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21 feb 2017

FOTO | Metro fino a Nesima: fervono i lavori per rispettare la scadenza della primavera

di Roberto Lentini

La metropolitana di Catania, con l'apertura delle nuove stazioni di Stesicoro e Giovanni XXIII, ha praticamente raddoppiato il numero degli utenti che la utilizzano. Si è passati da circa 2500 passeggeri a 5000 passeggeri giornalieri. Con l'apertura della nuova tratta Borgo-Nesima, prevista entro la prossima primavera, la metropolitana avrà quattro nuove stazioni che contribuiranno a incrementare ulteriormente gli utenti, forse in modo ancora maggiore grazie al collegamento diretto con la periferia. Mobilita Catania ha visionato i cantieri di questa tratta per fare un punto dei lavori. Il piano ferrato è pressoché pronto in tutta la tratta: questo presuppone che presto inizieranno le prove di esercizio nel nuovo tunnel. Stazione Nesima La stazione Nesima, senza dubbio, contribuirà in maniera sostanziale all'aumento degli utenti soprattutto perché è al momento l'unica stazione periferica dotata di un parcheggio scambiatore per circa 400 auto in cui fanno capolinea anche le linee AMT 628 nera, 628 rossa, 621 e 642; da esso transitano anche le linee 522, 702, 932. Inoltre sorge anche in corrispondenza della stazione di superficie della Ferrovia Circumetnea.  Con l’apertura della stazione metropolitana di Nesima, il parcheggio verrà reso ulteriormente più funzionale con adeguate strutture di accoglienza e costituirà un polo d’interscambio strategico nel sistema della mobilità dell’intero territorio urbano etneo. In futuro, il polo accoglierà anche le autolinee FCE che collegano le fasce ionica e pedemontana e l’interscambio con tutti i mezzi FCE sarà potenziato con l’entrata in esercizio dell’estensione della linea metropolitana. Rispetto alla nostra ultima visita abbiamo registrato notevoli passi in avanti. Sono state completate tutte le discenderie dal piano strada ai mezzanini e lo scavo risulta completamente coperto. Si ipotizza che entro un mese circa la carreggiata nord della circonvallazione, nel tratto chiuso per lavori, possa essere restituita alla città. La stazione di Nesima avrà quattro ingressi, due situati a nord del viale Lorenzo Bolano e due a sud, a cui si aggiungono due accessi tramite ascensori. L'ingresso della stazione nord-est sarà quello più vicino al parcheggio scambiatore.   Si lavora anche nelle rifiniture esterne degli ingressi a sud. Abbiamo notato operai all'ingresso della stazione, segno che non si lavora solo nelle parti strutturali della parte nord ma anche all'interno per completare le varie rifiniture interne. Stazione San Nullo La stazione di San Nullo sarà dotata di due ingressi tramite scale più altrettanti tramite ascensori, equamente ripartiti sui lati nord e sud di viale Antoniotto Usodimare. Purtroppo al momento non esiste un collegamento con la via Torresino-Merlino e questo penalizza la stazione visto che la zona servita da queste vie è densamente abitata ma la viabilità pedonale è scarsamente infrastrutturata. Attualmente si sta lavorando alle rifiniture interne. Stazione Cibali La stazione, a causa di una falda acquifera, si trova in una fase meno avanzata, ma abbiamo notato un'accelerazione dei lavori.   Si sta finalmente realizzando la scalinata che dal piano strada conduce al mezzanino e la copertura tra il piano mezzanino e la discenderia al piano binari. A 7 minuti a piedi di strada da questa stazione sarà possibile raggiungere lo stadio  "Angelo Massimino" di Cibali, in particolare Curva Nord e Tribuna A. Stazione Milo La stazione Milo sarà servita da un piccolo parcheggio e da una fermata degli autobus. L'AMT sta studiando una modifica della linea 432 che dovrebbe arrivare all'interno del piazzale della futura stazione Milo per collegarla con la cittadella universitaria e il parcheggio di via Santa Sofia. Con l'apertura delle nuove quattro stazioni la lunghezza della nuova tratta sarà di quasi nove chilometri con undici stazioni (potete scoprire nel dettaglio l'ubicazione delle stazioni nel nostro articolo). La nuova linea della metropolitana sarà così articolata: Nesima San Nullo Cibali Milo  Borgo Giuffrida Italia Galatea Porto Giovanni XXIII  Stesicoro Ti potrebbero interessare: Metropolitana di Catania FOTO | Piazza Papa Giovanni XXIII: prende forma il nuovo spazio urbano per cittadini e utenti della metropolitana Metro fino a Monte Po, i lavori entrano nel vivo: obiettivo 2018

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20 feb 2017

Viale Alcide de Gasperi, un milione e mezzo per completarlo dopo 10 anni di stallo

di Roberto Lentini

Il completamento del viale Alcide de Gasperi potrebbe essere vicino: l’arteria, con il suo percorso e la naturale prosecuzione di via Barraco, è destinata a rappresentare l'alternativa principale al lungomare. I lavori del secondo troncone, quello che da via del Rotolo arriva a viale Ulisse, potrebbero partire entro l'estate grazie ad una nuova gara indetta dall'ex Ufficio Speciale per l'emergenza traffico e la sicurezza sismica che ha sbloccato i fondi per circa 1,5 milioni di euro per il completamento dell'opera. Gli interventi più cospicui riguarderanno la fornitura e la messa in opera delle travi sopra i piloni già esistenti nel tratto terminale nei pressi ei viale Ulisse; la sistemazione della via Barraco che in più punti deve essere anche livellata; l'impianto di illuminazione e la fornitura e collocazione del guardrail in alcuni tratti. I lavori per la sistemazione di viale Alcide De Gasperi, come si ricorderà, presero il via, dopo anni di immobilismo, nel 2001 tramite la Protezione Civile che vedeva nella nuova arteria una via di fuga in caso di sisma. Per dare attuazione al progetto fu nominato commissario straordinario per l’emergenza traffico il sindaco del tempo Umberto Scapagnini. Nel 2006 l'opera venne però bloccata per mancanza di fondi. La prima parte di via Alcide de Gasperi, quella che va da piazza Europa a via del Ponte, rimasta chiusa per anni nonostante fosse già pronta ed è stata finalmente consegnata alla città il 25 gennaio scorso. La parte che va da via del Ponte fino a via Guerrera verrà realizzata con i fondi del Patto per Catania con un finanziamento di circa 24 milioni di euro che serviranno in parte a coprire le spese di espropriazione. L’arteria risulta molto importante per la viabilità catanese perché oltre a consentire di liberare dal traffico il lungomare di Catania, permetterebbe anche l’abbattimento del viadotto di Ognina che oggi separa l’omonimo Borgo dal mare, oltretutto proprio di fronte la chiesa storica della borgata, su un tratto di spiaggia che si affaccia sul porto del quartiere. Per i dettagli sugli interventi da realizzare per il completamento dell'arteria vi invitiamo a leggere il nostro precedente articolo.   Ti potrebbero interessare… Waterfront e via Alcide De Gasperi: dal progetto del 2001 fino al finanziamento del Patto per Catania Viale Alcide De Gasperi, cosa manca al suo completamento Patto per Catania: le risorse per infrastrutture e opere

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17 feb 2017

A18, dal 20 febbraio chiuso lo svincolo di Noto

di Mobilita Catania

Dal 20 febbraio al 3 marzo sarà chiuso al traffico, in entrata ed in uscita, lo svincolo di Noto per il completamento dei lavori della bretella di collegamento tra lo stesso svincolo e la strada provinciale 19 “Noto-Pachino” La chiusura sarà evidenziata agli utenti con apposita cartellonistica collocata nella intera tratta. Per chi deve raggiungere la città di Noto da nord consigliamo l'uscita Avola , mentre da sud consigliamo la Statale 115, oppure uscire da Avola e proseguire verso Noto.

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17 feb 2017

L’Asse Attrezzato comincia a rivedere la luce: previsto il completamento dei lavori a marzo

di Roberto Lentini

Continuano i lavori per ripristinare l'impianto di pubblica illuminazione dell'Asse attrezzato: il completamento dei lavori è previsto entro il mese di marzo Le lampade a media tensione ai vapori di sodio verranno sostituite con lampade a bassa tensione a LED sia all'interno delle gallerie sia in sede stradale. Inoltre i cavi in rame verranno sostituiti con cavi in alluminio,  questo per evitare i furti dei cavi. Ad oggi sono funzionanti gli impianti di illuminazione all'interno della galleria e dei tratti stradali tra le due rotatorie in prossimità del centro commerciale Porte di Catania e nelle rampe in corrispondenza dell’autostrada A19. Non si può dire la stessa cosa per la tangenziale di Catania che da circa otto anni attende il ripristino dell'illuminazione. L'Anas da parte sua ha comunicato che gli interventi per il ripristino di tali installazioni risultano inseriti nel piano quinquennale di manutenzione straordinaria (2015-2019) e che le risorse economiche necessarie per gli interventi di ripristino della funzionalità degli impianti tecnologici saranno messe a disposizione dall'Anas stessa attraverso il recupero dai fondi residui. Anas ha inoltre fatto presente che la perizia per la manutenzione straordinaria è già stata approvata in linea tecnica, per un importo complessivo di circa 2 milioni di euro, stesso discorso vale anche per il viale Mediterraneo da anni al buio per i continui furti dei cavi di rame. L'Anas precisa inoltre che il fenomeno dei furti di rame è un problema nazionale e sono circa 25mila chilometri di autostrade cui bisognerebbe ripristinare l'impianto di illuminazione  con fondi a disposizione spesso assai esigui, "e per questo stiamo preparando una serie di piccoli appalti" - riferisce l’Anas.

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Proposta
16 feb 2017

Via Palermo, viale Mario Rapisardi e ospedale Garibaldi: proposta per una nuova viabilità

di metrolavico

 Potete inviarci segnalazioni, proposte e articoli accedendo a questo link http://catania.mobilita.org/scrivi-un-post/ La mia proposta per risolvere il problema del traffico di via Palermo nasce dall'idea di creare una sorta di grande rotatoria che aiuti meglio la circolazione, rendendo a senso unico la parte alta di questa arteria stradale in modo da decongestionare drasticamente il traffico della zona. Tutto ciò necessità di nuove bretelle stradali che collegano via Palermo con il Corso Indipendenza, e via Bersanti (Piazza Eroi D'Ungheria) con via San Pio X ( Nesima Alta-Circonvallazione). Nell'immagine la zona come si presenta oggi (ho rappresentato in rosso e in arancione i punti caldi del traffico, in particolar modo nelle ore di punta)   Ecco la mia proposta:   In azzurro le bretelle stradali, mentre i cerchi rappresentano due nuove rotonde da realizzare in via Palermo e in Piazza Eroi D'Ungheria affinché aiuti meglio la circolazione Ho aggiunto al progetto un ulteriore bretella che collega il corso Indipendenza ad un'ampia via che porta in prossimità del Viale Mario Rapisardi.      

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Articolo
15 feb 2017

VIDEO | La prima fase del cantiere per la bretella del Tondo Gioeni

di Amedeo Paladino

La nuova bretella sfrutterà il sottopassaggio mai utilizzato che si sviluppa ad ovest alla fine di via Roberto Giuffrida Castorina, e a est in via dei Salesiani vicino l’oratorio San Filippo Neri L’intenzione è snellire la circolazione del Nodo Gioeni in direzione ovest-est: i veicoli da via Caronda potranno proseguire in direzione Vulcania attraverso via Rosso di San Secondo, via Torino e via Giuffrida Castorina, immettendosi in via dei Salesiani per raggiungere infine via Giuffrida, dove potranno scegliere se andare verso i paesi etnei o verso la circonvallazione. Per la realizzazione del bypass è stato necessario trovare un accordo per l’esproprio con i privati proprietari dei terreni; la durata dei lavori dovrebbe attestarsi intorno ai 6 mesi. Noi di Mobilita Catania vi documentiamo la prima fase del cantiere. Riguardo l'effettiva utilità della bretella abbiamo constatato le maggiori criticità a ovest del sottopassaggio, dove sarà necessario dimensionare adeguatamente via dei Salesiani, in particolare in corrispondenza del piazzale antistante il Bingo dove vige ad ogni ora del giorno e della notte la sosta selvaggia.

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Opere
13 feb 2017

Catania, il progetto di Corso Martiri della Libertà

di Andrea Tartaglia

Corso Martiri della Libertà, a Catania, è un importante, ampio asse viario che collega la piazza dov'è sita la Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato al centro storico, collegando piazza Papa Giovanni XXIII a piazza della Repubblica da dove l'asse prosegue, con un percorso a baionetta, sino alla centralissima piazza Stesicoro, attraverso il Corso Sicilia. Mentre quest'ultimo è del tutto urbanizzato, Corso Martiri della Libertà è rimasto un'incompiuta e, ad oggi, quasi tutti i lotti che vi insistono sono vuoti e caratterizzati da incuria e degrado, nonostante la posizione centrale nel tessuto urbano della città. La Storia Quest'area di Catania appariva densamente costruita sino alla metà del Novecento, facendo parte del grande quartiere di San Berillo, caratterizzato da una fitta rete di strade più o meno strette, e solo in parte mantenutosi (seppur anche questo in stato di degrado) a sud dell'attuale asse di Corso Sicilia e Corso Martiri della Libertà. L’idea di un'ampia strada di collegamento tra il centro e la stazione parte più di un secolo fa, nel lontano 1913, ma l’avvento del primo conflitto mondiale interrompe sul nascere il processo. Il successivo piano di risanamento del 1927 non ha miglior sorte. Con il  P.R.G. del 1934, elaborato da Giovannoni, si ripropone il piano di risanamento del quartiere attraverso la creazione di un grande rettifilo per unire il centro con la stazione, ma stavolta è la seconda guerra mondiale a impedire la messa in atto del piano. Si riparte, così, nel 1947, e si introduce la variante (poi compiutasi) che prevede non più in un unico asse rettilineo, bensì due viali con innesto a baionetta. Il piano particolareggiato introduce anche il dimensionamento e le caratteristiche degli edifici, con la fila settentrionale dotata di portici e quella meridionale di una sagoma a sbalzo: caratteristiche evidenti nell'attuale Corso Sicilia. Il 27 Novembre 1950 viene quindi firmato l'atto costitutivo dell'Istituto Immobiliare di Catania (Istica) per il risanamento del quartiere San Berillo e nel 1954 inizia lo sventramento secondo il progetto realizzato dall'architetto Brusa ad assi sfalsati. Il termine risanamento viene utilizzato perché, oltre al proposito di asse di collegamento, una delle ragioni alla base del progetto è migliorare le condizioni igienico-sanitarie del quartiere, considerate di difficile controllo con l'assetto precedente. Al contempo si provvede a costruire un nuovo quartiere residenziale nella zona ovest della città (San Leone) per accogliere i cosiddetti "deportati di San Berillo", circa trentamila abitanti. Si prevede che, su un'area di 240.000 mq, si possano costruire circa 1.800.000 metri cubi con una spesa prevista di 10 miliardi e 338 milioni di lire e un ricavo di 7 miliardi e 338 milioni di lire. I 3 miliardi mancanti verranno forniti dal Comune con il gettito dell'imposta di famiglia. Gli espropri devono essere ultimati entro il febbraio 1960, mentre i lavori devono terminare entro il 3 luglio 1969. Ma il  27 giugno del 1969, cinque giorni prima della scadenza, viene approvata una nuova legge regionale che stabilisce una diversa densità volumetrica passando dai 18,65 mc/mq a soli 5,00 mc/mq. L'Istica, così, avvia un contenzioso con il comune di Catania che dura decenni e solo nel 1991 viene risarcita dalla giunta Bianco con circa 40 miliardi di lire. L'Istica, però, chiederà ulteriori 78 milioni di euro. Nell'agosto del 2004, il sindaco Umberto Scapagnini nomina una commissione di esperti con il compito di risolvere la questione. La conclusione della commissione è che "elementi essenziali del piano di risanamento sono: l’adeguamento del piano alle disposizioni della legge 765 del 1967 e del decreto ministeriale 2 aprile 1968; l’adeguamento dalle esigenze della mobilità e agli standard di verde pubblico e parcheggi; la destinazione delle aree edificabili per non meno del 50% alla realizzazione di attrezzature e servizi pubblici; l’indice di densità fondiaria non superiore ai 5 metri cubi a metro quadro; la riserva, infine, di un sesto dei volumi destinati alla residenza per l’esercizio del diritto di prelazione da parte dei proprietari espropriati". Su questo giudizio super partes, i proprietari presentano un nuovo schema di utilizzo dell'area. Nel 2008, subito dopo le dimissioni del sindaco Scapagnini, il commissario straordinario Vincenzo Emanuele firma un accordo con i soggetti privati titolari delle aree in questione. L’accordo prevede che circa cinquecentomila metri cubi edificabili vengano dati ai proprietari delle aree, in cambio il comune evita il pagamento di 81,4 milioni di euro. Successivamente la cubatura verrà notevolmente ridotta. Nel 2016 l'Istica ha ceduto le sue quote proprietarie al gruppo UniCredit banca. L'area, nel frattempo, è divenuta servita da due nuove stazioni della metropolitana, a ovest (Stesicoro) e a est (Giovanni XXIII), inaugurate nel dicembre dello stesso anno. Il progetto di Massimiliano Fuksas Durante la sindacatura di Raffaele Stancanelli, ecco il primo annuncio di un progetto considerato di rilievo, curato dall'architetto Massimiliano Fuksas, il quale giunge pure in Consiglio Comunale per illustrarne i contenuti. Tuttavia, a distanza di poco tempo, a causa di mai ben chiarite divergenze tra l'architetto e i proprietari delle aree, questi ultimi decidono di rivolgersi a un altro studio di architettura: il bolognese Mario Cucinella Architects (MCA). Questo progetto è divenuto quello ufficiale ed è stato portato avanti dall'amministrazione Bianco la quale, passando per una lunga serie di conferenze di servizi per coniugare le richieste dei privati con le esigenze della città (in tal senso, è stata già aumentata la dotazione di verde pubblico prevista), conta di avviare i primi lavori di urbanizzazione entro la fine del mandato attuale. Il Progetto di Mario Cucinella Ed eccoci al progetto attuale, per il quale è in corso la stesura del progetto definitivo. «Parola d’ordine: rigenerazione urbana, per mettere Catania in linea con il resto d’Europa». È quanto affermato dall’architetto Mario Cucinella, progettista del nuovo Corso Martiri della Libertà, nel 2012. Il progetto prevede distinte destinazioni d'uso: Residenziale, localizzata nei pressi di via Monsignor Ventimiglia; culturale (a sud) e commerciale (a nord) lungo il viale alberato (l'asse di Corso Martiri della Libertà), destinato a vasta area pedonale e ciclabile; ricettivo-alberghiera, che si affaccia su viale Libertà e piazza Papa Giovanni XXIII e, infine, verde pubblico attrezzato, lungo tutto il viale ma in particolare a nord della scuola media di via Marchese di Casalotto e, soprattutto, in piazza della Repubblica, a nord della quale si prevede la nuova sede del mercato. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di diversi parcheggi interrati. Le residenze avranno una cubatura di circa 40mila metri cubi e un’altezza di circa 25 metri per un totale di sette piani, in linea con le altezze degli edifici più alti già presenti in zona. Nella zona a est di piazza Giovanni Falcone, dove sorge la Chiesa del Santissimo Crocifisso della buona morte, è previsto il nuovo polo museale e d'intrattenimento (con un teatro), con una nuova piazza. Poco più avanti, dall’altra parte del viale, sorgerà una galleria commerciale. L’ultima zona del viale, la prima provenendo dalla stazione centrale, sarà destinata a strutture ricettivo-alberghiere. Un hotel «di circa 10mila metri cubi per 4mila metri quadrati» dovrebbe nascere proprio di fronte la nuova stazione della metropolitana "Giovanni XXIII". Particolare attenzione verrà dedicata al verde pubblico, che per trattamento ed estensione potrà rappresentare il quarto parco cittadino (dopo il parco del Boschetto della Plaia, il Parco Gioeni, la Villa Bellini e in attesa dei parchi di Librino e di Monte Po): la cura di questa parte specifica del progetto, infatti, è stata affidata alla Land Kipar di Milano.

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