È festa e Catania rimane senza servizio di trasporto pubblico

Domenica 1 maggio 2022, Festa dei Lavoratori: a Catania non gireranno né autobus dell’Amts (ad eccezione delle linee Alibus e 524S) né la metropolitana di Fce.

Il trasporto pubblico non è un’attività commerciale qualsiasi, ma un servizio essenziale per il territorio al pari di altri, come ad esempio quelli in ambito sanitario, che occorre garantire ogni giorno.
Una grande città come Catania non può permettersi la quasi totale assenza di servizio di trasporto pubblico locale per un giorno intero, aggravata dalla perdurante mancanza di un servizio ferroviario metropolitano sul suo passante.
Centinaia di migliaia di abitanti, al pari di tanti visitatori e turisti, saranno costretti a ricorrere a mezzi privati per percorrere medie e lunghe distanze, contribuendo a congestionare e inquinare la città quando la scelta ricadrà su automobili e biciclette con motori a combustione, ossia la maggior parte.

Per questa domenica, allora, auguriamoci di vedere la città invasa da biciclette e monopattini, ricordando che le une e gli altri sono presenti in città anche col servizio di noleggio bici “AmiGo” (ma sono poche decine i mezzi e appena cinque le ciclostazioni, ad oggi) e con il servizio sharing di monopattini fornito dai gestori Dott, Helbiz e Lime.
Per gli anni a venire, invece, auguriamoci di non dover più commentare l’assenza del servizio di trasporto pubblico locale in occasione di una festività: una metropoli come Catania non può permettersi una situazione del genere e deve allinearsi alle altre grandi città italiane ed europee anche in circostanze come questa.

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2 Thoughts to “È festa e Catania rimane senza servizio di trasporto pubblico”

  1. Alfio

    Apposto….ma dove vogliamo andare? Capisco la festa ….ma non abbiamo alcuna idea di come rendere sempre più turistica questa città…..siamo invasi dai turisti e che facciamo sospendiamo il servizio nel giorno di festa? Ma chi è sto scienziato? Spesso penso che in questa città si voglia essere cosi’ cercando di farla affossare ….non si spiegherebbe altrimenti….vergognosa classe politica e dirigente.

  2. Anonimo

    E così da sempre, é l’eredità Garibaldina. La storia ce lo insegna.Il sud deve soffrire e sopravvivere.

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