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07 mar 2017

Inquinamento atmosferico diffuso in tutta la città e decibel alle stelle

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono al centro del viaggio del "Treno Verde" di Legambiente che nei giorni 24, 25, 26 febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Grazie alla collaborazione con VALORIZZA brand di Studio SMA e Gemmlab, Orion, e con il contributo scientifico della Sapienza, del CNR e dello IUAV – sarà realizzato un monitoraggio scientifico (rumore e inquinamento atmosferico) in postazioni fisse e itineranti e uno speciale monitoraggio indoor. Sono stati sei i luoghi monitorati, alcuni dei quali sono stati indicati da noi di Mobilita Catania, grazie ai consigli del professore Giuseppe Inturri del Dipartimento di Ingegneria di Catania e dell'ingegnere Enza Torrisi; di questi, 3 luoghi insistono nelle strade in cui sono presenti i rilevatori del traffico che fanno parte di un progetto di monitoraggio dell'Università di Catania. Il controllo delle polveri sottili e del rumore è stato eseguito nei giorni 23, 24 e 25 febbraio in sei punti strategici della città: due aree del centro storico di Catania (Via Vittorio Emanuele nei pressi di piazza San Francesco D’Assisi e Piazza università – area pedonale); due arterie principali che connettono le periferie con la città, via Vicenzo Giuffrida e in prossimità della rotatoria di via Felice Fontana; una via ad elevato scorrimento lungo viale Africa ed infine la strada di accesso nel plesso scolastico Vitaliano Brancati del quartiere San Giorgio in viale Biagio Pecorino. I risultati nel dettaglio sono consultabili a questo link. In tutte le stazioni i decibel registrati dalla strumentazione di Legambiente hanno mostrato valori ben al di sopra dei limiti di legge: tre di queste (le due arterie e la via ad elevato scorrimento) hanno registrato valori di Leq oltre i 70 decibel (valori che secondo la normativa vigente non sarebbero permessi neanche nelle aree industriali), mentre le altre 3 stazioni (le due zone centrali e il plesso scolastico) hanno raggiunto valori medi compresi tra 65 e 69 db (il limite è rispettivamente di 60 db per le vie trafficate e 45 db per le aree protette come le scuole). Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, il monitoraggio è stato eseguito con una strumentazione per le polveri sottili (PM10) ed una portatile per le polveri fini e ultrafini (PM10 – 2,5 e 1) nelle stesse zone: pur non essendo state registrate concentrazioni particolarmente elevate nei vari punti scelti (le medie orarie registrate variano dai 3 microgrammi a metro cubo su viale Africa ai 21 microgrammi di Piazza Università), c’è da evidenziare come la stazione di monitoraggio abbia mostrato concentrazioni di polveri sottili molto simili a quelle rinvenute in vie secondarie distanti qualche centinaio di metri dalla principale. A dimostrazione di come lo smog non riguardi solo le strade molto trafficate, ma si diffonda anche quelle nelle immediate vicinanze, magari meno trafficate, in cui si insediano attività sensibili, commerciali o residenziali, ed in cui i cittadini hanno la convinzione di una migliore qualità dell’aria.    

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03 mar 2017

Nuova viabilità per consentire un più facile accesso al parcheggio Bellini della Fiera di Catania

di Mobilita Catania

Vista la necessità di agevolare l’ingresso al Parcheggio Bellini di Via Cosentino ed evitare la commistione tra traffico veicolare ed utenti del mercato, nonché di trovare una sistemazione ottimale per gli operatori del mercato, il 13 gennaio è stato eseguito un sopralluogo congiunto al quale hanno partecipato l’Assessore alle Attività Produttive, il Vice Comandante del Corpo Polizia Municipale, collaboratori della Società Sostare, commercianti della zona, tecnici della Direzione Attività Produttive e del Servizio Ufficio Traffico Urbano. All'esito del sopralluogo, dopo aver analizzato diverse ipotesi, si è convenuto che la soluzione ottimale è di realizzare il doppio senso di circolazione in Via Cosentino, dal Parcheggio Bellini a Via Luigi Castiglione, e di chiudere al transito veicolare, eccetto cicli e motocicli, il tratto di Via Luigi Rizzo compreso tra le Vie Cosentino e Teocrito, trasferendo alcuni stalli del mercato da Via Cosentino a Via Rizzo. Di seguito le nuove disposizioni adottate in via sperimentale: Doppio senso di circolazione in via Cosentino, nel tratto compreso tra il Parcheggio Bellini e via Luigi Castiglione; Istituzione dell’obbligo di arresto all’incrocio (STOP), in Via Cosentino angolo Via Luigi Castiglione; Istituzione del divieto di transito a mt. 100, in Via Cosentino angolo Via Luigi Castiglione; Istituzione della sosta riservata a cicli e motocicli in Via Luigi Rizzo lato Est da Via Cosentino a Via Teocrito; Istituzione, ambo i lati, del divieto di accesso eccetto motocicli con limite di velocità di 10 km/h, in Via Luigi Rizzo nel tratto e nel senso da Via Cosentino a Via Teocrito    

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20 feb 2017

Lungomare Aci Castello, più vicino il collegamento pedonale con Aci Trezza

di Roberto Lentini

Potrebbe finalmente sbloccarsi l'annosa vicenda del collegamento pedonale del lungomare dei ciclopi. Il sindaco di Acicastello ha infatti chiesto all’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati un incontro per una possibile assegnazione del Lido dei Ciclopi, all’amministrazione acese che lo destinerebbe ad uso civico. "La legge - ha affermato il sindaco Filippo Drago - pone i comuni come soggetti prioritari per utilizzi istituzionali e sociali per i beni sottratti alla criminalità e che nel caso particolare considera la struttura del lido come un valore da tutelare, pur nella consapevolezza della volontà popolare del passaggio pedonale di congiungimento del Lungomare dei Ciclopi". In effetti la volontà popolare c'era già stata con un referendum in cui i cittadini di Acicastello erano invitati a rispondere sì o no al congiungimento pedonale permanente del lungomare Scardamiano di Aci Castello con il lungomare di Acitrezza. La maggioranza rispose di sì e da allora - era il 15 maggio 2011 - non è cambiato nulla se non piccole concessioni. Il collegamento tra Acicastello e Acitrezza, come è noto è stato interrotto sin dalla realizzazione del lungomare e non certo per risparmiare il parco botanico del Lido dei Ciclopi, da tempo ridimensionato per fare spazio a strutture utili al lido. Tra gli altri aspetti, proprio laddove si vorrebbe creare un passaggio pedonale permanente, al momento esiste una colata di cemento che ha sepolto l’intera costa lavica adiacente al lido; attualmente un cittadino che da Acicastello si volesse spostare ad Acitrezza a piedi deve necessariamente percorrere la strada statale con i rischi che ne conseguono. Ti potrebbe interessare: Aci Castello e Aci Trezza: il collegamento tra i paesi è un problema ancora irrisolto

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15 feb 2017

Via Mulino Santa Lucia: lavori di rifacimento del tappetino d’asfalto domani 16 febbraio

di Mobilita Catania

I preannunciati lavori di domani 16 febbraio che prevedevano il ripristino del manto stradale nella stessa via Mulino Santa Lucia, sono rinviati a data da destinarsi L' Ufficio Sottosuolo della direzione Polizia Municipale Utu comunica che domani 16 febbraio, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, in via Mulino Santa Lucia la E-Distribuzione Spa (Enel) provvederà al rifacimento del tappetino d'asfalto. Il tappetino dell'arteria era stato danneggiato da lavori urgenti, eseguiti lo scorso 2 febbraio, dovuti  a un'improvvisa interruzione della linea primaria di media tensione che serve il centro storico cittadino. Il tratto dove si svolgeranno i lavori di ripristino é nella corsia est di fronte al civico 6. Nel corso dei lavori stradali il traffico veicolare proveniente da via Domenico Tempio verso piazza Borsellino, sarà deviato su via Cristoforo Colombo e quindi su via Alcalá. Il flusso veicolare proveniente invece da via Cristoforo Colombo verso via Domenico Tempio, sarà deviato nella corsia ovest di via Mulino Santa Lucia. Le pattuglie della Polizia Municipale presidieranno la zona per assicurare fluidità al traffico veicolare nella zona.

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Opere
13 feb 2017

Catania, il progetto di Corso Martiri della Libertà

di Andrea Tartaglia

Corso Martiri della Libertà, a Catania, è un importante, ampio asse viario che collega la piazza dov'è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato al centro storico, collegando piazza Papa Giovanni XXIII a piazza della Repubblica da dove l'asse prosegue, con un percorso a baionetta, sino alla centralissima piazza Stesicoro, attraverso il Corso Sicilia. Mentre quest'ultimo è del tutto urbanizzato, Corso Martiri della Libertà è rimasto un'incompiuta e, ad oggi, quasi tutti i lotti che vi insistono sono vuoti e caratterizzati da incuria e degrado, nonostante la posizione centrale nel tessuto urbano della città. La Storia Quest'area di Catania appariva densamente costruita sino alla metà del Novecento, facendo parte del grande quartiere di San Berillo, caratterizzato da una fitta rete di strade più o meno strette, e solo in parte mantenutosi (seppur anche questo in stato di degrado) a sud dell'attuale asse di Corso Sicilia e Corso Martiri della Libertà. L’idea di un'ampia strada di collegamento tra il centro e la stazione parte più di un secolo fa, nel lontano 1913, ma l’avvento del primo conflitto mondiale interrompe sul nascere il processo. Il successivo piano di risanamento del 1927 non ha miglior sorte. Con il  P.R.G. del 1934, elaborato da Giovannoni, si ripropone il piano di risanamento del quartiere attraverso la creazione di un grande rettifilo per unire il centro con la stazione, ma stavolta è la seconda guerra mondiale a impedire la messa in atto del piano. Si riparte, così, nel 1947, e si introduce la variante (poi compiutasi) che prevede non più in un unico asse rettilineo, bensì due viali con innesto a baionetta. Il piano particolareggiato introduce anche il dimensionamento e le caratteristiche degli edifici, con la fila settentrionale dotata di portici e quella meridionale di una sagoma a sbalzo: caratteristiche evidenti nell'attuale Corso Sicilia. Il 27 Novembre 1950 viene quindi firmato l'atto costitutivo dell'Istituto Immobiliare di Catania (Istica) per il risanamento del quartiere San Berillo e nel 1954 inizia lo sventramento secondo il progetto realizzato dall'architetto Brusa ad assi sfalsati. Il termine risanamento viene utilizzato perché, oltre al proposito di asse di collegamento, una delle ragioni alla base del progetto è migliorare le condizioni igienico-sanitarie del quartiere, considerate di difficile controllo con l'assetto precedente. Al contempo si provvede a costruire un nuovo quartiere residenziale nella zona ovest della città (San Leone) per accogliere i cosiddetti "deportati di San Berillo", circa trentamila abitanti. Si prevede che, su un'area di 240.000 mq, si possano costruire circa 1.800.000 metri cubi con una spesa prevista di 10 miliardi e 338 milioni di lire e un ricavo di 7 miliardi e 338 milioni di lire. I 3 miliardi mancanti verranno forniti dal Comune con il gettito dell'imposta di famiglia. Gli espropri devono essere ultimati entro il febbraio 1960, mentre i lavori devono terminare entro il 3 luglio 1969. Ma il  27 giugno del 1969, cinque giorni prima della scadenza, viene approvata una nuova legge regionale che stabilisce una diversa densità volumetrica passando dai 18,65 mc/mq a soli 5,00 mc/mq. L'Istica, così, avvia un contenzioso con il comune di Catania che dura decenni e solo nel 1991 viene risarcita dalla giunta Bianco con circa 40 miliardi di lire. L'Istica, però, chiederà ulteriori 78 milioni di euro. Nell'agosto del 2004, il sindaco Umberto Scapagnini nomina una commissione di esperti con il compito di risolvere la questione. La conclusione della commissione è che "elementi essenziali del piano di risanamento sono: l’adeguamento del piano alle disposizioni della legge 765 del 1967 e del decreto ministeriale 2 aprile 1968; l’adeguamento dalle esigenze della mobilità e agli standard di verde pubblico e parcheggi; la destinazione delle aree edificabili per non meno del 50% alla realizzazione di attrezzature e servizi pubblici; l’indice di densità fondiaria non superiore ai 5 metri cubi a metro quadro; la riserva, infine, di un sesto dei volumi destinati alla residenza per l’esercizio del diritto di prelazione da parte dei proprietari espropriati". Su questo giudizio super partes, i proprietari presentano un nuovo schema di utilizzo dell'area. Nel 2008, subito dopo le dimissioni del sindaco Scapagnini, il commissario straordinario Vincenzo Emanuele firma un accordo con i soggetti privati titolari delle aree in questione. L’accordo prevede che circa cinquecentomila metri cubi edificabili vengano dati ai proprietari delle aree, in cambio il comune evita il pagamento di 81,4 milioni di euro. Successivamente la cubatura verrà notevolmente ridotta. Nel 2016 l'Istica ha ceduto le sue quote proprietarie al gruppo UniCredit banca. L'area, nel frattempo, è divenuta servita da due nuove stazioni della metropolitana, a ovest (Stesicoro) e a est (Giovanni XXIII), inaugurate nel dicembre dello stesso anno. Il progetto di Massimiliano Fuksas Durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, ecco il primo annuncio di un progetto considerato di rilievo, curato dall'architetto Massimiliano Fuksas, il quale giunge pure in Consiglio Comunale per illustrarne i contenuti. Tuttavia, a distanza di poco tempo, a causa di mai ben chiarite divergenze tra l'architetto e i proprietari delle aree, questi ultimi decidono di rivolgersi a un altro studio di architettura: il bolognese Mario Cucinella Architects (MCA). Questo progetto è divenuto quello ufficiale ed è stato portato avanti dall'amministrazione Bianco la quale, passando per una lunga serie di conferenze di servizi per coniugare le richieste dei privati con le esigenze della città (in tal senso, è stata già aumentata la dotazione di verde pubblico prevista), conta di avviare i primi lavori di urbanizzazione entro la fine del mandato attuale. Il Progetto di Mario Cucinella Ed eccoci al progetto attuale, per il quale è in corso la stesura del progetto definitivo. «Parola d’ordine: rigenerazione urbana, per mettere Catania in linea con il resto d’Europa». È quanto affermato dall’architetto Mario Cucinella, progettista del nuovo Corso Martiri della Libertà, nel 2012. Il progetto prevede distinte destinazioni d'uso: Residenziale, localizzata nei pressi di via Monsignor Ventimiglia; culturale (a sud) e commerciale (a nord) lungo il viale alberato (l'asse di Corso Martiri della Libertà), destinato a vasta area pedonale e ciclabile; ricettivo-alberghiera, che si affaccia su viale Libertà e piazza Papa Giovanni XXIII e, infine, verde pubblico attrezzato, lungo tutto il viale ma in particolare a nord della scuola media di via Marchese di Casalotto e, soprattutto, in piazza della Repubblica, a nord della quale si prevede la nuova sede del mercato. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di diversi parcheggi interrati. Le residenze avranno una cubatura di circa 40mila metri cubi e un’altezza di circa 25 metri per un totale di sette piani, in linea con le altezze degli edifici più alti già presenti in zona. Nella zona a est di piazza Giovanni Falcone, dove sorge la Chiesa del Santissimo Crocifisso della buona morte, è previsto il nuovo polo museale e d'intrattenimento (con un teatro), con una nuova piazza. Poco più avanti, dall’altra parte del viale, sorgerà una galleria commerciale. L’ultima zona del viale, la prima provenendo dalla stazione centrale, sarà destinata a strutture ricettivo-alberghiere. Un hotel «di circa 10mila metri cubi per 4mila metri quadrati» dovrebbe nascere proprio di fronte la nuova stazione della metropolitana "Giovanni XXIII". Particolare attenzione verrà dedicata al verde pubblico, che per trattamento ed estensione potrà rappresentare il quarto parco cittadino (dopo il parco del Boschetto della Plaia, il Parco Gioeni, la Villa Bellini e in attesa dei parchi di Librino e di Monte Po): la cura di questa parte specifica del progetto, infatti, è stata affidata alla Land Kipar di Milano.

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13 feb 2017

FOTO | Procede a buon ritmo la riqualificazione del porticciolo di Ognina

di Amedeo Paladino

I lavori di riqualificazione della passeggiata lungo il porto pescherecci di Ognina procedono a buon ritmo. Gli interventi sono iniziati gli ultimi giorni del mese di dicembre e a vedere i risultati fin qui raggiunti il cronoprogramma per la consegna dell'opera entro il 5 giugno, come da termine contrattuale, dovrebbe essere rispettata, con una spesa complessiva di poco meno di 200 mila euro. Il progetto nasce nel 2011 grazie all'impulso del  comitato dei festeggiamenti della madonna di Ognina e della stessa comunità ogninese, ed è stato redatto da Serena Baldanzini, ricevendo i finanziamenti dell'allora Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Tra pochi mesi i cittadini potranno godere di un'area riqualificata a ridosso del mare, che rappresenterà un tassello per il miglioramento degli spazi pubblici della nostra città, aggiungendosi agli altri interventi attualmente in corso in piazza Giuseppe Sciuti, a pochi passi da piazza Carlo Alberto, e di una parte di piazza Giovanni XXIII dove sono in fase di completamento i lavori di costruzione degli accessi centrali alla stazione della metropolitana. Ti potrebbe interessare: Spazi pubblici | Al via la riqualificazione di piazza Giuseppe Sciuti, sarà ZTL FOTO | Piazza Papa Giovanni XXIII: prende forma il nuovo spazio urbano per cittadini e utenti della metropolitana

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09 feb 2017

FOTO | Piazza Papa Giovanni XXIII: prende forma il nuovo spazio urbano per cittadini e utenti della metropolitana

di Mobilita Catania

Si avviano alla conclusione gli interventi per gli accessi principali alla stazione metro Giovanni XXIII, collocati nell'omonima piazza: uno spazio pubblico rinnovato non solo per gli utenti della metropolitana ma per tutti i cittadini Tra piazza Papa Giovanni XXIII e via Archimede esiste un grande spazio urbano che ormai da lustri è inibito alla cittadinanza: estensione dei "vuoti" di Corso Martiri della Libertà che ha fatto sì che questo sito non sia praticamente mai stato vissuto né percepito dai catanesi, almeno nelle ultime generazioni. Ecco perché l'imminente consegna ai cittadini di buona parte di quest'area rappresenterà una conquista di nuova spazialità urbana prima ancora che un semplice luogo pubblico riqualificato, grazie al completamento delle strutture in superficie della stazione Giovanni XXIII della metropolitana che comprende anche il rifacimento ex novo di questo spazio urbano in superficie. Allo stato attuale le strutture della metropolitana che emergono alla luce del sole sono quasi complete, mentre la pavimentazione di travertino e pietra lavica deve essere in parte ancora posata. Nel prossimo mese di marzo, con buona probabilità, i cittadini potranno finalmente godere non solo di una più comoda e gradevole accessibilità all'infrastruttura di trasporto pubblico su ferro, ma anche, di fatto, di una nuova piazza. Ecco alcune foto che testimoniano lo stato di avanzamento dei lavori: Lo spazio urbano è stato progettato dall’architetto Loredana Cucinotta con l'idea di creare un luogo di congiunzione tra centro urbano e mare, cuore identitario della città. Il mare, effettivamente, è vicino solo fisicamente ma non si vede e non è direttamente accessibile: viene allora richiamato dal movimento ondulato delle strutture di copertura dell'ingresso principale alla stazione sottostante. Le uscite della stazione metropolitana, sottostante la piazza e l’ascensore sono realizzate in modo tale da garantire la massima trasparenza dall'esterno, attraverso una struttura semplice in acciaio verniciato di bianco e vetro stratificato temperato, ma allo stesso tempo non sono disadorne: tutto intorno, infatti, stanno sorgendo giardini e aree di pertinenza in cui troveranno dimora piante, fiori e giochi d’acqua. La natura che circonda le strutture all’esterno penetrerà all’interno di esse, altre volte le sovrasterà, perché piante, fiori e farfalle forano l’architettura e attraverso la luce proiettano ombre tutto intorno, diventando elemento identificativo e catturando lo sguardo verso una realizzazione dedicata ad un sistema trasportistico collettivo. Così sono stati pensati i due elementi di coperture per la luce naturale. Una copertura sovrasta l’ascensore della stazione ed una l’accesso principale, attraverso scale fisse e mobili, della stazione metropolitana. I due elementi di ombreggiamento richiamano, nella forma, le linee del mare e sono realizzati con strutture in acciaio verniciato di bianco con l’innesto di pannelli in lamiera di acciaio bianco decorato e microforato con motivi floreali. L’obiettivo estetico è quello di personalizzare la struttura come se fosse un corpo fisico, un oggetto di esperienza emotiva che simbolicamente vuole rappresentare la congiunzione tra terra e mare. Il progetto intende preservare il concetto di identità della piazza come luogo d’incontro e di svago, di comunicazione e di pausa riflessiva, riscattandosi da quella attuale di luogo di transito e passaggio per il traffico veicolare. Per la pavimentazione, il cui disegno individua una serie di “spicchi” separati da aiuole, si è fatto ricorso a due tipi di materiale: il travertino per la pavimentazione generale e la pietra lavica a doghe per la delimitazione degli "spicchi". Le aiuole, i cui bordi serviranno da sedute, saranno caratterizzate da forme sinuose. Al loro interno prenderà vita vegetazione di macchia mediterranea (mirto, lavanda, tamerice, ginestra, rosmarino, caprifoglio), con distinzioni per fasce cromatiche e odori diversi. Anche le aiuole saranno rivestite in travertino mentre le sedute in doghe di teak, che si possono già notare in corrispondenza degli accessi già realizzati e aperti in viale Africa. L’illuminazione, costituita da una serie di lampioni realizzati in tubolare di acciaio corten con lampada a led di colore blu sulla sommità, disposti con inclinazioni diverse, è poi integrata da corpi illuminanti posti al di sotto delle sedute. Nella parte centrale è prevista una serie di faretti a terra in corrispondenza dei due percorsi al di sotto delle pensiline. Inoltre, la struttura perimetrale e verticale del totem verrà illuminata da faretti posti alla base e in sommità. Il sistema di illuminazione diffusa consente di usufruire della piazza come centro di aggregazione anche nelle ore notturne. Sono stati pensati dei giochi d’acqua attraverso degli ugelli posti a filo pavimento ad altezza varia e regolabile e con illuminazione a led RGB. L’altra uscita della stazione metropolitana, lungo via Archimede, è caratterizzata da un'alta struttura totem con frangisole in acciaio verniciato di bianco e tubolari di altezza pari a m. 10,00. Inoltre si prevedono, per le uscite già realizzate sulla banchina est di viale Africa, ringhiere con pannelli di lamiera in acciaio verniciato bianco decorato microforato con motivi floreali. Se la situazione, dunque, rispetto agli ultimi anni, è destinata a migliorare considerevolmente, tuttavia l'isolato a essere interessato da questi lavori non è coinvolto nella sua interezza: una sua vasta porzione, ossia quella che fa angolo con viale Libertà e via Archimede, infatti, non è al momento oggetto di intervento alcuno. Se fino ad oggi confinava con un'eterna area di cantiere, tra qualche settimana si noterà in tutto il suo stridente contrasto. Foto di Andrea Tartaglia

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