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04 mag 2017

La “rivoluzione su ferro” di Catania, dalla metro al passante ferroviario: opportunità, scenari e nodi irrisolti

di Mobilita Catania

Il 2017 sarà ricordato come un anno importante per lo sviluppo infrastrutturale del territorio catanese: con la messa in esercizio della tratta di metropolitana Nesima-Stesicoro sono stati fatti notevoli passi in avanti per la mobilità catanese e una svolta avverrà anche con l'apertura di due nuove stazioni, Ognina e Europa, del passante ferroviario  a cui si aggiungerà, entro l'estate, la stazione Picanello. Catania potrà finalmente contare su un sistema ferroviario che collegherà la città da ovest al centro con la metropolitana di FCE e da nord a sud, lungo la fascia costiera, con il passante ferroviario e nodo di questo sistema sarà la stazione centrale che fungerà da centro intermodale tra i due sistemi. Il passante ferroviario nasce sul tracciato ferroviario già esistente che collega la città di Catania con Siracusa e Messina. Il progetto, dopo le molteplici approvazioni, entrò in fase attuativa con l'inizio dei lavori in sordina e con estrema lentezza. La consegna della tratta Catania Ognina-Catania Centrale, completa delle stazioni e a doppio binario, era prevista inizialmente per fine 2009, successivamente fu rinviata alla fine del 2012 ma ulteriori rallentamenti ne impedirono l'ultimazione. Nel mese di giugno dovrebbe avvenire l'attivazione del doppio binario sul tratto Ognina-Catania Centrale e delle nuove stazioni Europa ed Ognina, ma a dieci giorni dall'inaugurazione la RFI non ha dato nessuna comunicazione in merito  ne si conosce il tipo di servizio che verrà attuato. Inoltre, in una fase iniziale, il passante ferroviario comprenderà solo le stazioni di Cannizzaro, Ognina, Picanello, Europa e stazione Centrale escludendo le stazioni di Acquicella e Bicocca nonostante rivestano una importanza notevole per la mobilità catanese. La stazione di Bicocca, infatti, è la principale stazione merci della città di Catania, serve anche come diramazione per i treni provenienti dalla stazione di Catania Centrale diretti verso Siracusa e Caltagirone o verso Caltanissetta Xirbi, Agrigento e Palermo e per la linea di Paternò (da tempo utilizzata solo come raccordo merci) nonché scalo di riferimento per l'interporto di Catania Bicocca. Bicocca è situata a ridosso della zona industriale di Catania, a sud-ovest dell'aeroporto di Fontanarossa. Attualmente la zona industriale è servita da due linee AMT, la Circolare 439 (Stazione C.le - Zona Industriale) con una frequenza, sulla carta, di circa uno ogni 50 minuti e la Circolare 927 (P.zza Della Repubblica - Zona Industriale) con una frequenza, sulla carta, di circa uno ogni 40 minuti. Purtroppo queste frequenze non sono rispettate a causa delle mancanza di vetture da parte di AMT e le frequenze si allungano a 90-100 minuti per ogni corsa. Inoltre ogni corsa impiega circa 60-80 minuti per collegare la zona industriale con il centro diventando quindi poco appetibile per l'utenza. Alla zona industriale di Catania operano circa 400 aziende che impiegano 50.000 persone e circa il 90% utilizzano la macchina per il tragitto casa-lavoro utilizzando la tangenziale come via di collegamento. Un utilizzo della stazione Bicocca a servizio della zona industriale con linee di adduzione circolari AMT permetterebbe, a  un numero rilevante di potenziali utenti, di poter usufruire del servizio di trasporto ferroviario per raggiungere agevolmente il centro e la zona industriale di Catania, con tempi di percorrenza e costi  nettamente inferiori rispetto al trasporto privato.  La stazione Acquicella si trova a pochi metri dal parcheggio di Zia Lisa capace di ospitare 20 posti per bus e 985 posti per auto, compresi gli stalli per disabili, e potrebbe assolvere alle funzioni di “nodo interscambio” tra i flussi veicolari provenienti dalla zona periferica del quartiere di Librino e dell’asse viario Caltagirone – Gela ma anche dall’autostrada Palermo-Catania (e quindi da Caltanissetta e da Enna), senza dimenticare gli utenti del popoloso rione e l’utilità per poter raggiungere il grande cimitero comunale. In pochissimi minuti, il servizio ferroviario potrebbe portare gli utenti da Acquicella alla stazione centrale (e viceversa) e, quindi, scambiare agevolmente con la metropolitana e i mezzi AMT. Attualmente la stazione di Acquicella viene aperta solo in occasione della commemorazione dei defunti, per evitare la congestione dell’area antistante il cimitero. La rivoluzione su "ferro" vedrà quest'anno i primi risultati tangibili, ma occorre continuare ad investire per recuperare quel gap che ci divide dalle altre realtà simili alla nostra, in termini di popolazione e vastità del territorio. In particolare la mobilità metropolitana dalla zona nord dell’hinterland catanese è un problema finora irrisolto: il progetto di "Pedemontana" della Ferrovia Circumetnea (rivelatosi troppo oneroso e sconveniente) ed "Etnarail" ancora in stallo, sono gli unici progetti che si sono posti l'obiettivo di collegare l'hinterland mediante il trasporto pubblico. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell’ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali più di 600 mila tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una “piccola metropoli” (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto: un territorio vasto in cui il comune di Catania rappresenta il centro gravitazionale grazie alle “funzioni” che qui si svolgono e ai tanti servizi presenti, e che per questo necessita di un trasporto pubblico efficiente. La Città Metropolitana di Catania dovrà necessariamente puntare sullo sviluppo del trasporto su ferro, integrato con parcheggi scambiatori e con linee di adduzione su gomma, finalizzato soprattutto alla salvaguardia dei valori ambientali, alla tutela della salute e al contenimento dei consumi energetici. L'intermodalità tra i mezzi di trasporto dovrà essere l'elemento essenziale su cui puntare per garantire un buon livello di accessibilità sia nelle aree comunali che nei comuni limitrofi. Un ruolo chiave nello sviluppo del trasporto pubblico lo riveste AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) che attraverso la rimodulazione delle linee e del servizio in funzione dello sviluppo della linea metropolitana e dell'esordio del passante ferroviario potrà dare un prezioso supporto al trasporto su ferro. In questo senso senso da registrare l'intenzione del comune di Misterbianco di realizzare dei bus navetta gratuiti per collegare le frazioni di Misterbianco con le stazioni della metropolitana e la creazione di due nuove fermate della linea in superficie della circumetnea: qualcosa quindi si muove, ma è ancora troppo poco. Per approfondire il tema vi consigliamo: Passante Ferroviario | Scheda dell'opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Stazioni ferroviarie di Ognina ed Europa ormai pronte, Fontanarossa finanziata; passi avanti per Acquicella e Bicocca La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania immagine di copertina di Gianluca Cafiso

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11 apr 2017

Metropolitana: Misterbianco sarà a breve collegata alla stazione Nesima, l’annuncio del sindaco

di Mobilita Catania

Con la messa in esercizio della tratta metropolitana Borgo-Nesima, avvenuta il 31 marzo, il traffico degli utenti è aumentato sostanzialmente. Le potenzialità di questa nuova infrastruttura in effetti sono enormi e sembra lo abbiano compreso anche nella vicina Misterbianco. Il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo, in visita ai cantieri della tratta Nesima-Monte PoIl sindaco di Misterbianco Di Guardo, nel corso della visita nel cantiere di Corso Carlo Marx, dove sorgerà la stazione Misterbianco Zona Commerciale,  ha incontrato i vertici della Ferrovia Circumetnea, chiedendo di istituire un collegamento con bus navetta tra i quartieri periferici di Misterbianco, che contano oltre 20 mila abitanti, e le vicine stazioni della metro di Nesima e San Nullo,  i quali potranno usufruire agevolmente del servizio in metropolitana per raggiungere Catania. “Il percorso è già allo studio – ha dichiarato il sindaco Di Guardo – ed appena i dirigenti della FCE definiranno il tragitto nei prossimi giorni daremo notizia, di concerto con loro, di orari e fermate che permetteranno ai cittadini in pochi minuti di raggiungere il centro di Catania lasciando a casa la macchina. Il servizio di bus navetta sarà gratuito e raggiungerà in pochi minuti le due stazioni della metropolitana di Nesima e S. Nullo. Nel frattempo si lavora agli sviluppi della linea metro. Sono attualmente in corso i lavori di realizzazione della tratta Nesima-Monte Po, con la stazione intermedia Fontana, che permetterà di raggiungere facilmente il nuovo ospedale Garibaldi, essendone direttamente collegato; la conclusione è prevista per la primavera del 2018.  La talpa per la costruzione della galleria è al lavoro ad un ritmo di 10 metri al giorno per rispettare la data di consegna dell'opera. Riguardo le successive espansioni della linea metropolitana la tratta Monte Po-Misterbianco insieme alla Palestro-Aeroporto Fontanarossa sono attualmente prive di finanziamento, tuttavia dispongono già di tutte le autorizzazioni necessarie e pertanto la Ferrovia Circumetnea, non appena saranno accessibili le risorse economiche, comprese quelle della Comunità Europea gestite dalla Regione Siciliana, sarà già in grado di bandire le relative gare d’appalto. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Parcheggio di interscambio AMT-Metro-Circum di Nesima: come funziona Trasporto pubblico Misterbianco | INFO NAVETTE e FERMATE FOTO | Svelata la nuova tratta Borgo-Nesima della metropolitana Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019 Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni    

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Proposta
10 apr 2017

Un people mover per collegare il viale Mario Rapisardi alla metropolitana

di papocchioct

Il 31 marzo 2017 è entrata in esercizio la nuova tratta della Metropolitana Nesima-Borgo con un'affluenza, nei primi due giorni di apertura, di circa 40.000 utenti, segno che la metropolitana ai catanesi piace. Purtroppo il fatto che, almeno nella prima fase della progettazione, la metropolitana fosse concepita come un ammodernamento della tratta in superficie ha di fatto penalizzato zone densamente popolate come il viale Mario Rapisardi. Per ovviare a questa mancanza si potrebbe realizzare un People Mover, una sorta di ascensore orizzontale, che colleghi la stazione Nesima della metropolitana con il viale Mario Rapisardi. Una simile struttura esiste già a Genova ed è gestita dall'Azienda Municipale Trasporti di Genova  e collega l'inizio di Via Balbi con la Circonvallazione a Monte. L'infrastruttura genovese, a differenza della mia proposta, include anche un ascensore verticale. Il people mover genovese funziona come un sistema funicolare orizzontale dove la cabina, che contiene circa 20 persone, è trainata da una fune, chiusa ad anello, con una velocità di 4,5 metri al secondo e una portata oraria di circa 400 persone all'ora per ogni senso di marcia. L'impianto è completamente automatico e quindi non è necessaria la presenza di personale sul posto. Per il People Mover catanese la partenza potrebbe avvenire, in sotterranea, dalla rotonda del Viale Lorenzo Bolano e immettersi subito sulla via Francesco Miceli, da li proseguire sulla via Generale Ameglio e successivamente su via Antonio Stoppani fino all'incrocio con il viale Mario Rapisardi. Qui si potrebbero prevedere quattro uscite ai quattro angoli della strada. Il punto d'arrivo del People Mover (via Stoppani, angolo viale Mario Rapisardi) intercetterebbe  un quartiere densamente popolato con una zona d'influenza che ad ovest arriva fino al corso Indipendenza, per intercettare il PalaCatania, e a est fino alla via XXXI maggio. La lunghezza della tratta prevista è di circa un chilometro e dovrebbe essere realizzata a doppio binario con più cabine con una capienza di circa 30 persone. Il tempo di percorrenza per arrivare da questi ingressi alla stazione Nesima è di circa 4 minuti con una portata di circa 60 utenti ogni 8 minuti. (significa un autobus urbano ogni 8 minuti) Il costo per realizzare questo people mover catanese è decisamente inferiore rispetto ad una metropolitana, sia per le infrastrutture da realizzare, sia per la modalità di scavo che non deve essere realizzato a profondità elevate. Un simile People Mover, con una lunghezza di circa 1200 m, è stato già previsto dalla Ferrovia Circumetnea per collegare la stazione Ardizzone di Paternò con la piazza della Regione. A beneficiarne di questa nuova infrastruttura sarebbe certamente la collettività ma in particolare tutta la zona del viale Mario Rapisardi che al momento risente della mancanza di un collegamento veloce con il centro. Ecco un video che fa capire meglio come funziona il People Mover   Puoi inviare a catania.mobilita.org segnalazioni e proposte: http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Svelata la nuova tratta Borgo-Nesima della metropolitana Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019 Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni

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09 apr 2017

La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

di Amedeo Paladino

Con l'entrata in esercizio della tratta Nesima-Borgo e la penetrazione della linea nel cuore del centro storico di Catania avvenuta a dicembre con le stazioni di Giovanni XXIII e Stesicoro, la rivoluzione metropolitana si può considerare avviata. Le tappe per lo sviluppo della linea metropolitana sono state ufficialmente dettate: la consegna della Nesima-Borgo è avvenuta entro la scadenza dettata per poter accedere ai finanziamenti per giungere a nord-ovest in direzione Misterbianco e a sud verso l'aeroporto. La Ferrovia Circumetnea sta concentrando i proprio sforzi per portare a termine questa direttrice entro il 2023, e considerando l'operato svolto dall'azienda negli ultimi anni, abbiamo fiducia nell'ottemperanza di questo cronoprogramma: la dirigenza è riuscita infatti a sfruttare le finestre di opportunità per farsi finanziare non solo il prolungamento della metro, ma anche aggiornare il parco rotabile della circum, con i nuovi treni Vulcano, ma anche il parco mezzi del servizio autolinee. Quando si ragiona, si progetta e si opera nella mobilità occorre considerare il tema nella sua complessità: l'attuale linea metro e i suoi futuri sviluppi rappresentano un importante asse, capace di intercettare un grande bacino di popolazione- basti considerare che attingendo dai dati ISTAT sulla popolazione residente il 20% dei cittadini catanesi risiedono nel raggio di 500 metri da una delle stazioni metro attualmente in esercizio- ma non l'unico. La mobilità metropolitana dalla zona nord dell’hinterland catanese è un problema finora irrisolto, salvo che per la fortunata linea 1 del BRT (oggi però fortemente depotenziata) che certamente, però, non copre ampie fasce di territorio ad oggi prive di un Tpl efficiente. Soluzioni al problema in questione sono state formulate in passato. Un primo progetto elaborato dalla Circumetnea e fatto proprio dall'allora Provincia Regionale di Catania era quello della cosiddetta metropolitana pedemontana che doveva collegare il casello autostradale della A18 di San Gregorio con piazza Giovanni Verga: Più in dettaglio, il tracciato doveva essere di 18,5 chilometri ed erano previste 17 stazioni: Autostrada A18, Trappeto, Battiati, Etna, Gravina, Galermo Nord, Tangenziale, Galermo Sud, Santa Sofia, Barriera, Canalicchio, Nizzeti, Ulisse, Picanello, Abruzzi, Europa, Verga. L'allora Provincia si fece promotrice dell'ipotesi progettuale di Pedemontana, ma questo rimase solo sulla carta: l'iter per la sua messa in opera non si avviò. Tale progetto avrebbe richiesto ingenti finanziamenti nonché tempistiche considerevoli (soprattutto se realizzato in più tappe) per un’opera che avrebbe pure dovuto affrontare pendenze significative data la morfologia del territorio interessato. Più recente e concreto, e senz'altro meno oneroso economicamente, appare il progetto di metropolitana leggera “Etnarail” che nasce proprio con lo scopo di collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo attraverso due linee. L’80% delle risorse per la costruzione deriverebbe da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing. Il progetto preliminare è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania, riunita attraverso i sindaci dei comuni coinvolti e i responsabili della Soprintendenza, nel mese di settembre 2015, ma attualmente è in stallo. Gran parte dei problemi inerenti alla mobilità, insieme agli ulteriori effetti negativi che ne derivano (inquinamento, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività, depauperamento dello spazio pubblico), sono causati dai 300 mila veicoli che ogni giorno penetrano in città, ed è su questo fronte che si dovrà lavorare. Sarà determinante lavorare a un servizio di trasporto pubblico su cala metropolitana efficiente e concorrenziale rispetto al mezzo privato. La soluzione,  più che nel determinato da progetto da implementare, risiede a livello di governance: è la città metropolitana come ente pubblico a dover pianificare e coordinare un programmo di sviluppo infrastrutturale e del trasporto pubblico su scala metropolitana. La politica catanese ha l’opportunità e la responsabilità di plasmare la città metropolitana di Catania. La scelta da compiere è molto coraggiosa. Riusciranno i nostri eroi? Per approfondire questo tema così complesso vi consigliamo i seguenti articoli: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Monorotaia di Catania “EtnaRail”

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07 apr 2017

AMT, oggi sciopero di 4 ore e sit-in di protesta davanti la sede dell’azienda

di Mobilita Catania

In riferimento alla grave situazione del servizio di trasporto pubblico locale gestito a Catania da AMT, la sigla sindacale Fast-Confsal ha indetto uno sciopero di 4 ore che si svolgerà dalle 12.00 alle 16.00.  Nella giornata di oggi si svolgerà anche un sit-in di protesta, dalle ore 12.00 alle ore 14.00, davanti la sede dell'AMT a sostegno di tutte le problematiche che da diverso tempo affliggono l'azienda ed i lavoratori dipendenti, ancora oggi non risolte e che a titolo meramente esemplificativo di seguito si riportano: la grave crisi di liquidità determinata dalla mancata erogazione dei contributi da parte del Comune e della Regione; il grave e silente atteggiamento della politica locale che non riesce ad assumere una forte posizione nei riguardi della Partecipata, finalizzata ad una doverosa ed opportuna programmazione per il rilancio aziendale. Il fatto di non avere ancora un Direttore Generale all'altezza della situazione; la carenza e l’inefficienza delle vetture in esercizio; le continue aggressioni al personale viaggiante, siano essi autisti che addetti alla verifica titoli di viaggio. Il sit-in è finalizzato esclusivamente a sensibilizzare ancora una volta le Istituzioni preposte affinché facciano la propria parte al fine di evitare che questa lenta e lunga agonia, possa inevitabilmente condurre l'AMT ad una tragica condizione di non ritorno. A tal proposito, riteniamo che è giunto il momento e l’occasione per ribadire alle Istituzioni, per l’ennesima volta e con tutta la nostra forza, che l'AMT, va salvata e rilanciata, tramite una sana e intelligente programmazione, ma per far si che ciò avvenga, sia il Comune che la Regione, quanto prima possibile, devono riconoscere all'azienda, tutte le somme dovute, a tutt'oggi, non corrisposte.

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28 mar 2017

Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono stati al centro dell'iniziativa del "Treno Verde" di Legambiente  che a fine febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Partendo dal report sulla stato di salute della nostra città diffuso in quell'occasione e in considerazione dei prossimi sviluppi della mobilità catanese - ovvero le prossime aperture della tratta Borgo-Nesima della metropolitana e dell'esordio del servizio del passante ferroviario- abbiamo posto al professore Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, alcune domande.   I risultati del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico effettuato da Legambiente in occasione del "Treno Verde" hanno fornito una fotografia della salute di Catania: l'inquinamento derivante dal pm 1, 2.5 3 10 rimane sotto i limiti delle direttive europee, ma è diffuso su tutto il territorio comunale senza grandi distinzioni. Esistono delle statistiche in merito alla mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico, che a Catania deriva in gran parte dal traffico veicolare? Uno studio dell’Agenzia Europea (EEA Report No 28/2016) ha stimato che per solo gli inquinanti PM2.5, NO2 e O3. in Italia abbiamo registrato nel 2015 oltre 90.000 morti premature, il valore più alto in Europa. Riportando il dato alla scala della sola municipalità di Catania, possiamo stimare 450 morti premature ogni anno. Un numero enorme, del quale non esiste una sufficiente consapevolezza. Si tratta di morti che non fanno notizia sui giornali, come quelli degli incidenti stradali, ma che costituiscono un prezzo sociale altissimo per la nostra comunità. I rilievi effettuati hanno evidenziato il problema spesso sottaciuto dell'inquinamento acustico... Arpa Sicilia, tramite la Struttura Territoriale di Catania, ha realizzato nel 2016 la mappa acustica strategica per l’agglomerato di Catania. Dai risultati emerge che il rumore stradale del traffico veicolare rappresenta a Catania il 97% dell’esposizione della popolazione. Oltre il 50% della popolazione è esposta ad un rumore diurno superiore a 65 db(A) e oltre il 56% ad un rumore notturno superiore al 55 db(A). Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un limite rispettivamente una soglia di 55 db(A) di giorno e 45 db(A) di note. Il traffico produce anche altre esternalità (incidentalità, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività)... La mobilità è un fattore fondamentale della vita e della prosperità delle nostre comunità. Le attività di trasporto, tuttavia, determinano una serie di impatti negativi il cui costo non è sopportato direttamente da chi li genera, ma dall'intera collettività. Per questo motivo si chiamano esternalità, nel senso che si tratta di costi esterni alla dinamica economica della domanda e dell’offerta. I principali impatti sono la congestione, l’inquinamento atmosferico, il rumore, gli incidenti e il cambiamento climatico. La natura e l’entità dipendono molto dal modo di trasporto utilizzato. L’Unione Europea pubblica un manuale per la stima dei costi esterni dei trasporti (DG MOVE, Ricardo-AEA/R/ED57769, 2014). Ad esempio si stima che solo il trasporto stradale genera in Italia esternalità per 35 miliardi di Euro, recuperati solo per il 50%, prevalentemente attraverso le tasse sul consumo di carburante. Il resto è pagato da tutti, sia da chi usa l’auto, sia da chi non la usa. Il monitoraggio dell'inquinamento è stato effettuato in 6 luoghi del territorio comunale, di questi 3 (circonvallazione ovest, via Giuffrida, viale Africa) insistono in alcune delle strade in cui sono presenti dei sensori di traffico che fanno parte di un progetto dell'Università di Catania. Attraverso questi sensori è possibile stimare il numero di veicoli che si spostano all'interno della città e quanti penetrano dall'hinterland? Qual è l'obiettivo del monitoraggio? Quali applicazione avrà per la mobilità? L’Università di Catania ha installato 30 sensori in 20 sezioni stradali di ingresso/uscita del perimetro cittadino. I dati registrano un ingresso di circa 300.000 veicoli in un giorno feriale medio, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus. Circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Abbiamo stimato una percorrenza chilometrica complessiva dei mezzi motorizzati di 3.5 milioni di km al giorno, un miliardo all’anno. Il sistema di monitoraggio istallato dispone anche di un modello di simulazione del traffico, in via di calibrazione, che consentirà in futuro una stima affidabile dei flussi nei principali assi della viabilità interna, non solo su quelli dotati di sensori. Infine, mediante modelli di correlazione del traffico con le emissioni di inquinanti, sarà possibile eseguire delle previsioni di concentrazione nelle diverse parte della città, contribuendo ad una conoscenza più capillare del fenomeno, non più limitata solo ai punti di rilievo delle centraline ambientale istallate per legge. Sarebbe possibile ad esempio correlare le concentrazioni di inquinanti con le patologie respiratorie più diffuse in ciascun quartiere. Sarà possibile anche simulare l’impatto di diversi scenari di traffico sulla qualità dell’aria (es. limitazione della velocità o rinnovo del parco veicolare di Catania, tra i peggior in Italia). A Catania la strada è quasi interamente appannaggio del mezzo privato, sia esso in transito o in sosta. Ciò produce un depauperamento dello spazio pubblico. Quali politiche dovrebbero essere applicate? L’unica soluzione, per fare una battuta, è non pensare che esista un’unica soluzione. Servono pacchetti di misure integrate in un piano e condivise. Certamente, in ordine di priorità, tutte quelle che favoriscono la mobilità pedonale, ciclistica, il trasporto pubblico e l’uso condiviso del trasporto privato (car sharing, car pooling, taxi sharing). Infine, bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando ad esempio la leva tariffaria della sosta e con una applicazione diffusa delle zone 30. Nei prossimi mesi saranno portate a compimento due tranche importanti di due opere fondamentali: la metropolitana e il passante ferroviario. Quanto migliorerà l'offerta di trasporto pubblico? Si dovrà operare, però, anche sul fronte dei disincentivi all'uso del mezzo privato: quali politiche si dovranno adottare? L’attivazione della linea metro da Nesima a Stesicoro (in futuro da Misterbianco all’Aeroporto) e del passante ferroviario può costituire una provvidenziale “cura del ferro” per l’area urbana di Catania. Per cogliere in pieno i benefici della cura bisognerà lavorare sull’integrazione fisica delle linee (nodi di interscambio), funzionale dell’esercizio (orari cadenzati), tariffaria (titolo di viaggio unico in ambito metropolitano) ed istituzionale (governance decisionale). Se volgiamo lo sguardo al tpl fornito da AMT la situazione è profondamente diversa: su cosa dovrà vertere un piano di rilancio dell'azienda? Metro e FS contribuiscono alla mobilità sostenibile in modo significativo, ma solo su due corridoi di traffico ben definiti. Ad AMT è affidato il compito di garantire una copertura diffusa sul territorio e forte su alcuni assi con la logica delle linee BRT e dei parcheggi di interscambio. AMT deve essere parte fondamentale dell’integrazione di cui sopra. Tuttavia il rilancio dell’AMT dipende prevalentemente da condizioni esterne all’azienda stessa. L’intero TPL è sottofinanziato dalla Regione Siciliana. Nel 1995 la Regione autorizzava e contribuiva all’esercizio di 15 milioni di chilometri nella città di Catania, oggi meno di 9. Insufficienti anche i finanziamenti regionali per il rinnovo del parco veicolare. Inutile scendere nei dettagli tecnici di ciò che si potrebbe fare per rilanciare il servizio AMT se non si agisce sul fronte regionale del finanziamento. Un enorme contributo al miglioramento del servizio di AMT deriverà comunque dalla capacità di ridurre entità e aggressività del traffico privato, ancora una volta una condizione esterna all’azienda.

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01 mar 2017

Il trasporto pubblico nei paesi etnei | Acireale

di Roberto Lentini

Su catania.mobilita.org stiamo approfondendo i temi inerenti al trasporto pubblico locale dei paesi etnei e i collegamenti giornalieri con il capoluogo. Oggi parliamo del comune di Acireale Il comune di Acireale conta circa 50.000 abitanti e dopo il capoluogo è il più popolato della città metropolitana di Catania, il quattordicesimo comune della Sicilia (nonché il sesto comune non capoluogo più popolato della medesima regione) ed il 136º in Italia. Fa purtroppo parte di quei comuni siciliani che non hanno saputo sfruttare i contributi della comunità europea per realizzare e potenziare le reti del trasporto urbano, non avendo messo in atto quegli sforzi necessari per intraprendere una politica seria di mobilità sostenibile. Il Trasporto Pubblico Locale (TPL) urbano nel Comune di Acireale è esercitato dall’Azienda Siciliana Trasporti (AST) il costo del biglietto è di € 1,20 ed ha una durata di 90 minuti ad esclusione della linea extraurbana. Esso è purtroppo lontano dagli standard di una città che conta 50.000 abitanti e non è certamente pensato per sostituirsi al mezzo privato. Ha infatti una frequenza bassissima (circa una corsa ogni ora) con linee che non coprono neppure tutto il territorio acese. Risulta difficile reperire gli orari e il percorso delle linee visto che non c'è nessun riferimento nel sito del comune e in quello dell'AST. Nelle paline non esiste nessuna indicazione delle linee e degli orari che passano in quella fermata ma semplicemente la generica scritta "AST" spesso sbiadita e poco leggibile. Spesso vengono registrati ritardi e improvvise soppressioni delle corse che lasciano a piedi gli utenti, soprattutto studenti e lavoratori, che ricorrono al trasporto pubblico. Ecco, nel dettaglio,  le linee urbane esistenti, gestite dall’AST: Linea 1: Circolare Ospedale - Centro - Ospedale   Linea 2: Circolare Stazione - Centro - Stazione Linea 3: Capomulini - Centro - Capomulini Linea 4: Aciplatani - Centro - Aciplatani Linea Extraurbana: Centro - Stazione - Acicatena - Aci San Filippo - Vampolieri   Le linee extraurbane esistenti, che consentono il collegamento della città di Acireale con Catania, con i principali comuni dell’hinterland catanese e con le località del comune di Acireale sono: Linea Belpasso – Acireale – Catania; Linea Acireale – Catania; Linea Taormina – Acireale – Catania Aeroporto; Linea Acireale - Piano d’Api - Santa Maria la Stella – Lavinaio – Trecastagni - Pennisi – Pisano – Fleri - Zafferana (linea di collegamento con le località collinari e pedemontane); Linea Acireale – Santa Maria Ammalati – Guardia – Giarre – Riposto – Linera – Santa Venerina – Zafferana (linea di collegamento con le località poste sulla SS 114); Linea Acireale – Santa Maria la Scala – Santa Tecla – Stazzo – Pozzillo – Carruba (linea di collegamento con le località marinare). I principali capilinea del trasporto pubblico su gomma sono Piazza Rosario Livatino, nell’area nord-ovest del centro cittadino e Piazza Pennisi (ex stazione ferroviaria), nell’area sud del centro urbano. Inoltre dalla stazione di Acireale è possibile raggiungere Catania (e vicerversa) attraverso Trenitalia con un costo di 2,50 euro a tratta con tempi di percorrenza che vanno dai 10 ai 17 minuti. Nel dettaglio le corse giornaliere: Per maggiori informazioni, consigliamo un sito e una pagina Facebook gestite da un privato cittadino che approfondisce il tema del trasporto pubblico ad Acireale: Pagina facebook Sito non istituzionale del servizio Urbano AST   Ti potrebbero interessare: Il trasporto pubblico nei paesi etnei: Camporotondo Etneo INFO | Gravina di Catania, servizio di trasporto pubblico: orari e fermate Trasporto pubblico Misterbianco | INFO NAVETTE e FERMATE Trasporto pubblico dei comuni etnei: San Gregorio di Catania, navetta e interscambio AMT

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