Articolo
28 giu 2019

Marcia indietro su via Cardinale Dusmet: non più area pedonale nei giorni festivi per agevolare il traffico

di Mobilita Catania

Automobili e scooter torneranno a transitare da via Cardinale Dusmet, lungo il tratto a ridosso di Porta Uzeda e a pochi metri da piazza Duomo: è questa la decisione presa in via sperimentale dall'Amministrazione Comunale, per il momento solo nei giorni festivi, a cui, però, si aggiunge anche il sabato, considerato pure "festivo" dall'amministrazione comunale, come dichiarato dall'assessore alla mobilità Arcidiacono a "La Sicilia". In pratica, dunque, la strada riapre al traffico per il fine settimana. Nella determina della Direzione del Corpo di Polizia Municipale vengono spiegate le ragioni della scelta, giustificando il provvedimento con la necessità di intervenire "al fine di fluidificare il traffico gravato dai mezzi diretti ai lidi di viale Kennedy". Una parziale marcia indietro destinata a far discutere: nel 2016, infatti, il tratto di via Cardinale Dusmet compreso tra piazza Borsellino e via Lavandaie era stato chiuso al traffico dei mezzi privati a seguito di una mobilitazione di molte associazioni e comitati, con l'intento di valorizzare l'area tra la porta Uzeda e il Giardino Pacini, ostaggio di traffico e inquinamento a pochi passi dal mercato storico della Pescheria e da piazza Duomo, in un contesto architettonico e culturale di grande pregio. Seppur limitato ai giorni festivi, il provvedimento costituisce un pericoloso passo indietro: già lo scorso autunno, alcuni membri della Giunta Comunale avevano paventato la riapertura al traffico della strada. Non è difficile immaginare cosa comporterà tale decisione, visto che si tratta di un ritorno al passato: auto incolonnate e parcheggi lungo i lati della strada che, se non dovesse esserci la presenza della polizia municipale, tornerebbero a essere gestiti illegalmente da parcheggiatori abusivi. Con buona pace di pedoni e turisti, già fino a qualche anno fa costretti a zigzagare tra auto e motorini, possibilmente infastiditi dai clacson: tutto molto... folcloristico! Nella foto di copertina la precedente situazione in via Cardinale Dusmet, Catania Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l'amministrazione catanese sono un taboo In auto, sempre e comunque, dappertutto: segnali preoccupanti a Catania Legambiente: “una scelta dannosa riaprire al traffico via Dusmet”

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Proposta
02 apr 2019

Una cura urgente per il centro di Catania: pedonalizzare le piazze Mazzini e San Francesco d’Assisi

di Mobilita Catania

Camminare non è solo un bene per la tua salute fisica e mentale ma è anche un bene per l'economia. Oltre ai risparmi per il sistema sanitario pubblico, gli urbanisti e gli analisti economici sostengono che quanto più è "percorribile a piedi " la città, tanto più è economicamente redditizia. Legambiente Catania sostiene questo principio confermato dai numerosi esempi che ormai sono una realtà a tutte le latitudini della terra. Secondo alcuni studi, camminare per 30 minuti al giorno riduce il rischio di malattie cardiache di circa il 35% e determina enormi risparmi in relazione a decessi, ai ricoveri ospedalieri e a costose procedure mediche, oltre a mantenere le persone sane e produttive nelle loro comunità. Nelle città si crea una differenza tra luoghi percorribili a piedi e luoghi percorribili esclusivamente con l'automobile, questa differenza è data dalla differenza tra persone sane e persone non sane. La malattia cronica è prevalente negli ambienti dominati dalle auto rispetto agli ambienti pedonali, che rappresentano spazi sociali condivisi e che incoraggiano le persone a camminare, parlare e a essere parte della comunità. Camminare riduce anche il rischio di cancro e diabete, migliorando anche la salute mentale. E' stato dimostrato che pedonalizzare l'ambiente urbano è un fattore positivo non solo per la salute dei cittadini ma anche per l'economia, per l'ambiente e anche per la politica sociale. Inoltre è abbastanza evidente che il design della città e la pedonabilità in realtà produce risultati salutari a lungo termine. La città di Catania deve procedere verso il futuro guardando in questa prospettiva perchè oggi è indispensabile mettersi al passo con le più moderne e attuali strategie per combattere l'inquinamento dell'aria, la disparità sociale e i fenomeni sempre più catastrofici determinati dai cambiamenti climatici. È necessaria una cura urgente per il centro storico di Catania ed i suoi abitanti, per questo Legambiente propone l'espansione dell'area pedonale esistente, oggi costituita solamente da piazza Duomo, piazza Università e la parte meridionale di via Etnea, peraltro troppo spesso non rispettata. Eppure è proprio in centro che dovrebbero essere estese le pedonalizzazioni, non solo per la salute dei cittadini ma anche per la fruizione di zone della città ricche di monumenti importanti e rappresentativi del patrimonio artistico di Catania. La proposta di espansione della pedonalizzazione coinvolgerebbe le piazze Mazzini e San Francesco d'Assisi e la conseguente chiusura a traffico dei tratti di via Vittorio Emanuele, via Garibaldi e via Teatro Greco rafforzando la già esistente area pedonale di via Crociferi, piazza Duomo e via Cardinale Dusmet. La pedonalizzazione di questa area comporterebbe anche la chiusura del tratto di via Manzoni in cui è ubicata la Questura di Catania, ciò garantirebbe la sicurezza dei cittadini richiesta nel 2018 al Sindaco Pogliese dal sindacato Siap della polizia che ha evidenziato gravi criticità causate dal traffico veicolare che insiste nell'area. Legambiente chiede all'amministrazione di far rispettare le aree pedonali esistenti e di crearne nuove in modo da migliorare la fruizione del nostro centro sia dal punto di vista turistico che commerciale, incentivando l'utilizzo della bicicletta e dell'efficiente rete metropolitana. Ti potrebbero interessare: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo Via Umberto: un possibile piano viario per consentirne la pedonalizzazione La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere” Centro storico, una possibile soluzione viaria per salvaguardare l’area della Basilica Collegiata

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Proposta
27 mar 2019

Via Umberto pedonale: un possibile piano viario alternativo per la sua attuazione

di Andrea Tartaglia

Continua a riscuotere successo e consensi la proposta di pedonalizzazione di via Umberto I a Catania, nel tratto compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea, la cui petizione on line sulla piattaforma change.org ha ormai ampiamente superato le mille adesioni. Una proposta che ha fatto discutere e che è stato spunto di riflessione per parlare, più in generale, della situazione delle Zone a Traffico Limitato e delle aree pedonali in città, nonché dell'atteggiamento dell'amministrazione comunale, ritenuto poco propenso a sostenere questo tipo di iniziative. Al riguardo, si veda l'editoriale: Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo. Ma proprio l'amministrazione chiamata in causa, attraverso la pagina Facebook di Mobilita Catania, ha proposto un confronto sul tema. Confronto che, sicuramente con spirito costruttivo, si terrà prossimamente e dal quale l'auspicio è che possano emergere segnali positivi per la volontà di miglioramento della qualità e vivibilità del centro storico di Catania. Tornando, nello specifico, a via Umberto, una delle tematiche che, immediatamente, riguardano la chiusura al traffico della strada, è evidentemente la modifica alla viabilità che ne consegue. Ecco, allora, la proposta di un possibile piano viario che tenga conto della chiusura del tratto di strada interessato ai mezzi privati (eccetto per i residenti, è chiaro, per raggiungere i propri passi carrabili). I bus dell'Amt, che qui si muovono solo in direzione piazza Iolanda, continuerebbero a percorrere la corsia preferenziale (analogamente a quanto avviene nel tratto meridionale di via Etnea): ciò, di fatto, renderebbe quest'area più propriamente una Z.t.l. piuttosto che un'area pedonale vera e propria, obiettivo possibilmente raggiungibile in un termine temporale più ampio, poiché necessita di un riordino delle linee A.m.t.. Chi, oggi, percorre il tratto di via Umberto tra piazza Majorana e via Etnea, può avere tre possibili destinazioni: 1) Via Etnea/Via Caronda; 2) via Filippo Corridoni; 3) via Sant'Euplio. Circa la prima destinazione, la soluzione è semplice: basta percorrere l'asse parallelo di via Enrico Pantano e via Giuseppe De Felice, raggiungibili da via Guglielmo Oberdan per chi viene da nord e da via Fiamingo e via Musumeci per chi viene da est e da sud, senza alcuna modifica ai sensi di marcia esistenti. Quanto a via Filippo Corridoni, innanzitutto va evidenziato che l'ideale sarebbe che anch'essa facesse parte della Z.t.l.. In questo modo, si creerebbe un bellissimo percorso pedonale continuo tra via Umberto, via Corridoni, via Al Carmine, la riqualificata piazza Giuseppe Sciuti, la via Pacini e le sue traverse già parzialmente pedonali come via Santa Filomena, via Buccheri e via Gemmellaro (dove, non a caso, stanno fiorendo nuove attività commerciali, soprattutto nel settore enogastronomico).  Ma anche in questo caso, il piano viario proposto immagina che questa "evoluzione" della Z.t.l. possa attuarsi in un secondo momento e, quindi, permette il raggiungimento di via Corridoni attraverso il percorso via De Felice / via Agnini, con un brevissimo tratto di via Umberto che rimarrebbe percorribile proprio per raggiungere via Corridoni da via Agnini. Pure in questo caso, non vi sarebbe alcuna modifica agli attuali sensi di marcia. L'ultima destinazione possibile, cioè via Sant'Euplio, è quella che invece richiederebbe qualche piccola variazione rispetto ai sensi di marcia esistenti. Giungendo da via De Felice, non sarebbe più possibile raggiungere via Argentina per guadagnare via Sant'Euplio. Pertanto, i veicoli qui diretti utilizzerebbero la parallela via Andronico, pochi metri più su, a patto che in via Sant'Euplio il doppio senso di marcia fosse prolungato proprio fino a via Andronico. Un accorgimento che non dovrebbe creare alcun problema. Questa situazione, oltretutto, genererebbe una preziosissima opportunità, ossia liberare definitivamente dal traffico privato l'area di via Etnea antistante l'ingresso della Villa Bellini, all'incrocio tra via Etnea e via Umberto: l'impiego di via Andronico per raggiungere via Sant'Euplio, infatti, consentirebbe di invertire il senso di marcia in via Argentina e pertanto chi, provenendo da via Sant'Euplio (altezza Teatro Metropolitan) volesse raggiungere via Etnea o via Caronda, potrebbe farlo proprio da via Argentina e non più da via Litrico, cioè la strada tra il Palazzo delle Poste e la Villa Bellini, che potrebbe così diventare del tutto pedonale e, come detto, regalare un nuovo tratto di via Etnea finalmente libero da auto e sosta selvaggia, proprio all'altezza dello storico giardino cittadino. Già detto del collegamento tra via Agnini e via Corridoni, altri due sarebbero gli attraversamenti mantenuti in via Umberto: uno lungo l'asse via Zaccà Rosolia - via Romeo, esclusivamente per residenti e per chi deve raggiungere le ben due autorimesse lungo questo breve asse (dove, al pari della situazione attuale di via Romeo, ci sarebbe un senso unico alternato) e uno lungo via Grotte Bianche. Si tratta, in definitiva, di una proposta di semplice attuazione. A margine, sarebbe piaciuto poter citare la presenza di un parcheggio pertinenziale interrato in piazza Ettore Majorana, un progetto già avanzato in passato ma mai realizzato. L'amministrazione potrebbe cogliere l'occasione per rispolverare anche questo progetto, in project financing, fatto salvo che si tratterebbe di un parcheggio che servirebbe sostanzialmente a spostare la sosta dalla superficie al sottosuolo, permettendo di riqualificare la superficie ad uso pedonale, che non genererebbe, quindi, nuovo traffico e che consentirebbe la comunque lecita richiesta di accessibilità e parcheggio in zona, soprattutto per i soggetti più sensibili. 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Articolo
19 mar 2019

Le pedonalizzazioni fanno bene al commercio (e non solo), ma per l’amministrazione catanese sono un taboo

di Andrea Tartaglia

La notizia, per essere davvero tale, nel comune senso giornalistico del termine, non è solamente la comunicazione di qualcosa ma l'annuncio di una novità, una "nuova" d'interesse, per l'appunto. Parlare di pedonalizzazioni che fanno bene al commercio, dunque, non è una grande notizia perché ormai è noto, gli esempi si sprecano e ne riportiamo qualcuno: Modena: la Confesercenti chiede la completa pedonalizzazione del centro storico per favorire le attività commerciali Madrid: con la pedonalizzazione del centro, vendite cresciute del 10% Palermo, dopo la pedonalizzazione commercianti ricreduti: adesso gli affari vanno meglio ZTL, gli abitanti ci guadagnano e i commercianti anche: lo studio del Politecnico di Milano Chiudere al traffico i centri storici fa bene agli affari e cresce pure il valore degli immobili Siracusa, la Ztl di Ortigia è il centro storico più vitale d'Italia L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma il concetto è già sufficientemente espresso, verificato, consolidato, inattaccabile. La notizia, dunque, è che (purtroppo) a Catania c'è chi ritiene che aumentare le aree del centro storico interdette al traffico possa comportare un danno per il commercio. Se è già grave un'affermazione del genere nel momento in cui, come visto, è una tesi ampiamente confutata, la gravità aumenta -e questa sì, si traduce in danno- se a farla è un Assessore della giunta comunale etnea. Queste le parole dell'Assessore alle Attività Produttive e centro storico del Comune di Catania, Ludovico Balsamo, rilasciate a MeridioNews a proposito della proposta pedonalizzazione di un piccolo tratto di via Umberto I (quello compreso tra piazza Ettore Majorana e via Etnea), in pieno centro storico:  «È una proposta da prendere con le pinze e da studiare bene, perché è una misura che potrebbe arrecare danni agli esercenti che hanno investito sul centro storico, portando gli acquirenti a spostarsi sempre più in direzione dei grandi centri commerciali». Purtroppo, a ogni proposta del genere, la risposta dell'attuale amministrazione comunale mostra puntualmente scetticismo e ostilità, com'è stato anche per la querelle sulla chiusura al traffico di un breve tratto di via Dusmet, in zona ad altissima vocazione turistica e di elevata qualità architettonica: in quel caso, s'è detto, il mercato della Pescheria soffrirebbe della chiusura al traffico di qualche decina di metri di una strada, pur avendo nei pressi un parcheggio e rimanendo ben servita dai mezzi pubblici. La Pescheria, come invece più volte affermato da tecnici, urbanisti, economisti, o semplicemente da chi si sforza di analizzare la situazione più ampiamente, accompagnato da intelligenza e buon senso, non soffre a causa della chiusura al traffico di un breve tratto di strada (splendido), semmai soffre nonostante la chiusura al traffico (vedi quanto detto al principio), e ciò significa che quel mercato risente dell'ormai diffusissima concorrenza commerciale, di prezzi non sempre competitivi, ma anche di carente qualità certificata della merce esposta, insieme a -spesso- scarse condizioni di igiene. Insomma, è la qualità e capacità del mercato a influire sul suo successo, ben più di quanto possa fare una piccola interdizione al traffico che, anzi, agevola condizioni igienico-ambientali più favorevoli. Senza trascurare altri fattori, quali purtroppo l'atteggiamento delle nuove generazioni nei confronti del mantenimento di usi e tradizioni, se chi le propone non si sa adattare ai nuovi tempi. Si tratta, dunque, di un discorso enormemente più ampio di "devo arrivare dentro al mercato con la macchina" (sigh!), avvicinando il gas di scarico al cibo esposto all'aria aperta. Per quanto riguarda la via Cardinale Dusmet, attualmente la situazione è la seguente: formalmente la strada (parliamo solo del breve tratto lungo Villa Pacini) è rimasta chiusa al traffico diurno, come indica la segnaletica, in modo da non scontentare i numerosi gruppi e le associazioni civiche che si erano allarmate al reiterato annuncio di riapertura della strada al traffico. Apertura che, però, è consentita di fatto, poiché sono cessati controlli e sanzioni e ogni giorno è possibile entrare nella zona chiusa al traffico in macchina o in motociclo, potendo parcheggiare e circolare del tutto impunemente. Atteggiamento che, oltretutto, non fa che rafforzare le cattive abitudini di quella parte di cittadini che non ama rispettare le regole, poiché trasmette il messaggio che se anche un cartello inibisce un accesso a una zona destinata a pedoni e biciclette, è sufficiente ignorarlo. Non se la passano meglio le (poche) altre aree pedonali o a traffico limitato della città: via Zolfatai si è trasformata in un parcheggio, con l'arredo urbano spostato ad hoc. Stessa sorte per piazza Mario Cutelli, dove i dissuasori su via Vittorio Emanuele II e via Porta di Ferro sono messi da parte in modo da consentire il transito alle auto (e le rampe in pietra lavica per gli attraversamenti pedonali sono in frantumi a causa del passaggio dei mezzi); in piazza Duomo ogni giorno sono presenti auto in sosta davanti e di lato al Palazzo dei Clerici; in via Etnea (dove non si potrebbe parcheggiare lungo tutta la strada) il parcheggio, invece, comincia già all'altezza della Basilica della Collegiata; in piazza Vincenzo Bellini e in via Teatro Massimo, ancora, il via vai di mezzi e persino la sosta sono una consuetudine consolidata. Addirittura, proprio davanti al teatro, alcuni giorni fa una donna è stata persino investita, riportando diverse fratture, da un'auto che lì non poteva neanche esserci. Via Crociferi e piazza San Francesco d'Assisi all'Immacolata, intanto, in piena area Patrimonio dell'Umanità Unesco, continuano ad essere svilite dal continuo passaggio di auto e dal parcheggio selvaggio. È chiaro che non c'è alcun interesse a contrastare le cattive abitudini di chi non rispetta la città e a mantenere e valorizzare le già pochissime aree interdette al traffico. E pensare che per un Comune in dissesto economico, occuparsi di sanzionare queste gravi infrazioni (che danneggiano anche l'immagine turistica della città) sarebbe doppiamente utile: per le casse dell'amministrazione ma anche e soprattutto per educare e indirizzare alla civiltà i cittadini più maleducati. Resta evidente che ogni proposta di Z.t.l. o pedonalizzazione a Catania, così come in ogni altra città, debba essere accompagnata da uno studio di viabilità e da eventuali accorgimenti per migliorare il servizio di trasporto pubblico (se necessario), nonché dalla valutazione dell'effettiva, eventuale necessità di parcheggi più o meno vicini e in quale quantità (senza dimenticare gli incentivi per lo scambio tra mezzo privato e pubblico, metropolitana in primis). Nulla si può improvvisare. Anzi, una pianificazione urbanistica in tal senso, che comprenda aree vaste e non singole porzioni di strade da destinare a traffico limitato o aree pedonali, può risultare essere anche più semplice che procedere a macchia di leopardo, sebbene necessiti, ovviamente, di maggior tempo per essere messa in pratica. Ciò non toglie che, in ogni caso, numerosi interventi sarebbero già immediatamente possibili e che, soprattutto, di fronte a proposte del genere ci si aspetterebbe un atteggiamento da parte dell'Amministrazione Comunale di soddisfazione, buona volontà e spirito costruttivo per giungere agli scopi di miglioramento della qualità e vivibilità della città, piuttosto che lasciar prevalere perplessità se non, addirittura, ostilità. Foto di copertina: Chiara Di Salvatore Ti potrebbero interessare: La galleria degli orrori della sosta selvaggia: Catania regno di impunità Micro aree pedonali immediatamente realizzabili: una grande opportunità per migliorare la qualità del centro Via Crociferi: area pedonale con parcheggiatore abusivo Centro storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico Piazza Lupo, perché un parcheggio interrato può accontentare tutti Si inaugura la nuova area di sosta di piazza Borsellino, via Dusmet diventa pedonale Mai più piazze ridotte a parcheggi: a proposito della vicenda “Trattoria del Cavaliere”

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Articolo
24 set 2018

Centro Storico, una parte di piazza san Francesco d’Assisi diventa pedonale: un intervento dall’alto significato simbolico

di Amedeo Paladino

L’Amministrazione Comunale ha deciso di rendere stabile la pedonalizzazione di una parte di piazza San Francesco nel lato che ospita il Museo Belliniano, una delle tappe più gettonate dai turisti che visitano Catania, che non dovranno più divincolarsi tra macchine e motociclette, per conoscere da vicino la storia del Cigno catanese e apprezzare le bellezze dello slargo prospiciente la chiesa di San Francesco D'Assisi. L’iniziativa era già stata lanciata dal Comune in via sperimentale nella settimana della mobilità, orientamento confermato definitivamente dal sindaco Salvo Pogliese e dall’assessore Giuseppe Arcidiacono con un provvedimento specifico di interdizione del traffico veicolare in una delle piazze più apprezzate dai catanesi, anche per il legame con il monumento al beato cardinale Dusmet. Sulle pagine di Mobilita Catania la situazione di degrado prodotta dalla presenza invasiva delle auto in sosta era stata più volte segnalata, auspicando un intervento nell'area dall’enorme valore storico, artistico e culturale fulcro di molti monumenti di Catania, per citarne qualcuno: il museo Belliniano, ospitato nello storico palazzo Gravina Cruyllas, il museo Emilio Greco, la chiesa di san Francesco D’Assisi all’Imaccolata, il teatro greco-romano, l’Odèon, il museo dell’Erboristeria, la casa di Verga, Via Crociferi (con le varie chiese San Benedetto, San Francesco Borgia, San Giuliano, San Camillo De Lellis, collegio dei Gesuiti, convento padri Crociferi), Villa Cerami, Palazzo Francica Nava-Asmundo, piazza Duomo. Quello implementato dall'Amministrazione Comunale pur trattandosi di un micro intervento potrà rappresentare la dimostrazione di come possono diventare più belli e vivibili i luoghi e più in particolare le piazze più importanti della nostra città, senza il degrado prodotto dalla presenza soffocante di automobili spesso parcheggiate in divieto di sosta o davanti ai monumenti ad ostruirne la vista.

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Proposta
11 apr 2018

Ridare dignità a piazza Bovio, pedonalizzando una porzione di questo spazio pubblico

di Alessandro Di Salvo

Lo spazio pubblico è un luogo fisico in cui la fruizione è collettiva: è lo spazio della comunità e delle relazioni sociali. Gli interventi di riqualificazione degli spazi pubblici determinano un beneficio alla collettività, migliorando la qualità della vita; i vantaggi sono anche economici se vengono inquadrati in un processo virtuoso che determina la nascita nuove attività commerciali e artigianali. A questo proposito pubblichiamo la proposta di un cittadino riguardante piazza Giovanni Bovio. Piazza Giovanni Bovio, adiacente via Francesco Crispi, è uno spazio pubblico di notevole pregio: è circondata da palazzi storici di stile liberty e su un lato della piazza è presente la piccola chiesa San Maria Ammalati. Una piazza, ahimè, molto trascurata. L'incuria la fa da padrone e gli atti vandalici amplificano il suo stato di degrado, tuttavia con pochi mirati interventi si potrebbe migliorare notevolmente la situazione. La mia proposta è quella di chiudere al transito una parte della piazza, precisamente l'area compresa tra la Chiesa e il benzinaio, realizzando qualcosa di simile a quanto fatto recentemente in piazza Sciuti. Attualmente questa porzione di piazza è riservata al parcheggio selvaggio al di fuori degli stalli blu, c'è anche una piccola centralina in disuso dell'Enel che potrebbe essere demolita (o riqualificata per altro uso). I pochi stalli a pagamento che si eliminerebbero (una quindicina) non inciderebbero sulle casse della Sostare (azienda partecipata che gestisce la sosta a pagamento ndr), Inoltre gli stalli dell'adiacente via Napoleone Colajanni risultano sempre semi vuoti per tutto il giorno. Inoltre non sono presenti garage che potrebbero causare disagi ai cittadini e si potrebbe restituirebbe ai ragazzi del quartiere quello spazio di gioco adesso appena abbozzato sulla strada.  Ecco lo stato attuale della piazza:

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Proposta
09 gen 2018

Un nuovo spazio pubblico da strappare alle auto in piazza Dante all’ingresso del giardino di via Biblioteca

di Amedeo Paladino

Riqualificare gli spazi pubblici della città, strappandoli alle auto e restituendoli alle persone. Le esperienze recenti non mancano, seppur il percorso sia ancora molto lungo: basti citare l'area nei pressi di via Pacini, tra via Etnea e piazza Carlo Alberto con al centro piazza Giuseppe Sciuti oggetto di un intervento di riqualificazione e arredo urbano, o ancora in via Sant’Euplio, uno spazio prima relegato a parcheggio, dimora incontrastata di parcheggiatori abusivi, recentemente trasformato in piazza con alberi e nuove sedute. In questi casi è stato sufficiente sottrarre al traffico un piccolo tratto di strada, del tutto ininfluente ai fini viabilistici, per creare un nuovo piccolo spazio di pregio, pedonale, con alberi ombrosi e rinfrescanti d’estate e panchine su cui poter fare una pausa: noi di Mobilita Catania abbiamo recentemente elencato alcuni spazi pubblici che meriterebbero una valorizzazione.  A questo proposito accogliamo la proposta dell'associazione Mobilità Sostenibile Catania, a firma della presidente Annamaria Pace, riguardante lo spazio pubblico antistante il giardino di via Biblioteca, in piazza Dante.   Il giardino di via Biblioteca è uno spazio che non viene utilizzato dai residenti del quartiere Antico Corso, eppure è un importante polmone verde in pieno centro storico, adiacente al Monastero dei Benedettini e a Piazza Dante. Un giardino progettato dall'architetto Giancarlo De Carlo che si inserisce, con un intervento moderno e contemporaneo nell'antico contesto e che contiene al suo interno un albero di carrubo piantato in memoria dei magistrati Falcone e Borsellino, ma attualmente poco utilizzato dai residenti. Un giardino nascosto che potrebbe aprirsi alla città e prima di tutto ai residenti del quartiere se fosse percepito come spazio pubblico, quale è, e non come spazio privato. Per modificare la percezione e l'utilizzo di questo importante luogo proponiamo la sua connessione alla città tramite la riqualificazione dello spazio antistante l'ingresso al giardino ridefinendo il tratto di Via Biblioteca su Piazza Dante e la piazzetta alberata posta a nord. L'area potrebbe essere arredata con aiuole e panchine, divenendo un nuovo ingresso al giardino di via Biblioteca. Con questa estensione all'esistente spazio verde si costituirebbe un nuovo spazio urbano per Catania che potrà essere utilizzato come luogo di sosta per i cittadini e non per il parcheggio delle automobili. Inoltre si propone la realizzazione di un monumento al centro della piazzetta per ricordare le vittime di incidenti stradali di Catania. Sul muro settecentesco attualmente è dipinto un murales in cui è scritto "Fabrizio vive nei cuori Ultrà", che ricorda un ragazzo vittima della strada. Si potrebbe trovare un modo diverso per ricordare le vittime di incidenti stradali con una scultura che oltre a valorizzare l'ingresso al giardino, coinvolgerebbe i residenti a rispettare il valore storico di questo quartiere. Tramite il sentimento di appartenenza al quartiere, il coinvolgimento al rispetto della bellezza naturale dello spazio verde e la consapevolezza della storia si potrebbe ottenere una condivisione migliore dello spazio comune. L'annessione di questo spazio"d'ingresso" al giardino assumerebbe un ruolo importantissimo anche sul piano sociale: un giardino è occasione e veicolo di valori positivi quali la socializzazione, l’integrazione, la condivisione delle esperienze. Questo può contribuire a responsabilizzare tutti verso il bene comune, alla costruzione del senso civico, fondamento di ogni società. A tale scopo l'associazione Mobilità Sostenibile Catania intende organizzare a breve un dibattito con la città invitando l'Amministrazione, l'Università, le associazioni e i cittadini a riflettere su soluzioni che valorizzino il giardino di via Biblioteca, l'intera Piazza Dante ed il quartiere.  

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