori Pubblici di Catania, Enrico Trantino, attraverso un post sui social network ha oggi reso noto che si è tenuto un incontro sul tema del passante ferroviario di Catania tra il Comune e Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, ossia l'ente chiamato a realizzare l'importante opera. Ad oggi, il passante Ferroviario di Catania è stato completato, nel suo percorso entro i confini comunali, nel solo tracciato nord, con la realizzazione delle tre nuove fermate di Catania Europa, Catania Picanello e Catania Ognina (a cui seguono, nel percorso verso Giarre-Riposto, fuori dai limiti municipali di Catania, le fermate di Cannizzaro, Acireale, Guardia Mangano-Santa Venerina e Carruba). Manca, infatti, la trasformazione del tracciato a sud di piazza Europa, che prevede l'interramento della Stazione Centrale e quindi il proseguimento verso Acquicella attraverso un nuovo tracciato interamente interrato, a doppio binario, che di fatto libererà gli Archi della Marina dall'uso ferroviario, consentendone quindi l'abbattimento o, più probabilmente, la conversione in una suggestiva pista ciclopedonale tra mare e città. Queste le parole dell'Assessore: «Oggi proficua riunione con RFI sullo stato dell'arte dei progetti che modificheranno parte dell'assetto urbanistico della città. L'interramento dei binari, la liberazione degli Archi della Marina e dell'area della ferrovia fino al Castello Ursino sono stati già oggetto di progettazione, che dovrà ora essere resa definitiva. Abbiamo chiesto - e RFI ci farà sapere - di estendere la galleria fino a Piazzale Asia in modo da lasciare libera la vista fino al mare dalla nuova cittadella giudiziaria (l'opera dovrebbe essere ultimata entro il 2023). La realizzazione della nuova linea ferroviaria, oltre quella della Circumetnea (la metropolitana, ndr), disegneranno una nuova città più a misura d'uomo, con la possibilità di estendere le aree pedonali e godere, finalmente, di una promenade sul waterfront.» Si sta, dunque, affinando ulteriormente il progetto preliminare del 2018 per giungere a quello definitivo a seguito di questi e di prossimi confronti tra Comune e Rfi. Inoltre, da noi interpellato, l'Assessore ci ha fatto sapere di aver chiesto a RFI di valutare la possibilità di prolungare le banchine della costruenda fermata di Fontanarossa in modo da avvicinarle al parcheggio scambiatore e agevolare, quindi, l'interscambio con la fermata metropolitana qui prevista (Santa Maria Goretti). Una soluzione che potrebbe, infine, rimediare ai problemi causati dall'attuale localizzazione della fermata Rfi a supporto dell'aerostazione in sito diverso da quello precedentemente stabilito in uno specifico protocollo d'intesa. Non è da escludere che la modifica ora in discussione possa interessare, in parte, anche il posizionamento della fermata metro rispetto al progetto in corso. Un passo avanti dell'iter del passante ferroviario, in ogni caso, che fa piacere conoscere anche perché in conflitto con le parole dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Falcone, che appena pochi mesi fa, definiva questo progetto dispendioso e poco utile.  È vero che si tratta di un progetto dispendioso, ma la sua utilità in termini di mobilità e di riflessi urbanistici è, invero, enorme. Una pecca del progetto attuale, però, alla quale si auspica il Comune chieda pure di porre rimedio, è l'eliminazione della fermata di Catania Acquicella, proprio a pochi passi dal cimitero monumentale di Catania e da un vasto parcheggio già realizzato.  Anche perché ci sarebbe ancora da approfondire il tema della prevista, nuova fermata di San Cristoforo, che pare possa riservare qualche problema. Questo, infatti, il percorso del passante ferroviario previsto nell'ambito strettamente comunale, da nord verso sud: Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale (da interrare) Catania Porto Catania San Cristoforo Catania Aeroporto Come si vede, tra Catania San Cristoforo (da realizzare ex novo) e Catania Aeroporto (in costruzione), purtroppo, non è ad oggi previsto il mantenimento della pur molto utile fermata di Acquicella, come detto, che si troverebbe in posizione intermedia a distanze del tutto compatibili con un trasporto di tipo metropolitano quale il passante deve essere in grado di offrire. Si va, comunque, avanti: l'impressione è che ci sia qualcosa ancora da limare e ciò dovrà essere necessariamente fatto con competenza e oculatezza, trattandosi di una grande opera i cui effetti dureranno per parecchie decadi. I temi caldi rimangono, dunque, l'interscambio passante-metro presso Fontanarossa nonché la paventata soppressione di Acquicella e la eventuale realizzazione o meno della nuova fermata di San Cristoforo, mentre non dovrebbero più esserci dubbi sulla "liberazione" degli Archi della Marina e l'interramento della Stazione Centrale. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Dallo sventramento alla ricucitura urbana: il nuovo percorso approvato del passante ferroviario Catania attende la Linea B della rete metropolitana: l'infrastruttura c'è, manca il servizio Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città ad averne bisogno

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12 gen 2020

Fermata ferroviaria Aeroporto di Fontanarossa, il punto a sei mesi dall’apertura prevista

di Roberto Lentini

Procedono spediti i lavori della nuova fermata FS a servizio dell'aeroporto di Fontanarossa lungo il passante ferroviario di Catania. La fermata ferroviaria, in base alla programmazione urbanistica, dovrà servire provvisoriamente il principale scalo siciliano nelle more delle realizzazione di una nuova fermata definitiva, più grande e direttamente connessa con la metropolitana, che dovrà sorgere all'interno del vicino parcheggio scambiatore di Fontanarossa. Intanto, nel cantiere della nuova fermata, sito nei pressi degli alloggi del Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania, a nord-ovest dell'aerostazione, sono state già realizzate le banchine, munite di pavimentazione tattile per non vedenti, nonché parte delle pensiline a ridosso di entrambi i binari. Il corpo centrale lato aeroporto, che ospita locali tecnici e l'imbocco del corridoio di attraversamento dei binari, è al rustico e ancora privo di copertura, mentre resta ancora da realizzare il corpo interrato di attraversamento dei binari. La fermata, con due binari, uno in direzione Bicocca e uno in direzione Catania Centrale-Messina, sarà dotata di marciapiedi alti 55 centimetri, secondo lo standard europeo previsto per i servizi ferroviari di tipo metropolitano, al fine di consentire ai viaggiatori un più agevole accesso ai treni. Ci saranno, inoltre, delle pensiline di copertura sopra ciascuna banchina, nonché sottopassaggi con rampe e ascensori per persone a ridotta mobilità e, per le informazioni alla clientela, sistemi di tipo audio e video. Secondo le previsioni di RFI, i treni provenienti da Messina per Catania non termineranno più la loro corsa alla stazione di Catania Centrale, bensì a Bicocca, dove sarà possibile effettuare l’inversione di marcia, mentre i treni provenienti da Siracusa, Palermo o Caltagirone e diretti a Catania Centrale, transiteranno prima, tra le altre, dalla fermata dell'aeroporto di Fontanarossa. L'apertura è prevista per giugno del 2020 e una volta in esercizio costituirà una svolta storica per il trasporto regionale ferroviario. I viaggiatori  provenienti dal messinese, da Siracusa, da Enna e Caltanissetta potranno raggiungere l’aeroporto in treno: un primo, strategico, salto di qualità nella direzione dell’auspicata intermodalità nella mobilità etnea.  Alla fine dei lavori il percorso metropolitano del passante ferroviario di Catania sarà così articolato, da nord a sud: Giarre – Riposto Carruba Guardia Mangano – Santa Venerina Acireale Cannizzaro  Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto Bicocca Tra Guardia Mangano e Acireale, inoltre, nei prossima anni, è prevista la nuova fermata ferroviaria di Acireale Cappuccini. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Nodo intermodale di Catania Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città ad averne bisogno  

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22 nov 2019

Catania attende la Linea B della metropolitana: l’infrastruttura c’è, ma non il servizio

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme con i responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il secondo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. Catania è attanagliata dal traffico e il veicolo privato rimane la prima scelta per muoversi nell’area metropolitana da parte dei cittadini tanto del capoluogo come del suo hinterland, soprattutto per la mancanza di valide alternative attraverso mezzi pubblici. Se sulla dorsale centro-periferia nordoccidentale, da quasi tre anni, esiste l’ottimo servizio della metropolitana, che non a caso registra una crescita costante di utenza (si viaggia verso i 7 milioni di passeggeri nel 2019), lo stesso non può dirsi per le altre direttrici di accesso, attraversamento e uscita dalla città. In realtà esiste già una seconda linea ferrata che può offrire un servizio di tipo metropolitano lungo tutta la fascia orientale ed è rappresentata dal passante ferroviario di Catania. Questa infrastruttura nasce sul tracciato ferroviario già esistente, lungo l'asse Messina-Siracusa, seguendo in buona parte (soprattutto nel tracciato a nord della stazione centrale di Catania) la linea della costa jonica. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa in sordina, con lavori portati avanti e conclusi con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, infatti, completa delle nuove fermate e a doppio binario (dove, invece, il binario era unico), era prevista inizialmente per fine 2009, fu successivamente rinviata alla fine del 2012 e ulteriori rallentamenti ne impedirono l’ultimazione ancora per diversi anni. Finalmente, solo tra i mesi di giugno 2017 e dicembre 2018 è avvenuta l’attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e sono state aperte al pubblico le nuove fermate ferroviarie urbane di Europa, Picanello e Ognina. Questo significa che Catania, già da parecchi mesi, dispone di una linea ferroviaria costiera così strutturata, nell’area metropolitana compresa tra Acireale e Lentini: Acireale Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Acquicella Catania Aeroporto (in fase di realizzazione) Bicocca - Zona Industriale  Lentini Tra le stazioni citate, figura l'attesa nuova fermata di Fontanarossa, al servizio dell'aeroporto internazionale di Catania, alla quale abbiamo dedicato un approfondimento legato alla scelta della localizzazione, attualmente nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell’aeroporto, e non all'interno del grande parcheggio scambiatore “Fontanarossa”, dove si integrerebbe fisicamente con la futura stazione della metropolitana "Santa Maria Goretti" che qui sarà realizzata. Tra un paio d'anni, inoltre, potrà aggiungersi anche la nuova fermata Acireale Cappuccini, a nord dell'attuale, verosimilmente destinata a maggior successo rispetto all'unica stazione oggi presente nella cittadina dei cento campanili, poiché sorgerà in centro, a differenza dell'altra situata perifericamente. È evidente, quindi, l’enorme potenzialità di questa linea che, con le sue diverse fermate in ambito urbano, può offrire un servizio anche di tipo metropolitano oltre che per il trasporto regionale, come già avviene in altre grandi città italiane come Palermo, Napoli e Roma, ad esempio. Qui, però, casca l’asino: il servizio metropolitano, infatti, a Catania non c’è. I treni che fermano presso tutte le fermate sopra riportate sono unicamente treni regionali in servizio lungo la tratta Messina-Siracusa, che non offrono certamente né frequenze né tariffe adatte al trasporto metropolitano. Non solo: la stazione di Catania Acquicella, a servizio di un intero popoloso rione cittadino ma anche del grande cimitero monumentale di Catania, è e rimane inopinatamente chiusa. Mentre la stazione di Bicocca, potenzialmente una delle più importanti perché a servizio della zona industriale e quindi di migliaia di lavoratori, a cui oltretutto sarebbe opportuno affiancare un servizio navetta per i vari stabilimenti industriali (su modello del riuscitissimo Metro Shuttle Milo-Santa Sofia), non solo è servita da pochi treni al giorno, ma addirittura sono solo due gli orari disponibili per chi, da o per Bicocca, volesse scendere in una stazione diversa da Catania Centrale. Ad esempio, un lavoratore di Picanello che volesse andare al lavoro alla zona industriale in treno, potrebbe farlo esclusivamente alle 5:53 e alle 07:06 del mattino, per poter effettuare lo stesso tragitto di ritorno solamente alle 07:24 e alle 17:35. Ogni altra soluzione (comunque numericamente limitatissima) comporterebbe un cambio a Catania Centrale e tempi di percorrenza dell’intero tragitto variabili tra circa mezz’ora a oltre un’ora, a fronte del poco più di un quarto d’ora che è sufficiente con un collegamento diretto. Se qualcuno trova un altro modo per raggiungere la zona industriale di Catania da Picanello (od Ognina) in così pochi minuti, anche in orario di punta, ci faccia sapere... Va meglio, ma sempre con grossi limiti, sulla tratta Catania Centrale–Catania Ognina: qui i treni che fermano in tutte le stazioni sono 18 al giorno, ma se vi sembrano molti pensate che la metropolitana di Catania effettua mediamente circa 150 corse al giorno, con servizio dalle 6:40 alle 22 (dalle 8:30 la domenica). I costi? La singola corsa dei treni del passante ferroviario nel solo ambito urbano costa 1,70 euro. Andata e ritorno, quindi, 3,40 euro (mentre il biglietto giornaliero della metro costa appena due euro) e al momento non esiste alcuna integrazione tariffaria né con Amt (linee bus urbane), né con Fce (metropolitana e bus extra urbani) né con Ast (bus extra urbani). Su questo fronte l'assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, ha fornito rassicurazioni sui progressi dell'attività di coordinamento tra i vari gestori per giungere ad un'integrazione tariffaria, di cui si attendono gli esiti. Resta senza soluzione, al momento, il problema della frequenza del servizio che, insieme con la tariffazione, rappresenta il cuore della questione. È inoltre da rilevare che, secondo l'articolo 15 del Contratto di Servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale (2017/2026) tra Regione Siciliana e Trenitalia, le parti "in considerazione dei lavori di potenziamento del nodo di Catania che, grazie anche alla costruzione di nuove fermate in ambito urbano, consentiranno di poter avere a disposizione una vera e propria infrastruttura ferroviaria metropolitana, si impegnano a definire il progetto orario del servizio ferroviario metropolitano (SFM) di Catania coerentemente con l’entrata in esercizio della fermata di Picanello e comunque entro sei mesi da tale termine". Ma a distanza di quasi un anno dall'apertura della fermata di Picanello, gli orari di servizio permangono gli stessi, costituendo un forte limite alle potenzialità di quella che si potrebbe definire la Linea B della rete metropolitana di Catania, già così chiamata nel corso di più tavoli tecnici tenutisi in città nelle scorse settimane. La Linea A, ovviamente, è quella esistente e operativa gestita dalla Ferrovia Circumetnea, l'unica "metropolitana" vera e propria, in senso stretto, della Sicilia. L'infrastruttura, in definitiva, esiste già. Esiste, quindi, ciò che sulla carta è quanto di più complesso e oneroso ottenere, sebbene -da progetto- l'attuale passante sia completato solo per metà (cioè a nord della stazione centrale, mentre a sud il tracciato dovrebbe ancora cambiare). Manca, paradossalmente, l'aspetto più banale: il servizio di tipo metropolitano. Quanto, ancora, bisognerà attendere? La Regione Siciliana finanzia già da parecchi anni il servizio di trasporto su ferro di tipo metropolitano sul passante ferroviario di Palermo, con discreti risultati (circa 1 milione di passeggeri annui), in una città che ne ha un drammatico bisogno giacché, va ricordato, priva di metropolitana e di una tangenziale, dove solo le nuove linee tranviarie offrono un buon servizio di trasporto pubblico. Quando un analogo interessamento della Regione anche a Catania? Qui la rete ferroviaria, come nel caso di Palermo, non può limitarsi a servire utenza di tipo regionale ma deve essere di supporto alla densa area urbana e al suo hinterland metropolitano. Il bacino di utenza del passante catanese è di pari livello, potendo abbracciare anche la popolosa riviera dei ciclopi e potendosi spingere sino a Giarre-Riposto (cadenzando, nelle tratte più lontane dal capoluogo etneo, frequenze anche minori, eventualmente). Ma già limitandosi a un percorso esclusivamente di tipo urbano, la Linea B della rete metropolitana di Catania disporrebbe, da Cannizzaro a Bicocca, di circa 13 km di linea e sette fermate, otto con Fontanarossa (apertura prevista nell'estate 2020) e dieci con Acireale Sud e Acireale Cappuccini (estendendo la linea di riferimento di ulteriori 8 km circa verso nord). Mentre su 7 km di linea (Nesima-Stesicoro) e nove stazioni, anche in questo caso interamente in ambito urbano, la Linea A tocca già i 7 milioni di passeggeri, destinati ad aumentare con l'imminente apertura di Cibali, Fontana e Monte Po e la relativa, ulteriore estensione di 1,7 km (a cui aggiungere altri 1,8 chilometri, potenziali, se si riaprisse la fermata metro Porto). Provando, in conclusione, a delineare le prospettive della "rivoluzione su ferro" derivante da un netto miglioramento del servizio fornito da Trenitalia sul passante (analogo a quello offerto oggi da Fce con la linea metro, in termini di tariffe e frequenze), il sistema metropolitano su ferro di Catania potrebbe quindi, nel brevissimo termine, essere costituito da due linee con una estensione totale minima di circa 20 km e 18 stazioni. Due linee che sarebbero l'una in supporto all'altra, potendosi quindi stimare almeno 15 milioni di passeggeri annui, considerando solo la rete infrastrutturale già esistente. Un dato di partenza, quindi, che non potrebbe che migliorare in modo deciso negli anni a venire con l'estensione della Linea A (sia verso sud, sia verso Misterbianco, Paternò e Adrano), con il collegamento con l'aeroporto di Fontanarossa e con l'ampliamento del servizio del passante a realtà vicine ed importanti come Lentini, Acireale e Giarre-Riposto. Tutto così semplice e davvero a portata di mano che sembra assurdo non sia già realtà. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell’aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un’opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d’appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l’aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune  

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