Articolo
07 set 2017

Dov’è disponibile la fibra ottica ultraveloce a Catania? Il punto sui lavori a un anno dall’inizio

di Amedeo Paladino

Nel mese di luglio dello scorso anno il Comune di Catania ha firmato una convenzione con Enel Open Fiber (Eof), joint venture tra Enel e Cassa Depositi e Prestiti per lo sviluppo,  la gestione e la manutenzione di una infrastruttura per la banda ultra larga in fibra ottica di ultima generazione. Facciamo il punto sull'avanzamento dei lavori.  Il progetto Open Fiber prevede che la fibra ottica venga portata fino a casa dei clienti in modalità Fiber to the Home (FTTH) in grado di supportare velocità di trasmissione fino a 1 Gbps, sia in download che in upload. Catania è stata tra le prime 5 città italiane e prima in Sicilia che ha visto l'implementazione della nuova infrastruttura tecnologica: nella città etnea l’investimento, interamente sostenuto da Open Fiber, è di circa 30 milioni di euro per oltre 500 chilometri di fibra (200 km di rete interrata e 360 km di rete aerea). I lavori sono stati avviati a settembre 2016 con l'obiettivo è raggiungere 115mila unità immobiliari entro il 2018; nel mese di aprile 2017 è partita la commercializzazione della fibra ultra veloce di Open Fiber in 20.500 unità immobiliari già cablate a Catania che potranno sfruttare la rete di ultima generazione FTTH attraverso gli operatori-partner WindTre e Vodafone. Gli scorsi mesi si sono sollevate critiche per i disagi causati dai lavori per la messa in opera della fibra ottica. L'implementazione della banda ultra larga avviene tramite piccoli cantieri in cui gli scavi sono effettuati attraverso minitrincee di 5 cm di larghezza, che in attesa della posa del nuovo tappetino di asfalto vengono riempite temporaneamente per permettere al terreno di assestarsi. Laddove non è necessario lo scavo a cielo aperto i cavi sono posati in modalità aerea attraverso i pali già presenti. Ad un anno di distanza dall'inizio dei lavori, fibra ultra veloce di Open Fiber ha raggiunto molte aree della città: già completata la cablatura dei quartieri di Picanello, San Giovanni Galermo e Trappeto Sud. Per verificare se il proprio domicilio è stato raggiunto dalla fibra ottica è possibile consultare il sito internet dedicato al progetto Open Fiber.    

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Proposta
22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano attualmente oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che a breve darà a catanesi e turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti è attualmente al centro di un quanto mai appropriato intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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Articolo
12 lug 2017

Il car-sharing Enjoy raggiunge l’aeroporto di Catania: le tariffe e le modalità del servizio

di Mobilita Catania

Come annunciato la scorsa settimana a margine della conferenza stampa svoltasi presso gli uffici SAC, la società che gestisce l'aeroporto di Catania, da oggi, presso l'aeroporto di Fontanarossa, grazie a un accordo con Eni Enjoy, è disponibile il servizio di car sharing. Il servizio di mobilità urbana, già presente a Catania dall'anno scorso (ma, fino ad oggi, non sino all'aeroporto), consente di utilizzare un veicolo su prenotazione tramite l’apposita app da scaricare sullo smartphone.  Per le Fiat 500 rosse di Enjoy sono 10 gli stalli a disposizione nel parcheggio P2 (di fianco al terminal 1, a 20 mt di distanza). Il prezzo fisso per il servizio da/per l’aeroporto di Catania Fontanarossa è di 4,50 euro, a cui si aggiunge il costo del noleggio a tempo, identico a quello già diffuso in città, ossia 0,25 centesimi al minuto. Al termine del noleggio, l’auto Enjoy deve essere rilasciata negli stalli dedicati da chi si reca in aeroporto: chi la noleggia in città  la parcheggerà negli stalli specifici del parcheggio P2 a servizio dell'aerostazione, evidenziati da apposita segnaletica, e non pagherà la sosta in aeroporto; per coloro i quali, invece, la noleggeranno in aeroporto (prelevandola, dopo la prenotazione, nel parcheggio P2) per recarsi in città, valgono invece le regole dell’area municipale: parcheggio gratuito in tutti le aree di sosta municipali e sulle strisce blu nell'area di copertura di circa 30 km quadrati. «Catania Fontanarossa - commenta Nico Torrisi, amministratore delegato SAC - dopo Milano Linate, dal 2014, e Roma Fiumicino, dal mese scorso, è il terzo aeroporto italiano ad accogliere il servizio, che è un’estensione di quello già operativo nell’area urbana dallo scorso anno su iniziativa del Comune di Catania. Un’ulteriore opportunità per Fontanarossa e la sua caratteristica di “city airport”, a pochi minuti di distanza dal centro città. Ma anche un'iniziativa nella direzione della mobilità sostenibile e intermodale da/per lo scalo, che si aggiunge a tutti i servizi di trasporto pubblici (Alibus e taxi) e privati per la città di Catania e le altre province in attesa degli auspicati collegamenti con ferrovia e metropolitana».

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Articolo
30 apr 2017

Un totem multimediale per turisti e cittadini per accedere a informazioni utili

di Mobilita Catania

Si chiama DigiKiosk, è sito all'angolo tra via Etnea e piazza Duomo ed è in grado di fornire a visitatori e cittadini, attraverso il suo touch screen che consente una navigazione attraente ed intuitiva, numerose notizie utili su monumenti, musei e trasporti del capoluogo etneo. Ad accenderlo, ieri mattina, è stato il sindaco di Catania, Enzo Bianco, insieme con Fabrizio Garufi e Sarah Bersani. L'ingenere Garufi ha partecipato in rappresentanza dell'azienda catanese TechLab Works, fondata e gestita da giovanissimi ingegneri siciliani, che ha realizzato e messo a disposizione DigiKiosk; Sarah Bersani, invece, è editore dell'agenzia di comunicazione catanese Industria01 al cui progetto si devono le informazioni diffuse dal totem digitale. Il totem permette di fornire informazioni sulla storia della città, i luoghi e i monumenti da visitare, con percorsi, itinerari e un calendario degli eventi sempre aggiornato. Contiene inoltre tutte le info utili sui trasporti e mappe interattive navigabili per raggiungere facilmente i punti di interesse. Uno strumento, insomma, che consente al turista, ma anche al cittadino curioso, di scoprire i mille volti di Catania.

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25 apr 2017

La mobilità sostenibile a Malta parla catanese: l’Ente governativo dei Trasporti sceglie uno studio di architettura di Catania per migliorare la mobilità

di giulias

Uno studio di architettura di Catania si aggiudica il progetto per il nuovo sistema di trasporto sostenibile basato sull'intermodalità Transport Malta, l’Ente governativo che si occupa dei trasporti, ha deciso negli ultimi anni di destinare la maggior parte delle risorse economiche (sia proprie che quelle provenienti da finanziamenti europei) per la riduzione dei problemi legati alla mobilità dell’isola. Così come la maggior parte delle nostre aree urbanizzate anche il territorio maltese è interessato dai tipici effetti legati ad un sistema dei trasporti ormai divenuto talmente ingestibile da compromettere la vivibilità delle città: livelli di congestionamento sempre più elevati, tempo passato nel traffico cresciuto notevolmente, una richiesta sempre maggiore di spazi per la sosta, un livello di inquinamento ambientale sempre più preoccupante, inquinamento acustico in crescita. L’obiettivo è quello di favorire un cambiamento dei comportamenti degli utenti e di passare quindi da un sistema basato sull’uso del mezzo privato (che risulta essere però un sistema antico e inefficiente dal momento che oggi ci troviamo a comprare e mantenere auto private che usiamo solo per un tempo pari al 5% della loro vita utile) ad un sistema moderno che sia più green (ecologicamente meno impattante) e smart (efficiente e veloce anche grazie all’uso di nuove tecnologie). La strategia pensata da Transport Malta è quella di puntare sul trasporto sostenibile (che significa uso di sistemi a basso impatto ambientale come per esempio mezzi elettrici, incentivazione di una mobilità dolce e sviluppo di sistemi di trasporto collettivi) e sull’intermodalità. Il sistema maltese prevede infatti la creazione di una rete di diversi mezzi (autobus, biciclette elettriche, macchine elettriche, traghetti, etc) che sia fatta di nodi di interscambio (chiamati SMITH, acronimo che sta per Sustainable Multi Intermodal Transport Hubs) dove l’utente possa facilmente e rapidamente (grazie alla prossimità ma anche grazie all’utilizzo di una app) cambiare mezzo di trasporto per spostamenti più rapidi ed efficienti. Nei prossimi anni il territorio maltese sarà coperto da questa rete di hub in cui i più importanti permetteranno ai pendolari e ai turisti di spostarsi grazie agli scambi tra autobus, battelli per gli spostamenti marittimi tra città, biciclette elettriche in sharing, macchine elettriche in sharing. Il futuro è ormai segnato e tutte le strategie europee ma anche nazionali per l’orizzonte 2020 nonché i maggiori programmi di finanziamento prevedono azioni legate ad una mobilità più efficiente e pulita. Ad esempio a livello europeo si è deciso di istituire i SUMP (piani di mobilità urbana sostenibile), di incentivare l’acquisto di mezzi più puliti, di spingere su un’infrastrutturazione per l’uso di sistemi elettrici; programmi come Horizon2020, UIA, Interreg ecc prevedono finanziamenti alle città che propongano strategie innovative di trasporto. È tempo quindi che anche le città italiane e siciliane si attivino per dotarsi di politiche e piani che vadano in questa direzione se vogliono affrontare i problemi legati ai trasporti e puntare ad avere standard di vivibilità e di sostenibilità più elevati per i loro abitanti.

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Proposta
07 feb 2017

I quartieri sud di Catania connessi con un percorso ciclabile e pedonale immerso nel verde

di Annamaria Pace

Accogliamo sul nostro sito la proposta dell'associazione Mobilità sostenibile Catania in riferimento a un intervento di riqualificazione e riconessione di un grande polmone verde che si sviluppa tra alcuni quartieri molto popolosi della città. L'associazione Mobilità Sostenibile Catania intende elaborare un processo di  ricostruzione del bacino idrografico del Simeto e della città di Catania attraverso una visione condivisa del territorio, promuovendo il dialogo tra i soggetti  e l’integrazione dei diversi strumenti di programmazione, di pianificazione territoriale e di tutela ambientale.  Il territorio di Catania è interessato dalla presenza di corsi d'acqua e torrenti di grande importanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico: il fiume Simeto, il fiume Dittaino e i torrenti che attraversano l'area sud della città possono essere considerati come elementi dal grande potenziale paesaggistico, economico, sociale e turistico. Partendo da questo principio intendiamo presentare alla città una proposta che si pone come obiettivo la valorizzazione, la tutela del territorio e la riduzione dell'inquinamento tramite la pianificazione strategica, l'uso sostenibile dell’ambiente e degli ecosistemi acquatici. La corretta gestione delle risorse idriche insieme alla valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico contribuirà soprattutto allo sviluppo locale della città di Catania. Tramite lo strumento legislativo del Contratto di Fiume, DLgs 152/2006 all'art. 68 bis, intendiamo definire il “Contratto di Fiume Simeto e torrente Acquicella”, come lo strumento per raggiungere l'obiettivo proposto. Il “Manifesto d'intenti” e la pianificazione del “Programma d’Azione” saranno condivisi con le associazioni di cittadini presenti nel territorio che parteciperanno attivamente alla definizione del progetto. Nell'ambito di questo visione proponiamo la creazione di un percorso ciclabile e pedonale di connessione tra il centro storico di Catania e i quartieri dell'area sud: Librino, San Giorgio, Nesima, Monte Po, Monte Palma e Villaggio Sant' Agata. Il punto di partenza potrebbe essere definito dall'area del faro della Plaia, da qui il percorso si snoderebbe lungo la via Acquicella Porto, piazza Stazione Acquicella, via Adamo, via della Concordia e proseguirebbe lungo il tracciato delineato dal torrente Acquicella sulla via Calliope, passando per via Via Fossa Creta fino a raggiungere la via del Falcetto. Qui un sentiero sarebbe inserito all'interno della grande area verde, denominata del ex Telegrafo, idonea alla realizzazione di un parco urbano : “Parco Torrente Acquicella”. Gli abitanti dei quartieri di Librino, San Giorgio, Nesima e Villaggio Sant'Agata potrebbero raggiungere, tramite il percorso ad anello inserito nel parco, sia il porto che l'ingresso al centro storico dalla Porta Uzeda. Lungo questo percorso naturalistico, unico e di grande attrazione, potrebbero nascere nuove attività culturali, commerciali e sociali. Dall'area del faro e dalla foce del torrente Acquicella il sentiero ciclabile e pedonabile sarebbe collegato a sud con il litorale della Plaia e con la foce del fiume Simeto, mentre a nord con il Porto e con la già esitente pista ciclabile del lungomare.

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Articolo
13 gen 2017

Patto per Catania, entro il 2017 partirà la prima programmazione: ecco tutti i progetti

di Roberto Lentini

Ieri, a Palazzo degli Elefanti, si è svolto l'incontro tra il ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e il sindaco di Catania, Enzo Bianco, per verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti nell'ambito del Patto per Catania, firmato nello scorso mese di aprile. All'incontro erano presenti, inoltre, gli assessori Luigi Bosco, Rosario D'Agata, Salvo Di Salvo e Nuccio Lombardo e il capo di Gabinetto, Beppe Spampinato. C'erano, poi, il direttore generale del Comune, Antonella Liotta, e il dirigente Fabio Finocchiaro - rispettivamente coordinatore e referente tecnico del Patto - e tutti i responsabili del Comitato di indirizzo. La somma esatta messa a disposizione dal Patto per Catania è di €737.346.434,20, suddivisi in cinque settori (assi prioritari): infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, turismo e cultura, sicurezza e politiche sociali. Ecco la ripartizione della somma: Infrastrutture Vie di fuga Rotolo-Ognina ed Europa-Rotolo, euro €24.000.000; Rifacimento della mantellata per la protezione del Molo di Levante, €49.000.000; Rete di metanizzazione nel quartiere di Cibali, €6.612.000,00; Strada di collegamento Etna Sud; Tangenziale di Catania, €60.493.706. Ambiente Impianto di depurazione in infrazione comunitaria, €403.000.000; Completamento infrastrutture verdi del quartiere Librino, €12.300.000; Riqualificazione e sistemazione idraulica torrenti Forcile, Nitta, Bummacaro, €28.800.000; Parco urbano del quartiere di Librino, €6.000.000. Sviluppo economico e produttivo Agenzia Vulcano, €2.500.000; Agenda Digitale - Adozione di tecnologie per migliorare i servizi urbani della smart city, €13.355.518; Interventi zona Asi, €10.959.032. Turismo e Cultura Rifunzionalizzazione delle rete museale della città di Catania, €23.838.318 riqualificazione Monastero Santa Chiara - importo Lavori €6.400.000; riqualificazione Convento Crociferi, importo lavori €5.700.000; ristrutturazione Castello Ursino, importo lavori €6.150.000; ristrutturazione Museo Belliniano, importo lavori €500.000; interventi di allestimento: Diffondo 3.0 digit. e fruizione museo Benedettini, importo intervento €962.000; epigrafi Castello Ursino, importo intervento €106.618; Vivere Catania. spazio museale Monastero Crociferi, importo intervento €991.700,00; allestimento e gestione sede Museo Egizio, importo intervento €2.600.000; PalaNesima, €6.106.871; Teatro Moncada, €4.000.000. Sicurezza e Politiche Sociali Orti Sociali Urbani, €1.750.000; interventi di messa in sicurezza nelle scuole, €2.107.175; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti, €3.000.000; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - rinnovamento e potenziamento tecnologico delle flotte del TPL, €14.855.455; Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - corsie protette per il TPL e nodi di interscambio modale, €9.895.654; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - Mobilità lenta, €4.600.000; Servizi per l'inclusione sociale - Servizi a bassa soglia per l'inclusione dei senza dimora o assimilati (stranieri in emergenza abitativa estrema), €2.500.000; servizi per l'inclusione sociale - sostegno all'attivazione di nuovi servizi in aree degradate, €17.668.338; infrastrutture per l'inclusione sociale - realizzazione e recupero di alloggi, €8.495.266; infrastrutture per l'inclusione sociale - recupero immobili inutilizzati e spazi attrezzati da adibire a servizi di valenza sociale, €9.579.768; sicurezza edifici pubblici, €1.929.330.   Ti potrebbero interessare: Museo Egizio, ufficiale l’apertura a Catania nel 2017 Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere

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