Articolo
30 lug 2015

Inaugurata nuova tratta della metro leggera a Biancavilla. In futuro sarà collegata con la metropolitana di Catania

di Roberto Lentini

Ieri è stata inaugurata, alla presenza dell’Assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Giovanni Battista Pizzo, la nuova tratta della metropolitana leggera della Ferrovia Circumetnea ricadente nel territorio di Biancavilla, nell'ambito del completamento dei lavori di potenziamento e ammodernamento della linea Paternò-Adrano. La nuova tratta comprende le seguenti stazioni: Biancavilla Poggio Rosso Biancavilla Centro Biancavilla Colombo Biancavilla Pozzillo «Adesso – ha affermato l’ingegnere Virginio Di Gian Battista - sono stati completati i 15 km di ammodernamento della tratta esterna a Catania con la metà dei km, circa sette, in galleria, con più stazioni, migliore servizio e minore impatto sulle città dato che la linea passa nel sottosuolo, nonché una riduzione del tempo di percorrenza. Un ulteriore miglioramento dei tempi di percorrenza è previsto entro la fine dell’anno con l’arrivo di treni che hanno capacità superiore rispetto agli attuali. Tutto questo rientra in un programma più ampio: tra qualche anno questa rete farà parte della metropolitana di Catania. In uno o due lustri i cittadini del comprensorio etneo occidentale potranno salire sui treni della metropolitana ed in 40 minuti essere in piazza Stesicoro, nel cuore di Catania, e in un’ora all’aeroporto di Fontanarossa. C’è un miglioramento immediato già da adesso, qualcosa di estremamente significativo per l’intero assetto dei trasporti dell’area metropolitana. Noi contiamo di forzare la mano per avere sui binari un primo nuovo treno in uso già a dicembre, prima ci riusciamo e meglio è.» L'intero tratto della linea del terroritorio di Biancavilla è stato ridotto di 2 km, eliminando tutte le curve e i 50 passaggi a livello che limitavano la velocità. Lo scenario futuro evidenziato dal Commissario della Ferrovia Circumetnea Virginio di Giambattista vede un collegamento a binario unico tra Biancavilla, Adrano e Paternò, da dove la linea si connetterà con le tratte della metropolitana di Catania. Il binario si raddoppia in molte stazioni per consentire l'avvicendamento di più corse. Da oggi verrà quindi ripristinato il collegamento ferroviario Paternò – Adrano, sospeso dallo scorso 22 giugno, e cessa il servizio dei bus sostitutivi. Qui il servizio televisivo di Video Star:

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Proposta
30 lug 2015

Via Sei Aprile, una corsia protetta per velocizzare il trasporto pubblico

di Andrea Tartaglia

Via Sei Aprile è una breve ma fondamentale arteria di collegamento all'interno del centro di Catania, composta da due ampie carreggiate per senso di marcia: unisce piazza Papa Giovanni XXIII, dov'è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato, a piazza dei Martiri, una delle porte del centro storico di Catania nonché accesso, da nord, a via Cardinale Dusmet e quindi al porto. Non a caso, anche per la mancanza di valide alternative, è una strada particolarmente trafficata, per la quale passano quasi tutte le linee di mezzi pubblici urbani su gomma dirette verso il centro storico, l'aeroporto (con l'AliBus) e la periferia sud di Catania (con, ultima in ordine di arrivo, la linea Librino Express), nonché le numerose linee extraurbane dirette verso il siracusano e il ragusano. Purtroppo, la carreggiata ovest, ovvero quella che ospita il traffico in direzione sud, verso il porto, è sovente congestionata e il traffico veicolare appare spesso paralizzato, bloccando per parecchi minuti anche i grandi bus dell'AMT (compresi quelli, sulla carta, veloci, come l'AliBus e, prossimamente, il Librino Express) e le corriere delle compagnie pubbliche (AST e FCE) e private. Da queste evidenti e facilmente verificabili considerazioni nasce la proposta, assolutamente semplice, di realizzare una corsia preferenziale protetta dedicata ai bus sul lato destro della carreggiata in direzione sud, eliminando una delle due linee di sosta presenti e trasferendo i posti riservati sul lato opposto. Gli stalli che si perderebbero sarebbero appena una ventina (non va considerato, infatti, lo spazio in corrispondenza della fermata bus, ai sensi del codice stradale), mentre il guadagno sarebbe notevolissimo, potendo i mezzi pubblici contare su una corsia dedicata, esattamente come avviene con successo nella carreggiata nord di Corso Sicilia: ne guadagnerebbero notevolmente in tempi di percorrenza e quindi efficienza, fornendo anche un incentivo all'utenza del mezzo pubblico. La corsia protetta prospettata, inoltre, potrebbe anche avere un'appendice nella vicina piazza dei Martiri, giusto per condurre alla corsia preferenziale di via Vittorio Emanuele II. Le dimensioni della carreggiata sono tali da permettere, da destra verso sinistra, la linea preferenziale protetta, due corsie per il traffico privato e una linea di sosta (più capiente di quella che si perderebbe, non essendoci fermate di mezzi pubblici sul lato sinistro della carreggiata). Auspichiamo che l'amministrazione comunale di Catania, che si dichiara particolarmente attenta al tema della mobilità, consideri questa proposta, peraltro estendibile ad altre arterie della città (ad esempio al viale Vittorio Veneto, nel tratto compreso tra via Gabriele D'Annunzio e piazza Michelangelo Buonarroti, dove la corsia preferenziale esiste già ma, non essendo protetta, è perennemente invasa da auto in sosta illecita; o al Viale Mario Rapisardi). Certo, in una città come Catania ogni proposta ha sempre avuto, ha ed avrà dei detrattori: ma bisogna essere coraggiosi e sapere guardare all'interesse più ampio e condiviso di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza della collettività, rispetto a quello di pochi.

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29 lug 2015

VIDEO | Nuove tratte metropolitana: come e dove verranno scavate

di Roberto Lentini

Lo scavo delle nuove tratte della metropolitana verrà effettuato con una TBM (fresa meccanica a piena sezione, comunemente chiamata "talpa") dal diametro di 10 m. La Talpa, già acquistata, ma non ancora arrivata a Catania, è stata chiamata Agata, in onore della nostra Santa Protettrice. Per la costruzione della tratta Nesima-Monte Po verrà fatta entrare dal cantiere che è stato inaugurato sabato mattina, nei pressi della Torre Tabita. Nel tratto Stesicoro-Palestro, lotto le cui opere civili sono state finanziate ma non ancora appaltate, probabilmente verrà fatta entrare dal cavalcavia dell'asse dei servizi di via Palermo, dove sarà montata. Qui inizierà lo scavo in discesa fino ad intercettare il tracciato di progetto, direzione stazione Stesicoro; finito lo scavo la TBM verrà smontata ed estratta dai pozzi di aerazione, tranne lo scudo che rimarrà sepolto in galleria. Ecco come si monta una TBM. Ecco come avviene lo scavo con la TBM, questo sistema rende la costruzione della galleria molto più veloce e non danneggia gli edifici sovrastanti.

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28 lug 2015

RENDERING | Metro Nesima-Monte Po, consegnate le aree di cantiere: ecco come saranno le stazioni

di Roberto Lentini

Come da cronoprogramma, sabato scorso è stata consegnata all'impresa aggiudicataria, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, l'area del cantiere per la realizzazione della tratta Nesima-Monte Po della metropolitana di Catania. Il prossimo passo sarà l'avvio effettivo dei lavori, a partire del quale scatteranno i 600 giorni per l’ultimazione che pertanto, salvo imprevisti, potrà avvenire entro il 2017, con possibile apertura della tratta all'esercizio nel 2018. La tratta Nesima-Monte Po si estenderà per 1,7 km e comprenderà due nuove stazioni in direzione Misterbianco: Fontana e Monte Po. La stazione Fontana sorgerà nei pressi del nuovo Ospedale Garibaldi e avrà a disposizione il parcheggio scambiatore di Monte Po,  capace di ospitare 850 auto e 30 bus. Ci sarà pure un ingresso, tramite un tunnel, direttamente all'interno del complesso ospedaliero Garibaldi nuovo. La stazione Monte Po si troverà nella biforcazione con Corso Carlo Marx, già all'interno del comune di Misterbianco. Lo scavo di questa  tratta verrà effettuato con una TBM (fresa meccanica a piena sezione, comunemente chiamata "talpa") dal diametro di 10 m. La Talpa, già acquistata, è stata chiamata Agata, in onore della Santa protettrice di Catania. In questo tratto  la TMB verrà fatta entrare nei pressi della Torre Tabita: qui inizierà lo scavo in discesa fino ad intercettare il tracciato di progetto, direzione stazione Nesima. Finito lo scavo la TBM verrà smontata ed estratta dai pozzi di aerazione, tranne lo scudo che rimarrà sepolto in galleria. Qui un video di come si monta una TBM.

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27 lug 2015

FOTO | Metro, stazione Milo: lavori in fase avanzata

di Amedeo Paladino

Sabato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio accompagnato dal sindaco Enzo Bianco, dal Commissario della Ferrovia Circumetnea Virginio Di Giambattista e dal Direttore Generale Alessandro Di Graziano si è recato al cantiere della stazione della metropolitana Milo. L’attuale percorso della metropolitana è così articolato, da nord verso sud: Borgo Giuffrida Italia Galatea Stazione Centrale FS Porto A fine giugno 2016 è prevista l’apertura al pubblico delle tratte Nesima-Borgo e Galatea-Giovanni XXIII, per rispettare i tempi i lavori dovranno essere completatati entro i primissimi mesi del 2016, dopo i quali saranno necessari 6 mesi per il collaudo.Questo significa che ai 3,8 km della Borgo-Porto, già in esercizio, si aggiungeranno i 3 km della Borgo-Nesima e altri 1,9 km della Galatea-Stesicoro (900 metri Galatea-Giovanni XXIII, 1 km il tratto rimanente), per un totale di 8,8 km: più del doppio del tracciato attuale, passando dalle attuali 6 stazioni a ben 12. È bene ricordare che questo assetto comprende la diramazione di superficie, l’unica a binario unico, tra Galatea e Porto, della lunghezza di 1,8 km. Pertanto la linea diretta, interrata e a doppio binario, del collegamento Nesima-Stesicoro, consterà di 10 stazioni lungo circa 7 km, così articolata: Nesima (Parcheggio scambiatore + AMT + FCE) San Nullo Cibali Milo (Cittadella Universitaria) Borgo Giuffrida Italia Galatea Giovanni XXIII  Stesicoro a cui si aggiunge la diramazione di 1,8 km: Galatea Stazione Centrale FS Porto La Stazione di via Milo è probabilmente quella in cui i lavori sono allo stato più avanzato: Il piazzale della stazione Milo che fungerà da nodo intermodale è quasi pronto: i vani ascensore e la passerella pedonale d'accesso all'area sono pronti, l'area è stata asfaltata; manca solamente la segnaletica orizzontale che delimiterà gli stalli auto e la circolazione interna al parcheggio. Ecco l'ingresso della stazione, il mezzanino e la galleria: La piattaforma per la posa dei binari è pronta, il mezzanino è ormai completo,  le scale mobili devono essere installate; poi si provvederà ai sistemi tecnologici per l'informazione al pubblico, sicurezza e bigliettazione realizzati dall'azienda Thales Italia collegati al centro di controllo presso la stazione Borgo. Questa stazione sarà particolarmente importante, in quanto utile per raggiungere il vicino presidio ospedaliero Arnas Garibaldi, la Cittadella Universitaria e la Caserma Sommaruga. Costituirà, inoltre, una valida alternativa alla stazione di Cibali per raggiungere lo stadio Angelo Massimino (in particolare la Tribuna B e la Curva Sud); inoltre sulla carreggiata est di viale Alexander Fleming all’altezza della stazione della metropolitana, è presente anche una fermata del BRT1 in direzione Due Obelischi. Senza dimenticare, in un prossimo futuro, l’ulteriore collegamento (si parla al momento di funivia aerea) allo studio da parte di Amministrazione Comunale e Università degli Studi di Catania per collegare la stazione Milo al parcheggio scambiatore di via Santa Sofia, passando per la Cittadella Universitaria ed il Policlinico Vittorio Emanuele. Ad oggi occorre sottolineare che la stazione appare separata dal tessuto urbano con cui confina immediatamente a sud, separata proprio dalla ferrovia di superficie della Circumetnea. Sarebbe quanto mai opportuno un accorgimento semplice come un piccolo cavalcaferrovia pedonale al fine di agevolare il futuro accesso alla stazione anche dall’area di via Mineo e di via Costanza d’Aragona, strade vicinissime in linea d’aria ma, in assenza di collegamento diretto, lontane centinaia di metri (e buona parte in ripida salita) dall’accesso alla stazione metropolitana.

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