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15 ott 2018

Il Comune cerca sponsor per il verde nelle rotatorie del Tondo Gioeni e di San Nullo

di Amedeo Paladino

Cercasi sponsor per la realizzazione di interventi di riqualificazione delle rotatorie del Tondo Gioeni e di San Nullo. È l’avviso pubblicato dal Comune di Catania rivolto a soggetti privati, comprese le associazioni, o pubblici per valorizzare le grandi aree attualmente trascurate dei due importanti nodi viari della circonvallazione di Catania. I soggetti che verranno individuati dall'Amministrazione dovranno realizzare l'impianto di irrigazione, collocare piante ed essenze arboree e garantire l'ordinaria manutenzione; l’accordo che avrà la durata di due anni eventualmente rinnovabili prevede la collocazione di piccoli cartelli pubblicitari di promozione dello sponsor. Gli avvisi pubblici sono pubblicati nel sito del comune di Catania scadranno il 10 novembre (rotatoria di San Nullo) e il 15 novembre (rotatoria del Tondo Gioeni).

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Articolo
12 ott 2018

Presentato il nuovo Piano Parcheggi del Comune di Catania: sei progetti, da San Nullo a piazza Lupo

di Mobilita Catania

La giunta comunale ha deliberato la partecipazione al bando della Regione Siciliana per realizzare cinque parcheggi scambiatori più uno pertinenziale, utilizzando il finanziamento di 23,335 milioni di euro destinati al territorio comunale di Catania. L’obiettivo del programma è quello di realizzare strutture di scambio con metro e Bus, in grado di intercettare il flusso veicolare e incentivare l’uso dei mezzi pubblici, favorendo così il decongestionamento delle auto dal centro storico. «L’urgenza di creare nuovi parcheggi -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-  è fondamentale per una città che deve ripensare un nuovo sistema della mobilità che sia concreto e guardi al futuro. L’accesso a questi finanziamenti ci permette di attuare, dopo venti anni, un piano di aree di sosta esterne al centro cittadino con una  rimodulazione a basso impatto ambientale dei progetti preesistenti e una funzionalità che tenga conto della mutata realtà, dovuta anche alla presenza ormai diffusa della Metro e delle Fs, affinché le aree di parcheggio siano prevalentemente a servizio del trasporto pubblico, nell’ottica dello scambio col mezzo privato da lasciare in sosta. Dei sei progetti -ha aggiunto Pogliese- solo uno, infatti, prevede un parcheggio nel centro storico, proprio per incentivare il ricorso all’utilizzo del mezzo pubblico per entrare nella zona centrale della città, coerentemente al Piano generale del traffico urbano adottato nel febbraio 2013. Confidiamo nella sensibilità e nell’attenzione verso la nostra città del presidente Musumeci e dell’assessore regionale alle infrastrutture Falcone affinché questi parcheggi vengano tutti  finanziati, così da poter bandire le gare d’appalto e realizzarli al più presto.» In dettaglio, il piano prevede: un parcheggio interrato e a raso nell'area compresa tra viale Raffaello Sanzio, Largo Serafino Famà e via Imperia, capace di ospitare 550 auto, utilizzando solo metà dello spazio disponibile, riservando il resto a verde pubblico attrezzato, per un importo presuntivo di 6.5 mln di euro; un parcheggio di circa 400 posti in via Acicastello, comprensivo di bretelle in entrata e uscita e viabilità di zona, per un costo previsto di circa 5,5 milioni di euro; un parcheggio di 200 posti auto, a raso, in viale Alexander Fleming, a ridosso della circonvallazione, con un sovrappasso diretto per la cittadella universitaria per un costo di circa 3 mln di euro; un parcheggio a più livelli su via San Nullo di 800 posti auto, da utilizzare anche come area di protezione civile, per un importo stimato di 6,5 mln di euro; un’area di sosta a raso, per 200 posti auto, in via Narciso, nei terreni di proprietà Fce, per un importo di circa 3mln di euro; un’area di sosta, a raso, in piazza Pietro Lupo per 180 posti auto, con un costo presuntivo di circa 2 milioni di euro.

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Segnalazione
22 feb 2018

Le potenzialità inespresse della stazione metropolitana San Nullo

di Alberto

Tra le stazioni della metropolitana inaugurate a Marzo 2017 quella di San Nullo probabilmente è la meno frequentata dagli utenti, nonostante non si abbiano i dati ufficiali a supporto di questa tesi. Le ragioni sono facilmente individuabili nella completa assenza di una viabilità pedonale e veicolare al servizio della stazione che ne impediscono di sfruttare pienamente le sue potenzialità. Numerose sono state le segnalazioni sulle criticità presenti in via Sebastiano Catania, strada di carreggiata stretta a doppio senso di marcia, che espone i pedoni ad un pericolo costante di essere travolti dalle autovetture. L'assoluta mancanza di marciapiedi, infatti, impone i temerari, che volessero utilizzare la metropolitana, a prestare una continua attenzione al flusso continuo delle automobili sia a salire che a scendere. Tutto ciò con la beffa che la via viene debitamente indicate nelle insegne informative all'interno stazione; il che farebbe presumere che si tratti di una strada percorribile dai pedoni. L'insicurezza che caratterizza la strada suindicata costituisce, dunque, la principale ragione della scarsa utenza attualmente presente a San Nullo. Giova precisare che, per quanto riguarda la porzione di Via Sebastiano Catania, a valle della stazione, da pochi giorni è stato istituito il senso unico di marcia nel tratto e nel senso da Via Merlino al Viale Antoniotto Usodimare (circonvallazione), e contestualmente è stato disposto il limite di velocità a 30 km/h e il divieto di sosta su entrambi i lati. E', tuttavia, auspicabile che venga anche rivista la viabilità della parte alta della strada, così da consentirne la fruizione del servizio a tutti coloro che abitano a monte della stazione metropolitana. Se la situazione appare drammatica per i pedoni, sicuramente non è agevole per gli automobilisti che volessero lasciare il proprio mezzo per utilizzare quello pubblico, considerata l'assenza e la difficoltà di posti auto nelle vicinanze. Tuttavia, è presente, a sud della fermata ed adiacente alla stazione, un ampio spazio precedentemente utilizzato dai mezzi di cantiere durante i lavori di costruzione della stazione, ed attualmente adibito a deposito di mezzi e materiale. Trattasi di un'area che, se riqualificata, costituirebbe un prezioso parcheggio scambiatore capace di ospitare diverse centinaia di posti auto che darebbe un nuovo slancio alla stazione sulle orme delle felici esperienze delle aree di sosta di Nesima e Milo. Tali modifiche potrebbero radicalmente cambiare il volto della stazione di San Nullo, consentendole di recuperare la sua vocazione di stazione metropolitana, e quindi di mobilità, che al momento attuale non possiede.   In conclusione, la costruzione di un'opera così nodale come la metropolitana, per sua natura, ha necessità di interfacciarsi con tutta la viabilità del luogo in cui è collocata;  tale integrazione, infatti,  trasformando la stazione da cattedrale nel deserto ad infrastruttura efficiente.    

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12 feb 2018

Nesima e San Nullo a breve collegati alla metropolitana da una navetta AMT

di Amedeo Paladino

Ha esordito oggi la nuova linea di autobus denominata 504M al servizio del Centro storico con partenze ogni dieci minuti: uno dei tasselli adottati dall'Amministrazione e da AMT per decongestionare il centro, creando un collegamento rapido, con frequenza di dieci minuti, tra il parcheggio R1 via Plebiscito 747 e la stazione Stesicoro della metropolitana. Le politiche di sinergia tra AMT e il servizio della metropolitana gestita da Ferrovia Circumetnea avranno un ulteriore sviluppo a fine febbraio con l'istituzione della linea 613M che servirà a collegare i residenti della zona alle stazioni metro Nesima e San Nullo. I dettagli nella nostra intervista al presidente AMT, Puccio La Rosa, e a Giuseppe Nicotra di AMAS Associazione Mediterranea Autobus Storici).

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30 gen 2018

Rifiuti: microdiscariche, boom di multe con telecamere

di Mobilita Catania

Dopo l'entrata in funzione della prima telecamera, in tre giorni ben 52 verbali sono stati inviati ai proprietari delle auto inquadrate nei filmati registrati. La maggioranza proviene da Misterbianco (32). I residenti a Catania pagheranno cinquanta euro, quelli che non pagano la Tarsu a Catania, da cento a duecento euro. "In soli tre giorni la speciale squadra della Polizia municipale ha inviato ben 52 verbali ai proprietari delle auto inquadrate nei filmati registrati dalla prima telecamera di sorveglianza puntata sulle microdiscariche, quella di via Borgese, nella zona di San Nullo, a poca distanza da Misterbianco". Il dato lo fornisce l'assessore Rosario D'Agata, sottolineando come il programma per l'installazione delle telecamere per contrastare l'abbandono indiscriminato di rifiuti in zone poco sorvegliate, sia appena all'inizio. "Così come disposto dal sindaco di Catania Enzo Bianco - ha detto D'Agata -, dopo quella di San Nullo, altre tre telecamere sono state piazzate nella zona tra Ognina e l'Ospedale Cannizzaro. E tra oggi e domani ne saranno installate altre cinque: tre nei pressi del Cimitero, una in viale nel Villaggio Sant'Agata, e una al Pigno". L'obiettivo è in particolare quello di presidiare tutte le zone della città limitrofe ad altri Comuni per combattere il "pendolarismo dei rifuti". Negli ultimi tre anni il numero delle multe per i controlli diretti della Polizia municipale è salito da mille del 2015 a quasi 1.500 nel 2017. Le pattuglie della Municipale e gli agenti accertatori della Direzione Ecologia, in tutto una quindicina di persone, hanno lavorato per combattere il fenomeno recandosi nelle zone in cui era più frequente. Adesso, con le telecamere, si potrà avere un controllo costante in particolare sulle cosiddette microdiscariche, che vengono create da chi abbandona in maniera seriale i rifiuti indifferenziati e a volte anche quelli pericolosi. Proprio nella zona di via Borgese nel maggio del 2016, gli uomini della sezione Vigilanza ambientale della Polizia municipale sorpresero un manovale mentre abbandonava materiale proveniente da lavori di demolizione. "Contiamo molto - ha spiegato D'Agata - sull'effetto deterrente delle telecamere. Ogni giorno, a Catania raccogliamo almeno sessanta tonnellate di spazzatura, che, per essere smaltite, ci costano quasi due milioni di euro all'anno. Si stima, e le multe prese finora lo confermano, che circa la metà dei rifiuti provenga dai Comuni della fascia pedemontana e anche costiera che fanno la raccolta differenziata. Per questo, dal luglio del 2015 se il rifiuto portato a Catania da fuori viene abbandonato nel cassonetto, il trasgressore pagherà cento euro, se è fuori ne pagherà duecento. Cinquanta euro pagano invece, i catanesi, per aver conferito i rifiuti nei giorni sbagliati o mescolandoli tra loro".

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30 set 2017

Stasera l’esordio del servizio notturno della metropolitana di Catania

di Andrea Tartaglia

L’efficienza del trasporto pubblico, che porta al soddisfacimento delle legittime esigenze dall’utenza, passa, com’è ovvio, dalla qualità del servizio offerto. La metropolitana di Catania, oggi, rappresenta l’opzione più valida e funzionale per chi si avvale dei servizi di trasporto pubblico locale del capoluogo etneo, pur in presenza di non pochi aspetti da migliorare. Uno di questi riguarda indubbiamente l’orario di esercizio e stasera, in tal senso, si concretizzerà il primo, importante passo avanti con l’apertura consuetudinaria (e non più occasionale) della metropolitana per tutta la fascia serale, con l’ultima corsa da Stesicoro in direzione Nesima alle ore 00:30 (l’ultima corsa da Nesima verso il centro città, invece, partirà a mezzanotte). L’estensione dell’orario di esercizio, in questa prima fase, sarà in vigore tutti i sabati. Per il momento, negli altri giorni feriali la metropolitana continuerà a chiudere regolarmente alle 21:30, con ultima corsa da Nesima per Stesicoro alle 20:45 e ultima corsa da Stesicoro per Nesima alle 21:10. L’apertura serale del sabato costituirà un importante banco di prova sia per la metropolitana che per la cittadinanza, chiamata a orientarsi verso un sistema di mobilità sostenibile a discapito del mezzo privato, ora che un’alternativa valida è presente. Certo, in tanti fanno notare che la “movida” catanese interessa fasce orarie che vanno ben oltre mezzanotte e mezza, ma questo primo accorgimento rappresenta un buon viatico in ottica futura, quando -si auspica- l’estensione dell’orario di servizio potrà avvenire tutti i giorni, con orari particolarmente allungati nel fine settimana, e la metropolitana potrà essere aperta anche nei festivi (una delle attuali lacune più evidenti). Una buona affluenza, a partire da stasera, non potrà che indirizzare la Ferrovia Circumetnea verso una sempre maggiore apertura della metropolitana: ciò, in ogni caso, potrà avvenire più facilmente nel momento in cui i treni della metro si doteranno del “sistema di vigilanza attivo”, per il quale è stato già vinto l’appalto da un’impresa toscana. Accorgimento che consentirà l’impiego di meno personale simultaneamente e quindi una maggiore rotazione dello stesso in più fasce orarie. Foto di copertina di Sevy Vallarelli Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera FOTO | Viaggio inaugurale del bus navetta tra la stazione Milo e il parcheggio Santa Sofia: i dettagli sul servizio Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2024 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni

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Proposta
19 apr 2017

Percorsi pedonali e ciclabili e rigenerazione urbana attorno alle nuove stazioni della metropolitana

di Amedeo Paladino

La messa in esercizio della nuova tratta Borgo-Nesima, comprendente le stazioni intermedie di Milo, Cibali e San Nullo riveste un importante chiave di volta per la mobilità catanese, perché costituisce un miglioramento dell’offerta di trasporto pubblico, invogliando molti cittadini-utenti a preferire il mezzo pubblico all'auto privata. Un elemento spesso sottaciuto è invece l’accessibilità al trasporto pubblico: il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. Già dal 2015 attraverso il nostro sito catania.mobilita.org abbiamo dato diffusione ai problemi inerenti le carenze di accessibilità delle costruende stazioni della metro; con l'apertura al pubblico alla fine del mese di marzo questi difetti si sono resi tangibili. La tesi in in Ingegneria Edile Architettura dell'ingegnere Mariolina Grasso, con relatore il Prof. Ing. Paolo La Greca e colleratore il Dott. Ing. Luca Barbarossa, vuole essere uno spunto pratico di intervento di rigenerazione urbana dei nodi di trasporto della tratta metro Nesima-Borgo, e di creazione di una nuova accessibilità alle stazioni. Di seguito l'abstract e gli obiettivi del progetto della tesi dell'ingegnere Mariolina Grasso. Il progetto sviluppato si pone come obiettivo, la rigenerazione urbana in prossimità dei nodi della metropolitana, al fine di migliorare l’accessibilità, puntando sul Transit Oriented Development (TOD): processo di densificazione e riqualificazione nelle aree attorno ai nodi del trasporto pubblico su ferro. (P. Calthorpe, 1993).  I principi base di quest’approccio pianificatorio sono orientati a: incrementare l’accessibilità al trasporto pubblico; migliorare le condizioni di sicurezza delle aree di stazione; favorire la realizzazione di nuovi insediamenti compatti polifunzionali orientati al trasporto pubblico; riqualificare le stazioni ferroviarie e le aree attorno alle stazioni. Gli effetti indotti sono innanzitutto la costituzione di nuclei urbani ad elevata accessibilità al trasporto pubblico, con buoni livelli di qualità urbana anche in aree periferiche, con un uso più efficiente delle infrastrutture di trasporto. La scelta dell’ambito d’indagine puntuale, all'interno del quale sviluppare il progetto, è avvenuta selezionando un’area d’influenza delimitata da una circonferenza immaginaria di raggio 500 m (distanza, secondo i principi del TOD, agevolmente percorribile a piedi) e con centro nel nodo della stazione metropolitana. Tale area di influenza comprende i nodi stazione  di “San Nullo” e “Cibali”. Lo sviluppo dei principi del T.O.D. in queste zone, consentirebbe di riqualificare una parte della città che con la realizzazione delle stazioni metropolitane, avvicina la periferia al centro, trasformando aree degradate e caratterizzate da un’elevata densità abitativa, in zone vivibili e di grande valore strategico, vista anche la prossimità con il poli quali la cittadella universitaria e l’ospedale Policlinico.  Le azioni derivanti da questa strategia sono le seguenti: 1)   Miglioramento dell’accessibilità ciclopedonale: individuazione di percorsi, integrando laddove ritenuto opportuno, le indicazioni fornite dalla proposta per la mobilità dolce del PRG 2012. 2)Rigenerazione vuoto urbano San Nullo: trasformazione dell’area in un parco urbano, connesso con l’uscita della metropolitana, all’interno del quale sono presenti gli “ingredienti” tipici del TOD (polarità urbane caratterizzate da mix funzionale; Percorso ciclopedonale che attraverserà il suddetto parco e sarà connesso all’intera rete di percorsi ciclopedonali previsti.) 3)Rigenerazione del sedime ferroviario FCE: realizzazione di un percorso esclusivamente ciclopedonale, di collegamento fra i nodi della metropolitana. Quest’ultima proposta permette di collegare non solo i nodi dell’area in esame, bensì le stazioni Milo, Nesima e Fontana, inglobando una parte abbastanza ampia di territorio. E’ evidente che, questo progetto di riqualificazione proposto per i nodi di Cibali e San Nullo, è ripercorribile in tutti gli altri nodi della tratta sopra evidenziata e, in scala più ampia, per tutti i successivi nodi costituiti dalle stazioni del realizzando “progetto metro”.

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