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21 mar 2019

Catania festeggia la primavera con il Lungomare Fest

di Mobilita Catania

Ritorna domenica 24 marzo, dalle ore 10 alle 20, il Lungomare Fest, giornata di eventi e manifestazioni ed esibizioni artistiche, sportive, ambientali, culturali, ma anche mostra di prodotti artigianali e momenti ricreativi, per ragazzi e adulti, promosse nei viali Ruggero di Lauria e Artale Alagona, chiusi al traffico veicolare e liberamente aperti ai cittadini e ai ciclisti. È il primo dei dieci appuntamenti in calendario nell'ambito di una programmazione di largo anticipo, dalla primavera al prossimo autunno, messa a punto dalla giunta guidata da Salvo Pogliese con gli assessori dei vari settori dell’amministrazione, ciascuno per le rispettive deleghe, che hanno promosso, col mondo dell’associazionismo, una ventina di eventi che in orari e luoghi diversi animeranno la giornata di festa. "Abbiamo ascoltato - ha detto il sindaco Pogliese - i residenti e gli operatori commerciali del lungomare e messo in atto le rispettive indicazioni, per incrementare lo straordinario successo di pubblico dello scorso autunno. Una festa che avrà cinque punti strategici nei quasi due chilometri che si dispiegano da piazza Europa a piazza Mancini Battaglia: piazza Leonardo Sciascia, San Giovanni Li Cuti, piazza del tricolore, piazza Nettuno, piazza del consiglio d’Europa. In questi giorni. nel Lungomare, abbiamo effettuato numerosi interventi ripristino e manutenzione, rimuovendo situazioni di incuria ma anche per sistemare, purtroppo, i danni dell’inciviltà di taluni che non amano la nostra città. Tutta l’area di San Giovanni Li Cuti è stata ripulita e sistemata dagli operatori delle manutenzioni e della Multiservizi, che ringrazio per l’impegno e la dedizione e che hanno operato attivamente, al fine di garantire la sicurezza di chi vorrà partecipare agli eventi del Lungomare Fest recuperando alla socialità spazi cittadini di straordinario rilievo". Il sindaco Pogliese ha ringraziato tutti gli enti, le imprese private e le organizzazioni civiche partecipanti al progetto Lunogmare Fest che si sono spesi per questa prima edizione del 2019: FCE, AMT, Sidra, Liceo Artistico Statale Emilio Greco, Liceo M.M. Lazzaro, Parcheggio Europa, Telethon, Associazione Kids Trip, Associazione Culturale Dilettantistica Danzando l’Ottocento, Associazione ReBa, Dusty, Pop Up Market, Associazione Coro polifonico Sturm und Drang, Cari Privitera Laboratorio d'arte, Associazione Orione, Croce Rossa Italiana, WWF Sicilia Nord Orientale, Associazione Amas Bus Storici, FIAB Catania, Associazione Italiana CELIACHIA Salvatore Recupero, Ditte GIANBIKE e ATALA Point, Associazione Etna e dintorni FIE, CONI Catania, Federazione Badminton, Federazione Italiana Rugby, ASD Vulcano Etna Rugby, Cus Catania, Federazione Italiana Scacchi, Corri Catania, Associazione Non solo Feste, Associazione Le Pulci di Città, Associazione DELFARE. Programma definitivo  

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21 mar 2019

Rifiuti: da sabato nuovi orari e modalità di conferimento 

di Mobilita Catania

Entrerà in vigore sabato 23 marzo l'ordinanza emessa dal sindaco Salvo Pogliese per avviare un giro di vite sulle modalità di conferimento dei rifiuti.  Nella zona della città in cui viene effettuata la raccolta differenziata porta a porta, estesa anche alle zone del villaggio Dusmet, via Callipari e viale Lainò n. 3, 5 e 6, il conferimento dei rifiuti può avvenire dalle ore 20,00 alle 22,30. Le utenze domestiche e non domestiche non servite dal servizio “porta a porta”, invece, sono obbligate a conferire i rifiuti differenziati e indifferenziati all’interno dei rispettivi cassonetti stradali esclusivamente dalle ore 18 alle ore 23 di ogni giorno, escluso il sabato e i prefestivi. È obbligatorio rispettare la destinazione d'uso dei cassonetti indicata dal loro colore per cui si dovrà conferire.  Nell'area della Zona Industriale vengono regolamentate particolari modalità attuative. Specifiche norme nell’ordinanza sono inoltre riservate alle grandi utenze delle imprese industriali e commerciali, ai grandi condomini e alle aree mercatali fisse o settimanali e per gli stabilimenti balneari di viale Kennedy. Ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza commessa da residenti nel comune di Catania comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 50,00 a € 500,00.Il conferimento di rifiuti da parte di soggetti non residenti nel Comune di Catania, salvo che il fatto non costituisca reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da €100,00 a € 500,00. Salva e impregiudicata l’applicazione di sanzioni penali, le violazioni che integrino le condotte di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel sottosuolo, saranno punite, con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 300,00 a € 3.000,00, tenuto conto della gravità della violazione. Se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio.    Il presupposto del provvedimento del primo cittadino è quello di promuovere ogni iniziativa volta ad incrementare il recupero dei materiali riciclabili, attraverso l’innalzamento del livello della raccolta differenziata, al fine di raggiungere gli obiettivi e le percentuali di raccolta fissati dalla legge, che permetterebbe una riduzione della quantità dei rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica e conseguente salvaguardia dell’ambiente e del diritto alla salute pubblica, oltre alla potenziale diminuzione della tariffa Tari. Obiettivo della stessa ordinanza, altresì, è implementare i controlli da parte delle Autorità competenti, sia d’iniziativa che su segnalazioni provenienti dal Gestore del Servizio e/o dagli utenti, per far rispettare le norme sul divieto di abbandono, del deposito incontrollato dei rifiuti in aree pubbliche e private, al fine di  facilitare l’azione dell’Amministrazione Comunale tesa all’ottimizzazione del servizio di gestione rifiuti in termini di efficienza, efficacia ed economicità. A questo proposito l’ordinanza inserisce nell’area del porta a porta le zone del villaggio Dusmet, anche via Callipari e viale Lainò n. 3, 5 e 6. Nello stesso documento si annuncia che il sistema di raccolta dei rifiuti "porta a porta" verrà esteso progressivamente a molte altre aree della città, azione di ampliamento di cui sarà data tempestiva comunicazione pubblica alla cittadinanza. 

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20 mar 2019

Superstrada Catania-Ragusa, arriva il parere favorevole del pre-Cipe

di Mobilita Catania

Oggi si è svolta a Roma la riunione del pre-Cipe in merito al parere positivo per la realizzazione del raddoppio della superstrada Ragusa-Catania.  Nonostante i rilievi mossi dal ministero dell'Economia e delle Finanze sulla sostenibilità finanziaria dell'opera, il progetto è stato ritenuto ammissibile. E questo grazie a una delibera della Giunta Regionale dello scorso 3 gennaio con la quale Palazzo d'Orleans si è impegnata "ad avvalersi in parte delle risorse fiscali, derivanti dalla contribuzione del concessionario, da destinare ai Comuni interessati per il sostegno dei costi tariffari autostradali in favore di cittadini disagiati, lavoratori e studenti pendolari, secondo condizioni e limiti finanziari da concordare". L'idea della Regione Siciliana di chiedere al concessionario di mantenere nell'Isola il domicilio fiscale in modo da acquisire risorse da destinare, attraverso i Comuni interessati, alle fasce sociali sociali più bisognose è stata apprezzata e sblocca, di fatto, la realizzazione di una infrastruttura che risulterà fondamentale in un'area dove sorgono tantissime aziende agricole. «Se siamo ormai a un passo dal via libera definitivo per la realizzazione del raddoppio dell'autostrada Ragusa-Catania è senz'altro merito della bontà degli argomenti che la Regione Siciliana ha saputo portare sui tavoli romani», ha affermato il governatore siciliano Nello Musumeci. Una posizione ribadita in una nota trasmessa al ministro per il Sud e suggellata dalla richiesta avanzata alla "Sarc Srl", concessionaria dal novembre del 2014 della realizzazione dell'autostrada e della gestione del collegamento viario Ragusa-Catania, di "trasferire e mantenere il domicilio fiscale in Sicilia e a non esercitare sino al termine della concessione l'opzione per il regime del consolidato fiscale". «Sento il bisogno - conclude il presidente della Regione Siciliana - di esprimere un forte apprezzamento per la disponibilità e l'attenzione che hanno mostrato i ministeri del Sud, dei Trasporti e lo stesso Cipe. Si è trattato di un confronto portato avanti sempre con toni costruttivi come dimostra il grande risultato raggiunto oggi». Dovrà adesso essere il Comitato interministeriale per la programmazione economica, nella seduta fissata per il prossimo 4 aprile, a fornire il parere decisivo.  

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20 mar 2019

L’aeroporto di Catania Fontanarossa ritorna pienamente operativo a conclusione dei lavori

di Mobilita Catania

La società di gestione dell’aeroporto di Catania comunica che nella notte tra ieri (lunedì 19 marzo) e oggi si sono conclusi -con un giorno di anticipo- i lavori per la sistemazione di una parte della via di rullaggio dello scalo. Nel dettaglio, si è proceduto al rifacimento del “tappetino” di asfalto e della segnaletica dell’area di movimento in vista della stagione “Summer”, che inizierà il 31 marzo e che porterà un grande aumento dei voli sullo scalo catanese. Da stamattina, l’aeroporto di Catania è quindi tornato pienamente operativo. I lavori, resisi necessari per ragioni di sicurezza, sono andati avanti per 9 giorni. La somma stanziata è stata di 170.000 euro. Piena soddisfazione dell’AD Nico Torrisi, sia per la velocità con cui le opere sono state realizzate, che per la proficua collaborazione con l’aeroporto di Comiso e con le due autolinee che hanno provveduto al servizio straordinario di navette per i collegamenti con l’aeroporto ibleo: «Abbiamo dimostrato come sia possibile, con l’impegno di tutti e la collaborazione tra diversi enti, portare avanti lavori molto impegnativi in tempi record, minimizzando i disagi per i passeggeri. All’aeroporto di Catania si è lavorato notte e giorno riuscendo addirittura a concludere i lavori anzitempo: l’aeroporto di Comiso, da parte sua, ha operato egregiamente a pieno regime, sostenendo un traffico enorme, senza alcun problema e senza ritardi significativi. Inoltre, nonostante andasse oltre le nostre prerogative, siamo riusciti ad avviare un servizio di navette nel giro di un solo giorno, tra l’altro prefestivo, per agevolare i passeggeri nei loro spostamenti su Comiso dovuti al dirottamento dei voli della compagnia Ryanair. La totale sinergia con lo scalo ibleo testimonia peraltro la bontà del “sistema integrato” tra i due aeroporti, che ci auguriamo possa al più presto diventare la normalità. Ringrazio quindi il presidente di SOACO Silvio Meli, l’amministratore delegato Renato Serrano e il consigliere SAC Rosario Dibennardo, assieme a tutti i lavoratori di entrambi gli scali, agli enti di Stato che ci sono stati al fianco e alle società di handling per il grande impegno profuso in questi giorni». Nell’arco dei 9 giorni di lavori, i voli atterrati al “Pio La Torre” di Comiso sono stati 308 (42 dei quali originariamente già programmati sullo scalo ibleo) per un totale di 45546 passeggeri (7230 dei quali già programmati su Comiso). Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri L’anno record dell’aeroporto di Catania: quinto scalo italiano, primo del Sud Il 2018 dell’aeroporto di Catania in cifre: statistiche e curiosità Aeroporto di Catania, primo passo verso il nuovo Terminal B: aggiudicati i lavori di demolizione e smaltimento FOTO | L’aeroporto di Catania si fa grande: apre il nuovo Terminal C Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Fontanarossa, primo passo verso la riqualificazione del Terminal Morandi Fontanarossa record, estate strepitosa e quinto posto nazionale riconquistato

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20 mar 2019

Piazza Asmundo, nuova isola pedonale nel centro storico di Catania

di Mobilita Catania

Una nuova isola pedonale per riqualificare e accrescere la vivibilità della più importante zona monumentale di Catania: nasce da questo presupposto la delibera della Giunta Pogliese che ha istituito un’area pedonale in piazza Asmundo e in via Ospizio di Beneficenza. L’ampio spazio, fino a oggi è utilizzato come area di parcheggio, seppure attiguo alla via dei Crociferi inserita nella World Heritage List Unesco, strada piena di complessi monumentali che è già area chiusa al traffico dal 2011. La nuova pedonalizzazione di piazza Asmundo, su cui insiste anche l'omonimo storico palazzo settecentesco, amplierà la zona aperta alla godibilità dei turisti e dei cittadini, ma è realizzata anche a protezione dei preziosi beni architettonici che vi si trovano come la chiesa e l’arco di San Benedetto o l’ex collegio dei Gesuiti, dando così la concreta possibilità a tutti di godere compiutamente del Barocco. «Il complesso pedonale di piazza Asmundo e via Ospizio -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese- costituirà un unicum con la scalinata Alessi, inframmezzato solo da via dei Crociferi, un luogo di ritrovo di tanti giovani ma che richiama anche tanti turisti. È importante prendersi cura di questi straordinari beni architettonici, tutelarli e valorizzarli, soprattutto dell’area di via dei Crociferi e la zona del Teatro Greco-Romano, su cui nei limiti della cronica esiguità numerica dei vigili urbani, stiamo aumentando i controlli, affinché tutta la zona si riproponga come la cartolina di Catania». Il divieto di circolazione dei veicoli di piazza Asmundo e via Ospizio di Beneficenza fa salve le categorie autorizzate e coloro che vi abitano o posseggono aree di parcheggio private, le quali saranno preventivamente autorizzate all’accesso dal Comando della Polizia Municipale. Ti potrebbero interessare: La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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19 mar 2019

Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo

di Andrea Tartaglia

La notizia, per essere davvero tale, nel comune senso giornalistico del termine, non è solamente la comunicazione di qualcosa ma l'annuncio di una novità, una "nuova" d'interesse, per l'appunto. Parlare di pedonalizzazioni che fanno bene al commercio, dunque, non è una grande notizia perché ormai è noto, gli esempi si sprecano e ne riportiamo qualcuno: Modena: la Confesercenti chiede la completa pedonalizzazione del centro storico per favorire le attività commerciali Madrid: con la pedonalizzazione del centro, vendite cresciute del 10% Palermo, dopo la pedonalizzazione commercianti ricreduti: adesso gli affari vanno meglio ZTL, gli abitanti ci guadagnano e i commercianti anche: lo studio del Politecnico di Milano Chiudere al traffico i centri storici fa bene agli affari e cresce pure il valore degli immobili Siracusa, la Ztl di Ortigia è il centro storico più vitale d'Italia L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma il concetto è già sufficientemente espresso, verificato, consolidato, inattaccabile. La notizia, dunque, è che (purtroppo) a Catania c'è chi ritiene che aumentare le aree del centro storico interdette al traffico possa comportare un danno per il commercio. Se è già grave un'affermazione del genere nel momento in cui, come visto, è una tesi ampiamente confutata, la gravità aumenta -e questa sì, si traduce in danno- se a farla è un Assessore della giunta comunale etnea. Queste le parole dell'Assessore alle Attività Produttive e centro storico del Comune di Catania, Ludovico Balsamo, rilasciate a MeridioNews a proposito della proposta pedonalizzazione di un piccolo tratto di via Umberto I (quello compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea), in pieno centro storico:  «È una proposta da prendere con le pinze e da studiare bene, perché è una misura che potrebbe arrecare danni agli esercenti che hanno investito sul centro storico, portando gli acquirenti a spostarsi sempre più in direzione dei grandi centri commerciali». Purtroppo, a ogni proposta del genere, la risposta dell'attuale amministrazione comunale mostra puntualmente scetticismo e ostilità, com'è stato anche per la querelle sulla chiusura al traffico di un breve tratto di via Dusmet, in zona ad altissima vocazione turistica e di elevata qualità architettonica: in quel caso, s'è detto, il mercato della Pescheria soffrirebbe della chiusura al traffico di qualche decina di metri di una strada, pur avendo nei pressi un parcheggio e rimanendo ben servita dai mezzi pubblici. La Pescheria, come invece più volte affermato da tecnici, urbanisti, economisti, o semplicemente da chi si sforza di analizzare la situazione più ampiamente, accompagnato da intelligenza e buon senso, non soffre a causa della chiusura al traffico di un breve tratto di strada (splendido), semmai soffre nonostante la chiusura al traffico (vedi quanto detto al principio), e ciò significa che quel mercato risente dell'ormai diffusissima concorrenza commerciale, di prezzi non sempre competitivi, ma anche di carente qualità certificata della merce esposta, insieme a -spesso- scarse condizioni di igiene. Insomma, è la qualità e capacità del mercato a influire sul suo successo, ben più di quanto possa fare una piccola interdizione al traffico che, anzi, agevola condizioni igienico-ambientali più favorevoli. Senza trascurare altri fattori, quali purtroppo l'atteggiamento delle nuove generazioni nei confronti del mantenimento di usi e tradizioni, se chi le propone non si sa adattare ai nuovi tempi. Si tratta, dunque, di un discorso enormemente più ampio di "devo arrivare dentro al mercato con la macchina" (sigh!), avvicinando il gas di scarico al cibo esposto all'aria aperta. Per quanto riguarda la via Cardinale Dusmet, attualmente la situazione è la seguente: formalmente la strada (parliamo solo del breve tratto lungo Villa Pacini) è rimasta chiusa al traffico diurno, come indica la segnaletica, in modo da non scontentare i numerosi gruppi e le associazioni civiche che si erano allarmate al reiterato annuncio di riapertura della strada al traffico. Apertura che, però, è consentita di fatto, poiché sono cessati controlli e sanzioni e ogni giorno è possibile entrare nella zona chiusa al traffico in macchina o in motociclo, potendo parcheggiare e circolare del tutto impunemente. Atteggiamento che, oltretutto, non fa che rafforzare le cattive abitudini di quella parte di cittadini che non ama rispettare le regole, poiché trasmette il messaggio che se anche un cartello inibisce un accesso a una zona destinata a pedoni e biciclette, è sufficiente ignorarlo. Non se la passano meglio le (poche) altre aree pedonali o a traffico limitato della città: via Zolfatai si è trasformata in un parcheggio, con l'arredo urbano spostato ad hoc. Stessa sorte per piazza Mario Cutelli, dove i dissuasori su via Vittorio Emanuele II e via Porta di Ferro sono messi da parte in modo da consentire il transito alle auto (e le rampe in pietra lavica per gli attraversamenti pedonali sono in frantumi a causa del passaggio dei mezzi); in piazza Duomo ogni giorno sono presenti auto in sosta davanti e di lato al Palazzo dei Clerici; in via Etnea (dove non si potrebbe parcheggiare lungo tutta la strada) il parcheggio, invece, comincia già all'altezza della Basilica della Collegiata; in piazza Vincenzo Bellini e in via Teatro Massimo, ancora, il via vai di mezzi e persino la sosta sono una consuetudine consolidata. Addirittura, proprio davanti al teatro, alcuni giorni fa una donna è stata persino investita, riportando diverse fratture, da un'auto che lì non poteva neanche esserci. Via Crociferi e piazza San Francesco d'Assisi all'Immacolata, intanto, in piena area Patrimonio dell'Umanità Unesco, continuano ad essere svilite dal continuo passaggio di auto e dal parcheggio selvaggio. È chiaro che non c'è alcun interesse a contrastare le cattive abitudini di chi non rispetta la città e a mantenere e valorizzare le già pochissime aree interdette al traffico. E pensare che per un Comune in dissesto economico, occuparsi di sanzionare queste gravi infrazioni (che danneggiano anche l'immagine turistica della città) sarebbe doppiamente utile: per le casse dell'amministrazione ma anche e soprattutto per educare e indirizzare alla civiltà i cittadini più maleducati. Resta evidente che ogni proposta di Z.t.l. o pedonalizzazione a Catania, così come in ogni altra città, debba essere accompagnata da uno studio di viabilità e da eventuali accorgimenti per migliorare il servizio di trasporto pubblico (se necessario), nonché dalla valutazione dell'effettiva, eventuale necessità di parcheggi più o meno vicini e in quale quantità (senza dimenticare gli incentivi per lo scambio tra mezzo privato e pubblico, metropolitana in primis). Nulla si può improvvisare. Anzi, una pianificazione urbanistica in tal senso, che comprenda aree vaste e non singole porzioni di strade da destinare a traffico limitato o aree pedonali, può risultare essere anche più semplice che procedere a macchia di leopardo, sebbene necessiti, ovviamente, di maggior tempo per essere messa in pratica. Ciò non toglie che, in ogni caso, numerosi interventi sarebbero già immediatamente possibili e che, soprattutto, di fronte a proposte del genere ci si aspetterebbe un atteggiamento da parte dell'Amministrazione Comunale di soddisfazione, buona volontà e spirito costruttivo per giungere agli scopi di miglioramento della qualità e vivibilità della città, piuttosto che lasciar prevalere perplessità se non, addirittura, ostilità. Foto di copertina: Chiara Di Salvatore Ti potrebbero interessare: La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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18 mar 2019

Metropolitana di Catania, lo stato dei cantieri tra ritardi, sospensioni e scioperi

di Mobilita Catania

Non è decisamente un buon periodo per i cantieri della metropolitana di Catania, che sono quattro: due riguardano le stazioni in costruzione di Fontana e di Monte Po (nel sottosuolo, il tunnel che le collega è già ultimato), uno lo scavo della galleria Palestro-Stesicoro e uno l'atteso completamento della stazione di Cibali. I primi tre sono in appalto alla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, mentre il quarto è ancora in mano alla Tecnis, la stessa impresa che, tra mille difficoltà, sta realizzando il nuovo ospedale San Marco di Librino, a Catania. Per quanto riguarda i cantieri della CMC, allo stato attuale sono tutti fermi: gli operai, infatti, non percepiscono gli stipendi da due mesi (e quello di novembre 2018 non è stato mai corrisposto) e hanno quindi deciso di incrociare le braccia a oltranza. I sindacati, inoltre, lamentano scarsa o addirittura assente collaborazione da parte del Comune di Catania e della Regione Siciliana, mentre con la stazione appaltante, la Ferrovia Circumetnea, i rapporti sono costanti, tant'è che le rappresentanze sindacali avrebbero chiesto ai dirigenti Fce di farsi carico del pagamento delle spettanze agli operai (che toccherebbe alla Cmc), sia per dare ossigeno ai lavoratori che per mantenere vivi i cantieri, in particolare quello del tunnel Stesicoro-Palestro. L'apertura delle due stazioni di Fontana e Monte Po, insieme con l'estensione della linea metropolitana di 1,7 km, era prevista per la metà di quest'anno. Il rischio, concreto, è che invece slitti a data da destinarsi. D'altra parte, finché i lavori non riprendono né c'è certezza sul futuro della Cmc, sulla quale aleggia lo spettro del fallimento (attualmente è in corso la richiesta di concordato preventivo), è impossibile pianificare la tempistica per il completamento delle opere, seppur in buono stato di realizzazione. A seguire, si rischia anche che l'aggiudicazione della tratta metro Monte Po-Misterbianco, il cui appalto era stato vinto proprio dalla Cmc, possa essere revocata e debba quindi procedersi a nuova aggiudicazione, allungando notevolmente i tempi. Sul fronte Cibali, in mano alla Tecnis, invece, i lavori sono in corso seppur con ritmi non particolarmente spediti, anzi: ulteriori rallentamenti sono dovuti alla mancata cessione prevista della Tecnis, attualmente in amministrazione straordinaria, al gruppo Pessina Costruzioni. Quindi, a fronte di due mesi di lavori occorrenti in condizioni normali, sarà invece quasi un miracolo riuscire a completare e aprire la stazione in autunno. La stazione di Cibali, sita nell'omonimo quartiere, è posta in corrispondenza della stazione di superficie della Ferrovia Circumetnea e sarà quindi accessibile da via Galermo e da via Bergamo. La sua mancata apertura contestualmente alle altre stazioni della tratta Nesima-Borgo, aperta due anni fa, fu inizialmente dovuta a problematiche di carattere tecnico. Problematiche ormai risolte da tempo, mentre persistono quelle di carattere amministrativo che stanno conducendo ai grossi ritardi attuali, che hanno già fatto "saltare" la consegna prevista entro il 2018. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera FOTO | Dentro le nuove stazioni metro di Monte Po e Fontana, avanzano i lavori FOTO | Iniziato lo scavo del tunnel Palestro-Stesicoro della metro Metropolitana, tratta Monte Po-Misterbianco: la Cmc di Ravenna si aggiudica il bando  

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