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13 gen 2017

Patto per Catania, entro il 2017 partirà la prima programmazione: ecco tutti i progetti

di Roberto Lentini

Ieri, a Palazzo degli Elefanti, si è svolto l'incontro tra il ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e il sindaco di Catania, Enzo Bianco, per verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti nell'ambito del Patto per Catania, firmato nello scorso mese di aprile. All'incontro erano presenti, inoltre, gli assessori Luigi Bosco, Rosario D'Agata, Salvo Di Salvo e Nuccio Lombardo e il capo di Gabinetto, Beppe Spampinato. C'erano, poi, il direttore generale del Comune, Antonella Liotta, e il dirigente Fabio Finocchiaro - rispettivamente coordinatore e referente tecnico del Patto - e tutti i responsabili del Comitato di indirizzo. La somma esatta messa a disposizione dal Patto per Catania è di €737.346.434,20, suddivisi in cinque settori (assi prioritari): infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, turismo e cultura, sicurezza e politiche sociali. Ecco la ripartizione della somma: Infrastrutture Vie di fuga Rotolo-Ognina ed Europa-Rotolo, euro €24.000.000; Rifacimento della mantellata per la protezione del Molo di Levante, €49.000.000; Rete di metanizzazione nel quartiere di Cibali, €6.612.000,00; Strada di collegamento Etna Sud; Tangenziale di Catania, €60.493.706. Ambiente Impianto di depurazione in infrazione comunitaria, €403.000.000; Completamento infrastrutture verdi del quartiere Librino, €12.300.000; Riqualificazione e sistemazione idraulica torrenti Forcile, Nitta, Bummacaro, €28.800.000; Parco urbano del quartiere di Librino, €6.000.000. Sviluppo economico e produttivo Agenzia Vulcano, €2.500.000; Agenda Digitale - Adozione di tecnologie per migliorare i servizi urbani della smart city, €13.355.518; Interventi zona Asi, €10.959.032. Turismo e Cultura Rifunzionalizzazione delle rete museale della città di Catania, €23.838.318 riqualificazione Monastero Santa Chiara - importo Lavori €6.400.000; riqualificazione Convento Crociferi, importo lavori €5.700.000; ristrutturazione Castello Ursino, importo lavori €6.150.000; ristrutturazione Museo Belliniano, importo lavori €500.000; interventi di allestimento: Diffondo 3.0 digit. e fruizione museo Benedettini, importo intervento €962.000; epigrafi Castello Ursino, importo intervento €106.618; Vivere Catania. spazio museale Monastero Crociferi, importo intervento €991.700,00; allestimento e gestione sede Museo Egizio, importo intervento €2.600.000; PalaNesima, €6.106.871; Teatro Moncada, €4.000.000. Sicurezza e Politiche Sociali Orti Sociali Urbani, €1.750.000; interventi di messa in sicurezza nelle scuole, €2.107.175; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti, €3.000.000; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - rinnovamento e potenziamento tecnologico delle flotte del TPL, €14.855.455; Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - corsie protette per il TPL e nodi di interscambio modale, €9.895.654; sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana - Mobilità lenta, €4.600.000; Servizi per l'inclusione sociale - Servizi a bassa soglia per l'inclusione dei senza dimora o assimilati (stranieri in emergenza abitativa estrema), €2.500.000; servizi per l'inclusione sociale - sostegno all'attivazione di nuovi servizi in aree degradate, €17.668.338; infrastrutture per l'inclusione sociale - realizzazione e recupero di alloggi, €8.495.266; infrastrutture per l'inclusione sociale - recupero immobili inutilizzati e spazi attrezzati da adibire a servizi di valenza sociale, €9.579.768; sicurezza edifici pubblici, €1.929.330.   Ti potrebbero interessare: Museo Egizio, ufficiale l’apertura a Catania nel 2017 Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere

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12 gen 2017

Stazione Cannizzaro, una grande potenzialità inespressa: abbiamo testato l’intermodalità con la metropolitana

di Roberto Lentini

Dal 13 dicembre 2015 è attiva la fermata di Cannizzaro, servita da Trenitalia con la fermata di numerosi treni regionali. Ma durante l'anno trascorso dall'apertura la stazione è stata scarsamente utilizzata dai cittadini: i motivi sono molteplici, a cominciare dalla ubicazione marginale della stazione, dalla mancanza di collegamento con Aci Castello, con l’Ospedale Cannizzaro e con le altre frazioni adiacenti, nonché la mancanza di un biglietto integrato con altri mezzi (il costo del biglietto in tariffa urbana è di 1,70 euro, valido per corsa semplice) e dal fatto che il passante ferroviario non è ancora a regime non essendo ancora state aperte le stazioni di Catania Ognina (nuova, in sostituzione dell’attuale che è sita in posizione infelice), Catania Picanello e Catania Europa. L'apertura di questa stazione era stata vista con grande soddisfazione dal Mobility Manager dell’azienda “ST Microelectronics” che dichiarava: «L'apertura della stazione ferroviaria di Cannizzaro rappresenterebbe un vero e proprio nodo strategico nell’ambito del sistema di mobilità dei circa trecento dipendenti che ogni giorno si spostano dai paesi delle Aci alla zona industriale di Catania, in un sistema di connessione tra lo stesso terminal di Cannizzaro e la stazione di Bicocca, coinvolgendo nell’attività anche le amministrazioni di Aci Castello e di Catania, che a seguito di una rilevazione dei flussi riguardanti il traffico dei pendolari, che dal territorio di Aci Castello si muovono quotidianamente soprattutto da e per i centri vicini di Catania ed Acireale, è stato stimato un movimento pari a migliaia di unità. Con la riapertura della stazione di Cannizzaro, si darebbe sin da subito la possibilità ad un numero così rilevante di potenziali utenti di poter usufruire del servizio di trasporto ferroviario per raggiungere agevolmente il centro e la zona industriale di Catania, nonché le città di Acireale e Taormina-Giardini Naxos in un’ottica di maggiore incremento dei flussi turistici». L'idea del Mobility Manager era ed è buona, ma tutti i treni che adesso si fermano alla stazione Cannizzaro non procedono poi per Acquicella e Bicocca ma si fermano alla Stazione Centrale. Eppure le potenzialità di questa stazione, per poter raggiungere il centro, sono enormi. Mobilita Catania ha voluto testarne le potenzialità scegliendo una località di partenza non servita dal treno ma relativamente vicina alla stazione. Siamo partiti dalla zona residenziale di Cerza, che si trova a 3,5 km dalla stazione di Cannizzaro (lo stesso esempio potrebbe essere fatto anche per Ficarazzi, Nizzeti, Acicastello, San Nicolò, etc.). Chi abita in questa zona e si deve recare in città, in genere utilizza l'auto e i tempi di percorrenza per arrivare in centro, soprattutto nelle ore scolastiche, arrivano a 1h e 20'. Ecco, invece, come è andata nel nostro test utilizzando l'intermodalità auto-treno-metropolitana: Partenza dal parcheggio del supermercato Famila di via Tevere a San Gregorio di Catania alle ore 9:50.  Il navigatore informa che in nove minuti si arriverà alla stazione di Cannizzaro. La strada che porta alla stazione è poco trafficata e la carreggiata non è molto larga.   Arrivo al parcheggio della Stazione alle ore 9:57. Il tempo di parcheggiare la macchina (il parcheggio è ampio e gratuito) e dirigersi verso la stazione di Cannizzaro. Sembra una stazione fantasma, visto che non si scorge nessun altro all'interno. Mancano persino la macchinetta per acquistare il biglietto e le indicazioni dei treni in arrivo e in partenza con il relativo binario. Ipotizzo che il mio treno, visto che va in direzione Catania, passerà dal binario dispari e in effetti così è stato. Inutile dire di essere stato l'unico viaggiatore a salire sul treno. Parte puntuale alle 10.06. All'interno i vagoni si presentano puliti  e con pochissimi viaggiatori. La velocità è molto ridotta per via dei lavori che si stanno effettuando sul binario pari. Ci fermiamo circa cinque minuti, prima della vecchia stazione di Ognina, per dare la precedenza ad un treno Regionale Veloce in direzione opposta. Arrivo alla stazione Centrale alle ore 10:19 con tre minuti di ritardo e mi dirigo verso la stazione Giovanni XXIII della metropolitana. All'interno della stazione Centrale le indicazioni non sono state aggiornate e conducono ancora verso la vecchia stazione della metropolitana FS . Arrivo alla stazione Giovanni XXIII alle 10:26 e alle 10:32 arriva il treno per Stesicoro. Dopo due minuti, alle 10:34 arrivo a Stesicoro. Ho impiegato circa 44 minuti partendo dal centro commerciale Famila di Cerza, con un costo di 2,70 euro e senza nessun problema di parcheggio. Ecco un video della nostra esperienza:   Il prezzo del biglietto di corsa semplice da Cannizzaro alla stazione centrale è 1,70 euro. Il costo dell'abbonamento settimanale è 11,70 euro, mentre quello mensile è di 38,80 euro. Con l’imminente apertura, prevista a giugno, delle tre nuove stazioni Ognina, Picanello e Europa, la prima linea metropolitana urbana di RFI, avrà quest’assetto, da nord verso sud: Cannizzaro (aperta il 13 dicembre 2015) Ognina Picanello Europa Stazione Centrale I treni impiegati saranno i Minuetto, mentre le frequenze si attesteranno sui 15/30 minuti (a seconda della fascia oraria e dell’area di riferimento). Ti potrebbero interessare: FOTO | La linea metro del passante ferroviario prende forma: il punto sui lavori “Prove” di passante urbano metropolitano a Catania. Le nuove corse da/per Cannizzaro Passante Ferroviario di Catania | Scheda dell’opera  

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10 gen 2017

Metropolitana, verso la risoluzione il problema degli ascensori nelle vecchie stazioni

di Roberto Lentini

Verso una soluzione l'annoso problema degli ascensori delle tratta metropolitana Borgo-Galatea: non sono mai entrati in funzione sin dall'inaugurazione del luglio 1999, suscitando numerose proteste, soprattutto tra portatori di handicap e persone anziane Gli ascensori, al momento della progettazione, ossia negli anni '80 del secolo scorso, erano naturalmente concepiti a norma. Ma a causa di un nuovo decreto del Ministero dei Trasporti sopraggiunto in fase di costruzione della tratta, divennero di fatto inutilizzabili per via della mancata rispondenza alla nuova normativa. Per molti anni abbiamo visto (e vediamo tuttora) questi parallepipedi di cemento svettare dai marciapiedi delle nostre strade, talvolta utilizzati dai catanesi nelle maniere più disparate. Adesso, finalmente, il problema è in fase di risoluzione. La Ferrovia Circumetnea ha infatti presentato il bando di gara per i lavori di adeguamento degli ascensori della tratta metropolitana Borgo – Galatea. Il bando si chiuderà il prossimo 27 gennaio 2017 e riguarda la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori. In particolare, si tratta degli interventi di adeguamento e sostituzione degli impianti degli ascensori per migliorare la funzionalità delle stazioni Borgo, Giuffrida, Italia e Galatea al fine dell’abbattimento delle barriere architettoniche. L'intervento consiste nella fornitura e posa in opera di otto ascensori, due per ogni stazione (Borgo, Giuffrida, Italia e Galatea) con i relativi impianti elettrici, impianto antincendio, opere murarie di ripristino dei vani ascensori e torrini ed opere varie di finitura, per un importo complessivo di € 1.279.145,21. Il termine utile per portare a compimento le prestazioni oggetto dell’appalto è di trenta giorni, dalla consegna delle prestazioni, per la redazione del progetto esecutivo, mentre è di 120 giorni, dalla consegna dei lavori, per l’esecuzione degli stessi. Si prevede, dunque, che entro il 2018 anche la vecchia tratta Borgo-Galatea disporrà finalmente dei nuovi ascensori che permetteranno l'accesso della metropolitana anche ai diversamente abili e a tutti coloro che dovessero averne necessità. Contestualmente, la tratta metropolitana si estenderà da Monte Po a Stesicoro, con tutte le nuove stazioni (Monte Po, Fontana, Nesima, San Nullo, Cibali, Milo, Giovanni XXIII e Stesicoro) già dotate di ascensori.

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09 gen 2017

Viale Alcide de Gasperi, un nuovo parcheggio nell’arteria stradale che attende il completamento da anni

di Roberto Lentini

È stato completato l'intervento per la realizzazione di un nuovo parcheggio in viale Alcide De Gasperi, per 38 tra posti per auto e per motocicli, realizzato per compensare quelli non più disponibili dopo la realizzazione della pista ciclabile sul vicino lungomare. I posti auto sono stati realizzati in un'area a fondo naturale, che versava in condizioni di degrado e soggetto ad allagamenti; gli spazi di manovra, in conglomerato bituminoso, sono stati inquadrati tramite dei cordoli in calcestruzzo prefabbricati, mentre le aree a parcheggio sono state realizzate sfruttando gli autobloccanti residui della realizzazione dei parcheggi scambiatori posti in vari punti della città. È stato inoltre predisposto un pozzetto di raccolta delle acque meteoriche che permette di evitare accumuli d'acqua piovana in prossimità del parcheggio stesso e che in futuro si potrà collegare con la condotta che nascerà sulla stessa via. I lavori sono stati portati a termine in 45 giorni. La nuova area di sosta si inserisce in un nodo della mobilità catanese che attende da anni il definitivo completamento: ad oggi infatti il viale Alcide de Gasperi si presenta diviso in più tronconi.  L’arteria può risultare molto importante per la viabilità catanese perché oltre a consentire di liberare dal traffico il lungomare di Catania, permetterebbe anche l’abbattimento del viadotto di Ognina che oggi separa l’omonimo borgo dal mare, oltretutto proprio di fronte la chiesa storica, su un tratto di spiaggia che si affaccia sul porto del quartiere. L'iter per il suo completamento sembra essersi sbloccato: per una trattazione più approfondita vi invitiamo a consultare i sottostanti articoli. Ti potrebbero interessare: Viale Alcide De Gasperi, cosa manca al suo completamento; Waterfront e viale Alcide De Gasperi: dal progetto del 2001 fino al finanziamento del Patto per Catania    

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04 gen 2017

Metro Stesicoro-Palestro, si comincia a lavorare: modifiche alla viabilità

di Roberto Lentini

Continuano i lavori propedeutici all'allestimento dell'area del cantiere di via Palermo per la realizzazione della tratta Stesicoro-Palestro della metropolitana di Catania Domani, dalle ore 8,00 alle ore 17.30, verranno effettuati lavori di scavo per permettere l'allacciamento elettrico della cabina del cantiere di via Palermo. Pertanto sarà chiuso al transito dei veicoli il tratto di via Fossa della Creta compreso tra le vie Palermo e Giuseppe Missori. All'allestimento del cantiere, che richiederà alcuni mesi, seguirà l'effettivo avvio dei lavori, della durata prevista di 570 giorni. Va ricordato che, allo stato attuale, il finanziamento copre solo le opere civili e non il completamento delle stazioni, delle rifiniture, degli impianti e dell’armamento. Nello specifico, l’appalto in atto prevede: la realizzazione di una galleria di linea della lunghezza di 2.177 m; la realizzazione delle gallerie delle stazioni San Domenico, Vittorio Emanuele e Palestro; la realizzazione di 7 aperture equilibratrici. Lo scavo verrà effettuato con una TBM, già arrivata a Catania, che verrà introdotta nel sottosuolo attraverso un grande pozzo da scavare nell'area del cantiere di via Palermo. Secondi i piani della Fce, si potrà aprire questa tratta al pubblico nel 2019 se, durante la realizzazione del tunnel, la Ferrovia Circumetnea riceverà i fondi necessari per avere l’intera tratta funzionale e, quindi, potrà bandire e aggiudicare la relativa gara d’appalto. Con il completamento di questa tratta, la metropolitana di Catania disporrà di un incremento del percorso di 2,2 km e di tre nuove stazioni: San Domenico Vittorio Emanuele (Ospedale) Palestro   Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania |passato, presente e futuro Metro, ecco dove saranno le stazioni della nuova tratta Stesicoro-Palestro: obiettivo 2019

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30 dic 2016

Metropolitana di Catania: facciamo chiarezza sul futuro della linea in superficie Borgo-Nesima

di Vincenzo La Rosa

Da qualche giorno è stata inaugurata e aperta al pubblico la nuova tratta metropolitana della Ferrovia Circumetnea, che comprende due nuove stazioni, "Giovanni XXIII" e "Stesicoro". Per il mese di marzo 2017 è prevista l'apertura della tratta "Borgo - Nesima", che comprenderà quattro nuove stazioni. Molti utenti credono che, con l'apertura della nuova tratta, il percorso in superficie a scartamento ridotto verrà rimosso, ma non è così. Molti treni si fermeranno a Nesima ma alcuni continueranno ad utilizzare le stazioni di Cibali e di Borgo.  Inoltre, presso quest'ultima stazione è ubicato il deposito locomotive, nonché officina aziendale. Quindi, anche quando verranno aperte le nuove tratte della metropolitana, il percorso in superficie non verrà dismesso finché deposito ed officina non verranno spostati (il progetto attuale prevede il trasferimento a Paternò). Lo spostamento dell'officina e del deposito non  verrà realizzato comunque nel breve-medio termine ma solo dopo questo intervento si potrà discutere del futuro della tratta in superficie: probabilmente il sedime ferroviario diventerà un percorso ciclabile. In questo video vi mostriamo il giro completo della littorina sui binari della circumetnea. Ti potrebbero interessare… Metropolitana di Catania | Scheda dell’opera FOTO | Metro, finalmente! La Galatea-Stesicoro inaugurata e aperta al pubblico La storia dei treni della Ferrovia Circumetnea: da 120 anni attorno all’Etna  

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29 dic 2016

Abbiamo fatto la metro, facciamo i catanesi. Corso Sicilia inaccessibile, le difficoltà dei pedoni

di Amedeo Paladino

La recente inaugurazione della nuova tratta della metropolitana di Catania Galatea-Stesicoro è stata, giustamente, al centro del recente dibattito cittadino. Le due nuove stazioni "Giovanni XXIII" e "Stesicoro" rivestono un importante chiave di volta per la mobilità catanese, perché costituiscono un miglioramento dell'offerta di trasporto pubblico, invogliando molti cittadini-utenti a preferire il mezzo pubblico all'auto privata. Un elemento spesso sottaciuto è invece l'accessibilità al trasporto pubblico. Gli utenti devono convivere con un traffico privato invadente e condizioni di insicurezza e scarso comfort: fermate dei mezzi pubblici occupate dalle auto in sosta, assenza di informazioni all'utente, di sedute per l'attesa e di protezione dagli agenti atmosferici. Pedoni e trasporto pubblico: due elementi della mobilità che si ritrovano in un circolo vizioso, di cui proveremo a spiegare i motivi: ogni spostamento su mezzo pubblico comincia e finisce con uno spostamento pedonale. La situazione del corso Sicilia, dove sono presenti i quattro accessi in superficie alla stazione Stesicoro della metropolitana, è lo specchio della mancanza di attenzione alla mobilità pedonale e all'accesso al trasporto pubblico: negli scorsi giorni si sono susseguite le segnalazioni riguardo la sosta selvaggia in corrispondenza degli accessi alla metropolitana. Le carenze in questo caso sono soprattutto gestionali. Il Comando di Polizia Municipale non sta mettendo in campo nessuna campagna di controllo della sosta selvaggia: le auto occupano gli attraversamenti pedonali e le fermate dell'autobus, negano o rendono difficoltoso l'accesso alla stazione della metropolitana, riducono l'ampiezza della carreggiata disponibile causando la congestione di tutta l'area, impediscono il comodo accesso dei pedoni al mercato che si svolge in piazza Carlo Alberto,  gli scooter invadono i marciapiedi, ostacolando persino l'accesso agli ascensori per l'ingresso in metro delle persone a mobilità ridotta. Il video documenta in maniera esaustiva la grave situazione del corso Sicilia e di piazza Stesicoro: L’integrazione tra mobilità pedonale e trasporto pubblico è fondamentale: migliorare l’accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico è un’azione complementare e sinergica sia per promuovere la mobilità pedonale come modo alternativo di trasporto, sia per favorire il riequilibrio modale a favore dei sistemi collettivi. Se le persone non percepiscono sicurezza e comfort nelle fermate e nelle stazioni, sceglieranno probabilmente di spostarsi con l’auto individuale. D’altra parte, al crescere del numero di auto in circolazione si riducono le condizioni che favoriscono la mobilità pedonale: una buona dotazione infrastrutturale e una buona regolamentazione della mobilità pedonale rendono più attrattivo l’uso del mezzo pubblico. Il miglioramento dei percorsi pedonali di accesso ai nodi del trasporto pubblico ha l’effetto di aumentare la distanza che un utente è disposto a percorrere per raggiungere la fermata e dunque ha l’effetto di aumentare il bacino di copertura o area di influenza di ogni fermata. La conseguenza è un aumento della domanda potenzialmente soddisfatta per effetto della migliore accessibilità, oppure la possibilità di aumentare la distanza media tra le fermate e dunque la velocità commerciale del servizio, determinando sempre un aumento della domanda potenziale [Piano Generale del Traffico Urbano del Comune di catania adottato con delibera della Giunta Municipale n 522, del 07.11.2012]. Le soluzioni da adottare sono semplici se c'è la volontà di agire. Dal punto di vista infrastrutturale non ci sono particolari criticità, la carreggiata è infatti proporzionata con due corsie per senso di marcia, a cui si aggiunge una corsia preferenziale protetta in direzione piazza Stesicoro per i mezzi pubblici, i marciapiedi sono adeguati (tranne quelli in prossimità di piazza della Repubblica) e quasi tutti gli attraversamenti sono dotati di rampe; sono invece gravissime le carenze gestionali: il controllo della Polizia Municipale è assente o limitato all'utilizzo dello street control, occasionale e sporafico, non riesce a rappresentare un deterrente alla sosta selvaggia. Insomma, parafrasando: abbiamo fatto la metropolitana, ora bisogna mettere in campo tutte quelle politiche che vadano ad incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici. Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania | Storia e sviluppi futuri Trasporto pubblico e mobilità pedonale, due elementi connessi: come agire  

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