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20 mag 2020

Passante Ferroviario, nuovo tracciato urbano: confronto RFI – Comune di Catania sull’evoluzione progettuale

di Mobilita Catania

I nuovi e definitivi orientamenti progettuali della sistemazione del nodo ferroviario di Catania con l’interramento della stazione centrale e il completamento del doppio binario fino ad Acquicella, sono stati al centro di un incontro tra il sindaco Salvo Pogliese, il delegato per il Sud di RFI Salvo Leocata, gli assessori comunali Enrico Trantino, Pippo Arcidiacono e Sergio Parisi, il consulente del Comune per il Prg Paolo La Greca e i dirigenti tecnici comunali Biagio Bisignani e Salvo Marra. Il progetto denominato "nodo Catania" prevede due lotti funzionalmente autonomi con nuova stazione sotterranea Duomo/Porto, il decentramento del deposito Ferroviario di Piazza Europa presso Catania Acquicella, la realizzazione del nodo di scambio con la metropolitana nell’area del parcheggio comunale gestito dall’Amt a Fontanarossa. «Abbiamo preso atto con estrema soddisfazione - ha detto il sindaco Pogliese – dell’avvio della fase definitiva di progettazione, da parte di Italferr, del tanto atteso quanto complesso lavoro volto all’interramento del fascio di binari che, dal 1870, costituisce una vera cintura di ferro che ha separato la città dal suo mare. Con questo progetto si disegna la Catania del 2030, ponendo i binari in sotterraneo e ridando nuova vita al fronte del Porto. La proposta ha colto la richiesta di limitare a soli 50 metri l’occupazione delle banchine portuali, anziché dei 160 originariamente previsti che avrebbero sacrificato eccessivamente lo specchio d’acqua. Il nuovo tracciato consentirà la realizzazione della stazione “Duomo” nei pressi di Villa Pacini -ha aggiunto il primo cittadino - con un impatto nullo sia per la zona di Castello Ursino che quella di San Cristoforo. Indubbiamente concorderemo ogni passaggio con il governo regionale ma ritengo che siano elementi di grande valenza progettuali rispettosi dell’ambiente per creare una doppia linea ferroviaria che sia davvero una vera e propria metropolitana costiera, che da Giarre arriva in pochi minuti nel cuore di Catania. Potremo pianificare la nuova scena urbana a partire dal waterfront di Catania da piazza Europa a piazza Borsellino grazie al nuovo e qualificante rapporto col mare. Gli archi della Marina potranno giocare il ruolo di una lunga passeggiata sopraelevata che connetterà il Passiatore al Castello Ursino. Faremo scegliere alla città, in un appassionato confronto sia con il consiglio comunale e attraverso un progetto di riqualificazione condiviso, il destino del vecchio viadotto ferroviario che il consiglio Comunale nell’epoca post unitaria, contrastò con forza quando ne fu proposta la realizzazione». La conformità delle nuove impostazioni progettuali alla pianificazione urbanistica saranno materia di confronto in queste settimane tra i tecnici comunali e quelli di Italfer e sfoceranno in una delibera di presa d’atto della Giunta Pogliese per una valutazione e un apprezzamento complessivo degli stati di avanzamenti progettuali per la realizzazione del Nodo Catania. Il progetto definitivo già affidato a Italferr Società di Progettazione Gruppo FS prevede un investimento complessivo di oltre 600 mln di euro e l’attivazione nel 2028. Sull’altro fronte, quello per l’interramento della linea ferroviaria per il prolungamento della pista dell’aeroporto Fontanarossa per un costo di 265 mln di euro, di valenza economica regionale e che sarà sviluppato di concerto con la Presidenza e l’assessorato Regionale alle infrastrutture e trasporti, si registra l’invio del progetto definitivo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il parere statale per il successivo avvio della fase di approvazione del progetto e di pubblicazione del bando di gara con l’attivazione prevista nel 2025. «Anche questo progetto giunto ormai agli ultimi passaggi burocratici – ha commentato il sindaco Pogliese – rappresenta uno snodo strategico che ci consente di avere finalmente un pista aeroportuale di oltre 3 mila metri e dunque in grado di ospitare i voli intercontinentali, un piano di sviluppo su cui sono fortemente impegnati il presidente Musumeci e l’assessore Falcone. È di grande importanza per la città – ha ribadito il Sindaco – anche la decisione di confermare il nodo di interscambio fra la linea ferroviaria e quella della metropolitana in corrispondenza del parcheggio dell’AMT. Si potrà creare un vero hub tra i diversi sistemi di trasporto ripensando l’intero sistema di accesso alla città storica e alleggerendo il traffico pesante che ingolfano le vie d’accesso alla città. Siamo di fronte a fattori nevralgici dello sviluppo della Catania che si proietta ai prossimi anni, secondo gli orientamenti del nuovo Piano regolatore che dopo cinquanta anni esiteremo in linea coi principi dell’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite per la quale la mobilità innovativa gioca un ruolo primario. Ricordo ancora quando nell’aprile del 2002, allora ero un giovanissimo consigliere a palazzo degli elefanti, il Comune di Catania sottoscrisse il preliminare d’intesa con RFI per avviare le basi di un progetto che finalmente si appresta a diventare una realtà organica nella sua complessità». Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città di Catania ad averne bisogno

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10 feb 2020

Completamento del Passante Ferroviario, qualcosa si muove: prossimo passo il progetto definitivo

di Andrea Tartaglia

L'Assessore ai Lavori Pubblici di Catania, Enrico Trantino, attraverso un post sui social network ha oggi reso noto che si è tenuto un incontro sul tema del passante ferroviario di Catania tra il Comune e Rfi, Rete Ferroviaria Italiana, ossia l'ente chiamato a realizzare l'importante opera. Ad oggi, il passante Ferroviario di Catania è stato completato, nel suo percorso entro i confini comunali, nel solo tracciato nord, con la realizzazione delle tre nuove fermate di Catania Europa, Catania Picanello e Catania Ognina (a cui seguono, nel percorso verso Giarre-Riposto, fuori dai limiti municipali di Catania, le fermate di Cannizzaro, Acireale, Guardia Mangano-Santa Venerina e Carruba). Manca, infatti, la trasformazione del tracciato a sud di piazza Europa, che prevede l'interramento della Stazione Centrale e quindi il proseguimento verso Acquicella attraverso un nuovo tracciato interamente interrato, a doppio binario, che di fatto libererà gli Archi della Marina dall'uso ferroviario, consentendone quindi l'abbattimento o, più probabilmente, la conversione in una suggestiva pista ciclopedonale tra mare e città. Queste le parole dell'Assessore: «Oggi proficua riunione con RFI sullo stato dell'arte dei progetti che modificheranno parte dell'assetto urbanistico della città. L'interramento dei binari, la liberazione degli Archi della Marina e dell'area della ferrovia fino al Castello Ursino sono stati già oggetto di progettazione, che dovrà ora essere resa definitiva. Abbiamo chiesto - e RFI ci farà sapere - di estendere la galleria fino a Piazzale Asia in modo da lasciare libera la vista fino al mare dalla nuova cittadella giudiziaria (l'opera dovrebbe essere ultimata entro il 2023). La realizzazione della nuova linea ferroviaria, oltre quella della Circumetnea (la metropolitana, ndr), disegneranno una nuova città più a misura d'uomo, con la possibilità di estendere le aree pedonali e godere, finalmente, di una promenade sul waterfront.» Si sta, dunque, affinando ulteriormente il progetto preliminare del 2018 per giungere a quello definitivo a seguito di questi e di prossimi confronti tra Comune e Rfi. Inoltre, da noi interpellato, l'Assessore ci ha fatto sapere di aver chiesto a RFI di valutare la possibilità di prolungare le banchine della costruenda fermata di Fontanarossa in modo da avvicinarle al parcheggio scambiatore e agevolare, quindi, l'interscambio con la fermata metropolitana qui prevista (Santa Maria Goretti). Una soluzione che potrebbe, infine, rimediare ai problemi causati dall'attuale localizzazione della fermata Rfi a supporto dell'aerostazione in sito diverso da quello precedentemente stabilito in uno specifico protocollo d'intesa. Non è da escludere che la modifica ora in discussione possa interessare, in parte, anche il posizionamento della fermata metro rispetto al progetto in corso. Un passo avanti dell'iter del passante ferroviario, in ogni caso, che fa piacere conoscere anche perché in conflitto con le parole dell'Assessore Regionale alle Infrastrutture Falcone, che appena pochi mesi fa, definiva questo progetto dispendioso e poco utile.  È vero che si tratta di un progetto dispendioso, ma la sua utilità in termini di mobilità e di riflessi urbanistici è, invero, enorme. Una pecca del progetto attuale, però, alla quale si auspica il Comune chieda pure di porre rimedio, è l'eliminazione della fermata di Catania Acquicella, proprio a pochi passi dal cimitero monumentale di Catania e da un vasto parcheggio già realizzato.  Anche perché ci sarebbe ancora da approfondire il tema della prevista, nuova fermata di San Cristoforo, che pare possa riservare qualche problema. Questo, infatti, il percorso del passante ferroviario previsto nell'ambito strettamente comunale, da nord verso sud: Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale (da interrare) Catania Porto Catania San Cristoforo Catania Aeroporto Come si vede, tra Catania San Cristoforo (da realizzare ex novo) e Catania Aeroporto (in costruzione), purtroppo, non è ad oggi previsto il mantenimento della pur molto utile fermata di Acquicella, come detto, che si troverebbe in posizione intermedia a distanze del tutto compatibili con un trasporto di tipo metropolitano quale il passante deve essere in grado di offrire. Si va, comunque, avanti: l'impressione è che ci sia qualcosa ancora da limare e ciò dovrà essere necessariamente fatto con competenza e oculatezza, trattandosi di una grande opera i cui effetti dureranno per parecchie decadi. I temi caldi rimangono, dunque, l'interscambio passante-metro presso Fontanarossa nonché la paventata soppressione di Acquicella e la eventuale realizzazione o meno della nuova fermata di San Cristoforo, mentre non dovrebbero più esserci dubbi sulla "liberazione" degli Archi della Marina e l'interramento della Stazione Centrale. Ti potrebbero interessare: Passante Ferroviario di Catania Metropolitana di Catania Dallo sventramento alla ricucitura urbana: il nuovo percorso approvato del passante ferroviario Catania attende la Linea B della rete metropolitana: l'infrastruttura c'è, manca il servizio Nodo intermodale di Fontanarossa: non solo aeroporto, è la città ad averne bisogno

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17 mag 2018

Il Raddoppio Ferroviario cambierà il volto di Catania: illustrato oggi il progetto

di Mobilita Catania

È stato illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa nella Sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il nuovo tracciato per il raddoppio della tratta Zurria-Acquicella del passante ferroviario catanese: un progetto che cambierà il volto del centro storico e che Mobilita Catania aveva anticipato gli scorsi giorni. A distanza di anni dalle prime ipotesi progettuali, la delibera della giunta comunale pubblicata l'11 maggio 2018 ha segnato una svolta storica per la città di Catania. Per meglio chiarire il tema, gli scorsi giorni sulle nostre pagine abbiamo tracciato un’introduzione riepilogativa dell’evoluzione del progetto di passante ferroviario nell’ultimo decennio. Il progetto è stato illustrato nei dettagli nel corso di un incontro presieduto dal Sindaco e al quale sono intervenuti l'assessore all'Urbanistica Salvo Di Salvo con la dirigente Rosanna Pelleriti, il responsabile dei lavori del Nodo Catania di Rfi Salvatore Leocata, il progettista di Italferr, Raffaele Marino, altri tecnici e i rappresentanti del Forum catanese della Cultura e dell'Ambiente con l'esponente del Fai Giovanni Condorelli e dell'Istituto italiano dei Castelli Filippo Cosentino. "Le associazioni e la Società civile - ha affermato il sindaco Bianco - scesero in campo contro il progetto presentato nel 2013 e che avrebbe avuto un impatto inaccettabile sul centro storico. Il sindaco di allora, Raffaele Stancanelli, si oppose, io mi schierai con lui. Cominciò così una lunga battaglia che oggi prevede di realizzare sì il raddoppio ferroviario ad alta velocità che è importantissimo per tutta la Sicilia, ma farlo con un percorso sotterraneo, salvaguardando tutti gli edifici storici". Cosentino ha ricordato come l'allarme per il progetto iniziale fosse stato lanciato dall'allora presidente di Italia Nostra, l'architetto Antonio Pavone e Condorelli ha ripercorso gli interventi compiuti come Forum "per evitare lo scempio". È stato sottolineato però come da una gaffe clamorosa, lo sventramento, sia nato un progetto di grande respiro, "Che disegna una Catania moderna e rispettosa dell'antico". Nel dicembre scorso le Ferrovie avevano avviato i primi confronti con Assessorato all'Urbanistica, Soprintendenza, Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, per analizzare il percorso nei dettagli. Erano emerse alcune criticità e si era lavorato per risolverle. Alla fine di aprile, è stata consegnata al Comune la documentazione tecnica predisposta da Rfi e Italferr che comportava un ulteriore miglioramento per la città rispetto al progetto e al percorso precedenti. Il nuovo tracciato - che elimina le interferenze con le Terme dell'Indirizzo ed evita il passaggio sotto la chiesa di San Sebastiano come richiesto dalla Soprintendenza -  prevede il miglioramento dell'ingresso per la fermata di Duomo-Porto da Piazza Borsellino, la ricollocazione della fermata intermedia Ursino in una diversa posizione ma sempre nell'ambito del quartiere San Cristoforo ed elimina la fermata di Acquicella. "Il tracciato - ha spiegato Bianco - sarà lungo poco meno di cinque chilometri, con quasi quattro in galleria (uno artificiale e due e mezzo artificiale, compresa quella sotto la darsena). La Stazione ferroviaria si troverà dodici metri sotto il livello attuale, la ferrovia passerà sotto il porto e ci saranno ben due stazioni metropolitane lungo la tratta. Una sarà in piazza Borsellino, sostanzialmente per servire la zona turistica, la Villa Pacini e piazza Duomo. L'altra sarà in via Plebiscito, nel cuore di San Cristoforo e dunque dando anche respiro a un quartiere che ha un elevato grado di sofferenza. Il progetto prevede inoltre che, sulla linea degli Archi della Marina, là dove ora ci sono i binari, saranno creati un percorso pedonale e anche una pista ciclabile. Lo stesso vale per la Galleria e la trincea di Acquicella. E tutto questo nel cuore antico della città. Con le stazioni che saranno progettate per avere limitati impatti visivi e funzionali a salvaguardia del Barocco catanese Patrimonio Unesco. Insomma, davvero uno straordinario progetto, una delle più belle realizzazioni che si concretizzeranno nei prossimi anni nella nostra città". "La nuova progettazione del raddoppio fra Catania centrale e Catania Acquicella - ha confermato l'ing. Leocata - rappresenta un'opera di grande importanza che da una parte risolverà un collegamento ferroviario antico, antiquato e inadatto, e dall'altra darà alla Città nuove fermate e nuovi servizi, sia metropolitani che regionali. E questo in quanto Catania sarà al centro del nuovo itinerario ferroviario ad elevata velocità e capacità Messina-Catania-Palermo e offrirà anche una serie di servizi metropolitani che interesseranno il Duomo, San Cristoforo e i collegamenti con la Circumetnea". L'idea del progetto è quella integrare il tracciato e le stazioni della nuova ferrovia, nelle parti fuori terra, con l'innovativo programma dell'Amministrazione per la riqualificazione del waterfront e delle zone d'interazione tra centro urbano, Porto e ferrovia. Il fine è quello di migliorare l'attuale sistema di trasporto collettivo con la realizzazione di smart station per la mobilità integrata (ferro, gomma, aria, acqua). Il progetto prevede nel tratto di ferrovia dismessa tra la piazza Borsellino e il Castello Ursino la realizzazione di un percorso ciclopedonale e nuove destinazioni d'uso per le opere ferroviarie dismesse che saranno riqualificate.   Ti potrebbe interessare:  Passante Ferroviario di Catania: sviluppi futuri Passante ferroviario di Catania, dallo sventramento alla ricucitura: il nuovo percorso urbano approvato dal Comune  

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23 gen 2018

PROGETTO | Scopriamo il nuovo percorso urbano del passante ferroviario di Catania

di Mobilita Catania

Il recente bando per il concorso di idee per il rapporto tra la città di Catania e il suo mare, che comprende l'area del porto, deve basarsi sullo stato di fatto della città e sugli interventi sul territorio già ufficialmente previsti o in itinere, per poter tradursi in futuro, questo è l'auspicio, in una solida base dalla quale partire per concreti azioni di rigenerazione urbanistica. Uno degli aspetti imprescindibili di cui dovrà tener conto, quindi, è senza alcun dubbio la presenza della linea ferroviaria statale che, com'è noto, corre lungo la costa della città e che, proprio per questo e già dal XIX secolo, crea una barriera tra il centro della città e il mare. Ad oggi non è ancora stato reso noto, però, quale sia il nuovo tracciato ferroviario completo da realizzarsi nell'ambito del "Nodo Catania" delle Ferrovie dello Stato, poiché l'ultima proposta ufficiale di Rfi fu rigettata dalla Città di Catania quasi cinque anni fa per le ragioni che si ricordano più avanti. Mobilita Catania svela in anteprima il nuovo progetto preliminare di Rfi per il passante ferroviario etneo, nella sua parte di tracciato di nuova concezione, ovvero quella dalla stazione di Catania Centrale a Catania Acquicella. Prima, però, un sintetico riepilogo dell'evoluzione del progetto nell'ultimo decennio. A proposito del già citato problema dell'allontanamento della città dal mare a causa della cintura ferroviaria in pieno centro, bisogna ricordare che con l'ormai penultimo progetto ufficiale di creazione di un passante ferroviario ad uso metropolitano con nuove fermate urbane, Rfi avviava un parziale tentativo di porre rimedio a questa situazione, prevedendo l'interramento del fascio di binari lungo la scogliera del Caito nonché della stazione centrale, ma manteneva il vecchio tracciato dal Passiatore in poi, verso sud, vincolando quindi gli Archi della Marina (struttura che per metà risale all'Ottocento) ad un uso ferroviario nel lungo termine. Un progetto che, in quest'area, sarebbe stato molto invasivo dal punto di vista urbanistico e architettonico, poiché era prevista una stazione proprio sugli Archi (Duomo-Castello Ursino), all'altezza della Villa Pacini, che oltre a "stressare" la struttura del viadotto insieme con un più frequente passaggio di treni (ed è facile immaginare successivi interventi di sostegno, esterni ed invasivi), avrebbe comportato anche un'imponente intervento per limitare l'impatto acustico che si sarebbe tradotto in una visivamente poco sostenibile doppia barriera sugli Archi, proprio a due passi dalle Mura di Carlo V, dal transetto normanno della cattedrale e dalla sua cupola barocca. Inoltre, il raddoppio da effettuarsi lungo lo stesso percorso dal bivio Zurrìa ad Acquicella avrebbe significato anche raddoppiare la trincea ferroviaria nella zona delle Terme dell'Indirizzo, aumentando quindi la cesura esistente nel tessuto urbano, e imponendo anche la demolizione di diversi edifici del tardo Settecento e dell'Ottocento nella zona del Castello Ursino. Un sacrificio enorme in nome della mobilità, e infatti la Città di Catania, mettendo per una volta d'accordo tutti gli schieramenti politici e le associazioni civiche, si oppose in modo deciso, rifiutando non tanto, ovviamente, il concetto di passante ferroviario urbano, di indubbia utilità, quanto il modo di realizzarlo. Nel 2013, così, Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) rinunciò formalmente al progetto già avviato, nell'area a sud della stazione centrale, promettendo di avviare un nuovo iter progettuale che tenesse conto delle istanze della città. Istanze, oltretutto, che il Comune di Catania tradusse in una nuova proposta progettuale, realizzata dai tecnici dell'Università degli Studi di Catania con il PRG La Greca del 2012, e che ha rappresentato per Rfi la nuova base su cui partire. Il nuovo percorso scelto da Rfi per attraversare il cuore della città, come vedremo, si avvicina a quello proposto a livello locale, seppur con alcune importanti differenze. Tra i più rilevanti punti in comune, c'è la rinuncia all'impiego degli Archi della Marina, che verrebbero così liberati e destinati a ospitare un percorso ciclo-pedonale. Inoltre, tutto il percorso sino ad Acquicella è interrato, con la realizzazione di un tunnel che poi si trasforma, dalla nuova fermata Porto, in una doppia canna, sfruttando parzialmente la galleria già esistente.   Ecco tutte le nuove stazioni e fermate previste nella tratta, in dettaglio, da nord verso sud: STAZIONE CATANIA CENTRALE L’intervento prevede la realizzazione di una stazione interrata in corrispondenza dall'attuale in superficie, con quattro binari, di cui due di precedenza, e marciapiedi di 400. Un binario sarà di collegamento con il porto.   È inoltre previsto il collegamento ipogeo tra la nuova stazione sotterranea e la stazione "Giovanni XXIII" della metropolitana di Catania. Gli attuali impianti merci e di manutenzione della stazione verranno riallocati presso il nuovo polo manutentivo e intermodale di Bicocca, liberando così ampie zone nell’ambito dell’area urbana costiera di Catania. FERMATA CATANIA PORTO Sotterranea, sorgerà nei pressi di piazza Paolo Borsellino potendo quindi servire agevolmente sia la zona del Duomo che quella portuale, assumendo così una rilevanza strategica nella mobilità urbana. Comporterà la demolizione dell'attuale edificio degli alloggi della Capitaneria di Porto, all'interno del sedime portuale.   FERMATA CATANIA URSINO A nord dell'omonimo maniero sorgerà la fermata di Catania Ursino, simile a quella in corso di ultimazione di Picanello in quanto in un tratto nel quale i binari si snoderanno su canne separate.   FERMATA CATANIA ACQUICELLA Il nuovo progetto prevede una rimodulazione della stazione Acquicella che diventa una fermata passante È situata nei pressi del Cimitero monumentale di Catania, dal quale è separata da via Zia Lisa, uno degli assi di ingresso della città da sud-ovest.   Con il completamento di tutte le opere previste, l’intera linea urbana del passante ferroviario avrà quest’assetto, da nord verso sud, potendo fungere da linea metropolitana: Cannizzaro Catania Ognina Catania Picanello Catania Europa Catania Centrale Catania Porto Catania Ursino Catania Acquicella Catania Fontanarossa Bicocca Di questo percorso è stato già completato il raddoppio Catania Centrale - Catania Ognina, inaugurato il 24 luglio 2017, ed è operativo il tratto di passante Cannizzaro-Catania Centrale, sebbene non sia ancora stata aperta, ma è in via di ultimazione, la stazione di Catania Picanello. Per la tratta nuova tratta Catania Centrale - Catania Acquicella, sono in corso i sondaggi geognostici necessari per poter procedere alla progettazione definitiva. Stando a quanto ad oggi previsto, i lavori futuri consisteranno, quindi, nell'interramento della stazione centrale, nella realizzazione delle nuove fermate Catania Duomo-Porto e Catania Ursino e nella rimodulazione della stazione di Catania Acquicella che sarà convertita in una fermata in trincea. Tutto, naturalmente, inserito nel nuovo percorso da realizzare. Ti potrebbero interessare: Passante ferroviario di Catania: scheda dell'opera FOTO | Le nuove fermate di Catania Ognina e Catania Europa Fontanarossa, una nuova fermata ferroviaria provvisoria per il 2020  

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22 dic 2017

Quale futuro per l’aeroporto di Catania dopo il traguardo dei 9 milioni di passeggeri nel 2017

di Amedeo Paladino

Il 2017 verrà archiviato come l’anno-record di Fontanarossa: stamane infatti verrà festeggiato il raggiungimento del traguardo dei 9 milioni di passeggeri transitati dallo scalo etneo. Facciamo il punto sugli scenari futuri dell'Aeroporto di Catania. Dopo aver sfondato il tetto degli 8 milioni di passeggeri, lo scorso 9 novembre, questo nuovo e straordinario traguardo sarà festeggiato oggi pomeriggio nell'area partenza in collaborazione con la compagnia aerea tedesca Lufthansa, all'appuntamento saranno presenti Nico Torrisi (Amministratore Delegato SAC Spa), Vincenzo Fusco (Direttore ENAC Aeroporto di Catania) e Nicola De Paola (Station Representative Sicily, Sardinia, Bari & Brindisi Lufthansa Group). Una crescita costantemente a doppia cifra per l'aeroporto Fontanarossa, contrassegnata da numerosi record stabiliti durante il corso dell'anno: nei mesi di luglio e agosto è stato superato il milione di passeggeri in transito dallo scalo etneo; risultati positivi anche per le festività natalizie, con le previsioni di traffico dell’Ufficio Analisi Dati di SAC che calcolano fra il 21 dicembre e l’8 gennaio 2018 un movimento complessivo di 406.914 passeggeri (+ 7,24 rispetto al periodo analogo del 2016). Un trend di crescita che conferma Fontanarossa come primo aeroporto della Sicilia, riferimento di sette delle nove province siciliane, e del Mezzogiorno, nonostante la paventata riduzione del numero dei voli, con conseguente decremento del traffico aereo (e quindi di passeggeri) nei due aeroporti di Catania e Comiso; grazie all'impegno della Ministra della difesa Roberta Pinotti e al capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare Enzo Vecciarelli, la limitazione dei voli dovrebbe essere sventata. Per dar seguito alla crescita nel mese di maggio di quest’anno SAC ed ENAC hanno formalizzato un Contratto di Programma con cui si è dato il via al piano di investimenti infrastrutturali per il quadriennio 2017-2020 del valore di 95 milioni di euro; tra questi i lavori di conversione del centro polifunzionale agroalimentare e turistico “Norma” in Terminal dedicato alle partenze, per i quali l'inizio è atteso a breve. Oltre ai lavori del terminal C, il piano d'investimenti per il quadriennio 2017-2020 prevede tra gli interventi nella zona land-side, anche l'adeguamento del vecchio terminal Morandi- chiuso nel 2007 contestualmente all'apertura della nuova aerostazione Bellini- alla nuova normativa antisismica, conferendogli una nuova conformazione architettonica integrata con l’esistente terminal A. Nel breve periodo verrà riqualificato il tetto del Terminal A e la Torre Uffici. In land-side si lavorerà anche all'adeguamento della viabilità e all'aumento della capacità di sosta auto, attraverso l'utilizzo dell'area dell'ex campo sportivo e alla sopraelevazione del parcheggio P4. In air-side sono previsti 11 milioni di lavori per migliorare le infrastrutture dei piazzali, consentendo all'aeroporto di ospitare in pista aeromobili più grandi da sempre interessati ad operare su Catania. Il futuro dell'aeroporto di Catania è legato, però, alla ferrovia. Il progetto di seconda pista, che consentirebbe allo scalo etneo di ospitare voli intercontinentali prevede come condizione imprescindibile l’interramento di un tratto della linea ferroviaria Catania- Siracusa. Il progetto è attualmente in stand-by: sono necessari 235 milioni di euro solo per questi lavori propedeutici alla costruzione della seconda pista lunga 3.100 metri, a fronte dell’attuale di 2.436. La ferrovia è attore protagonista nello sviluppo dello scalo etneo anche sul fronte della mobilità. La progettazione di una stazione a servizio dell’aeroporto di Catania si trova ancora in una fase primordiale, addirittura non è ancora stato formalmente deciso se realizzare la fermata provvisoria, inizialmente prevista nei pressi della sede del nucleo aereo della Guardia Costiera, o realizzare sin da subito la stazione ferroviaria nei pressi del parcheggio Fontarossa che avrà il ruolo di interscambio con la stazione Santa Maria Goretti della metropolitana. Secondo le previsioni della Ferrovia Circumetnea la linea metropolitana servirà lo scalo di Fontanarossa entro il 2024.   Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud L’aeroporto di Catania si fa grande: aggiudicati i lavori per il nuovo terminal  

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21 apr 2017

L’interramento della linea ferroviaria, propedeutico alla seconda pista di Fontanarossa, si farà: rassicurazioni del Sindaco

di Amedeo Paladino

Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, rassicura sul progetto di seconda pista dell'aeroporto di Catania: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha infatti inserito tra le opere oggetto di finanziamento l'interramento della linea ferrata Catania-Siracusa, nella zona della stazione di Bicocca, per consentire la costruzione della nuova pista dello scalo di Fontanarossa. Questa notizia arriva dopo la recente decisione del Governo di assegnare il semaforo giallo alla seconda pista dello scalo etneo, ovvero sottoporla a «project review» per valutare una revisione dei costi e delle eventuali alternative. Il Sindaco ha ringraziato i ministri Delrio e Lotti per quest'opera -interramento linea ferrata n.d.r- che costerà 235 milioni di euro e, una volta compiuta, permetterà alla Sac di realizzare un'altra pista, più lunga, per far atterrare a Catania gli aerei di grandi dimensioni utilizzati per i voli intercontinentali. Nella stessa delibera Cipe anche quaranta milioni di euro per completare la tratta Nesima-Misterbianco della metropolitana Il sindaco di Catania Enzo Bianco, ha inoltre sottolineato: L'interramento una volta compiuto, permetterà alla Sac di realizzare un'altra pista, lunga 3.200 metri invece che 2.600, come l'attuale. Ciò consentirà di far atterrare a Catania gli aerei di grandi dimensioni utilizzati per i voli intercontinentali. Le intenzioni del governo, insomma, sono sempre state chiare, anche perché la delibera del Cipe risale al dicembre scorso. Tra l'altro nella delibera del Cipe sono compresi altri quaranta milioni di euro che serviranno per completare la tratta Nesima-Misterbianco della nostra metropolitana". Sul progetto della seconda pista dell'aeroporto di Fontanarossa da tempo si susseguono riunioni operative tra Ministero, Comune di Catania, Regione, Sac e Ferrovie dello Stato.  Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania | Storia e sviluppi futuri Il 2017 dell’aeroporto di Catania: scenari e sviluppi Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania Aeroporto di Catania, stop al progetto di seconda pista: non è un’opera prioritaria Aeroporto, una fermata ferroviaria provvisoria in attesa di una stazione connessa con la metropolitana Nuova pista aeroporto di Fontanarossa: il progetto ufficiale

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31 ott 2016

Aeroporto: terminal Morandi, nuova pista e interramento linea ferrata, si lavora alla definizione del cronoprogramma

di Roberto Lentini

Sabato scorso a Palazzo degli Elefanti si è tenuto un importante incontro istituzionale  tra il presidente della Sac Daniela Baglieri, l’amministratore delegato Nico Torrisi e  il sindaco di Catania Enzo Bianco. La presidente della Sac, Daniela Baglieri, ha elencato un cronoprogramma delle tappe da affrontare per rilanciare l'aeroporto di Catania. La prossima settimana ci sarà un primo incontro con l'Enac in cui si discuterà soprattutto dell'apertura del vecchio terminal Morandi, importante per migliorare le condizioni di accessibilità e servizi e rendere l'aeroporto di Catania ancora più appetibile alle compagnie aeree. Nella strategia di medio termine si guarda inoltre all'incremento di nuove compagnie e di nuove rotte includendo pure l'Asia. Anche per l’amministratore delegato Nico Torrisi la prima priorità è quella di incontrare l'Enac per definire i tempi per gli investimenti del piano quadriennale, a cominciare dalla risistemazione del vecchio Terminal Morandi.   Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha posto in evidenza l'importanza dell’interramento della linea ferrata e la successiva, conseguente, realizzazione della nuova pista. Già a dicembre ci sarà un incontro con il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per stabilire un cronoprogramma dei tempi di intervento. Il piano di investimento per l'interramento della tratta ferroviaria, secondo le stime, richiederà una somma pari a 235 milioni di euro e si è in attesa di un finanziamento dell’opera che dovrebbe arrivare dal Patto per il Sud. Si è anche parlato dell'ingresso del Comune di Catania come socio dell'Aeroporto, di un parcheggio praticamente all'interno dello scalo e di nuovi collegamenti aerei.

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