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11 apr 2019

FOTO | Il nuovo rapporto tra la città e il mare: le immagini dei progetti vincitori del concorso internazionale di idee

di Andrea Tartaglia

C'è tanto verde e "tanta Catania" nei progetti che hanno visto aggiudicarsi i primi tre posti del concorso internazionale di idee per la riqualificazione del lungomare cittadino, nel tratto compreso tra il Faro Biscari e piazza Europa, ossia la zona più centrale della città, dove insiste il porto e dove è presente la linea ferrata statale, che in tutti i progetti scompare alla vista ma rimane a servire la città sottoterra, liberando preziose aree in superficie. C'è tanta Catania perché in tutti i raggruppamenti di professionisti vincitori ci sono architetti e ingegneri nati o che lavorano sotto l'Etna. Al primo posto, infatti, assieme a Park Associati Srl di Milano (capogruppo), c'è il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. che ha sede alle porte di Catania, precisamente a San Giovanni la Punta, insieme con la COPRAT di Mantova. Al secondo posto troviamo Calì Architetti, con sede ad AciCastello, e ACA Amore Campione Architettura degli ingegneri catanesi Sebastiano Amore e Angela Campione, con studio a Giarre, affiancati dallo studio catalano Arriola & Fiol arquitectes di Barcellona. Al terzo posto un'altra commistione di successo: la Società di Architettura TernulloMelo Architects, fondata dalla catanese Chiara Ternullo e da Pedro Teixeira de Melo nel 2006, a Lisbona. La presenza dei tanti siciliani, oltre ad aver senz'altro animato la partecipazione a un concorso che, se la politica locale si rivelerà capace, potrà rappresentare molto per il futuro di Catania, si nota particolarmente nella comprensione dei luoghi e nelle proposte che, pur innovative com'è giusto che sia, rispettano e si adeguano alla fisionomia della città, da sempre esempio di dinamismo nel sud Italia. Scopriamo i tre progetti attraverso le immagini dei rispettivi masterplan e dei render più interessanti: 1) Park Associati Srl, Milano; Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l., San Giovanni la Punta; COPRAT, Mantova Il progetto, di cui una descrizione testuale e due immagini erano state qui pubblicate in data 11 aprile, viene momentaneamente rimosso su richiesta dello studio vincitore, poiché a sua volta invitato dal Comune di Catania a non diffondere, per il momento, immagini e testi del progetto. Design team PARK Associati Srl, Milano (MI) Team Filippo Pagliani, Michele Rossi Elisa Taddei (Project Leader) Ciro Capasso, Marinella Ferrari, Andrea Manfredini, Simone Marzorati, Luna Pavanello, Michele Versaci Consulenti RTP Progettazione edilizia, urbanistica, infrastrutture/trasporti, economia/estimo, sismica R1 - Consorzio stabile di ingegneria R1 Scarl, San Giovanni la Punta (CT) Sostenibilità ambientale ed energetica, impiantistica e reti COPRAT – Società di ingegneria, Mantova (MN) Consulenti esterni Landscape Projet Base Sarl, Parigi Infrastrutture e trasporti MIC – Mobility in chain Srl, Milano (MI) Economia / Estimo Smart Land Srl, Mestre (VE) Marketing territoriale Luca Ruggiero, Catania (CT) Gianni Petino, Catania (CT) Teresa Graziano (CT) 2)  Calì Architetti, ACA Amore Campione Architettura, Arriola & Fiol arquitectes La proposta progettuale prevede la riorganizzazione dell’intero sistema costiero – da Piazza Europa al Faro Biscari - a partire dalle peculiarità dei diversi contesti che lo costituiscono, incrociando la lettura longitudinale del margine urbano rappresentato dalla linea di costa con una lettura trasversale degli innesti delle diverse parti di città che lo toccano. Il progetto definisce relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche tra il sistema urbano, portuale e territoriale ma anche l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, il ripensamento e la valorizzazione degli spazi pubblici in generale. L’obiettivo è disegnare un sistema urbano unitario che dia la preminenza alla presenza ed alla fruizione del mare ma che rispecchi al contempo le differenti caratteristiche storiche, morfologiche e funzionali dell’area: una fascia di verde attrezzato estesa lungo gli ambiti interessati dal progetto sulla quale si collocano gli interventi di riqualificazione come emergenze in grado di dare riconoscibilità alle diverse parti di città. La realizzazione del Masterplan proposto si basa su un programma articolato in stralci funzionali che ha come obiettivo l’armonizzazione degli interventi, anche se dipendenti da amministrazioni diverse, attraverso una realizzazione flessibile per fasi di attuazione. Gli stralci funzionali relativi ai diversi sotto-ambiti faranno riferimento ad altrettanti programmi di finanziamento che potranno coinvolgere operatori pubblici e privati attraverso formule differenziate quali project financing, finanziamenti europei, programmi ministeriali etc. Il progetto prevede quindi sia la riconversione e riqualificazione di vecchi edifici ormai in disuso, come la riprogettazione e introduzione di nuovi elementi connettori del tessuto. In Piazza Candido Cannavò (già Piazzale Oceania) e in Piazza Papa Giovanni XXIII, fulcri urbani strategici in cui la ferrovia rappresenta un limite invalicabile per il cittadino, si ricorre a strategie che ne prevedono lo scavalcamento attraverso spazi pubblici quali piazze o parchi, avendo così un vantaggio temporale in termini di tempistiche realizzative sull’idea di interramento della ferrovia. La scelta di costruire in maniera densa ma assolutamente concentrata, come per la torre svettante sulla piazza della stazione, trasmette la volontà forte di lasciare permeabilità tra la città e il mare, rendendo economicamente fattibile la realizzazione di un articolatissimo spazio pubblico fronte mare. GRUPPO DI PROGETTAZIONE Calì architetti Arriola e Fiol arquitectes ACA Amore Campione Architettura Collaboratori: Marialaura Calogero Grazia Corsaro Leonardo Pennisi Gabriele Russo Graziano Testa Consulenti: Sebastiano Impallomeni David Soler 3) TernulloMelo Architects La proposta siculo-lusitana è caratterizzata da una visione della città che ragiona a 360° avvalendosi delle linee guida tipiche delle smart cities, proponendo un miglioramento della viabilità sul lungomare e una città più inclusiva e più creativa come principio per gli spazi pubblici, attraverso la redazione di un Manuale dello Spazio Pubblico, un concetto e un marchio per la città, con una visione non esclusivamente focalizzata sull’attrazione turistica, ma più in generale sul miglioramento della qualità della vita. Architettura: TERNULLOMELO ARCHITECTS  www.ternullomelo.com Chiara Ternullo, Pedro Teixeira de Melo, Federica Russo, Paolo Valastro, Giulia D'Addario Paesaggio: BALDIOS arquitectos paisagistas http://www.baldios.pt Marketing Territoriale: Miguel Fernandes Urbanistica: Ana Escoval Sostenibilità ambientale ed energetica: Fanor Serrano Pedroza Infrastrutture e trasporti: André Remédio http://www.engimind.com Impianti e reti:  Pedro Reis http://www.engimind.com Economia ed estimo: Enza Messina Immagini 3D: TERNULLOMELO e Gianluca Zito Nello studio lusitano ci sono due collaboratori catanesi, Federica Russo e Paolo Valastro, e alla produzione dei render ha partecipato anche il siciliano Gianluca Zito. 

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10 apr 2019

Nuovo lungomare di Catania, dal porto a piazza Europa: scelti i progetti vincitori

di Andrea Tartaglia

Ci sono anche architetti e ingegneri catanesi sul podio dei vincitori del Concorso internazionale di idee per la riqualificazione del waterfront cittadino, dal Faro Biscari a piazza Europa. La competizione, avviata dalla precedente amministrazione comunale e i cui termini erano stati riaperti dall'attuale nei mesi scorsi, si è conclusa premiando al primo posto Park Associati Srl di Milano (capogruppo), insieme con il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. di San Giovanni la Punta (CT) e la COPRAT di Mantova (mandante); al secondo posto (ad appena un punto di distacco dal primo) un raggruppamento di professionisti in gran parte catanese: Calì architetti, Arriola & Fiol arquitectes (Barcellona) e ACA Amore Campione Architettura e, al terzo, la Società di Architettura “Ternullo / Melo Architects” di Lisbona. La commissione del seggio di gara ha completato i suoi lavori procedendo all’aggiudicazione del concorso internazionale di idee per la rigenerazione urbanistica dell’area lungo il fronte mare cittadino che si estende da Piazza Europa  sino alla zona del faro Biscari, all'altezza della zona meridionale del porto. Complessivamente le aziende dei progetti vincitori si sono aggiudicati la somma di 160 mila euro finanziariamente impegnata dal Comune di Catania nel 2017, da suddividere secondo le modalità previste dal bando. «L’oggetto  "Idee per un Masterplan – Riqualificazione del Waterfront e delle zone di interazione della Città con il Porto e la Ferrovia" della procedura ad evidenza pubblica -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese-  rende al meglio la finalità di un bando che abbiamo riaperto per consentire la massima partecipazione di progettisti, anche di rango internazionale, a uno dei piani di sviluppo fondamentali per la nostra Catania. Vale a dire definire con soluzioni progettuali innovative la revisione dello strumento urbanistico, ancora fermo al 1969, di cui il riordino della zona costiera è elemento essenziale per riqualificare per riunire la città e il mare e mettere a sistema un insieme di aree tra loro, oggi, molto diverse tra loro.  Ringrazio tutti i tecnici e i rappresentanti degli ordini professionali che hanno collaborato per l’obiettivo e in particolare il Direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani per avere proceduto all’aggiudicazione in tempi brevissimi, così da armonizzare il lavoro di redazione del nascente Prg a queste straordinarie idee progettuali al massimo livello internazionale, che disegnano la nuova Catania aperta al mare e che ricuce il suo rapporto con il Mediterraneo».   Nell’ampia fascia urbana costiera oggetto del concorso di idee, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente, il porto e la città, aree che oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza abitativa e dello sviluppo ordinato del rapporto città-mare. «Grazie a questi straordinari contributi di idee e progetti al massimo livello internazionale -ha concluso il primo cittadino- proseguiremo con i criteri innovativi di una disciplina pianificatoria complessiva, per giungere alla sintesi migliore e disegnare efficacemente il nuovo rapporto tra il mare e la città del futuro, nell’ambito del nuovo Prg che arriva dopo cinquanta anni di rinvii».   Spetterà ora alla politica locale, nei prossimi anni, tradurre il più possibile in realtà quanto progettato, che per ora si inserisce prepotentemente nel "libro dei sogni" della città di Catania. Molte soluzioni progettuali, oltretutto, sono pensate con elementi architettonici in grado di rendere economicamente sostenibili gli interventi, con un mix di spazi pubblici ed edifici privati in grado di generare profitto. All'amministrazione etnea la sfida di fare davvero diventare Catania una moderna città europea. Qui le immagini dei progetti vincitori: il nuovo rapporto tra la città di Catania e il suo mare.

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29 mar 2019

FOTO | C.so Martiri della Libertà, aperte le prime aree. A breve il bando per Piazza della Repubblica

di Andrea Tartaglia

Sono state festosamente aperte e consegnate ufficialmente stamattina, alla città di Catania, le quattro aree di Corso Martiri della Libertà dove a dicembre 2017 erano stati avviati i primi, "storici" lavori di risanamento del viale e aree limitrofe. Alla presenza del Sindaco Salvo Pogliese e dell'Assessore alla Mobilità Giuseppe Arcidiacono, le zone riqualificate sono state invase da bambini e adulti partendo dall'area compresa tra piazza Grenoble e via Maddem, per poi spostarsi sul corso. Panchine assenti nel lotto nei pressi di piazza Grenoble, precisamente tra via Teocrito, via Luigi Castiglione e via Maddem, ma l'Assessore Arcidiacono assicura che saranno installate entro un mese e, contestualmente, verranno anche sostituite quelle già presenti in via Fischetti e in C.so Martiri della Libertà. La fontana nei pressi della "fera", inoltre, non è stata ancora attivata per qualche problema burocratico legato all'allaccio Enel, ma anche in questo caso è questione di giorni. Nonostante queste piccole mancanze, si è ritenuto opportuno voler comunque aprire queste aree che, per il resto, offrono finalmente un dignitoso assetto urbano a zone prime degradate, anche al fine di non esporle ulteriormente a possibili atti di vandalismo. Particolarmente apprezzato, soprattutto dai più giovani, il nuovo campetto polisportivo di Corso Martiri della Libertà, dove finalmente i primi palloni hanno cominciato a rotolare, mentre lungo il vicino parterre alberato hanno avuto luogo le prime passeggiate di cittadini e turisti, prima costretti in uno stretto percorso accidentato. Un po' di sporcizia, invece, nel tratto di via Fischetti, dove le aiuole, nel corso degli ultimi mesi, hanno subito evidenti deterioramenti. Da oggi, la manutenzione spetterà al Comune di Catania. Tutte le aree, da ieri sera, sono dotate di impianto di illuminazione a led funzionante che garantisce una consistente luminosità. Gli stessi lampioni, inoltre, sono dotati di telecamere di videosorveglianza. Tutte le aiuole sono dotate di impianto di irrigazione. L'attenzione, adesso, è rivolta al prossimo passo: il bando per i lotti vp1 e vp2 che riguarda la realizzazione di un parcheggio interrato di oltre trecento posti e un parco soprastante in Piazza della Repubblica. Secondo il Sindaco, i tempi saranno brevi: in sei mesi, nella più ottimistica delle previsioni, potrebbero («il condizionale è d'obbligo», ha sottolineato il primo cittadino) addirittura cominciare i lavori (la gara, però, è ancora da bandire). Ti potrebbero interessare: Il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero Corso Martiri della Libertà, spuntano i primi alberi dopo oltre 60 anni C.so Martiri della Libertà, il Comune rassicura sui lavori: entro l’anno il secondo bando

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28 mar 2019

Corso Martiri della Libertà: in consegna le prime quattro aree; attesa per il prossimo bando

di Andrea Tartaglia

Nell'ambito della riqualificazione di Corso Martiri della Libertà e aree limitrofe, saranno finalmente inaugurate domani le prime quattro aree dove sono state realizzate opere di urbanizzazione e di arredo urbano. Si tratta delle aree vp3, vp4, vp5 e vp6 dell'ampio masterplan e saranno consegnate alla città domattina, 29 marzo, alle 11:30, in piazza Grenoble (l'area vp3 del piano), alla presenza del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese.  Gli interventi realizzati in piazza Grenoble e in Corso dei Martiri della Libertà, riguardano spazi a verde attrezzato, un campo sportivo (nei pressi del plesso scolastico di via Marchese di Casalotto), una fontana (in piazza Grenoble) e numerose aree di transito e sosta pedonale. Sono stati effettuati con l’impiego esclusivo di fondi dei privati titolari della proprietà delle aree, inserite nel progetto curato dall’architetto Cucinella, incaricato nel 2012 di redigere il piano di sviluppo della grande superficie nel centro di Catania. I lavori di interesse pubblico, iniziati nel dicembre 2017 sulla scorta di procedure di gara aggiudicate al netto del ribasso con la somma di 1,438 milioni di euro, sono stati eseguiti coi titoli edilizi e le cubature contenute nella convenzione siglata al Tar, nel novembre 2012, tra il Comune e Istica S.p.A.. I ritardi di alcuni mesi che si sono registrati nella consegna delle opere, sono frutto della sospensione cautelativamente operata dall’Istica e dal Responsabile Unico del Procedimento, per via di alcune anomalie segnalate dal nucleo ispettivo in sede di controllo delle aziende esecutrici. Il cantiere, di fatto, era già stato sostanzialmente bloccato già a giugno del 2018 e solo nelle ultime settimane erano ripresi i lavori, precedentemente sospesi per dirimere le delicate criticità rilevate durante l’esecuzione delle opere. Decisiva si è rivelata la preziosa attività svolta dalla cabina di regia prefettizia che ha permesso di attuare stringenti controlli, fino ad oggi mai realizzati per un appalto, permettendo, in fase preventiva, di controllare flussi economici, corretta applicazione delle norme e delle previsioni progettuali. Per nuove aree che si consegnano alla città, l'attenzione è già rivolta al prossimo passo: si attende la comunicazione circa il bando di gara per il prossimo lotto (aree vp1 e vp2) che prevede la realizzazione di un grande parcheggio interrato in piazza della Repubblica e di un parco soprastante. Ti potrebbero interessare: Il progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà Rigenerazione C.so Martiri della Libertà, ora il progetto fa gola anche all’estero Corso Martiri della Libertà, spuntano i primi alberi dopo oltre 60 anni C.so Martiri della Libertà, il Comune rassicura sui lavori: entro l’anno il secondo bando  

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Proposta
27 mar 2019

Via Umberto pedonale: un possibile piano viario alternativo per la sua attuazione

di Andrea Tartaglia

Continua a riscuotere successo e consensi la proposta di pedonalizzazione di via Umberto I a Catania, nel tratto compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea, la cui petizione on line sulla piattaforma change.org ha ormai ampiamente superato le mille adesioni. Una proposta che ha fatto discutere e che è stato spunto di riflessione per parlare, più in generale, della situazione delle Zone a Traffico Limitato e delle aree pedonali in città, nonché dell'atteggiamento dell'amministrazione comunale, ritenuto poco propenso a sostenere questo tipo di iniziative. Al riguardo, si veda l'editoriale: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo. Ma proprio l'amministrazione chiamata in causa, attraverso la pagina Facebook di Mobilita Catania, ha proposto un confronto sul tema. Confronto che, sicuramente con spirito costruttivo, si terrà prossimamente e dal quale l'auspicio è che possano emergere segnali positivi per la volontà di miglioramento della qualità e vivibilità del centro storico di Catania. Tornando, nello specifico, a via Umberto, una delle tematiche che, immediatamente, riguardano la chiusura al traffico della strada, è evidentemente la modifica alla viabilità che ne consegue. Ecco, allora, la proposta di un possibile piano viario che tenga conto della chiusura del tratto di strada interessato ai mezzi privati (eccetto per i residenti, è chiaro, per raggiungere i propri passi carrabili). I bus dell'Amt, che qui si muovono solo in direzione piazza Iolanda, continuerebbero a percorrere la corsia preferenziale (analogamente a quanto avviene nel tratto meridionale di via Etnea): ciò, di fatto, renderebbe quest'area più propriamente una Z.t.l. piuttosto che un'area pedonale vera e propria, obiettivo possibilmente raggiungibile in un termine temporale più ampio, poiché necessita di un riordino delle linee A.m.t.. Chi, oggi, percorre il tratto di via Umberto tra piazza Majorana e via Etnea, può avere tre possibili destinazioni: 1) Via Etnea/Via Caronda; 2) via Filippo Corridoni; 3) via Sant'Euplio. Circa la prima destinazione, la soluzione è semplice: basta percorrere l'asse parallelo di via Enrico Pantano e via Giuseppe De Felice, raggiungibili da via Guglielmo Oberdan per chi viene da nord e da via Fiamingo e via Musumeci per chi viene da est e da sud, senza alcuna modifica ai sensi di marcia esistenti. Quanto a via Filippo Corridoni, innanzitutto va evidenziato che l'ideale sarebbe che anch'essa facesse parte della Z.t.l.. In questo modo, si creerebbe un bellissimo percorso pedonale continuo tra via Umberto, via Corridoni, via Al Carmine, la riqualificata piazza Giuseppe Sciuti, la via Pacini e le sue traverse già parzialmente pedonali come via Santa Filomena, via Buccheri e via Gemmellaro (dove, non a caso, stanno fiorendo nuove attività commerciali, soprattutto nel settore enogastronomico).  Ma anche in questo caso, il piano viario proposto immagina che questa "evoluzione" della Z.t.l. possa attuarsi in un secondo momento e, quindi, permette il raggiungimento di via Corridoni attraverso il percorso via De Felice / via Agnini, con un brevissimo tratto di via Umberto che rimarrebbe percorribile proprio per raggiungere via Corridoni da via Agnini. Pure in questo caso, non vi sarebbe alcuna modifica agli attuali sensi di marcia. L'ultima destinazione possibile, cioè via Sant'Euplio, è quella che invece richiederebbe qualche piccola variazione rispetto ai sensi di marcia esistenti. Giungendo da via De Felice, non sarebbe più possibile raggiungere via Argentina per guadagnare via Sant'Euplio. Pertanto, i veicoli qui diretti utilizzerebbero la parallela via Andronico, pochi metri più su, a patto che in via Sant'Euplio il doppio senso di marcia fosse prolungato proprio fino a via Andronico. Un accorgimento che non dovrebbe creare alcun problema. Questa situazione, oltretutto, genererebbe una preziosissima opportunità, ossia liberare definitivamente dal traffico privato l'area di via Etnea antistante l'ingresso della Villa Bellini, all'incrocio tra via Etnea e via Umberto: l'impiego di via Andronico per raggiungere via Sant'Euplio, infatti, consentirebbe di invertire il senso di marcia in via Argentina e pertanto chi, provenendo da via Sant'Euplio (altezza Teatro Metropolitan) volesse raggiungere via Etnea o via Caronda, potrebbe farlo proprio da via Argentina e non più da via Litrico, cioè la strada tra il Palazzo delle Poste e la Villa Bellini, che potrebbe così diventare del tutto pedonale e, come detto, regalare un nuovo tratto di via Etnea finalmente libero da auto e sosta selvaggia, proprio all'altezza dello storico giardino cittadino. Già detto del collegamento tra via Agnini e via Corridoni, altri due sarebbero gli attraversamenti mantenuti in via Umberto: uno lungo l'asse via Zaccà Rosolia - via Romeo, esclusivamente per residenti e per chi deve raggiungere le ben due autorimesse lungo questo breve asse (dove, al pari della situazione attuale di via Romeo, ci sarebbe un senso unico alternato) e uno lungo via Grotte Bianche. Si tratta, in definitiva, di una proposta di semplice attuazione. A margine, sarebbe piaciuto poter citare la presenza di un parcheggio pertinenziale interrato in piazza Ettore Majorana, un progetto già avanzato in passato ma mai realizzato. L'amministrazione potrebbe cogliere l'occasione per rispolverare anche questo progetto, in project financing, fatto salvo che si tratterebbe di un parcheggio che servirebbe sostanzialmente a spostare la sosta dalla superficie al sottosuolo, permettendo di riqualificare la superficie ad uso pedonale, che non genererebbe, quindi, nuovo traffico e che consentirebbe la comunque lecita richiesta di accessibilità e parcheggio in zona, soprattutto per i soggetti più sensibili. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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19 mar 2019

Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo

di Andrea Tartaglia

La notizia, per essere davvero tale, nel comune senso giornalistico del termine, non è solamente la comunicazione di qualcosa ma l'annuncio di una novità, una "nuova" d'interesse, per l'appunto. Parlare di pedonalizzazioni che fanno bene al commercio, dunque, non è una grande notizia perché ormai è noto, gli esempi si sprecano e ne riportiamo qualcuno: Modena: la Confesercenti chiede la completa pedonalizzazione del centro storico per favorire le attività commerciali Madrid: con la pedonalizzazione del centro, vendite cresciute del 10% Palermo, dopo la pedonalizzazione commercianti ricreduti: adesso gli affari vanno meglio ZTL, gli abitanti ci guadagnano e i commercianti anche: lo studio del Politecnico di Milano Chiudere al traffico i centri storici fa bene agli affari e cresce pure il valore degli immobili Siracusa, la Ztl di Ortigia è il centro storico più vitale d'Italia L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma il concetto è già sufficientemente espresso, verificato, consolidato, inattaccabile. La notizia, dunque, è che (purtroppo) a Catania c'è chi ritiene che aumentare le aree del centro storico interdette al traffico possa comportare un danno per il commercio. Se è già grave un'affermazione del genere nel momento in cui, come visto, è una tesi ampiamente confutata, la gravità aumenta -e questa sì, si traduce in danno- se a farla è un Assessore della giunta comunale etnea. Queste le parole dell'Assessore alle Attività Produttive e centro storico del Comune di Catania, Ludovico Balsamo, rilasciate a MeridioNews a proposito della proposta pedonalizzazione di un piccolo tratto di via Umberto I (quello compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea), in pieno centro storico:  «È una proposta da prendere con le pinze e da studiare bene, perché è una misura che potrebbe arrecare danni agli esercenti che hanno investito sul centro storico, portando gli acquirenti a spostarsi sempre più in direzione dei grandi centri commerciali». Purtroppo, a ogni proposta del genere, la risposta dell'attuale amministrazione comunale mostra puntualmente scetticismo e ostilità, com'è stato anche per la querelle sulla chiusura al traffico di un breve tratto di via Dusmet, in zona ad altissima vocazione turistica e di elevata qualità architettonica: in quel caso, s'è detto, il mercato della Pescheria soffrirebbe della chiusura al traffico di qualche decina di metri di una strada, pur avendo nei pressi un parcheggio e rimanendo ben servita dai mezzi pubblici. La Pescheria, come invece più volte affermato da tecnici, urbanisti, economisti, o semplicemente da chi si sforza di analizzare la situazione più ampiamente, accompagnato da intelligenza e buon senso, non soffre a causa della chiusura al traffico di un breve tratto di strada (splendido), semmai soffre nonostante la chiusura al traffico (vedi quanto detto al principio), e ciò significa che quel mercato risente dell'ormai diffusissima concorrenza commerciale, di prezzi non sempre competitivi, ma anche di carente qualità certificata della merce esposta, insieme a -spesso- scarse condizioni di igiene. Insomma, è la qualità e capacità del mercato a influire sul suo successo, ben più di quanto possa fare una piccola interdizione al traffico che, anzi, agevola condizioni igienico-ambientali più favorevoli. Senza trascurare altri fattori, quali purtroppo l'atteggiamento delle nuove generazioni nei confronti del mantenimento di usi e tradizioni, se chi le propone non si sa adattare ai nuovi tempi. Si tratta, dunque, di un discorso enormemente più ampio di "devo arrivare dentro al mercato con la macchina" (sigh!), avvicinando il gas di scarico al cibo esposto all'aria aperta. Per quanto riguarda la via Cardinale Dusmet, attualmente la situazione è la seguente: formalmente la strada (parliamo solo del breve tratto lungo Villa Pacini) è rimasta chiusa al traffico diurno, come indica la segnaletica, in modo da non scontentare i numerosi gruppi e le associazioni civiche che si erano allarmate al reiterato annuncio di riapertura della strada al traffico. Apertura che, però, è consentita di fatto, poiché sono cessati controlli e sanzioni e ogni giorno è possibile entrare nella zona chiusa al traffico in macchina o in motociclo, potendo parcheggiare e circolare del tutto impunemente. Atteggiamento che, oltretutto, non fa che rafforzare le cattive abitudini di quella parte di cittadini che non ama rispettare le regole, poiché trasmette il messaggio che se anche un cartello inibisce un accesso a una zona destinata a pedoni e biciclette, è sufficiente ignorarlo. Non se la passano meglio le (poche) altre aree pedonali o a traffico limitato della città: via Zolfatai si è trasformata in un parcheggio, con l'arredo urbano spostato ad hoc. Stessa sorte per piazza Mario Cutelli, dove i dissuasori su via Vittorio Emanuele II e via Porta di Ferro sono messi da parte in modo da consentire il transito alle auto (e le rampe in pietra lavica per gli attraversamenti pedonali sono in frantumi a causa del passaggio dei mezzi); in piazza Duomo ogni giorno sono presenti auto in sosta davanti e di lato al Palazzo dei Clerici; in via Etnea (dove non si potrebbe parcheggiare lungo tutta la strada) il parcheggio, invece, comincia già all'altezza della Basilica della Collegiata; in piazza Vincenzo Bellini e in via Teatro Massimo, ancora, il via vai di mezzi e persino la sosta sono una consuetudine consolidata. Addirittura, proprio davanti al teatro, alcuni giorni fa una donna è stata persino investita, riportando diverse fratture, da un'auto che lì non poteva neanche esserci. Via Crociferi e piazza San Francesco d'Assisi all'Immacolata, intanto, in piena area Patrimonio dell'Umanità Unesco, continuano ad essere svilite dal continuo passaggio di auto e dal parcheggio selvaggio. È chiaro che non c'è alcun interesse a contrastare le cattive abitudini di chi non rispetta la città e a mantenere e valorizzare le già pochissime aree interdette al traffico. E pensare che per un Comune in dissesto economico, occuparsi di sanzionare queste gravi infrazioni (che danneggiano anche l'immagine turistica della città) sarebbe doppiamente utile: per le casse dell'amministrazione ma anche e soprattutto per educare e indirizzare alla civiltà i cittadini più maleducati. Resta evidente che ogni proposta di Z.t.l. o pedonalizzazione a Catania, così come in ogni altra città, debba essere accompagnata da uno studio di viabilità e da eventuali accorgimenti per migliorare il servizio di trasporto pubblico (se necessario), nonché dalla valutazione dell'effettiva, eventuale necessità di parcheggi più o meno vicini e in quale quantità (senza dimenticare gli incentivi per lo scambio tra mezzo privato e pubblico, metropolitana in primis). Nulla si può improvvisare. Anzi, una pianificazione urbanistica in tal senso, che comprenda aree vaste e non singole porzioni di strade da destinare a traffico limitato o aree pedonali, può risultare essere anche più semplice che procedere a macchia di leopardo, sebbene necessiti, ovviamente, di maggior tempo per essere messa in pratica. Ciò non toglie che, in ogni caso, numerosi interventi sarebbero già immediatamente possibili e che, soprattutto, di fronte a proposte del genere ci si aspetterebbe un atteggiamento da parte dell'Amministrazione Comunale di soddisfazione, buona volontà e spirito costruttivo per giungere agli scopi di miglioramento della qualità e vivibilità della città, piuttosto che lasciar prevalere perplessità se non, addirittura, ostilità. Foto di copertina: Chiara Di Salvatore Ti potrebbero interessare: La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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27 feb 2019

Catania, la giunta comunale adotta le direttive generali del nuovo Piano Regolatore

di Mobilita Catania

La giunta comunale di Catania, presieduta dal sindaco Salvo Pogliese, ha deliberato e trasmesso al consiglio comunale, per la definitiva adozione, le Direttive Generali del nuovo Piano Regolatore della città, denominato “Catania Città sostenibile”. Le direttive costituiscono il primo, fondamentale passo per la definizione dell’articolato processo di pianificazione della Città, esattamente cinquanta anni dopo l’entrata in vigore di quello redatto da Luigi Piccinato. L'obiettivo è l'approvazione del prezioso strumento urbanistico, da parte del Consiglio Comunale, in due anni. «Il Piano Regolatore di Catania -ha spiegato il sindaco Pogliese che dall’avvio della sua sindacatura ha tenuto per sé la delega all’urbanistica, per la quale si avvale della consulenza del Prof. Paolo La Greca- dovrà conformarsi alla risoluzione contenuta nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – emanata dalle Nazioni Unite del 2105 – che “disegna” la strategia mirata alla sostenibilità e all’etica intergenerazionale. Non esito a definire questo passo uno spartiacque rispetto al passato, un atto concreto per recuperare parte del tempo inspiegabilmente perduto, che ha impedito uno sviluppo armonico e sostenibile della nostra idea di città». L’intero percorso di redazione delle Direttive Generali è stato caratterizzato da un’intensa serie di incontri con gli stakeholder istituzionali, aperti alla città e alle professioni tecniche. È stato avviato un forum di ascolto della città, curato dal consulente del Comune per il P.R.G., prof. Paolo La Greca, già immediatamente dopo la trasmissione della relazione sulle problematiche urbanistiche e sui criteri informatori del Piano, a fine dicembre 2018, da parte dell’ufficio comunale del Piano Regolatore, a sua volta coordinato dall’Arch. Rosanna Pelleriti, all’interno della Direzione Urbanistica, diretta dall’ingegnere Biagio Bisignani. «Catania -ha detto il primo cittadino- dovrà uniformare il proprio sviluppo assumendo come prioritaria la garanzia dell’accesso all’alloggio e a servizi di base adeguati e sicuri, e l’ammodernamento dei quartieri più disagiati. L’Amministrazione - consapevole che le scelte di governo del territorio per “Catania Città Sostenibile” devono basarsi sui piani sociale, economico e ambientale - ha voluto una discussione aperta e un confronto fattivo con i diversi attori protagonisti della vita catanese ma anche con i semplici cittadini per dare un’impronta moderna e adeguata allo strumento urbanistico, un confronto che proseguirà anche nelle successive fasi di redazione del Piano che disegnerà il dettaglio della Catania che verrà». Il nuovo Piano, come si legge nelle direttive generali, deve essere un progetto urbano che dovrà porsi come principio centrale il raggiungimento dell'equilibrio territoriale, con attenzione alla salvaguardia del suolo, del patrimonio ambientale culturale e del paesaggio e indirizzare lo sviluppo di Catania verso una smart city, attraverso l’impiego di tecnologie digitali avanzate, e all’innovazione nei settori diversi della vita urbana: dalla mobilità all’ambiente, dall’efficienza energetica al sistema integrato della raccolta dei rifiuti, con il preciso obiettivo di migliorare la qualità della vita e la competitività urbana. Gli indirizzi progettuali delle direttive urbanistiche, raccolte in sessanta pagine, riguardano la dimensione metropolitana dello sviluppo dell’area urbana; la sostenibilità delle sue previsioni e la perequazione urbanistica come criterio informatore; saldo zero del consumo del suolo anche attraverso la delocalizzazione dei volumi esistenti; la riqualificazione del tessuto urbano esistente e delle aree non utilizzate o sottoutilizzate (attrezzature pubbliche, ospedali delocalizzati, etc.); la riqualificazione e la rigenerazione urbana per ridurre i fenomeni di degrado sociale delle periferie; il recupero e la riqualificazione del centro storico con meccanismi che consentano conservazione e valorizzazione; riequilibrio ambientale con un sistema di spazi verdi interconnessi. Nelle linee guida del nuovo Prg, particolare attenzione è data al sistema della mobilità e dei trasporti, attraverso il tema prioritario dell’intermodalità, e dovrà individuare percorsi e attività finalizzati al potenziamento di spazi pedonali o a traffico limitato. Dettagliata anche la parte che riguarda il sistema infrastrutturale poiché si dovrà tener conto della programmazione e delle opere in corso di realizzazione di Ferrovia, Aeroporto, Porto, Metropolitana e Amt, quest’ultima indirizzata a puntare su nuove linee Brt. Secondo gli indirizzi della giunta comunale, inoltre, nel nuovo Prg dovranno proporsi le migliori soluzioni per la riqualificazione del waterfront, ricreando un sistema di relazioni tra la città, il porto, la ferrovia e l’ambiente, anche valutando gli esiti del concorso internazionale di idee in corso di espletamento; regolamentare il settore del commercio di prossimità affinché i vecchi negozi tradizionali possano riprendere a rivitalizzare la città; dovrà perseguire azioni volte alla mitigazione dei rischi: sismico, idrogeologico e climatico. Tutti indirizzi su cui le linee generali del Prg si soffermano con particolare incisività, anche in relazione al risparmio energetico e alle riduzioni delle emissioni. «Ringrazio- ha concluso il sindaco- quanti a vario titolo hanno partecipato alle interlocuzioni e al confronto per redigere le linee guida del nuovo Prg e in particolare gli ordini professionali che hanno condotto, assieme al professore La Greca e ai dirigenti comunali Bisignani e Pelleriti, queste azioni di sviluppo da realizzare nel Prg che guiderà lo sviluppo urbano e metropolitano della Catania che immaginiamo nei prossimi anni. Sono certo che il consiglio comunale saprà valutare al meglio e rapidamente questo lavoro di grande passione civile e di straordinaria valenza tecnica che ci introduce finalmente alla fase realizzativa del nuovo Piano dopo decenni di rinvii e inutili perdite di tempo e che noi, fin dalla campagna elettorale, abbiamo considerato obiettivo prioritario». Una volta licenziato dal consiglio comunale l’atto delle direttive generali, è nei programmi dell’Amministrazione Comunale procedere rapidamente per la redazione entro l'estate, sempre con il sistema del confronto aperto e partecipato, dello schema di massima dello strumento urbanistico, provvedimento propedeutico alla completa elaborazione del nuovo Prg che, nei programmi del sindaco Pogliese, si deve compiutamente definire entro il 2020.   Ti potrebbero interessare: “Waterfront” di Catania, concorso internazionale di idee: si riaprono i termini Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune

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