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12 set 2017

Collettore fognario, dopo l’estate si intensificano i lavori: ecco i cantieri attivi

di Roberto Lentini

Con la fine della stagione estiva si intensificano i lavori per la realizzazione del collettore fognario nel territorio di Aci Castello. Continua infatti il cantiere di via Scalazza, che adesso proseguirà per via Dusmet fino a raggiungere la via Livorno. Per tale motivo, la viabilità per raggiungere via Vampolieri ed il territorio di Aci Catena sarà garantita dal transito sulla stessa via Scalazza, mentre sarà comunque assicurato il passaggio per i residenti, così come non verrà precluso l'accesso al plesso dell'Istituto comprensivo "Roberto Rimini". Tra qualche giorno, invece, ripartiranno gli scavi anche in via Angelo Musco alla scogliera, dove il traffico sarà nuovamente regolato attraverso in senso unico alternato. "Come si può facilmente immaginare il lavoro da fare è ancora tanto e, per la tipologia di territorio in cui viviamo è sono l'autunno, l'inverno e la primavera i periodi più propizi per attivare i cantieri - afferma il sindaco Filippo Drago. Adesso, infatti, si dovrà correre per bruciare i tempi anche se qualche disagio sarà comunque inevitabile. Stringiamo i denti consapevoli che il sacrificio di oggi sarà il beneficio di domani." Al termine dei lavori, la cui durata prevista è di 27 mesi a partire dal mese di gennaio, il collettore fognario collegherà la condotta di Capomulini, passando per Acitrezza e Acicastello, fino all’innesto con il vecchio allacciante di Catania situato a Picanello e convogliarlo al depuratore di Pantano d’Arci; costo preventivato di circa 21,7 milioni di euro.

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05 set 2017

FOTO | Via Sant’Euplio, da un parcheggio abusivo a uno spazio pubblico attrezzato e alberato

di Mobilita Catania

Ieri è stata consegnata alla città di Catania l'area antistante il palazzo Unicredit, in via Sant'Euplio, interessata dallo scorso febbraio da lavori di riqualificazione e decoro urbano: dove prima c'era un caotico parcheggio, adesso c'è una piazzetta con verde e sedili, fruibile da tutti. «L'apporto dei privati - ha detto il Sindaco Enzo Bianco - può diventare strategico per compiere molti interventi di riqualificazione, e non solo, nella città. Se ci sono altri imprenditori che amano Catania le facciano un regalo: sistemino una piazza, un'aiuola, un luogo d'incontro, magari in un quartiere disagiato. Ringrazio Unicredit e i suoi dirigenti per l'impegno e la sensibilità dimostrati». Nel gennaio di quest'anno Unicredit ha stipulato una specifica convenzione con il Comune  di Catania, proprietario dell'area: l'accordo ha previsto che la banca, contestualmente alle opere di abbattimento delle barriere architettoniche per l'accesso ai propri locali, curasse anche, a proprie spese, la riqualificazione di tutta l'area antistante, mediante una serie di opere quali l'integrale ripavimentazione in basolato lavico, la piantumazione di nove alberi di "arancio amaro" e la realizzazione dell'arredo urbano con sei panche in pietra lavica monolitica e la posa dei cestini portarifiuti. I lavori realizzati da Unicredit hanno avuto inizio dopo la formale consegna dell'area da parte del Comune di Catania nello scorso mese di febbraio e sono stati completati nei tempi previsti. Con l'inaugurazione si restituisce alla città di Catania un importante spazio urbano, riqualificato con opere di pregevole fattura, laddove in passato veniva gestito un parcheggio in modo abusivo e disordinato. Il Regional Manager Sicilia di Unicredit, Salvatore Malandrino: «I lavori di riqualificazione dell'area pubblica prospiciente il palazzo di Unicredit in via Sant'Euplio a Catania, estesa circa 500 mq, sono nati dall'esigenza della banca di realizzare una rampa per consentire l'accesso allo stabile da parte dei disabili. Per Unicredit essere banca del territorio significa anche fornire un contributo concreto alle esigenze delle comunità nelle quali operiamo e quanto realizzato testimonia la grande attenzione della nostra Banca verso la città di Catania dove siamo presenti da oltre un secolo».

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03 ago 2017

Il 60% della rete di distribuzione idrica è vetusto: impegno di Sidra e Comune per ammodernare il sistema

di Mobilita Catania

Catania soffre meno delle altre città siciliane: anche se gran parte della rete idrica è vecchia e danneggiata, in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi.  Anche in questo periodo di siccità e di gran caldo i catanesi non soffrono per la carenza di acqua potabile. I rubinetti rimangono raramente asciutti. In altre città siciliane questo è invece un fatto quasi di ordinaria amministrazione anche, e in alcuni casi principalmente, per le eccessive perdite della rete idrica. Anche Catania soffre di perdite causate dalle tubature vecchie e danneggiate, ma in questi ultimi anni Comune e Sidra hanno operato per limitare al massimo danni e disagi. La Città è approvvigionata con acqua potabile proveniente principalmente dagli impianti di produzione della Sidra e in parte da impianti di terzi, che attraverso tre principali sistemi di adduzione arriva in città. Il sistema acquedottistico cittadino deriva sostanzialmente dagli impianti originariamente realizzati dalla società Casalotto a partire dall'inizio del secolo e acquisiti dal Comune di Catania nel periodo 1967-70. Tale sistema distributivo costituisce ancora il 60% dell'intera rete idrica cittadina caratterizzata, per la vetustà degli impianti e l'irrazionalità degli schemi distributivi, da un elevato coefficiente di perdite idriche oltre che da distribuzione dell'acqua a bassa pressione, con consegna al piede dei fabbricati, in serbatoi privati o condominiali con erogazione sostanzialmente a portata costante nelle 24 ore. Il restante 40% della rete idrica cittadina è di più recente realizzazione. Nell'area ovest della città e più precisamente nei quartieri di Librino San Giorgio la rete idrica è stata completata dal Comune di Catania intorno alla fine degli anni '90, mentre nell'area est della città, nel 2000 la Sidra ha realizzato il progetto "Ristrutturazione del Sistema Distributivo" in un'Area Pilota-Quartieri Picanello, Rotolo, Ognina e zone urbane limitrofe. In tali aree la rete è alimentata da serbatoi, il servizio idrico è garantito con gli standard qualitativi previsti dalle norme vigenti, e meglio specificati nel Dpcm 47/96, con forniture al piano anche negli edifici più alti e le percentuali di perdite idriche presentano valori certamente inferiori alla restante parte di rete idrica cittadina. Sempre nel 2000 Sidra ha predisposto un progetto generale Psaic, che prevedeva l'ammodernamento di tutta la rete cittadina, suddivisa in 22 zone idriche, con gli stessi interventi adottati nell'area pilota e con un sistema di monitoraggio dei parametri di servizio in modo da orientare gli interventi di manutenzione con criteri di risparmio energetico e recupero delle perdite idriche. Ispirandosi a quel progetto Sidra ha in programma una serie di investimenti destinati alla razionalizzazione degli schemi distributivi, in modo da suddividere progressivamente la rete di distribuzione in settori, disporre di un sistema di controllo e monitoraggio delle portate e delle pressioni della risorsa idrica immessa in ciascun settore e quale parte di essa viene utilizzata o si disperde per eccessiva vetustà delle reti. In questo modo Sidra potrà procedere all'ammodernamento progressivo della rete per singole zone idriche, partendo da quelle in cui si registrano maggiori perdite, anche mediante manutenzione programmata. L'obiettivo di tali attività, oltre naturalmente al recupero delle dispersioni idriche in rete, e quindi al minor prelievo di risorsa poi non utilizzata, consiste nel miglioramento delle condizioni generali del servizio, fino a raggiungere in tutta la città la fornitura continua al piano senza ulteriori rilanci. La ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, Fossa Creta e di Soprana ed il completamento del sistema acquedottistico fino a raggiungere l'Area Industriale, che prevede anche la completa dismissione dell'antico e ormai precario canale potabile, che trasporta più del 40% della risorsa immessa in rete di distribuzione, costituisce presupposto essenziale e prioritario per dotare la città di Catania di un sistema di approvvigionamento più moderno, efficiente e soprattutto sicuro. L'amministrazione Bianco è riuscita già ad ottenere un finanziamento di 5 milioni di euro dalle risorse di "cantieri in Comune" e, grazie anche ad un finanziamento di Sidra di 700 mila euro, ha potuto avviare i lavori per la ristrutturazione dei serbatoi di Cerza, al servizio dei quartieri di Ognina, Picanello Rotolo nonchè un tratto importante del sistema acquedottistico. I lavori sono in fase di avanzata esecuzione e proseguono regolarmente. Si aggiungono alle più ampie attività di cui sopra i programmati investimenti per interventi di sostituzione e valorizzazione del parco contatori nonché di eliminazione delle consegne a luce tarata. Anche questi investimenti mirano a migliorare le modalità di consegna dell'acqua e anche a recuperare le dispersioni: indagini condotte nel corso degli ultimi anni hanno, infatti, evidenziato come l';inesattezza degli strumenti di misura, soprattutto della taratura delle luci tarate contribuisce in modo sostanziale all'incremento del valore delle perdite complessive in rete.

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28 lug 2017

FOTO | VIDEO Catania riscopre la bellezza di piazza Palestro al Fortino

di Amedeo Paladino

È stata riconsegnata alla città piazza Palestro dopo i lavori di manutenzione che hanno riportato all'antico splendore questo spazio pubblico nel quartiere del Fortino. Stamattina, oltre al sindaco Enzo Bianco, erano presenti gli assessori Salvo Di Salvo, Rosario D'Agata e Nuccio Lombardo, i consiglieri della I circoscrizione, il presidente della Multiservizi, Giovanni Giacalone e il Comandante dei vigili urbani, Stefano Sorbino. Gli interventi sono stati eseguiti dal Servizio Giardini pubblici e dalla Multiservizi e sono stati coordinati dall'assesore al Decoro Urbano, Di Salvo: sono stati sottoposti a revisione i 52 ugelli centrali, da anni inattivi, e le due fontane antistanti la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù al Fortino; sono stati collocati dei paletti dissuasori per evitare il transito dei veicoli e il verde è stato sottoposto a manutenzione. I locali adibiti a servizi igienici pubblici sono stati ristrutturati e a breve verranno aperti sotto la custodia di un addetto; è stato annunciata dal sindaco la prossima attivazione di info-point turistico con l'obiettivo di far rientrare negli itinerari dei visitatori della città anche questa piazza storica di Catania. A settembre dovrebbe essere manutenzionato il grande orologio posto sulla sommità di porta Giuseppe Garibaldi (già porta Ferdinandea); nei prossimi mesi verrà implementato un presidio fisso dei Vigili Urbani e i locali all'interno dell'arco trionfale potranno essere accessibili per le visite. In occasione della riconsegna di piazza Palestro, il sindaco ha annunciato che nel mese di settembre verrà sottoposta a interventi di manutenzione piazza Ludovico Ariosto. Ecco un video che mostra piazza Palestro dopo gli interventi: Ecco le foto scattate oggi:

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22 lug 2017

Micro aree pedonali, un’opportunità immediata per migliorare la qualità del centro

di Andrea Tartaglia

Chi ricorda come si presentava, sino a qualche anno fa, quella porzione di piazza Stesicoro di fronte all'ex Teatro Olympia, pregiato esempio di liberty catanese dove si esibì anche il grande Antonio De Curtis, oggi sede di un fast food? Un'accozzaglia di auto e moto, disordine, non certo un angolo di città di qualità, nonostante la presenza di begli edifici storici. Ebbene, è stato sufficiente sottrarre al traffico quel piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d'estate e panchine su cui poter fare una pausa nel corso di una bella passeggiata in centro, raggiungibile dalla vicinissima stazione della metropolitana. Anche in via Sant'Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, c'è un piccolo spazio urbano attualmente oggetto di un semplice intervento di riqualificazione che a breve darà a catanesi e turisti la possibilità di percorrere la strada alberata, almeno nello spazio antistante la banca che si è fatta carico dei lavori, con ampi spazi attrezzati a disposizione. Mentre nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto, un'ampio reticolo di stradine con al centro piazza Giuseppe Sciuti è attualmente al centro di un quanto mai appropriato intervento di riqualificazione e arredo urbano. Come non citare, anche, la felicissima esperienza di pedonalizzazione del tratto di via Beato Cardinale Dusmet compreso tra la Villa Pacini e Porta Uzeda, nonostante l'apertura al traffico notturna, per il momento, ne impedisce un'auspicabile e più completa riqualificazione in termini di pavimentazione e arredo urbano? Gli esempi sono utili perché sono davvero tante le aree, le piazzette e le stradine del centro, in particolare del centro storico, dove si potrebbero effettuare interventi analoghi che, senza essere grandi opere, sono capaci di ridare lustro, qualità e vivibilità alle zone interessate. Tra queste, rientrano sicuramente via Porta di Ferro, così chiamata perché in zona esisteva una delle antiche porte cittadine, che dal porto (via Beato Cardinale Dusmet) conduce al centro storico nella bella piazza Mario Cutelli. Non è una strada importante ai fini della viabilità, vi si affacciano ristoranti, locali interessanti e un ex teatro, oggi moschea, è in asse col maestoso prospetto del convitto Cutelli ed è naturale punto d'ingresso alla Civita per i croceristi che sbarcano al porto. Riqualificare e pedonalizzare questa strada (magari consentendo semplicemente l'attraversamento veicolare per alcune traverse) significherebbe, inoltre, connettere tra loro le aree già riqualificate di Largo XVII Agosto e di piazza Cutelli, quest'ultima quotidianamente oltraggiata, pur essendo pedonale, dalla sosta selvaggia gestita dai parcheggiatori abusivi lungo i lati occidentale e meridionale (non è un caso che i dissuasori posti lungo via Vittorio Emanuele II siano stati sradicati e posti lateralmente, resi del tutto inutili). Di fronte al maestoso palazzo Biscari, una piccola via su cui negli ultimi anni sono sorti caffè e ristoranti, oggi in mano ai parcheggiatori abusivi, specie nelle ore notturne, rappresenta un ulteriore esempio di strada da poter sottrarre al traffico senza arrecare alcun disagio al traffico e creare un nuovo spazio urbano pedonale di qualità, peraltro in un punto di elevatissimo pregio architettonico, proprio di fronte al barocco della terrazza nobiliare, dove quotidianamente si vedono turisti destreggiarsi tra auto e moto. Il pregio architettonico, ad ogni modo, non dev'essere conditio sine qua non per questo genere di microinterventi di riqualificazione. E qui le possibilità di allargare il campo di azione sono innumerevoli: giusto per citare un paio di esempi, potrebbe essere chiusa al traffico una piccola stradina posta sul lato settentrionale di piazza Santa Maria di Gesù, dando luogo a uno spazio più a dimensione di piazza piuttosto che, come adesso, a ritagli di verde tra una fila di auto e l'altra. Ancora: piccole, brevi strade su cui si affacciano bar ed esercizi commerciali, senza necessità di accesso carrabile. Via Santa Maria di Betlem, in corrispondenza dell'uscita sud-occidentale della stazione metro Stesicoro (oltretutto la più utilizzata dagli utenti), potrebbe tranquillamente essere chiusa al traffico, pedonalizzata, alberata e dotata di panchine e messa alla stessa quota dei marciapiedi di corso Sicilia. Senza interferire sulla viabilità, si creerebbe così un effetto piazza dirompente proprio vicino alla piazza Santo Spirito (oggi Turi Ferro), per la quale esiste, sulla carta, un bellissimo progetto di pedonalizzazione (frutto del concorso "Cinque piazze per Catania" di alcuni anni fa) che meriterebbe senza alcun dubbio di essere ripreso dall'amministrazione comunale, sebbene si tratti di un intervento ben più corposo rispetto agli altri qui proposti. Negli anni '90, in un'altra zona della città, nel periodo delle festività natalizie era diventata una piacevole tradizione vedere chiuso al traffico e arredato a verde il tratto di via Monfalcone compreso tra corso Italia e via Pola. Moltissima gente affollava la strada, sede di negozi e boutique di alto rango, in un quartiere della città povero di spazi dedicati ai pedoni nonché di aree verdi. Perché non ripensarci, magari in modo definitivo? Non dimentichiamoci, infine, di quegli interventi già realizzati che meritano maggiore tutela. Un esempio su tutti: via Zolfatai, traversa di via D'Amico e via Simeto: un gioiellino di riqualificazione urbana dimenticato, che andrebbe rivalorizzato (leggasi: protetto dalla consueta invasione di auto e moto) ed anzi esteso ad almeno un tratto della vicina via Simeto, dove insistono locali di divertimento e il museo Città della Scienza di Catania: un'area votata, dunque, ad essere vissuta nella dimensione pedonale e che, ancora una volta, non è di supporto significativo alla rete viabilistica della zona. Le proposte e i luoghi non mancano. All'amministrazione comunale il non semplice ma doveroso compito di cercare di tradurre in realtà i tanti, piccoli, possibili passi avanti verso la civiltà e l'innalzamento della qualità della vita urbana.

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17 lug 2017

Mare, le analisi Legambiente bocciano la Sicilia: Playa entro i limiti, Aci Trezza fortemente inquinato

di Mobilita Catania

Il deficit depurativo non è sicuramente una novità in Sicilia e la fotografia scattata da Goletta Verde ne mostra in pieno le criticità: lungo le coste siciliane i tecnici di Legambiente hanno monitorato venticinque punti e ben diciassette di questi presentavano cariche batteriche elevate. Nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Una situazione non più tollerabile che rischia di compromettere una delle maggiori risorse di questa regione. È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste siciliane dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU - Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau) Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra il 4 e l’8 luglio 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nove i punti monitorati in provincia di Palermo e nessuno di questi ha superato l’esame.Per sette il giudizio è di fortemente inquinato: alla foce del fiume Eleuterio tra Bagheria e Ficazzi; alla spiaggia presso lo sbocco del canale in Corso Italia a Bagheria; alla foce dello scarico in via Messina Marina a Palermo; alla foce del torrente Canzalamone; alla foce del fiume Pinto a Trappeto; alla foce del torrente Nocella tra Terrasini e Trappeto, alla foce dello scarico presso corso Mattarella e alla foce del fiume Chiachea (presso lo sbocco del depuratore) a Carini. Giudicati inquinati, invece, i campionamenti alla spiaggia di fronte l’ex oleificio a Termini Imerese e quello alla spiaggia la Praiola a Terrasini. Tre i punti monitorati in provincia di Catania, due dei quali giudicati fortemente inquinati: allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del Lungomare Galatea a Aci Trezza e alla foce del fiume Alcantara a Catalabiano. Nella norma il campionamento effettuato alla spiaggia libera a destra dell’Acquapark. Tre prelievi anche in provincia di Messina dove si registra una situazione critica alla foce del torrente Patrì. Giudicati fortemente inquinati anche due punti in provincia di Agrigento (alla foce del torrente Canzalamone a Sciacca e presso la spiaggia di fronte lo scarico depuratore a Licata); uno in provincia di Caltanissetta (alla foce del fiume Gattano a Gela); la foce Canale Grimaldi a Porto Grande a Siracusa; e uno in provincia di Trapani (alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo). Sempre in provincia di Trapani, c’è da segnalare il campionamento eseguito spiaggia presso scarico depuratore di Castelvetrano che dopo anni di giudizi negativi e di denunce di Goletta Verde per la prima risulta entro i limiti. Evidentemente le perdite della rete fognaria presenti in quel punto sono state riparate. Il punto in questione è comunque non balneabile per le autorità competenti per il potenziale rischio sanitario. Una situazione sulla quale bisogna continuare a vigilare ma che testimonia che l’efficientamento dei sistemi di depurazione e la loro manutenzione sono interventi fondamentali per prevenire l’inquinamento del mare. “La sfida della depurazione doveva rappresentare una priorità per il rilancio ambientale ed economico di questa terra, ma tutti i governi regionali che si sono succeduti hanno evidentemente fallito, visto che non si è stato in grado neanche di spendere i soldi che erano disponibili – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia -. Le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai cittadini, molte delle quali non siamo riusciti a verificare direttamente ma abbiamo subito inoltrato alle autorità preposte, dimostrano che la situazione in tante aree dell'isola è diventata insostenibile, con scarichi che finiscono in mare e rischiano di compromettere ulteriormente la già difficile situazione in cui versa la nostra economia. Sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori”.

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12 lug 2017

Il territorio catanese brucia: l’emergenza roghi rientrata parzialmente nel pomeriggio, ma rimane lo stato di allerta per alcuni roghi

di Mobilita Catania

Emergenza incendi oggi a Catania. A causa del gran caldo e del forte vento, ma soprattutto della scellerataggine di chi li causa, si sono sviluppati nel territorio cittadino ben nove roghi che hanno visto l'intervento di Vigili del Fuoco e di operatori comunali. Alle operazioni di spegnimento hanno partecipato gli uomini della Protezione Civile del Comune, i Vigili urbani, il Coordinamento comunale del volontariato. Sono stati utilizzati mezzi antincendio e autobotti, una delle quali fornita dalla Sidra. Gli incendi sono divampati in nove diverse zone del territorio comunale: Nei pressi del viale Mario Rapisardi, dove l'incendio ha interessato un ampio terreno sito tra le vie Sauro, Cave Villarà e dei Piccioni; nell'Oasi del Simeto, da Torre Allegra in su, al Villaggio Azzurro, dove a causa del fuoco è mancata l'energia elettrica; in via Stoppini, dove sono andati in fiamme un capannone e diversi mezzi che vi erano custoditi. Un asilo nido è stato evacuato a scopo precauzionale. A San Giuseppe la Rena si è temuto per un deposito di legname e un rifornimento di benzina. Ancora roghi, poi, nella Zona Industriale, vicino al Centro Meccanografico delle Poste, alle spalle dello stabilimento 3Sun. Altri focolai nel Parco Gioeni, in via Filippo Anfuso e a Monte Po. Grazie all'impegno di tutti la situazione è tornata sotto controllo nel pomeriggio; sulle cause degli incendi stsnno indagando le autorità preposte. Resta alto lo stato di allerta. Gli incendi hanno interessato anche l'hinterland di Catania: le fiamme hanno minacciato anche a Misterbianco, in via Garibaldi, e in Contrada Tiritì. Incendio anche sulla Tangenziale Ovest di Catania, la strada è tutt'ora chiusa tra l’innesto con l’autostrada Catania-Siracusa e l’innesto con la strada statale 114 "Orientale Sicula". Momenti di paura anche sull'autostrada Siracusa-Rosolini con fiamme sulla carreggiata e  scene di panico con inversioni di marcia e fughe contromano.  Altri roghi sono stati segnalati nei pressi del casello autostradale di San Gregorio di Catania che ha portato alla chiusura dell'uscita paesi Etnei e a San Giovanni la Punta, Gravina di Catania e a Motta Sant'Anastasia. Nel tardo pomeriggio un incendio si è sviluppato all'interno della Riserva naturale Immacolatelle di San Gregorio e all'interno del Parco dell'Etna nei pressi di Piano Provenzana. In questo video la situazione dall'alto ripresa dalla zona di Catania centro.

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