Proposta
28 set 2018

Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

di Andrea Tartaglia

In questi giorni, a Catania, è in atto una sperimentazione viaria che sta causando non pochi disagi nel centro storico: per andare incontro alle esigenze di sicurezza della Questura di via Alessandro Manzoni, infatti, il traffico è stato deviato temporaneamente su via Collegiata, via Fragalà e via Mancini. Una soluzione che irrompe prepotentemente nel cuore del centro storico, in piena zona a traffico (non più) limitato, generando colonne di mezzi in fila proprio a fianco della basilica Collegiata, lungo i ristoranti della strada e tagliando ai pedoni e ai turisti la passeggiata di via Etnea in uno dei suoi punti più suggestivi. Una soluzione, dunque, che tale non è e che, come prevedibile, sta solo generando caos e un danno di immagine non di poco conto (basta osservare i volti dei turisti), per non parlare dell'abbassamento della vivibilità della zona e della qualità dell'aria. Fatte salve le esigenze della Polizia di Stato, la circostanza può però trasformarsi nell'occasione di limitare l'accesso indiscriminato di mezzi privati a quest'area del centro storico proponendo un piano viario alternativo che impedisca di portare sin qui gran parte del traffico di attraversamento del cuore della città. Fermo restando che, nel lungo termine, è auspicabile la creazione di una grande z.t.l. del centro storico che possa avere, orientativamente, nella via Plebiscito il suo perimetro naturale, nonché l'opportunità di delocalizzare la Questura di via Manzoni in area più consona, ecco una proposta attuabile nel breve termine che consentirebbe di salvaguardare l'area di via Etnea compresa tra via Antonio di Sangiuliano e piazza Università: La maggiore innovazione consiste, già all'altezza di via Quartarone, nell'intercettare e deviare il traffico di via Vittorio Emanuele II diretto a est. Via Quartarone diverrebbe così percorribile a salire, verso piazza Dante: ciò può avvenire o rendendola a doppio senso (con divieto di sosta e fermata), oppure creando una circolazione rotatoria sfruttando anche via Teatro Greco e via Santa Barbara (quest'ultima solo nel tratto compreso tra via Teatro Greco e via Vittorio Emanuele II, con divieto di sosta e fermata, invertendo l'attuale senso di marcia). Piazza Dante diverrebbe a doppio senso di marcia, così come via Gesualdo Clemente: qui la sosta a spina di pesce andrebbe sostituita con quella in linea. Giunti all'altezza di via Santa Maddalena, si può rendere quest'ultima a doppio senso per consentire di raggiungere facilmente piazza Stesicoro. In alternativa o in aggiunta, si potrebbe anche valutare di rendere a doppio senso anche il tratto di via Di Sangiuliano compreso tra via Santa Maddalena e via Manzoni, seppur non strettamente necessario, a meno di non voler accorciare il percorso per raggiungere la zona di piazza Manganelli. In via Vittorio Emanuele II, dunque, dopo l'incrocio con via Quartarone, proseguirebbero dritto, in direzione piazza Duomo, solo i mezzi diretti a raggiungere via Garibaldi (dal basso) o le traverse della stessa strada. Via San Giuseppe al Duomo si trasformerebbe invece in zona a traffico limitato, con accesso consentito solo ai residenti e ai mezzi delle forze dell'Ordine (nonché ambulanze e altri mezzi espressamente autorizzati). L'accesso a via Collegiata, via Fragalà e via Manzoni nel tratto a sud di via Antonino di Sangiuliano sarebbe consentito solo ai medesimi soggetti, consentendo quindi un notevole abbassamento del traffico e dell'inquinamento in quest'area e venendo incontro alle esigenze della Polizia di Stato. Ti potrebbe interessare... Nuovo piano viario sperimentale in centro storico: chiude tratto di via Manzoni  

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Articolo
26 gen 2018

Nuovo piano di mobilità in piazza Dante, perché sì? Alcuni correttivi da apportare

di Viola Sorbello

Incentivi per l’utilizzo del parcheggio R1 dell’Amt in via Plebiscito, nuova navetta ogni 10 minuti collegata con parcheggio e con metropolitana, lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante: queste le mosse che il Comune di Catania si appresta a compiere per migliorare qualità, accesibilità e vivibilità nel centro storico etneo. Nei giorni scorsi Amministrazione Comunale, Amt (Azienda Metropolitana Trasporti), Corpo dei Vigili Urbani e Università sono stati impegnati in una conferenza dei servizi per affrontare il problema dell’enorme carico di automobili presenti in piazza Dante. Il piano elaborato che ne è venuto fuori rientra davvero in una strategia di “Mobilità Sostenibile” ? Probabilmente in più punti, ma non in tutti.  Sicuramente quando: Mette intorno ad un unico tavolo tutti gli attori. Il coordinamento è fondamentale perché i provvedimenti siano efficaci. Viceversa ogni piano deciso unilateralmente da uno solo degli attori si può dire fallito prima di iniziare. Il parcheggio R1 dell’Amt realizzato in via Plebiscito, ad esempio, senza la prevista azione dei Vigili Urbani e l’alleanza con l’Università continuerebbe ad avere pochissimi utenti, come avviene dal giorno della sua realizzazione ad oggi, al pari di quanto accade al parcheggio del Pino in via Ventimiglia. Ecco perché è auspicabile che in una seconda fase il tavolo si apra anche ad altri Enti pubblici e privati presenti nel quartiere. Applica l'intermodalità ossia la integrazione fra mezzi di trasporto diversi. In questo caso tra la Metropolitana e i bus urbani. Ma la combinazione potrebbe essere più spinta: “auto + metro + bus” se in periferia si lascia l’auto in uno dei parcheggi scambiatori posti ai margini della città. La moderna mobilità urbana gioca la sua più importante scommessa sulla capacità di combinare efficacemente mezzi di trasporto diversi, mentre è puramente illusorio pensare di puntare tutto su un solo mezzo di trasporto. Ecco perché l’idea di prelevare l’utenza dell’Università direttamente dalla fermata della Metro più vicina è una scelta strategicamente valida. Fornisce al cittadino la possibilità di adottare comportamenti virtuosi. Pagare il parcheggio abusivo e usare l’auto in città a volte è quasi una scelta obbligata a causa della mancanza di alternative. Il sistema ideato per piazza Dante consente a chi si voglia muovere nell’ambito della legalità di farlo senza tema di essere accusato di “togliere il pane alle famiglie dei parcheggiatori abusivi” e, piuttosto, nella consapevolezza di contribuire con la propria condotta alla crescita di una città nella quale tutti possano realizzare il diritto di avere un lavoro vero e correttamente retribuito. Parte dal principio che in città il trasporto pubblico è più efficace di quello privato. Il primo è dunque da incentivare il secondo da disincentivare. Le strategie che un'amministrazione illuminata può mettere in campo in questo senso possono essere infinite e devono puntare sul fattore di comodità, di risparmio del tempo ed economico. In questo caso l’incentivo del trasporto pubblico è dato: • dalla comodità: la navetta preleva l’utente alla fermata della Metro di piazza Stesicoro e lo porta direttamente davanti all’Università, in piazza Dante, evitandogli la snervante ricerca del parcheggio. • dal risparmio di tempo: qui gioca un ruolo fondamentale la frequenza delle navette. L’avere stabilito un intervallo di soli 10 minuti fra una corsa e l’altra rende davvero conveniente lasciare l’auto a casa. La scelta di applicare un intervallo più lungo (come quello di 30 minuti stabilito inizialmente dall’Amt) avrebbe rischiato, da sola, di far fallire tutto il piano strategico perché gravemente distonica con un fattore, il tempo, che gioca un ruolo incentivante nelle scelte di mobilità. Purtroppo manca il fattore economico: se la conferenza dei servizi avesse stabilito la gratuità per tutti (e non solo per chi usa il parcheggio R1 Plebiscito) del servizio navetta Amt ciò avrebbe costituito un fattore incentivante importante perché l’utente avrebbe risparmiato il costo del biglietto ma anche quello del parcheggio dell’auto nelle aree sostare (o del parcheggio abusivo). Una navetta gratuita avrebbe spinto non solo insegnanti e studenti ad usare i mezzi pubblici per raggiungere le sedi universitarie in piazza Dante ma avrebbero potuto usufruirne anche insegnanti e studenti del Liceo Boggio Lera e del Liceo Spedalieri, utenti e personale dell’Ospedale Vittorio Emanuele, dell’Ospedale Santa Marta e dell’Ospedale Santo Bambino ecc... Insomma diverse migliaia di persone avrebbero potuto davvero lasciare l’auto a casa e liberare tutto il quartiere dalla massiccia presenza di auto a beneficio di residenti e turisti. L’Azienda Metropolitana Trasporti avrebbe potuto ammortizzare i costi del servizio offerto gratuitamente anche tramite un accordo con l’Fce con condizioni diverse da quelle stabilite al momento attraverso l’emissione di un biglietto integrato Metro/bus ad Euro 1,20. In una parola, se ancora si è in tempo per effettuare un correttivo al piano, si potrebbe prevedere (come già accade per gli studenti che devono raggiungere la cittadella universitaria) che si usufruisca della navetta con lo stesso biglietto della Metro. La Fce potrebbe riconoscere all’Amt una partecipazione ai ricavi maggiori dati dall’enorme flusso di utenti che potrebbero trovare enormemente conveniente un servizio così congegnato. Probabilmente già nell’immediato potrebbe anche impennare il numero di abbonati mensili alla Metropolitana. Senza considerare che una parte del ricavato delle multe elevate nella zona (previste correttamente come fattore disincentivante) potrebbe essere devoluto all’uopo. Così Catania, finalmente, potrebbe avviarsi ad essere una città sempre più vicina agli standards europei perché applicherebbe il principio del “chi inquina paga” che è uno dei principi cardine delle politiche ambientali dell'Unione Europea. Secondo tale principio chi provoca un danno ambientale ne è responsabile e deve farsi carico di intraprendere le necessarie azioni di prevenzione o di riparazione e di sostenere tutti i costi relativi. Nel caso specifico a pagare il costo di tutta l’operazione dovrebbero essere gli automobilisti che decidono, nonostante tutto, di recarsi in auto nel cuore della città. Pagando il prezzo del parcheggio Plebiscito (sebbene agevolato) essi dovrebbero rendere possibile la gratuità del servizio navette (gestito fra l’altro dallo stesso ente gestore del parcheggio) ed effettuerebbero in tal modo una sorta di riparazione del danno sociale provocato dall’utilizzo dei loro mezzi inquinanti. Il sistema, così congegnato, oltre che porsi in modo incisivo a tutela dell’ambiente applicherebbe anche un criterio di equità sociale.   Ti potrebbe interessare: Piccola rivoluzione in centro storico: nuova navetta, parcheggio convenzionato e lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante         

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Articolo
20 gen 2018

Piccola rivoluzione in centro storico: nuova navetta, parcheggio convenzionato e lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante

di Mobilita Catania

Incentivi per l'utilizzo del parcheggio R1 dell'Amt in via Plebiscito, nuova navetta ogni 10 minuti collegata con parcheggio e con metropolitana, lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante: queste le mosse che il Comune di Catania si appresta a compiere per migliorare qualità, accesibilità e vivibilità nel centro storico etneo. Il Sindaco di Catania, Enzo Bianco: "Abbiamo studiato un piano integrato di concerto con gli esperti dell'Università di Catania. Ci saranno incentivi per utilizzare il parcheggio R1 dell'Amt e un bus navetta per collegarlo a tutto il centro storico e alla fermata Stesicoro della Metro". Il presidente dell'Amt, Puccio La Rosa: "Ci consentirà di ridurre il traffico e sostenere le attività commerciali nel Centro storico". L'assessore alla Mobilità, Rosario D'Agata: "L'input ci è venuto dalle associazioni per la Mobilità sostenibile". "I punti cardine di un Piano integrato della Mobilità per piazza Dante e il centro storico, studiato di concerto con gli esperti dell'Università, sono stati fissati durante un tavolo operativo svoltosi nella sede dell'Assessorato alla Mobilità". Lo ha annunciato il sindaco di Catania Enzo Bianco, sottolineando che esso prevede  "Incentivi per utilizzare il parcheggio R1 dell'Amt di via Plebiscito e un bus navetta per collegarlo a tutto il centro storico e alla fermata Stesicoro della metro che consentiranno di decongestionare la magnifica piazza Dante, oggi soffocata dalle automobili". Al tavolo operativo hanno preso parte gli assessori alla Mobilità Rosario D'Agata e alle Manutenzioni Salvo Di Salvo, il presidente dell'Amt Puccio La Rosa, il delegato del rettore per la Mobilità, prof. Giuseppe Inturri, il consulente del Sindaco Enzo Condorelli, il commissario Gaspare Morsellino per la Polizia municipale e dirigenti e funzionari dell'Amt e del Comune di Catania. L'obiettivo del Tavolo è la riqualificazione di piazza Dante attraverso, appunto, l'utilizzo del parcheggio R1 dell'Amt, capiente 250 posti. Questo potrà essere utilizzato per decongestionare l'area attorno al Monastero dei Benedettini che giunge fino alla via Plebiscito. A questo obiettivo si giungerà in più step. Il primo, dalla prossima settimana, prevede la presenza di Vigili urbani con una contestuale operazione di informazione diretta a chi parcheggia attualmente in piazza Dante. "Verrà spiegato - ha detto La Rosa - che sarà possibile fruire del parcheggio a costi estremamente contenuti, con abbonamenti mensili da 25 euro per mezza giornata e 40 per quella intera riservati a mondo universitario e residenti. Gli utenti del parcheggio potranno utilizzare, gratuitamente, un bus navetta denominato 504M Catania centro, che collegherà con una frequenza di dieci minuti il parcheggio con tutto il centro storico e in particolare con la fermata della metropolitana di piazza Stesicoro. Questo ci consentirà di ridurre il traffico e sostenere le attività commerciali nel centro storico". "L'imput per dar vita a questo Piano - ha aggiunto D'Agata- ci è venuto, oltre che dal sindaco Bianco, anche dalle associazioni cittadine che si impegnano per la Mobilità sostenibile. E nuove importanti iniziative sono allo studio. I problemi del traffico e del parcheggio selvaggio a Catania possono essere risolti soltanto con un cambiamento culturale. Siamo convinti che la navetta 504M Catania centro, che potrà essere utilizzata anche dai possessori di normale biglietto Amt, rappresenterà una scoperta per i catanesi: si renderanno conto che è possibile lasciare a casa l'automobile e muoversi velocemente con i mezzi pubblici". Per quanto riguarda la tempistica dell'operazione, gli abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire dal 29 gennaio nel Parcheggio di via Plebiscito 747 o nell'Ufficio abbonamenti dell'Amt di via Sant'Euplio 168. La navetta 504M Catania centro comincerà le sue corse a partire dal giorno dieci di febbraio.  "Non stressarti a cercare parcheggio in centro". È questo lo slogan utilizzato da Amt per pubblicizzare il nuovo parcheggio R1 in funzione dall'8 dicembre 2017 e che dal prossimo 10 febbraio, dunque, sarà servito da una navetta ogni 10 minuti di attraversamento del centro storico e di collegamento con la metropolitana. Il parcheggio è stato realizzato nell’area di proprietà aziendale dove erano ubicatati, fino a marzo 2017, la storica Rimessa 1 (R1), l’officina ed il magazzino, oggi trasferiti nella nuova rimessa R8 di Pantano d’Arci. Sono stati sfruttati i tre piazzali e la viabilità di distribuzione, per realizzare un parcheggio pubblico con una capacità complessiva di circa 250 posti macchina. Nell'insieme, la mobilità sostenibile offre sempre più possibilità in città. Ad esempio, con un totale di appena due euro (due biglietti da 90 minuti metro Fce e dell'Amt) si potrà lasciare l'auto al parcheggio scambiatore Santa Sofia di via Zenone, al limite nord del Comune di Catania, servirsi del metro shuttle fino alla stazione metro Milo, da qui raggiungere in pochi minuti Stesicoro dove trovare la navetta Amt per piazza Dante e via Plebiscito. E ritorno.

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Proposta
07 dic 2017

Piazza Dante Liberata, più spazio alle persone e meno alle auto: la nostra proposta

di Mobilita Catania

L'8 dicembre entrerà in esercizio nell'area dell'ex rimessa AMT di via Plebiscito un nuovo parcheggio da 250 posti. Dato che gli studi dimostrano da tempo quanto sia nocivo mantenere vaste aree di parcheggio nel cuore del centro storico, in quanto poli di attrazione di traffico privato e quindi anche di inquinamento a discapito della vivibilità e qualità dello spazio urbano, pur architettonicamente di pregio, riteniamo che questa sia un'occasione d'oro per porre finalmente fine allo scempio delle auto che ogni giorno parcheggiano in ogni angolo di Piazza Dante, compresi marciapiedi e aree per pedoni, nonché addirittura sopra i gradini del sagrato della chiesa. Gli automobilisti potranno finalmente parcheggiare legalmente senza intralciare i pedoni (e senza dover lasciare le chiavi a qualcuno...) nel nuovo parcheggio AMT e contemporaneamente lasciare libera l'area che si trova tra il Patrimonio Unesco del Monastero dei Benedettini e le Terme Romane, rendendola finalmente un luogo civile e decoroso. Nell'attesa di una ZTL definitiva in tutta l'area, il traffico dei veicoli privati provenienti da via Clemente potrebbe essere deviato, tramite dissuasori o fioriere, sull'area periferica della piazza, in modo da liberare la parte centrale dalle auto ed abbellirla con panchine, verde ed ulteriore arredo urbano.  Anche l'area adiacente alle terme romane potrebbe essere protetta dal traffico e dalla sosta selvaggia in modo analogo, con semplici paletti dissuasori o ulteriori elementi di arredo. L'operazione sarebbe simile a quanto già realizzato con successo in Via Dusmet grazie al nuovo parcheggio Borsellino, la città guadagnerebbe immediatamente legalità, decoro e vivibilità. Speriamo quindi che questa proposta venga vagliata e accolta dall'amministrazione comunale, invitando tutti coloro che la ritengono valida a condividerla e a promuoverla, anche portandola all'attenzione del Sindaco e della sua giunta, affinché possa tramutarsi quanto più presto possibile in realtà.

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Proposta
10 giu 2016

Un parcheggio al posto del Giardino di via Biblioteca in piazza Dante

di Annamaria Pace

Il Giardino di via Biblioteca è lo spazio pubblico, con ingresso sulla Piazza Dante,  adiacente all’ex Monastero dei Benedettini,  sede dell’Università,  che è stato recuperato secondo il  progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo. Il giardino e la Piazza Dante  ultimamente sono stati al centro dell’attenzione dell'opinione pubblica a causa  del degrado dei luoghi e dell’annoso problema del “parcheggio abusivo” presente nella piazza. Il Geometra Antonino Leonardi, insieme all’architetto Giancarlo De Carlo ha curato  il recupero del Monastero, e oggi, prendendo atto degli  ultimi fatti avvenuti nei suddetti spazi, lancia una “proposta” d’intervento tramite la lettera pubblicata nella rubrica “Lo dico a La Sicilia”, di lunedì 30 maggio 2016, che potete leggere di seguito. Il Monastero- deposito Avviso riservato agli abituali clienti del magazzino di via Biblioteca (Monastero dei Benedettini). Con riferimento all’ultimo prelievo di materiale metallico, effettuato domenica 22, si fa presente che nella stessa area dove è avvenuto il prelievo in argomento giace  (a disposizione) quanto segue: tre elementi  a profilo curvo  in ferro zincato e svariati pannelli di grigliato metallico similari ai gradini già prelevati. Per i catanesi curiosi che reputano il superiore avviso un messaggio cifrato (“a baccagghi”) provo a spiegare. Anche se da diversi anni ho smesso di lavorare e ora mi godo la pensione ( si fa per dire) , avendo trascorso oltre trent’anni a girovagare nel Monastero dei Benedettini, ogni tanto, non so se per  abitudine o per nostalgia, vado a trovare i giovani nuovi amici e amiche di Officine Culturali. Nell'ultima recente visita ho visto che l’uscita di sicurezza dell’aula 254 era sbarrata con fettuccia bianco-rossa. Incuriosito, mi avvicino e mi accorgo che nella scala mancavano  i gradini (13).  Non mi è stato difficile accertare che i gradini erano scomparsi domenica 22. L’evento non è un fatto eccezionale. Da anni il monastero è considerato un grande deposito: metalli, legni, cavi elettrici, arredi….anche le piante per ornare un balcone. Un mio vecchio collega mi ha confidato che alcuni enti statali, a cui è stata affidata la gestione del patrimonio edilizio pubblico, per ridurre i costi di manutenzione non vedono male la messa fuori uso di elementi o strutture ritenute superflui o poco utili. Quindi che male c’è a dare una mano ai bisognosi? E’ opera di bene. Io, invece, sono dell’avviso che nel caso in specie prevalga l’effetto memoria : fino a pochi anni addietro, il cosiddetto giardino di via Biblioteca era un deposito di materiale per l’edilizia, prima gestito da “puzzu u pizzaru”, poi dalla manutenzione comunale. Sono dell’avviso che prevalgano ancora queste vecchie abitudini . Leggo su La Sicilia del 26 maggio che un’apposita commissione per “La fabbrica del decoro” ( di chi?) sta per redigere un “piano” per sottrarre piazza Dante al degrado. Io, che mi considero un occupante “abusivo” del Monastero, propongo che il piano venga esteso alla via Biblioteca; sono dell’avviso, per la seconda volta, che  sia rimosso ciò che resta  dell’originario giardino e si stenda su tutto il terreno un manto di asfalto verde da adibire a parcheggio: finalmente una “zona” verde nel quartiere Antico Corso. Antonino Leonardi

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Segnalazione
29 feb 2016

Piazza Dante, le terme romane spente e tra la vegetazione

di Amedeo Paladino

Laddove gli enti pubblici non arrivano, l'impegno e la passione di cittadini volontari riescono a sopperire almeno in parte alle inefficienze: è il caso di piazza Dante Sabato numerosi cittadini, grandi e piccoli, coordinati da Legambiente Catania e dal gruppo Mobilità Sostenibile hanno creato il Giardino delle Giuste e dei Giusti, un’iniziativa promossa dalla sezione locale della FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti e da Toponomastica Femminile. Ma le criticità del quartiere sono numerose. Una di queste è la scarsa valorizzazione dei numerosi siti archeologici greco-romani, un patrimonio sopravvissuto all'urbanizzazione di quest'area di Catania: le terme romane di piazza Sant'Antonio, l'Anfiteatro Romano, le Terme dell'Indirizzo, la sezione di strada romana nel chiostro dell'ex Monastero dei Benedettini solo per citare alcuni luoghi. Una trattazione approfondita è consultabile al sito etnanatura.it L'iniziativa di sabato ha permesso di osservare lo stato delle Terme Romane di piazza Dante. Tra il caos delle centinaia di auto all'interno della piazza gli edifici termali romani quasi scompaiono. Il balneum di piazza Dante era probabilmente una struttura termale privata in dote ad una casa patrizia in epoca tardo imperiale, purtroppo il sito risente della mancanza di ordinaria pulizia e di interventi di scerbamento. Questo patrimonio necessita anche di valorizzazione: l'illuminazione è assente, questa ricchezza culturale e storica passa quasi inosservata agli occhi dei turisti e dei catanesi.

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Articolo
25 feb 2016

Un nuovo giardino nascerà in Piazza Dante: l’iniziativa si svolgerà sabato

di Mobilita Catania

Un'iniziativa promossa dalla sezione locale della FNISM - Federazione Nazionale degli Insegnanti e organizzato da Legambiente Catania e dal gruppo Mobilità Sostenibile. L'aiuto determinante sarà quello del Corpo Forestale e degli studenti volontari del vicino Liceo Boggio Lera Un nuovo giardino nascerà in Piazza Dante. Sarà realizzato dagli studenti e gli abitanti del quartiere e valorizzerà questa importante piazza di Catania. L’evento creato da Legambiente Catania, Mobilità Sostenibile Catania e gli studenti del Liceo scientifico Boggio Lera, rientra nel progetto “Un Giardino delle Giuste e dei Giusti” promosso dalla FNISM sez. Catania. Il giardino, realizzato con le piante donate dal Corpo Forestale, vuole ricordare il valore offerto dalle donne e dagli uomini alla costruzione di un modo di pace, libertà, fratellanza, sorellanza ed uguaglianza. La cura e la tutela di questo giardino sarà affidata agli studenti del Liceo scientifico Boggio Lera e agli abitanti del quartiere che provvederanno ad annaffiare le piante periodicamente, tutelando questo nuovo spazio verde in città. L'appuntamento è in piazza Dante sabato 27 alle 9:30.

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