Articolo
27 feb 2018

Il ruolo della bicicletta e della mobilità sostenibile nei programmi elettorali: candidati a confronto

di Amedeo Paladino

Qual è lo spazio dato alla bicicletta come mezzo di trasporto all'interno dei programmi alle elezioni nazionali del 4 marzo e quali saranno le politiche di mobilità sostenibile che i candidati vorranno portare avanti durante la prossima Legislatura? Sono questi i punti cardine dell'incontro pubblico che si terrà oggi a Catania con i candidati. Il titolo dell'appuntamento è "Politiche di mobilità sostenibile per la prossima legislatura. La bicicletta che ruolo avrà?" ed è stato organizzato da FIAB Catania–MONTAinBIKE Sicilia, Associazione federata FIAB Onlus (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e le Sezioni FIAB Acireale, FIAB Giarre, FIAB Misterbianco, FIAB Paternò, FIAB San Giovanni La Punta e FIAB Siracusa. L'organizzazione ambientalista FIAB Onlus in occasione della campagna elettorale per le elezioni nazionali ha redatto una proposta di dieta del traffico, raccogliendo le adesione dei candidati. Giulietta Pagliaccio, Presidente Nazionale di FIAB Onlus, e moderatrice dell'incontro di oggi, afferma: "La nostra campagna elettorale sta procedendo e sono sempre più numerosi i candidati e candidate incontrati fino ad oggi. I riscontri sono generalmente molto positivi: fino a prova del contrario ci piace credere che l'interesse dimostrato durante gli incontri si tradurrà poi in impegno concreto quando saranno nei luoghi decisionali." Il confronto di oggi assume particolare importanza nella città di Catania, poiché qui si svolgerà per il quarto anno consecutivo la Conferenza Nazionale per la mobilità sostenibile.   Politiche di mobilità sostenibile per la prossima legislatura. La bicicletta che ruolo avrà? Palazzo della Cultura-Via Vittorio Emanuele II 121, 95131 Catania. A partire dalle 15:30.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
22 feb 2018

A Catania la quarta Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile

di Mobilita Catania

Anche la quarta Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile si svolgerà a Catania, nel prossimo autunno. Lo hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede del Ministero dell'Ambiente a Roma il ministro Gianluca Galletti e il presidente del Consiglio nazionale dell'Anci, Enzo Bianco, sindaco di Catania. "Quello del traffico - ha detto Bianco - è uno dei più sentiti problemi  per gli abitanti delle nostre città e in particolare di quelle metropolitane. La Conferenza Nazionale sulla Mobilità sostenibile, che si anche quest'anno si svolgerà a Catania, sarà l'occasione non soltanto per fare il punto sulle tecnologie e sugli strumenti di legge a nostra disposizione, ma soprattutto per individuare soluzioni che possano un mutamento di mentalità e di stile di vita nei cittadini. Dobbiamo lavorare per rendere gli spazi urbani sempre più a misura d'uomo, puntando sul verde e sulle passeggiate, che migliorano la nostra salute. E occorre incentivare l'uso dei mezzi pubblici e delle biciclette e disincentivare quello dell'automobile che crea inquinamento". "Sono sempre i Comuni italiani - ha detto Galletti - i destinatari delle azioni di mobilità sostenibile di cui parleremo nella Conferenza facendo il punto su alcuni interventi come il Programma nazionale destinato al rinnovo del parco degli autobus dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale e alla promozione e al miglioramento della qualità dell'aria con tecnologie innovative, istituito nel 2017 e dotato di un fondo complessivo di 3.7 miliardi di euro per la sostituzione dei bus. Voglio inoltre ricordare il Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, già avviato con 74 milioni di euro di progetti finanziati e un ulteriore stanziamento in arrivo di  20 milioni di euro". Bianco ha inoltre sottolineato come "strategia, programmazione e comunicazione sono le parole chiave di questa rivoluzione culturale", ha sottolineato la necessità che le Amministrazioni, in particolare quelle dei Comuni delle Città Metropolitane, "creino sinergie puntando sulla intermodalità dei trasporti, per ottenere la massima copertura del territorio con il massimo risparmio". Durante la conferenza stampa sono stati illustrati i risultati di una indagine condotta lo scorso novembre da Anci-Swg sulla mobilità sostenibile nelle 14 aree metropolitane del Paese. Per migliorare la situazione ambientale delle città, il 55% degli intervistati ritiene prioritario investire in servizi di mobilità efficienti e capillari, in alternativa all'auto privata. Mentre per il 76% la priorità, in un ipotetico programma da assessore cittadino, va assegnata al miglioramento del trasporto pubblico urbano. A fare da contraltare a questi dati, il gradimento del servizio di trasporto pubblico nelle città: il 33% si dichiara soddisfatto (il 75% al Nord, il 75% a Milano e il 73% a Bologna); mentre il 67% esprime un giudizio negativo (83% nel Centro Italia). Infine si registra un aumento dell'uso della bicicletta negli spostamenti urbani: nel 2017 il 18% degli intervistati l'ha utilizzata più volte alla settimana contro l'8% del 2016. In crescita anche il numero di coloro che inforcano le due ruote almeno una volta alla settimana: nel 2017 sono stati il 21% in crescita del 13% rispetto al 2016". Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche del progetto "Giubileo della Luce", nato dall'idea di Anci di coniugare la sostenibilità e l'efficienza energetica con la rivalutazione del patrimonio, offrendo un'opportunità di valorizzare i piccoli Comuni specie dove esistono tracciati fruibili dei "cammini" o antiche vie (come le Francigene).

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
26 gen 2018

Nuovo piano di mobilità in piazza Dante, perché sì? Alcuni correttivi da apportare

di Viola Sorbello

Incentivi per l’utilizzo del parcheggio R1 dell’Amt in via Plebiscito, nuova navetta ogni 10 minuti collegata con parcheggio e con metropolitana, lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante: queste le mosse che il Comune di Catania si appresta a compiere per migliorare qualità, accesibilità e vivibilità nel centro storico etneo. Nei giorni scorsi Amministrazione Comunale, Amt (Azienda Metropolitana Trasporti), Corpo dei Vigili Urbani e Università sono stati impegnati in una conferenza dei servizi per affrontare il problema dell’enorme carico di automobili presenti in piazza Dante. Il piano elaborato che ne è venuto fuori rientra davvero in una strategia di “Mobilità Sostenibile” ? Probabilmente in più punti, ma non in tutti.  Sicuramente quando: Mette intorno ad un unico tavolo tutti gli attori. Il coordinamento è fondamentale perché i provvedimenti siano efficaci. Viceversa ogni piano deciso unilateralmente da uno solo degli attori si può dire fallito prima di iniziare. Il parcheggio R1 dell’Amt realizzato in via Plebiscito, ad esempio, senza la prevista azione dei Vigili Urbani e l’alleanza con l’Università continuerebbe ad avere pochissimi utenti, come avviene dal giorno della sua realizzazione ad oggi, al pari di quanto accade al parcheggio del Pino in via Ventimiglia. Ecco perché è auspicabile che in una seconda fase il tavolo si apra anche ad altri Enti pubblici e privati presenti nel quartiere. Applica l'intermodalità ossia la integrazione fra mezzi di trasporto diversi. In questo caso tra la Metropolitana e i bus urbani. Ma la combinazione potrebbe essere più spinta: “auto + metro + bus” se in periferia si lascia l’auto in uno dei parcheggi scambiatori posti ai margini della città. La moderna mobilità urbana gioca la sua più importante scommessa sulla capacità di combinare efficacemente mezzi di trasporto diversi, mentre è puramente illusorio pensare di puntare tutto su un solo mezzo di trasporto. Ecco perché l’idea di prelevare l’utenza dell’Università direttamente dalla fermata della Metro più vicina è una scelta strategicamente valida. Fornisce al cittadino la possibilità di adottare comportamenti virtuosi. Pagare il parcheggio abusivo e usare l’auto in città a volte è quasi una scelta obbligata a causa della mancanza di alternative. Il sistema ideato per piazza Dante consente a chi si voglia muovere nell’ambito della legalità di farlo senza tema di essere accusato di “togliere il pane alle famiglie dei parcheggiatori abusivi” e, piuttosto, nella consapevolezza di contribuire con la propria condotta alla crescita di una città nella quale tutti possano realizzare il diritto di avere un lavoro vero e correttamente retribuito. Parte dal principio che in città il trasporto pubblico è più efficace di quello privato. Il primo è dunque da incentivare il secondo da disincentivare. Le strategie che un'amministrazione illuminata può mettere in campo in questo senso possono essere infinite e devono puntare sul fattore di comodità, di risparmio del tempo ed economico. In questo caso l’incentivo del trasporto pubblico è dato: • dalla comodità: la navetta preleva l’utente alla fermata della Metro di piazza Stesicoro e lo porta direttamente davanti all’Università, in piazza Dante, evitandogli la snervante ricerca del parcheggio. • dal risparmio di tempo: qui gioca un ruolo fondamentale la frequenza delle navette. L’avere stabilito un intervallo di soli 10 minuti fra una corsa e l’altra rende davvero conveniente lasciare l’auto a casa. La scelta di applicare un intervallo più lungo (come quello di 30 minuti stabilito inizialmente dall’Amt) avrebbe rischiato, da sola, di far fallire tutto il piano strategico perché gravemente distonica con un fattore, il tempo, che gioca un ruolo incentivante nelle scelte di mobilità. Purtroppo manca il fattore economico: se la conferenza dei servizi avesse stabilito la gratuità per tutti (e non solo per chi usa il parcheggio R1 Plebiscito) del servizio navetta Amt ciò avrebbe costituito un fattore incentivante importante perché l’utente avrebbe risparmiato il costo del biglietto ma anche quello del parcheggio dell’auto nelle aree sostare (o del parcheggio abusivo). Una navetta gratuita avrebbe spinto non solo insegnanti e studenti ad usare i mezzi pubblici per raggiungere le sedi universitarie in piazza Dante ma avrebbero potuto usufruirne anche insegnanti e studenti del Liceo Boggio Lera e del Liceo Spedalieri, utenti e personale dell’Ospedale Vittorio Emanuele, dell’Ospedale Santa Marta e dell’Ospedale Santo Bambino ecc... Insomma diverse migliaia di persone avrebbero potuto davvero lasciare l’auto a casa e liberare tutto il quartiere dalla massiccia presenza di auto a beneficio di residenti e turisti. L’Azienda Metropolitana Trasporti avrebbe potuto ammortizzare i costi del servizio offerto gratuitamente anche tramite un accordo con l’Fce con condizioni diverse da quelle stabilite al momento attraverso l’emissione di un biglietto integrato Metro/bus ad Euro 1,20. In una parola, se ancora si è in tempo per effettuare un correttivo al piano, si potrebbe prevedere (come già accade per gli studenti che devono raggiungere la cittadella universitaria) che si usufruisca della navetta con lo stesso biglietto della Metro. La Fce potrebbe riconoscere all’Amt una partecipazione ai ricavi maggiori dati dall’enorme flusso di utenti che potrebbero trovare enormemente conveniente un servizio così congegnato. Probabilmente già nell’immediato potrebbe anche impennare il numero di abbonati mensili alla Metropolitana. Senza considerare che una parte del ricavato delle multe elevate nella zona (previste correttamente come fattore disincentivante) potrebbe essere devoluto all’uopo. Così Catania, finalmente, potrebbe avviarsi ad essere una città sempre più vicina agli standards europei perché applicherebbe il principio del “chi inquina paga” che è uno dei principi cardine delle politiche ambientali dell'Unione Europea. Secondo tale principio chi provoca un danno ambientale ne è responsabile e deve farsi carico di intraprendere le necessarie azioni di prevenzione o di riparazione e di sostenere tutti i costi relativi. Nel caso specifico a pagare il costo di tutta l’operazione dovrebbero essere gli automobilisti che decidono, nonostante tutto, di recarsi in auto nel cuore della città. Pagando il prezzo del parcheggio Plebiscito (sebbene agevolato) essi dovrebbero rendere possibile la gratuità del servizio navette (gestito fra l’altro dallo stesso ente gestore del parcheggio) ed effettuerebbero in tal modo una sorta di riparazione del danno sociale provocato dall’utilizzo dei loro mezzi inquinanti. Il sistema, così congegnato, oltre che porsi in modo incisivo a tutela dell’ambiente applicherebbe anche un criterio di equità sociale.   Ti potrebbe interessare: Piccola rivoluzione in centro storico: nuova navetta, parcheggio convenzionato e lotta alla sosta selvaggia in piazza Dante         

Leggi tutto    Commenti 0
Proposta
28 set 2017

Una rete di percorsi ciclabili a Catania realizzabile a costi ridotti: il principio da seguire

di Annamaria Pace

Riceviamo e pubblichiamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania inerente alla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili che possa connettere luoghi strategici della città di Catania. L'apertura di nuove tratte della metropolitana ha fatto scoprire ai catanesi il vantaggio di lasciare l'auto a casa utilizzando mezzi di trasporto più veloci ed economici. È giunto quindi il momento di evolverci, finalmente, verso una mobilità più moderna ed intelligente considerando i principi della sostenibilità ambientale. Per questa ragione crediamo che sia importante dare un'accelerazione a questo processo evolutivo attraverso la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili realizzati con costi di gran lunga ridotti rispetto a quelli necessari per la realizzazione di infrastrutture stradali. La creazione di percorsi ciclabili connessi alla nuova pista ciclabile del Lungomare, come alternativa sicura, funzionale ed economica rispetto all'attuale utilizzo dell’automobile potrebbe essere un possibile passo avanti in questa direzione, modificando in tempi brevi la gerarchia degli spazi destinati alle auto ed al parcheggio. La nostra proposta consiste nella realizzazione di una rete ciclabile che inizialmente connetterà i luoghi strategici della città e che potenzialmente verrà estesa a tutta l'area urbana. Abbiamo individuato dei percorsi ciclabili da realizzare in alcune strade in cui è possibile replicare il modello utilizzato dalla città di Grenoble, una città della Francia sud-orientale, con circa 158.221 abitanti che, dal 1961, è gemellata con Catania e che sta portando avanti importanti esempi di mobiltà sostenibile in ambito urbano. Il modello consiste nella realizzazione di percorsi ciclabili a due corsie, di senso opposto a quello delle automobili, attigui al marciapiede, protetti dalla collocazione di parcheggi posti parallelamente alla corsia e delimitati da un’area di sicurezza per l'apertura dello sportello delle auto parcheggiate. Le strade dovrebbero avere il limite di velocità di 30 km/h, così da garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Con questo intervento si favorirebbe l’intermodalità ossia l’utilizzo di diversi mezzi di trasporto, come il muoversi a piedi, in bici, con l’autobus, con la metropolitana, con il car sharing. Un primo percorso connetterebbe la già esistente pista ciclabile del lungomare con il polo universitario del Monastero dei Benedettini, partendo dalla piazza Europa, attraversando via Asiago, via Trieste, via Firenze, via Giuseppe Aurelio Costanzo, via Caronda, piazza Roma, via Salvatore Tomaselli, via Santa Maddalena, via Gesualdo Clementi per concludersi in prossimità del Monastero dei Benedettini. Un secondo percorso attraverserebbe la città secondo l'asse nord-sud connettendo la stazione della metropolitana Borgo con la Civita ed infine il terzo percorso collegherebbe la stazione Borgo con il centro storico. L'intervento presenta dei vantaggi rilevanti: una maggiore sicurezza per i pedoni, poiché in questi percorsi la velocità delle auto sarebbe ridotta, la possibilità di muoversi in modo indipendente per tutti i cittadini anche bambini ed anziani, un costo irrisorio oltre ai conseguenti effetti benefici sul traffico veicolare in quanto è stato rilevato che nelle città in cui si realizzano percorsi ciclabili il traffico veicolare è più fluido. Il nostro auspicio è che la amministrazione comunale accolga favorevolmente la nostra proposta.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 set 2017

Metropolitana in servizio domenica 17 settembre in occasione della Settimana della Mobilità Sostenibile

di Andrea Tartaglia

In occasione della settimana della mobilità sostenibile e in concomitanza con il calendario di eventi e iniziative culturali in città, domenica 17 settembre la metropolitana di Catania sarà aperta con esercizio regolare dalle ore 8:30 alle 21:30. La prima partenza da Nesima sarà alle ore 8:30; l'ultima alle 21:00. La prima partenza da Stesicoro sarà alle 8:55; l'ultima alle 21:30. Un'ottima occasione di muoversi in città in modo veloce ed efficiente anche in un giorno festivo: un'opportunità da sfruttare, anche in considerazione del fatto che, purtroppo, il servizio della metropolitana nei giorni festivi non è ancora regolarmente attivo, in attesa della definizione di alcuni nuovi sistemi di sicurezza che consentiranno alla Ferrovia Circumetnea di poter sostenere anche l'apertura festiva.

Leggi tutto    Commenti 3
Articolo
25 apr 2017

La mobilità sostenibile a Malta parla catanese: l’Ente governativo dei Trasporti sceglie uno studio di architettura di Catania per migliorare la mobilità

di giulias

Uno studio di architettura di Catania si aggiudica il progetto per il nuovo sistema di trasporto sostenibile basato sull'intermodalità Transport Malta, l’Ente governativo che si occupa dei trasporti, ha deciso negli ultimi anni di destinare la maggior parte delle risorse economiche (sia proprie che quelle provenienti da finanziamenti europei) per la riduzione dei problemi legati alla mobilità dell’isola. Così come la maggior parte delle nostre aree urbanizzate anche il territorio maltese è interessato dai tipici effetti legati ad un sistema dei trasporti ormai divenuto talmente ingestibile da compromettere la vivibilità delle città: livelli di congestionamento sempre più elevati, tempo passato nel traffico cresciuto notevolmente, una richiesta sempre maggiore di spazi per la sosta, un livello di inquinamento ambientale sempre più preoccupante, inquinamento acustico in crescita. L’obiettivo è quello di favorire un cambiamento dei comportamenti degli utenti e di passare quindi da un sistema basato sull’uso del mezzo privato (che risulta essere però un sistema antico e inefficiente dal momento che oggi ci troviamo a comprare e mantenere auto private che usiamo solo per un tempo pari al 5% della loro vita utile) ad un sistema moderno che sia più green (ecologicamente meno impattante) e smart (efficiente e veloce anche grazie all’uso di nuove tecnologie). La strategia pensata da Transport Malta è quella di puntare sul trasporto sostenibile (che significa uso di sistemi a basso impatto ambientale come per esempio mezzi elettrici, incentivazione di una mobilità dolce e sviluppo di sistemi di trasporto collettivi) e sull’intermodalità. Il sistema maltese prevede infatti la creazione di una rete di diversi mezzi (autobus, biciclette elettriche, macchine elettriche, traghetti, etc) che sia fatta di nodi di interscambio (chiamati SMITH, acronimo che sta per Sustainable Multi Intermodal Transport Hubs) dove l’utente possa facilmente e rapidamente (grazie alla prossimità ma anche grazie all’utilizzo di una app) cambiare mezzo di trasporto per spostamenti più rapidi ed efficienti. Nei prossimi anni il territorio maltese sarà coperto da questa rete di hub in cui i più importanti permetteranno ai pendolari e ai turisti di spostarsi grazie agli scambi tra autobus, battelli per gli spostamenti marittimi tra città, biciclette elettriche in sharing, macchine elettriche in sharing. Il futuro è ormai segnato e tutte le strategie europee ma anche nazionali per l’orizzonte 2020 nonché i maggiori programmi di finanziamento prevedono azioni legate ad una mobilità più efficiente e pulita. Ad esempio a livello europeo si è deciso di istituire i SUMP (piani di mobilità urbana sostenibile), di incentivare l’acquisto di mezzi più puliti, di spingere su un’infrastrutturazione per l’uso di sistemi elettrici; programmi come Horizon2020, UIA, Interreg ecc prevedono finanziamenti alle città che propongano strategie innovative di trasporto. È tempo quindi che anche le città italiane e siciliane si attivino per dotarsi di politiche e piani che vadano in questa direzione se vogliono affrontare i problemi legati ai trasporti e puntare ad avere standard di vivibilità e di sostenibilità più elevati per i loro abitanti.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
31 mar 2017

Rivoluzione metropolitana: da oggi, da Nesima a Stesicoro in quindici minuti

di Andrea Tartaglia

Il grande giorno è giunto: finalmente la metropolitana di Catania è collegata alla periferia. Oggi, a mezzogiorno, infatti, parte l'esercizio aperto al pubblico della nuova tratta Nesima-Borgo che si collega a quella già operativa Borgo-Stesicoro: 3,1 km che si aggiungono ai 3,9 in uso, per una linea di 7 km, a cui restano da aggiungere 1,8 km dalla possibile riattivazione futura della diramazione Galatea-Porto. Qui l'ubicazione delle quattro nuove stazioni, anche se di esse una, quella di Cibali, aprirà in un secondo momento. Una svolta epocale: la presenza di un parcheggio scambiatore in periferia, accessibile da via Michele Amari, collegato a una stazione metro che permette di accedere a un servizio efficiente e costante, darà un grosso contributo alla mobilità sostenibile cittadina. Prevedibile un successo pari se non superiore a quello del Brt1 e al parcheggio scambiatore Due Obelischi, dove il successo della linea rapida su gomma, però, subisce le periodiche crisi dell'Amt. Situazione che, fortunatamente, non si ripropone nel caso della metropolitana catanese, la cui gestione è statale. Di prossima attivazione, inoltre, un servizio di bus navetta (incluso nel biglietto metro) che collegherà, ad elevata frequenza, la stazione metropolitana "Milo" di via Bronte (viale Alexander Fleming) con la Cittadella Universitaria, il Cus, il Policlinico universitario, la Torre Biologica, la Facoltà di Agraria e il parcheggio scambiatore "Santa Sofia". Dalla circonvallazione ovest al cuore di Catania in soli 15 minuti: una rivoluzione. Questa la linea da oggi fruibile da catanesi e non (cliccare sui nomi delle stazioni per visualizzarne l'ubicazione su Google Street View): Nesima  [P Nesima] San Nullo Cibali (non operativa) Milo  [P Milo] Borgo Giuffrida  [P Sanzio] Italia Galatea Giovanni XXIII Stesicoro L'apertura al pubblico segue l'inaugurazione con le autorità civili, svoltasi ieri. La stazione di Cibali, per il momento, rimane chiusa per consentire, in tempi brevi, il suo completamento. In virtù di questa mancata fermata, il tempo di percorrenza della tratta Nesima-Stesicoro sarà di 14 minuti. Inizialmente si effettueranno 148 corse al giorno su tutta la linea metropolitana, festivi esclusi. La prima corsa partirà dalla stazione di Nesima alle ore 6:40 mentre la prima corsa dalla stazione di Stesicoro partirà alle ore 7:00. L'ultima corsa dalla stazione di Nesima partirà alle ore 20:45 mentre l’ultima corsa dalla stazione di Stesicoro partirà alle ore 21:10. Pressoché invariata la frequenza delle corse: dalla mattina e fino alle ore 15:10, la frequenza delle singole corse sarà di 10 minuti, dopo la stessa sarà di 15 minuti fino al termine del servizio. Oggi e domani, in via promozionale, il servizio della metropolitana sarà gratuito. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 FOTO | Svelata la nuova tratta Borgo-Nesima della metropolitana Metro fino a Monte Po, i lavori entrano nel vivo: obiettivo 2018 Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019 Metro, tratta Misterbianco-Paternò: ecco dove sorgeranno le stazioni  

Leggi tutto    Commenti 0