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21 ago 2018

Fontanarossa abdica in favore di Napoli: Capodichino nuova regina del Mezzogiorno

di mobilita

Continua il trend positivo dell’aeroporto di Catania, che vede crescere il numero dei suoi viaggiatori, soprattutto su voli internazionali, e che a fine anno potrebbe sfiorare il nuovo record dei dieci milioni di passeggeri in movimento. Lo scalo etneo, tuttavia, perde il primato di primo aeroporto del Sud-Italia. In questo quadro, cosa manca per rendere ancor più efficiente e competitivo lo scalo etneo? Lo scorso 25 luglio è stato inaugurato il Terminal C dell’aeroporto di Catania, grazie all’importante intervento di ammodernamento di una struttura preesistente rimasta per anni inutilizzata, che nel corso dell’ultimo mese ha già contribuito ad alleggerire la pressione di passeggeri in transito dal terminal A. La crescita dello scalo, in termini di passeggeri, è certificata dai dati forniti da Assaeroporti. Ecco nel dettaglio i dati relativi al primo semestre del 2018: Per l’aeroporto di Catania sono 4.458.341 i passeggeri in transito così suddivisi: 3.024.639 passeggeri su voli nazionali, con una crescita del 4,4%; 1.421.343 passeggeri su voli internazionali, con una crescita del 19,5%, di cui 1.324.829 passeggeri su voli internazionali riferiti all’U.E., con una crescita del 18,4%. Considerando il primo semestre, dunque, bisogna registrare la perdita della sesta posizione dell’aeroporto di Catania a vantaggio dell’aeroporto di Napoli, la cui gestione è privata. Fontanarossa, dunque, dopo moltissimi anni, perde lo scettro di più trafficato aeroporto del Mezzogiorno, sebbene allo stesso tempo si avvii a superare lo scalo meneghino di Linate, basandosi sul trend percentuale negativo dell’aeroporto milanese a fronte di quello positivo etneo. Questi i dati dei primi dieci aeroporti d’Italia nei primi sei mesi dell’anno in corso: Roma Fiumicino: 20.110.300 passeggeri in transito e una crescita del 4,7% Milano Malpensa: 11.389.437 passeggeri in transito e una crescita del 11,1% Bergamo Orio Al Serio: 6.159.082 passeggeri in transito e una crescita del 5,7% Venezia Tessera: 4.963.549 passeggeri in transito e una crescita del 7,4% Milano Linate: 4.487.240 passeggeri in transito e una crescita negativa del -2,9% Napoli Capodichino: 4.475.396 passeggeri in transito e una crescita del 24,7% Catania Fontanarossa: 4.458.341 passeggeri in transito e una crescita del 9% Bologna Borgo Panigale: 4.029.949 passeggeri in transito e una crescita del 5,3% Palermo Punta Raisi: 2.968.515 passeggeri in transito e una crescita del 16,9% Roma Ciampino: 2.878.689 passeggeri in transito e una crescita negativa del -1,7% Nel 2017, la formalizzazione del Contratto di Programma fra SAC ed ENAC, ha dato il via nell’Aeroporto di Catania a strategici investimenti infrastrutturali del valore di 95 milioni di euro pianificati per il quadriennio fino al 2020. Ma sul futuro dello scalo etneo pesa l’incertezza su due opere strategiche: la nuova pista e la fermata ferroviaria al servizio dello scalo. La pista dell’aeroporto di Catania è lunga “appena” 2.436 metri, collocando lo scalo etneo al 26° posto nella classifica stilata da Enav, in contrasto con la lusinghiera posizione nazionale per traffico passeggeri. Al momento esiste un progetto di una seconda pista, più lunga dell'attuale, che andrebbe così a sostituire. Quest'ultima si convertirebbe in via di rullaggio, aumentando quindi notevolemente la capacità di movimentazione mezzi nonché il numero di piazzole di sosta per aerei. Ma la realizzazione della nuova pista dipende dall’interramento di un breve tratto della linea ferroviaria Catania-Siracusa, in prossimità di Bicocca, per una spesa prevista di circa 280 milioni di euro. La nuova pista, lunga 3.100 metri circa, permetterebbe inoltre l’atterraggio di voli intercontinentali con velivoli di dimensioni maggiori, aprendo per Fontanarossa scenari notevoli di sviluppo per quello che già adesso è considerato il più appetibile fra gli scali italiani. Ma al momento il progetto sembra essersi arenato: recentemente il Governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha affermato che “non ha senso spendere 280 milioni per interrare la ferrovia di Bicocca e allungare la pista, quando in sei-sette anni si può costruire un grande scalo aeroportuale nel cuore della Sicilia da costruire in contrada Gerbini, nella Piana di Catania”.  Sempre per il Presidente della Regione Nello Musumeci, l’attuale aeroporto potrebbe essere convertito in un grande centro fieristico così come è avvenuto per l’aeroporto di Tempelhof, il vecchio aeroporto centrale di Berlino risalente al 1923 e chiuso nel 2008. Il problema è che ad oggi non c’è alcun progetto concreto di realizzazione di un nuovo aeroporto in Sicilia, e appare quantomai inverosimile pensare che un nuovo grande scalo possa essere realtà nel giro di soli sette anni. Ma anche se si pensasse davvero a realizzare un nuovo scalo, che sicuramente richiederebbe un lasso di tempo ben più ampio, sarebbe giusto nel frattempo bloccare, di fatto, lo sviluppo del principale scalo siciliano? Un’altra mancanza infrastrutturale è l’assenza della fermata ferroviaria, più volte annunciata, ma ancora non concretizzatasi e sulla quale è addirittura caduto il silenzio con l’insediamento delle nuove amministrazioni regionale e comunale. Tutto questo nonostante gli investimenti milionari della Ferrovia Circumetnea per il prolungamento della linea metropolitana in direzione dell’aeroporto di Fontanarossa e del proposito di RFI di realizzare la fermata FS a servizio dell’aeroporto, lungo la tratta facente parte della futura A.C. della linea ferroviaria Palermo-Catania. Certo, uno dei limiti maggiori del nostro aeroporto è rappresentato dalla presenza della vicina base militare di Sigonella, da dove vengono autorizzati tutti i movimenti aerei, compreso il traffico militare, e che al momento movimenta circa 24 aerei l’ora, e occorrerebbe verificare se la stessa questione potrebbe riproporsi anche per il futuro, evenuale aeroporto di Gerbini. L’attuale  aeroporto mantiene conunque i margini per un’ulteriore crescita. Esiste infatti una proposta di progetto per l’ampliamento del Complesso Terminal passeggeri dell’attuale aeroporto realizzato dallo studio Architecna Engineering (vedi articolo), che dimostra la possibilità di disporre Fontanarossa di una struttura in grado di gestire comodamente una base di circa 20 milioni di passeggeri annui. È quindi importante, nel medio termine, puntare sullo sviluppo dell’attuale aeroporto, con il completamento di infrastutture importanti come la nuova pista, la realizzazione della stazione Fontanarossa a servizio dell’aeroporto nonché la realizzazione dell’alta capacità della linea Catania-Palermo con, a coronamento, il completamento della metropolitana etnea proprio fino all’aeroporto. 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03 gen 2018

Fontanarossa sulla rotta dei grandi aerei: atterrato oggi un A330 della Turkish Airlines

di Amedeo Paladino

Stamani è atterrato nell'Aeroporto di Catania un A330 della Turkish Airlines. Si tratta di un aeromobile di grandi dimensioni, utilizzato dalle compagnie aeree su rotte di medio-lungo raggio e che può trasportare un numero di persone doppio rispetto ai normali aerei di linea. La cabina differisce anche per via del doppio corridoio e della conseguente disposizione delle poltrone: tre ai lati, zona finestrino, e quattro nella corsia centrale. Il volo della Turkish Airlines è atterrato ai piedi dell'Etna con 289 passeggeri a bordo ed è ripartito alla volta di Istanbul con altri 265. Città al confine tra Asia ed Europa, Istanbul rappresenta con il suo scalo Ataturk uno dei sette hub internazionali che, collegato a Catania con il volo diretto della Turkish, consente di proseguire il viaggio verso rotte intercontinentali. Gli altri hub sono Amsterdam (Schipol), Francoforte (Main), Londra (Gatwick), Monaco (Franz Josef Strauss), Parigi (Charles De Gaulle) e, dalla prossima estate, Dubai (Al-Maxtoum). Non è la prima volta che un A330 fa scalo a Fontanarossa: il 4 gennaio 2015 lo stesso modello di aeromobile della Turkish Airlines fece rotta su Catania. La scelta, da parte delle compagnie aeree, di un aeromobile più grande e più capiente è legata all'esigenza di supportare la maggiore domanda di trasporto che si verifica sia in alta stagione (in estate) che a fine anno, durante le festività natalizie. Un flusso straordinario di viaggiatori e turisti che l'Ufficio Analisi Dati di SAC aveva previsto stimando in 407mila i transiti da/per Fontanarossa nel periodo compreso fra il 21 dicembre e l'8 gennaio 2018, periodo in cui si è raggiunto anche lo storico record dei 9 milioni di passeggeri annui. Le previsioni di traffico registravano anche un significativo aumento del 13,84% del segmento estero con 102.000 passeggeri diretti o provenienti da destinazioni internazionali. Negli anni scorsi sono atterrati aerei di stazza anche superiore al A330, come il Boeing 747 della Corsair, l’MD11 di Alitalia, il Boeing 777 di Air Europe e il Boeing 767 di Monarch e Austrian Airlines. Naturalmente tali aerei non erano a pieno carico in quanto essi hanno bisogno di una pista molto più lunga per decollare e atterrare in questo assetto. Una delle priorità per lo sviluppo dello scalo catanese è l’interramento di un tratto della linea ferroviaria Catania- Siracusa che consentirà la creazione di una nuova pista lunga 3.100 metri idonea al traffico intercontinentale: il costo dell’operazione sarà di circa 180 milioni di euro di cui 30 milioni a carico della Sac e 150 milioni a carico delle Ferrovie dello Stato. L’atterraggio e il decollo di aerei di grandi dimensioni non è comunque legato solo alla lunghezza della pista ma anche dalle taxiways (piste e raccordi di rullaggio) e delle dotazioni degli apron (piazzali): nel breve periodo verranno utilizzati circa 11 milioni di euro per lavori di riqualifica ampliamento delle infrastrutture dei piazzali. Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud L’aeroporto di Catania si fa grande: aggiudicati i lavori per il nuovo terminal

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20 apr 2017

Fermata ferroviaria Fontanarossa e dodici nuovi treni per la metro: il DEF per la città metropolitana di Catania

di Mobilita Catania

Il Documento di Economia e Finanza 2017 (DEF), varato dal governo la settimana scorsa, è un documento all'interno del quale vengono messe per iscritto tutte le politiche economiche e finanziarie selezionate, decise e imposte dal Governo. e definisce la manovra di finanza pubblica per il periodo compreso nel bilancio pluriennale. Il Def si concentra anche sull'offerta di mobilità del trasporto rapido di massa per le 14 Città metropolitane, considerando questa come la componente più efficace per indirizzare la mobilità delle persone verso modi collettivi e quindi più sostenibili. Il documento varato dal Governo la scorsa settimana ha individuato le priorità infrastrutturali del Paese, classificando le opere in tre grandi categorie: «interventi invarianti» (semaforo verde, vanno avanti come sono oggi), interventi da sottoporre a «project review» (semaforo giallo, vanno rivisti anche pesantemente sul piano progettuale per tagliare i costi, risolvere le controversie con il territorio o studiare opzioni alternative), interventi per cui serve un «progetto di fattibilità» (semaforo rosso in attesa di riconsiderare diverse opzioni progettuali alternative). Ha suscitato grandi polemiche la decisione del Governo di mettere in stand-by il progetto di seconda pista dell'aeroporto di Catania, in attesa di una revisione del progetto: sia il sindaco di Catania, nonché della città metropolitana, Enzo Bianco, che l'amministratore delegato della SAC, società che gestisce lo scalo etneo , Nico Torrisi, hanno criticato la scelta, considerandola un freno allo sviluppo dell'aeroporto di Catania.   Ma non è l'unica novità che il Governo ha riservato alla città metropolitana di Catania: infatti lo strumento di programmazione economico-finanziaria defininisce per Catania, insieme a Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, tutte città metropolitane già dotate di servizi ferroviari metropolitani, l'obiettivo di far diventare queste città efficaci Hub sia per trasporto nazionale sia per trasporto metropolitano.   In particolare, per quanto riguarda la città metropolitana di Catania, il Def prevede il finanziamento per il rinnovo del parco treni della Ferrovia Circumetnea sia per la tratta metropolitana che per il servizio circum. Alla fine dell'estate dovrebbe infatti partire il bando per la fornitura di 12 nuovi treni che si dovrebbero aggiungere agli otto Firema già in esercizio in vista dell'ampliamento della rete metropolitana. I treni saranno a due casse  composti da 2 Unità di Trazione identiche e funzionalmente autonome con cabina di guida alle due estremità. Il rinnovo del parco rotabile per il servizio metro è infatti una necessità dettata dai recenti sviluppi della linea fino a Nesima e la futura estensione da Misterbianco all'aeroporto attesa e programmato per il 2023. Entro l'anno dovrebbe partire anche il finanziamento per l'acquisto di altri tre treni "Vulcano" dalla polacca Newag per il servizio circum: il primo lotto composto da 4 treni è arrivato a Catania tra il 2015 e il 2016. Una particolare attenzione è inoltre rivolta anche ai collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Catania, insieme a Bergamo, Venezia, Lamezia Terme e Genova sono le uniche città a non avere  un sistema di connessione veloce su ferro che colleghi l'area metropolitana con i propri aeroporti SNIT di 1° livello, . Nel piano di lungo periodo previsto dal Def tutti gli aeroporti inclusi nella rete SNIT di 1° livello, saranno oggetto di progetti di fattibilità rispetto al miglioramento del livello di accessibilità ferroviaria. Grandi interventi riguarderanno la connessione ferroviaria all’aeroporto di Fiumicino, Venezia, Bergamo e Catania. La fermata Fontanarossa, a servizio dello scalo etneo, risulta tra i progetti finanziati dal ministero e i lavori si dovrebbero concludere entro il 2020: la fermata provvisoria di Fontanarossa dovrebbe essere realizzata nei pressi della rotonda della Guardia Costiera e sarebbe a totale carico della RFI per un costo di 5 milioni di euro. foto di copertina: nuovo treno Hitachi Rail Italy, metropolitana di Genova   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania: storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania Fontanarossa: storia e scenari  Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023  

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31 ott 2016

Aeroporto: terminal Morandi, nuova pista e interramento linea ferrata, si lavora alla definizione del cronoprogramma

di Roberto Lentini

Sabato scorso a Palazzo degli Elefanti si è tenuto un importante incontro istituzionale  tra il presidente della Sac Daniela Baglieri, l’amministratore delegato Nico Torrisi e  il sindaco di Catania Enzo Bianco. La presidente della Sac, Daniela Baglieri, ha elencato un cronoprogramma delle tappe da affrontare per rilanciare l'aeroporto di Catania. La prossima settimana ci sarà un primo incontro con l'Enac in cui si discuterà soprattutto dell'apertura del vecchio terminal Morandi, importante per migliorare le condizioni di accessibilità e servizi e rendere l'aeroporto di Catania ancora più appetibile alle compagnie aeree. Nella strategia di medio termine si guarda inoltre all'incremento di nuove compagnie e di nuove rotte includendo pure l'Asia. Anche per l’amministratore delegato Nico Torrisi la prima priorità è quella di incontrare l'Enac per definire i tempi per gli investimenti del piano quadriennale, a cominciare dalla risistemazione del vecchio Terminal Morandi.   Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha posto in evidenza l'importanza dell’interramento della linea ferrata e la successiva, conseguente, realizzazione della nuova pista. Già a dicembre ci sarà un incontro con il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, per stabilire un cronoprogramma dei tempi di intervento. Il piano di investimento per l'interramento della tratta ferroviaria, secondo le stime, richiederà una somma pari a 235 milioni di euro e si è in attesa di un finanziamento dell’opera che dovrebbe arrivare dal Patto per il Sud. Si è anche parlato dell'ingresso del Comune di Catania come socio dell'Aeroporto, di un parcheggio praticamente all'interno dello scalo e di nuovi collegamenti aerei.

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10 mar 2016

Pista Fontanarossa e fermata ferroviaria: un nuovo incontro, ma nessun atto concreto

di Roberto Lentini

Secondo le indiscrezioni di un editoriale pubblicato oggi da La Sicilia a breve si svolgerà un nuovo tavolo tecnico tra Comune di Catania, SAC e RFI per valutare le alternative di esatta ubicazione della nuova fermata FS di Fontanarossa, a cui è legato l'allungamento della pista dell'aeroporto. Finora tanti incontri, ma nessun atto concreto Più volte il ministro Delrio ha posto l'accento sul fatto che il nostro Paese è congestionato per la mancanza di intermodalità. "Il fatto che strade, porti, aeroporti e ferrovie non sono connessi è un elemento di forte criticità che va affrontato con grande decisione" -  ha affermato il ministro Delrio. Per Delrio servono piani strategici di sviluppo di interconnessione tra rete ferroviaria, aeroporti e porti. Un piano di intermodalità tra ferrovia e aeroporto deve essere prioritario anche per l'aeroporto di Catania: da anni infatti si parla della realizzazione di una stazione ferroviaria a Fontanarossa la cui valenza non sarà solo metropolitana bensì regionale. Secondo l'editoriale di Tony Zermo, pubblicato sul quotidiano "La Sicilia" a breve ci sarà un tavolo tecnico tra Comune di Catania, SAC (Società Aeroporto Catania) e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) allo scopo di valutare le alternative di esatta ubicazione della nuova fermata FS di Fontanarossa; già a settembre dell'anno scorso si era già svolto un incontro convocato dal sindaco Enzo Bianco per affrontare il tema delle infrastrutture locali, alla presenza dei vertici delle due società. La realizzazione della stazione ferroviaria non è comunque legata all'interramento dei binari  in quanto essa si troverà comunque in una posizione che non interferirà con l’abbassamento della linea ferrata, propedeutica  per l’allungamento della pista dell’aeroporto, importante per lo sviluppo dell’Aeroporto di Catania; il collegamento tra la futura stazione dei treni e l’attuale aerostazione sarà a carico della SAC e avverrà tramite tapis roulant coperti simili a quelli dell’aeroporto di Fiumicino. I finanziamenti per l’interramento ferroviario potrebbero arrivare, oltre che per le grandi opere sulle linee ferroviarie inserite nei Corridoi TEN-T,  anche dal “Patto per il Sud”, per un importo di circa 4 milioni di euro; mentre la procedura di interramento della linea ferroviaria Catania-Siracusa potrebbe avviarsi entro due  anni con una spesa prevista di circa 180 milioni di euro. Nel 2020 potremmo quindi avere un aeroporto con una nuova pista di circa 3100 metri, capace di poter ospitare i voli intercontinentali, e una stazione ferroviaria che collegherà l’aeroporto con la nostra città e con tutto il territorio della Sicilia centrale e orientale, ma nonostante le dichiarazioni e gli incontri finora non si è avviato nessun iter formale, e la scadenza di 4 anni a partire da oggi appare più una speranza che una concreta possibilità.   Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania | Scheda dell’opera Nuova stazione ferroviaria di Fontanarossa pronta entro tre anni    

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09 lug 2015

Nuova fermata ferroviaria di Fontanarossa pronta entro tre anni

di Roberto Lentini

Tra tre anni la futura stazione ferroviaria di Fontanarossa, a servizio dello scalo aeroportuale, potrebbe essere pronta, con un investimento di circa 4,5 milioni di euro messi a disposizione dalle Ferrovie di Stato che cureranno la progettazione. Una prima intesa tra Rete Ferroviaria Italiana e la Regione Siciliana era stata annunciata alcune settimane fa. «Questo intervento permetterà al nostro aeroporto di assumere valore europeo – ha detto il sindaco Bianco - ambito in cui sono di rilievo solo le infrastrutture ben collegate con il resto delle reti di trasporto. Il ministro Delrio ha annunciato di voler spingere Catania verso un posizionamento all'interno della Ten-T». Attualmente, infatti, l’assenza di un collegamento tra l’aeroporto e la rete ferroviaria è una delle ragioni principali del declassamento dello scalo di Fontanarossa in ambito europeo. Qui il progetto di massima della nuova stazione di Fontanarossa.   Il collegamento tra la futura stazione dei treni e l’attuale aerostazione sarà a carico della Sac  e avverrà tramite tapis roulant coperti simili a quelli dell’aeroporto di Fiumicino. La futura stazione si troverà comunque in una posizione che non interferirà con l’abbassamento della linea ferrata, propedeutica  per l’allungamento della pista dell’aeroporto. La procedura di interramento della linea ferroviaria Catania-Siracusa potrebbe avviarsi entro due  anni; spesa per l'opera prevista di circa  180 milioni di euro. La nuova pista, lunga 3100 m, passerà sopra i binari interrati con una coda lievemente rialzata per dare più aerodinamicità alla struttura. Nel 2020 potremmo quindi avere un aeroporto con una nuova pista di circa 3100 metri, capace di poter ospitare i voli intercontinentali, e una stazione ferroviaria che collegherà l’aeroporto con la nostra città e con tutto il territorio della Sicilia centrale e orientale. Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania | Scheda dell'opera

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