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10 apr 2019

Nuovo lungomare di Catania, dal porto a piazza Europa: scelti i progetti vincitori

di Andrea Tartaglia

Ci sono anche architetti e ingegneri catanesi sul podio dei vincitori del Concorso internazionale di idee per la riqualificazione del waterfront cittadino, dal Faro Biscari a piazza Europa. La competizione, avviata dalla precedente amministrazione comunale e i cui termini erano stati riaperti dall'attuale nei mesi scorsi, si è conclusa premiando al primo posto Park Associati Srl di Milano (capogruppo), insieme con il Consorzio stabile di ingegneria R1 s.c.a.r.l. di San Giovanni la Punta (CT) e la COPRAT di Mantova (mandante); al secondo posto (ad appena un punto di distacco dal primo) un raggruppamento di professionisti in gran parte catanese: Calì architetti, Arriola & Fiol arquitectes (Barcellona) e ACA Amore Campione Architettura e, al terzo, la Società di Architettura “Ternullo / Melo Architects” di Lisbona. La commissione del seggio di gara ha completato i suoi lavori procedendo all’aggiudicazione del concorso internazionale di idee per la rigenerazione urbanistica dell’area lungo il fronte mare cittadino che si estende da Piazza Europa  sino alla zona del faro Biscari, all'altezza della zona meridionale del porto. Complessivamente le aziende dei progetti vincitori si sono aggiudicati la somma di 160 mila euro finanziariamente impegnata dal Comune di Catania nel 2017, da suddividere secondo le modalità previste dal bando. «L’oggetto  "Idee per un Masterplan – Riqualificazione del Waterfront e delle zone di interazione della Città con il Porto e la Ferrovia" della procedura ad evidenza pubblica -ha commentato il sindaco Salvo Pogliese-  rende al meglio la finalità di un bando che abbiamo riaperto per consentire la massima partecipazione di progettisti, anche di rango internazionale, a uno dei piani di sviluppo fondamentali per la nostra Catania. Vale a dire definire con soluzioni progettuali innovative la revisione dello strumento urbanistico, ancora fermo al 1969, di cui il riordino della zona costiera è elemento essenziale per riqualificare per riunire la città e il mare e mettere a sistema un insieme di aree tra loro, oggi, molto diverse tra loro.  Ringrazio tutti i tecnici e i rappresentanti degli ordini professionali che hanno collaborato per l’obiettivo e in particolare il Direttore dell’Urbanistica Biagio Bisignani per avere proceduto all’aggiudicazione in tempi brevissimi, così da armonizzare il lavoro di redazione del nascente Prg a queste straordinarie idee progettuali al massimo livello internazionale, che disegnano la nuova Catania aperta al mare e che ricuce il suo rapporto con il Mediterraneo».   Nell’ampia fascia urbana costiera oggetto del concorso di idee, infatti, ricadono i principali nodi e punti di contatto fra la rete ferroviaria esistente, il porto e la città, aree che oggi rappresentano alcune delle criticità più importanti in ordine al sistema della viabilità, dei luoghi centrali e della residenza abitativa e dello sviluppo ordinato del rapporto città-mare. «Grazie a questi straordinari contributi di idee e progetti al massimo livello internazionale -ha concluso il primo cittadino- proseguiremo con i criteri innovativi di una disciplina pianificatoria complessiva, per giungere alla sintesi migliore e disegnare efficacemente il nuovo rapporto tra il mare e la città del futuro, nell’ambito del nuovo Prg che arriva dopo cinquanta anni di rinvii».   Spetterà ora alla politica locale, nei prossimi anni, tradurre il più possibile in realtà quanto progettato, che per ora si inserisce prepotentemente nel "libro dei sogni" della città di Catania. Molte soluzioni progettuali, oltretutto, sono pensate con elementi architettonici in grado di rendere economicamente sostenibili gli interventi, con un mix di spazi pubblici ed edifici privati in grado di generare profitto. All'amministrazione etnea la sfida di fare davvero diventare Catania una moderna città europea. Qui le immagini dei progetti vincitori: il nuovo rapporto tra la città di Catania e il suo mare.

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27 mar 2019

La lotta al cambiamento climatico comincia dalle città: l’appello di Legambiente Catania

di Amedeo Paladino

Il ciclone "Greta" ci ha colpiti. Ha colpito i nostri cuori e le nostre coscienze, facendoci capire con forza e violenza che dobbiamo agire subito perché non abbiamo molto tempo per salvare la vita sul nostro pianeta terra. Legambiente Catania condivide totalmente l'idea che anche nel nostro piccolo possiamo creare un cambiamento; per questo intende portare avanti azioni concrete che possano contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici nel breve e medio periodo. Il circolo Legambiente Catania ha redatto un programma che suddivide le problematiche ambientali in otto tematiche da affrontare: l'uso sostenibile del suolo, l'economia circolare, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la transazione verso energie rinnovabili, la qualità dell'aria, la qualità delle acque, gli ecosistemi e il verde urbano, la mobilità sostenibile. A livello Nazionale Legambiente ha richiesto al Governo Italiano 10 azioni per combattere i cambiamenti climatici. Forse in tanti non sanno che nel 2017 la città di Catania ha sottoscritto, insieme ad altre città metropolitane, la "Carta per le città metropolitane sostenibili" e con ciò si è impegnata a portare avanti "la Costituzione delle Città metropolitane". Ancor prima la legge n. 56 del 2014 ( di cui la Carta è una attuazione) aveva modificato profondamente il precedente assetto istituzionale fornendo alle citta' metropolitane l'indirizzo dello sviluppo economico e sociale, la pianificazione strategica e territoriale, il coordinamento dell'azione complessiva di governo del loro territorio. Le Città metropolitane devono adoperarsi affinché non solo le istituzioni, ma tutte le organizzazioni della società civile e i cittadini, diventino consapevoli dell'importanza degli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 e siano coinvolti direttamente per il loro conseguimento. Legambiente si propone di coinvolgere tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti nell'area metropolitana di Catania, nonché altre associazioni e movimenti presenti nel territorio, con una raccolta firme nella quale si chiederà all'amministrazione di attivare le azioni richieste nell'istanza in tempi brevissimi affinché si realizzi concretamente, e non solo a parole, un cambiamento radicale per contrastare i cambiamenti climatici. Inoltre a ottobre organizzerà una conferenza su i cambiamenti climatici durante la quale si affronteranno vari aspetti del problema e saranno analizzate le azioni già attuate o programmabili nell'area metropolitana della città.

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25 feb 2019

Come cambia la città: scorci di una Catania che si trasforma

di Andrea Tartaglia

Pur lentamente, a volte così lentamente che quasi non ci se ne accorge, la città cambia, si trasforma, cambiano i colori e le forme anche di piccole tessere del grande mosaico che compongono il tessuto urbano. Nascono così piccoli gioielli come piazza Giuseppe Sciuti, seminascosta nel centro storico di Catania, od opere tutt'altro che nascoste, di cui si è discusso anche molto, come il nuovo prospetto del Tondo Gioeni. Lasciamo parlare le immagini: angoli di città che sono cambiati radicalmente nel giro di pochi anni, ovvero nell'arco temporale normalmente concesso a un'amministrazione comunale. Nell'era del "Ten years challenge", la "sfida" consistente nel riproporre lo stesso soggetto a distanza di dieci anni, le immagini che seguono mostrano invece un cambiamento avvenuto nella metà del tempo, nel corso dei cinque anni che ci siamo da poco lasciati alle spalle.  

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14 apr 2016

Una rivoluzione urbana per le nostre città: quali scelte attuare

di Annamaria Pace

Mentre si lavora alla realizzazione della ciclabile, che si svilupperà lungo un tratto di costa potenzialmente molto attrattivo per il turismo e lo sviluppo economico di Catania, pubblichiamo un interessante approfondimento in merito alle virtuose politiche pubbliche sulla mobilità messe in opera dall'Amministrazione di New York La pista ciclabile rientra tra gli interventi  più efficaci per decongestionare il traffico urbano. Osservando altri esempi realizzati in altre parti del mondo possiamo immaginare che gli effetti saranno positivi e che si rifletteranno su tutti i cittadini. Un esempio di come la trasformazione della città può essere avviata, anche in città notoriamente incentrate sull'uso dell’automobile, è dato dalla città di New York. Il lavoro svolto da  Janette Sadik-Khan, durante la sua carica di Commissario dei trasporti della città  di New York dal 2007 al 2013, ha determinato un grande cambiamento che crea notevoli spunti di riflessione sul futuro delle città. La città di New York possiede ora 400 miglia di nuove piste ciclabili, il più grande sistema di bike-sharing della Nazione, 60 nuove piazze, 728434 mq di percorsi pedonali e inoltre in 12 quartieri della città ci sono zone in cui il limite di velocità massima è di 30 km/h. Niente è stato facile poiché tutto ciò  è stato sottoposto a dure critiche da parte dell'opposizione. Nel nuovo libro di Janette Sadik-Khan, “Streetfight: Manuale per la rivoluzione urbana”, scritto insieme a Seth Solomonow, si racconta la storia di come è avvenuto il cambiamento e si descrive un programma adottabile anche in altre città del mondo. Di seguito sono riportate alcune parti dell’intervista realizzata dal magazine Citylab all’autrice. Come hai intuito che la giustizia sociale influenza proprio la pianificazione e il trasporto urbano? Le strade sono il luogo in cui si svolge la vita e la storia, ciò pone il trasporto al centro della vita politica, sociale e culturale della città. La mobilità fisica è direttamente correlata alla mobilità sociale quindi la creazione di strade sicure, percorribili e accessibili a tutti, indipendentemente dalla età, dal reddito, dalla capacità fisica, è una delle più importanti responsabilità di una città, ma è anche oggi una delle più trascurate. Nelle città le persone ancora considerano le biciclette come un fastidio. Oggi le bici sono diventate parte fondamentale delle infrastrutture di trasporto di New York. i Sindaci delle altre città, in relazione allo sviluppo economico, quali conoscenze dovrebbero acquisire riguardo al ruolo della bicicletta? Andare in bicicletta, camminare, utilizzare l’autobus, tutte queste attività sono mezzi di trasporto che possono essere connessi insieme efficacemente. Quando nelle città le biciclette sono percepite come un fastidio, spesso questo è solo un sintomo che  le strade hanno un disegno obsoleto e che in ultima analisi non sono utili a nessuno. Bonificare lo spazio stradale a favore delle biciclette, dei pedoni e degli autobus è un intervento che si riflette sull’economia e la vita sociale. Quindi, se volete che le strade siano migliori per tutti, si può iniziare con la costruzione di una pista ciclabile. Lei scrive che il rinnovamento della rete di trasporto non veicolare di New York era "sorprendentemente più economico rispetto ai miliardi di dollari che le città americane hanno speso ogni anno nella  costruzione di nuovi tram, linee di metropolitana e costruzioni di nuove strade e svincoli". I Leader delle altre città come possono mettere in atto questo? Le strade pedonali, i percorsi in bicicletta e i percorsi preferenziali degli autobus, sono  alcune delle strategie meno costose per avviare questa trasformazione. Nei miei sei anni come Commissario, abbiamo investito 6 miliardi di dollari solo per la manutenzione della rete stradale. Tutte le piazze e le piste ciclabili che abbiamo costruito sono costate meno dell'1% del totale. La realizzazione di ciclabili e aree pedonali si realizza senza spendere ingenti somme di denaro perchè i materiali per la loro realizzazione, quali vernice e segnali stradali, sono in parte già presenti nei depositi delle città. Descrivi il ruolo degli autobus nella pianificazione urbana e perchè sono fondamentali per lo sviluppo della città. Molta gente pensa che il trasporto urbano, per generare una trasformazione positiva ed essere considerato efficace, debba essere costoso e realizzato su larga scala. Secondo molti dobbiamo ancora investire in ferrovie e metropolitane, ma gli autobus sono in grado di alterare l'equilibrio del  trasporto in pochi mesi e non in anni, quanto meno non negli anni di studio e di costruzione necessari per realizzare una ferrovia. A New York abbiamo lanciato una linea di Brt (bus rapid transit)  all'anno, per sette anni in tutti e cinque i distretti, ed il costo ed il tempo per fare ciò è costato una percentuale minima rispetto al tempo e al costo necessario per costruire una singola stazione della metropolitana. In tutto il mondo 33 milioni di persone prendono Bus Rapid Transit, in 200 città ed in tutti i continenti. Sappiamo  che il futuro del trasporto di massa urbano è l’autobus. All'inizio del libro si parla della necessità della "congestion charging", la tassa che gli automobilisti   pagano  per guidare su strade nel centro città. Quanto è importante? Molte città americane rendendo più conveniente guidare nei centri città, con abbondanti e poco costosi parcheggi per le automobili, hanno trasformato i loro nuclei urbani in luoghi quasi impossibili da raggiungere. La tassa di ingresso in centro città che pagano gli automobilisti,  consente alle città di offrire l’itermodalità, cioè la possibilità di utilizzare bus, biciclette e camminare a piedi. Lei sostiene che "se non si  misura i dati, allora non si può gestire" Per quale motivo? L’analisi sul trasporto urbano è poco evoluta,  ci sono pochi parametri per determinare il successo di una strada o il suo fallimento. Eppure l’analisi di una strada fornisce molti dati, dalle opportunità economiche che offre, a che tipo di mezzo utilizzano le persone per spostarsi. Imparare a misurare la strada è la nuova frontiera del design e della progettazione degli spazi pubblici. Abbiamo appreso che le piazze, l’affitto di biciclette e le piste ciclabili generano preoccupazione  perché causerebbero ingorghi, metterebbero in pericolo il traffico e taglierebbero fuori dal mercato i negozi locali. Ma analizzando i dati  delle  ricevute fiscali  è emerso che, incentivando questi cambiamenti, le vendite al dettaglio migliorano nettamente. I dati sono fondamentali per convincere l’opinione pubblica. Per concludere, Frank Sinatra,parlando di New York, diceva che: "Se si può rifare qui, si può rifare ovunque." Come possono le città più piccole e con meno risorse rispetto a New York, riuscire a diventare più sicure, meno congestionate e più sostenibili? Quando lavoravamo sul cambiamento di New York, la gente riteneva che fosse impossibile, che non avrebbe mai funzionato e che New York non è Amsterdam o Copenaghen. Abbiamo combattuto per ogni progetto, ogni metro quadrato di spazio sulla strada. Ora, quando viaggiamo in altre città, sentiamo commentare  che la strada non può cambiare perché, che "Non siamo a New York." E’ una lotta di strada ovunque, ma penso che la vittoria di questa lotta fatta a New York ha implicazioni in tutto il mondo e mostra come, se si può cambiare la strada, si può cambiare il mondo. L'intervista completa la potete leggere nel seguente link: http://www.citylab.com/design/2016/03/janette-sadik-khan-book-handbook-urban-revolution/473145/ http://www.techinsider.io/janette-sadik-khan-on-transforming-city-streets-2016-3

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09 apr 2016

“Se dite che a Catania non si può andare in bici, non conoscete l’esperienza di San Francisco”

di Annamaria Pace

I dislivelli altimetrici presenti in alcune città del mondo non sono un ostacolo per l’utilizzo della bicicletta: un interessante esempio è dato dalla città statunitense di San Francisco in California. San Francisco è la seconda città degli Stati Uniti, dopo New York, più densamente popolata ed è anche molto famosa per la morfologia del suo territorio prevalentemente collinare, infatti si contano più di 50 colline, che danno il nome a molti quartieri: Nob Hill, Pacific Heights, Russian Hill, Potrero Hill e Telegraph Hill. La città essendo  affacciata sull'oceano ha un clima che presenta  in inverno freddo, pioggia e vento e in estate, a causa dell’umidità proveniente dal mare, si verifica il fenomeno della nebbia: nonostante ciò, San Francisco  è attraversata da una fitta rete di bike lanes (piste ciclabili) che consentono di raggiungere ogni parte della città attraverso percorsi studiati per rendere meno faticoso il tragitto. Il segreto per fare un percorso pianeggiante in una città in cui ci sono notevoli pendenze altimetriche, è quello di attraversare la città secondo percorsi tortuosi chiamati  wiggles. Sono state create molte guide ed applicazioni web che indicano, a secondo della destinazione da raggiungere, il percorso più pianeggiante da percorrere mediante percorsi a serpentina (wiggles), che con un andamento  curvilineo e sinuoso permettono di raggiungere la destinazione senza fatica. Alcuni dei percorsi hanno il vantaggio di essere realizzati in corrispondenza di strade che non vengono percorse solitamente dalle automobili. Google Maps  evidenzia i profili altimetrici e la sezione del terreno, selezionando i percorsi pianeggianti, così visualizzando nella  mappa il profilo altimetrico “meno faticoso” si può scegliere la scalata e la discesa totale relativa ai percorsi in elevazione per ogni percorso da fare in bicicletta. Inoltre, a San Francisco, quando si è stanchi di pedalare c’è anche la possibilità di mettere la bici sui mezzi pubblici: infatti in molte città collinari gli autobus pubblici hanno rastrelliere nella parte anteriore o posteriore oppure in alternativa è possibile portare la bici nella metropolitana. Spesso si dice che Catania, a causa della sua morfologia altimetrica, non è adatta ad essere percorsa in biciclette. Catania, con una superficie di circa 180 km2 presenta dalla quota sul livello del mare a quella in corrispondenza per esempio con il tondo Gioeni un dislivello di circa 100 metri. Esistono in commercio biciclette elettriche a pedalata assistita con cui è possibile superare le salite molto ripide. Questa soluzione offre numerosi  vantaggi ai ciclisti più anziani o meno in forma, oppure quando si verificano condizioni particolari, per esempio con venti contrari, o quando si deve percorrere lunghe distanze. Ma se  proprio durante il tragitto c’è una salita che va oltre le proprie possibilità, allora la soluzione è camminare a piedi spingendo la bicicletta, così come fanno gli abitanti di San Francisco. Un dato interessante è che nella città californiana si presta  molta attenzione alla mobilità ciclistica in ambito urbano. Proprio a fine marzo di quest’anno, è stato realizzato il primo intervento artistico su strada della città, realizzato dall'artista locale, Kristin Farr, di fronte ad un bar in cui spesso sono allestite mostre d’arte. L'intervento è stato collocato nello spazio dedicato al parcheggio di automobili che dopo l’intervento è stato trasformato in un parcheggio per le biciclette. Questa iniziativa è partita dal SFMTA (Ente municipale dei trasporti della città di San Francisco)  con l'obiettivo di supportare le imprese e gli artisti locali, e contemporaneamente  incoraggiare più persone ad andare in giro in bicicletta. A sostegno delle imprese locali e dell’arte locale, la SFMTA insieme al proprietario del bar ha finanziato l’intervento  e adesso possono essere parcheggiate  fino a 12 biciclette installate sul dipinto realizzato nell’asfalto. Iniziative come queste mettono in evidenza il lato creativo delle comunità e consentono di  utilizzare in modo diverso lo spazio pubblico, attraverso la promozione e il coinvolgimento  delle imprese locali, degli artisti e  del  trasporto sostenibile. Le pendenze che si riscontrano nella città di Catania non sono minimamente paragonabili a quelle riscontrate nella città di San Francisco, ma l’energia della città di Catania, che si esprime nella creatività degli artisti locali, insieme alla volontà delle imprese, può portare, tramite la realizzazione di iniziative artistiche connesse all’incentivazione dell’utilizzo delle biciclette e del trasporto pubblico, ad una nuova immagine di Catania esteticamente migliore di quella attuale. [La foto in evidenza in questo articolo mostra una critical mass svoltasi a San Francisco: si tratta di un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico.] Bibliografia: http://www.betterbybicycle.com/2014/08/how-to-maximise-your-cycling-when-faced.html https://www.sfmta.com/news/press-releases/san-francisco-unveils-one-kind-mural-asphalt http://hoodline.com/2016/03/san-francisco-s-first-on-street-mural-underway-at-madrone

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