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12 set 2019

Pianificazione trasporti, il Sindaco di Catania promuove incontro con Regione, RFI e FCE per il nodo Fontanarossa

di Mobilita Catania

Il Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ha presieduto un incontro a Palazzo degli Elefanti mirato a coordinare gli interventi in corso sul sistema della mobilità su ferro sia da parte di Rete Ferroviaria Italiana che della Ferrovia Circumetnea con particolare riguardo al nodo Fontanarossa. Le iniziative di RFI, nel sistema del nodo ferroviario Catania, da un parte, e quella della FCE per il completamento fino all’aeroporto della linea della metropolitana, dall’altra, sono state al centro dell’incontro che il primo cittadino ha indetto con tutti gli attori istituzionali interessati: «Le azioni intraprese -ha detto il sindaco Pogliese- devono essere perfettamente coordinate sia tra loro, ma anche con le ipotesi di sviluppo della SAC dell’aeroporto. Spetta al Comune portare a sintesi unitaria ogni azione sul territorio comunale nell’ambito della pianificazione urbanistica, in corso di attuazione, orientata alla sostenibilità urbana e ambientale nel quadro metropolitano e sub regionale, ma anche in altri settori in cui gli interessi coinvolti sono inter-istituzionali». Lo strumento urbanistico comunale di una grande città, ha ricordato il Sindaco, fra i suoi obblighi fondamentali contempla la previsione armonica delle principali reti ferroviarie e stradali esistenti e in prospettiva quelle degli anni a venire: «Le scelte relative alla mobilità su ferro - ha aggiunto Pogliese - non possono, dunque, essere autoreferenziali ma necessariamente coordinate fra loro e con le altre linee di trasporto pubblico di massa». Alla riunione, infatti, ha partecipato l’assessore regionale ai trasporti e delle infrastrutture Marco Falcone, oltre che i rappresentanti degli enti attuatori, il presidente dell’Amt Giacomo Bellavia, il rappresentante della Sac Luigi Bonfiglio, l’assessore comunale ai lavori pubblici Giuseppe Arcidiacono, il Direttore comunale dell’Urbanistica Biagio Bisignani, il consulente del Sindaco per il Prg, prof. Paola La Greca, l’ingegnere capo della Città Metropolitana di Catania Salvatore Galizia e Pippo Li Volti della segreteria tecnica dell’assessore regionale alle infrastrutture. L’ing. Salvatore Leocata per RFI ha ricordato che la cosiddetta questione del “nodo Catania” si articola in tre filoni strettamente integrati fra loro: interramento della linea di corsa al di sotto dell’area aeroportuale, per consentire il prolungamento della pista; la realizzazione della stazione ferroviaria di Fontanarossa; il raddoppio della linea da Centrale ad Acquicella con la sostituzione dell’attuale viadotto ferroviario di via Dusmet e della galleria esistente a binario unico che passa sotto il Castello Ursino. La stazione di Fontanarossa diventa necessaria, nel disegno di RFI, come “nodo cerniera” per consentire lo smantellamento della fermata di Bicocca, in esito all’interramento della linea, con il previsto abbassamento del piano del ferro e la conseguente ridefinizione delle funzioni oggi affidate a Catania Centrale. Un nodo necessario, dunque, per ragioni di funzionalità ferroviaria che, tuttavia, non possono compromettere l’adeguatezza delle scelte urbanistiche complessive che, come ha rilevato con chiarezza rilevato l’assessore regionale Marco Falcone “devono avere il cittadino e il miglioramento dei servizi al centro di ogni azione da compiere”. A questo proposito, il Sindaco Pogliese ha ribadito la necessità ineludibile dell’intersezione  della linea RFI con quella della Metropolitana in corrispondenza del parcheggio scambiatore Fontanarossa gestito dall’AMT. Una previsione - ha sottolineato l’ing. Salvo Fiore, direttore generale di Fce- peraltro contenuta negli accordi di programma sin dal 2005. Peraltro anche le linee strategiche del piano della SAC confermano questa impostazione facendo della stazione integrata di Fontanarossa la testata nord della prospettata previsione della “City Airport”, fase finale dell’assetto auspicato per il grande aeroporto di Catania del 2030. «Le riflessioni e gli stimoli scaturiti da questa riunione -ha concluso il sindaco Pogliese-dovranno diventare un tavolo operativo permanente per portare a sintesi le proposte e le istanze che emergono dall'indispensabile integrazione fra pianificazione urbanistica e dei trasporti. Confido molto nella concreta disponibilità e lungimiranza dell’assessore regionale Marco Falcone che non mancherà di considerare l’imminente avvio del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile che, in parallelo al nuovo strumento urbanistico che stiamo redigendo, contribuirà a recuperare il tempo perduto e disegnare Catania come un ecosistema urbano sostenibile». Lo staff tecnico di Mobilita Catania segue con particolare interesse la vicenda e apprezza l'incontro, già sollecitato da questa testata, e le sue finalità, dopo averne sollevato la questione: in questo articolo le riflessioni circa la necessità di uno scambio dei mezzi di trasporto su ferro presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa e l'opportunità di un intervento da parte del Comune di Catania. Nell'immagine di copertina, il progetto del nodo intermodale del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, con il collegamento tra le future fermate della metropolitana e del passante ferroviario. Ti potrebbe interessare: Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”? Metropolitana di Catania Passante Ferroviario di Catania

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03 giu 2019

Collegamento sopraelevato Fontanarossa Fs – Aeroporto: un’opportunità “pericolosa”?

di Andrea Tartaglia

È recente la notizia, annunciata direttamente dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Marco Falcone, della realizzazione di un percorso coperto sopraelevato che collegherà la fermata Fs di Catania Fontanarossa, attualmente in costruzione, al Terminal A dello scalo etneo. L'intenzione di realizzare tale struttura complementare, in verità, era stata già resa nota in occasione dell'inaugurazione del cantiere della fermata ferroviaria, avvenuta lo scorso febbraio, e il nuovo annuncio, quindi, conferma la volontà di passare dalle parole ai fatti. La nuova fermata dovrebbe aprire al pubblico nel mese di giugno 2020, mentre per il percorso sopraelevato su tapis roulant (su modello di Roma Fiumicino) si renderà necessario un altro anno e mezzo circa, per poter quindi essere aperto al pubblico verosimilmente a cavallo tra il 2021 e il 2022. In assenza di tale struttura, il collegamento tra la nuova fermata Fs e l'aerostazione sarà garantita da navette su gomma. La notizia, di per sé, è di quelle che vengono facilmente giudicate come "buone notizie" e, intrinsecamente, lo è, poiché garantirà un maggiore confort e rapidità di spostamento (circa sette minuti) per i viaggiatori in movimento tra l'aeroporto e la nuova fermata ferroviaria. Tuttavia, parallelamente ai facili e legittimi entusiasmi, dietro questa operazione si cela un rischio -per il momento solo potenziale- che è bene conoscere affinché non si concretizzi. Di cosa si tratta? Per meglio comprendere bisogna innanzitutto fare un salto indietro nel tempo, al 2005, quando Comune di Catania (amministrazione Scapagnini), Rfi (Reti Ferroviarie Italiane) e Fce (Ferrovia Circumetnea, ente che gestisce la metropolitana di Catania, con Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi) firmarono un protocollo di intesa che prevedeva (e prevede tuttora, essendo ancora valido) la realizzazione di un polo d'interscambio tra diversi mezzi di trasporto pubblico -bus, metro e passante ferroviario- all'interno del Parcheggio Scambiatore di Fontanarossa. Un accordo, quindi, firmato da tutte le parti interessate, che poneva le basi per fare della grande area di sosta a sud di Catania, collegata alla tangenziale tramite l'asse dei servizi, un grande ed efficiente nodo di scambio tra mezzo privato e pubblico. Il Parcheggio Amt di Fontanarossa, infatti, pur essendo in prossimità dell'aeroporto, ha come principale vocazione non quella di servire l'aerostazione (compito che svolge secondariamente e che è comunque assolto dai parcheggi specifici della Sac), bensì quella di servire la città di Catania, intercettando i flussi di traffico provenienti dalla Sicilia occidentale e dalla Sicilia sud-orientale. Ciò consentirebbe di ridurre notevolmente il numero di veicoli in ingresso nel centro città, sia privati che delle linee di trasporto su gomma, riducendo quindi l'inquinamento nelle aree urbane più dense dove il traffico, contestualmente, sarebbe fortemente ridimensionato: automobili e pullman provenienti dalle altre province meridionali e occidentali della Sicilia terminerebbero il loro viaggio nel parcheggio, dove gli utenti troverebbero a loro disposizione, oltre alle linee bus Amt, il passante ferroviario e la metropolitana per raggiungere il centro e altre zone cittadine in modo oltretutto più veloce ed ecosostenibile. Per la città di Catania, dunque, permettere l'impiego del parcheggio scambiatore di Fontanarossa, rendendolo pienamente operativo e dunque efficiente, è assolutamente essenziale. Quest'area di sosta, molto capiente e già ben collegata alla grande rete viaria esistente, non può non assolvere il compito per cui è stata progettata e realizzata. Ma perché ciò si concretizzi è evidente che qui devono sorgere le strutture previste: quelle mancanti sono la fermata ferroviaria del passante e la fermata della metropolitana, qui denominata "Santa Maria Goretti" per la vicinanza all'omonimo quartiere. Da progetto, infatti, la fermata "Santa Maria Goretti" della metropolitana, penultima nel percorso della linea che terminerà direttamente presso l'aeroporto, dovrebbe sorgere all'interno del parcheggio scambiatore e sarebbe direttamente collegata alla prevista fermata del passante attraverso un tunnel di appena 30 metri: davvero un eccellente esempio di intermodalità. Perché usare il condizionale? Lo spieghiamo tornando alla notizia citata in partenza. La fermata FS di Fontanarossa in corso di realizzazione sorge in un'area diversa da quella prevista nel protocollo d'intesa e per questo motivo è stata finora sempre indicata come fermata "provvisoria", nelle more della realizzazione di quella all'interno del parcheggio scambiatore. Ci si potrebbe lecitamente chiedere come mai Rfi abbia deciso di realizzare una fermata temporanea anziché procedere direttamente alla costruzione di quella prevista, oltretutto quella in costruzione sorge in un'area totalmente scollegata alla rete viaria esistente. La ragione è probabilmente da cercarsi nell'opportunità di realizzare con poca spesa una fermata che da subito potesse servire l'aeroporto, una sorta di "risarcimento" per lo scalo di Catania inopinatamente non considerato dalle ferrovie statali per decenni, nonostante la vicinanza tra le due infrastrutture. Tutto sommato, tale scelta, per quanto inusuale, si può anche comprendere: appena poco più di 3 milioni di euro per una fermata da costruire in poco tempo e che servirà l'aerostazione per qualche anno, salvo poi essere -così sarebbe previsto- sostituita da quella definitiva nel parcheggio scambiatore. La nuova fermata provvisoria in costruzione è sita in un'area, come detto e come facilmente verificabile, scollegata alla rete viaria esistente. Al pari di quella definitiva prevista nel parcheggio, non è a ridosso dell'aeroporto, ma a diverse centinaia di metri dallo stesso: questo particolare è importante perché gli scali aeroportuali europei più importanti sono ammessi a possibili maggiori finanziamenti se inseriti nella rete Core Ten-T e uno dei requisiti, in tal senso, è il collegamento diretto tra aeroporto e ferrovia. Date le distanze, l'unico collegamento ferroviario diretto tale da permettere all'aeroporto di Fontanarossa di far parte di tale rete non sarà quello delle Ferrovie dello Stato, bensì quello della metropolitana Fce, che da previsioni dovrà essere realizzata entro circa cinque anni. L'attuale localizzazione della fermata in costruzione, dunque, non è giustificata dall'adempiere ai requisiti di inserimento nella rete Core Ten-T, circostanza che avrebbe rappresentato una motivazione di un certo rilievo, sebbene in futuro l'aeroporto sarà comunque direttamente servito dalla metropolitana. La distanza tra la fermata in costruzione e l'aeroporto è di circa 700 metri in linea d'aria. Tra la fermata prevista nel parcheggio scambiatore e l'aeroporto sarebbero, invece, circa 900, ma in quest'ultimo caso sarebbero coperti dal collegamento della metropolitana. Che fosse quindi necessario un ulteriore intervento per collegare la fermata provvisoria all'aerostazione è evidente ed è già noto che inizialmente sarà istituito un servizio di navette su gomma, su strade, peraltro, in parte ancora da realizzare perché, come ribadito, il sito scelto non è collegato ad alcuna rete viaria esistente, neanche secondaria (a differenza del parcheggio Fontanarossa). Da qui l'idea di collegare la nuova fermata all'aeroporto con un percorso coperto sopraelevato fino almeno al Terminal A (il più vicino). Servizio di per sé comodo, ma sorgono alcuni dubbi. Tale struttura costerà oltre 12 milioni di euro (a carico di Rfi con il supporto della Regione), quindi circa quattro volte il costo della sola fermata ferroviaria. Il costo totale dell'intervento, quindi, supererà i quindici milioni di euro: ci si domanda se tale spesa è giustificabile per una struttura che, sulla carta, è provvisoria. Il timore è che una volta realizzata, data l'ingente spesa e anche la futura presenza della struttura sopraelevata, nel prossimo futuro si possa in qualche modo rinunciare alla realizzazione della fermata definitiva presso il parcheggio Fontanarossa. Per gli utenti diretti all'aeroporto non cambierebbe nulla. Ma per la città di Catania cambierebbe tantissimo: il parcheggio scambiatore non... scambierebbe più con il trasporto su ferro, anche perché la dirigenza Fce, in "preallarme", non intende perdere l'opportunità di poter scambiare direttamente con la rete Fs ed è disposta a modificare il tracciato della linea metropolitana da realizzare in funzione dello scambio con Fs. Se la fermata Fs non sorgerà presso il parcheggio scambiatore di Fontanarossa, dunque, quest'ultimo perderà in un solo colpo sia lo scambio con il passante ferroviario che con la metropolitana. Scenario gravissimo che abbatterebbe la capacità di attrazione del grande parcheggio scambiatore a sud della città di Catania, decretandone il fallimento e la perdita di tutti i benefici effetti sul traffico e sulla mobilità cittadina. Il Comune di Catania ha tutto l'interesse affinché il protocollo d'intesa venga rispettato: sia per far funzionare una propria struttura -il parcheggio scambiatore Amt di Fontanarossa- sia per i benefici che ne deriverebbero in termini di traffico, mobilità, qualità e vivibilità della città. Le stesse direttive generali del Prg, attualmente oggetto di discussione presso la Commissione Urbanistica dell'amministrazione comunale, prevedono l'uso del parcheggio scambiatore di Fontanarossa come nuova "porta sud" della città. Bisogna stare all'erta, dunque, per verificare che gli interventi in atto -pur con i loro benefici nel breve termine- non compromettano la pianificazione urbanistica già elaborata (e in parte attuata con la stessa realizzazione del parcheggio) nell'interesse della città di Catania. Convocare gli attori coinvolti attorno a un tavolo, Rfi, Fce e Regione Siciliana in primis, e ottenere rassicurazioni sul mantenimento degli impegni presi pur nell'ormai quasi lontano 2005, è un compito che l'amministrazione comunale di Catania deve svolgere con una certa urgenza, nel primario interesse della città. Bisogna scongiurare il rischio che il nuovo complesso infrastrutturale in costruzione si trasformi in un ostacolo per il futuro della città di Catania immaginato, con una lungimirante visione urbanistica, in termini efficienti di intermodalità e mobilità sostenibile. 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09 apr 2019

Acireale, la fermata ferroviaria “Cappuccini” si farà: pronta entro il 2021

di Roberto Lentini

«La fermata Cappuccini si farà. Sorgerà lungo il viale Alcide De Gasperi della S.S. 114 e sarà collegata a un parcheggio accessibile da via Galatea». Ad affermarlo è l'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, durante il sopralluogo esperito ieri pomeriggio ad Acireale nell'area dove è prevista la realizzazione della nuova fermata ferroviaria, accompagnato dai rappresentanti di Rete ferroviaria italiana e dell'amministrazione comunale di Acireale. «I tempi devono essere veloci: già a settembre contiamo di iniziare i lavori e concluderli al massimo entro il 2021 - ha commentato l'assessore Falcone. Rfi realizzerà il progetto, mentre al comune di Acireale spetteranno i lavori per collegare la fermata con la città.  «Acireale realizzerà una serie di opere strategiche – afferma l’assessore alla mobilità Carmelo Grasso  - compresa una passerella pedonale che permetterà di raggiungere più agevolmente la fermata, mentre, sempre in zona Cappuccini, sarà costruito un parcheggio multipiano e infine la rotatoria e la strada che dalla strada statale conduce direttamente alla stazione».  Il costo dell'opera è di 5 milioni di euro finanziata interamente dalla Regione con fondi provenienti dai risparmi del raddoppio ferroviario Catania-Palermo.  Ti potrebbe interessare: Passante Ferroviario metropolitano di Catania  

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25 mar 2019

Ferrovie, Palermo-Catania in un’ora e 45 minuti nel 2025: inaugurato il primo cantiere

di Mobilita Catania

Sono partiti i lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Palermo-Catania, collegamento che, nelle previsioni, rivoluzionerà lo sviluppo della mobilità in Sicilia, grazie a un investimento economico di 415 milioni di euro. Oggi, alla cerimonia di avvio dei lavori, nel cantiere del tratto Bicocca (CT)-Catenanuova (EN), erano presenti il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, l'Assessore Regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, il Sindaco di Catenanuova, Carmelo Scravaglieri, e l'Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italian, nonché commissario per l'itinerario Palermo-Catania-Messina, Maurizio Gentile. Il nuovo collegamento veloce consentirà di ridurre i tempi di percorrenza dello spostamento tra i due poli metropolitani dell'isola e di garantire una maggiore capacità dei binari, andando quindi a migliorare le esperienze di viaggio dei siciliani, con benefici per l'intero sistema di trasporto e per l'ambiente. La nuova linea Palermo-Catania, parte integrante del Corridoio ferroviario europeo Ten-T Scandinavia-Mediterraneo, è uno degli interventi previsti per migliorare la mobilità in Sicilia. Ammonta infatti complessivamente a tredici miliardi di euro il piano di investimenti di Rfi per la realizzazione di nuove infrastrutture e il potenziamento tecnologico della rete esistente nell'isola. Il progetto di raddoppio del tracciato Bicocca-Catenanuova ha un valore di 415 milioni di euro. L'attivazione di un primo binario è prevista nel 2021 mentre l'intervento su ambi i binari dovrà concludersi entro il 2023, chiudendo di fatto la prima fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. L'ultimazione dell'intera opera è prevista nel 2025, consentendo per quella data un tempo di percorrenza dell'intera tratta di circa un'ora e 45 minuti. Riduzioni dei tempi di viaggio progressive sono previste già nel corso dei prossimi anni, grazie all'attivazione per fasi dei nuovi tratti di linea. L'investimento economico per l'intera opera è di circa otto miliardi di euro.   Ti potrebbero interessare: Raddoppio ferroviario Palermo-Catania: un protocollo di legalità per i lavori della tratta Bicocca-Catenanuova Passante Ferroviario di Catania Tornano a circolare i treni sulla linea Catania-Caltagirone Fermata FS Catania Aeroporto, al via i lavori: sarà fruibile da giugno 2020

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05 mar 2019

Carnevale di Acireale, gran finale: le corse serali e notturne straordinarie di Trenitalia

di Andrea Tartaglia

Come già accaduto in occasione del primo fine settimana di eventi del Carnevale di Acireale, Trenitalia, in collaborazione con la Regione Siciliana, metterà a disposizione diverse corse straordinarie lungo le tratte ferrate Catania-Acireale e Catania-Giarre/Riposto in orario serale e notturno, in aggiunta alle corse canoniche (il cui prospetto è consultabile sul sito trenitalia.com). Oggi il gran finale della sfilata dei carri in occasione del Martedì Grasso. In particolare, saranno tre in direzione Acireale/Giarre e tre in direzione Catania, sino alle 2 del mattino, le corse straordinarie in programma per questa notte. Ecco il prospetto delle corse straordinarie:   Maggiore comodità, dunque, per siciliani e turisti che vorranno spostarsi lungo la fascia jonica e godere dello spettacolo dei carri allegorici lungo le strade della bellissima cittadina barocca, senza dover ricorrere all'uso del mezzo privato.   Ti potrebbero interessare:  Passante Ferroviario di Catania AST potenzia collegamenti fra Catania, Acireale e Valverde Acireale, cinque milioni per la nuova fermata ferroviaria in centro Cappuccini

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23 feb 2019

In treno al Carnevale di Acireale, corse notturne straordinarie fino al 25 febbraio

di Mobilita Catania

In occasione dell'edizione 2019 del famoso Carnevale di Acireale, Trenitalia, in collaborazione con la Regione Siciliana, metterà a disposizione diverse corse straordinarie lungo le tratte ferrate Catania-Acireale e Catania-Giarre/Riposto in orario serale e notturno, in aggiunta alle corse canoniche (il cui prospetto è consultabile sul sito trenitalia.com). In particolare, saranno dodici le corse dei treni dalle 23 alle 2 del mattino per il Carnevale di Acireale. Sei nelle notti fra sabato 23 e domenica 24 e altrettante fra domenica 24 e lunedì 25.  Ecco il prospetto delle corse straordinarie: Maggiore comodità, dunque, per siciliani e turisti che vorranno spostarsi lungo la fascia jonica e godere dello spettacolo dei carri allegorici lungo le strade della bellissima cittadina barocca, senza dover ricorrere all'uso del mezzo privato. Ad Acireale, inoltre, sarà attivo il servizio customer care di Trenitalia, il nuovo servizio dedicato ai pendolari dei treni regionali. Gli operatori, facilmente individuabili dai gilet rossi, forniranno assistenza e informazioni alle persone in transito nella stazione.   Ti potrebbero interessare:  Passante Ferroviario di Catania AST potenzia collegamenti fra Catania, Acireale e Valverde Acireale, cinque milioni per la nuova fermata ferroviaria in centro Cappuccini

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18 feb 2019

Fermata FS Catania Aeroporto, al via i lavori: sarà fruibile da giugno 2020

di Andrea Tartaglia

Giornata molto importante per Catania ma anche per il resto della Sicilia, in particolar modo quella centrale e orientale. Questa mattina, infatti, alla presenza del Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, dell'Assessore Regionale ai Trasporti, Marco Falcone, dell'Amministratore Delegato della Società Aeroporto Catania, Nico Torrisi, del Sindaco di Catania, Salvo Pogliese, dei rappresentanti di RFI e dell'impresa fiduciaria, sono stati avviati i lavori per la realizzazione della fermata ferroviaria di Catania Aeroporto Fontanarossa. La struttura sorgerà nelle immediate vicinanze del nucleo aeromobili della Guardia Costiera, a nord dell'aeroporto, dove già si sviluppa la linea ferrata a doppio binario. Si tratta di una fermata provvisoria, le cui opere civili dovranno essere ultimate nel giro di un anno, che in futuro dovrà essere sostituita dall'omonima stazione prevista presso il grande parcheggio scambiatore di Fontanarossa, luogo ideale per favorire l'intermodalità, dove entro quattro anni è prevista pure la realizzazione di una fermata della metropolitana (al riguardo, è attesa entro le prossime settimane l'erogazione dei fondi per completare la tratta Stesicoro-Aeroporto). Ma dei tempi per la realizzazione della fermata definitiva non s'è parlato: per adesso l'attenzione è tutta rivolta a colmare la grave e pluridecennale lacuna derivante dall'assenza di una fermata ferroviaria a servizio del più trafficato scalo del Mezzogiorno, e per la quale il Presidente della Regione ha lasciato intendere che gradirà tempi serrati per la realizzazione, atteso che per opere analoghe in altre zone d'Italia i tempi sono praticamente dimezzati rispetto a quelli prospettati in questo caso.i L'intervento è localizzato al km 235+522 circa della linea Bicocca-Messina, tra gli impianti di Catania Acquicella e Catania Bicocca, su una tratta a doppio binario con velocità 110-130 km/h e pendenza dell'uno per mille. L'opera da realizzare comprende la realizzazione di due marciapiedi, ad altezza di 55 cm - standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani per un più agevole accesso ai treni - in affiancamento ai binari esistenti. Un sottopassaggio di attraversamento collegherà la banchina al servizio del Binario I (su cui è previsto l'accesso alla fermata) con la banchina a servizio del Binario II. Dalle banchine si accederà al sottopassaggio attraverso due rampe di scale e un ascensore. Ogni marciapiede sarà dotato di pensiline per circa 75 metri. L'illuminazione delle zone aperte al pubblico (pensiline, marciapiedi e sottopassaggio) sarà a LED. È prevista anche l'installazione dei quadri orario di arrivo e partenza dei voli dell'aeroporto di Catania. Ufficialmente, la data di apertura al pubblico, con treni che, oltre da Catania, potranno giungere da Messina, Siracusa, Caltagirone e Palermo-Caltanissetta-Enna, è stata stabilita per giugno 2020, ma la speranza è che si riesca ad anticipare. Appena tre milioni e trecentomila euro il costo della fermata. Inizialmente, il collegamento per i viaggiatori con l'aerostazione, distante diverse centinaia di metri, sarà garantito da bus navetta messi a disposizione dalla Sac, ma Regione e Aeroporto stanno definendo un collegamento da realizzare tramite tapis roulant su percorsi coperti sopraelevati, su modello di Fiumicino. Con quest'ulteriore intervento, il costo complessivo dell'opera si aggirerà sui 15 milioni di euro.   Ti potrebbero interessare: Raddoppio ferroviario Palermo-Catania: un protocollo di legalità per i lavori della tratta Bicocca-Catenanuova Passante Ferroviario di Catania Tornano a circolare i treni sulla linea Catania-Caltagirone Metropolitana di Catania Aeroporto di Catania Fontanarossa  

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