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16 ott 2018

Parcheggi scambiatori, le modalità di accesso gratuito per gli studenti universitari di Catania

di Andrea Tartaglia

Com'è ormai noto, tutti gli studenti iscritti a un corso di studi dell'Università di Catania possono usufruire liberamente dei mezzi pubblici del capoluogo etneo, già dallo scorso 4 ottobre sui mezzi gommati dell'Amt e dal 15 ottobre anche sulla metropolitana gestita dalla Ferrovia Circumetnea. Il servizio dedicato agli studenti, inoltre, consente l'utilizzo gratuito anche di tre parcheggi scambiatori: Nesima, Sanzio e Due Obelischi. Ecco come servirsene, così come comunicato dall'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania. Lo studente deve previamente munirsi di apposito Pass (scaricabile dalla propria pagina sul portale studenti UniCT). Nei parcheggi Nesima e Due obelischi (automatizzati), nelle more dell’attivazione delle Smart Card, lo studente può accedere prelevando il ticket magnetico alla colonnina d’ingresso; per l’uscita, deve esibire il Pass e il documento di riconoscimento all’addetto AMT presso il box. Nel parcheggio Sanzio (non automatizzato), il Pass deve essere esposto dallo studente sul cruscotto della propria vettura, dal lato privo di dati personali. Il personale AMT potrà richiedere, discrezionalmente, anche l’esibizione di un documento di riconoscimento. Ti potrebbero interessare... Metro e bus gratis per gli studenti dell’Università di Catania: servizio già attivo sui mezzi Amt Metropolitana gratuita per gli studenti universitari: le modalità di accesso   Metropolitana di Catania | Scheda dell'opera Catania prima città in Italia a offrire mezzi pubblici gratuiti a tutti gli studenti universitari

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12 ott 2018

Presentato il nuovo Piano Parcheggi del Comune di Catania: sei progetti, da San Nullo a piazza Lupo

di Mobilita Catania

La giunta comunale ha deliberato la partecipazione al bando della Regione Siciliana per realizzare cinque parcheggi scambiatori più uno pertinenziale, utilizzando il finanziamento di 23,335 milioni di euro destinati al territorio comunale di Catania. L’obiettivo del programma è quello di realizzare strutture di scambio con metro e Bus, in grado di intercettare il flusso veicolare e incentivare l’uso dei mezzi pubblici, favorendo così il decongestionamento delle auto dal centro storico. «L’urgenza di creare nuovi parcheggi -ha spiegato il sindaco Salvo Pogliese-  è fondamentale per una città che deve ripensare un nuovo sistema della mobilità che sia concreto e guardi al futuro. L’accesso a questi finanziamenti ci permette di attuare, dopo venti anni, un piano di aree di sosta esterne al centro cittadino con una  rimodulazione a basso impatto ambientale dei progetti preesistenti e una funzionalità che tenga conto della mutata realtà, dovuta anche alla presenza ormai diffusa della Metro e delle Fs, affinché le aree di parcheggio siano prevalentemente a servizio del trasporto pubblico, nell’ottica dello scambio col mezzo privato da lasciare in sosta. Dei sei progetti -ha aggiunto Pogliese- solo uno, infatti, prevede un parcheggio nel centro storico, proprio per incentivare il ricorso all’utilizzo del mezzo pubblico per entrare nella zona centrale della città, coerentemente al Piano generale del traffico urbano adottato nel febbraio 2013. Confidiamo nella sensibilità e nell’attenzione verso la nostra città del presidente Musumeci e dell’assessore regionale alle infrastrutture Falcone affinché questi parcheggi vengano tutti  finanziati, così da poter bandire le gare d’appalto e realizzarli al più presto.» In dettaglio, il piano prevede: un parcheggio interrato e a raso nell'area compresa tra viale Raffaello Sanzio, Largo Serafino Famà e via Imperia, capace di ospitare 550 auto, utilizzando solo metà dello spazio disponibile, riservando il resto a verde pubblico attrezzato, per un importo presuntivo di 6.5 mln di euro; un parcheggio di circa 400 posti in via Acicastello, comprensivo di bretelle in entrata e uscita e viabilità di zona, per un costo previsto di circa 5,5 milioni di euro; un parcheggio di 200 posti auto, a raso, in viale Alexander Fleming, a ridosso della circonvallazione, con un sovrappasso diretto per la cittadella universitaria per un costo di circa 3 mln di euro; un parcheggio a più livelli su via San Nullo di 800 posti auto, da utilizzare anche come area di protezione civile, per un importo stimato di 6,5 mln di euro; un’area di sosta a raso, per 200 posti auto, in via Narciso, nei terreni di proprietà Fce, per un importo di circa 3mln di euro; un’area di sosta, a raso, in piazza Pietro Lupo per 180 posti auto, con un costo presuntivo di circa 2 milioni di euro.

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09 ago 2018

In auto, sempre e comunque, dappertutto: segnali preoccupanti a Catania

di Mobilita Catania

È di oggi la notizia del prossimo ripristino del parcheggio "a spina di pesce" lungo la Villa Bellini, in via Sant'Euplio, laddove nel corso della passata amministrazione era stata istituita la più ordinata sosta in linea, parallela al parco, tale da consentire un ampio passaggio pedonale lungo il muro del giardino, peraltro impreziosito dalla presenza del filare di alberi lì presente. Il neo Assessore alle Attività Produttive Ludovico Balsamo parla di "Sinergia Pubblico-Privato" per valorizzare le attività commerciali, ma sostanzialmente si tratta di aumentare, seppur di poche unità, il numero di posti auto a scapito, evidentemente, dei pedoni ma anche dell'ordine e del decoro della strada. Questo annunciato provvedimento ne segue altri, comunicati nei giorni scorsi, dai quali non si può che trarre una logica conclusione: l'Amministrazione Comunale insediatasi nel giugno scorso punta a "rivitalizzare" il centro storico di Catania consentendo il più possibile l'ingresso alle auto e la sosta quanto più in prossimità degli esercizi commerciali, sebbene quest'incremento della sosta sia numericamente, di fatto, piuttosto limitato, mentre sarebbero consistenti i metri quadri sottratti ai pedoni nonché le immissioni dei gas di scarico, anche in aree ad alta valenza architettonica e turistica. Nei giorni scorsi, infatti, era già emersa la notizia dell'imminente riapertura della via Beato Cardinale G. Benedetto Dusmet, nel breve tratto compreso tra via Ionica e via Lavandaie, cioè tra la Villa Pacini e le storiche mura di Carlo V con le sue maestose antiche porte di accesso alla città. Questo breve tratto di strada era stato inibito al traffico diurno dalla precedente amministrazione comunale, parallelamente all'istituzione di un nuovo parcheggio in piazza Borsellino, gestito da Amt, con tariffe per la sosta molto convenienti rispetto a quelle di SoStare vigenti nelle zone vicine. Secondo l'assessore alle Attività produttive, Ludovico Balsamo, sarebbe stata la chiusura di questo tratto dell'asse viario a causare un calo delle vendite fino al 70% ai commercianti della pescheria (dato più volte ribadito a voce ma che, di fatto, non è stato mai dimostrato): da qui la promessa di riaprire al traffico la strada già entro il mese corrente. Cosa comporterebbe la riapertura di questo tratto di strada? Dal punto di vista della sosta, si guadagnerebbe qualche posto auto in più, proprio a ridosso della Villa Pacini e della Mura di Carlo V, mentre le auto in transito tornerebbero a incolonnarsi, con l'ovvio inquinamento dell'aria, acustico e visivo che ne conseguirebbe, peraltro lambendo gli stessi banchi del mercato dove il cibo in vendita sarebbe esposto ai gas di scarico. Non è difficile da immaginare, visto che questa era la situazione quotidiana sino a pochi anni fa, con posti auto presenti ma sicuramente difficili da trovare liberi, auto in doppia fila, auto incolonnate dedite anche all'abuso del clacson e slalom di motorini sfreccianti tra turisti attoniti. Un simile intervento significherebbe una sconfitta per tutta la città e per tutte quelle associazioni a tutela del centro storico e della mobilità sostenibile che avevano chiesto e ottenuto la pedonalizzazione, seppur a tempo, di questo tratto di via Dusmet, sia per valorizzare il mercato storico della Pescheria ma anche per salvaguardare e rendere più accogliente e vivibile uno scorcio di città che in qualsiasi altra città civile, c'è da esserne certi, sarebbe permanentemente pedonale da parecchi anni. Tra l'altro si tratta della naturale area di accesso al centro storico per i turisti provenienti dal porto attraverso la Villa Pacini, nonché essa stessa polo di attrazione turistica per l'elevatissima qualità storico-architettonica del sito e la presenza non solo della pescheria ma anche di caffè, negozi di souvenir, ristoranti e trattorie. Sembra assurdo che sino a pochi anni fa un'area dalla valenza turistica così elevata, con la presenza dell'antica Porta dei Canali, Porta Carlo V, Porta Uzeda, le mura cinquecentesche, il transetto normanno della cattedrale, la Villa Pacini e gli Archi della Marina, fosse aperta al rumoroso traffico e accogliesse la sosta di autoveicoli. Ancora più assurda appare la prospettiva che a giorni questa torni a essere la situazione quotidiana, dove alcuni commercianti, rinfrancati dalla creazione della ZTL, hanno nel frattempo investito e migliorato la propria offerta turistica. Che il mercato della pescheria possa essere in crisi, sicuramente, è vero. Ma ridurre la causa della crisi alla chiusura di un breve tratto di strada, quando a poche decine di metri sono presenti parcheggi e fermate dei mezzi pubblici (mentre a pochi minuti a piedi è pure presente la fermata della metropolitana Stesicoro), è decisamente, quantomeno, semplicistico. Da anni il commercio non solo della pescheria ma del centro storico, più in generale, non può non risentire della presenza dei numerosissimi grandi centri commerciali di cui Catania si è dotata nel giro di pochi anni. Ma la vivibilità stessa del centro storico, soffocato dalle auto, rappresenta un deterrente: a chi piace passeggiare e girare per negozi tra gas di scarico, automobili, motorini, rumori e poco spazio per camminare? Non è un caso che praticamente tutte le altre città puntino invece su un centro storico sempre più eco-friendly (e non car-friendly come a Catania). Basta guardare la vicina Palermo, che in pochissimi anni ha creato numerose nuove zone a traffico limitato e aree pedonali, e dove ormai da tempo gli stessi commercianti, all'inizio scettici, adesso non tornerebbero affatto indietro e benedicono le pedonalizzazioni, forti del graduale elevatissimo incremento della clientela, grazie alla recuperata attrattività del centro storico. Catania, purtroppo, sta mostrando segnali preoccupanti: perfino le strade di collegamento tra via Antonino Di Sangiuliano e via Vittorio Emanuele II, alle spalle di piazza Università, che dal 2010 erano chiuse al traffico nelle ore serali, sono state permanentemente riaperte al traffico veicolare. Insomma, mentre ovunque, altrove, si punta alla valorizzazione del centro storico riducendo sempre più l'accesso alle auto, a Catania si sta facendo esattamente l'opposto. Occorre sottolineare che queste scelte, nella maggior parte dei casi, vengono da un esponente della giunta che con questi provvedimenti invade anche un campo non di diretta competenza come quelli dell'urbanistica e della mobilità. Senza dimenticare che sotto la nuova Amministrazione, Catania non ha più visto riproporsi l'evento del Lungomare Liberato, per il quale sino ad adesso si è parlato di una sua prossima rivisitazione, ancora non attuata, che prevederebbe sia riduzioni orarie che territoriali (quindi non coinvolgerebbe l'intera strada). È chiaro che chiudere una strada al traffico, qualsiasi essa sia, non è di per sé un provvedimento che, da solo, può concludere un intervento di riqualificazione urbana. Ogni Ztl, ogni pedonalizzazone, ha bisogno di servizi a supporto che vanno dalla riorganizzazione funzionale delle aree limitrofe a precisi accorgimenti nell'ambito del trasporto pubblico, nonché, eventualmente, anche interventi di nuovo arredo urbano e, talvolta, occasionali eventi da ospitarsi nelle aree chiuse al traffico. Su quest'ultimo punto, però, bisogna puntualizzare che un'area chiusa al traffico acquisisce già di per sé nuovo valore e qualità urbana, con i servizi a supporto prima citati, senza che debba essere "giustificata" da sistematici eventi, che possono invece rimanere occasionali. Tornando al caso della pescheria, già detto della concorrenza dei centri commerciali nonché della scarsa attrazione che esercita il centro storico proprio a causa del caos generato dal traffico, Mobilita Catania reputa necessario che l'Amministrazione Comunale di Catania studi ogni opportuno, valido intervento volto a salvaguardare lo storico mercato del pesce partendo, però, dal punto fermo della non riapertura al traffico della strada, della quale anzi è auspicabile una chiusura permanente, e non solo diurna, che permetterebbe anche interventi di arredo urbano. Dove si può intervenire, dunque? Sicuramente non si possono chiudere i centri commerciali o agire sulla concorrenza. La Pescheria, dunque, deve tornare ad essere più attraente, per esempio migliorando le condizioni di igiene che presenta, dove spesso si cammina su acqua sporca e maleodorante e questo non è sicuramente gradevole. Potrebbe anche ipotizzarsi, ancora, un servizio di trasporto pubblico tramite piccole navette elettriche che colleghi i due parcheggi Amt di piazza Paolo Borsellino e R1 di via Plebiscito, servendo, di passaggio, proprio il mercato, naturalmente con frequenze adeguate nell'orario di apertura della pescheria. Ma ci si chiede, anche, se oggigiorno la pescheria possa ancora rappresentare per tutti i cittadini catanesi, soprattutto presso le nuove generazioni, la prima destinazione scelta per chi vuole fare questo genere di acquisti. Forse esiste anche un problema non di carattere urbanistico ma sociale che pure influisce sulle abitudini dei catanesi e, di riflesso, sulla fortuna dello storico mercato del pesce. All'Amministrazione Comunale di Catania, dunque, l'invito ad agire non adottando soluzioni anacronistiche e dannose, ma intervenendo scientificamente, con l'ausilio di esperti in tema di urbanistica e mobilità (che, non ce ne vogliano, non sono e non possono essere i commercianti, che pure, naturalmente, vanno consultati), evitando così di fare regredire la città ma proiettandola, piuttosto, verso un futuro sempre più eco-sostenibile e di alta qualità della vita. Ogni Amministrazione ha il dovere di educare i cittadini alle sane abitudini, rendendole possibili, anziché cedere a ogni richiesta in contrasto con una gestione competente e attuale degli spazi pubblici. in copertina: Via Beato Cardinale Dusmet prima della chiusura al traffico, all'altezza della Villa Pacini  

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22 giu 2018

Aeroporto di Catania, con Telepass ancora più innovativi, semplici e veloci i parcheggi SAC

di Amedeo Paladino

Stamane nei parcheggi dell'Aeroporto di Catania P1, P2 e P4, è entrato in funzione il sistema di pagamento Telepass: si tratta di un servizio che velocizza ulteriormente l'accesso e l'uscita dalle aree di sosta e consente ai clienti Telepass di transitarvi ancora più facilmente: non dovranno infatti né ritirare il ticket all'ingresso, né pagare la sosta alle casse automatiche perché il sistema "legge" la targa, come succede nei caselli autostradali, e autorizza l'accesso e di conseguenza il pagamento sul conto corrente indicato. A illustrare l'ultima novità del nuovo Sistema Gestione Parcheggi di SAC, introdotto lo scorso mese di marzo e nel giro di pochi giorni entrato subito a regime proprio perché semplifica tutte le procedure, sono Nico Torrisi, AD di SAC, Dante Antognoni, AD di Telepass Pay, e Franco Oliva, AD di HUB Italia, l'azienda che ha rinnovato, automatizzandolo, il sistema parcheggi di SAC. "Quello del Telepass – spiega Nico Torrisi, AD SAC – è un servizio molto atteso dai nostri utenti, in particolare dai residenti nella Sicilia Orientale, dove da circa vent'anni è presente nei caselli dell'autostrada Catania-Messina e in parte della Messina-Palermo. Da tempo registravamo richieste proprio per la comodità di gestione: l'apparecchio Telepass già montato sulle auto è in grado di "dialogare" con il lettore installato nei nostri parcheggi. Restano confermati i 15 minuti di sosta gratuita per chi utilizza P1 e P2 (sosta breve) consentendo agli accompagnatori di caricare e scaricare passeggeri e bagagli all'interno degli stessi parcheggi, in assoluto i più vicini al terminal, da cui distano appena 40 e 20 metri. SAC prosegue negli interventi che aumentano e migliorano i servizi e l'esperienza in aeroporto dei passeggeri: entro la fine del 2018 saranno infatti aperti al pubblico i parcheggi P3 e P5, con le funzionalità (pagamento e Telepass) di tutti gli altri. Analoghe le funzioni anche del P6, nell'ex area del campo sportivo". Come funziona il sistema Telepass in aeroporto? Si entra e si esce senza ritirare biglietto e senza passare dalle casse: basta avvicinarsi alla barra, attendere l'apertura ed entrare nel parcheggio secondo la modalità "stop & go". Non ci sono costi aggiuntivi, la tariffa viene addebitata in via posticipata sul conto Telepass; il dettaglio delle soste è sempre disponibile sul sito telepass.com o nell'app; infine si può creare facilmente la nota spese, e quindi distinguere i casi in cui viene usato per occasioni di lavoro da quelle di natura privata e familiare. Nel caso in cui il sistema non riconosce il Telepass (apparato non regolare), il cliente ritira il ticket alla colonnina e al termine della sosta paga alla cassa automatica. Nei parcheggi dell'Aeroporto di Catania non è attivo il servizio col Telepass ricaricabile. Dante Antognoni, Amministratore Delegato di Telepass Pay, dichiara: "Telepass sta proiettando sempre più il proprio know-how anche al di fuori dell'autostradale per soddisfare le esigenze della propria clientela attraverso servizi utili, semplici, innovativi al passo con l'evoluzione della tecnologia, che proprio come Telepass, non si ferma mai. L'avvio del servizio nel parcheggio presso l'aeroporto di Catania, rappresenta un ulteriore traguardo raggiunto da Telepass grazie alla proficua collaborazione con SAC. L'impegno del Gruppo Telepass nell'offrire sempre più servizi di pagamento legati alla mobilità sia in contesto urbano che extra-urbano è ancora più evidente con l'offerta di Telepass Pay, che offre un'unica app per il pagamento dei servizi di mobilità. L'obiettivo è permettere di fare tutto attraverso una sola piattaforma di prenotazione, un solo addebito a fine mese e magari con qualche sconto in più! Oggi benzina, strisce blu e taxi; tra poco pagamento del bollo, sharing mobility e molto altro. Per la città di Catania stiamo pianificando il lancio dell'offerta di servizi Telepass Pay, in primis il servizio di pagamento della sosta sulle strisce blu con l'app Telepass Pay." A curare il radicale ammodernamento del sistema dei parcheggi dell'Aeroporto di Catania è stata la HUB Parking Technology, divisione del Gruppo FAAC dedicata ai sistemi di gestione professionale di parcheggi a pagamento. Introducendo migliori livelli di servizio, standard tecnologici e di sicurezza, HUB ha rinnovato le sei aree di parcheggio di Fontanarossa dotando i 15 varchi di periferiche con sistema di riconoscimento targhe e Telepass che, insieme alle barriere a led, alle casse di pagamento con lettore QR e al nuovo sistema di segnaletica verticale, sono gestiti da remoto e consentono una più fluida circolazione dentro le aree di sosta. "HUB Italia – ha detto Franco Oliva, AD HUB Italia - raggiunge oggi un traguardo importante, consolidando la sua presenza in Sicilia e rafforzando la sua posizione nel segmento di parcheggio aeroportuale. Siamo orgogliosi di essere partner tecnologici per Fontanarossa, e di avere supportato con le nostre forze innovative il radicale cambio di passo dell'offerta di sosta dell'aeroporto." Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Fontanarossa, primo passo verso la riqualificazione del Terminal Morandi Aeroporto di Catania, entro l’estate pronto il nuovo Terminal C L’aeroporto di Catania presenta l’estate 2018: 97 voli diretti, 77 aeroporti internazionali e 8 hub intercontinentali

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23 mar 2018

Aeroporto di Catania, esordisce il nuovo sistema gestione parcheggi: come funziona

di Amedeo Paladino

Da venerdì 23 marzo SAC, gestore dell’Aeroporto di Catania, introduce progressivamente il nuovo Sistema Gestione Parcheggi (SGP) che, grazie a software di ultima generazione, videocamera e telecontrollo, renderà più semplice l’accesso e il pagamento della sosta nei parcheggi della SAC. Restano invariate le tariffe dei parcheggi a Sosta Breve P1 e P2 che includono i primi 15’gratuiti. Come funziona il nuovo SGP? Il nuovo SGP è un sistema che prevede specifiche colonnine di accesso/uscita nelle aree di sosta della SAC (P1, P2 e P4) e, soprattutto, nuove casse per il pagamento: si tratta di strumenti ad alta tecnologia, telecontrollati e dotati di videocamera per l’assistenza diretta in caso di anomalie o guasti. Le colonnine in ingresso sono due, la seconda sostituisce in tempo reale la prima in caso di guasto. Scompaiono i gettoni gialli. Al loro posto le colonnine emettono un ticket di carta con codice a barre. Si tratta di scontrini “intelligenti” da introdurre successivamente – come sempre prima di recuperare l’auto - nelle casse collocate all’uscita e all’interno del Terminal A per la lettura del codice a barre, il calcolo della sosta e il successivo pagamento da parte degli utenti in contanti (banconote/monete) e, fra una settimana – non appena il sistema andrà a regime – anche con moneta digitale: ossia con carta di credito, bancomat e, in futuro, anche con tessere per gli abbonati. I parcheggi sono dotati di un sistema di riconoscimento targhe delle auto che transitano nei varchi d’entrata e d’uscita dell’area di sosta; a breve saranno installati tabelloni elettronico indicante il numero posti liberi. Saranno inoltre installati totem riepilogativi di tutti i parcheggi con numero di posti disponibili per ognuno di essi, che verranno collocati nelle strade di accesso all’aeroporto. Gli utenti dei parcheggi SAC troveranno le casse per il pagamento della sosta all’esterno del Terminal A, area Arrivi (piano terra). Scompaiono quindi le casse “di prossimità”, a fianco dei parcheggi P1 e P2. Altra novità è la possibilità che hanno le nuove colonnine di consentire il pagamento anche in fase di uscita dal parcheggio (ma esclusivamente con moneta digitale, ossia con bancomat e/o carta di credito o con la tessera abbonati). Quando e come entra in funzione il nuovo SGP? Sono 3 le fasi programmate da SAC per scandire questa progressiva modifica nella fruizione dei parcheggi e accompagnare gli utenti alla sua conoscenza, benché sistemi analoghi siano già in uso in altri centri servizi polifunzionali come gli ospedali e i parcheggi multipiano (es. Taormina). Il nuovo GSP, che nel giro di una settimana sarà operativo nei parcheggi esistenti, sarà adottato a seguire anche nelle altre aree di sosta che SAC metterà in funzione nei prossimi mesi: il parcheggio P3 (120 stalli, di fronte il futuro Terminal B, ex Morandi), P5 (50 stalli, adiacente al Terminal C) e il P6 (l’ex area del campo sportivo che potrà contare circa 500 stalli). La prima fase d'implementazione del nuovo sistema esordisce oggi, venerdì 23 marzo: a “testare” il nuovo SAP sarà il parcheggio P1 appena riaperto a conclusione dei lavori realizzati da squadre di tecnici specializzati che hanno sostituito gli apparati vecchi con i nuovi (colonnine e sbarre in entrata e in uscita) e predisposto i sottoservizi propedeutici, a fine aprile, alla successiva installazione del Telepass. Nessuna modifica alle tariffe: nel P1 i primi 15 minuti sono gratuiti e la prima ora costa 2 euro. Insieme al P2, il P1 è il parcheggio ideale per chi viene in aeroporto per accompagnare o accogliere parenti, amici e colleghi di lavoro in partenza o in arrivo e vuole trattenersi un po’ di tempo in più per i saluti. Gli stalli del P1 sono 98, 2 gratis per i disabili (PRM). Il secondo step avverrà giovedì 29 marzo presso il parcheggio P2 (Sosta Breve, primi 15’ gratis, 20 mt dal Terminal A, 220 stalli, 4 gratuiti per i disabili): l’area di sosta più vicina al Terminal A, dal quale dista appena 20 metri. Il P2 ha gli stessi vantaggi del P1, ma conviene in particolar modo a chi parte e rientrerà a Catania entro 24 ore. Quindi chi viaggia per lavoro, svago, visite mediche e fa rientro in giornata, avrà a disposizione un parcheggio “dentro l’aeroporto” che, per un giorno intero (ovvero se non si superano le 24 ore), costerà solo 9 euro: una tariffa fra le più economiche, a parità di condizioni, fra quelle applicate dalle società di gestione aeroportuale negli scali italiani. La prima ora costa 2 euro come il P1 e i primi 15 minuti sono gratuiti, quindi anche gli accompagnatori potranno usufruirne. Gli stalli sono 220, 4 gratis per i disabili. Venerdì 30 marzo il nuovo sistema esordisce presso il parcheggio P4 (Sosta Lunga, a 200 metri dal terminal, attualmente circa 680 stalli). Il nuovo sistema P4, nella fase di rodaggio, sarà ibrido, ossia presenterà entrambe le forme di pagamento: quella con i gettoni gialli (per gli utenti che rientrano da trasferte e hanno regolarmente prelevato il gettone) e quella nuova con il ticket con barcode. Il P4, a differenza di P1 e P2, avrà al suo interno anche una cassa per il pagamento della sosta. Il P4 è il parcheggio dedicato alla sosta lunga, o comunque superiore alle 48 ore. Gli stalli sono attualmente circa 680, 16 gratis per i disabili Entro la fine di  aprile sarà completata l'installazionedel sistema TELEPASS presso i parcheggi P1, P2 e P4 che renderà ancora più fluidi i transiti in ingresso e uscita. Si tratta di un servizio molto in uso nella Sicilia Orientale, dove da circa vent’anni è presente nei caselli dell’autostrada Catania-Messina e in parte della Messina-Palermo, e da tempo veniva richiesto dagli utenti proprio per la comodità di gestione: l’apparecchio Telepass già montato sulle auto dei clienti, sarà infatti in grado di “dialogare” con il lettore che sarà installato nei nostri parcheggi. Sarà il software fornito da Telepass, e predisposto secondo il tariffario dei parcheggi SAC, a calcolare il costo di ogni sosta in aeroporto e ad addebitare l’esatto importo al cliente. Sempre entro la fine di aprile saranno installati il nuovo SGP e il TELEPASS nei parcheggi P3 e P5 che saranno aperti al pubblico entro la fine dell’anno. Entro la fine del 2018 saranno aperti al pubblico i parcheggi P3 e P5 (attualmente occupati dai rent-car), l'apertura del parcheggio P6 è da definire; anche questi parcheggi saranno dotati del nuovo SGP e del servizio TELEPASS.   Ti potrebbero interessare: Aeroporto di catania | Scheda dell’opera Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud Aeroporto di Catania, nuove tariffe per la sosta nei tre parcheggi dello scalo Aeroporto di Fontanarossa, pubblicato bando per nuovo parcheggio e viabilità

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Segnalazione
09 mag 2017

Aree di attesa in caso di terremoto utilizzate come parcheggi

di Annamaria Pace

Nel corso del convegno “La pianificazione urbanistica sostenibile in zone ad altissimo rischio sismico: idee per i Piani Regolatori Generali di nuova generazione”, organizzato dal Lions Club Catania, si è discusso di soluzioni che possano ridurre gli effetti disastrosi causati da un evento sismico a Catania. Gli studi sulla ciclicità dei terremoti affermano che in un prossimo futuro e con un'alta probabilità si verificherà a Catania un terremoto, di intensità simile a quello che la distrusse nel 1693, che provocherebbe la morte di oltre 150.000 abitanti. Il "sisma bonus", agevolazione fiscale inserita nel testo della Legge di Bilancio 2017, che prevede interventi di adeguamento sismico degli immobili e delle attività produttive, è un importante strumento di prevenzione la cui attuazione tuttavia dipende dalla scelta autonoma dei singoli privati. Nel corso del convegno si è discusso anche dell'importanza che i catanesi prendano coscienza del rischio reale che si verifichi un sisma. Ad esempio comprendendo l’importanza di non parcheggiare nelle “aree di emergenza e di attesa” . Aree individuate dalla Protezione Civile, situate in prossimità di luoghi molto frequentati (come scuole od uffici), sono dedicate alla raccolta dei cittadini in caso di sisma. Catania è la città italiana con il più alto numero di auto rispetto al numero di abitanti, ad aggravare la situazione è stato stimato che, nel solo centro storico sono parcheggiate circa 2000 auto abbandonate e che tutte le piazze del centro storico, e in generale della città, sono adibite a parcheggio. Liberare le aree di emergenza sarebbe un intervento doveroso, immediato ed a costo zero. Occorrerebbe un controllo maggiore delle forze dell'ordine, una campagna di informazione per sensibilizzare la popolazione ed una cartellonistica adeguata. Inoltre la creazione di una rete di percorsi ciclabili, potrebbe far comprendere che la bicicletta, oltre ai molti benefici che reca all'ambiente e alla salute, potrebbe essere anche l'unico mezzo utilizzabile in caso di sisma. Nel 2011 a Tokyo, dopo il terremoto era impossibile utilizzare auto, mezzi pubblici e treni, mentre la bicicletta si è rivelato l’unico mezzo di trasporto efficiente. L'amministrazione di Catania ha il dovere di mantenere libere le aree di emergenza, di creare una rete di percorsi ciclabili e di realizzare parcheggi per biciclette custoditi, che potrebbero essere associati all'abbonamento alla Fce, all'Amt e alla Sostare. Mobilità sostenibile Catania  

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Articolo
13 set 2016

Parcheggi, 23 milioni per Catania: probabile ripresa del progetto Sanzio

di Roberto Lentini

Nei prossimi giorni verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana un bando che prevede l’attribuzione di 100 milioni di euro per la realizzazione di parcheggi di interscambio. In realtà i bandi sono due, uno per le tre città metropolitane Palermo, Catania e Messina e l'altro per i 33 comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti o sede di porti strategici. A Catania sono stati assegnati 23,2 milioni di euro e serviranno per la costruzione di parcheggi a raso, in elevazione o sotterranei. I comuni avranno 180 giorni di tempo, dalla pubblicazione sulla GURS, per presentare le istanze, a condizione che essi siano dotati di un PGTU e che dispongano di progetti definitivi dotati di tutte le autorizzazioni e pareri, corredati anche da un piano di gestione. Altra condizione indispensabile è che non devono sorgere all'interno del centro storico, questo per favorirne il decongestionamento. Un parcheggio che potrebbe beneficiare di questo finanziamento è il "Sanzio", gia previsto nel PGTU redatto dalla precedente amministrazione. Il parcheggio Sanzio risulta di vitale importanza visto che con l'apertura delle nuove tratte della metropolitana diventerà centro nodale, insieme al parcheggio Nesima, dei bus della Circumetnea. Inoltre a pochi metri si trova la stazione della Metropolitana, intercetta parte del traffico privato in entrata proveniente da via V. Giuffrida e V. Vittorio Veneto ed è dotato di un importante nodo AMT in cui fa capolinea il 2-5 che serve tutto il centro città. Su quest'area esisteva già un precedente progetto, previsto nella lista dei 21 punti di sosta pensati dall’ex sindaco Umberto Scapagnini che prevedeva un parcheggio su tre livelli, per 1080 auto, 40 bus e una parte commerciale  da realizzarsi in project financing per un costo complessivo di 39 milioni di euro. Nell'aprile del 2015 il progetto fu bocciato dall'amministrazione Bianco per un eccesso di potere nell'affidamento dei lavori da parte del Responsabile unico del procedimento il quale aveva privilegiato la Catania parcheggi spa a cui fu aggiudicato l'appalto a danno di altri concorrenti e per le condizioni contrattuali inaccettabili per la città. La Catania Parcheggi impugnò la delibera comunale di annullamento rivendicando un risarcimento di 14 milioni di euro per il mancato guadagno e un danno all'immagine.  Solo nel luglio del 2016 si è posto fine alla vicenda con la sentenza del Tar che rigettò  il ricorso della Catania parcheggi spa contro Palazzo degli elefanti.  La chiusura della vicenda giudiziaria ha dunque rimesso in moto il progetto e l'attuale amministrazione sembra orientata a realizzare, nella stessa area, un parcheggio sotterraneo senza spazi commerciali destinando la parte in superficie a verde. Speriamo che questo bando possa essere l'occasione per realizzare un'opera strategica importante per la mobilità catanese e che l'attuale amministrazione non si faccia trovare impreparata.

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