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05 gen 2016

Mobilità e spazi pubblici: dalla A alla Z le sfide di Catania per il 2016

di Andrea Tartaglia

In tema di mobilità, spazi pubblici, infrastrutture, sono tante le aspettative della città di Catania per il nuovo anno che è appena cominciato. Ecco tutti i temi caldi, dalla A alla Z: per ciascun caso sono attese importanti novità o, in alcuni di essi, momenti decisivi, vedi la tanto attesa inaugurazione dell'estensione della metropolitana. A come Autobus e Amt L'azienda metropolitana trasporti è in difficoltà e vanta notevoli crediti nei confronti della Regione Siciliana che, però, non è nelle condizioni di potere elargire quanto dovuto. Ciò nonostante continua l'ammodernamento della rete che nell'ultimo anno, dopo l'Alibus, ha visto nascere una nuova linea importante come il Librino Express, mentre il 2-5 notturno si è trasformato nel gratuito MovidaBus. Nel frattempo, in città, continua l'installazione di nuove paline elettroniche per la segnalazione dei tempi di attesa alle fermate, ma la nuova importante novità potrebbe essere una nuova linea di Brt: ad oggi funziona solo la linea 1 del sistema di Bus Rapid Transit ed è senza dubbio la linea più efficiente dell'intera rete. Auspicabile e, sulla carta, programmato, proseguire su questa strada: il prossimo Brt potrebbe essere quello di collegamento tra il parcheggio scambiatore di Nesima e il centro, passando per l'asse dei viali. Ma A sta anche per Aeroporto: lo scalo di Fontanarossa, che ha chiuso il 2015 superando i 7 milioni di passeggeri, mantenendo il primato non solo della Sicilia ma dell'intero Mezzogiorno d'Italia, ha in programma l'imminente apertura del nuovo parcheggio multipiano P4 e, soprattutto, l'inizio dei lavori di ristrutturazione dell'ex terminal Morandi per poter ampliare la propria capacità. B come Biciclette e Bike Sharing Il 2015 è stato deludente: nessuna nuova pista ciclabile e il Bike Sharing del porto, con le stazioni già installate dentro e attorno lo scalo marittimo, non è mai entrato in funzione. Ripartire da qui, dunque, è d'obbligo, idealmente integrando il sistema portuale con uno più esteso nel territorio comunale. Nel frattempo va registrata la gara per la realizzazione di due nuove piste ciclabili al lungomare e tra il porto e il viale Presidente Kennedy: già esitata, al momento si attende la pronuncia del Tar in merito a un ricorso che è stato presentato. C come Corso Martiri della Libertà Si tratta di un'opera importante che, oltre ai nuovi volumi all'insegna dell'architettura contemporanea, darà al centro di Catania nuove aree pedonali e ciclabili e significative superfici di nuovo verde pubblico. Il progetto dell'Arch. Mario Cucinella per la riqualificazione del grande asse viario che collega la stazione centrale al centro storico è pronto e i privati hanno dichiarato di mantenere l'interesse alto per la realizzazione dell'opera. La novità è che proprio negli ultimi giorni è giunto il parere positivo dell'Anac circa la procedura di affidamento diretto per i lavori, ciò potrà comportare tempi relativamente brevi nel prosieguo dell'iter burocratico. D come Decoro urbano Sotto quest'etichetta si può annoverare una molteplicità di aspetti, dallo stato della manutenzione degli spazi pubblici all'ordine in città che passa direttamente dalla civiltà dei suoi cittadini e dalla capacità di amministrazione e forze dell'ordine di far prevalere il rispetto delle regole. Dal traffico disordinato alla sporcizia e alla condotta dei cittadini (ma anche degli enti di controllo), tutto fa "decoro urbano", che non può certo limitarsi a materiali elementi di abbellimento sparsi qua e là (pur con la loro valenza). Salvo episodiche iniziative e puntuali luoghi della città, Catania non registra ancora i passi avanti che si attendono in tal senso e questa, forse, rappresenta una delle sfide più difficili per il 2016. E come EtnaRail Il progetto di metropolitana leggera su monorotaia per collegare il centro di Catania (nella fattispecie presso due stazioni della metropolitana) ai paesi pedemontani, è ancora allo stato embrionale e forse, anche per questo, visto come lontano e fantascientifico se non addirittura con incredulità e scetticismo. Certo è che ad oggi è l'unico progetto realmente approfondito e documentato per avvicinare i paesi della cintura metropolitana al capoluogo etneo e questa, insieme con la sua validità, è una buona ragione per sostenerlo. L'iter è appena all'inizio, il 2016 sarà l'anno utile per capire se si fa sul serio: molteplici gli enti e i soggetti coinvolti (comuni, Anas, Genio Civile, Università, Soprintendenza...), solo remando tutti nella stessa direzione questo progetto, ambizioso e che fa ampio ricorso all'energia rinnovabile (ancora con la E), potrà vedere la luce. F come Ferrovie ...che a Catania sono due: la locale Circumetnea e la nazionale dello Stato. La prima ha chiuso l'anno appena trascorso col botto: 120 anni di esercizio festeggiati con l'ammodernamento di 15 km di linea e con l'arrivo di materiale rotabile di ultima generazione in grado di garantire tempi migliori e confort d'alto livello. Un salto di qualità che sarà percepibile proprio nel 2016 con l'ingresso in esercizio dei nuovi mezzi, previsto entro febbraio. D'altra parte, le Ferrovie dello Stato hanno disatteso l'aspettativa di vedere la prima tranche di passante ferroviario aperto nel 2015: l'appuntamento con il servizio metropolitano e le nuove fermate di Ognina, Picanello ed Europa, non può che essere rinviato a quest'anno, sperando che sia la volta buona. - Le novità Ferrovia Circumetnea per il 2016: metro, circum e autolinee G come Geolocalizzazione Un termine ancora poco noto dalle nostre parti ma ormai consueto nelle moderne realtà di trasporto pubblico. Treni, autobus, metropolitane: per offrire all'utenza efficienza e conquistare nuovi aficionados, sapere con esattezza quando il mezzo pubblico passerà è divenuto imprescindibile. Ci sta provando l'Amt con le paline elettroniche (il cui numero nel territorio comunale è in aumento), ma il funzionamento non è ancora al top: non tutti i mezzi sono ancora geolocalizzati, non tutte le paline ricevono correttamente le informazioni. La strada, però, è quella giusta. Anche i nuovi mezzi della Fce sono dotati di sistemi di geolocalizzazione mentre con il rinnovo degli impianti tecnologici in atto nella metropolitana di Catania, le stazioni dell'underground catanese saranno dotate di monitor per fornire all'utenza queste basilari informazioni. H come High Capacity Transit Quello che ci si aspetta da metropolitana e passante ferroviario: alta capacità di trasporto pubblico. Solo con l'estensione della linea e l'apertura dell'infrastruttura, rispettivamente, potremo parlarne anche a Catania nell'ambito del trasporto pubblico locale. I come Isole ecologiche Ne sono attive solo due, una a Picanello e una in viale Tirreno: funzionano bene e i cittadini diligenti a farne uso non mancano ma conferire qui i rifiuti differenziati e/o ingombranti non è ancora entrato nelle abitudini di alcuni catanesi, che pure avrebbero l'incentivo di sconti sulle imposte comunali. Un terzo impianto, a Nesima, giace ancora abbandonato e vandalizzato. Proprio nei giorni scorsi è stato occupato da un gruppo di attivisti ma l'auspicio per il 2016 è che possa entrare in funzione con il ruolo per il quale è stato realizzato. I sta anche per Integrazione tariffaria: un concetto chiave alla base della buona mobilità e convenienza del trasporto pubblico locale. È già realtà col biglietto unico Amt-Fce, ma è migliorabile (manca la possibilità di sottoscrivere un unico abbonamento per metro e bus). Ci si augura, inoltre, di poter presto coinvolgere anche il passante ferroviario urbano ma, prima, dovrebbe aprire! L come Light rail e Lungomare Liberato Light Rail, ovvero ferrovia metropolitana leggera: quello che è già la Circumetnea, in superficie, e potrebbe essere un domani la monorotaia di EtnaRail. Un sistema adeguato rispetto alla domanda di TPL che varia man mano che ci si sposta nel territorio della vasta e popolosa città metropolitana etnea. Il 2015 ha già consacrato eventi nati grazie alla spinta dal basso come il Lungomare Liberato, promosso da alcune associazioni locali e accolto dall'amministrazione. Per il 2016 l'evento è stato già calendarizzato dal comune, rientrando a pieno titolo tra le iniziative consolidate diventate appuntamento tradizionale della città: inviso al principio, alla fine è riuscito a mettere tutti d'accordo. Ma il 2016, si vedrà, potrebbe essere determinante per capire se l'arteria parallela al lungomare, da viale Alcide de Gasperi a via Barraco sino a piazza Giorgio La Pira, potrà finalmente essere completata e così, fornendo una valida alternativa alla litoranea per i mezzi privati, permettere la contestuale realizzazione di una Ztl permanente sul fronte mare. M come Metropolitana I riflettori sono tutti puntati su quest'infrastruttura, perché il 2016 dev'essere l'anno della svolta. Dal 1999 non un metro in più di metro si è aggiunto ai 3,8 km esistenti e in funzione, troppo pochi perché il servizio possa essere realmente utile ed incisivo. Ma questi potranno più che raddoppiare: scongiurando ulteriori problemi (l'ultima tegola riguarda le note difficoltà giudiziarie della Tecnis), quest'anno la rete si potrà portare a 8,9 km con 12 stazioni a fronte delle 6 attuali, soprattutto collegando un'area semi-periferica (con le stazioni di Nesima e San Nullo) al centralissimo Corso Sicilia (con la stazione "Stesicoro"). Contestualmente si guarda, giustamente, già avanti: dovranno partire i lavori di ulteriori estensioni con la tratta Nesima-Monte Po e Stesicoro-Palestro, stavolta con l'obiettivo e la concreta speranza di non dovere aspettare altri 17 anni (!) per poter festeggiare l'ampliamento della rete. N come Navi da crociera, Nodo Gioeni Il Porto di Catania, rivalutato anche dall'azione pittorica di street artists sui suoi enormi silos, nel 2015 è finalmente tornato ad ospitare numerose navi da crociera: la città, per la sua economia e la sua immagine, ha bisogno di questo traffico. Il 2016 si preannuncia un anno caratterizzato da numerose presenze di croceristi in città, tra le maggiori degli ultimi anni. Per poter essere più attraente, però, deve migliorare la qualità dei servizi e combattere l'"altro" traffico, quello rumoroso e inquinante che penetra eccessivamente anche nel centro storico. E qui ci ricolleghiamo anche alla N di Nodo Gioeni: eliminato il pericolo (in caso di potente sisma, un evento atteso dalle nostre parti) dovuto alla presenza del vecchio cavalcavia, rimane un luogo di alta congestione veicolare nonché quasi precluso a pedoni e ciclisti. A farne le spese anche l'accessibilità al Parco Gioeni. Così non può rimanere: il comune ha annunciato interventi importanti, il 2016 ci darà la risposta. O come Occupazione da sistemi di mobilità Puntare su metodi di trasporto sempre più efficienti, tecnologici e capillari non significa soltanto offrire servizi migliori all'utenza, che resta l'obiettivo principale insieme con il decongestionamento del traffico e l'abbattimento del tasso d'inquinamento dell'aria. Significa anche generare nuovi posti di lavoro, sia diretti, per il controllo e la gestione dei sistemi, che indiretti: un centro storico libero dalle auto ma facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici, ad esempio, risulta enormemente più attrattivo e a beneficiarne sono, oltre ai cittadini, tutte le attività commerciali ivi presenti. P come Passante Ferroviario, Parcheggi, Porto... La P è lettera iniziale che fa incetta di temi importanti. E non citiamo di nuovo le piste ciclabili già nominate, il Porta a porta che citeremo per la Raccolta differenziata e le Pedonalizzazioni di cui parleremo, per affinità, nel paragrafo dedicato alle Zone a traffico limitato. Del passante ferroviario abbiamo già detto in quanto Ferrovia, ma aggiungiamo un dettaglio importantissimo: nel 2016 dovranno porsi le basi concrete per la realizzazione della fondamentale fermata di Fontanarossa, essenziale sia per lo sviluppo dello scalo aereo che per la mobilità non solo metropolitana ma anche regionale.  Lontano dal centro storico devono invece sorgere parcheggi pertinenziali (che consentono, quando interrati, la riqualificazione della superficie a vantaggio dei pedoni e dei ciclisti) e quelli scambiatori, come quelli di Nesima e Fontanarossa, in grado di trasferire dal mezzo privato a quello pubblico una buona fetta di utenti della città. Fontanarossa è partito bene, grazie al collegamento shuttle con l'aeroporto e al passaggio di Alibus e Librino Express, Nesima invece arranca: ma con la metro e, magari, con una nuova linea di Brt le cose non potranno che cambiare in meglio. Al Porto, infine, non è andata benissimo con la nuova darsena, parzialmente chiusa per nuovi lavori di controllo e consolidamento. Si attende che possa essere pienamente utilizzata per poter consentire l'avvio di un altro sogno della città: connettere il porto alla città, senza barriere. Q come Qualità dell’aria e della vita Le due qualità vanno a braccetto: la seconda dipende anche dalla prima. Respirare aria inquinata fa male alla salute dai cittadini e anche a tutto ciò di inanimato che è raggiunto dai gas di scarico: vedi le facciate di palazzi e monumenti del centro storico, tanto per cominciare. Ormai è chiaro, ai più (ma non a tutti) che progresso e benessere non dipendono più dal motore. Non c'è solo Prodotto Interno Lordo, ma anche Felicità Interna Lorda: ed è perseguire questa che può innescare un circolo virtuoso in grado di risollevare le sorti della società. È un discorso che si può affrontare su scala globale, infatti, ma qui lo si vuole porre con Catania come scenario prescelto. A Grenoble, città francese gemellata con Catania, è partito uno straordinario esempio di car sharing con piccoli mezzi biposto a tre ruote, elettrici. Perché non prenderlo ad esempio? - Il rapporto Ecosistema Urbano: la situazione di Catania R come Raccolta Differenziata È già partita in due zone della città con il metodo del porta a porta che consente l'eliminazione degli antiigienici ed antiestetici cassonetti dalla strada. Con il nuovo contratto di servizio, il 2016 potrà essere l'anno dell'estensione a tutto il territorio comunale. Una svolta epocale per Catania e per le abitudini dei catanesi, sperando che si rivelino diligenti come gli abitanti del quartiere di Santa Maria Goretti, dove la sperimentazione ha condotto ottimi risultati. S come Street Control Annunciato come eccezionale metodo di lotta alla sosta selvaggia e a buona parte delle infrazioni del codice della strada, lo Street Control è entrato in funzione nel 2015 nelle strade catanesi. Il primo bilancio, però, è deludente: la media di 50 multe al giorno, duole rimarcarlo, è ridicola rispetto alle potenzialità che un sistema del genere offre. Non è un caso, infatti, che fino ad ora l'ordine delle strade cittadine non ne abbia beneficiato. Il 2016, quindi, si prospetta come il momento in cui la polizia municipale decida di fare sul serio e approfittare appieno di questo dispositivo che in molte altre città italiane ed europee funziona brillantemente. Viceversa, sarà una grande occasione persa. T come Trasporti pubblici e Tranvie A Catania c'è (quasi) tutto: l'aeroporto, il porto, le ferrovie statali e, a scala più propriamente cittadina, la rete di bus urbani, la metropolitana, l'imminente passante ferroviario, la Circumetnea, un progetto di monorotaia (EtnaRail): manca solo rispolverare il tram e si fa l'en plein. Al di là della battuta, le altre due grandi città dell'isola, Palermo e Messina, hanno fatto la coraggiosa scelta di rimettere le tranvie all'interno del sistema di trasporto pubblico locale. I risultati sembrano confortanti. A Catania il ritorno del tram era pure previsto, salvo poi ripiegare sul pur validissimo Brt: più economico ma anche più inquinante e con minore capacità di trasporto. Un tempo la rete tranviaria di Catania si estendeva dalla Plaia ad Acireale: sembra incredibile, ma purtroppo tutto quel sistema è stato smantellato nella frenetica conversione al bus ordinario che coinvolse quasi tutta l'Italia dopo la seconda guerra mondiale. E se ci si volesse riprovare? Con pochi, strategici chilometri di sede protetta (viene subito in mente l'asse dei viali), il sistema della mobilità cittadina, insieme con le altre opere in corso, potrebbe finalmente raggiungere livelli impensabili sino a qualche lustro fa. Tram o altro, resta da vedere: ma di qualsiasi mezzo parliamo, purché disponga di quanta maggiore sede protetta e sia il meno inquinante possibile, meglio potrà essere. U come Ufficio Traffico Urbano Un ufficio che, oltre che sula risoluzione del Nodo Gioeni, avrà da lavorare sull'apertura del sottopassaggio del nodo Giuffrida, che potrebbe decongestionare la zona di via Caronda alta e di viale Odorico da Pordenone (collegando l'area di Vulcania a quella di via Vagliasindi nord) e sulla graduale limitazione al traffico nel centro storico. Quest'ultimo aspetto, in particolare, può apparire impopolare ma non si può non guardare ai virtuosi esempi che ormai giungono da tutte le altre città europee paragonabili alla nostra realtà. V come Varchi di accesso Ci ricolleghiamo direttamente alle aree a traffico limitato: è importante incrementare e mettere in funzione i varchi di accesso alle stesse, perché l'esperienza insegna che un semplice cartello di divieto, a Catania, non sortisce alcun effetto significativo. Dissuasori e varchi di accesso telecontrollati sono la soluzione intelligente perché davvero si rispettino preziosi oasi di vivibilità (sulla carta) in città: San Giovanni li Cuti e l'area del Teatro Massimo Bellini potranno essere le prime a beneficiarne. Z come Zone a traffico limitato Sono poche, a Catania, e poco rispettate. Se a quest'ultimo aspetto può rispondere l'introduzione efficace di varchi di controllo dell'accesso funzionanti, all'incremento del loro numero deve concorrere una ferma presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale: i segnali dell'anno appena trascorso sono stati poco incoraggianti. Si spera di riuscire a compiere quei passi avanti in tema di pedonalizzazioni che sono stati solo abbozzati nel 2015: piazza Federico di Svevia, via Dusmet (nel tratto che va dall'arcivescovado alla pescheria), piazza San Francesco d'Assisi, sono ancora strade e piazze inopinatamente aperte al traffico veicolare e quindi al disordine e ai gas di scarico, nonostante la valenza delle aree interessate e nonostante nel resto d'Europa sia ormai chiaro che in tessuti urbani del genere le pedonalizzazioni (o le Ztl) si trasformano ben presto in una risorsa piuttosto che nella minaccia che paventano, solitamente, gli esercenti interessati. Aggiungansi le varie vie Crociferi, Teatro Massimo, San Giovanni li Cuti, Zolfatai, le piazze Mario Cutelli, Vincenzo Bellini e perfino Duomo: aree pedonali o Zone a traffico limitato puntualmente invase da chi non potrebbe.

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31 dic 2015

Il 2015 della mobilità e delle opere a Catania: il resoconto

di Mobilita Catania

Volge al termine il 2015. Un anno che si conclude con l'emergenza smog e il tema della mobilità in primo piano, con la firma del nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Siciliana e l'arrivo dei nuovi treni Vulcano in esercizio per la Ferrovia Circumetnea. Le notizie e gli approfondimenti di Mobilita Catania hanno coperto gli eventi dal mese di maggio, con un taglio sempre propositivo testimoniato dai 7 mesi di risultati positivi nel riscontro che il nostro sito ha avuto come partecipazione dei cittadini: i nostri contenuti sono stati letti 350 mila volte, la nostra fanpage ha superato i 6 mila sostenitori e i nostri canali twitter e youtube crescono rapidamente. Il progetto del network mobilita.org, condiviso con i cugini di Mobilita Palermo, allarga i propri orizzonti. Il 2015 è stato l'anno in cui i cittadini hanno espresso la necessità di una mobilità più giusta e sostenibile, più rispettosa dell'ambiente e delle persone. Ma è stato anche  l'anno del crollo del viadotto Himera. Il 10 aprile una frana fa cedere una parte del viadotto lungo l'autostrada Catania - Palermo: la bretella sarà pronta il 15 novembre, mentre già a luglio vengono completati i lavori della trazzera di Caltavuturo finanziati dal Movimento 5 Stelle. Intanto, grazie (!) al crollo del viadotto Himera, aumenta l'offerta ferroviaria, in attesa del potenziamento ferroviario e dell'arrivo di nuovi treni: dai due treni giornalieri con cambi e tempi di percorrenza di circa 5 ore, si passa a 14 treni giornalieri con tempi di percorrenza di 2 ore e 47 minuti per collegare direttamente i due grandi poli metropolitani della Sicilia: Catania e Palermo. A ottobre la rete viaria siciliana subisce un nuovo duro colpo: una frana invade l'autostrada Messina-Catania; ancora oggi una carreggiata rimane chiusa e i tempi per ripristinarla appaiono lunghi. Sul fronte delle opere prettamente catanesi, notevoli passi avanti sono stati fatti con la metropolitana: ad aprile è stato finalmente abbattuto l'ultimo diaframma, operazione giunta in ritardo per via del "nodo Fastweb", e con l'occasione sono stati presentati alla città i cantieri della stazione Stesicoro e illustrata la tempistica per il completamento dell'opera. A fine luglio viene mostrato lo stato di avanzamento nei cantieri della stazione Milo e vengono consegnate le aree per il cantiere dell'estensione Nesima-Monte Po. A dicembre, i 120 anni della Ferrovia Circumetnea vengono festeggiati con l'arrivo di tre nuovi treni denominati "Vulcano" (un quarto mezzo arriverà nelle prossima settimane) che porterà a un notevole miglioramento dei servizi nel trasporto su ferro,  grazie anche all'ultimazione dei lavori di ammodernamento della tratta Adrano – Paternò. Lo stesso non si può dire per il Passante Ferroviario che durante l'ultimo anno ha compiuto pochi passi in avanti. L'apertura della stazione Cannizzaro il 13 dicembre scorso rappresenta un piccolo tassello per questa opera di fondamentale importanza per il futuro della mobilità della città metropolitana. L'auspicio è che il 2016 rappresenti l'anno della svolta per il completamento di questa prima tranche dell'opera. Da registrare l'intesa tra la Regione Siciliana e Rete Ferroviaria Italiana per la creazione di una nuova stazione ferroviaria nei pressi dell'aeroporto Bellini di Fontanarossa. Per lo scalo etneo gli scenari futuri prevedono la costruzione della seconda pista, la ristrutturazione e apertura del vecchio terminal Morandi, il completamento dei lavori di ampliamento del terminal partenze. Controversa è la vicenda inerente la nuova darsena commerciale del porto di Catania, aspramente criticata da molte associazioni ambientaliste e inaugurata a luglio dal ministro Delrio: un'infrastruttura strategica per la città anche in prospettiva della riqualificazione dell'area storica del porto. Tuttavia, dopo pochi mesi, una zona della darsena è stata interdetta a causa di un cedimento. Pare, intanto, avviarsi ad una soluzione la profonda ferita di Corso dei Martiri della Libertà: il progetto di riqualificazione affidato all'architetto Cucinella tra alcuni mesi comincerà a diventare concreto con la cantierizzazione delle opere di urbanizzazione primaria. L'Anac ha dato parere positivo circa la possibilità di affidamento lavori direttamente a soggetti privati da parte della committenza. L'Amt (Azienda Metropolitana Trasporti) ha migliorato l'offerta con la nuova linea Librino Express, l'apertura del parcheggio di interscambio Fontanarossa e la messa in esercizio di nuovi autobus Scania. Il 2016 ci dirà se l'azienda saprà dare una svolta alla mobilità, migliorando il deficitario servizio: in questo senso sarà necessaria l'integrazione e la rimodulazione delle linee in accordo con Ferrovia Circumetnea e Trenitalia, e l'implementazione del tanto atteso BRT2. Nel mese di settembre abbiamo mostrato in esclusiva i dettagli del progetto EtnaRail, la metropolitana leggera dei paesi etnei, mostrando i percorsi delle linee e le foto del prototipo del treno. L'opera è ancora un progetto la cui realizzazione dipenderà da molti fattori, ma il via libera dato dai sindaci dei comuni interessati dal passaggio dell'infrastruttura e il parere positivo di Anas, Genio Civile e Soprintendenza sono segnali positivi. Nei mesi di settembre e ottobre la città si è allagata per ben due volte, dimostrando che lo sviluppo dell'area metropolitana catanese degli ultimi decenni non è andato di pari passo con una gestione oculata del territorio spesso cementificato e senza un canale di gronda che potesse raccogliere le precipitazioni. Sul fronte rifiuti, sicuramente di rilievo l'inizio della raccolta differenziata porta a porta. Cominciata nel quartiere di Santa Maria Goretti, nelle ultime settimane ha coinvolto un'altra porzione di città e l'obiettivo è estenderla a tutto il vasto territorio comunale. Un anno complessivamente positivo per consolidare le basi delle future infrastrutture della città, ma non ugualmente per gli spazi pubblici della città ancora asserviti alle auto: la qualità dell'aria infatti non migliora, e le poche aree interdette al traffico rimangono prive di videosorveglianza mentre le pedonalizzazioni del lungomare e di via Umberto sono episodiche. Di positivo va registrato l'avvento dello Street Control quale metodo di rilevazione di infrazioni nel territorio comunale: uno strumento dalle grosse potenzialità ma che è partito lentamente. Questo è un quadro sintetico di quanto successo a Catania da quando catania.mobilita.org è una realtà. Sono ancora molte le sfide che la città deve affrontare e Mobilita Catania continuerà anche il prossimo anno ad aggiornarvi e dare spazio alle vostre segnalazioni e proposte. Buon 2016!                    

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30 dic 2015

Ciclabilità a Catania: pochi passi avanti, ancora tanto da fare

di Alessio Marchetti

Com'è stato quest'anno per i ciclisti Catanesi? Le condizioni sono migliorate rispetto al 2014? Purtroppo quasi nulla è cambiato. Quest'anno si è rivelato una delusione per le aspettative di chi si muove in bici: a partire dalla pista ciclabile promessa dall'Amministrazione comunale sul lungomare che tutti aspettavano già da inizio anno. Tuttavia, va rilevato che nel mese di dicembre si è chiuso il bando di gara per la realizzazione di due tratti di percorso ciclabile: lungo il viale Ruggero di Lauria e tra il viale Presidente Kennedy e l'ingresso del Porto, nei pressi del Faro Biscari: ad oggi, però, non sono stati resi noti i risultati del bando e lo stato di avanzamento nell'iter è incerto. Non sono stati adottati provvedimenti tesi a favorire la mobilità ciclabile e pedonale: nessuna infrastruttura ciclabile in città, nessuna nuova ZTL, nessuna zona 30 o sensi unici eccetto bici, che invece sono presenti in tantissime città, compresa la vicinissima Acireale.  Le corsie preferenziali in cui il transito è consentito ai ciclisti non sono state estese, nonostante costituisca un provvedimento semplice ed a bassissimo costo. I parchi, dove i ciclisti possono pedalare in modo spensierato, sono poco curati: sono noti i problemi del boschetto della Playa chiuso da inizio anno fino a Pasquetta e recentemente inagibile per lo straripamento del lago o il Giardino Bellini spesso al buio. Le aree naturali del Simeto, luoghi perfetti per chi pratica mountain bike e il cicloturismo, sono mal collegate con la città e poco curate; da segnalare in positivo un nuovo sentiero nei pressi della foce, realizzato dalla Città Metropolitana di Catania che gestisce l'Oasi del Simeto, il quale permette di evitare parte della pericolosa statale per raggiungere il fiume. In merito all'intermodalità, ovvero l'utilizzo combinato di differenti mezzi di trasporto, l'AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) ancora non ha ancora ammesso il trasporto delle bici nemmeno in fasce orarie poco frequentate come richiesto da molti cittadini;  è invece consentito il trasporto delle bici pieghevoli ma con dimensioni molto ridotte (80x60x40) e dentro una sacca. Basterebbe molto poco per migliorare il servizio, aumentando le dimensioni consentite ed eliminando l'obbligo della sacca come già fatto da Trenitalia. In questo senso, la Ferrovia Circumetnea ha migliorato il servizio rivolto ai ciclisti: da alcuni mesi è possibile trasportare la bicicletta gratuitamente sulla metropolitana in alcune fasce orarie, molto utile per le medie percorrenze in prospettiva dell'apertura delle nuove tratte Borgo - Nesima e Stesicoro - Galatea; un ulteriore miglioramento sarebbe l'ampliamento degli orari in cui è possibile trasportare la bici e l'installazione di canalette per agevolarne la discesa o la salita nelle stazioni. Le strade della città sono rimaste pericolosissime per i ciclisti: citiamo il caso della circonvallazione e il nodo Gioeni divenuto critico dopo l'abbattimento del ponte che ha già causato alcuni gravi incidenti, tra cui quello in cui un ciclista ha rischiato di morire investito da un autobus. I nodi critici ancora non risolti sono tanti: uno tra i più rilevanti è il collegamento pericoloso con i lidi Playa. La rotatoria del Faro è tremenda da percorrere per i ciclisti, è inoltre priva di attraversamenti pedonali che servirebbero per poterla percorrere con bici al seguito. Altro nodo critico è il collegamento tra Aci Castello e il lungomare di Catania: chi va in bici è costretto a percorrere un tratto  della circonvallazione; basterebbe una ciclabile di pochi metri da Via Barraco a Piazza Mancini Battaglia per risolvere il problema. Nel 2015 il bike sharing realizzato dall'Autorità Portuale non è stato ancora attivato: se a Palermo il servizio è stato inaugurato da alcune settimane, le stazioni installate a Catania rimangono vuote nonostante già nel 2014 fosse stato annunciato l'avvio definitivo. Non è passata inosservata la decisione dell'Amministrazione di stornare circa 800 mila euro della pista ciclabile da realizzare in Viale Africa, le proteste dei ciclisti catanesi sono rimaste inascoltate: La buona notizia è sicuramente una: nonostante tutto, i ciclisti a Catania sono in aumento! Un ottimo segnale per il movimento ciclistico catanese che riuscirà ad aumentare la pressione nei confronti delle future decisioni dell'Amministrazione in materia di mobilità. Nel 2016  cambieranno le cose? Speriamo tanto di sì. Catania è fortemente inquinata e perennemente congestionata, le infrastrutture ciclabili sono fondamentali per il benessere e la vivibilità della nostra città.

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29 dic 2015

#RESPIRIAMO | Di traffico si muore: le cifre di un disastro

di Amedeo Paladino

Di traffico si muore non è solo una provocazione. L'emergenza smog che sta coinvolgendo le grandi città italiane in queste settimane ha riportato in prima pagina e come prima notizia dei telegiornali nazionali i pericoli per la salute dei cittadini provocati dalla pessima qualità dell'aria. Gli italiani da 50 anni sono stati abituati colpevolmente dai governi nazionali e dalle amministrazioni locali a considerare l'auto un bene essenziale per la vita quotidiana; le politiche adottate sono state improntate sul mezzo privato, disincetivando il trasporto pubblico  e rendendo impossibile muoversi in bici o semplicemente a piedi. Decenni di disattenzione politica verso un altro tipo di mobilità ci ha condotti nella situazione odierna. Lasciamo parlare i numeri di questo disastro della mobilità. 8220 decessi prematuri l’anno, solo nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3. Circa 60.000 vittime l'anno in tutto il Paese per esposizione a concentrazioni elevate di PM2,5. 3381 i morti sulle strade italiane nel 2014, 251.147 i feriti (molte dei quali permanenti), 1175 gli incidenti nel territorio catanese da cui ne sono derivati 18 morti: la nostra città è seconda in questa triste classifica per indice di mortalità (numero di morti  sul totale degli incidenti) e per numero di morti in rapporto al numero degli abitanti. [Catania non è una città per pedoni: MOBILITIAMOCI] 350 € ogni anno è  il costo  sociale  unitario  dovuto  agli  incidenti  stradali, cioè sopportato da ciascun abitante di Catania secondo il rapporto Cittalia 2009. 54  µg/m3 (microgrammi per metro cubo) il livello di biossido di azoto rilevato a Catania nel 2014, superando il limite imposto dalle direttive europee come soglia oltre il quale la salute dei cittadini è gravemente compromessa. [Smog, nonostante i divieti continuano i pericoli per la salute] Un automobilista catanese secondo la ricerca Tom Tom Traffic Index trascorre bloccato negli ingorghi tra i 22 e i 26 minuti ogni ora di percorrenza: 15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane, nelle ore di punta si scende a 7kmh. [Quanto tempo perdono gli automobilisti catanesi nel traffico: ce lo dice il TomTom Traffic Index] A Catania nell’ora di punta di un giorno feriale medio sono circa 27.000 veicoli che insistono su circa 10 direttrici principali: il  costo  della  congestione,  in  termini  di  valore  del  maggior  tempo necessari o per gli spostamenti a Catania èdi circa 60 milioni di euro all'anno; il costo per il possesso e il mantenimento di un’auto utilitaria è di circa 500 € al mese. Stando ai dati dell’ACI il tasso di motorizzazione a Catania è di 61 auto ogni 100 abitanti: il 20% di questi veicoli, ovvero 40 mila, sono non catalizzati. Nelle aree urbane d’Italia circa il 50% degli spostamenti hanno un lunghezza inferiore ai 2 km, meno di mezzora a piedi, eppure solo il 20% degli spostamenti sono fatti a piedi (il 16% in Sicilia). Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana. Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa. Catania è  la seconda città metropolitana  in Italia in termini di densità di superficie di centri commerciali rispetto al numero di abitanti: luoghi di consumo accessibili solo tramite l'auto, una delle cause che mettono in crisi il commercio locale della città. Catania occupa il 100° posto (su 104) nella classifica del rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente: in questa ricerca la nostra città occupa le ultimissime posizioni per lunghezza delle infrastrutture ciclabili, spazi verdi e aree pedonali. [Vivibilità Catania: un disastro su tutti i fronti, il Rapporto Ecosistema Urbano] Questo il quadro abbastanza esaustivo di quella che non è un'emergenza derivante da condizioni meteorologiche contigenti, ma una situazione strutturale che gli amministratori hanno il dovere di modificare per preservare il bene primario della salute dei cittadini. Cito le parole dell'attento e puntuale Manuel Massimo della rivista online BikeItalia.it: "vogliamo tornare a camminare, pedalare e respirare per le strade a pieni polmoni: è un nostro diritto di cittadini, abbiamo il dovere di impegnarci in prima persona per eliminare lo smog che è dentro di noi e disegnare nuovi orizzonti di mobilità nuova." L'associazione Salvaiciclisti Roma oggi 29 dicembre alle ore 11.00 lancerà su Twitter un tweetstorm con gli hashtag #USALABICI e #RESPIRIAMO, chiedendo a Governo e Ministri dell’Ambiente e dei Trasporti (@matteorenzi @glgalletti @graziano_delrio ) di attuare provvedimenti immediati: Mobilita Catania si associa all'iniziativa e invita tutti i lettori e i cittadini a partecipare. Bibliografia: Non è solo smog di Alberto Fiorillo, l'Espresso Lo smog che è dentro di noi di Manuel Massimo, BikeItalia.it Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Catania, 2012    

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11 dic 2015

Le telecamere ZTL Bellini possono attendere: gli operai tappano le buche

di Mobilita Catania

Continua la storia infinita della Zona a Traffico Limitato di piazza Bellini e del quadrilatero delimitato da via Vittorio Emanuele, via Sangiuliano e via Ventimiglia. Il mese scorso abbiamo pubblicato su catania.mobilita.org un report fotografico per denunciare lo stato di abbandono in cui versa l'area che solo sulla carta è interdetta al traffico motorizzato privato. Dopo la riqualificazione di via Teatro Massimo, di piazza Bellini e via Michele Rapisardi terminata nel 2007 e costata quasi due milioni di euro, le Amministrazioni che si sono susseguite hanno più volte inaugurato la videosorveglianza con l'obiettivo di preservare l'area dal transito delle auto non autorizzato; ultimo esordio della ZTL è datato novembre 2014. In quell'occasione fu lo stesso vicesindaco Marco Consoli ad annunciare l'acquisto di altre 12 telecamere oltre le due già posizionate nei varchi di via Landolina e via Sant'Agata. Solo poche settimane fa un articolo del quotidiano "La Sicilia" annunciava l'imminente attivazione  delle due telecamere, ma oggi arriva la conferma di un ulteriore proroga: il software in uso alla Polizia Municipale è incompatibile con il vecchio sistema di videosorveglianza per il rilevamento delle targhe; per l'effettiva implementazione della videosorveglianza si dovrà attendere la soluzione al problema. Per le altre dodici telecamere, alcune delle quali saranno installate all'ingresso delle aree interdette al transito di via Crociferi e del borgo di San Giovanni li Cuti, si aspetta l'iter per la pubblicazione del bando di gara. Nel frattempo i varchi della ZTL sono costantemente varcati da auto private e furgoni fuori dall'orario di carico e scarico merci: la pavimentazione mostra ormai segni di cedimento quasi irrecuperabile con la normale manutenzione. L'esito della mancanza di videosorveglianza e di controlli da parte della Polizia Municipale dà esito a situazioni paradossali: alcuni operai chiamati oggi ad intervenire per rattoppare alcune grosse buche in via Teatro Massimo sono stati costretti a impedire il transito con l'utilizzo di un new jersey in plastica, nonostante le rimostranze degli automobilisti.  In questo video le condizioni della pavimentazione di via Teatro Massimo   Ti potrebbe interessare: FOTO | Piazza Bellini è ormai distrutta: c’era una volta la più bella piazza di Catania

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10 dic 2015

Street Control: il primo bilancio delle sanzioni

di Amedeo Paladino

Sono trascorsi ormai 20 giorni dall'esordio dello street control nelle strade catanesi:  un dispositivo in grado di fotografare i veicoli in infrazione attraverso una telecamera installata sul tettuccio dei veicoli della Polizia Municipale e collegata a un tablet. Il nuovo sistema tecnologico era stato annunciato dal Sindaco Enzo Bianco come un strumento efficace per "reprimere con maggior efficacia alcune violazioni del codice della strada a cominciare da quelle che danno più fastidio ai catanesi: pensiamo a chi parcheggia l'automobile in seconda fila e impedisce alle altre macchine e agli autobus di passare, a chi mette la macchina sul marciapiede e blocca i genitori con i passeggini e i disabili su carrozzella, oppure ancora a chi parcheggia su un incrocio e impedisce che la circolazione si svolga nel modo più sicuro". Come riportato dal quotidiano "La Sicilia",  il Comando di Polizia Municipale, nella figura del vicecomandante Sorbino, ha reso noto il primo bilancio delle sanzioni elevate tramite lo street control: "Nella prima settimana il servizio ha avuto un bilancio di 250 multe, mentre adesso siamo sulla media di cinquanta multe al giorno per auto in doppia fila senza conducente né passeggeri, mentre se all’interno c’è qualcuno viene invitato a spostare il veicolo." Per il momento lo street control ha battuto le strade del centro storico, viali e vie commerciali attorno al corso Italia. Numeri piuttosto contenuti rispetto le aspettative e le previsioni in una città come Catania in cui 50 veicoli in sosta irregolare si possono contare in un centinaio di metri, bilancio povero anche in rapporto ai due precedenti test: il primo si è svolto lo scorso anno al Viale Mario Rapisardi e il secondo, pochi giorni prima l'implementazione del sistema, nelle strade del centro. Nel primo caso  la telecamera mobile della polizia municipale ha fotografato centinaia di veicoli, il 60% dei quali in infrazione, nel secondo su 218 auto sono risultati 70 i veicoli privi di revisione, 20 senza assicurazione e decine le auto in sosta illegale. Il vicecomandante Sorbino ha inoltre aggiunto: "stiamo anche predisponendo la comunicazione sul sito del Comune delle zone in cui viene utilizzato lo Street control, non delle strade, non essendo questo un servizio fisso come l’autovelox". Sarebbe però opportuno che il Comando di Polizia Municipale pubblicasse periodicamente un report dettagliato delle sanzioni elevate per verificare l'effettiva efficacia dello street control nel reprimere le infrazioni al Codice della Strada che ogni giorno mettono a dura prova la mobilità catanese, limitando la libertà di movimento di chi si muove a piedi o utilizza il trasporto pubblico. Ti potrebbero interessare: Catania non è una città per pedoni: Mobilitiamoci VIDEO | La città come un percorso a ostacoli: i quotidiani problemi dei pedoni Trasporto pubblico e mobilità pedonale, due elementi connessi: come agire Necessaria anche una comunicazione trasparente riguardo i proventi delle sanzioni che in base all’articolo 208 del Codice della Strada devono essere  investiti in manutenzione, piani del traffico, sicurezza degli utenti deboli, corsi di educazione stradale, assistenza e previdenza degli agenti.  

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