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12 mag 2018

“Congiunzioni”, arriva a Catania il roadshow di Anas: verso il futuro della mobilità

di Mobilita Catania

Si chiude mercoledì 16 e giovedì 17 maggio a Catania #Congiunzioni, il roadshow di Anas (Gruppo FS Italiane): un viaggio che ha attraversato il Paese intero da Nord a Sud, organizzato in occasione del Novantesimo anno di Anas, in collaborazione con la Polizia di Stato, per diffondere la cultura della sicurezza, promuovere la valorizzazione turistica dei grandi itinerari, raccontare la storia delle strade e dell'azienda e le nuove tecnologie per la mobilità del futuro. In occasione dell'ultima tappa del roadshow Anas, è previsto l'evento Innovation Days: nel corso delle due giornate, aziende, istituzioni ed esperti di rilievo nazionale e internazionale nei settori dei trasporti, della logistica e della tecnologia si confronteranno sul futuro della mobilità integrata come volano di sviluppo economico e di innovazione sostenibile. Innovation Days Le due giornate dedicate agli Innovation Days saranno aperte mercoledì 16 maggio (ore 10.30) con la conferenza "Il futuro della mobilità sostenibile" in programma a Palazzo della Cultura. Insieme a Nello Musumeci Presidente Regione Siciliana e a Saro D'Agata Assessore alla Mobilità Comune di Catania, parteciperanno Renato Mazzoncini, Amministratore delegato FS Italiane, Ennio Cascetta, Presidente Anas, Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato Anas, Thomas Miao, Chief Executive Officer di Huawei Italia, Franco Fenoglio, Presidente e Amministratore Delegato di Italscania, Nico Torrisi, Amministratore delegato Società Aeroporti di Catania e Andrea Annunziata, Presidente Autorità Portuale di Catania. Saranno presenti, inoltre, Rosario Faraci, Università degli Studi di Catania, Francesco Castelli, Università Kore di Enna e Fabio Bogo, Vicedirettore La Repubblica e Direttore Affari&Finanza nel ruolo di moderatore del dibattito. Sempre mercoledì 16 maggio (ore 14.30-18.00), a Palazzo della Cultura, è programmato il Mobility Camp del Gruppo FS Italiane, un networking tra startup, aziende e istituzioni. Gli appuntamenti pongono l'attenzione sullo sviluppo della mobilità sostenibile dei prossimi anni ma anche sugli investimenti da parte di Anas in Sicilia, come il progetto Smart Road sulla Tangenziale di Catania e sulla A19 Palermo-Catania e sul conseguente impatto positivo sul tessuto produttivo locale e nazionale e sulla qualità della vita. Giovedì 17 maggio, sarà invece dedicato ai workshop con sessioni sulla sostenibilità, tecnologia e mobilità a cui parteciperanno esponenti del mondo accademico e delle più importanti aziende nazionali e internazionali. I moderatori dei workshop saranno i giornalisti Nicola Di Turi (Corriere della Sera), Jaime D'Alessandro (La Repubblica) e Andrea Ferro (Il Sole 24 Ore) Nelle due giornate a Palazzo della Cultura i visitatori potranno sperimentare anche la realtà aumentata. Infatti, in uno spazio creato ad hoc, un plastico virtuale consentirà, mediante un device elettronico, di osservare la smart road del futuro. Roadshow #Congiunzioni Contemporaneamente agli Innovation Days, il 16 e 17 maggio, in Piazza dell'Università arriverà il truck del roadshow Anas #Congiunzioni. Partner dell'iniziativa Scania, TgR Rai e Radio Italia. Due giorni ricchi di attività e animazione: a bordo del truck di ultima generazione Scania i visitatori potranno ripercorrere la storia dei 90 anni dell'azienda attraverso il nuovo Museo virtuale di Anas (MUVIAS), che racconta la crescita economica e sociale dell'Italia e quella della sua rete viaria, vedere l'installazione "Mi ricordo la strada", che ha lasciato il salone della Triennale di Milano per diventare itinerante, il documentario dal titolo "Strade – 90 anni di storia italiana" realizzato da Rai Cultura e il libro fotografico La strada racconta realizzato dall'Agenzia ANSA. Ci sarà spazio anche per l'intrattenimento, con l'animazione di Mirko Mengozzi, dj di Radio Italia, e con il cooking show dello chef Pietro D'Agostino che, sulle note musicali del dj, preparerà un piatto "da viaggio" con prodotti tipici locali svelando alcuni segreti culinari. Nella tappa di Catania, c'è anche un importante momento musicale legato alla sicurezza stradale. Si esibiranno alcuni dei partecipanti al contest musicale #buonmotivo, realizzato nell'ambito della campagna omonima sulla sicurezza stradale, promossa da Anas e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con la Polizia di Stato, per sensibilizzare gli utenti della strada sulle situazioni di pericolo. Il truck farà da palco all'esibizione: il primo classificato, il giovane musicista e cantautore Giorgio Baldari con il brano inedito "La strada è di tutti", il secondo classificato, Gianluca Pretorino con il brano "Scelgo te" e il vincitore del premio della critica, Marco D'Amati, con il brano "La Distrazione". A Piazza dell'Università, Anas esporrà due mezzi storici e altri dotati delle più moderne tecnologie come "Cartesio" per il sistema di rilievo topografico delle strade; due mezzi Scania di nuova generazione, nati per guidare il cambiamento verso un trasporto sostenibile: in particolare, un veicolo a LNG (metano liquefatto) e un veicolo con cabina della Serie L, progettato per l'ambiente urbano; una Connected Car della Nokia (Ford Mustang Convertible), veicolo intelligente connesso. Inoltre, nell'ambito del Mobility Camp, sarà esposto il prototipo della prima auto a energia solare low cost, realizzata dall'Associazione di ricerca non profit "Futuro Solare", con l'ausilio di studenti universitari e di scuola media superiore. In chiusura, giovedì 17 maggio (ore 20.45) a Palazzo della Cultura concerto di Danilo Rea, tra i più celebri pianisti jazz al mondo. L'esibizione, dal titolo Cracking Danilo Rea, unisce musica e innovazione: il pianista sfida l'intelligenza artificiale AMI (Artificial Music Intelligence), progettata appositamente dalla Facoltà di Ingegneria dell'Università di Roma Tre, con Alex Braga, artista poliedrico capace di spaziare dalla musica all'arte concettuale. Per assistere all'esibizione di Danilo Rea è necessario ritirare l'invito, valido per una persona, presso il truck #Congiunzioni Anas in piazza dell'Università il 16 e il 17 maggio 2018 (ingresso libero fino a esaurimento posti).

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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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13 dic 2015

“Prove” di passante urbano metropolitano a Catania. Le nuove corse da/per Cannizzaro

di Andrea Tartaglia

Con l'avvento dell'apertura ai viaggiatori della stazione FS di Cannizzaro, possono timidamente cominciare a delinearsi le opportunità di mobilità metropolitana che un'infrastruttura come il passante ferroviario fornisce. L'avverbio è dovuto al fatto che siamo ancora al di sotto delle potenzialità, essendo la frequenza dei treni piuttosto bassa e non essendo ancora state completate e aperte le stazioni di Catania Ognina, Picanello ed Europa, in grado di servire capillarmente la zona costiera di Catania est e di collegarla al centro città attraverso la stazione centrale, da dove -oltretutto- è possibile scambiare con bus e metropolitana. Anche la stazione di Catania Acquicella, aperta e funzionante, rimane ancora decisamente sottoutilizzata, mentre in attesa della nuova stazione di Ognina viene utilizzata quella già esistente, posta però in posizione meno favorevole per l'accesso da parte di un'utenza ampia. Tuttavia i primi benefici possibili grazie all'incremento delle fermate in ambito urbano saranno già possibili da oggi pomeriggio e, a regime, da domani, lunedì 14 dicembre. Ecco le corse, dal lunedì al venerdì, da Catania Centrale per Cannizzaro, con orari di partenza e arrivo. In grassetto le corse con fermata intermedia a Catania Ognina. Essendo Cannizzaro compresa nella tariffazione urbana, il costo di tutte le corse è di 1,50 euro. * corsa disponibile anche il sabato; ** corsa disponibile anche sabato e domenica 5:40 - 5:47 * 6:45 - 6:51 - 6:55 8:00 - 8:05 * 9:10 - 9:16 - 9:19 10:40 - 10:46 - 10:50 12:20 - 12:25 - 12:28 * 12:40 - 12:46 - 12:50  13:05 - 13:10 - 13:13 14:22 - 14:28 * 14:45 - 14:50 - 14:53 ** 16:32 - 16:36 (non ferma a Cannizzaro) * 17:45 - 17:50 ** 18:36 - 1840 - 18:43 * 19:40 - 19:47 ** 21:27 - 21:33 * Ed ecco le corse feriali in senso opposto, dal lunedì al venerdì, da Cannizzaro per Catania Centrale, con orari di partenza e arrivo. In grassetto le corse con fermata intermedia a Catania Ognina (e relativo orario di transito). Tutte le corse sono disponibili alla tariffa individuale di 1,50 euro. * corsa disponibile anche il sabato; ** corsa disponibile anche sabato e domenica 7:03 - 7:06 - 7:11 7:35 - 7:38 - 7:46 * 7:49 - 7:58 * 9:16 - 9:19 - 9:25 10:07 - 10:15 11:12 - 11:16 - 11:22 13:17 - 13:20 - 13:27 13:59 - 14:08 * 15:04 - 15:07 - 15:14 15:28 - 15:36 * 15:50 - 16:01 16:20 - 16:28 * 16:58 - 17:03 - 17:10 ** 17:59 - 18:08 19:30 - 19:37 * 20:06 - 20:14 ** 22:02 - 22:13 ** 23:11 -23:20 ** Per quanto riguarda la Catania Acquicella - Catania Centrale, ad oggi c'è solo un treno giornaliero disponibile: il regionale 8578 con partenza da Bicocca alle 8:02, transito da Acquicella alle 8:05 e arrivo a Centrale alle 8:11, al costo di 1,50 euro. Tuttavia, se si vuole effettuare lo stesso percorso in direzione opposta, sul sito di Trenitalia non appare alcuna opzione disponibile.

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24 giu 2015

La rete ferroviaria siciliana: dopo l’abbandono si confida nell’ammodernamento

di Roberto Lentini

La rete ferroviaria della Sicilia è in massima parte gestita dalle Ferrovie dello Stato, le cui linee sono tutte a scartamento normale dal 1986, a cui si aggiungono i 111 km della Ferrovia Circumetnea, a scartamento ridotto. La rete ferroviaria statale è prevalentemente a binario unico (1200 km sui 1378 km di rete totale), elettrificato solo per 622 km, cioè poco più del 50% (i 578 km rimanenti di binario unico sono percorsi da treni a combustibile fossile). Le linee a doppio binario elettrificato si sviluppano appena per 190 km,  vale a dire una piccola parte rispetto all'intera rete. A partire dagli anni cinquanta furono chiuse ben 700 km di linee obsolete (i cosiddetti "rami secchi") ma si sperava in un rilancio con nuovi tracciati, cosa che in effetti non avvenne. Oggi intere aree della Sicilia centrale e sud occidentale e zone a forte vocazione turistica (come Agrigento e Licata) sono rimaste quasi del tutto tagliate fuori dai collegamenti ferroviari. Zone invece a forte vocazione ortofrutticola, vivaistica e con grandi potenzialità turistiche, come quelle che vanno da Vittoria a Ragusa, Modica e Siracusa sono state quasi abbandonate dal trasporto ferroviario, nonostante un notevole traffico di articolati si dirige ogni giorno da queste zone verso Catania. I tracciati rimasti risalgono alla seconda metà dell’800 mentre altri furono realizzati nel ventennio fascista, come la Motta Sant'Anastasia-Regalbuto e la Alcantara-Randazzo (quest'ultima, oggi, è dismessa). L'ultima linea ferroviaria interamente nuova ad essere realizzata è stata la Caltagirone - Gela, progettata negli anni ’20 con i lavori in parte già eseguiti prima della seconda guerra mondiale e terminata solo nel 1979. Dall'8 maggio 2011 la linea è interrotta, nella tratta Caltagirone-Gela, al km 326+600 per il crollo di un viadotto. Lavori di ammodernamento sono stati portati avanti e tutt'ora proseguono nei nodi delle tre città principali dell'isola, Palermo, Catania e Messina ma con tempi molto lunghi di realizzazione. Per dare una nuova scossa al trasporto ferroviario siciliano si confida nei nuovi lavori di ammodernamento della tratta Messina-Catania-Palermo che dovrebbero iniziare il prossimo anno e che possono rappresentare una svolta nella mobilità siciliana. La differenza tra il servizio offerto in Sicilia e quello diffuso nelle regioni del nord-Italia è abissale. La conferma arriva  dal monitoraggio effettuato dall’ONF, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: per andare da Milano a Bologna (219 chilometri) si impiegano 1 h e 2 minuti; per percorrere la tratta da Catania a Palermo (una distanza di poco maggiore: 243 chilometri) ci vogliono 2 h e 50 minuti, quasi il triplo del tempo. A titolo esemplificativo, vi invitiamo a osservare le condizioni delle rete ferroviaria lombarda. Notate differenze?   Ti potrebbe interessare... Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento; Il binario unico è comunque sicuro: in Italia solo 10 incidenti contro 9 milioni in auto; Passante Ferroviario di Catania  

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19 giu 2015

La Stazione di Catania rinasce, aumenta l’affluenza di passeggeri e riaprono le attività commerciali

di Roberto Lentini

Il cedimento del viadotto Himera ha di certo portato notevoli disagi nei collegamenti tra la Sicilia occidentale e la Sicilia orientale. Di contro ha migliorato il  traffico ferroviario tra la città di Catania e Palermo. Prima del crollo del viadotto, infatti, per andare da Catania a Palermo occorrevano circa cinque ore, con cambio di treno, contro i 2h 47' attuali senza cambi. La stazione centrale di Catania, una volta crocevia importante di turisti e  viaggiatori, negli ultimi anni sembrava essere diventata quella di un piccola comunità in cui regna la desolazione e l’abbandono. Prima del 4 maggio (data dell’istituzione dei nuovi treni per Palermo), dalle 9.00 alle 12.45 non c’erano treni in arrivo e in partenza. Il bar, l’edicola, l’ufficio informazioni, l’accoglienza turistica ed altre attività commerciali avevano chiuso. Oggi con l’istituzione dei treni per Palermo alla stazione centrale sembra ritornare la vita. È aumentata l’affluenza dei viaggiatori e il bar è stato riaperto.   Speriamo che sia un punto di partenza per ridare splendore alla nostra stazione e che tutta la politica siciliana faccia “mea culpa”, cercando di recuperare le posizioni perdute in questi anni, e garantisca quella continuità territoriale e quel servizio pubblico ferroviario che spetta di diritto alla città di Catania e non solo e che rappresenta una delle modalità più ecosostenibili per gli spostamenti.

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