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16 ago 2017

Stasera a Catania ritorna la “Notte Bianca dei Musei”: il programma degli eventi e dei musei aperti

di Mobilita Catania

L'assessorato alla Cultura ha organizzato per il prossimo 16 agosto, per "Estate in Città 2017" e in concomitanza con la festa di mezz'estate della Santa Patrona S.Agata, la Notte Bianca dei Musei. I musei e i siti saranno aperti al pubblico, a libera fruizione o a tariffa ridotta, con il seguente programma dalle ore 19,00 A libera fruizione Palazzo della Cultura (Via Vittorio Emanuele 121) Chiesa San Nicolò l'Arena (ingresso libero Chiesa )  A pagamento Palazzo della Cultura Mostra Escher (Via Vittorio Emanuele 121), Museo  Belliniano  ed Emilio Greco Piazza S. Francesco d'Assisi, 3 Chiesa San Nicolò l'Arena (percorso di gronda e visite guidate della chiesa) Badia di Sant'Agata (via Vittorio Emanuele 184) Terme Achilliane (Piazza Duomo) Chiesa e Cripta di S. Gaetano alle Grotte Museo Diocesano Chiesa San  Biagio In Sant'Agata alla  Fornace, Piazza Stesicoro. Chiesa Sant'Agata la Vetere Santuario Sant'Agata al Carcere Basilica Santuario Parrocchia Maria SS. Annunziata al Carmine, Piazza Carlo Alberto (fera o luni). Chiesa San  Giuliano, via Crociferi, Monastero dei Benedettini Fondazione Lamberto Puggelli (Piazza dell'Università, 13) Cripta di S. Euplio S. Aituzza Itinerario guidato ai luoghi del martirio e della tradizione dedicati alla santa patrona di Catania, AGATA. Itinerario Cupole e cripte - Agata summer edition Palazzo della Cultura, Via Vittorio  Emanuele, 121 visitabile a pagamento a tariffa ridotta €10.00* la mostra Escher Ad ingresso libero sala Ex Caffè Letterario, Visitabile la mostra  “Nei luoghi dei ricordi” di Alessandro Micale Visitabile inoltre:   l'Icona votiva di Sant'Agata” realizzata da Salvo Ligama  all'interno degli antichi resti di casa Platamone installazioni fisse presso la Torre Saracena: Opera pittorica Regolo realizzata da Rosario Genovese Opera pittorica LAS CUCHARILLAS PARA EL  CAFFE ; FLORIAN realizzata da Sergio Pausig Opera pittorica  Agata è per sempre ; realizzata da Daniela Costa Candelora dedicata ai Devoti in onore di S. Agata realizzata dagli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Catania, curata da Angelo Cigolindo Castello Ursino, Piazza Federico di Svevia Orari d'apertura: 19.00 - 24.00 ( ultimo biglietto ore 23.00); biglietto d'ingresso 2 euro Visitabili le mostre -"L'istinto della formica" Arte moderna delle collezioni dei Padri Benedettini - Mostra “Voci di Pietra” selezione di 35 epigrafi della collezione epigrafica del Museo Civico Castello Ursino, Visite guidate del museo civico di Castello Ursino a cura dell'Associazione Regionale Guide Sicilia Punto di incontro: biglietteria del museo (contributo € 2,00 a persona + ticket ingresso al museo) alle ore 19/20/21/22/23 Museo  Belliniano ed  Emilio Greco Piazza S. Francesco d’Assisi, 3 Apertura dalle 19,00 alle ore 24,00 ultimo ingresso ore 23.30  Ingresso € 1,00. visite guidate a cura dell'associazione Guide  Catania dalle 19 alle 23 € 1,00 + biglietto di ingresso (1€) Chiesa Monumentale di San Nicolò l’Arena, Piazza Dante Apertura dalle ore 19,00  Ingresso alla Chiesa gratuito. visite guidate a cura dell'Associazione Guide Turistiche Catania dalle 19 alle 23 € 1,00 + biglietto per camminamento di gronda € 1,00 Badia di S. Agata via Vittorio Emanuele Visitabile la terrazza e la cupola, con ingresso a tariffa ridotta € 2,00 dalle ore 19,00 alle ore 24,00. Ultimo ingresso ore 23,45 In collaborazione con la l’Arcidiocesi di Catania ed Associazione Etna’ ngeniousa Terme Achilliane,  Piazza Duomo in collaborazione con la l’Arcidiocesi e la Chiesa Cattedrale di Catania. Dalle 19.00 alle 24.00 biglietto d’ingresso  ridotto € 1.00* (ultimo ingresso ore 23.30) Sarà possibile acquistare i biglietti al Museo Diocesano o davanti l’ingresso delle Terme. Il pubblico sosterà nell’area esterna della Cattedrale, lungo la balaustra, e l’accesso al sagrato sarà fruito solamente dal gruppo che visiterà il sito Chiesa e Cripta di S. Gaetano alle Grotte  piazza Carlo Alberto dalle ore 19.00 alle ore 23.30  biglietto d’ingresso a tariffa ridotta € 1.00 (ultimo ingresso ore 23.00) In collaborazione con l’Arcidiocesi di Catania Museo Diocesano Dalle 19.00 alle 24.00 biglietto d’ingresso a tariffa ridotta € 2.00 (ultimo ingresso ore 23.30) sarà possibile acquistare i biglietti al Museo Diocesano Sant'Aituzza: itinerario guidato ai luoghi del martirio e della tradizione dedicati alla santa patrona di Catania, AGATA. Museo Diocesano Catania (sala fercolo e sala Sant'Agata), chiesa di San Biagio (Sant'Agata alla Fornace), chiesa di Sant'Agata la Vetere, santuario di Sant'Agata al Carcere. Partenza dal Museo alle ore: 19.00; 20.30 - su prenotazione e fino al raggiungimento del numero massimo previsto . Biglietto unico €  4.00 (gratuito per bambini fino a 10 anni) Chiesa di San Biagio in Sant'Agata alla Fornace, piazza Stesicoro. Apertura dalle 19.00 alle 24.00. Ingresso € 1,00. Posta alla base della collina di Montevergine, la chiesa fa da sfondo scenografico a Piazza Stesicoro. Conosciuta anche con nome di Carcarella, all'interno, oltre a pregevoli tele del XVIII secolo, è possibile ammirare l'altare della fornace, costruito sul luogo dove, secondo la tradizione, Sant'Agata subì il martirio del fuoco, accompagnati da una spiegazione a cura dei volontari della chiesa. Chiesa Sant'Agata La Vetere Orario di Apertura: 19:000:00 Ingresso gratuito Visita Guidata 1€ - Sarcofago di Sant'Agata (III sec d.C) - Primo scrigno reliquiario (XII sec) - Resti antica cattedrale (pre- terremoto 1693) - Cripta e colatoi (XVIII sec) - Candelora dei fiorai - Dipinto di G. Sciuti (Madonna dei Bambini) Santuario Sant'Agata al Carcere (Piazza S. Carcere, 7) Percorso di visita al complesso storico del Santuario di Sant'Agata al Carcere, con il nuovo inedito itinerario che comprende gli scavi archeologici della sagrestia, i nicchioni romani, il salone espositivo, la torretta medievale, la terrazza, la chiesa e il Santo Carcere. Il percorso permetterà anche di ammirare una parte della Cassa che secondo la tradizione fu utilizzata per la Traslazione delle Reliquie di Sant'Agata, nel 1126. Visite guidate a cura dell'Associazione Etna 'ngeniousa Contributo € 3.00 Orario di apertura 19.00-24.00 Informazioni: carceresantagata@gmail.com  oppure 338.1441760 Basilica Santuario Parrocchia Maria SS. Annunziata al Carmine, Piazza Carlo Alberto (fera o luni). Apertura ore 19:00 - 00:00 Visita guidata della chiesa costo 1,00 euro a persona. Visita non guidata della chiesa senza contributo. Chiesa San Giuliano, via Crociferi, apertura dalle 19.00 alle 24.00. Ultimo ingresso ore 23.50. Ingresso € 1,00. Ogni 45 minuti, dalle 19.45, partirà una visita guidata all'interno dell'edificio, a cura dei volontari della chiesa. Gioiello del tardo barocco catanese con la sua particolare pianta ottagonale allungata, riapre le sue porte per farsi ammirare in tutto il suo splendore. All'interno sono custodite opere dei pittori Olivio Sozzi, Pietro Abbadessa, Giuseppe Rapisarda e un prezioso crocifisso ligneo biazantino. Monastero  dei  Benedettini, Piazza Dante dalle 20.30 alle 23.30 con partenza ogni 30 minuti, visite guidate all'interno del Monastero dei Benedettini, il costo ridotto corrisponde a € 5.00. La prenotazione ai numeri 095 7102767 -  334 9242464  è obbligatoria a cura di  Officine Culturali Fondazione Lamberto Puggelli (Piazza dell'Università, 13) apertura dalle ore 19.00 alle ore 23.30 "Pupi e Marionette al Teatro Machiavelli di Palazzo San Giuliano", con i materiali storici della Famiglia Napoli e le marionette dal mondo del fondo Puggelli, promosso dalla Fondazione Lamberto Puggelli, L'Università degli Studi di Catania, la Marionettistica Fratelli Napoli, l'Ass. Regionale Guide Sicilia, con un prezzo ridotto di €3 (al posto dei consueti €5) comprendente un ingresso con visita guidata a cura dell'Ass. Regionale Guide Sicilia. Le visite partiranno alle 19.00; 19.30; 20.00; 20.30; 21.00; 21.30; 22.00; 22.30; 23.00. Cripta di S. Euplio visite guidate a cura dell'Associazione Guide Turistiche Catania dalle 19 alle 23 € 1,00 su prenotazione via sms/whatsapp al numero 344/2249701 Itinerario Cupole e cripte - Agata summer edition.  Una passeggiata sui tetti della città alla scoperta di prospettive che offrono dei bellissimi scorci dello splendido barocco dall'alto delle cupole della Badia di S.Agata e del camminamento del Tempio Mirabile di San Nicola, per proseguire alla scoperta dei tesori sotterranei dei luoghi mistici e sacri della città come la Cripta del compatrono Euplio. La passeggiata prevede due opzioni: passeggiata cupole 1: costo 7 € per persona ( sono inclusi gli ingressi ai siti di Sant'Euplio, Badia di Sant'Agata, camminamento di san Nicola e whisper) bambini dai 6 ai 10 anni € 1,50. Passeggiata cupole 2 : costo 11 euro per persona. Questa opzione prevede un'estensione, aggiungendo solo 4 euro (bambini sotto i 6 anni gratuiti) sara' possibile visitare, oltre a quanto sopra , anche la casa di Sant'Agata all'interno della mostra di Escher a Palazzo della Cultura Partenza ore 19 da Piazza Duomo. Prenotazione obbligatoria via sms/whatsapp al numero 344/2249701 o via mail guidect.eventi@gmail.com a cura  dell'associazione Guide Turistiche  Catania Ulteriori informazioni: https://www.facebook.com/pages/Assessorato-alla-Cultura-Comune-di-Catania/117320575043517 In collaborazione con: Arcidiocesi di Catania Museo Diocesano Officine Culturali Associazione Regionale Guide Sicilia Associazione Guide Turistiche di Catania Associazione Etna 'ngeniousa Fondazione Lamberto Puggelli

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10 ago 2017

Il nuovo statuto dell’AMT approvato dal Consiglio Comunale.

di Mobilita Catania

Il Consiglio Comunale, presieduto da Francesca Raciti, ha approvato il nuovo statuto dell'Azienda Municipale Trasporti  di Catania, adeguandolo ai sensi del D.LGS. 231/2001 e del D.LGS. 175/2016 secondo quanto disposto  dalla Riforma Madìa. Trentanove gli emendamenti presentati dai Consiglieri Comunali. Il nuovo statuto ha ottenuto 20 voti favorevoli su 25 consiglieri presenti. Cinque gli astenuti. Dodici gli emendamenti presentati, di questi 9 sono stati fatti propri dall'Amministrazione Comunale. A proporre gli emendamenti  sono stati i consiglieri Nicolò Notarbartolo, Michele Failla e Vincenzo Parisi primi firmatari a cui si sono aggiunti Daniele Bottino, Sebastiano Anastasi, Giuseppe Musumeci e Giovanni Marletta,  Sebastiano Anastasi, Manlio Messina,, Sebastiano Arcidiacono e Mario Crocitti. Lo statuto è stato reso più agile e più in linea ai bisogni di una grande collettività metropolitana. Il documento ha uno sguardo attento alla mobilità sostenibile  e ai bisogni della disabilità così come richiesto dal Consiglio e voluto dall'Amministrazione comunale che ha caldeggiato l'acquisto, previsto per il prossimo anno con i fondi Pon di nuovi veicoli con piattaforma mobile per la disabilità. Lo statuto, che sarà adesso uno strumento più consono al buon andamento di una società di trasporto urbano moderna e funzionale al suo rilancio, prevede anche le verifiche periodiche da parte dell'organismo del controllo analogo e la figura di un'Amministratore Unico o di  un Consiglio di Amministrazione. Per l'Amministrazione comunale erano presenti gli assessori Salvo Andò che ha relazionato sulla delibera da lui proposta,  Agatino Lombardo e Rosario D'Agata, un  ampio dibattito ha preceduto le votazioni, sono intervenuti tra gli altri i consiglieri Michele Failla, Sebastiano Arcidiacono, Manlio Messina, Nicolò Notarbartolo, Vincenzo Parisi, Sebastiano Anastasi e Antonino Vullo.

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08 ago 2017

Cura del ferro in Sicilia, ecco il contratto di programma approvato dal CIPE per l’area metropolitana di Catania

di Roberto Lentini

Il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, ha approvato il contratto di programma con Rete Ferroviaria Italiana per 13,2 miliardi, di questi ben 885 milioni riguardano il potenziamento e sviluppo infrastrutturale di aree metropolitane. Nel contratto tra Ministero e Rfi ci sono 153 milioni di euro che riguardano l'area metropolitana di Catania e precisamente: il raddoppio della Messina-Siracusa con il completamento del tratto Fiumefreddo-Giarre e Targia-Siracusa interamente coperti dal finanziamento di 122 milioni di euro Il nodo di Catania che prevede l'interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario tra Catania Centrale e Catania Acquicella. E'prevista una spesa di 628 milioni di euro e attualmente la copertura finanziaria è di 17 milioni di euro di cui 5 milioni del MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 12 milioni del Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) il collegamento ferroviario Aeroporto di Catania-Fontanarossa (fermata su linea esistente e interscambio con ferrovia Circumetnea). La spesa di 15 milioni di euro è interamente finanziata del MEF (Ministero dell'Economia e Finanze). Il Comitato ha anche dato parere favorevole al contratto di programma con Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società del gruppo FS Italiane, per una serie di grandi progetti, come l’alta capacità siciliana e il corridoio Network Corridor  Corridoio Scandinavia-Mediterraneo. Ecco nel dettaglio i finanziamenti previsti: Itinerario Messina-Catania, raddoppio tratta Giampileri-Fiumefreddo per un costo di 2300 milioni di euro. Attualmente la copertura finanziaria è di 872 milioni di euro interamente coperta dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) Nuovo collegamento Palermo-Catania, tratto Bicocca-Catenanuova, Catenanuova-Raddusa Agira e Raddusa, Agira-Fiumetorto per un costo complessivo di 6016 milioni di euro. Attualmente la copertura finanziaria è di 803 milioni di cui 303 provengono dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 500 milioni di euro da fondi UE e cofinanziamento nazionale, Velocizzazione Catania-Siracusa per un costo complessivo di 125 milioni di euro. Attualmente la parte finanziata è di 81 milioni di euro di cui 7 milioni dal MEF (Ministero dell'Economia e Finanze) e 74 milioni di euro da fondi UE e cofinanziamento nazionale, Dopo il parere del Cipe il contratto di programma sarà sottoposto ai pareri delle Commissioni parlamentari Trasporti, infine approvato con decreto e registrato dalla Corte dei Conti. Iter che RFI auspica possa concludersi entro l’anno. Ti potrebbe interessare: Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI Ferrovie, alta velocità/alta capacità Catania-Palermo: pubblicato il bando per la prima tratta “Bicocca–Catenanuova” “Cura del Ferro”, 10 miliardi per le ferrovie siciliane: Catania-Palermo in 2 ore entro il 2024

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08 ago 2017

A Catania cresce il numero di morti in strada: 3 in più rispetto al 2015

di Amedeo Paladino

L'attenzione dell'opinione pubblica e dei media locali riguardo le morti in strada, periodicamente si riaccende in coincidenza con eventi tragici: è il caso dello studente universitario Danilo Di Majo, travolto e ucciso da un automobilista, che dopo l'investimento non si è fermato per prestare soccorso. Il quadro sulla sicurezza stradale si fa nitido, consultando il rapporto ACI-Istat per l’anno 2016, reso noto da pochi giorni:  nel 2016 si sono verificati in Italia 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.283 vittime (morti entro il 30° giorno) e 249.175 feriti. Secondo l'elaborazione Istat, nel territorio comunale di Catania lo scorso anno si sono verificati 1140 incidenti, che hanno causato 20 morti, 3 in più rispetto al 2015; la nostra città nel rapporto Istat detiene il maggior tasso di mortalità- morti per incidente stradale rapportati alla popolazione media residente- tra i grandi Comuni italiani. A rendere ancora più preoccupante l’analisi si consultino i report del Comando di Polizia Municipale di Catania negli anni 2014/16, da cui emerge un preoccupante aumento del numero di morti causati da incidenti stradali. Negli ultimi anni sono stati adottati provvedimenti per ridurre le morti in strada: a partire dal 2015 l'Amministrazione Comunale ha dotato molte strade di attraversamenti pedonali rialzati: un intervento infrastrutturale che persegue il duplice obiettivo di favorire l’attraversamento dei pedoni e di ridurre la velocità dei veicoli in transito. Un provvedimento che diminuisce drasticamente il numero di morti in strada è la riduzione della velocità massima consentita sulle strade comunali a 30 km/h: a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano “Vision Zero”, nessuna vittima in strada. Quando il limite di velocità dei veicoli passa da 50 a 30 km/h si ha una notevole riduzione dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Questo indirizzo progettuale è adottato in molte città europee e non solo, proprio perché è risultato il modo più efficace per aumentare la sicurezza per i pedoni ed i ciclisti, ridurre le morti su strada, incrementare il grado di sicurezza e vivibilità e diminuire l’inquinamento acustico nella città. Gli utenti della strada più vulnerabili sono infatti i pedoni. Le principali barriere alla mobilità pedonale sono i bassi livelli di sicurezza pedonale percepita, le carenze infrastrutturali (sovrappassi stradali, larghezza marciapiedi), mancanza di continuità degli itinerari pedonali e inadeguatezza degli attraversamenti. [Piano Generale del Traffico Urbano, città di Catania 2012] Laddove non è possibile intervenire mediante la riduzione della velocità, poiché la tipologia di strada non lo consente, occorre agire nella messa in sicurezza della strada con interventi ugualmente efficaci. Nel caso della circonvallazione di Catania la tipologia di strada e di traffico non permette l’installazione di attraversamenti rialzati, i più efficaci perché costringono i veicoli a rallentare; tuttavia si può intervenire migliorando la visibilità degli attraversamenti con la sostituzione delle lampade dei semafori con più efficaci lanterne a led- già installate in altre zone della città-, gli impianti semaforici potrebbero essere dotati di illuminazione diretta sull’attraversamento. La segnalazione degli attraversamenti potrebbe essere migliorata grazie all’installazione di bande sonore: esse non sono finalizzate alla riduzione in sé della velocità, rispetto alla quale non sortiscono particolari effetti, ma il loro scopo principale è quello di preavvisare gli utenti riguardo la presenza di successivi dispositivi per la riduzione della velocità, o condizioni di pericolo, in modo che gli utenti stessi possano modificare il loro comportamento. Dopo la tragedia occorsa allo studente universitario Danilo Di Majo, l'assessore con delega alla mobilità, Rosario D'Agata, ha annunciato  la realizzazione di 5 passaggi pedonali sopraelevati lungo la Circonvallazione e un maggiore presidio dei Vigili Urbani mediante l'utilizzo di autovelox.    

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07 ago 2017

Lavori stradali in viale Africa il 7 e l’8 agosto operati da ferrovia Circumetnea

di Mobilita Catania

Interventi stradali per l'eliminazione di avvallamenti saranno eseguiti oggi, lunedì 7, e domani, martedì 8 agosto, nella carreggiata est di viale Africa. I lavori si svolgeranno a cura della Ferrovia Circumetnea e avranno luogo in prossimità delle uscite est della metropolitana, per una lunghezza di circa 15 metri lineari, nella carreggiata in direzione di piazza Europa. Lo comunica il responsabile della Sezione Sottosuolo della direzione Polizia Municipale e Utu. Sui luoghi dell'intervento sarà installata, a cura dell'impresa che effettuerà i lavori, la segnaletica verticale che sarà via via aggiornata in base all'avanzamento dei lavori. Il Comando di Polizia Municipale ha disposto la presenza di pattuglie di Vigili Urbani al fine di limitare gli eventuali disagi alla viabilità, dovuti alla restrizione della carreggiata, pur in previsione di un traffico moderato, dato il periodo estivo.

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04 ago 2017

Metropolitana di Catania: progressi eccellenti, ma molti aspetti da migliorare

di Andrea Tartaglia

La metropolitana di Catania è in servizio da ben diciotto anni, ossia dall'ormai lontano 11 luglio del 1999, quando entrò in esercizio la tratta Borgo-Porto: 6 stazioni, di cui due in superficie, per appena 3,8 km di linea. Ma solo da qualche mese la metropolitana è entrata nel cuore (e nelle abitudini) di tanti catanesi. Non è un caso: a dicembre 2016, grazie a due nuovi km sotterranei, la metro ha raggiunto il cuore della città con la nuova stazione Stesicoro in Corso Sicilia, passando per Giovanni XXIII, di fronte la stazione centrale FS, mentre dallo scorso marzo raggiunge anche due nuove stazioni poste sotto la circonvallazione che servono due dei quartieri periferici settentrionali, cioè Nesima e San Nullo, passando per le nuove stazioni di Milo (viale Alexander Fleming, pressi via Milo) e di Cibali (tra via Bergamo e via Galermo), sebbene quest'ultima non sia stata ancora aperta per via di problemi sia di natura tecnica che economica. Attualmente sono 7 i chilometri di linea in esercizio, con 9 stazioni, tali da aver portato la metropolitana all'eccezionale incremento del numero di utenti del 323% nel primo semestre 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, con 1.320.000 passeggeri in sei mesi (e solamente negli ultimi tre mesi con la linea estesa sino a Nesima). E potenzialmente i chilometri sono 8,8, considerando la diramazione Galatea-Porto, chiusa da dicembre, e le stazioni 11, nell'attesa della riapertura del capolinea Porto e dell'apertura della stazione di Cibali. Queste considerazioni iniziali sono il primo segnale di come il servizio possa migliorare prima ancora dell'apertura di altri 1,7 km di linea, prevista per la metà dell'anno prossimo con le nuove stazioni di viale Felice Fontana (Ospedale Garibaldi nuovo) e di Monte Po, per la quale i lavori procedono a gonfie vele e proprio pochi giorni fa è stato abbattuto il primo dei tre diaframmi previsti lungo la realizzazione del tunnel. Ma se l'apertura della stazione di Cibali e la riapertura del capolinea del porto, che insieme consentirebbero di portare ulteriore utenza da e per due zone rimaste scoperte rispettivamente ad alta densità abitativa e di servizi nel territorio, comportano interventi di carattere tecnico non indifferente, ci sono molti altri aspetti che caratterizzano la linea metropolitana che possono e devono essere migliorati: alcuni possono essere risolti nel breve termine, altri necessitano di più tempo. In alcuni casi non si tratta di interventi tali da incidere sulla efficacia del servizio, ma sul confort e sulla qualità. Vediamo, nel dettaglio, di che si tratta, partendo da quegli aspetti migliorabili nel breve termine: alcuni riguardano la facilità di accesso all’infrastruttura. A differenza di quelle aperte nel 1999, infatti, le nuove stazioni sono dotate solo parzialmente dei corrimani, che sono del tutto assenti lungo le rampe che dalla quota stradale portano al piano mezzanino. E se, per il momento, non è possibile utilizzare in discesa i nuovi ascensori che conducono direttamente al piano binari, se non rivolgendosi agli operatori di stazione, giacché per il momento manca un sistema fisso di controllo di accesso, presso la stazione Giovanni XXIII sarebbe invece sempre possibile farne uso, anche dalla quota stradale, poiché, a differenza delle altre stazioni, qui l’ascensore in superficie conduce solo al piano mezzanino, prima dei varchi di ingresso, e quindi non sarebbe necessario doversi rivolgere all’operatore di stazione. A proposito della stazione Giovanni XXIII: pur essendo la più grande e tra le più frequentate, questa stazione è l’unica dove sono ancora inopinatamente assenti i cestini portarifiuti. Cambiando argomento, va evidenziato che purtroppo Catania è l’unica città d’Italia dotata di metropolitana a non averla indicata su Google Maps. Le altre città “metro-munite” (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bari e Brescia, dunque includendo anche metropolitane leggere e ferrovie metropolitane), riportano tutte, su tale applicazione, il posizionamento sul territorio urbano delle stazioni della metropolitana, identificate con apposite iconcine, immediatamente riconoscibili, recanti una ‘M’ bianca su fondo rosso. Google Maps è ormai utilizzatissima da cittadini e turisti in tutto il mondo e non indicare la presenza della metro, per molti, equivale a non conoscere l'esistenza della metropolitana a Catania. In questi casi è la stessa azienda di trasporto, nella fattispecie la Ferrovia CircumEtnea, a dover segnalare a Google Maps la loro ubicazione affinché vengano opportunamente riportate sulle mappe. Teoricamente, dovrebbe essere un processo abbastanza facile e appare quanto mai strano che, ancora oggi, questa lacuna non sia stata colmata. Su Google Maps, intanto, sono segnate alcune stazioni mediante inserzione degli utenti, ma essendo classificate come luoghi, la loro denominazione varia e comunque non appaiono a ogni livello di mappa, né sono facilmente individuabili e riconoscibili per la loro funzione, a differenza della segnalazione “ufficiale”. A proposito di segnali di riconoscimento: le tipiche insegne luminose rettangolari, su pali, con la 'M' bianca su fondo rosso, poste all’ingresso degli accessi, sono quasi tutte non funzionanti lungo la vecchia tratta Borgo-Galatea, rendendo così meno evidente la localizzazione degli accessi nelle ore serali (e, in inverno, anche pomeridiane). Andrebbero ripristinate. C’è da dire che pure le insegne delle nuove stazioni, talvolta, appaiono spente. Scendendo al piano binari, solo 5 delle 9 stazioni ad oggi in funzione sono dotate di display per informazioni all’utenza. Nell’attesa che tali dispositivi siano collocati in tutte le stazioni, è comunque opportuno che quelli già installati assolvano la loro principale funzione, ovvero indicare i tempi di attesa alle fermate. Attualmente indicano solo la frequenza: dato poco utile per l’utente che giunge in stazione e non sa da quanto tempo è passata la corsa precedente. Analogamente, salendo a bordo del treno, salta all'occhio il mancato utilizzo dei display e dei segnali di cui sono dotate le carrozze. Attualmente, i display di tutti i treni sono tenuti spenti, invece di indicare la successione delle fermate, mentre i segnali indicanti il lato di apertura porte, pur presenti, non sono stati mai impiegati. Non solo: ancora manca l’annuncio vocale di fermata all’interno del treno, tipico di tutte le metropolitane. Un accorgimento utilissimo per l’utenza e indispensabile per gli ipovedenti. Per concludere circa gli aspetti che, sulla carta, potrebbero essere risolti in un breve lasso di tempo, una piccola segnalazione che, però, è meramente estetica: la nuova fontana realizzata in superficie sopra la stazione di piazza Papa Giovanni XXIII non è in funzione. Perché? Si tratta di un gradevole elemento di decoro urbano che non ha senso non mantenere in uso. Ma veniamo ad altri aspetti della metropolitana cittadina che, però, necessitano di un maggiore margine di tempo per essere portati a compimento: Già detto della cruciale importanza dell'apertura della nuova stazione di Cibali, per la quale i lavori sono timidamente ripresi, e della riapertura della stazione Porto, sulla quale la Fce non ha rilasciato dichiarazioni nelle ultime settimane, l'infrastruttura necessita di altri importanti interventi minori, specialmente lungo la "vecchia" tratta Borgo-Galatea. Qui, infatti, urge provvedere alla riparazione di molte scale mobili guaste, nonché alla messa in esercizio degli ascensori: circa quest'ultimo aspetto, quantomeno, dovrebbero essere in corso le procedure di appalto per il ripristino. Come già accennato, è necessario procedere al più presto all'installazione dei varchi di ingresso anche al piano binari laddove esistono ascensori che dalla quota stradale conducono direttamente al piano binari (ossia nella maggior parte delle stazioni), al fine di poterne consentire l'uso anche in discesa senza rivolgersi agli operatori di stazione che, solitamente, stazionano al piano mezzanino: questo significa che un genitore con passeggino al seguito non può far nulla, ad esempio, poiché non può certo scendere al piano mezzanino per rivolgersi agli operatori e lasciare il passeggino in strada. Una soluzione tampone potrebbe essere rappresentata dall'installazione di videocitofoni presso gli ascensori collegati con le postazioni degli operatori di stazione, ma non tutte le stazioni sono dotate di presidio fisso (ad esempio, le quattro stazioni interrate della tratta Borgo-Galatea). Ancora, è incessante e quotidiana la richiesta, che perviene anche a noi di Mobilita Catania, dell'estensione dell'orario di servizio che dovrebbe coinvolgere anche le prime ore notturne, specialmente nel fine settimana, nonché le domeniche e i giorni festivi quando, invece, con disappunto di molti potenziali utenti, la metropolitana rimane disdicevolmente chiusa, rappresentando una grave anomalia rispetto a ogni servizio di trasporto pubblico locale che si rispetti in una grande città. Parimenti, la frequenza delle corse dovrebbe essere innalzata. Ad oggi la frequenza per entrambe le direzioni è di un treno ogni 10 minuti sino alle ore 15 e di un treno ogni quarto d'ora dalle 15 sino a termine esercizio. Si tratta di frequenze che tutto sommato, allo stato attuale, riescono ad assolvere la domanda. Ma con la prospettiva dell'imminente estensione della linea e anche per attrarre ulteriore utenza più (legittimamente) esigente, sarà nell'ordine delle cose garantire una maggiore frequenza delle corse, in linea con le caratteristiche tradizionali che questo mezzo di trasporto è in grado di offrire. Altra richiesta dell'utenza riguarda la ricettività delle reti telefoniche mobili in metropolitana. Al momento solo la rete Tim permette di utilizzare i telefoni cellulari anche nel tunnel della metropolitana. Venendo nuovamente al tema dell'accessibilità, una questione già nota riguarda la fruibilità della stazione Milo, che dispone di accesso solo dal lato settentrionale, orientato verso la cittadella universitaria (per la quale sarà presto attivo un apposito servizio di navetta bus di collegamento diretto). La parte più densamente abitata della zona, infatti, è a sud della stazione ma non esiste un collegamento diretto che permetta di evitare un lungo tragitto in salita agli utenti. Non sono pochi, infatti, specialmente quelli più anziani, che rinunciano a recarsi presso questa stazione per tale ragione. Un discorso simile si potrebbe fare per la stazione di San Nullo, che potenzialmente è anche nodo di scambio auto-metro se verrà realizzato il parcheggio omonimo, anche in questo caso a sud della stazione, che permetterebbe allo stesso tempo un più veloce accesso all'utenza della popolosa parte di quartiere posta all'interno della circonvallazione. Sempre traendo spunto dalle segnalazioni degli utenti, altro aspetto che migliorerebbe la qualità del servizio sarebbe costituito dalla possibilità di acquistare titoli di viaggio digitali, mediante apposite app. A proposito di titoli di viaggio, non si può non citare uno degli aspetti fondamentali per una buona rete di trasporto pubblico: ossia la possibilità di disporre di biglietti e di abbonamenti integrati tra le reti della metropolitana, degli autobus Amt e, ormai, anche del passante ferroviario di Trenitalia: una delle chiavi del successo del trasporto pubblico su quello privato, infatti, si gioca proprio sulla semplicità e sulla convenienza, aspetti sicuramente da affrontare prioritariamente. Un diverso aspetto di integrazione è fornito anche dalla combinazione bici+metro. Attualmente è possibile accedere alla metropolitana con la bicicletta, anche se con alcune limitazioni negli orari e nella quantità. Ma non si è pensato, fino ad adesso, a dotare tutte le stazioni di rastrelliere per biciclette in prossimità degli accessi in superficie: i ciclisti catanesi, in costante aumento, gradirebbero certo una soluzione comoda del genere. Infine, anche in questo caso si chiude con una nota che riguarda l'estetica (ma non solo): il piazzale della stazione Milo, adibito a parcheggio, dispone potenzialmente di numerose aiuole e piccole aree verdi. Ma attualmente alberi e verde sono presenti solo in minima parte, mentre potrebbero garantire una maggiore gradevolezza del luogo sia sotto il profilo estetico che ambientale, portando anche zone d'ombra. Sempre presso la stessa stazione, si rimane in attesa della realizzazione della copertura dell'accesso alla stazione metro, inizialmente prevista ma, per il momento, non realizzata. Come si è certamente potuto notare, a fronte di un servizio che già allo stato attuale rappresenta la migliore scelta in tema di trasporto pubblico nella città etnea, sono davvero numerosi gli aspetti che possono e devono essere migliorati, innalzando così la qualità del servizio offerto e mettendosi in linea con le altre, analoghe realtà europee. Alla Ferrovia CircumEtnea il compito di tradurre in realtà ciò che altrove è già la normalità. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2024 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni Viaggio nei cantieri metro | A breve completata la prima parte di galleria Nesima-Monte Po La metropolitana di Catania triplica gli utenti in attesa degli imminenti sviluppi della linea

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03 ago 2017

Il 60% della rete di distribuzione idrica è vetusto: impegno di Sidra e Comune per ammodernare il sistema

di Mobilita Catania

Catania soffre meno delle altre città siciliane: anche se gran parte della rete idrica è vecchia e danneggiata, in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi.  Anche in questo periodo di siccità e di gran caldo i catanesi non soffrono per la carenza di acqua potabile. I rubinetti rimangono raramente asciutti. In altre città siciliane questo è invece un fatto quasi di ordinaria amministrazione anche, e in alcuni casi principalmente, per le eccessive perdite della rete idrica. Anche Catania soffre di perdite causate dalle tubature vecchie e danneggiate, ma in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi. La Città è approvvigionata con acqua potabile proveniente principalmente dagli impianti di produzione della Sidra e in parte da impianti di terzi, che attraverso tre principali sistemi di adduzione arriva in città. Il sistema acquedottistico cittadino deriva sostanzialmente dagli impianti originariamente realizzati dalla società Casalotto a partire dall'inizio del secolo e acquisiti dal Comune di Catania nel periodo 1967-70. Tale sistema distributivo costituisce ancora il 60% dell'intera rete idrica cittadina caratterizzata, per la vetustà degli impianti e l'irrazionalità degli schemi distributivi, da un elevato coefficiente di perdite idriche oltre che da distribuzione dell'acqua a bassa pressione, con consegna al piede dei fabbricati, in serbatoi privati o condominiali con erogazione sostanzialmente a portata costante nelle 24 ore. Il restante 40% della rete idrica cittadina è di più recente realizzazione. Nell'area ovest della città e più precisamente nei quartieri di Librino San Giorgio la rete idrica è stata completata dal Comune di Catania intorno alla fine degli anni '90, mentre nell'area est della città, nel 2000 la Sidra ha realizzato il progetto "Ristrutturazione del Sistema Distributivo" in un'Area Pilota-Quartieri Picanello, Rotolo, Ognina e zone urbane limitrofe. In tali aree la rete è alimentata da serbatoi, il servizio idrico è garantito con gli standard qualitativi previsti dalle norme vigenti, e meglio specificati nel Dpcm 47/96, con forniture al piano anche negli edifici più alti e le percentuali di perdite idriche presentano valori certamente inferiori alla restante parte di rete idrica cittadina. Sempre nel 2000 Sidra ha predisposto un progetto generale Psaic, che prevedeva l'ammodernamento di tutta la rete cittadina, suddivisa in 22 zone idriche, con gli stessi interventi adottati nell'area pilota e con un sistema di monitoraggio dei parametri di servizio in modo da orientare gli interventi di manutenzione con criteri di risparmio energetico e recupero delle perdite idriche. Ispirandosi a quel progetto Sidra ha in programma una serie di investimenti destinati alla razionalizzazione degli schemi distributivi, in modo da suddividere progressivamente la rete di distribuzione in settori, disporre di un sistema di controllo e monitoraggio delle portate e delle pressioni della risorsa idrica immessa in ciascun settore e quale parte di essa viene utilizzata o si disperde per eccessiva vetustà delle reti. In questo modo Sidra potrà procedere all'ammodernamento progressivo della rete per singole zone idriche, partendo da quelle in cui si registrano maggiori perdite, anche mediante manutenzione programmata. L'obiettivo di tali attività, oltre naturalmente al recupero delle dispersioni idriche in rete, e quindi al minor prelievo di risorsa poi non utilizzata, consiste nel miglioramento delle condizioni generali del servizio, fino a raggiungere in tutta la città la fornitura continua al piano senza ulteriori rilanci. La ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, Fossa Creta e di Soprana ed il completamento del sistema acquedottistico fino a raggiungere l'Area Industriale, che prevede anche la completa dismissione dell'antico e ormai precario canale potabile, che trasporta più del 40% della risorsa immessa in rete di distribuzione, costituisce presupposto essenziale e prioritario per dotare la città di Catania di un sistema di approvvigionamento più moderno, efficiente e soprattutto sicuro. L'amministrazione Bianco è riuscita già ad ottenere un finanziamento di 5 milioni di euro dalle risorse di "cantieri in Comune" e, grazie anche ad un finanziamento di Sidra di 700 mila euro, ha potuto avviare i lavori per la ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, al servizio dei quartieri di Ognina, Picanello Rotolo nonchè un tratto importante del sistema acquedottistico. I lavori sono in fase di avanzata esecuzione e proseguono regolarmente. Si aggiungono alle più ampie attività di cui sopra i programmati investimenti per interventi di sostituzione e valorizzazione del parco contatori nonché di eliminazione delle consegne a luce tarata. Anche questi investimenti mirano a migliorare le modalità di consegna dell'acqua e anche a recuperare le dispersioni: indagini condotte nel corso degli ultimi anni hanno, infatti, evidenziato come l';inesattezza degli strumenti di misura, soprattutto della taratura delle luci tarate contribuisce in modo sostanziale all'incremento del valore delle perdite complessive in rete.

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