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29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

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09 giu 2018

Il quartiere della Civita si ricollega al porto di Catania: approvato il progetto di riqualificazione

di Mobilita Catania

Il progetto per la riqualificazione degli spazi pubblici dell'area della Civita e il collegamento funzionale al Porto di Catania è stato approvato nell'ultima seduta di Giunta Comunale. Si tratta di un progetto nato da una partnership tra Comune di Catania, Città Metropolitana di Catania e Autorità di sistema Portuale del Mare della Sicilia Orientale fissate da una convenzione.   L'intervento prevede la riqualificazione di parte della viabilità e degli spazi pubblici del quartiere, di seguito elencati, nonché della parte di Porto a stretto contato con il centro storico, in stretta relazione con i suddetti ambiti. Il progetto prevede interventi nelle seguenti aree: Piazza Duca di Genova e parte di via Museo Biscari Via Porta di Ferro Aree del porto di Catania limitrofe al quartiere della Civita Porzione di via Cardinale Dusmet, tra la via Porta di Ferro e la via Graziella Gli spazi recuperati, in connessione fisica e visiva con le altre parti del quartiere, costituiranno un percorso storico artistico, adeguatamente segnalato, che potrà accompagnare turisti e residenti dall'area portuale a piazza Duomo. La riqualificazione si attuerà mediante il rifacimento della pavimentazione e l'inserimento di arredo urbano e di essenze vegetali, l'integrazione dell'impianto di pubblica illuminazione, la collocazione di segnaletica turistica. Nell'ambito portuale inoltre si prevede un'area da adibire a parcheggio e una pista ciclabile. Piazza Duca di Genova e via Museo Biscari Il progetto prevede la riqualificazione e pedonalizzazione della piazza, attualmente svilita da un uso a parcheggio a raso, e di parte della via Museo Biscari, con la rimozione di quanto esistente, l'eliminazione degli stalli di sosta e la realizzazione di un nuovo spazio pedonale, in parte pavimentato e in parte sistemato a verde, con la collocazione di alberature e siepi, di elementi di arredo e di nuova illuminazione. La nuova pavimentazione sarà realizzata con basole in pietra lavica formato 50x50, in parte bocciardata e in parte levigata, arricchite con tessiture diverse e inserti decorativi, in basalto, pietra di Comiso e porfido di diverse misure.   Via Porta di Ferro Il progetto prevede la ripavimentazione della strada e la sua pedonalizzazione  con la collocazione di quattro moduli, attrezzati con elementi di arredo, piante e illuminazione integrativa, distribuiti lungo lo sviluppo della strada e individuati da un diverso disegno della pavimentazione. Questo intervento, in particolare, lambisce due aree pedonali già esistenti ma non rispettate: quelle di piazza Mario Cutelli e di largo XVII Agosto. L'auspicio è che questo intervento, quindi, crei un continuum pedonale protetto e più efficace rispetto alle "isole" attuali, garantendo nel contempo la funzione di ingresso alla città per chi proviene dal porto. Via Porta di Ferro, infatti, sorge di fronte alla cinta portuale, perpendicolare ad essa, ed è in asse col magnificente prospetto del Convitto Cutelli. Qui sorgeva una delle antiche porte della città (da cui il nome), funzione che potrà riprendere a svolgere, naturalmente in chiave moderna e turistica.     Ambito portuale Il progetto prevede la ripavimentazione di parte del piazzale e la realizzazione di diversi moduli, attrezzati con elementi di arredo, piante e illuminazione integrativa, individuati da un diverso disegno della pavimentazione. Parte del piazzale sarà destinata a parcheggio per 160 posti auto e 53 stalli per motociclette, consentendo un'offerta doppia dell'attuale disponibilità di parcheggio. Quest'aspetto, in particolare, nell'ottica di un maggiore ordine nelle restanti parti del porto formalmente non adibite a parcheggio, ma che subiscono sosta selvaggia. È prevista anche la realizzazione di una pista ciclabile, che ci si augura in futuro possa collegarsi ad altre da realizzarsi anche all'esterno del porto. L'Autorità di Sistema Portuale ha già concordato la delocalizzazione di tre concessionari portuali, due cantieri navali e un'officina meccanica, attualmente collocati nelle aree interessate dal presente progetto, che saranno spostati nell'area sud del porto, di recente realizzazione.   Via Cardinale Dusmet Si prevede la ripavimentazione della strada da via porta di Ferro alla via Graziella. La pavimentazione sarà leggermente sopraelevata con effetto di rallentamento della velocità. La nuova pavimentazione sarà un elemento di connessione fisica e visiva tra gli spazi portuali e quelli urbani. Il progetto prevede l'inserimento di semafori pedonali e di cartellonistica turistica. Per il progetto, redatto dal Comune in collaborazione con l'Autorità di sistema Portuale, sono stati stanziati circa 4 milioni di euro provenienti da fondi ministeriali di cui è beneficiaria la Città Metropolitana come ente appaltante.

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09 giu 2018

461 milioni di euro per la nuova rete fognaria di Catania

di Roberto Lentini

A breve partiranno, finalmente, i cantieri per la nuova rete fognaria integrale grazie al finanziamento ottenuto dall'amministrazione comunale di ben 461 milioni di euro. L'intervento doterà la città di Catania di un impianto di depurazione all'avanguardia per la produzione di acqua per l'agricoltura e l'industria per oltre due metri cubi al secondo. L'impianto fognario passerà dagli attuali 250 a ben 630 chilometri di rete e verrà realizzato senza interferenze con l'esterno visto che i lavori avverranno in galleria.  L'attuazione dell'importantissima opera è stata al centro di una delle ultime conferenze stampa dell'Amministrazione Comunale prima del termine dell'attuale mandato amministrativo. «Attualmente l'80% dei nostri scarichi di liquami viene riversato in mare. Con il completamento della grande opera - ha detto il sindaco Bianco - il nostro mare diventerà pulitissimo per i nostri bagnanti e per i tanti turisti che riusciremo ad attrarre, ancor più numerosi di adesso nonostante l'impennata di presenze di questi anni». Attilio Toscano, coordinatore regionale per conto del Commissario Rolle, ha ricordato la recente infrazione comunitaria conclusasi con una pesante sanzione per l'Italia. «In questo contesto - ha detto Toscano- Catania rappresenta un nodo fondamentale: Rolle qui sta dando il via a un intervento per oltre quattrocento milioni di euro. Ciò significa realizzare la rete fognaria su tutta la città di Catania e l'ampliamento e l'adeguamento alla normativa comunitaria dell'impianto di depurazione con una particolare attenzione al riutilizzo delle acque reflue per fini agricoli nella Piana di Catania». Il Commissario Enrico Rolle bandirà nelle prossime settimane la prima grossa gara di progettazione definitiva esecutiva e direzione lavori su sette Lotti dell'impianto fognario della città per un importo complessivo, solo per la progettazione, di 17 milioni di euro. Prima dell'estate si spera possa partire anche la gara per l'ampliamento del depuratore e, non appena saranno completate, si potrà uscire definitivamente all'infrazione comunitaria. Il presidente della Sidra Alessandro Corradi ha sottolineato come a vivere una fase di completamento e riqualificazione non sia soltanto la rete fognante e il sistema di depurazione ma anche la rete idrica. «Per quanto riguarda quest'ultima - ha detto Corradi- Catania ha ottenuto dei finanziamenti che le consentiranno di riqualificare integralmente tutto il sistema di adduzione. In particolare del maggiore canalone potabile della città che arriva fino alla Zona industriale». Il progetto prevede la realizzazione di un sistema alternativo al vecchio canale in muratura lungo tredici chilometri e in precario stato di conservazione. Il nuovo sistema, completando e riqualificando gli impianti, riduce considerevolmente il rischio di crisi idrica a Catania e nelle immediate vicinanze, un'area dove risiedono circa 360.000 abitanti, risolvendo le situazioni di emergenza attraverso la regolazione di portate e pressioni.

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17 mag 2018

VIDEO | La Tangenziale di Catania sarà “intelligente”: ecco il progetto Anas

di Amedeo Paladino

La Tangenziale di Catania, una delle arterie Anas soggette a maggiore traffico a livello nazionale diventerà smart road: l'iniziativa Innovation Days che Anas (Gruppo FS Italiane) ha inaugurato ieri a Catania, riunendo per due giorni aziende, istituzioni ed esperti di rilievo nazionale e internazionale nei settori dei trasporti, della logistica e della tecnologia, è stata l'occasione per presentare il progetto di smart road. Il progetto smart road prevede, per la parte di competenza Anas, l’aggiudicazione della relativa gara d’appalto nel mese di luglio 2018  e trasformerà la tangenziale di Catania in un’arteria moderna e innovativa, con Hot Spot WiFi per la connessione tra l’infrastruttura e i veicoli, che consentirà di fruire di servizi a bordo, come l’info-mobilità in tempo reale. L’aspetto che più inciderà in tempi brevi sulla viabilità esistente sarà certamente la terza corsia dinamica, ovvero la gestione intelligente della corsia di emergenza per ampliare, in caso di necessità, la capacità trasportistica dell’infrastruttura stradale. Ecco un video esplicativo:

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08 mag 2018

Raddoppio della linea ferroviaria Messina-Catania: nel 2019 i cantieri

di Roberto Lentini

L'iter per il raddoppio ferroviario della tratta Giampilieri-Fiumefreddo, facente parte della linea Messina-Catania, va avanti e già il prossimo anno dovrebbero essere aperti i cantieri. Lo ha annunciato il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, intervistato da "Il Sicilia". Con l’intervento si otterrà una variazione della velocità massima di tracciato da 160 a 200 km/h, che consentirà una diminuzione dei tempi di percorrenza di circa 25 minuti; inoltre, la realizzazione del raddoppio consentirà l’aumento della capacità potenziale della linea, da ottanta a duecento treni al giorno. Il raddoppio in variante della tratta Giampilieri-Fiumefreddo è di circa 42 Km e si sviluppa, a monte della linea storica, per l’85% in galleria; il progetto prevede anche la realizzazione di due nuove stazioni: Fiumefreddo e Sant’Alessio Siculo-Santa Teresa Riva e di quattro nuove fermate (Alcantara, Taormina, Nizza-Alì Terme, Itala-Scaletta). La nuova fermata di Taormina sarà realizzata sotto il piazzale della Madonnina, in un tratto poi collegato direttamente con il parcheggio Lumbi tramite veloci ascensori. Il 25 maggio ci sarà una riunione nella quale si arriverà al parere vincolante del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici; successivamente si potrà andare ad indire il bando di gara, con la possibilità nell’arco di un anno di determinare due lotti di appalto, uno che concerne il raddoppio della linea ferroviaria da Taormina a Fiumefreddo, e l’altro invece da Taormina a Giampilieri. Attualmente sono previsti 826 milioni di euro relativi al primo lotto del raddoppio della linea Messina-Catania facente parte integrante del Corridoio Europeo n.5, il cui tracciato unisce i paesi del Nord Europa con il Sud.   Ti potrebbe interessare: Taormina, ecco come sarà la nuova fermata ferroviaria

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28 mar 2018

Metropolitana di Catania, da “Stesicoro” all’aeroporto: dove sorgeranno le stazioni

di Mobilita Catania

Il 20 dicembre 2016 è stata consegnata alla ditta aggiudicatrice CMC di Ravenna la vasta area di cantiere di via Palermo necessaria per la costruzione della tratta Stesicoro-Palestro della metropolitana di Catania. È stato realizzato il pozzo di lancio da dove verrà fatta entrare la TBM, la grande talpa che costruirà il tunnel. Nel mese di aprile 2018 tutte le componenti della talpa saranno in cantiere dopo il trasferimento dal pozzo di estrazione della tratta Nesima-Monte Po, quindi si procederà al riassemblaggio che richiederà alcuni mesi. Nello specifico, l’appalto prevede: la realizzazione di una galleria di linea della lunghezza di 2.177,52 m; la realizzazione delle gallerie delle stazioni San Domenico, Vittorio Emanuele e Palestro; la realizzazione di sette aperture equilibratrici. Allo stato attuale, il finanziamento copre solo le opere civili e non il completamento delle stazioni, delle rifiniture, degli impianti e dell’armamento, per il quale sono in corso le procedure per l'accesso al finanziamento di circa 400 milioni e per il successivo bando di gara per i lavori che porteranno la metro fino all'Aeroporto di Fontanarossa. Ecco, in dettaglio, dove sorgeranno le stazioni della tratta Stesicoro-Aeroporto, secondo il progetto definitivo (suscettibile di varazioni nel finale progetto esecutivo): Stazione San Domenico La stazione “San Domenico” si troverà a meno di cinque minuti di strada a piedi dalla piazza Santa Maria di Gesù e servirà il vecchio Ospedale Garibaldi, la facoltà di Biologia dell’Università di Catania, gli Istituti scolastici Vaccarini e Archimede, gli Uffici del Genio Civile e la Villa Bellini (ingresso sud-ovest). Comoda anche per raggiungere il complesso dei Benedettini. Disporrà di accessi in via Ughetti, via Santa Maddalena, via Lago di Nicito e via Orto di San Clemente, angolo via Plebiscito. Stazione Vittorio Emanuele La stazione “Vittorio Emanuele” prende il nome dal nosocomio di fronte al quale sarà costruita. Si troverà a circa quattro minuti di strada a piedi da piazza Dante e servirà la facoltà di Lettere e il dipartimento di Medicina dell’Università di Catania, il Liceo Classico Nicola Spedalieri, l’ospedale Santo Bambino e, ovviamente, l’ospedale Vittorio Emanuele. Avrà un ingresso all'interno del presidio ospedaliero, due in via Plebiscito e un quarto all'interno del parcheggio pubblico R1 dell'Amt. Stazione Palestro Anche la stazione “Palestro” servirà una parte della città densamente abitata e avrà un ingresso nella parte nord-ovest della piazza Palestro, uno in via Vittorio Emanuele II, uno in piazza Risorgimento e uno in via Aurora. Stazione di San Leone La stazione San Leone servirà la parte sud della città e avrà un ingresso sulla via Palermo, nei pressi dell'attuale cantiere. Gli altri due ingressi si troveranno rispettivamente in via Giuseppe Missori e in via Fossa della Creta. Stazione Verrazzano La stazione Verrazzano servirà il villaggio Sant'Agata e avrà un ingresso in viale Nitta, uno su via Arte e Mestieri, nelle immediate vicinanze di piazza Aristotele, e un altro ingresso ancora su viale Nitta ma sul lato ovest. Stazione di Librino La stazione di Librino servirà parte dell'omonimo quartiere e avrà due ingressi su viale Nitta, di cui uno limitrofo all'asse attrezzato. Sulla parte ovest del mezzanino ci sarà una predisposizione per il collegamento con il futuro centro direzionale di Librino, dove dovrebbe essere collocata gran parte degli uffici del Comune di Catania, con quasi tremila addetti e altrettanti fruitori, nonché, secondo alcune ipotesi, con il futuro stadio di calcio che prevede una capienza di circa 35.000 spettatori. Un altro ingresso è previsto nella nuova piazza che verrà realizzata nei pressi dell'area attualmente occupata da un parcheggio. La nuova piazza avrà una pavimentazione in pietra lavica, ci saranno delle sedute dello stesso materiale e aiuole con vegetazione mediterranea, rifinite all'esterno con calcestruzzo colorato.     Stazione di Santa Maria Goretti La stazione di Santa Maria Goretti sarà in connessione con il passante ferroviario di Catania, tramite la stazione Fontanarossa di RFI, e con il parcheggio scambiatore omonimo. Sono inoltre previsti tre ingressi direttamente all'interno del parcheggio. Stazione Aeroporto La stazione Aeroporto sarà il futuro capolinea della metropolitana e permetterà il collegamento diretto l'aeroporto con il centro cittadino, la rete ferroviaria statale e con i paesi della fascia etnea pedemontana occidentale. L'accesso alla stazione avverrà attraverso tre ingressi situati nell'area aeroportuale. Il primo ingresso è previsto nel punto di raccordo tra il terminal A e il terminal B. Il secondo ingresso è previsto nei pressi del parcheggio P6 mentre il terzo ingresso è previsto all'interno del parcheggio P4. Alla fine di questi lavori, prevista nel 2024, la metropolitana si estenderà in ambito urbano lungo circa 19,6 km con 23 stazioni: Misterbianco centro Misterbianco zona industriale Monte Po Fontana Nesima San Nullo Cibali Milo  Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto Giovanni XXIII  Stesicoro San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale) Palestro San Leone Verrazzano Librino Santa Maria Goretti Aeroporto La linea elettrificata e a doppio binario raggiungerà, successivamente, Paternò e proseguirà poi, a binario unico, sino ad Adrano. Questo, in particolare, il percorso della tratta Misterbianco-Paternò: Misterbianco centro Gullotta Belpasso (Piano Tavola) Valcorrente Giaconia Paternò Ardizzone Ti potrebbe interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri 

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24 feb 2018

Asse Rotolo-Ognina, finalmente la svolta per l’eterna incompiuta

di Mobilita Catania

Buone notizie per la viabilità catanese e per il quartiere di Ognina. La prossima settimana dovrebbero finalmente partire i lavori del cantiere di viale Alcide De Gasperi, nel tratto compreso tra via del Rotolo e Ognina. I lavori sono stati aggiudicati dall’ATI Castrovinci Costruzioni Srl, (per l’importo netto di 867.390,67 euro compresi oneri della sicurezza, in forza del ribasso offerto del 27,7091% sull’importo a base d’asta), già nel settembre scorso ma mai consegnati a causa di un un ritardo della stessa ATI che non aveva ancora preso in consegna i lavori. Il tratto aggiudicato è caratterizzato dalla presenza della scarpata dell’attuale linea ferroviaria, e attraversa il quartiere di Ognina in adiacenza ad un parcheggio di pertinenza di una clinica privata, in prossimità di un viadotto ferroviario esistente sulle vie Acireale e Pittoresca; questo viadotto è già stato realizzato in sostituzione del precedente, più piccolo. La piattaforma stradale avrà una larghezza complessiva di 23,80 metri, e sarà costituita da due carreggiate separate da spartitraffico di larghezza di 1,80 metri con due corsie per ogni senso di marcia, ognuna delle quali sarà organizzata con un marciapiede di 2 metri, una banchina sul lato destro di 2 metri, una corsia per gli autobus di 3,50 metri, una corsia per le auto di 3,00 metri e una banchina sinistra di 0,50 metri. L’intervento prevede inoltre la sistemazione della zona in prossimità della via Pittoresca e della via Acireale, dove è previsto lo svincolo di accesso al quartiere, con la creazione di una piazza. L’innesto della strada sulla circonvallazione è previsto con due carreggiate di cui una, da realizzare su rilevato in terra rinforzata, consente l’imbocco della nuova strada ai veicoli provenienti dal viale Ulisse, mentre l’altra, realizzata su viadotto, consente il flusso veicolare in direzione AciCastello. I lavori del nuovo asse dovrebbero durare circa un anno e, una volta completato, costituirà un asse parallelo al lungomare e si troverà vicinissimo alla nuova stazione Ognina del passante ferroviario e al parcheggio di 250 auto, adiacente alla stazione, appena realizzato da RFI. L'appalto attuale prevede solo i lavori necessari al completamento del tracciato stradale principale dalla rotonda di via del Rotolo al Viale Ulisse e precisamente  la realizzazione del viadotto con travi prefabbricate per collegare la via Barracco con viale Ulisse. Per il completamento definitivo dell'opera servirà un ulteriore appalto inserito nel "Patto per Catania" per un importo di circa 1,5 milioni di euro che consiste: Sistemazione stradale e impiantistica dell’area compresa tra la via Messina, la via Acireale e la via Pittoresca comprese le demolizioni dei fabbricati per la realizzazione della sede stradale. Muro in cemento armato da realizzare lungo il confine nord per la quale non si prevede indennità di esproprio poiché è in corso tra l’Amministrazione Comunale ed il proprietario un accordo bonario che riguarda anche le altre aree espropriate per la realizzazione dell’opera. Tale muro da realizzare a ridosso di altro muro in pietra esistente è stato previsto a seguito della constatata precarietà di una parte di esso che, per questo motivo, è già stata demolita. Emissario su via del Rotolo propedeutico al pieno funzionamento della fognatura sud. Impianto di illuminazione rimanente sul tracciato principale. Si dovrà realizzare solo la predisposizione dell’impianto che consiste nella sola posa in opera dei cavidotti e dei cavi conduttori mancanti e dei blocchi di fondazione per i pali. Segnaletica stradale. La segnaletica sarà realizzata successivamente dall’amministrazione. Parapetti metallici lungo il tracciato principale. Barriere di sicurezza stradale. Strati di pavimentazione stradale quali Binder e Usura. un accesso che colleghi la nuova arteria con il parcheggio e la stazione Ognina del Passante Ferroviario. L’arteria risulta molto importante per la viabilità catanese perché oltre a consentire di liberare dal traffico il lungomare di Catania, permetterebbe anche l’abbattimento del viadotto di Ognina che oggi separa l’omonimo Borgo dal mare, oltretutto proprio di fronte la chiesa storica della borgata, su un tratto di spiaggia che si affaccia sul porto del quartiere.    

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