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15 mag 2020

La demolizione dell’ex Palazzo delle Poste di viale Africa entra nella fase clou. Qui «da degrado ad affaccio sul mare»

di Andrea Tartaglia

La demolizione dell'ex complesso "Poste Ferrovie" di viale Africa, a Catania, comunemente noto come "Palazzo delle Poste" e che per decenni è stato un landmark del territorio urbano costiero della città, è ormai entrata nel vivo con l'aggressione da parte della pinza demolitrice al volume principale e più alto. Questione ancora di alcune settimane e l'intero edificio sarà raso al suolo. Al suo posto è prevista l'edificazione di una nuova Cittadella Giudiziaria a supporto del Palazzo di Giustizia di piazza Giovanni Verga e dove troveranno sede anche le Corti di Appello di Siracusa e Ragusa nonché le ex sedi distaccate di Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia e Paternò. Stamane c'è stato un sopralluogo al cantiere da parte dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, che non ha mancato di sottolineare come in quest'area si passerà dalla situazione di degrado che ha caratterizzato gli ultimi lustri a una nuova situazione di «utile e bello»: l'utilità pratica delle realizzazioni previste ma anche un ritrovato affaccio sulla scogliera del Caito per i cittadini catanesi. Questa, infatti, è una delle condizioni imposte al progetto del nuovo complesso che è stato oggetto di uno specifico concorso progettuale di idee. Fa estremamente piacere poter risaltare gli ultimi aspetti citati, giacché la stessa testata scrivente, alla notizia che il plesso sarebbe stato demolito e ricostruito, anziché ristrutturato, auspicava proprio tali due passaggi: 1) scegliere il nuovo progetto attraverso un concorso di idee, a garanzia della qualità; 2) prevedere spazi pubblici da destinare ai cittadini per consentire di ritrovare un affaccio sulla costa. Il primo auspicio di Mobilita Catania è stato esaudito e, a giudicare dalle parole dell'Assessore, lo sarà anche il secondo. Dell'elevato numero di proposte progettuali pervenute (ben ottantacinque), cinque saranno quelle selezionate tra cui verrà individuata la vincitrice, la quale, nei prossimi mesi, dovrà tradursi progetto definitivo e poi esecutivo. Per una concreta realizzazione, dunque, sarà necessario ancora un lasso di tempo ampio. Certamente la nuova costruzione non potrà avere inizio al termine della demolizione dei volumi attuali (previsto per quest'estate), scenario nel quale emergerà in tutta la sua crudezza un'altra situazione di degrado: l'ex raffineria di zolfo ristrutturata e poi distrutta da un incendio alcuni anni fa, dopo essere stata convertita in teatro e galleria d'arte su progetto dell'Arch. Giacomo Leone, ma con lavori mai del tutto ultimati né essere aperta al pubblico. Il grosso della struttura era per lo più occultato proprio dal Palazzo delle Poste e i suoi ruderi riappariranno più evidentemente alla vista nei prossimi mesi. Che sia lo sprone giusto per riaccendere i riflettori anche su quest'altra incompiuta storica della città? Tornando all'operazione in corso, con un costo complessivo di circa 40 milioni di euro tra demolizione e ricostruzione, è corretto, ancora, ricordare che alle mai sopite perplessità sul destinare quest'area a funzioni di uffici piuttosto che per scopi ricreativi e turistici, anche in considerazione della zona di pregio urbano e della vicinanza al complesso fieristico de Le Ciminiere e alla costa, si aggiungono ulteriori considerazioni e dubbi sulla conformità urbanistica dell'intero intervento in atto. Chiedono lumi, al riguardo, le associazioni ArgoCatania, CittàInsieme, Sunia Catania e Borgo Marinaro di Ognina, ma anche il Movimento Cinque Stelle, all'opposizione nel senato cittadino. Effettivamente sarebbe paradossale se un edificio dove si metterà in pratica la legalità, nelle sue varie forme, sorgesse in forma di abuso edilizio. Perplessità sulle quali, necessariamente, dovrà essere fatta luce nei prossimi mesi, certamente prima di un'eventuale, nuova costruzione, ma al riguardo il sindaco Pogliese, che ha accompagnato l'Assessore Falcone, ha già rassicurato i presenti ribadendo la legittimità dell'opera, nella quale è coinvolto anche il Ministero di Grazia e Giustizia. Del futuro edificio, evidentemente, non sono ancora noti gli aspetti progettuali di dettaglio, giacché sono al momento segreti, in fase di concorso progettuale. Ma è stato anticipato dal Direttore dei Lavori, Ing. Antonio Leone, che il plesso sarà dotato di un grande parcheggio interrato. Al riguardo, il fatto che l'autorimessa prevista sia interrata è certamente un dato positivo, ma desta qualche perplessità il fatto che il parcheggio sia molto capiente, con una capacità addirittura superiore a quella necessaria a garantire un posto per ogni addetto che vi lavorerà (pur ammettendo che tutti utilizzino il proprio mezzo). Sembra paradossale, visto che solitamente il 'parcheggio', alle nostre latitudini, è molto richiesto e benvoluto; tuttavia, delle dimensioni discusse, appare essere ormai anacronistico in relazione alle moderne conoscenze in tema di urbanistica e mobilità sostenibile. L'area, infatti, è tra le più facilmente raggiungibili della città, poiché vi confluiscono ben due sistemi di trasporto pubblico su ferro (metropolitana e passante ferroviario) nonché due nodi principali del trasporto su gomma (capolinea Amt n°2 e termine/inizio corsa di molte linee extraurbane). Si tratta, quindi, di un sito per il quale è opportuno incentivare gli spostamenti su mezzo pubblico piuttosto che privato, anche in considerazione del fatto che il viale Africa è già una delle arterie più trafficate della città e la presenza di un grande parcheggio dedicato può rivelarsi un polo di attrazione per ulteriore traffico di mezzi privati, con le facili conseguenze in termini di congestione stradale e inquinamento. Per fare un esempio di prestigio (con le dovute proporzioni), per il grattacielo Shard of Glass di Renzo Piano (70 piani), a Londra, il grande architetto italiano ha previsto appena 60 posti auto, per lo più per portatori di handicap. Il messaggio, chiaro e condivisibile, è uno solo: nel centro delle grandi città ci si sposta a piedi, con i mezzi pubblici e con i mezzi della mobilità dolce, come biciclette e monopattini. Ma su questo fronte, ad oggi, Catania è ancora indietro. 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22 gen 2020

Metropolitana | La Festa di Catania si avvicina, torna l’Agata Ticket

di Andrea Tartaglia

A Catania, come sempre in questo periodo, l'atmosfera è sempre più frenetica. Manca ormai poco alla festa di Sant'Agata, patrona di Catania, le cui celebrazioni porteranno per le strade del centro storico della città, come ogni anno, oltre un milione di persone tra devoti, cittadini, curiosi e turisti. A fianco di questa plurisecolare tradizione cittadina, può dirsi che ne è nata un'altra in questi anni: quella dell'Agata Ticket, lo speciale titolo di viaggio emesso dalla Ferrovia Circumetnea per usufruire, nei giorni della festa, della metropolitana e dei servizi ad essa collegati (metro shuttle e parcheggi Milo e Santa Sofia) a un prezzo particolarmente vantaggioso. Quest'anno, l'Agata Ticket, acquistabile presso le stazioni metro Nesima, Milo e Stesicoro e presso la Biglietteria Fce di Catania Borgo, costerà cinque euro e darà diritto a servirsi della metropolitana, del metro shuttle e dei parcheggi Milo e Santa Sofia per ben sei giorni, dall'1 al 6 febbraio. Gli utenti dotati dello speciale biglietto, inoltre, avranno diritto a passare attraverso un varco riservato per accedere alla metropolitana nella fermata "Stesicoro" in Corso Sicilia. Nei giorni clou della Festa, la metropolitana estenderà il suo orario di esercizio che sarà osservato anche dalla navetta metro shuttle, la quale aggiungerà quindi ulteriori corse alle abituali 183 giornaliere che collegano il parcheggio scambiatore Santa Sofia alla fermata metro Milo. Questi, in particolare, gli orari della metropolitana nei giorni della promozione, dall'1 al 6 febbraio 2020: Sabato 1 febbraio: orario canonico dalle 6:40 alle 22:00 Prima corsa da Nesima alle ore 6:40; Prima corsa da Stesicoro alle ore 7:10; Ultima corsa da Nesima alle ore 21:30; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 22:00. Domenica 2 febbraio: orario straordinario dalle 8:30 a mezzanotte Prima corsa da Nesima alle ore 8:30; Prima corsa da Stesicoro alle ore 8:55; Ultima corsa da Nesima alle ore 23:30; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 00:00. Lunedì 3 febbraio: orario straordinario dalle ore 6:40 all'una del mattino seguente Prima corsa da Nesima alle ore 6:40; Prima corsa da Stesicoro alle ore 7:00; Ultima corsa da Nesima alle ore 00:40 del 4 febbraio; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 01:00 del 4 febbraio. Martedì 4 febbraio: orario straordinario dalle ore 6:40 all'una del mattino seguente Prima corsa da Nesima alle ore 6:40; Prima corsa da Stesicoro alle ore 7:00; Ultima corsa da Nesima alle ore 00:40 del 5 febbraio; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 01:00 del 5 febbraio. Mercoledì 5 febbraio: orario straordinario dalle ore 6:40 alle ore 2:00 del mattino seguente Prima corsa da Nesima alle ore 6:40; Prima corsa da Stesicoro alle ore 7:00; Ultima corsa da Nesima alle ore 01:35 del 6 febbraio; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 02:00 del 6 febbraio. Giovedì 6 febbraio: orario canonico dalle ore 6:40 alle 22:00 Prima corsa da Nesima alle ore 6:40; Prima corsa da Stesicoro alle ore 7:00; Ultima corsa da Nesima alle ore 21:30; Ultima corsa da Stesicoro alle ore 22:00. Nei giorni 4 e 5 febbraio, infine, la Ferrovia Circumetnea garantirà frequenze maggiori dei treni nelle fasce orarie con maggior afflusso di passeggeri e presso la fermata Stesicoro saranno utilizzate entrambe le banchine di stazione per consentire il separato afflusso e deflusso dei passeggeri. Oltre alla Ferrovia Circumetnea, anche l'Azienda Metropolitana Trasporti metterà a disposizione dell'utenza un titolo di viaggio speciale: si tratta di un biglietto commemorativo, a serie limitata, che consentirà agli utenti di viaggiare nei giorni 3, 4, 5 e 6 febbraio al costo complessivo di quattro euro. Il biglietto sarà valido per l’intera rete di linee Amt, ad eccezione della circolare Alibus. Ti potrebbero interessare: Parcheggio scambiatore Santa Sofia Metropolitana di Catania  

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17 gen 2020

Parcheggio interrato e parco in piazza della Repubblica, a breve Conferenza dei Servizi e gara d’appalto

di Andrea Tartaglia

Nell'ambito della riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, grande chance di rigenerazione urbana per un quartiere di Catania ma anche occasione di un nuovo volto contemporaneo della città, a firma del noto architetto Mario Cucinella, si attende ormai da parecchi mesi l'annuncio del passaggio a nuove fasi operative. Finora sono state messe in cantiere e completate solamente le prime opere di urbanizzazione, avviate sotto l'Amministrazione Bianco e inaugurate dalla Giunta Pogliese. Il prossimo passo sarà la realizzazione del parcheggio interrato in piazza della Repubblica con un parco soprastante: un'opera da poco meno di 14 milioni di euro, naturalmente con fondi dei privati che concorrono al più ampio progetto di riqualificazione del grande asse viario. A marzo 2019, l'Assessore alla Mobilità Arcidiacono, oltre ad annunciare "a giorni" l'inaugurazione della fontana nello slargo lungo via Luigi Castiglione e via Maddem (in realtà non è mai entrata in funzione), dichiarava che entro sei mesi (quindi entro settembre dell'anno scorso) i lavori per il parcheggio sarebbero iniziati. Mentre di tale avvio dei lavori non c'è stata traccia, alcune inattese dichiarazioni rilasciate nello scorso mese di dicembre dal nel frattempo subentrato Assessore ai Lavori Pubblici, Trantino, avevano confermato il paventato rallentamento nell'iter di realizzazione dell'opera (suscitando preoccupazione anche nell'Architetto Cucinella). A tali dichiarazioni è quindi seguita una nota pubblica da parte dell'Ing. Aldo Palmeri, Amministratore Delegato di Istica-Cecos, ossia il principale soggetto investitore di riferimento, detenendo l'85% delle quote dell'intero progetto, nella quale si faceva presente come i soggetti privati coinvolti avessero sempre rispettato le indicazioni ricevute e si auspicava la riattivazione della Conferenza dei Servizi da parte del Comune di Catania. Una nota che sembra aver sortito gli effetti desiderati, giacché in chiusura dello scorso anno lo stesso Assessore Trantino ha mostrato più convinzione nel sostenere il progetto, asserendo che spetta al Comune preparare il bando di gara per l'intervento in piazza della Repubblica, sulla base di criteri di valutazione tecnica da parte dei soggetti privati, in quanto essi costituiscono la stazione appaltante. La naturale sede di concertazione è la citata conferenza dei servizi, che può ripetersi più volte fino a quando tutti gli attori coinvolti ritengono raggiunti gli obiettivi della stessa. Una riunione preparatoria per la Conferenza dei Servizi si terrà proprio oggi pomeriggio. Successivamente, la pratica sarà trasmessa all'UREGA, Ufficio Regionale Espletamento Gare d'Appalto, per la celebrazione della gara. In tal senso, i tempi dovrebbero essere relativamente brevi. Ti potrebbero interessare: Catania, il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero FOTO | C.so Martiri della Libertà, aperte le prime, nuove aree pubbliche Nuovo C.so Martiri della Libertà, progetto «anacronistico e non prioritario» per il nuovo assessore ai Lavori Pubblici

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16 nov 2019

Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

di Mobilita Catania

Nel recente incontro organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania è stato tracciato il futuro della mobilità di Catania, insieme ai responsabili istituzionali a vario titolo coinvolti sull’argomento. Pubblichiamo il primo approfondimento sugli spunti emersi durante il dibattito. La strada o, meglio, le rotaie, sono ormai tracciate. Nel 2025 (il termine temporale, esperienza insegna, non è perentorio ma il percorso è ormai avviato) il centro di Catania sarà collegato con il suo aeroporto tramite la metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea: la scorsa settimana, infatti, è stata pubblicata la gara d’appalto per il prolungamento sino allo scalo di Fontanarossa della linea metro attualmente in esercizio. I relativi cantieri saranno avviati verosimilmente a cavallo tra il 2020 e il 2021, quando nel frattempo si sarà concluso, con ogni probabilità, lo scavo attualmente in corso della galleria Palestro-Stesicoro: la Tunnel Boring Machine ha già costruito 1200 metri circa di tunnel tra il cantiere di via Palermo e la fermata "Stesicoro" e adesso si trova nel sottosuolo dell'ospedale Vittorio Emanuele, da dove proseguirà prossimamente il suo "viaggio" alla volta di Corso Sicilia. Ma i binari che giungeranno per primi nei pressi dell'aeroporto di Catania saranno quelli delle Ferrovie dello Stato: o meglio, i binari ci sono già da sempre, ma solo negli ultimi anni, con un grave e colpevole ritardo pluridecennale, si è avviata la realizzazione di una fermata ferroviaria a servizio della più importante aerostazione della Sicilia. Nello scorso mese di febbraio, infatti, sono cominciati i lavori di costruzione di una piccola fermata a servizio dello scalo, seppur di modesta fattura -un appalto di appena quattro milioni di euro circa-, trattandosi di un progetto nato come soluzione provvisoria di veloce realizzazione (nelle more di attuare un quadro più adeguato urbanisticamente, delineato già nei primi anni 2000), ma che rischia di rivestire un assetto definitivo, con gravi ripercussioni per la città di Catania. La questione è strettamente legata da un lato allo sviluppo del passante ferroviario di Catania, completato solamente nella parte a nord della stazione centrale, con l'avvenuta realizzazione delle nuove fermate urbane di Ognina, Picanello e piazza Europa, e dall'altro al ruolo del grande parcheggio scambiatore "Fontanarossa" che, seppur il suo nome, dovuto al toponimo, evochi inevitabilmente la vicinanza all'aeroporto, è in realtà sorto per divenire il porto - nodo intermodale di accesso meridionale alla città di Catania anziché, se non del tutto secondariamente, struttura a servizio dello scalo. Scalo che, peraltro, già gode di un piano di parcheggi specifici, in buona parte già realizzato e tuttora in corso di espansione. Occorre ricordare che l'aeroporto di Fontanarossa è ad oggi escluso dall'accesso a una serie di finanziamenti europei dedicati agli scali della Rete Core Ten-T, cioè dotati di accesso ferroviario diretto. Questo requisito, fondamentale per ovvie ragioni e di cui gode già da anni, ad esempio, l'aeroporto di Palermo, sarà soddisfatto solo ed esclusivamente dalla metropolitana di Catania, qualsiasi sia l'ubicazione delle fermate ferroviarie FS nei pressi, giacché nessuna delle soluzioni ipotizzate, pianificate o in corso di realizzazione sarà direttamente in corrispondenza dell'aerostazione, a differenza della stazione della metropolitana della Fce. La pianificazione urbanistica della città di Catania ha previsto ormai da quasi vent'anni -e ribadito anche in tempi recenti- la necessità di dotare il parcheggio scambiatore di Fontanarossa dell'accesso a tutte le modalità di trasporto pubblico locale e regionale: cioè bus urbani e interurbani, metropolitana e passante ferroviario, con quest'ultimo in grado di servire sia l'utenza metropolitana costiera sia quella regionale. Se è relativamente facile attestare in questa sede il trasporto su gomma di alcune direttrici, è certamente più complesso e oneroso dotarsi delle infrastrutture ferroviarie e metropolitane. Per questo, già nel 2005, con un protocollo d'intesa siglato da Comune di Catania, Rfi (Ferrovie dello Stato) e Fce (Metropolitana) era stato previsto che qui dovessero necessariamente sorgere tutte queste strutture. Degli attori citati, però, solo la Ferrovia Circumetnea sta mantenendo l'accordo, avendo qui programmato la realizzazione (ormai certa) della fermata Santa Maria Goretti (penultima prima del capolinea metro in aeroporto), mentre Rfi sta realizzando una fermata in un'altra area, per l'appunto prevista come provvisoria, ma che sta assumendo i connotati di soluzione definitiva a causa, da un lato, del previsto collegamento su tapis roulant con l'aeroporto (intervento che, paradossalmente, costa di per sé il triplo della fermata stessa e che presuppone, oltretutto, elevati costi energetici e di gestione) e, dall'altro lato, delle recenti dichiarazioni dell'Assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti (in un incontro sul tema della mobilità organizzato da CittàInsieme e Mobilita Catania), il quale reputa il progetto del passante ferroviario di Catania poco utile e troppo dispendioso (ma porterebbe enormi benefici non solo per la mobilità ma anche per l'assetto urbanistico del centro, questione che merita un approfondimento a parte). L'Assessore, inoltre, ha asserito che Ferrovie dello Stato e Metropolitana hanno funzioni differenti, servendo utenze diverse: cosa solo parzialmente vera, poiché il tratto urbano e suburbano delle Ferrovie dello Stato, a Catania, non deve affatto rivolgersi solo all'utenza regionale, come sottolineato dall'Assessore, ma anche a quello metropolitano (con una direttrice differente rispetto alla linea Fce), motivo per cui sono sorte le nuove fermate urbane del passante e ne sono previste altre, che non trovano però il gradimento dell'assessorato, il quale ha esplicitamente bocciato, quindi, l'idea dello scambio passante-metro presso il parcheggio di Fontanarossa. Di contro, a queste dichiarazioni così significative, non c'è stata alcuna replica da parte del Comune di Catania, peraltro unico ente legittimato a decidere circa l'uso del sottosuolo urbano. Comune di Catania che, invece, dovrebbe con forza pretendere il rispetto del protocollo d'intesa del 2005 al fine di decongestionare il traffico della città, perché il parcheggio di Fontanarossa può e deve diventare il terminale non solo di chi, da altre province, deve andare in aeroporto, ma anche e soprattutto per chi, dalle altre province meridionali e occidentali, deve recarsi in città. Basti immaginare quanti pullman di linea extraurbani e auto private non entrerebbero più in città (nel cui centro sarebbe sempre più legittimo ampliare aree pedonali e Ztl), evitando quindi di congestionare le strade del centro e di inquinarlo, per rendersi conto dell'ovvio vantaggio di poter disporre a sud della città (così come a nord con gli altri parcheggi scambiatori) di una infrastruttura in grado di intercettare efficacemente il traffico su gomma e deviarlo, con la massima efficienza e intermodalità, sul trasporto su ferro. In questo quadro, non va dimenticato che a nessuno svantaggio andrebbe incontro il viaggiatore ferroviario su rete FS effettivamente diretto all'aeroporto e non in città: sia nel caso della fermata provvisoria (apertura prevista nel 2020) che di quella, in teoria, definitiva (pianificata sin dal 2005 e poco distante), una volta uscito dalla stazione avrebbe comunque bisogno di percorrere un'ulteriore distanza per raggiungere l'aerostazione, distanza che sarebbe coperta da tapis roulant, people mover o navetta che sia (volendo, anche dalla stessa metropolitana). Per queste ragioni è importante dare seguito alla pianificazione urbanistica (se no, a cosa è servita?) progettando e realizzando le infrastrutture per come ideate, con lungimiranza, e non guardando solo a possibili risultati ottenibili a breve scadenza, sicuramente appariscenti a primo impatto, ma deboli nel lungo termine. È importante che il parcheggio comunale di Fontanarossa diventi davvero il parcheggio scambiatore di Fontanarossa o, per meglio capire, di Catania Sud. Catania può avere il suo dock che avrebbe il gradimento di Louis Kahn, seppur con fattezze diverse da quelle immaginate dal grande architetto statunitense, che intuiva già a metà del secolo scorso il pericolo che il crescente uso di mezzi privati avrebbe comportato per i tessuti cittadini. L'auspicio di Mobilita Catania, corroborato da una visione di carattere tecnico, è che l'attuale, "assordante silenzio" da parte dell'amministrazione comunale a seguito delle dichiarazioni dell'Assessore Regionale sul tema sia presto rotto, naturalmente in modo rassicurante, anche su input di associazioni ambientaliste, Università e ordini professionali (ingegneri e architetti in primis), per far valere le ragioni di una città che non può e non deve incontrare ostacoli lungo la strada difficile ma non certo impossibile di miglioramento della sua mobilità, sapendo guardare al futuro e indirizzare con forza verso pratiche e usi che oggi, alle nostre latitudini, sembrano forse lontani ma che altrove sono già realtà, com'è giusto che diventi anche a Catania, senza perdere occasioni quasi irripetibili (se non in ampissimi lassi temporali) come quella attuale che stiamo vivendo con il contestuale sviluppo di metropolitana e passante ferroviario. Ci sono davvero le possibilità per gettare le basi di una nuova metropoli del sud Europa, dove la mobilità non può che essere uno degli aspetti fondamentali, a braccetto con qualità e vivibilità dei luoghi urbani: che le cose, allora, si facciano nel modo migliore possibile.   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania Al via i lavori della fermata ferroviaria FS a servizio dell'aeroporto di Fontanarossa Collegamento sopraelevato Fontanarossa FS-Aeroporto: un'opportunità pericolosa? Pubblicata la gara d'appalto per la tratta della metropolitana di Catania tra Stesicoro e l'aeroporto di Fontanarossa Passante Ferroviario di Catania, il nuovo percorso approvato dal Comune

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22 set 2019

Metropolitana di Catania, da oggi in vigore i nuovi orari. A breve novità anche per il metro shuttle

di Andrea Tartaglia

Si conclude con una felice novità, pur da tempo annunciata, la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile a Catania. Da oggi, infatti, entra in vigore il nuovo orario di esercizio della metropolitana che prevede l'introduzione dell'apertura ordinaria domenicale (oggi, domenica 22 settembre, eccezionalmente, il servizio è gratuito) e sei nuove corse serali, con chiusura della metro posticipata di 50 minuti rispetto al precedente orario. Le nuove corse saranno alle ore 21:00, 21:15 e 21:30 da Nesima per Stesicoro e alle 21:25, 21:40 e 22:00 da Stesicoro per Nesima. Questi, in sintesi, orari e frequenze da oggi in vigore sul servizio metro: DA LUNEDÌ A VENERDÌ: Da NESIMA: corse ogni 10 minuti dalle ore 6:40 (prima corsa per Stesicoro) alle 15:00; corse ogni 15 minuti dalle 15:00 alle 21:30 (ultima corsa per Stesicoro). Da STESICORO: corse ogni 10 minuti dalle ore 7:00 (prima corsa per Nesima) alle 15:10; corse ogni 15 minuti dalle 15:10 alle 21:40; ultima corsa per Nesima alle 22:00. SABATI: Da NESIMA: corse ogni 15 minuti dalle ore 6:45 (prima corsa per Stesicoro) alle ore 21:30 (ultima corsa per Stesicoro). Da STESICORO: corse ogni 15 minuti dalle ore 7:10 (prima corsa per Nesima) alle ore 21:40; ultima corsa per Nesima alle ore 22:00. FESTIVI: Da NESIMA: corse ogni 15 minuti dalle ore 8:30 (prima corsa per Stesicoro) alle 21:30 (ultima corsa per Stesicoro). Da STESICORO: corse ogni 15 minuti dalle ore 8:55 (prima corsa per Nesima) alle 21:40; ultima corsa per Nesima alle ore 22:00.   Nelle prossime settimane, inoltre, sono previste novità anche per quanto riguarda la circolare 21M della Ferrovia Circumetnea, ossia il Metro Shuttle che collega la stazione metro Milo con il Parcheggio Scambiatore Santa Sofia. È allo studio, infatti, l'estensione degli orari del servizio navetta in modo tale da garantire stessi orari e frequenze della metropolitana anche il sabato e la domenica. Ti potrebbero interessare: Parcheggio scambiatore Santa Sofia: un efficiente porto di accesso alla città Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania VIDEO | Il tunnel realizzato lungo la tratta Palestro-Stesicoro FOTO | Slitta l'apertura della stazione metro Cibali: i tempi li detta... l'acqua

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21 set 2019

Parcheggio Scambiatore Santa Sofia: un grande porto di accesso alla città perfettamente efficiente

di Andrea Tartaglia

Tiene banco il tema dei parcheggi a Catania. Da un lato continuano a non realizzarsi quelli pertinenziali interrati, di capienza medio-bassa, che avrebbero o dovrebbero avere il solo scopo di eliminare parte della sosta dalla superficie per poter adibire quest'ultima ad aree pedonali e ciclabili, come sarebbe nel caso di potenziali parcheggi ipogei nelle piazze Giovanni Verga, Pietro Lupo, Ludovico Ariosto, Vincenzo Lanza, Ettore Majorana, etc. Da un altro lato, invece, sono stati programmati alcuni nuovi parcheggi scambiatori, con caratteristiche diverse, dotati di capienza ben maggiore, posti solo in posizione periferica o semiperiferica e, soprattutto, in corrispondenza del passaggio di mezzi di trasporto pubblico ad alta frequenza, affinché l'utente proveniente da fuori città possa lasciare qui il proprio mezzo privato e proseguire il viaggio verso il centro cittadino e altre aree grazie ai servizi pubblici su gomma o su ferro. Esempi di parcheggi scambiatori già in uso sono il parcheggio Fontanarossa a sud, nei pressi dell'aeroporto, e il parcheggio Due Obelischi a nord (zona Sant'Agata Li Battiati / Gravina di Catania). A questi dovrebbero aggiungersi, l'anno prossimo, tre nuovi parcheggi scambiatori: Sanzio (capolinea n°2 Amt e metro Giuffrida), AciCastello (che dovrà scambiare con una nuova linea di BRT) e Narciso (metro Borgo). Su ciascuno di questi potrebbero avanzarsi alcune considerazioni in funzione delle loro particolari specificità, opportunità e anche criticità, ma oggi vogliamo concentrare l'attenzione su un altro parcheggio scambiatore già aperto e perfettamente funzionante. Stiamo parlando del Parcheggio Scambiatore Santa Sofia: probabilmente meno pubblicizzato di altri, non è di competenza comunale ma è gestito dall'Università degli Studi di Catania. Si tratta di un parcheggio molto capiente (1700 posti), a raso (cioè in superficie), in parte alberato e in parte con pensiline dotate di pannelli fotovoltaici. La sua posizione è strategica: al termine nord di via Santa Sofia e del relativo polo universitario, da cui trae il nome, si presta a servire comodamente il quartiere di San Giovanni Galermo e il quartiere di Fasano di Gravina di Catania ma anche, naturalmente, tutti i numerosi e popolosi sobborghi di questa vasta area dell'hinterland etneo. Il parcheggio Santa Sofia, a cui si accede da via San Zenone, è aperto dalle 6:45 alle 22, tutti i giorni feriali. Da qui parte, ogni 10 minuti (20 di sabato), il metro shuttle, la navetta Fce che fa la spola tra il parcheggio e la stazione metro Milo, servendo lungo il suo tragitto (che si percorre in pochi minuti a bordo di moderni e confortevoli bus Fce) luoghi di interesse quali la Torre Biologica, il policlinico universitario, il Cus, il dipartimento di Agraria dell'Università, l'ospedale San Luigi nonché tutte le facoltà ospitate all'interno della Cittadella Universitaria. Quest'ultima, dalle prossime settimane, sarà servita, lungo il tragitto in direzione metro Milo, anche da due nuove fermate poste all'interno del complesso. Contestualmente, infatti, l'Università di Catania, proprio per offrire ai suoi studenti, docenti e personale un luogo sempre più simile a un campus e orientato ad efficienti criteri di mobilità sostenibile, eliminerà circa 100 stalli attualmente esistenti lungo la sua principale strada di attraversamento, permettendo la sosta solo all'interno di poche aree consentite e dei più piccoli parcheggi esistenti (dotati di alberature o di pannelli fotovoltaici) e attuando una politica fortemente repressiva nei confronti della "sosta selvaggia". In buona sostanza, si tratterà di un modello che andrebbe esportato, su scala più grande, a tutto il centro cittadino: far funzionare le strutture esistenti e offrire un servizio efficiente si rivela efficace se, infatti, allo stesso tempo si disincentivano tutte le pratiche in contrasto con la mobilità sostenibile come l'uso indiscriminato del mezzo privato e la sosta selvaggia. Allo stesso tempo, quindi, andrebbero incrementate le ZTL e le aree pedonali, soprattutto (ma non soltanto) in centro storico, dove la sosta in superficie dovrebbe prevedere tariffe di sosta a pagamento maggiori rispetto alle altre zone cittadine, in modo da invogliare l'utenza a non utilizzare l'auto ma a servirsi dei mezzi pubblici, naturalmente potendo contare sulla loro efficienza. Fino ad oggi, infatti, il Parcheggio Scambiatore Santa Sofia è sottoutilizzato, nonostante sia perfettamente efficiente, con tariffe davvero concorrenziali e la possibilità di servirsi di metro shuttle e metropolitana: basta disporre di un qualsiasi titolo di viaggio della metropolitana valido, dal ticket semplice all'abbonamento. Con un biglietto giornaliero di appena 2 euro, ad esempio, è possibile utilizzare il parcheggio per tutto il giorno, servirsi del metro shuttle e anche della metropolitana, tutte le volte che si vuole nell'arco della giornata. In realistici 20 minuti, quindi, ci si può spostare ad esempio da San Giovanni Galermo a piazza Stesicoro, senza alcuno stress da ricerca parcheggio, senza rimanere incolonnati nel traffico, senza contribuire a congestioni stradali e inquinamento, senza consumare ulteriore (costosa) benzina e senza dover pagare tariffe di sosta più alte. In attesa che l'amministrazione comunale attui politiche volte a migliorare la mobilità cittadina e a valorizzarne le infrastrutture specifiche, partendo da quelle già esistenti, l'invito a tutti i cittadini di buona volontà è lanciato: impariamo a muoverci rispettando ambiente e città, ne guadagneremo, oltre che economicamente, in salute, vivibilità e qualità dei luoghi in cui viviamo. Ti potrebbero interessare: Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Piano parcheggi, entro sei mesi i lavori per tre nuove aree di sosta a Catania Metropolitana di Catania Metro Shuttle  

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17 set 2019

Viale Gian Lorenzo Bernini, via ai lavori per nuovo parcheggio Sostare

di Mobilita Catania

Sono in corso di esecuzione i lavori di realizzazione di una nuova area di parcheggio in viale Gian Lorenzo Bernini, a nord di Largo Bordighera, nei pressi di piazza Michelangelo. Si tratta di un intervento promesso dall'amministrazione comunale a seguito delle proteste di alcuni commercianti di viale Vittorio Veneto, che hanno lamentato la perdita di posti auto a causa dell'installazione dei cordoli per la corsia preferenziale protetta dei bus. Perdita dei posti che in realtà, formalmente, non c'è stata, giacché i posti di cui si tratta non erano "legali" in quanto lungo una corsia preferenziale per bus già esistente, ma non rispettata. Le opere già in corso riguardano lo sbancamento di un'ampia zona lungo la strada e il livellamento del terreno, contiguo a un'area verde incolta, allo scopo di poter ospitare oltre un centinaio di auto. Gli interventi, disposti da SoStare Srl d’intesa con il Comune di Catania, che è proprietario dell’area, si concluderanno in pochi giorni e riguardano, per ora, solo la prima fase del progetto che prevede anche la successiva messa dimora di alberi e una riqualificazione generale dello spazio, inclusa la delimitazione di una piccola area da adibire allo sgambamento per cani. Da più parti, tuttavia, si levano perplessità riguardo l'opportunità di quest'intervento: tre, in particolare, le questioni sollevate. La prima riguarda il numero di stalli aggiuntivi che saranno regolati dalle strisce blu: poiché nessuno stallo è stato perso in viale Vittorio Veneto, ci si domanda perché la nuova area di parcheggio debba essere a pagamento, aumentando così il numero di stalli regolati da "strisce blu" in città; la seconda attiene, invece, alla mancata riqualificazione di una potenziale area arredata a verde pubblico, che andrebbe ad aggiungersi a quella vicina di Largo Bordighera: superficie che, invece, si decide di dedicare alle auto; la terza, infine, riguarda la localizzazione di quest'intervento, atteso che a breve partiranno i lavori di riqualificazione del vicino e già esistente parcheggio Sanzio, ad oggi, peraltro, sottoutilizzato. Ti potrebbero interessare: Piano parcheggi, entro sei mesi lavori per tre nuove aree di sosta a Catania Viale Vittorio Veneto, parziale passo indietro: si sposta la nuova corsia bus a salire    

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