Segnalazione
25 set 2015

FOTO | Metropolitana: scale mobili non funzionanti e accesso facile agli evasori

di Luigi Sciarrone

È sorto di recente qualche problema presso la metropolitana di Catania e in particolare nelle stazioni Italia e Giuffrida: nella prima i vetri  accanto alle obliteratrici, che impediscono l'accesso ai treni, risultano semiaperti- fatto che si era presentato qualche giorno fa anche alla stazione Giuffrida e  a cui si è rimediato- permettendo il passaggio degli evasori privi di biglietto; nella seconda stazione le scale mobili non sono funzionanti. Ecco le foto dei disservizi:

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09 set 2015

FOTO | Metropolitana, stazione Stesicoro: passi avanti per i lavori di completamento

di Andrea Tartaglia

Segnali di vita dai cantieri della metropolitana. Mentre nella tratta Borgo-Nesima i cantieri procedono a pieno ritmo, in particolar modo al viale Lorenzo Bolano, ultimamente apparivano a rilento quelli relativi alla tratta Galatea-Stesicoro. E se a giorni è prevista la ripresa dei lavori nel cantiere della stazione Giovanni XXIII, nel frattempo segnali di ripresa appaiono presso la stazione Stesicoro di Corso Sicilia che, insieme con la stazione Milo (qui FOTO e VIDEO) di Viale Alexander Fleming, è quella che, tra tutte, si presenta allo stadio più avanzato di realizzazione. Le foto che vi mostriamo, infatti, mostrano per la prima volta uno degli accessi in superficie (quello sud-est, ad angolo con via Luigi Rizzo), ormai quasi pronto, con la pavimentazione completa e il rivestimento delle pareti quasi ultimato. Spicca la scelta cromatica: piastrelle bianche, che danno un senso di luce e spaziosità (particolare che si apprezzerà specialmente all'interno della stazione). Segnaliamo anche che ieri mattina, in viale Africa, lungo la banchina del controviale ovest, è stato rimosso da operai incaricati l'ultimo residuo di cantiere del "nodo Fastweb", ormai definitivamente sciolto e superato. La conclusione dei lavori è prevista entro l'inizio dell'anno prossimo nell'ottica dell'apertura al pubblico nell'estate 2016, così come previsto nel cronoprogramma dei lavori della metropolitana.

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04 set 2015

Moovit anche a Catania, il servizio per il trasporto pubblico intelligente

di Amedeo Paladino

Il settore della mobilità è sempre più dipendente dalla tecnologia; sono finiti i tempi in cui la materia si confondeva con la viabilità stradale e le scelte  che incidono sugli spostamenti di persone e merci erano di competenze di qualche assessore al traffico, supportato dal funzionario con Codice della Strada e Regolamento Viario alla mano. Oggi sempre più figure professionali sono coinvolte nel settore, la mobilità infatti è uno dei principali fattori di ricchezza di un centro urbano - secondo il PGTU (Piano Generale Traffico Urbano) di Catania la mobilità incide per 40 milioni sulle Casse del Comune-: la competitività di una città dipende dalla qualità degli spostamenti, prescindendo sempre più dall'utilizzo del mezzo privato. Con il termine smart city intendiamo quel sistema di tecnologie applicate alle comunicazioni, alla mobilità, all'efficienza energetica e all'ambiente che nel complesso migliorano la qualità della vita degli abitanti - diffidate da  coloro che spacciano le aree wifi di qualche piazza cittadina come un grande passo avanti verso la città intelligente-; la tecnologia deve essere in primo luogo utile, è questo l'assunto di partenza di Moovit, un servizio per smartphone che fa muovere i cittadini- utenti del trasporto pubblico in modo intelligente. Tre ragazzi israeliani, dal lancio dell'app nel 2012 a oggi, hanno reso più smart 600 città nel mondo, di cui 27 in Italia; gli utilizzatori sono più di 20 milioni, e il nostro Paese è il primo in Europa e quarto nel Mondo per numero di utenti. Moovit coniuga i dati forniti dalle aziende di trasporto pubblico locale con le informazioni degli stessi utenti, la somma di questi permettono di trovare la soluzione migliore negli spostamenti quotidiani. L'app, disponibile gratuitamente per iOS, Android e Windows Phone, pianifica il percorso più vantaggioso da effettuare per arrivare a destinazione, geo-localizza la propria posizione per conoscere le fermate più vicine, fornisce gli orari di partenza dei mezzi pubblici; mentre l'interazione degli utenti permette di conoscere in tempo reale l'orario di arrivo previsto ed eventuali disservizi.Quindi laddove la puntualità dei mezzi pubblici lascia a desiderare più cittadini utilizzano il servizio più l'orario dell'effettivo passaggio sarà veritiero, poiché gli utenti fungono da gps umani protetti dall'anonimato. Moovit è arrivato a Catania quest'anno grazie all'accordo con AMT (Azienda Metropolitana Trasporti) ed FCE (Ferrovia Circumetnea), raccoglie tutti i dati delle due aziende di trasporto pubblico locale: attraverso l'utilizzo dello smartphone  in qualunque momento siamo in grado di conoscere tute le alternative per raggiungere la nostra destinazione. Dal primo momento in cui utilizziamo l'app ci rendiamo conto di come questo strumento possa incidere positivamente sulla mobilità, migliorando la qualità del trasporto pubblico: ecco un passo concreto verso una città intelligente. Ad accorgersi dell'impatto di questo servizio sono state molte società di investimento, e tra le aziende spicca BMW, a dimostrazione che la mobilità dei centri urbani moderni debba prescindere dall'utilizzo esclusivo dell'auto privata.  

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11 ago 2015

RENDER | Come sarà piazza Giovanni XXIII con il completamento della stazione metropolitana

di Roberto Lentini

Lo spazio urbano di piazza Papa Giovanni XXIII, soprastante la stazione della metropolitana in costruzione, è stato progettato dall'architetto Loredana Cucinotta; la riqualificazione dell'area fa parte dei lavori di completamento che cominceranno dopo Ferragosto. L'idea di base è quella di un sistema naturale ondulato ed ha come  evidente riferimento il paesaggio della costa ionica antistante la piazza. L’idea nasce, quindi, da un elemento naturale riconoscibile: il mare. L’architettura, con una morfologia chiara, ben definita ed identificabile, diventa un’architettura “morbida” e viva, suscettibile di cambiamenti al mutare della luce naturale. Il progetto architettonico è improntato a creare delle strutture che siano perfettamente inserite nel contesto ambientale. Le uscite della stazione metropolitana, sottostante la piazza (uscita A) e l’ascensore, verranno realizzate per garantire la massima trasparenza dall’esterno, attraverso una struttura semplice in acciaio verniciato bianco e vetro stratificato temperato, ma allo stesso tempo non saranno disadorne: tutto intorno sorgeranno giardini e aree di pertinenza in cui troveranno dimora piante, fiori e giochi d’acqua. La natura che circonda le strutture all’esterno penetrerà all’interno di esse, altre volte  le sovrasterà, perché piante, fiori e farfalle forano l’architettura e attraverso la luce proiettano ombre tutto intorno, diventando elemento identificativo e catturando lo sguardo verso una realizzazione dedicata ad un sistema trasportistico collettivo. Così sono stati pensati i due elementi di coperture per la luce naturale. Una copertura sovrasta l’ascensore della stazione ed una l'accesso principale, attraverso scale, della stazione metropolitana. I due elementi di ombreggiamento richiamano, nella forma, le linee del mare e sono realizzati con strutture in acciaio verniciato bianco con l'innesto di pannelli in lamiera di acciaio bianco decorato e microforato con motivi floreali. L’obiettivo estetico  è quello di personalizzare la struttura come se fosse un corpo fisico, un oggetto di esperienza emotiva che simbolicamente vuole rappresentare la congiunzione tra terra e mare. Piazza Papa Giovanni XXIII è così intesa come luogo di congiunzione tra centro urbano e lungomare, cuore identitario della città. Il progetto intende preservare l’identità della piazza come luogo d’incontro e di svago, di comunicazione e di pausa riflessiva, riscattandosi da quella attuale di luogo di transito e passaggio per il traffico veicolare. Per la pavimentazione, il cui disegno individua una serie di “spicchi” separati da aiuole, si è pensato di ricorrere a due tipi di materiale: il travertino per la pavimentazione generale e la pietra lavica a doghe per la delimitazione degli spicchi. Le aiuole, i cui bordi serviranno da sedute, saranno caratterizzate da forme sinuose. Al loro interno prenderà vita vegetazione di macchia mediterranea (mirto, lavanda, tamerice, ginestra, rosmarino, caprifoglio), con distinzioni per fasce cromatiche e  odori diversi. Le aiuole saranno rivestite in travertino e le sedute in doghe di teak. L’illuminazione, costituita da una serie di lampioni realizzati  in tubolare di acciaio corten con lampada a led colore blu sulla sommità, disposti con inclinazioni diverse, è poi integrata da corpi illuminanti posti al di sotto delle sedute. Nella parte centrale è prevista una serie di faretti a terra in corrispondenza dei  due percorsi al di sotto delle pensiline. Inoltre, la struttura perimetrale e verticale del totem verrà illuminata da faretti posti alla base e in sommità. Il sistema di illuminazione diffusa consente di usufruire della piazza come centro di aggregazione anche nelle ore notturne. Sono stati pensati dei giochi d’acqua attraverso degli ugelli posti a filo pavimento ad altezza varia e regolabile e con illuminazione a led RGB. L’uscita B della stazione metropolitana, sulla piazza,  è caratterizzata da una struttura totem con frangisole  in acciaio verniciato bianco e tubolari di altezza pari a m. 10,00 in acciaio verniciato bianco. Inoltre si prevedono, per le uscite C e D disposte sulla banchina est di viale Africa, ringhiere con pannelli di lamiera in acciaio verniciato bianco decorato microforato con motivi floreali.  

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10 ago 2015

Metropolitana, stazione Giovanni XXIII: al via i lavori di completamento

di Andrea Tartaglia

Nell'ambito dei lavori della tratta metropolitana Galatea-Stesicoro, cominceranno entro settembre i lavori per il completamento della stazione intermedia "Giovanni XXIII", sita tra l'omonima piazza e via Archimede, nei pressi dell'imbocco di viale Africa. Le aree del cantiere sono state consegnate proprio in questi giorni all'impresa che realizzerà l'opera. Oltre al completamento delle opere sotterranee, i lavori prevedono anche la sistemazione superficiale dell'area interessata dalla presenza della stazione metropolitana, compresi due nuovi accessi sulla banchina est di viale Africa, nel tratto compreso tra l'Help Centre della Caritas e piazzale Rocco Chinnici. Tali accessi risulteranno particolarmente utili per chi dovrà prendere la metro provenendo dalla Stazione Centrale FS (dove rimarrà comunque operativa l'altra fermata già esistente della diramazione metro), poiché non sarà necessario attraversare la strada ma basterà seguire il marciapiedi sulla destra all'uscita dalla stazione ferroviaria. Questo nuovo tratto di metropolitana, della lunghezza di quasi 2 km, congiungerà la già esistente stazione "Galatea" al cuore di Catania, attraverso la nuova stazione "Stesicoro" di Corso Sicilia, la quale rappresenterà il terminale provvisorio della linea in attesa del completamento dei lavori della tratta Stesicoro-Palestro (qui il cronoprogramma dei lavori). La stazione "Giovanni XXIII", a metà tra Galatea e Stesicoro, risulterà particolarmente importante per l'immediata vicinanza con la stazione centrale FS, con il capolinea di numerose linee di bus extraurbani e con il capolinea 4 dell'Azienda Metropolitana Trasporti, con la quale esiste già il biglietto integrato.

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29 lug 2015

VIDEO | Nuove tratte metropolitana: come e dove verranno scavate

di Roberto Lentini

Lo scavo delle nuove tratte della metropolitana verrà effettuato con una TBM (fresa meccanica a piena sezione, comunemente chiamata "talpa") dal diametro di 10 m. La Talpa, già acquistata, ma non ancora arrivata a Catania, è stata chiamata Agata, in onore della nostra Santa Protettrice. Per la costruzione della tratta Nesima-Monte Po verrà fatta entrare dal cantiere che è stato inaugurato sabato mattina, nei pressi della Torre Tabita. Nel tratto Stesicoro-Palestro, lotto le cui opere civili sono state finanziate ma non ancora appaltate, probabilmente verrà fatta entrare dal cavalcavia dell'asse dei servizi di via Palermo, dove sarà montata. Qui inizierà lo scavo in discesa fino ad intercettare il tracciato di progetto, direzione stazione Stesicoro; finito lo scavo la TBM verrà smontata ed estratta dai pozzi di aerazione, tranne lo scudo che rimarrà sepolto in galleria. Ecco come si monta una TBM. Ecco come avviene lo scavo con la TBM, questo sistema rende la costruzione della galleria molto più veloce e non danneggia gli edifici sovrastanti.

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28 lug 2015

RENDERING | Metro Nesima-Monte Po, consegnate le aree di cantiere: ecco come saranno le stazioni

di Roberto Lentini

Come da cronoprogramma, sabato scorso è stata consegnata all'impresa aggiudicataria, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, l'area del cantiere per la realizzazione della tratta Nesima-Monte Po della metropolitana di Catania. Il prossimo passo sarà l'avvio effettivo dei lavori, a partire del quale scatteranno i 600 giorni per l’ultimazione che pertanto, salvo imprevisti, potrà avvenire entro il 2017, con possibile apertura della tratta all'esercizio nel 2018. La tratta Nesima-Monte Po si estenderà per 1,7 km e comprenderà due nuove stazioni in direzione Misterbianco: Fontana e Monte Po. La stazione Fontana sorgerà nei pressi del nuovo Ospedale Garibaldi e avrà a disposizione il parcheggio scambiatore di Monte Po,  capace di ospitare 850 auto e 30 bus. Ci sarà pure un ingresso, tramite un tunnel, direttamente all'interno del complesso ospedaliero Garibaldi nuovo. La stazione Monte Po si troverà nella biforcazione con Corso Carlo Marx, già all'interno del comune di Misterbianco. Lo scavo di questa  tratta verrà effettuato con una TBM (fresa meccanica a piena sezione, comunemente chiamata "talpa") dal diametro di 10 m. La Talpa, già acquistata, è stata chiamata Agata, in onore della Santa protettrice di Catania. In questo tratto  la TMB verrà fatta entrare nei pressi della Torre Tabita: qui inizierà lo scavo in discesa fino ad intercettare il tracciato di progetto, direzione stazione Nesima. Finito lo scavo la TBM verrà smontata ed estratta dai pozzi di aerazione, tranne lo scudo che rimarrà sepolto in galleria. Qui un video di come si monta una TBM.

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