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08 mar 2017

Pista ciclabile al posto della ferrovia Noto-Pachino: la posizione di Sicilia in Treno

di Mobilita Catania

Inizia con questo articolo la collaborazione del network mobilita.org con Sicilia in Treno, associazione composta da cultori di storia, tecnica e attività ferroviaria, con un’ampia esperienza associativa,  più che decennale, negli ambiti del recupero, tutela e restauro dei mezzi rotabili storici, nel campo del modellismo ferroviario, nell'organizzazione di eventi in treno storico e di eventi divulgativi della storia delle strade ferrate siciliane e italiane. Nelle pagine di mobilita.org troveranno spazio le notizie e gli approfondimenti sulla cultura ferroviaria siciliana di cui i membri di Sicilia in Treno sono grandi appassionati ed esperti. Foto di copertina: Roberto Cocchi Apprendiamo che i Comuni di Noto e Pachino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla creazione di una pista ciclabile sulla tratta ferroviaria Noto – Pachino. I contenuti e le finalità dei provvedimenti congiunti delle due amministrazioni comunali sono descritti negli articoli pubblicati su siracusanews.it e su notonews.it. Dalla lettura di quanto pubblicato, si apprende che i due Comuni intendono valorizzare la vecchia tratta ferroviaria, attualmente in comodato d’uso gratuito dalla società Ferservizi, realizzando un’infrastruttura sul modello delle greenway. In particolare in tali articoli si legge che “il Comune di Noto dovrà quindi predisporre una manifestazione di interesse finalizzata alla negoziazione per la scelta di chi dovrà occuparsi della promozione complessiva del progetto per quanto riguarda gli aspetti economici, sociali, di concertazione istituzionale e tecnico redazionale. Avviso rivolto a gruppi di ricerca dei dipartimenti universitari cui verrà riconosciuto un compenso pari a 10 mila euro, il 70% a carico del Comune di Noto e il restante a carico del Comune di Pachino ed entro 12 mesi dovranno essere presentati almeno due progetti da mettere a bando europeo.” Tale notizia è in evidente contrasto con i più recenti e promettenti sviluppi in tema di ferrovie turistiche in Italia. Ricordiamo infatti che nell'Atlante delle linee ferroviarie dismesse, pubblicato da Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, riguardo alla linea Noto – Pachino, si legge che "recentemente la Fondazione FS Italiane ha manifestato interesse per valutare un eventuale ripristino della linea unicamente per la circolazione di treni storico-turistici, considerato il percorso della linea che costeggia l’Oasi di Vendicari, di particolare interesse naturalistico, nonché l’attrattiva turistica della zona del pachinese per monumenti, aree archeologiche e località a vocazione balneare." In aggiunta a quanto di dichiarato dalle società del Gruppo FS riguardo la linea in questione, si evidenzia anche che la PdL sulle Ferrovie Turistiche, approvata alla Camera dei Deputati in data 24 gennaio 2017 e attualmente in fase di discussione presso la 8a Commissione Permanente del Senato (in attesa del trasferimento in sede deliberante), riporta nel suo articolato uno specifico elenco finalizzato all’individuazione delle prime linee fatte oggetto del provvedimento normativo stesso e tra esse c’è la linea Noto – Pachino. Da quanto riportato risulta quindi evidente il contrasto tra la scelta programmatica delle amministrazioni dei due Comuni e quanto invece espresso sia dal soggetto proprietario della linea in una recente pubblicazione ufficiale, che dal legislatore in sede nazionale, con una legge in fase di approvazione che riporta diverse scelte programmatiche per la linea in questione. Esprimiamo pertanto, in qualità di Associazione di cultura e attività ferroviaria, dissenso e preoccupazione per l’iniziativa volta alla realizzazione della pista ciclabile sul sedime della linea, intrapresa dalla due Amministrazioni. Sicilia in Treno è naturalmente indirizzata verso la posizione espressa sia dal gruppo FS che dal legislatore che si orienta sull'opportunità di un rilancio dell’esercizio ferroviario in chiave turistica della Noto-Pachino. Siamo infatti convinti che tale ripristino valorizzerebbe maggiormente il territorio in termini di servizi e richiamo turistico, aumentandone l'attrattività e la fruibilità da parte dei visitatori, recuperando il ruolo di infrastruttura essenziale all'economia del territorio nel quale è inserita. Inoltre, esperienze del recente passato dimostrano come la realizzazione di una pista ciclabile porti spesso problemi di manutenzione non essendo individuato un gestore delle greenway (cosi come invece si avrebbe nel caso la linea fosse rifunzionalizzata per un uso ferroviario o venisse mantenuto l’armamento e ci si indirizzasse ad esempio verso l’uso di ferrocicli, anch’essi legati alla PdL di cui sopra), con le conseguenti responsabilità sulla valorizzazione dell'investimento pubblico ovvero col rischio, tutt'altro che peregrino, di ritrovarsi una infrastruttura abbandonata e fatiscente, così come già accaduto in altre zone della Regione. Continua a leggere qui fonte: siciliaintreno.org

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21 giu 2016

Ferrovia Circumetnea, continuano le corse di prova per altri due nuovi treni Vulcano

di Vincenzo La Rosa

Da circa un mese il primo nuovo treno "DMU 001" della Ferrovia Circumetnea, consegnato all'inizio dello scorso mese di dicembre, effettua quotidianamente le sue corse. Nel frattempo, alternandosi, continuano le corse di prova per gli altri due treni, ossia il DMU 002 ed il DMU 003. Il treno in prova di turno inizia la sua corsa di mattina, arrivando fino alla stazione di Randazzo. Durante il viaggio di ritorno, a Misterbianco, incrocia sempre  il treno 25, il cui servizio attualmente è svolto dal DMU 001. Nella foto il treno in servizio (a sinistra) durante l'incrocio con il treno in prova (a destra). Si rimane in attesa del DMU 004, il quarto e ultimo treno in consegna di questo lotto. Ti potrebbero interessare: La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna VIDEO | Ferrovia Circumetnea: dentro “Vulcano” per il suo storico primo viaggio

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26 set 2015

Stazione FS Cannizzaro, a dicembre l’apertura: passo avanti per il passante ferroviario

di Andrea Tartaglia

I cittadini dell'area metropolitana catanese e, in particolare, i pendolari, avranno un gradito regalo, quest'anno, sotto l'albero. Dal prossimo dicembre, infatti, sarà aperta la stazione ferroviaria di Cannizzaro, frazione di Aci Castello, ossia la prima stazione che si incontra in direzione Messina non appena lasciato il territorio comunale di Catania. L'annuncio è stato dato nei giorni scorsi dal primo cittadino castellese, Drago, riunitosi, assieme ai componenti della IV Commissione consiliare "Mobilità e trasporti", con il direttore regionale di Trenitalia S.p.A. Maurizio Mancarella. Nel corso dell'incontro è stato confermato che a dicembre riaprirà la stazione ferroviaria di Cannizzaro per il trasporto dei passeggeri nella tratta Messina-Bicocca. Grazie all'impegno del Governo regionale e della stessa Trenitalia, dunque, nell'ambito del nuovo contratto di servizio, nel terminal cannizzaroto si fermeranno i treni veloci e i treni frequenti, con servizi che saranno assicurati quotidianamente fino alle ore 23.   Il sindaco ha inoltre dichiarato di aver contattato il direttore regionale dell'Azienda Siciliana Trasporti e il direttore dell'Azienda Metropolitana Trasporti di Catania per concordare una serie di azioni utili al fine di potenziare e rendere maggiormente efficiente l'intermodalità tra i trasporti ferroviari e quelli su gomma, a partire dallo snodo di Cannizzaro, allo scopo di promuovere una maggiore mobilità sostenibile all'interno della città metropolitana di Catania. L'assessore regionale ai Trasporti Pizzo, a margine, si è detto soddisfatto ritenendo, ormai, il trasporto su ferro uno strumento di mobilità urbana e suburbana che va potenziato, realizzando per la città metropolitana di Catania una vera e propria metroferrovia. Lo sviluppo del trasporto su rotaia nell'ambito della cintura etnea, nelle parole dell'assessore, contribuirà sempre di più a far diventare Catania una vera città metropolitana. Un piccolo ma significativo passo avanti verso il pieno impiego del passante ferroviario.

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Opere
08 giu 2015

Interporto di Catania

di Amedeo Paladino

È gestito dalla S.I.S., Società Interporti Siciliani S.p.A., ed è un grande complesso intermodale in fase di ultimazione a sud della città di Catania, tra la stazione ferroviaria di Bicocca e la zona industriale di Catania. Si tratta di un centro di trasporto ed interscambio delle merci dotato di impianti capaci di integrare il trasporto ferroviario e quello su gomma. Occuperà, una volta ultimato, un'area complessiva di 212.000 metri quadrati. La superficie dell’interporto è divisa in 166.000 metri quadrati al Polo Logistico e 46.000 metri quadrati all'area di sosta, collegati anche con strada dedicata allo scalo di Bicocca connesso alla linea Messina-Catania-Siracusa. L’interporto sarà connesso con la Tangenziale di Catania che garantisce il collegamento con la rete stradale e autostradale, con il Porto di Catania e con l'Aeroporto di Fontanarossa. L’area specifica destinata al Polo Intermodale, dell'estensione di 125.000 metri quadrati, è delimitata a sud-est dal fascio di binari della stazione di Bicocca, a sud-ovest dalla Tangenziale di Catania e a nord-ovest dalla linea ferroviaria Catania-Palermo.

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