Opere
24 mag 2018

Interporto di Catania

di Amedeo Paladino

L'Interporto di Catania-Bicocca, gestito da S.I.S. - Società Interporti Siciliani S.p.A., è un grandé complesso intermodale in fase di costruzione nell'area posta a sud della città di Catania tra la Stazione di Catania Bicocca e la Zona industliale di Catania. Una volta ultimato occuperà un'area complessiva di 212.000 metri quadrati. La superficie dell'interporto è divisa in 166.000 metri quadrati del Polo Logistico e 46.000 metri quadrati dell'Area di sosta collegati anche con strada dedicata allo scalo di Bicocca connesso alla linea Messina-Catania-Siracusa. L'interporto sarà connesso con la Tangenziale di Catania che garantisce il collegamento con la rete stradale e autostradale, con il Porto di Catania e con l'Aeroporto di Fontanarossa. L'area specifica destinata al Polo Intermodale, dell'estensione di 125.000 metri quadrati, è delimitata dal fascio di binari a sud-est della stazione di Bicocca, dalla Tangenziale di Catania a sud-ovest e dalla linea ferrovialia Catania-Palermo a nord-ovest. STORIA Il progetto dell'Interporto di Catania Bicocca nasce da tutta una Iunga serie di progetti e interventi di pianificazione a livelli europeo, nazionale e regionale: venne previsto inizialmente nel Piano Generale dei Trasporti (PGT) del 1986; l'interporto infatti perseguiva la fmalità di copertura dell'intera area siciliana sud-orientale (da Catania a Siracusa). Venne successivamente incluso tra gli interporti giudicati di interesse nazionale e ammesso al finanziamento ai sensi della legge 240 del 4 agosto 1990, concernente gli Interventi dello Stato per la realizzazione di interporti finalizzati al trasporto merci e in favore della intermodalità. In seguito fu incluso: nel Piano Quinquennale degli Interporti dell'aprile del 1991 nella deliberazione CIPET del 7 aprile 1993; nel D.L. n° 98 del l aprile 1995 Interventi urgenti in materia di trasporti, convertito in legge n° 204/95. in funzione di cui la progettazione definitiva ed esecutiva venne affidata, alla Italfen SpA. . nelle delibere attuative della legge obiettivo del 21 dicembre 2001, n. 443 Interporto Catania-Bicocca. Il CIPE nel settembre del 2003 deliberava che il progetto, rivisitato alla luce delle indicazioni emerse nella Conferenza dei servizi dell'aprile 2003 e approvato nel settembre 2003 dalla Commissione dei lavori pubblici della Regione Sicilia desse luogo all'espletamento delle gare d'appalto per la costruzione dei lotti costituiti dall'area di sosta/polo logistico, polo intermodale e polo logistico. tra novembre 2003 e ottobre 2004, appalto aggiudicato alla società "Interporto di Catania S.p.A.". Il 23 giugno 2008 il presidente della Regione Siciliana ha siglato, con il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero dello Sviluppo economico e la Società interporti siciliani, il II Accordo di programma quadro per il trasporto delle merci e la logistica che sblocca risorse per 113 milioni di euro per l'interporto di Catania Bicocca (e 78 per l'interporto di Termini Imerese) la cui area di sosta del polo logistico è già realizzata. Programma inoltre il terzo e quarto lotto (Polo interrnodale e strada di collegamento). Secondo le previsioni statistiche di progetto, entro il 2010 dovevano transitare da Bicocca almeno due milioni tonnellate di merci in relazione all'intermodalità ruota-rotaia. Localizzazione Le aree scelte e destinate alla realizzazione della prima fase funzionale dell'Interporto di Catania sono poste nella porzione nord - orientale della Piana di Catania. Esse derivano dalla localizzazione, datata agosto 1998, con la quale il Comune di Catania individuava all'interno della Zona Industriale di pantano D'Arci, a sud-ovest dell'aglomerato urbano di Catania, l'area di sedime per la realizzazione dell'infrastruttura interportuale catanese. L'interporto è suddiviso in due poli: - Polo Intermodale, ubicato in prossimità della stazione Bicocca; - Polo Logistico, all'interno della Zona Industriale in località Pantano, distante circa un chilometro e mezzo. Entrambe le aree sono comunque poste a ridosso degli svincoli della tangenziale di catania (rispettivamente Asse dei Servizi e Zona Industriale Nord) e quindi facilmente raggiungibili sia dagli assi di collegamneto Messina-Siracusa e Catania-Palermo, sia dalle infrastrutture portuali e aeroportuali. L'Area di Sosta del Polo Logistico è stata completata il 13 giugno 2006. L'Interporto sarà completato e andrà a regime nel triennio 2015-2018. POLO LOGISTICO L’area destinata al Polo Logistico è di circa 166.000 mq, di cui 46.000 circa appartenenti al lotto funzionale “Area di Sosta”. L’accesso al Polo avviene dalla Strada Ottava di proprietà del Consorzio ASI di Catania. Nel Polo Logistico si prevede l’allocazione delle infrastrutture destinate alla logistica, suddivise tra esterne (piazzali di sosta attrezzati per un totale di 280 stalli per mezzi pesanti) ed interne. Sono presenti due Magazzini Autotrasportatori, un Magazzino Doganale ed edifici di servizio a supporto della logistica e dell’autotrasporto, ovvero la palazzina Guardia di Finanza e Polizia per uno sviluppo di circa 560 mq, un Edificio per Servizi alla Persona per uno sviluppo di circa 450 mq e una Officina mezzi pesanti per uno sviluppo di circa 1100 mq (quest’ultimi due edifici sono già realizzati in quanto facenti parte del primo lotto funzionale dell’Interporto di Catania “Area di Sosta”). Magazzino Doganale E’ collocato nei pressi della palazzina che ospita gli uffici di Guardia di Finanza e Polizia. Comprende sia la zona di stoccaggio di merci sotto il vincolo doganale che gli uffici della Dogana stessa. La superficie di calpestio del magazzino, per uno sviluppo di circa 2.450 mq, è prevista ad una quota sovralzata rispetto al circostante piazzale carrabile di circa 1,20 m, al fine di favorire lo scarico ed il carico delle merci dai mezzi di trasporto. L’altezza utile del magazzino è pari a 9 metri. Magazzini Autotrasportatori La distribuzione prevede due Magazzini Autotrasportatori, perfettamente uguali tra loro. Ogni magazzino presenta: • un volume unico sull’intera lunghezza, per una profondità di 25,00 m circa ed una altezza di 9 metri, che racchiude l’area di stoccaggio merci, per un complessivo di superficie disponibile pari a 6.000 mq; • una fascia di volume ridotto in altezza (6 metri) e struttura articolata che racchiude, al piano terra, i blocchi servizi igienici degli operatori dei magazzini e le aree di supporto alle zone di stoccaggio per consentire la movimentazione merci sui due fronti; al primo livello è allocata la zona uffici con affaccio esterno ed interno con balconata sull’area di stoccaggio. L’edificio è impostato ad una quota di circa 1,20 m maggiore rispetto a quella del piazzale circostante, per favorire le operazioni di carico e scarico dai mezzi gommati. I magazzini si affacciano per uno dei due lati sul fascio di binari che collega il Polo Logistico con la bretella ferroviaria della dorsale ASI. Tale impianto è costituito da due binari di lunghezza pari a 354 metri e 280 metri, collegati ad un’asta di manovra di lunghezza pari a 30 m. POLO INTERMODALE Il Polo Intermodale rappresenta il nucleo di gestione dell’Interporto a livello dei servizi offerti e specificità di utilizzo, dal momento che in questa area si concretizza lo scambio di modalità di trasporto in termini di interfaccia gomma-rotaia. E’ stato dotato di un Centro Direzionale, due Magazzini Intermodali ed un’Officina per le Grandi Unità di Carico, oltre agli stalli per il parcheggio dei mezzi su gomma ed ad un impianto ferroviario, dimensionato sulla base dei risultati forniti dall’analisi del traffico effettuata.Tale impianto è costituito da tre binari di lunghezza compresa tra i 480 e i 505 metri circa, capaci di contenere un intero convoglio. E’ previsto, inoltre, un tronchino di sicurezza di circa 230 metri, in grado di contenere la metà di un treno in composizione massima lato stazione di Catania Bicocca. Questa soluzione consente di movimentare un treno dal secondo binario (centrale) non operativo a quelli laterali operativi, attraverso una doppia manovra, senza interferire con la linea in esercizio Palermo – Catania. L’area destinata al Polo Intermodale ha un’estensione di circa 125.000 mq, delimitata dalla stazione di Bicocca e dal relativo complesso di binari a sud est, dalla Tangenziale di Catania a sud ovest e dalla linea ferroviaria CT – PA a nord ovest. La Società degli Interporti Siciliani Spa, ha emesso a maggio 2018 un nuovo bando per i lavori di realizzazione del Polo Intermodale con revisione della progettazione esecutiva che comprende tra gli altri il monitoraggio Ambientale ante operam e in corso d’opera, la bonifica da ordigni bellici e le attività di espianto e ricollocazione degli ulivi presenti nell’area oggetto dell’appalto. L’importo posto a base di gara ammonta a Euro 29.642.081,22 oltre IVA, soggetto a ribasso. Centro Direzionale Si sviluppa su 4 livelli di circa 2.000 mq per piano e contempla due ali di fabbricato a facciata ellittica nelle quali sono allocati essenzialmente i servizi generali per la gestione dell’intero Interporto di Catania con la confluenza di tutte le reti-dati necessarie alla gestione dei movimenti e quanto dedicato ai servizi di logistica informativa dell’Interporto. Le due partizioni fisiche del fabbricato sono interconnesse da un corpo centrale a forma di settore circolare conico che contiene i corpi di collegamento verticale dei vari livelli. Al piano terra sono allocati i locali di uso più frequente e di supporto logistico di primo livello (ristorazione, sala riunioni, reception, ecc…); ai piani superiori sono ubicati gli uffici di varia metratura, le aree di smistamento e infine all’ultimo livello la zona degli uffici direzionali della Società degli Interporti Siciliani SpA. Area di sosta Il Comitato Centrale per l’Albo degli Autotrasportatori avvalendosi dei fondi stanziati dalla legge del 22 Dicembre 1999, n. 488, come integrato con il decreto della legge 22 giugno 2000 n. 167, convertito nella legge 10 agosto 2000, n. 299, concede contributi per la realizzazione di aree di sosta per veicoli pesanti sia lungo la rete autostradale sia lungo la viabilità ordinaria, ovvero in prossimità degli svincoli autostradali o in aree di sosta connesse a terminali intermodali, porti ed interporti. Proprio per venire incontro a tali esigenze si è definito e realizzato un primo lotto funzionale all’interno del Polo Logistico dell’interporto catanese destinato esclusivamente all’autotrasporto merci e fisicamente separato da ogni altra tipologia di utenza, ancorché integrato nel contesto del Polo Logistico. Si tratta di un’area di complessivi 46.000 mq di cui circa 24.000 pavimentati e destinati alla sosta di mezzi gommati pesanti (mq 5.250), al parcheggio di automobili (mq 600) ed alla viabilità interna (mq 18.150). Le rimanenti aree sono destinate ad accogliere l’officina mezzi pesanti (mq 1.050), l’edificio servizi alla persona (mq 450), i relativi locali tecnici (mq 330) e le aree a verde (mq 8.000). L’ingresso dell’area di sosta è previsto sull’Ottava Strada, una delle principali arterie dell’agglomerato industriale catanese. Officina mezzi pesanti E’ una delle due officine allocate nell’Interporto; situata a ridosso del piazzale attrezzato alla sosta dei mezzi pesanti, è destinata alle riparazioni dei veicoli pesanti. Si sviluppa interamente su piano terra e comprende un ampio vano per il ricovero e la manutenzione dei mezzi (circa 650 mq), un magazzino ricambi (circa 180 mq), vani ufficio ed attesa per i clienti ed i servizi igienici distinti per la zona uffici e per quella delle lavorazioni. Edificio servizi alla persona Nella logica funzionale dell’Interporto, l’edificio per servizi alla persona rappresenta un supporto logistico all’ambito merceologico – commerciale che è diretta propaggine del centro direzionale situato nel Polo Intermodale e che costituisce il nodo nevralgico di gestione delle attività dell’Interporto. Sotto il profilo funzionale nell’edificio trovano alloggiamento alcuni vani ufficio per servizi generali di gestione ed una zona destinata alla ristorazione veloce per gli utenti del Polo Logistico. L’edificio per servizi alla persona nella sua funzionalità di accesso e di servizio è conforme alla normativa sui portatori di handicap. L’Area di Sosta del Polo Logistico è operativa dal 2010. Strada di collegamento La strada di collegamento “proprietaria” si sviluppa completamente in rilevato per una lunghezza di circa 2 km. Si tratta del link di collegamento fra il Polo Intermodale e il Polo Logistico, una strada dedicata che assicura il funzionamento integrato fra i poli che in questo modo, sul piano funzionale e sul piano dell’accessibilità interna ed esterna, “coniugano” il concetto di unitarietà, integrazione e funzionalità che sono alla base dei concetti di interporto/piattaforma logistica.    

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19 gen 2018

Un bando internazionale di idee per ripensare il porto di Catania e il rapporto con la Città

di Amedeo Paladino

Un bando internazionale di idee per il waterfront di Catania e ripensare il rapporto del porto con la Città: sarà a breve pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE) e nella  Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS). Il porto di Catania ha un rapporto con la Città molto forte ed al contempo molto contraddittorio: infatti pur essendo adiacente al centro storico e monumentale della città, è da questa diviso da tre barriere di diversa natura ma di identico effetto, quello di separare l’ambito urbano da quello portuale: la circonvallazione orientale (o a mare) di Catania, che è una delle grandi arterie cittadine, percorsa da un consistente numero di autoveicoli tutti i giorni e a tutte le ore e la linea ferroviaria Catania-Siracusa che corre sopra gli Archi della Marina. Il Comune di Catania e l'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale hanno dunque condiviso la necessità di dotarsi di uno strumento di pianificazione di massima che identifichi le principali componenti urbanistiche, paesaggistiche, architettoniche e funzionali dell'area che va da Piazza Europa sino alla zona sud del faro Biscari, passando per piazza dei martiri e la Cementeria. In tale ampia fascia, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente ed il Porto con la città. Nodi con problematiche stratificatesi nel tempo che, nell'inesorabile palinsesto storico, oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti della città in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza. L'area di integrazione porto/città, costituita dalla zona fra piazza dei Martiri sino al faro Biscari/Cementeria, rappresenta un "disordine" urbano discontinuo: aree industriali dismesse, aree residenziali degradate, vuoti pubblici, infrastrutture ferrate di tipo territoriale, ingressi della città metropolitana, area di testata ai luoghi della villeggiatura e del "mare", aree con grandi contenitori pubblici vuoti, hanno la necessità di essere coerentemente "messe a sistema" con i criteri di una disciplina pianificatoria che non sia rivolta soltanto alla esigenza strettamente urbana, bensì alla dimensione metropolitana e di grande scala. Il concorso internazionale di idee ha dunque lo scopo di individuare la soluzione metodologica più appropriata per la rigenerazione urbanistica dell'area, attraverso un Masterplan, secondo le necessità indicate dal bando. Il livello esplicativo delle idee proposte sarà con contenuti disciplinari di tipo Architettonico ed Urbanistico, non rappresenterà alcun livello di progettazione così come definito delle vigenti norme. La definizione del livello di progettazione "Masterplan" non ha alcuna codifica normativa in seno alle leggi sugli appalti, ritrova invece riscontro sulla urbanistica applicata (non sulla legge urbanistica siciliana) per la definizione di un tipo di pianificazione programmatica. Il Masterplan dovrà fornire le indicazioni metodologiche delle regole urbane ed architettoniche per la riqualificazione degli spazi, ponendo come principio invariante l'importante ruolo che riveste l'area nel rispetto dei caratteri intrinseci dei valori storico, artistico e culturale. La proposta progettuale dovrà individuare soluzioni relative a definire: le relazioni urbane, territoriali e paesaggistiche, tra i sistemi urbani, portuale e territoriali dell'area ed il contesto circostante, anche nella specifica caratterizzazione di "città metropolitana"; l'assetto funzionale e della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale, e degli spazi di sosta; l'idea pregnante sulla individuazione della idea di stazione marittima della città di Catania, intesa quale simbolo e segno di riconoscimento dell'intero territorio; l'assetto e le diverse caratterizzazioni dello spazio pubblico; l'eco-sostenibilità dell'intervento complessivo; le interazioni con le tecniche della smart-city e smart-connect; una sintetica fattibilità economico-finanziaria degli interventi. L'area oggetto di intervento, interessata dal concorso di idee, è situata lungo la costa est della città di Catania e in gran parte adiacente al centro storico e monumentale della città e al sedime portuale. Si tratta di una zona perimetrale e comprende piazza Europa, viale Africa, via D'Amico, piazza Giovanni XXIII, via VI Aprile, piazza dei Martiri, via Dusmet, via Cristoforo Colombo, via Plebiscito, via Grimaldi, via Gramignani, via Plaia, via Siracusa, via Vivaio, via dello Strettoio, via Domenico tempio, via Acquicella porto, viale Kennedy, molo di mezzogiorno, nonché tutte le aree del sedime portuale ricomprese in tale fascia. Il territorio interessato viene suddiviso in tre ambiti con specifiche caratteristiche che li contraddistinguono rispettivamente: l'area che va da piazza Europa a piazza dei Martiri; area che va da piazza dei Martiri al "Faro" (via Domenico Tempio), ricomprese le aree portuali del porto vecchio e del porto nuovo e l'ambito della stazione marittima (sporgente centrale) e della club house; area del cementificio e zone limitrofe al quartiere Angeli Custodi, compresa l'area dello svincolo del Faro con le infrastrutture territoriali esistenti. Per quanto riguarda la procedura di gara, la preselezione consiste nella scelta, tra i partecipanti, dei migliori 7 (sette) curricula dei gruppi di progettazione e nell'individuazione del miglior approccio metodologico-disciplinare presentato in sede di gara nella fase di preselezione. La selezione consiste nella presentazione di una "idea metodologica", architettonico-urbanistico (masterplan) da parte dei 7 concorrenti preselezionati ed è finalizzata a individuare i migliori indirizzi metodologici, disciplinari, di tipo urbanistico ed architettonico, necessari alla SA per affinare successivamente (fuori dai tempi e modalità del bando) la migliore proposta progettuale per la città. I Premi: 100 mila euro al progetto classificato primo, 20 mila al secondo e 10 mila al terzo. Si prevede che i lavori si chiuderanno entro il 2 marzo 2018 Il bando in versione integrale e tutta la documentazione a corredo della procedura concorsuale, saranno pubblicati sul sito del Comune di Catania al seguente link: http://www.comune.catania.it/amministrazionetrasparente; sul sito dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale al seguente link: http://www.porto.catania.it/servizi/bandi-di-gara. Il bando sarà inoltre inviato tramite posta elettronica certificate (PEC) a: Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori; Consiglio Nazionale degli Ingegneri; Consiglio Nazionale dei Geometri. L'estratto del bando ai sensi dell'art. 29 del DLgs 50/2016 s.m.i. sarà inviato per la pubblicazione su: Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE); Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (GURS); un quotidiano di rilievo nazionale. Le dichiarazioni. "La sollecitazione - ha detto ancora il sindaco Bianco - ci è giunta dagli ordini professionali che ci hanno ricordato come a Catania fosse ormai tanto tempo che non si facevano più concorsi di idee. Credo, inoltre, che bandi di questa importanza e di questo livello siano mai stati fatti nella nostra realtà. Abbiamo parlato con il Presidente dell'Autorià Portuale e con la Capitaneria di Porto, con i quali il progetto va condiviso, ed oggi presentiamo l'idea di un concorso internazionale per la realizzazione del nuovo waterfront di Catania con il massimo di pubblicità possibile. Un'opera che avrà un valore storico per Catania". "L'amministrazione comunale e l'Autorità Portuale - ha aggiunto l'assessore di Salvo - hanno avviato un dialogo intenso dal punto di vista urbanistico per quel che riguarda le aree attinenti al porto e quelle limitrofe. Un'attenzione particolare a queste zone strategiche della città che, in funzione della vicinanza del Porto e del mare, diventano oggetto di un'importante azione di recupero". "Siamo arrivati al punto da poter lanciare l'idea di un waterfront moderna, sicura, al passo con i tempi - ha detto presidente dell'Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale Andrea Annunziata - di una delle più belle marine d'Italia. Con l'intervento sulla 'mantellata' non solo mettiamo in sicurezza il porto ma consentiremo a catanesi e visitatori la possibilità di usufruire di una passeggiata a amare di circa un chilometro e mezzo che poche città al mondo posso vantare. Nel contempo creeremo un molo adeguato all'ormeggio dei mega yatch in modo da potere dare accoglienza ad un turismo dalle alte possibilità economiche". "Consideriamo positivamente il bando - ha dichiarato il segretario della Cisl catanese, Maurizio Attanasio - e apprezziamo lo sforzo dell'amministrazione comunale, sindaco e assessori in testa, per rimodellare una delle più importanti città metropolitane del sud con nuove infrastrutture che siano efficienti ma che, soprattutto, siano motivo di forte coesione territoriale e sociale". "Riteniamo molto importante - dicono Giacomo Rota, Giovanni Pistorio e Alessandro Grasso di Cgil, Fillea e Filt - che ci sia questo tipo di approccio da parte dell'amministrazione comunale che di fatto lancia un invito a livello internazionale di occuparsi del nostro waterfront, uno dei più belli della sicilia, finora poco valorizzato. Complimenti al sindaco Bianco e all'assessore Di Salvo anche per avere sempre messo in atto un'adeguata concertazione". Ti potrebbe interessare: Porto di Catania: scheda dell'opera Foto di copertina: Álvaro Moreno Gómez/Flicker  

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22 dic 2017

Quale futuro per l’aeroporto di Catania dopo il traguardo dei 9 milioni di passeggeri nel 2017

di Amedeo Paladino

Il 2017 verrà archiviato come l’anno-record di Fontanarossa: stamane infatti verrà festeggiato il raggiungimento del traguardo dei 9 milioni di passeggeri transitati dallo scalo etneo. Facciamo il punto sugli scenari futuri dell'Aeroporto di Catania. Dopo aver sfondato il tetto degli 8 milioni di passeggeri, lo scorso 9 novembre, questo nuovo e straordinario traguardo sarà festeggiato oggi pomeriggio nell'area partenza in collaborazione con la compagnia aerea tedesca Lufthansa, all'appuntamento saranno presenti Nico Torrisi (Amministratore Delegato SAC Spa), Vincenzo Fusco (Direttore ENAC Aeroporto di Catania) e Nicola De Paola (Station Representative Sicily, Sardinia, Bari & Brindisi Lufthansa Group). Una crescita costantemente a doppia cifra per l'aeroporto Fontanarossa, contrassegnata da numerosi record stabiliti durante il corso dell'anno: nei mesi di luglio e agosto è stato superato il milione di passeggeri in transito dallo scalo etneo; risultati positivi anche per le festività natalizie, con le previsioni di traffico dell’Ufficio Analisi Dati di SAC che calcolano fra il 21 dicembre e l’8 gennaio 2018 un movimento complessivo di 406.914 passeggeri (+ 7,24 rispetto al periodo analogo del 2016). Un trend di crescita che conferma Fontanarossa come primo aeroporto della Sicilia, riferimento di sette delle nove province siciliane, e del Mezzogiorno, nonostante la paventata riduzione del numero dei voli, con conseguente decremento del traffico aereo (e quindi di passeggeri) nei due aeroporti di Catania e Comiso; grazie all'impegno della Ministra della difesa Roberta Pinotti e al capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare Enzo Vecciarelli, la limitazione dei voli dovrebbe essere sventata. Per dar seguito alla crescita nel mese di maggio di quest’anno SAC ed ENAC hanno formalizzato un Contratto di Programma con cui si è dato il via al piano di investimenti infrastrutturali per il quadriennio 2017-2020 del valore di 95 milioni di euro; tra questi i lavori di conversione del centro polifunzionale agroalimentare e turistico “Norma” in Terminal dedicato alle partenze, per i quali l'inizio è atteso a breve. Oltre ai lavori del terminal C, il piano d'investimenti per il quadriennio 2017-2020 prevede tra gli interventi nella zona land-side, anche l'adeguamento del vecchio terminal Morandi- chiuso nel 2007 contestualmente all'apertura della nuova aerostazione Bellini- alla nuova normativa antisismica, conferendogli una nuova conformazione architettonica integrata con l’esistente terminal A. Nel breve periodo verrà riqualificato il tetto del Terminal A e la Torre Uffici. In land-side si lavorerà anche all'adeguamento della viabilità e all'aumento della capacità di sosta auto, attraverso l'utilizzo dell'area dell'ex campo sportivo e alla sopraelevazione del parcheggio P4. In air-side sono previsti 11 milioni di lavori per migliorare le infrastrutture dei piazzali, consentendo all'aeroporto di ospitare in pista aeromobili più grandi da sempre interessati ad operare su Catania. Il futuro dell'aeroporto di Catania è legato, però, alla ferrovia. Il progetto di seconda pista, che consentirebbe allo scalo etneo di ospitare voli intercontinentali prevede come condizione imprescindibile l’interramento di un tratto della linea ferroviaria Catania- Siracusa. Il progetto è attualmente in stand-by: sono necessari 235 milioni di euro solo per questi lavori propedeutici alla costruzione della seconda pista lunga 3.100 metri, a fronte dell’attuale di 2.436. La ferrovia è attore protagonista nello sviluppo dello scalo etneo anche sul fronte della mobilità. La progettazione di una stazione a servizio dell’aeroporto di Catania si trova ancora in una fase primordiale, addirittura non è ancora stato formalmente deciso se realizzare la fermata provvisoria, inizialmente prevista nei pressi della sede del nucleo aereo della Guardia Costiera, o realizzare sin da subito la stazione ferroviaria nei pressi del parcheggio Fontarossa che avrà il ruolo di interscambio con la stazione Santa Maria Goretti della metropolitana. Secondo le previsioni della Ferrovia Circumetnea la linea metropolitana servirà lo scalo di Fontanarossa entro il 2024.   Ti potrebbe interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e sviluppi futuri Aeroporto di Catania, 95 milioni di investimenti per il più grande scalo del Sud L’aeroporto di Catania si fa grande: aggiudicati i lavori per il nuovo terminal  

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07 dic 2017

Ferrovia Circumetnea, commissionati quattro nuovi treni Vulcano

di Andrea Tartaglia

La Ferrovia Circumetnea ha esercitato, entro il termine di quattro anni previsto dal contratto firmato nel dicembre 2013, l'opzione prevista per richiedere ulteriore materiale rotabile all'azienda polacca Newag per la metropolitana leggera che collega Catania a Giarre, circumnavigando il vulcano Etna. Questo, in sintesi, il comunicato dell'azienda di Nowy Sącz: Il consiglio di amministrazione di NEWAG S.A. informa che la Società ha ricevuto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica italiana - Direzione generale dei trasporti pubblici locali - Ente governativo della Ferrovia Circumetnea, con sede a Catania, un nuovo ordine. L'ordine è stato posto sulla base dell'accordo quadro che prevedeva la possibilità di ordinare fino a dieci doppie unità diesel con trasmissione elettrica ("Traction Units") entro il 2 dicembre 2017. Il primo ordine includeva la consegna di quattro unità di trazione, già consegnate alla Ferrovia Circumetnea. L'oggetto del nuovo ordine è la consegna da parte della Società alla Fce di ulteriori quattro unità di trazione. Il prezzo di una unità di trazione è stato fissato a € 3.723 .210,00 EUR netti . Il valore totale dell'ordine è di € 14.892.840,00 netti. L'ordine è incondizionato nell'ambito di una unità di trazione e condizionato per le restanti tre. La Ferrovia Circumetnea è in fase operativa per ottenere finanziamenti per l'attuazione completa dell'ordine. In caso di mancato finanziamento, l'ordine scadrà nel campo di applicazione relativo alla consegna di tre convogli. I termini dettagliati dell'esecuzione dell'ordine, inclusi i tempi di consegna, saranno specificati nel contratto di prestazione Il contratto originario prevedeva quattro treni (già consegnati e in esercizio) con opzione per altri sei, per un totale massimo possibile, dunque, di dieci convogli a due casse. Con l'ordine della Circumetnea, dunque, l'opzione è stata esercitata per altri quattro treni, di cui uno già commissionato e altri tre subordinati al reperimento dei fondi necessari. Almeno il primo dei quattro treni previsti, dunque, potrà arrivare ed essere messo in esercizio, con ogni probabilità, nel 2019. Il primo dei quattro treni Vulcano è arrivato a Catania a dicembre 2015, un momento storico per la storia della Ferrovia Circumetnea e per il trasporto pubblico del nostro territorio, che noi di Mobilita Catania abbiamo documentato. Dopo alcuni mesi di collaudo i nuovi convogli a due casse hanno cominciato ad effettuare servizio passeggeri lungo i binari della storia linea circumetnea; I treni Vulcano sono complessi binati ad alimentazione diesel e trasmissione elettrica, dotati di servizi igienici a norma per disabili, aria condizionata, telecamere di videosorveglianza, presa elettrica a 220 v e alloggiamento per biciclette. Possono raggiungere una velocità operativa di 120 chilometri all'ora (la velocità massima omologata è di 100 km/h) e sono conformi agli standard di emissione dei gas di scarico con bassi consumi di carburante. Ecco le foto scattate in occasione della presentazione dei treni Vulcano avvenuta il 19 dicembre 2015 durante i festeggiamenti dei 120 di storia della Ferrovia Circumetnea:   Ti potrebbero interessare: VIDEO | I 120 anni di Circumetnea e i nuovi treni Vulcano ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della circumetnea FOTO | La Circumetnea festeggia 120 anni e presenta i nuovi Vulcano La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna  

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08 mar 2017

Pista ciclabile al posto della ferrovia Noto-Pachino: la posizione di Sicilia in Treno

di Mobilita Catania

Inizia con questo articolo la collaborazione del network mobilita.org con Sicilia in Treno, associazione composta da cultori di storia, tecnica e attività ferroviaria, con un’ampia esperienza associativa,  più che decennale, negli ambiti del recupero, tutela e restauro dei mezzi rotabili storici, nel campo del modellismo ferroviario, nell'organizzazione di eventi in treno storico e di eventi divulgativi della storia delle strade ferrate siciliane e italiane. Nelle pagine di mobilita.org troveranno spazio le notizie e gli approfondimenti sulla cultura ferroviaria siciliana di cui i membri di Sicilia in Treno sono grandi appassionati ed esperti. Foto di copertina: Roberto Cocchi Apprendiamo che i Comuni di Noto e Pachino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla creazione di una pista ciclabile sulla tratta ferroviaria Noto – Pachino. I contenuti e le finalità dei provvedimenti congiunti delle due amministrazioni comunali sono descritti negli articoli pubblicati su siracusanews.it e su notonews.it. Dalla lettura di quanto pubblicato, si apprende che i due Comuni intendono valorizzare la vecchia tratta ferroviaria, attualmente in comodato d’uso gratuito dalla società Ferservizi, realizzando un’infrastruttura sul modello delle greenway. In particolare in tali articoli si legge che “il Comune di Noto dovrà quindi predisporre una manifestazione di interesse finalizzata alla negoziazione per la scelta di chi dovrà occuparsi della promozione complessiva del progetto per quanto riguarda gli aspetti economici, sociali, di concertazione istituzionale e tecnico redazionale. Avviso rivolto a gruppi di ricerca dei dipartimenti universitari cui verrà riconosciuto un compenso pari a 10 mila euro, il 70% a carico del Comune di Noto e il restante a carico del Comune di Pachino ed entro 12 mesi dovranno essere presentati almeno due progetti da mettere a bando europeo.” Tale notizia è in evidente contrasto con i più recenti e promettenti sviluppi in tema di ferrovie turistiche in Italia. Ricordiamo infatti che nell'Atlante delle linee ferroviarie dismesse, pubblicato da Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, riguardo alla linea Noto – Pachino, si legge che "recentemente la Fondazione FS Italiane ha manifestato interesse per valutare un eventuale ripristino della linea unicamente per la circolazione di treni storico-turistici, considerato il percorso della linea che costeggia l’Oasi di Vendicari, di particolare interesse naturalistico, nonché l’attrattiva turistica della zona del pachinese per monumenti, aree archeologiche e località a vocazione balneare." In aggiunta a quanto di dichiarato dalle società del Gruppo FS riguardo la linea in questione, si evidenzia anche che la PdL sulle Ferrovie Turistiche, approvata alla Camera dei Deputati in data 24 gennaio 2017 e attualmente in fase di discussione presso la 8a Commissione Permanente del Senato (in attesa del trasferimento in sede deliberante), riporta nel suo articolato uno specifico elenco finalizzato all’individuazione delle prime linee fatte oggetto del provvedimento normativo stesso e tra esse c’è la linea Noto – Pachino. Da quanto riportato risulta quindi evidente il contrasto tra la scelta programmatica delle amministrazioni dei due Comuni e quanto invece espresso sia dal soggetto proprietario della linea in una recente pubblicazione ufficiale, che dal legislatore in sede nazionale, con una legge in fase di approvazione che riporta diverse scelte programmatiche per la linea in questione. Esprimiamo pertanto, in qualità di Associazione di cultura e attività ferroviaria, dissenso e preoccupazione per l’iniziativa volta alla realizzazione della pista ciclabile sul sedime della linea, intrapresa dalla due Amministrazioni. Sicilia in Treno è naturalmente indirizzata verso la posizione espressa sia dal gruppo FS che dal legislatore che si orienta sull'opportunità di un rilancio dell’esercizio ferroviario in chiave turistica della Noto-Pachino. Siamo infatti convinti che tale ripristino valorizzerebbe maggiormente il territorio in termini di servizi e richiamo turistico, aumentandone l'attrattività e la fruibilità da parte dei visitatori, recuperando il ruolo di infrastruttura essenziale all'economia del territorio nel quale è inserita. Inoltre, esperienze del recente passato dimostrano come la realizzazione di una pista ciclabile porti spesso problemi di manutenzione non essendo individuato un gestore delle greenway (cosi come invece si avrebbe nel caso la linea fosse rifunzionalizzata per un uso ferroviario o venisse mantenuto l’armamento e ci si indirizzasse ad esempio verso l’uso di ferrocicli, anch’essi legati alla PdL di cui sopra), con le conseguenti responsabilità sulla valorizzazione dell'investimento pubblico ovvero col rischio, tutt'altro che peregrino, di ritrovarsi una infrastruttura abbandonata e fatiscente, così come già accaduto in altre zone della Regione. Continua a leggere qui fonte: siciliaintreno.org

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21 giu 2016

Ferrovia Circumetnea, continuano le corse di prova per altri due nuovi treni Vulcano

di Vincenzo La Rosa

Da circa un mese il primo nuovo treno "DMU 001" della Ferrovia Circumetnea, consegnato all'inizio dello scorso mese di dicembre, effettua quotidianamente le sue corse. Nel frattempo, alternandosi, continuano le corse di prova per gli altri due treni, ossia il DMU 002 ed il DMU 003. Il treno in prova di turno inizia la sua corsa di mattina, arrivando fino alla stazione di Randazzo. Durante il viaggio di ritorno, a Misterbianco, incrocia sempre  il treno 25, il cui servizio attualmente è svolto dal DMU 001. Nella foto il treno in servizio (a sinistra) durante l'incrocio con il treno in prova (a destra). Si rimane in attesa del DMU 004, il quarto e ultimo treno in consegna di questo lotto. Ti potrebbero interessare: La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna VIDEO | Ferrovia Circumetnea: dentro “Vulcano” per il suo storico primo viaggio

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26 set 2015

Stazione FS Cannizzaro, a dicembre l’apertura: passo avanti per il passante ferroviario

di Andrea Tartaglia

I cittadini dell'area metropolitana catanese e, in particolare, i pendolari, avranno un gradito regalo, quest'anno, sotto l'albero. Dal prossimo dicembre, infatti, sarà aperta la stazione ferroviaria di Cannizzaro, frazione di Aci Castello, ossia la prima stazione che si incontra in direzione Messina non appena lasciato il territorio comunale di Catania. L'annuncio è stato dato nei giorni scorsi dal primo cittadino castellese, Drago, riunitosi, assieme ai componenti della IV Commissione consiliare "Mobilità e trasporti", con il direttore regionale di Trenitalia S.p.A. Maurizio Mancarella. Nel corso dell'incontro è stato confermato che a dicembre riaprirà la stazione ferroviaria di Cannizzaro per il trasporto dei passeggeri nella tratta Messina-Bicocca. Grazie all'impegno del Governo regionale e della stessa Trenitalia, dunque, nell'ambito del nuovo contratto di servizio, nel terminal cannizzaroto si fermeranno i treni veloci e i treni frequenti, con servizi che saranno assicurati quotidianamente fino alle ore 23.   Il sindaco ha inoltre dichiarato di aver contattato il direttore regionale dell'Azienda Siciliana Trasporti e il direttore dell'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania per concordare una serie di azioni utili al fine di potenziare e rendere maggiormente efficiente l'intermodalità tra i trasporti ferroviari e quelli su gomma, a partire dallo snodo di Cannizzaro, allo scopo di promuovere una maggiore mobilità sostenibile all'interno della città metropolitana di Catania. L'assessore regionale ai Trasporti Pizzo, a margine, si è detto soddisfatto ritenendo, ormai, il trasporto su ferro uno strumento di mobilità urbana e suburbana che va potenziato, realizzando per la città metropolitana di Catania una vera e propria metroferrovia. Lo sviluppo del trasporto su rotaia nell'ambito della cintura etnea, nelle parole dell'assessore, contribuirà sempre di più a far diventare Catania una vera città metropolitana. Un piccolo ma significativo passo avanti verso il pieno impiego del passante ferroviario.

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