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04 gen 2019

Tre proposte per ridisegnare gli accessi alla città di Catania

di Roberto Lentini

La scorsa settimana, in occasione della conferenza stampa per la riapertura dei termini di partecipazione del concorso internazionale di idee per il waterfront cittadino, sono stati presentati i primi contributi concreti al nuovo Piano Regolatore Generale di Catania. Sono tre i progetti presentati con soluzioni che ridisegnano le principali vie d’accesso alla città: l’area di Zia Lisa per chi arriva dall’aeroporto, la zona della Civita in cui sbarcano i croceristi che approdano al porto e coloro che scendono dal treno alla stazione ferroviaria e la fascia Cannizzaro/Ognina percorsa da chi arriva dall’autostrada A18. Si tratta del risultato finale del workshop internazionale d’Architettura “Layer Zero 2018”, che si è concluso il 15 dicembre scorso dopo un’intensa settimana di lavoro con all’opera, negli spazi di Palazzo della Cultura, oltre 40 architetti, studenti e professionisti dia locali che provenienti da importanti studi di livello mondiale. Queste le tre idee riprodotte nei masterplan, ciascuna accompagnata dal “piano di fattibilità”: Squadra CIVITA (in visita: Elisabetta Gabrielli; residente: Giuseppe Parisi; coordinatore: Andrea Toscano; tutor: Martina Arena, Irene Chiara D’Antone e Domenico Maugeri; studenti: Ilenia Billone, Michele Moliteo, Marina Passaro, Graziano Testa): Sul prospetto di una ricucitura tra la città e il suo waterfront, spicca la rifunzionalizzazione degli archi della marina, che diventano anche luogo di passeggiata, sia sotto che sopra gli stessi. Una riconfigurazione di un’area oggi priva di una naturale pedonalizzazione, che viene invece rivalorizzata nel rispetto del tessuto urbano e dell’anima popolare del quartiere. Squadra OGNINA/CANNIZZARO (in visita: Gianluca Peluffo; residente: Angela Catanese; coordinatore: Sabrina Tosto; tutor: Claudia Manusia e Marilena Lanzafame; studenti: Chiara Ciliberto, Roberto Nigro e Giovanna Ferrara). Il principio fondante è la riorganizzazione totale della viabilità in funzione del potenziamento dell’ospedale, la cui presenza richiede anche un nuovo edificato che risponda alle esigenze non solo di chi abita l’area, ma soprattutto di chi vi transita per raggiungere la struttura sanitaria. Uno spazio da restituire anche a livello pedonale, con la proposta di una piazza in quota che si snoda fino al mare. Squadra ZIA LISA (in visita: Salvatore Settecasi e Francesca Baldessari; residente: Koncita Santo; coordinatore: Eleonora Bonanno; tutor: Erica Drago, Rossella D’Angelo e Alberto Leonforte; studenti: Yarihanna Bufalino, Giovanni Di Stefano e Dario Martinez). La parola chiave è “connessione”, sia tra la città e il suo hub aeroportuale che tra i quartieri periferici e la Plaia, passando per il parco naturale del Boschetto. Un’analisi accurata delle criticità ma soprattutto delle opportunità che possano rigenerare l’ambiente urbano e il paesaggio che caratterizzano l’area. Una trasformazione da luogo chiuso e frammentato a nuova cerniera definita e riconoscibile. Ti potrebbe interessare: “Waterfront” di Catania, concorso internazionale di idee: si riaprono i termini

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29 dic 2018

“Waterfront” di Catania, concorso internazionale di idee: si riaprono i termini

di Mobilita Catania

Nella prima settimana di gennaio verranno riaperti i termini e modificate le modalità di partecipazione del concorso internazionale di idee, rendendolo più aperto rispetto a quello presentato un anno fa, per la rigenerazione urbanistica dell'area che da Piazza Europa arriva sino alla zona del faro Biscari, attraverso un Masterplan che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali nell’ottica della redazione del muovo Prg di Catania. Lo ha reso noto il sindaco Salvo Pogliese che insieme al Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Andrea Annunziata e al direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani ha annunciato la pubblicazione, del nuovo bando per scegliere i tre migliori progetti per ridisegnare la fascia cittadina dove  ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria e il Porto con la città: ”In pieno spirito di collaborazione con gli ordini professionali -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese abbiamo raccolto le loro sollecitazioni procedurali affinché vi sia una partecipazione larga per ricevere contributi e proposte più ampia possibile per definire una visione di città moderna e all’avanguardia nella prospettiva della Catania del futuro. In questa nostra visione di fare tornare Catania una città di mare, che è cardine dell’impostazione del nuovo Piano regolatore a cui stiamo lavorando e per questo il rapporto con l’Autorità Portuale assume un ruolo di grande valenza strategica, a cominciare dalla realizzazione di una nuova stazione marittima che elemento importante di un puzzle che ogni giorno stiamo componendo con entusiasmo, concretezza e determinazione”.  L’obiettivo dell’iniziativa è quello di creare un “concetto” funzionale e territoriale per una città metropolitana, rivitalizzare i significati della zona portuale in cui allocare la stazione marittima la club house per il comparto crocieristico e turistico, le aree dismesse della Cementeria, le infrastrutture ferroviarie, metropolitane e della mobilità come mostrano importanti esempi di altre città che hanno panificato il territorio con progettualità programmate. Il piano è assolutamente condiviso dal presidente dell’Autorità Portuale Andrea Annunziata che anzi ha sollecitato pubblicamente “la conclusione della procedura concorsuale entro Aprile così da portare il progetto alla convention internazionale sul turismo di Miami per indirizzare nuovi flussi  di visitatori americani a Catania”.   All’iniziativa promossa dal sindaco Salvo Pogliese e dal responsabile dell’urbanistica comunale Biagio Bisignani, hanno partecipato anche il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione, il presidente della commissione consiliare urbanistica Manfredi Zammataro, gli assessori Cantarella e Arcidiacono e numerosi professionisti, che nei loro interventi hanno sottolineato il concreto dialogo che si è avviato con la nuova Amministrazione Comunale. Contributi importanti che il sindaco ha subito recepito per proseguire rapidamente il lavoro di pianificazione urbanistica sono giunti anche dai vertici degli ordini professionali, Alessandro Amaro presidente Ordine Architetti Catania, Giuseppe Platania presidente Ordine Ingegneri Catania, Mauro Scaccianoce presidente Fondazione Ingegneri Catania. .

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28 dic 2018

Prg, riaperti i termini del bando internazionale di idee per il waterfront cittadino

di Mobilita Catania

Sabato 29 dicembre, alle ore 10:30, nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti verrà annunciata la riapertura dei termini e le modifiche alle modalità di partecipazione del concorso internazionale di idee per la rigenerazione urbanistica, attraverso un Masterplan quale strumento di pianificazione di massima che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali, dell’area che da Piazza Europa arriva sino alla zona del faro Biscari.  In tale ampia fascia urbana, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente e il Porto con la città, aree che rappresentano alcune delle criticità più importanti in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza abitativa. L’iniziativa si colloca tra le azioni messe in atto dal sindaco Pogliese per definire le linee guida della revisione dello strumento urbanistico, fermo al 1969, di cui il riordino della zona costiera è elemento essenziale per riqualificare e mettere a sistema un insieme di aree industriali dismesse, aree residenziali degradate, vuoti pubblici, infrastrutture ferrate, ingressi della città, luoghi della villeggiatura e del “mare”, con i criteri di una disciplina pianificatoria complessiva che finalmente il Comune si appresta a varare. In questo senso il sindaco Pogliese ha dato indicazione agli uffici di “ripescare” alcuni importanti progetti del fronte mare redatti negli anni passati ma rimasti inutilizzati e di rendere ancora più partecipato il concorso di idee, allargando i criteri di adesione al precedente bando, per giungere alla sintesi migliore di disegnare efficacemente il nuovo rapporto tra il mare e la città del futuro nell’ambito del nuovo Prg. All’iniziativa promossa dal sindaco Salvo Pogliese e dal responsabile dell’urbanistica comunale Biagio Bisignani, parteciperà anche il presidente il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar di Sicilia Orientale Andrea Annunziata che, oltre a condividere sin dall’origine l’iniziativa di un concorso di idee, ha in programma di realizzare la nuova stazione Marittima quale primo atto edificatorio e progettuale di questo imponente piano di rigenerazione del fronte mare cittadino. Saranno presenti anche i rappresentanti degli ordini professionali di settore che, nei mesi scorsi, hanno sollecitato la riapertura dei termini e le nuove modalità di partecipazione al bando che era stato varato nell’inverno scorso dalla precedente amministrazione. Durante lo stesso incontro, in sala giunta, il sindaco Salvo Pogliese riceverà, inoltre, i primi contributi concreti al nuovo Piano Regolatore Generale di Catania: tre progetti d’architettura che propongono la rigenerazione urbana delle principali vie d’accesso alla città. Vale a dire: l’area del quartiere di Zia Lisa per chi arriva dall’aeroporto; la zona della Civita in cui sbarcano i croceristi che approdano al porto e coloro che scendono dal treno alla stazione ferroviaria; la fascia Cannizzaro/Ognina percorsa da chi arriva dall’autostrada A18. Si tratta del risultato finale del workshop internazionale d’Architettura “Layer Zero 2018” che si è concluso il 15 dicembre scorso dopo un’intensa settimana di lavoro che ha visto all’opera, negli spazi di Palazzo della Cultura, oltre quaranta tecnici tra studenti e professionisti in architettura, provenienti anche da importanti studi di livello mondiale.

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26 dic 2018

Terremoto, iniziate le operazioni di sgombero delle strade a Zafferana

di mobilita

In seguito all'evento sismico di questa notte che ha colpitoil comune di Zafferana e in particolar modo gli abitanti delle frazioni di Fleri, Pisano e Poggiofelice la macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Sono state già concluse le operazioni di primo soccorso nei confronti dei feriti con la collaborazione dei VV.FF, del personale del 118 e delle associazioni locali. Sono in corso d'opera tutte le operazioni di sgombero delle strade occupate dai crolli e il ripristino della viabilità. Il centro di prima accoglienza per gli sfollati è stato individuato nella scuola elementare di Fleri in via Rossi. È già operativo, presso la sede del Comune, lo sportello segnalazione per eventuali sopralluoghi

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29 nov 2018

Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti

di Andrea Tartaglia

Piazza Pietro Lupo, grande spazio urbano nel cuore della città di Catania, a pochi metri da via Teatro Massimo, è tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale e di alcune associazioni civiche. Ciò da quando, nell'ottobre scorso, il Comune di Catania ha annunciato il suo piano di parcheggi scambiatori, il quale ricomprendeva anche il Parcheggio Lupo. Parcheggio che in quel piano, destinato alla realizzazione di aree di sosta in corrispondenza di nodi di scambio con mezzi pubblici (metro e/o bus), effettivamente stonava non poco, innanzitutto per la evidente mancanza della prerogativa necessaria: sebbene così denominato, infatti, non poteva essere considerato un parcheggio di interscambio, poiché non avrebbe scambiato con alcun mezzo pubblico. I parcheggi scambiatori, infatti, sono normalmente di elevata capacità e siti in aree decentrate in corrispondenza di stazioni ferroviarie, metro o capilinea bus, in modo da agevolare l'intermodalità e incentivare la mobilità sostenibile, anche attraverso tariffazioni convenienti in modo da scoraggiare l'uso del mezzo privato per raggiungere il centro. Tutti aspetti che sarebbero venuti a mancare nel caso del parcheggio Lupo, peraltro a raso, quindi con la prospettiva di una distesa di auto in sosta in superficie in pieno centro. Da qui le varie proteste di diverse associazioni civiche, come CittàInsieme o Legambiente Catania, pronte a dare battaglia affinché si scongiurasse la realizzazione di un grande parcheggio a raso nella piazza. Piazza nella quale insiste un edificio pericolante nonché esteticamente discutibile, che peraltro spezza la piazza in due, noto come "palestra Lupo" poiché in passato fu sede anche di attività sportive (sebbene sorto per altri scopi), successivamente abbandonato e quindi preda del degrado. L'edificio, negli ultimi anni, è stato preso in uso da alcuni volontari che ne hanno fatto la sede per diverse attività civiche lodevoli di supporto al quartiere e alla città, volontari pure allarmati perché il parcheggio a raso avrebbe comportato la demolizione dell'edificio. Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse novità importanti: la prima è stata che l'Amministrazione Comunale, convintasi dell'inopportunità del parcheggio a raso, ha deciso di non procedere alla sua realizzazione, avviando contestualmente un'interlocuzione con il gruppo occupante la palestra allo scopo di dargli ufficialmente in gestione la struttura, comunque destinata in futuro a essere demolita in caso di reperimento delle risorse economiche ai fini della totale riqualificazione della piazza. Un'ottima prospettiva, considerando anche che per le attività oggi svolte nell'ex palestra si è manifestata l'intenzione di trovare, nel caso, una nuova sede. Ma eccoci alla seconda novità, che annulla la precedente: proprio in questi giorni l'Amministrazione Comunale ha appurato di non disporre del bene in questione in quanto l'ex palestra, prima di proprietà della Regione, è stata già da anni venduta a privati. Qualcosa che avrebbe dovuto essere già noto e invece si è rivelato essere una scoperta. Per mantenere il proposito di demolirla e riqualificare la piazza, quindi, l'amministrazione comunale dovrebbe trovare ulteriori risorse economiche per l'esproprio e far fronte a eventuali opposizioni. Uno scenario evidentemente inverosimile, soprattutto per l'aggravamento delle esigenze economiche, e quindi nefasto, con la realistica possibilità di vedere piazza Pietro Lupo nel medesimo stato attuale ancora per diversi anni, cioè con un edificio pericolante (e... brutto, si passi il termine poco elegante) attorniato da un disordinato parcheggio a raso (com'è noto, infatti, la superficie della piazza è già utilizzata per questo scopo e la demolizione dell'edificio avrebbe permesso di ricavare alcune decine di stalli in più). Alla luce di questa situazione ingarbugliata, una possibile soluzione è quella -tutta da verificare- già occorsa all'Amministrazione Comunale, per parola dell'Assessore alla Mobilità Arcidiacono. E cioè il ritorno a un progetto che risale ai tempi dell'Amministrazione Scapagnini, ovviamente da ridefinire, vale a dire la realizzazione di un parcheggio interrato in project financing, che potrebbe essere realizzato o dagli stessi attuali proprietari della palestra Lupo, o da nuovi soggetti privati in grado di accollarsi le spese, mediante un nuovo bando. Il project financing, lo ricordiamo, consiste sinteticamente nel permettere a privati, con risorse interamente o in buona parte private, di realizzare un'opera pubblica, avendone poi la gestione per un prestabilito numero di anni, tale da compensare la spesa iniziale e garantire un ritorno economico (senza il quale, com'è ovvio, nessuna opera potrebbe essere realizzata da soggetti privati). Si potrebbe dire: ma se così si facesse, non rimarrebbe sempre il "problema" di avere un parcheggio in centro? E qui occorre compiere un ragionamento utile a fare emergere le enormi differenze tra la prima ipotesi di un parcheggio a raso e quella nuova di un parcheggio interrato in project financing, apparentemente così simili. Partiamo, però, da un dato evidente, poc'anzi accennato, che già da solo potrebbe giustificare la prospettiva di realizzare un parcheggio interrato, e cioè: alla luce di quanto sopra, se non si procede a un bando per un parcheggio interrato in piazza Lupo, quest'ultima -con ogni probabilità- rimarrà così com'è ancora per parecchi anni. E cioè una piazza imbruttita dalla presenza di un immobile degradato circondato da una distesa di auto in sosta in superficie. Un parcheggio interrato, invece, consentirebbe, attraverso un bando ben studiato, di ottenere: la demolizione dell'ex palestra Lupo (previa, ovviamente, ricollocazione in altra sede delle attività che vi si svolgono attualmente); l'eliminazione di tutta la sosta veicolare in superficie: non solo da piazza Pietro Lupo, ma anche, volendo, da piazza Angelo Majorana, via Spadaccini e nel tratto di via Monsignor Ventimiglia compreso tra via Antonino di Sangiuliano e piazza Mario Cutelli; la totale riqualificazione in superficie di tutte le aree interessate dalla rimozione della sosta a raso, con nuovo verde pubblico e tutte le attrezzature che si volessero eventualmente fornire; restituire alla piazza la sua vera funzione di spazio pubblico urbano aperto, attrezzato e godibile, piacevole luogo di incontro e per attività all'aria aperta in piena città. Si potrebbe quindi ottenere una riqualificazione in superficie di una vasta area che funge da ingresso al centro storico, il cui cuore si raggiunge, infatti, attraverso le vicine via Di Sangiuliano, piazza Cutelli e via Vittorio Emanuele II, estendendo notevolmente l'area pedonale dall'imbocco di via Teatro Massimo a tutta la piazza Lupo, via Spadaccini e via Monsignor Ventimiglia (nel tratto sopracitato), eccezion fatta, naturalmente, per le opportunamente dimensionate corsie di attraversamento carrabile, da limitare all'effettivo ingombro di mezzi in transito, in modo da impedire -anche fisicamente- fenomeni di "sosta selvaggia". Sì, ma come la mettiamo con la presenza del parcheggio in centro? Innanzitutto va considerato che, nell'ipotesi appena formulata, verrebbero meno molti posti auto in superficie. Posti auto che così, semplicemente, si trasferirebbero sottoterra, dando la legittima possibilità a residenti ed esercenti dell'area di poter comunque disporre, all'occorrenza, dell'accessibilità al mezzo privato, che non può totalmente eliminarsi. Il parcheggio, inoltre, sarebbe pertinenziale, non scambiatore (si è già spiegato perché non può essere scambiatore), cioè con una capacità limitata, di pertinenza, o a servizio, solo dell'area interessata. Per intenderci, avrebbe, o supererebbe di poco, la capacità di tutti gli stalli che sarebbero eliminati dalla superficie ma non diventerebbe polo di attrazione di nuovo traffico urbano. Solo a residenti ed esercenti di attività nell'immediata prossimità della piazza il parcheggio offrirebbe tariffe agevolate. Per tutto il resto dell'utenza, la tariffazione sarebbe maggiorata, in modo da scoraggiare il ricorso all'auto privata e incentivando l'uso del mezzo pubblico, pur permettendo comunque facoltà di scelta, fermo restando che l'utenza, in base a orari, circostanze, capacità motorie, trasporto di materiale, etc. può avere effettivamente bisogno di utilizzare un mezzo privato per recarsi sul posto. Va ricordato che, in fin dei conti, non si tratta di una piazza storico-monumentale come invece sono, tra le altre, piazza Università, piazza Duomo o piazza Vincenzo Bellini, già al centro di aree pedonali o zone a traffico limitato. Si tratta, bensì, di una piazza che rimarrebbe comunque attraversata dal traffico veicolare di via Monsignor Ventimiglia, importante arteria di collegamento per raggiungere il porto, via Cardinale Dusmet, la Civita. In definitiva, il bando in project financing permetterebbe di risolvere molte criticità (economiche in primis), eviterebbe il perpetuarsi dell'attuale situazione della piazza, già degradata e che rischia di rimanere in questo stato per molti anni, non avrebbe impatto negativo sul traffico e permetterebbe una radicale riqualificazione delle aree in superficie, tale da dare un nuovo volto e nuovo valore all'intera area. Tutto ottenibile attraverso un bando ad hoc, che dev'essere capace allo stesso tempo di rendere economicamente appetibile l'operazione pur scongiurando eventuali deviazioni dallo scopo dell'intervento: riqualificare un pezzo di città, il che sottintende, ormai, non ostacolare ma anzi essere di supporto alla mobilità sostenibile. Ti potrebbero interessare: Catania, presentato il nuovo piano di parcheggi scambiatori Parcheggio Lupo, Legambiente: «scelta dannosa trasformare la piazza in parcheggio»  

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24 nov 2018

Legambiente domani ripulisce la foce del fiume Simeto

di Mobilita Catania

A conclusione del corso di alfabetizzazione ambientale "Insieme per Ri-cucire" organizzato da Legambiente Catania con la collaborazione dell'ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna (U.D.E.P.E) domenica 25 novembre il circolo catanese insieme ai cittadini che si vorranno aggregare e alle associazioni che hanno già aderito all'invito darà vita a un'azione di pulizia della Foce del fiume Simeto che a causa delle piogge di queste settimane è stata invasa dei rifiuti, danneggiando il complesso e delicato ecosistema dell'Oasi. La giornata di pulizia s'inserisce nelle iniziative dell'evento nazionale "Puliamo il Mondo dai pregiudizi" e avrà luogo con il seguente programma: 9,00 Piazza Michelangelo organizzazione del tragitto in carpooling. 9,45 : Foce del fiume Simeto ( ingresso da via Alicudi)- Dopo i saluti delle associazioni partecipanti, e la consegna del materiale per la raccolta(sacchi-guanti), verrà spiegato come e quali rifiuti raccogliere, salvaguardando la riserva. Ore 13.30 - Pranzo a sacco presso il Centro polifunzionale Torre allegra. Ore 15.00 - Conclusioni e consegna attestati di partecipazione da parte di Legambiente Ct ai partecipanti del progetto "Ricucire ". Chi vorrà partecipare all'evento successivamente all'orario d'inizio potrà raggiungere il gruppo direttamente presso la foce del fiume Simeto. Hanno aderito all'iniziativa Associazione Orione, Mobilità Sostenibile Catania, Africa Unita, Associazione Guide Turistiche Catanesi, Comunità di Sant' Egidio, Coop Alleanza 2.0, Dusty, Etnambiente, Regione siciliana Dipartimento Acque e Rifiuti, Comune di Catania- Assessorato Ecologia ed Ambiente, Ufficio Uepe- ufficio esecuzione penale esterna Ministero Grazia e Giustizia, AMT, Presidio Simeto. "La giornata organizzata insieme ad altre associazioni con il sostegno di alcuni enti pubblici rappresenta il momento conclusivo di un progetto di educazione ambientale che ha riscontrato un grande successo in termini di partecipazione, - dichiara la presidente di Legambiente Catania, avvocato Viola Sorbello. Nei due incontri che si sono svolti il 5 e il 19 novembre tecnici ed esperti hanno relazionato sulla salvaguardia ambientale, fornendo una formazione completa sui temi del risparmio energetico, della mobilità, del recupero delle materie prime, dell'ecosistema marino, degli ecoreati, della trasformazione dei rifiuti in energia, dei benefici del verde e del rischio idrogeologico. L'azione di pulizia della foce del Simeto si pone l'obiettivo di rispondere ad una funzione concreta: arginare il grave problema della presenza di rifiuti che sta mettendo a rischio il delicato ecosistema dell'oasi, con lo stesso spirito di partecipazione civica e convivialità che ha condotto il progetto in queste settimane." Il risultato atteso da noi volontari è che l'azione ponga l'attenzione sul deficit di pulizia dell'oasi che rimane esclusa dal contratto di gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani; un'area come questa all'interno del territorio cittadino è una risorsa ambientale e turistica preziosa che merita più attenzione". - conclude il presidente Viola Sorbello.

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20 nov 2018

I luoghi del cuore del FAI: la Porta Garibaldi di Catania in rimonta

di Andrea Tartaglia

La campagna "I luoghi del cuore" 2018 del Fondo Ambiente Italiano sta per giungere a termine: ancora 10 giorni e si chiuderanno le votazioni per i numerosissimi siti di interesse storico e culturale italiani che concorrono: la Porta Garibaldi di Catania rientra nelle attuali prime 20 posizioni su oltre ventimila luoghi in competizione. La Campagna del FAI mira alla valorizzazione e riqualificazione dei luoghi più belli e significativi d'Italia spesso vittima di incuria o abbandono, proponendo progetti concreti di recupero anche con l'erogazione di contributi economici. Per selezionare i luoghi da riqualificare, vengono presi in considerazione quelli che ottengono più voti attraverso un censimento che si tiene negli anni pari e coinvolge tutti i cittadini, al quale, negli anni dispari, segue la fase degli interventi concreti nei luoghi scelti. Catania concorre con numerosi siti: oltre alla Porta Garibaldi, che fra tutti è quello più seguito e quindi con più probabilità di ottenere poi un riscontro in termini di reale valorizzazione e riqualificazione, quelli che godono delle migliori posizioni sono l'Aula Magna e la corte del Convitto Cutelli e il Fiume Amenano, molto distanti, però, dalla vetta della classifica. La votazione è multipla, quindi si possono votare più siti. Il prossimo 30 novembre si chiuderà la consultazione on line, estremamente semplice (basta un click) e realisticamente, tra i siti catanesi, quello che può ancora ragionevolmente ambire a ottenere poi un riscontro concreto è proprio la Porta Garibaldi/Ferdinandea, attualmente al 20° posto dopo aver scalato numerose posizioni nelle ultime settimane, oltretutto  a pochi voti di distanza dai siti che la precedono. Per questo è ancora importante votare e far votare questo sito storico del capoluogo etneo che ha certamente bisogno e merita la valorizzazione e la riqualificazione che le competono: QUI IL LINK ALLA PAGINA UFFICIALE PER LA VOTAZIONE. La Porta Ferdinandea, oggi intitolata a Giuseppe Garibaldi, è un arco di trionfo realizzato nel 1768, su progetto di Stefano Ittar e Francesco Battaglia, per commemorare le nozze di Ferdinando IV e Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. Si trova tra piazza Palestro e piazza Crocifisso Majorana, alla fine di via Giuseppe Garibaldi, nel quartiere del Fortino, in dialetto catanese Futtinu. La zona è chiamata così in ricordo di un fortino costruito nelle vicinanze dal viceré principe di Ligne, dopo l'eruzione lavica del 1669 che colpì la città su tutto il lato occidentale, annullandone le difese medievali. Dell'opera di fortificazione avanzata, che sorgeva a sud di piazza Palestro, rimane una porta in via Sacchero. “Melior de cinere surgo” sono le parole di una celebre iscrizione sulla Porta Ferdinandea riferita alle molteplici distruzioni che ha subito Catania, a seguito delle quali è sempre rinata. Questa frase sintetizza la fierezza di una popolazione che, instancabile, continua a ricostruire sempre più bella la propria città sulle ceneri della precedente.  

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