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14 gen 2016

Palermo – Catania: il risultato di otto mesi di monitoraggio dei treni veloci

di Roberto Lentini

Dal Comitato Pendolari Siciliani riceviamo la seguente nota: A circa otto mesi di distanza dal cedimento del viadotto Himera sull’autostrada A19, e dall’incentivazione del servizio ferroviario sulla Catania-Palermo, rendiamo pubblici i dati del nostro monitoraggio effettuato dal 3 maggio al 31/12/2015. Questi i risultati: GIORNI MONITORAGGIO          187 TRENI MONITORATI                 2375 TRENI IN ANTICIPO                 115 (4,5%) TRENI IN ORARIO                   67 (2,5%) TRENI SOPPRESSI                  28 (1%) RITARDO DA 0 A 5'                 790 (33%) RITARDO DA 6' A 10'               458 (19%) RITARDO DA 11' A 20'             477 (19%) RITARDO OLTRE 20'               456 (19%) RITARDO OLTRE 60'               46 (2,0%) KM/TRENO SOPPRESSI         3888 MINUTI RITARDO                 30902 ORE RITARDO                 515 pari a 21 giorni circa Riepilogo complessivo dei dati del monitoraggio: TRENI IN ORARIO (treni in anticipo e in orario)              182 (7%) TRENI IN RITARDO (treni in ritardo sino a 5 minuti)       790 (33%) TRENI IN RITARDO (treni in ritardo oltre i 5 minuti)       1437 (60%) TRENI KM SOPPRESSI       3888 MINUTI DI RITARDO       30902 pari 515 ore equivalenti a 21 giorni circa Questa invece è la classifica dei treni regionali veloci che hanno accumulato più ritardo nei mesi del monitoraggio: 1°   posto Regionale veloce 3810 con 53 ore di ritardo 2°   posto Regionale veloce 3811 con 50 ore di ritardo 3°   posto Regionale veloce 3802 con 43 ore di ritardo 4°   posto Regionale veloce 3803 con 40 ore di ritardo 5°   posto Regionali veloci 3812 e 3808 con 39 ore di ritardo 6°   posto Regionali veloci 3813 e 3809 con 37 ore di ritardo 7°   posto Regionali veloci 3806 e 3805 con 32 ore di ritardo 8°   posto Regionale veloce 3804 con 31 ore di ritardo 9°   posto Regionale veloce 3802 con 30 ore di ritardo 10° posto Regionali veloci 3807 e 3800 con 26 ore di ritardo Fatto ciò, desideriamo porre l’attenzione su alcuni aspetti che hanno caratterizzato il trasporto ferroviario in Sicilia. Grazie all’intervento “propizio di madre natura” sull’asse viario Palermo-Catania che viene anticipato e attuato, visto lo stato di emergenza a partire dal 3 maggio 2015 (a pieno regime), il progetto della nuova offerta commerciale dei treni regionali veloci Palermo-Catania, al quale Trenitalia stava lavorando per il cambio orario di dicembre 2015. I treni veloci sulla Palermo-Catania c’erano già negli orari ufficiali del 2010 e 2011, anche se era stata prevista una sola coppia di treni e in orari improponibili. I treni Regionali Veloci a cui facciamo riferimento sono il Rv3850 con partenza da Palermo alle ore 6.38  effettuava le fermate di Bagheria, Termini Imerese, Roccapalumba-Alia, Caltanissetta Xirbi e Enna per arrivare a Catania alle 9.38 e il Rv3853 con partenza da Catania alle ore 15.26 effettuava le fermate di Catenanuova-Centuripe, Enna, Caltanissetta Xirbi, Roccapalumba-Alia, Termini Imerese con arrivo a Palermo alle 18.30. I due treni regionali impiegavano 3 ore circa effettuando 5 fermate a differenza degli attuali che effettuano 3/4 fermate con gli stessi tempi di percorrenza e tra l’altro penalizzando il nodo ferroviario di Roccapalumba-Alia dove gli attuali regionali veloci non fermano. Sin da subito avevamo chiesto alla Regione e a Trenitalia di invertire le partenze dei due treni: il Rv3850 delle ore 6.38 anziché da Palermo da Catania e viceversa per il Rv3853 delle ore 15.26, per dar modo ai pendolari della Sicilia orientale di avere un treno che raggiungesse Palermo nelle prime ore del mattino e poter rientrare nel pomeriggio a Catania ma non ottenemmo alcuna risposta. A maggior ragione con la firma del CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) del 28/02/2013 i tempi di percorrenza della Catania-Palermo venivano dichiarati in 2 ore e 45 minuti. Quindi i treni regionali veloci c’erano da prima del cedimento dell’Himera ed erano stati anche previsti nel CIS, con tempi di percorrenza inferiori ma non sono stati né concretizzati, né incentivate le frequenze delle corse giornaliere se non per l’emergenza sull’A19, tra l’altro due anni dopo e non rispettando i tempi dichiarati di 2 ore e 45 minuti del CIS. Queste le corse giornaliere e i tempi di percorrenza per ogni singolo treno: Regionali Veloci     3804-3806-3808-3812 percorrenza 2 ore e 47; Regionale Veloce   3810 percorrenza 2 ore e 48; Regionali Veloci     3802-3807 percorrenza 2 ore e 49; Regionale Veloce   3801 percorrenza 2 ore e 50; Regionale Veloce   3803 percorrenza 2 ore e 51; Regionali Veloci     3800-3805-3809-3813 percorrenza 2 ore e 55 minuti; Regionale Veloce   3811 percorrenza 2 ore e 57. I dati del nostro monitoraggio li inoltreremo all’assessore regionale ai trasporti Giovanni Pistorio, al dirigente generale del dipartimento trasporti dott. Fulvio Bellomo e alla dott.ssa Carmen Madonia del Dipartimento trasporti  Servizio 4° Trasporto Ferroviario, Riteniamo che vi sia stata troppa enfasi sui treni veloci della Palermo-Catania da parte di tutti ed a maggior ragione da parte dell’assessore regionale ai trasporti, pro tempore  Giovanni Pizzo, infatti né gli assessori né i dirigenti generali che in questi anni si sono susseguiti in assessorato e al Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, hanno tenuto conto e richiesto, pur essendoci i fondi (30 milioni di euro) previsti e finanziati dal Contratto di Programma 2007/2011 a Rete Ferroviaria Italiana, l’ammodernamento e la velocizzazione della Palermo-Catania in tutti questi anni, quando invece oggi si porta avanti a tutti i costi un’opera faraonica di raddoppio tra i due capoluoghi, con appena 900 milioni di euro circa finanziati su 6/7 miliardi di spesa per l’intera opera. Miliardi che con un coscenzioso programma infrastrutturale avrebbero migliorato le condizioni della rete ferroviaria partendo da Trapani, completando il raddoppio della Palermo-Messina e Messina-Catania-Siracusa, per arrivare sino a Caltanissetta passando da Ragusa. Ti potrebbero interessare: FOTO | Ferrovie Siciliane: ecco i nuovi treni attesi a settembre 2016 Nuovi treni per il trasporto ferroviario siciliano, i risultati della gara d’appalto Tratta ferroviaria Catania Palermo: cronoprogramma del potenziamento

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13 gen 2016

Perché i parcheggi danneggiano l’economia della città

di Annamaria Pace

[Nella foto in evidenza il render del parcheggio Sanzio, Catania. fonte: SkyscraperCity] Nella progettazione urbanistica la creazione di aree pedonali assume un un ruolo fondamentale per la ripresa economica ed il risanamento ambientale della città. Secondo questo principio anche Catania avrebbe la necessità di aumentare e migliorare i percorsi urbani pedonali sia perché il suo centro storico, ricco di testimonianze storiche ed artistiche, è una meta per il turismo sia perché i cittadini avrebbero l’opportunità di riscoprire e vivere il centro della città come un polo ricco di attività commerciali, ricreative e culturali. L’analisi e la misurazione del valore delle aree della città forse metterebbe in evidenza che vi è un grande potenziale produttivo creato dagli spazi urbani soprattutto quelli in centro storico, un valore che crea reddito e che verrebbe sprecato con la realizzazione dei parcheggi. Questa è la diversa chiave di lettura data da  Urban 3, società di consulenza statunitense specializzata nello studio e nell’analisi del valore economico del terreno e della proprietà immobiliare. La sua teoria si basa sull’acquisizione dei dati relativi al valore immobiliare delle aree urbane ed extra urbane e sullo sviluppo di questi dati che vengono rappresentati tramite l’immagine di grafici tridimensionali associati alla mappa della città. Il risultato di queste analisi evidenzia quali sono le aree che hanno un reddito fiscale maggiore e che possono essere un elemento di produttività per le aree urbane. Lo studio si basa su un approccio matematico in cui i dati, relativi ad un determinato ambiente urbano, vengono quantificati e misurati al fine di ottenere un quadro delle potenzialità economiche di una città che potrebbe essere utilizzato come un punto di partenza utile alle amministrazioni nella valutazione di scelte progettuali in ambito urbano. Vi proponiamo un estratto dell’articolo scritto da Joshua McCarty Chief Analytics Researcher per Urban3. “La ricerca si basa sull’analisi e la stima del valore delle aree urbane di alcune città degli Stati Uniti, da questi dati è stato dedotto che il valore delle aree nel centro della città ha un potenziale notevolmente elevato e che le aree destinate a parcheggio sono dannose per l’economia della città perché consumano una risorsa limitata e non infinita: lo spazio urbano. Infatti secondo questo punto di vista, il parcheggio, per esempio quello a servizio dei centri commerciali e dei negozi , è un peso morto, non produce reddito. I governi locali, siano essi città, paesi, o regioni sono tutti vincolati dalla superficie che hanno a disposizione e che possono sviluppare. Quello che realizzano è una risorsa fondamentale per la comunità, e sperperare questa preziosa risorsa non è una scelta oculata. Inoltre il capitale prodotto da un immobile residenziale è sicuramente inferiore a quello di un grande centro commerciale, ma nel centro città il valore degli immobili  aumenta notevolmente perché nella stessa superficie si concentrano negozi, abitazioni ed uffici, che si sviluppano in altezza. Lo sviluppo verticale degli edifici aumenta la produttività della “superfice a mq” e l’attività economica di una città. Maggiore è la densità di attività lavorative e di servizi presenti nell'area urbana, maggiore sarà il reddito prodotto all’interno delle aree in oggetto. La mappatura delle aree-discarica definite dalle aree parcheggio corrisponde alla proprietà passiva più estesa. Nelle aree in cui sono presenti immobili di valore storico, come gli edifici realizzati prima dell’avvento delle automobili, è stato necessario utilizzare al 100% tutto il lotto. La scarsità di terreno edificabile ha incoraggiato i progettisti e sviluppatori a massimizzare l'uso dei loro siti. La produttività di queste aree è stata aumentata dal fatto che tra gli edifici vi sono superfici ed aree pedonali che permettono una migliore fruizione del centro commerciale di una parte della città. Il modello di una città in cui gli spostamenti sono focalizzati sulle auto massimizza la distanza tra la strada e l'edificio facendo diminuire le potenzialità produttive ed economiche delle attività presenti. Il modello 3D mostra chiaramente i benefici finanziari dati da un modello di centro città che accoglie l'uomo a piedi contro un modello in cui permane l’uso di automobili.   Il vantaggio della modellazione 3D è che ci dà la possibilità di esplorare più livelli di dati in una sola volta. Noi di solito rappresentiamo sia l'altezza della proprietà ed il suo colore in base al suo valore di imposta per acro. In questo modello, l’altezza rappresenta il valore per acro. Proprietà più rosse hanno una maggiore proporzione di parcheggio, mentre quelli in blu hanno più spazi destinati a gli edifici. Il risultato è abbastanza evidente infatti vi è un chiaro vantaggio per le aree "blu" sulle proprietà " rosse", quest’ultime infatti hanno un valore inferiore. In definitiva il parcheggio è l’elemento che in ogni singolo progetto diluisce la produttività di sviluppo. I comuni, per i quali le tasse di proprietà sono la loro linfa vitale, dovrebbero trattare l’area di parcheggio per quello che è: un peso morto. Purtroppo la maggior parte delle città preferisce incoraggiare la presenza di tali rifiuti.” Tratto da: http://www.strongtowns.org/journal/2015/11/18/mapping-the-effects-of-parking-minimums?utm_content=buffer9649a&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer (All images copyright of Urban Three)

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13 gen 2016

FOTO | Ferrovia Circumetnea: le corse di prova di “Vulcano” prima dell’esercizio

di Vincenzo La Rosa

Continuano le corse di prova per l'autotreno DMU 001 denominato "Vulcano",  il primo nuovo treno consegnato dalla società Polacca NEWAG alla Ferrovia Circumetnea lo scorso Dicembre. La prima corsa eseguita dal DMU 001 risale all'11 Dicembre scorso. Le prime tre corse sono state effettuate fuori dall'orario di esercizio della Ferrovia Circumetnea. Il 12 gennaio 2016 per la prima volta, il DMU 001 si è inoltrato fino a Randazzo, prima corsa di prova eseguita di giorno: partito da Catania Borgo alle ore 8.15 circa, ha raggiunto la stazione di Randazzo intorno alle ore 11.00, è rimasto lì circa mezz'ora per poi ripartire alla volta di Catania Borgo. Nel pomeriggio ha effettuato una seconda corsa di prova partendo da Catania Borgo intorno alle ore 16.05. percorrendo una tratta ridotta, probabilmente fino a Paternò. Attualmente, solo l'unità DMU 001 sta effettuando le corse di prova, mentre le unità DMU 002 e 003 sono in attesa. Entro Febbraio dovrebbe entrare il servizio, da qui la necessità di essere testato a fondo, percorrendo un determinato numero di chilometri, ed inoltre, trattandosi di un nuovo treno, i macchinisti devono conoscerlo alla perfezione. Queste di seguito sono le foto scattate ieri durante la prima e seconda corsa di prova. Ti potrebbero interessare: ESCLUSIVA VIDEO | Vulcano si posa per la prima volta sui binari della circumetnea; FOTO | La Circumetnea festeggia 120 anni e presenta i nuovi Vulcano

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12 gen 2016

Aeroporti di Catania e di Comiso, l’analisi dei dati 2015: lieve flessione congiunturale

di Mobilita Catania

Sono stati quasi 7 milioni e mezzo (7.478.450) i passeggeri transitati nel 2015 dal sistema aeroportuale della Sicilia orientale costituito dagli scali di Catania e Comiso. Questo risultato complessivo conferma sia l’avvenuta piena integrazione tra le attività dei due scali, che costituiscono la vera porta di accesso al territorio della Sicilia orientale, sia il ruolo prioritario che essi assumono quale strumento di sviluppo del territorio. Continua, infatti, la forte crescita di passeggeri internazionali che nel solo scalo di Catania ha fatto registrare nel 2015 un significativo +14,6%. Nel 2015 lo scalo di Catania ha confermato il superamento della soglia dei 7 milioni di passeggeri, con un totale assoluto pari a 7.105.487. Tuttavia, dopo l’eccezionale crescita del 2014 (+14,3%), lo scalo ha fatto registrare una lieve flessione (-2,7%), che si concentra tutta nel traffico nazionale ed è dovuta a più elementi congiunturali verificatisi nell’anno, tra i quali, prioritariamente: la ridotta operatività (al 60%) dello scalo romano di Fiumicino in piena stagione summer, dai primi di maggio a fine luglio, che ha provocato una notevole riduzione dei voli programmati da Alitalia, Ryanair e Vueling sulla trafficatissima tratta Catania-Roma, che da diversi anni si conferma al primo posto nazionale per numero di passeggeri; l’interruzione sul piano nazionale dell’operatività di AirOne in conseguenza delle scelte operate con il nuovo piano industriale di Alitalia; il forte ridimensionamento, sul piano nazionale, delle attività di Meridiana. Nella parte finale dell’anno la crescita è infatti ripresa e, nel periodo natalizio appena conclusosi (18 dicembre-7 gennaio), l’aeroporto di Catania ha registrato un aumento del 15,9% nei movimenti e del 9,9% nei passeggeri (356.127 in termini assoluti) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Senza le cancellazioni legate al fenomeno della cenere lavica, registratesi durante il ponte dell’Immacolata, molto probabilmente si sarebbe evitata la pur lieve flessione verificatasi. Ancora una volta, quindi, lo scalo catanese conferma le proprie capacità di recupero, che hanno fatto sì che nel triennio 2013-2015 (cioè dopo la sospensione delle attività della WindJet, che in quel momento rappresentava quasi un quarto del traffico a Catania), ha visto transitare 20.809.626 passeggeri contro i 19.362.704 del precedente triennio 2010-2012 (crescita del +7,47%). Fonte: Aeroporto Catania   Ti potrebbero interessare:  Aeroporto di Catania Fontanarossa | Storia e scenari futuri

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11 gen 2016

Raccolta dei rifiuti, le informazioni sul “porta a porta” e ritiro ingombranti

di Mobilita Catania

Si avvia oggi il secondo step del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” nato dalla collaborazione tra il Comune, il Consorzio per il recupero degli imballaggi (CONAI) e le associazioni che hanno partecipato al bando per la campagna di informazione: una piccola rivoluzione per Catania, in cui atttualmente solo l’11% dei rifiuti viene differenziato. Il primo step si è concluso nel mese di dicembre con l'implementazione del servizio in un terzo del territorio comunale in cui la raccolta dei rifiuti è gestita direttamente dal Comune e non dall' IPI-OIKOS. I confini da oggi si allargano fino a via Monserrato e via Gabriele D'Annunzio: i facilitatori hanno consegnato i kit e fornito tutte le spiegazioni richieste dai cittadini, coloro che non erano presenti in casa al momento della consegna possono ritirare i kit dal lunedì al venerdì presso l'ufficio, in Via Etnea 603, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Le utenze dei condomini di maggiore dimensioni possono conferire, al servizio porta a porta, gli scarti della frazione organica, della frazione vetro e della carta anche mediante appositi bidoni carrellati. Anche le utenze non domestiche con produzione specifica di scarti di frazione organica e/o carta e/o vetro possono conferire, al servizio porta a porta i rifiuti mediante bidoni carrellati. Il conferimento dei rifiuti urbani per le utenze familiari, fabbricati in genere, compresi i terranei non adibiti a negozi va effettuato esclusivamente e tassativamente dalle ore 20,00 alle ore 22,30. E’ espressamente fatto divieto l’uso di qualsiasi altro contenitore che non sia quello dedicato. Ogni violazione comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro. Sarà la Polizia Municipale a controllare il corretto conferimento da parte dell’utenza ed a eventualmente procedere con le eventuali sanzioni nei confronti dei trasgressori. In base all'ordinanza del Sindaco i controlli saranno infatti adesso ancora più capillari. Per ogni ulteriore informazione gli interessati potranno rivolgersi al Comune di Catania tramite il numero verde 800 59 44 44 o scrivere sulla pagina Facebook di Catania Rinasce. Gli assenti possono ritirare i kit dal lunedì al venerdì presso l'ufficio, in Via Etnea 603, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Il servizio si estenderà progressivamente in tutta l’area in cui la gestione dei rifiuti è a carico del Comune di Catania (puoi consultare a questo link il PDF della planimetria); il passo successivo, nelle intenzioni dell’amministrazione cittadina, sarà estendere la raccolta differenziata porta a porta a tutto il territorio comunale, attraverso una nuova gara d’appalto prevista entro il 2016. Di seguito vi riportiamo alcune informazioni utili inerenti tutti i servizi di smaltimento rifiuti. Servizio Ritiro Ingombranti 800.594.444, da Lunedì a Venerdì dalle ore 7,00 alle ore 13,00, ed il Giovedì anche dalle ore 14,00 alle ore 17,30 a questo numero possono essere segnalate anche la presenza in strada di carcasse di animali. Pronto N.U.- Numero verde 800.594.444 , da Lunedì a Venerdì dalle ore 7,00 alle ore 18,30, ed il Sabato dalle ore 7,30 alle ore 12,30, e-mail: [email protected] Solo per coloro che risiedono al di fuori dell'Area indicata nella planimetria in .PDF suindicata, telefonare IPI-OIKOS, Numero verde 800.195.195    

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11 gen 2016

Procedono a ritmo sostenuto i lavori di via Sgroppillo

di Roberto Lentini

Procedono a ritmo sostenuto i lavori di ampliamento della via Sgroppillo, al confine tra i comuni di Catania e di San Gregorio di Catania. Dopo dieci mesi dall'inizio del cantiere, il tratto che va dalla rotatoria di via Nizzeti sino al distributore di carburante Esso è già in parte asfaltato. In questo tratto sono stati eseguiti scavi in profondità per realizzare le fognature delle acque bianche che da via Sgroppillo sono state collegate con la condotta di via Feudo Grande. Si sta eseguendo pure l'installazione dei nuovi corpi illuminanti in entrambe le carreggiate che miglioreranno la visibilità della nuova via Sgroppillo. In tempi relativamente brevi sarà quindi aperto il tratto tra via Nizzeti e il distributore di carburante Esso e successivamente inizieranno i lavori del secondo lotto. Nei prossimi giorni ci sarà una riunione tra i comuni interessati e la Protezione civile per decidere sulla nuova viabilità che sarà adottata in vista dei nuovi lavori. Il progetto in oggetto prevede un finanziamento regionale con un importo complessivo di 10 milioni di euro, di cui 7 milioni di euro per il primo lotto funzionale che parte dalla rotatoria di Via Nizzeti  sino alla Via Colombo; i 3 milioni di euro riguardano il secondo lotto con inizio dalla prevista rotatoria dell’innesto via Colombo fino a via Piave – via Adige. Alla fine dei lavori, previsti per gennaio 2017, la via Sgroppillo avrà una larghezza di circa 15 metri con quattro corsie, due per ogni senso di marcia e comprenderà, nelle parti in cui le abitazioni lo consentiranno, parcheggi in linea o a spina di pesce (nel tratto dei negozi), marciapiedi e banchine.  

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09 gen 2016

Ancora gravi disservizi per la linea BRT, in molti restano a piedi

di Alessio Marchetti

Ieri non è stata una giornata particolarmente felice per gli utenti del Bus Rapid Transit, ovvero il BRT. Già dalla mattina sono iniziati i disagi come riporta la signora Maria Francesca nella pagina Facebook dell'AMT: " Alle 7.30 alla fermata Fasano sud ero già ad aspettare il BRT per arrivare alle 8.00 in ufficio, zona Piazza Stesicoro. Vedo la presenza di tante altre persone, davvero molte...si vede che non passa da un po', ho pensato. 7.44 arriva il BRT già pieno, mai e poi mai saremmo potuti salirci tutti. Rimango insieme ad una parte di persone ad aspettare il seguente Brt. Dopo più di 10' arriva, anche questo abbastanza pieno. Stipati all'inverosimile, saliti alcuni, altri no. Sono arrivata a Piazza Stesicoro alle 8.20, dalle 7.30 a Fasano, solo 5 km circa... Alle h. 14 dalla fermata di Piazza Stesicoro il Brt passa dopo 30' di attesa, con sempre più persone ad aspettarlo." Inoltre, come riportato da un video postato ieri su facebook, alle ore 13.34 alla fermata Roma, il BRT è in ritardo e già pienissimo, nonostante la linea a pieno regime dovrebbe avere una frequenza di 7' nelle ore di punta. Nel trambusto una ragazza rischia di farsi male perché le porte dell'autobus si chiudono proprio mentre prova a salire; quasi una decina di persone non riescono a salire sull''autobus e molte decidono quindi di proseguire a piedi tra varie ed animate espressioni di disappunto sull'accaduto. Com'è possibile che la linea AMT finora più efficiente, il quale ha il nobile obiettivo di eliminare tantissime auto dal centro attraverso l'interscambio con il parcheggio Due Obelischi, riducendo congestione ed inquinamento, sia così trascurato facendo quindi peggiorare la vivibilità e la salute di tutti i cittadini? Ci auguriamo che a breve la situazione cambi, è da molti mesi che persistono gravi disservizi su quella linea.

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