Proposta
07 feb 2017

I quartieri sud di Catania connessi con un percorso ciclabile e pedonale immerso nel verde

di Annamaria Pace

Accogliamo sul nostro sito la proposta dell'associazione Mobilità sostenibile Catania in riferimento a un intervento di riqualificazione e riconessione di un grande polmone verde che si sviluppa tra alcuni quartieri molto popolosi della città. L'associazione Mobilità Sostenibile Catania intende elaborare un processo di  ricostruzione del bacino idrografico del Simeto e della città di Catania attraverso una visione condivisa del territorio, promuovendo il dialogo tra i soggetti  e l’integrazione dei diversi strumenti di programmazione, di pianificazione territoriale e di tutela ambientale.  Il territorio di Catania è interessato dalla presenza di corsi d'acqua e torrenti di grande importanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico: il fiume Simeto, il fiume Dittaino e i torrenti che attraversano l'area sud della città possono essere considerati come elementi dal grande potenziale paesaggistico, economico, sociale e turistico. Partendo da questo principio intendiamo presentare alla città una proposta che si pone come obiettivo la valorizzazione, la tutela del territorio e la riduzione dell'inquinamento tramite la pianificazione strategica, l'uso sostenibile dell’ambiente e degli ecosistemi acquatici. La corretta gestione delle risorse idriche insieme alla valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico contribuirà soprattutto allo sviluppo locale della città di Catania. Tramite lo strumento legislativo del Contratto di Fiume, DLgs 152/2006 all'art. 68 bis, intendiamo definire il “Contratto di Fiume Simeto e torrente Acquicella”, come lo strumento per raggiungere l'obiettivo proposto. Il “Manifesto d'intenti” e la pianificazione del “Programma d’Azione” saranno condivisi con le associazioni di cittadini presenti nel territorio che parteciperanno attivamente alla definizione del progetto. Nell'ambito di questo visione proponiamo la creazione di un percorso ciclabile e pedonale di connessione tra il centro storico di Catania e i quartieri dell'area sud: Librino, San Giorgio, Nesima, Monte Po, Monte Palma e Villaggio Sant' Agata. Il punto di partenza potrebbe essere definito dall'area del faro della Plaia, da qui il percorso si snoderebbe lungo la via Acquicella Porto, piazza Stazione Acquicella, via Adamo, via della Concordia e proseguirebbe lungo il tracciato delineato dal torrente Acquicella sulla via Calliope, passando per via Via Fossa Creta fino a raggiungere la via del Falcetto. Qui un sentiero sarebbe inserito all'interno della grande area verde, denominata del ex Telegrafo, idonea alla realizzazione di un parco urbano : “Parco Torrente Acquicella”. Gli abitanti dei quartieri di Librino, San Giorgio, Nesima e Villaggio Sant'Agata potrebbero raggiungere, tramite il percorso ad anello inserito nel parco, sia il porto che l'ingresso al centro storico dalla Porta Uzeda. Lungo questo percorso naturalistico, unico e di grande attrazione, potrebbero nascere nuove attività culturali, commerciali e sociali. Dall'area del faro e dalla foce del torrente Acquicella il sentiero ciclabile e pedonabile sarebbe collegato a sud con il litorale della Plaia e con la foce del fiume Simeto, mentre a nord con il Porto e con la già esitente pista ciclabile del lungomare.

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01 ago 2016

Trenitalia condivide i suoi servizi su Google Transit anche in Sicilia. Ecco degli esempi di viaggio

di Luciano Puleo

La pianificazione dei propri spostamenti quotidiani fa sempre più affidamento sui servizi accessibili tramite gli smartphone. L’applicazione Moovit è una delle più diffuse a livello globale, anche l’AMT è interfacciata con questo servizio. Anche Google Maps fornisce informazioni agli utenti in merito alla pianificazione dei tragitti: Transit è una funzione integrata di Google Maps, Google Maps per cellulari e Google Earth. Esso rende disponibile agli utenti informazioni complesse, acquisite da più fonti, per consentire loro di pianificare un viaggio in modo intelligente. Ad esempio, i dati in tempo reale sul traffico stimolano gli utenti a cercare soluzioni di trasporto alternative. La pianificazione degli spostamenti con Google Transit si basa su un approccio multimodale e pone i viaggiatori in contatto con i servizi offerti da più aziende. [ndr] Una buona notizia per il trasporto pubblico siciliano. Da tempo Trenitalia ha condiviso i suoi servizi su Google Transit, la funzione di Google Maps che permette alle aziende di trasporto pubblico di rendere disponibili i loro servizi sul sito di mappe più conosciuto al mondo. La Sicilia finora è stata esclusa da questo servizio. Ebbene, dal giugno scorso Trenitalia ha incominciato a pubblicare le sue tratte su Google Maps, e progressivamente, ha reso visibili le stazioni in questa modalità:   Così, anche in Sicilia potremo programmare un viaggio con Trenitalia in Sicilia e/o visualizzare le stazioni ferroviarie RFI siciliane per prendere informazioni sui treni e gli autobus che vi passano: IC (InterCity), ICN (InterCity Notte), REG (Regionali), RV (Regionali Veloci), BUS (Autobus Trenitalia). Inoltre, ci auguriamo che anche l'AMT, la FCE, altre aziende siciliane e soprattutto l'AST, seguiranno l'esempio di Trenitalia. Tra l'altro il servizio di Google Transit è gratuito; quindi agevolerà molto il personale delle aziende ed i cittadini. Per finire ecco alcuni esempi di itinerari in Sicilia con Trenitalia e alcune stazioni ferroviarie. Ti potrebbe interessare... Integrare il trasporto pubblico catanese in Google Maps

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06 giu 2016

Car-sharing al via: i vantaggi e i limiti del servizio

di Roberto Lentini

Il car sharing è un servizio pubblico a pagamento che consiste nell’utilizzo di un’automobile messa a disposizione della collettività, ma  per uso individuale o familiare, differente, quindi,  dal car pooling, attraverso il quale la macchina e il tragitto si condividono con altri utenti. A Catania, come abbiamo riportato in questo articolo, il 13 giugno entrerà in funzione il servizio di car sharing gestito da Enjoy basato sul “free floating”, cioè sulla possibilità di lasciare l’auto in qualunque zona della città. Perché è conveniente il car sharing? Innanzitutto perché si abbattono quelli che vengono comunemente chiamati costi fissi: assicurazione, manutenzione dell’auto e tasse e successivamente pure i costi vivi: il parcheggio o l’eventuale ingresso nelle zone a traffico limitato. Il car sharing inoltre è vantaggioso per la tutela ambientale e la minimizzazione dello spazio occupato. Ogni auto in car sharing, infatti, sottrae fino a 8-10 automobili al traffico delle vetture private dal traffico urbano. Secondo i dati del ministero l'80% delle vetture viaggia non più di 60 minuti al giorno, trasportando in media 1,2 persone. Calcolando che  i trasporti urbani sono la causa del 40% delle emissioni inquinanti la possibilità che un'auto condivisa in car sharing, secondo quanto affermano i dati del ministero dell'ambiente, sostituisca 8/10 vetture private rende evidente il vantaggio di questa modalità di trasporto. A chi conviene il car sharing? Il car sharing conviene soprattutto a chi vuole risparmiare, tanto più che il costo dell’abbonamento è tutt’altro che esoso, quindi accessibile a tutti. Il car sharing rappresenta un’ottima soluzione per coloro i quali devono recarsi sul posto di lavoro o per chi semplicemente vuole evitare di sostenere i costi di una seconda automobile. Limiti del car sharing catanese. Al momento il car sharing catanese è limitato al solo perimetro urbano. Questo significa che la conurbazione è esclusa dall'utilizzo di Enjoy. Gli utenti che provengono dai comuni vicini (Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, Acicastello, San Gregorio di Catania, tanto per citare alcuni dei principali comuni della cintura etnea) sono quindi penalizzati non potendolo utilizzare per entrare in città.  Con l'istituzione della città metropolitana si auspica che il servizio possa essere esteso ai comuni limitrofi in modo da costituire uno strumento maggiormente valido per la mobilità sostenibile e per l'ambiente. Ti potrebbero interessare: Car e scooter sharing a Catania, 10 giorni all’esordio: già possibile iscriversi e usufruire di un voucher Car sharing, da giugno attivo il servizio a Catania: nella flotta anche scooter FIAT LIKES U | Car Sharing gratuito per l’Ateneo di Catania | INFO Città metropolitana, come dovrebbe cambiare la mobilità e il trasporto pubblico

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19 mag 2016

Pon-Metro, 90 milioni per Catania: come verranno impiegati

di Roberto Lentini

Si è tenuta una riunione a Palazzo degli Elefanti,  con i membri del Parternariato istituzionale e socio-economico territoriale,  in merito al programma Pon Metro-Città di Catania e alle strategie dell’Agenda Urbana in ambito UE Il sindaco Enzo Bianco ha comunicato che arriveranno a Catania circa 90 milioni di euro dai fondi Pon Metro dedicati allo sviluppo urbano. Tali fondi prevederanno interventi nei settori dell'agenda digitale, dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del disagio abitativo e dell'economia sociale. Il Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane ( PON Metro ) è lo strumento di programmazione nazionale, cofinanziato con risorse comunitarie, per interventi dedicati alle 14 aree metropolitane d’Italia (Torino, Genova, Milano, Bologna, Venezia, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo).  Un obiettivo di carattere generale del Pon Metro è quello di riequilibrare uno split modale per molte città ancora troppo incentrato sull’uso del mezzo privato e ridurre così l’impatto che questo genera – per densità e vetustà del parco veicoli – sull’ambiente urbano. I contenuti tematici del Programma  Pon Metro riguardanti la mobilità sostenibile sono: la promozione di soluzioni di governo intelligente del sistema della mobilità (c.d. “Intelligent Transport Systems” o ITS), in tutti i Comuni capoluogo delle Città metropolitane e con significative proiezioni d’area vasta, oltre ad un effetto di integrazione sistemica per le priorità ai punti successivi; il rafforzamento del trasporto collettivo su gomma e il potenziamento delle infrastrutture dedicate (corsie preferenziali controllate telematicamente e hub intermodali), come priorità per i 6 Comuni delle RMS (Catania compresa); il sostegno alla mobilità ciclabile attraverso delle interconnessioni delle infrastrutture dedicate (reti di piste ciclabili, ciclostazioni e nodi di intercambio), come priorità per gli 8 Comuni delle RS e Cagliari (RT). Noi di Mobilita Catania ci auguriamo che una parte di  questi fondi venga effettivamente destinato alla mobilità sostenibile, rilanciando il trasporto pubblico sia in termini di rafforzamento delle flotte, sia in termini di corsie preferenziali dedicate e assistite da sistemi di preferenziamento semaforizzato, che assicurino l’aumento della velocità commerciale. Al contempo, riteniamo che sviluppare la mobilità ciclabile (così come indicato dal programma Pon Metro) sia un valido supporto alla riduzione degli impatti energetici ed ambientali della mobilità nelle aree urbane.

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23 feb 2016

Il limite di velocità a 30 km/h salva la vita

di Annamaria Pace

Introdurre il limite di velocità di 30 km/h in alcune zone della città, tramite opportune modifiche delle infrastrutture stradali, fluidifica il traffico, evitando inutili e pericolose accelerazioni e decelerazioni e senza interferire sulla velocità media di percorrenza. Un provvedimento che ha fatto drasticamente diminuire il numero di morti in strada; a Parigi il 90% delle strade si percorre a non più di 30 km/h, New York da alcuni anni sta portando avanti il piano “Vision Zero”, nessuna vittima in strada. Mobilita Catania accoglie sulle proprie pagine l'analisi dell'architetto Annamaria Pace: a Catania è possibile ed esiste già una pianificazione per ridurre la velocità dei veicoli. La nostra città ha il triste primato di morti in strada in rapporto agli abitanti. Quando il limite di velocità dei veicoli passa da 50 a 30 km/h si ha una notevole riduzione dello spazio di arresto ed un aumento del raggio del cono visivo del conducente del veicolo. Questo indirizzo progettuale è adottato in molte città europee e non solo, proprio perché è risultato il modo più efficace per aumentare la sicurezza per i pedoni ed i ciclisti, ridurre le morti su strada, incrementare il grado di sicurezza e vivibilità e diminuire l’inquinamento acustico nella città. In relazione alla viabilità ed al traffico urbano, anche il Pgtu di Catania -Piano Generale del Traffico Urbano- indica delle azioni progettuali come “l’introduzione graduale e costante di zone 30, cioè aree della città (sia al centro, sia in periferia) dove la velocità massima consentita sia di 30 km/h invece che di 50 km/h”. Ad esempio oggi più di 15 milioni di persone nel Regno Unito vivono in aree che hanno già adottato o stanno adottando i limiti di velocità a 30 km/h. Questi dati provengono dall’associazione 20’s Plenty for Us, un’organizzazione inglese dedicata ad abbassare i limiti di velocità nelle strade residenziali con lo scopo di aumentare la sicurezza dei pedoni e ciclisti. Attualmente l'organizzazione ha più di 270 campagne di sensibilizzazione in molte grandi città e già molte altre si sono impegnate per ottenere il limite massimo a 30 Km/h di velocità sulle loro strade. Il promotore di questa iniziativa è Rod King, fondatore e direttore di 20′s Plenty for Us. Mr. King è stato recentemente in Brasile, ed il team del World Resources Institute per le Città sostenibili ha parlato con lui sul lavoro fatto nelle città britanniche e sui benefici conseguiti dalla attuazione dei limiti di velocità di sicurezza. Nell’intervista sono spiegate le motivazioni ed i vantaggi in ambito urbano delle zone a 30 km/h . Perché il limite di velocità a 30 Km/h è ideale per la sicurezza stradale? Per dirla semplicemente, un limite predefinito a 30 Km/h ridefinisce il punto di riferimento per come usiamo e condividiamo gli "spazi pubblici tra edifici" e cioè le strade. Invece di andare più veloce e rallentare "solo dove richiesto" abbiamo stabilito un nuovo standard per gli spazi residenziali, dove la gente vive e dove ci sono negozi, il cui uso è compatibile con le esigenze più ampie della comunità e con la realizzazione di un ambiente vivibile. Per quanto riguarda "la sicurezza stradale", la considerazione più importante è che se c’è un pedone ad una distanza di 12m da una macchina che cammina a 30 chilometri all'ora, quest’ultima si può fermare, mentre una macchina che cammina a 50 chilometri all'ora quando cerca di frenare sta ancora facendo 38 chilometri all'ora. Inoltre quando si guida lentamente si ha più attenzione verso i pedoni e ciclisti e si è in maggiore “contatto” con la comunità. Questo approccio permette alle persone di cambiare la propria città. Come funziona questo processo? Il primo passo consiste nel lanciare delle campagne di sensibilizzazione per la comunità, mostrando come la velocità inferiore dei veicoli può essere di beneficio alla comunità di cittadini. Queste campagne permettono loro di dimostrare ai politici, che esiste un ampio sostegno pubblico ed richiesto un intervento sul limite di velocità. Quali città sono da esempio oggi e perché? il 75% per cento di interi quartieri di Londra Città include il limite di velocità a 30 km/h. Questi sono i quartieri di Londra (32) che controllano i limiti della maggior parte delle strade insieme a molte altre città britanniche famose: come Birmingham, Manchester, Bath, Bristol, Oxford, Cambridge, Liverpool. Le città inglesi e le città brasiliane sono diverse per ragioni storiche e culturali. Ma le migliori pratiche dimostrano che abbiamo una “ricetta unica” per salvare vite umane. Per comprendere una città è necessario comprendere i bisogni delle loro comunità. E mentre ci sono differenze indubbiamente culturali, economiche e storiche tra luoghi come Londra e San Paolo è un dato di fatto che tutti condividono dei valori comuni su ciò che vogliamo per le nostre famiglie e le comunità. Vogliamo che i nostri figli siano in grado di utilizzare le nostre strade in modo indipendente, vogliamo che gli anziani siano in grado di mantenere la loro indipendenza nel muoversi e vogliamo un ambiente con bassa emissione di rumore ed inquinamento. Questi sono bisogni comuni e discutendo questi bisogni è indubbio quanto il traffico mette in pericolo tali obiettivi allora possiamo tutti giungere alla conclusione che una zona a 30 km all'ora è un posto migliore per vivere. Ed è per questo che tali limiti sono così ampiamente abbracciati in tutta Europa e Nord America, dove 30km h o 20 mph stanno diventando la norma per strade residenziali nelle nostre città e quelli in cui la gente a piedi e in bicicletta. La pratica migliore diremmo è quello di passare attraverso la "tabella di marcia" ed impegnarsi molto. Le zone a 30 km/h possono essere realizzate anche a Catania, poiché anche nella nostra città, come in tutte le città del mondo, vi è l’esigenza di una maggiore sicurezza e vivibiltà. Nel PGTU di catania, redatto nel 2012, vi è un’analisi delle zone residenziali in cui potrebbe essere messo in atto questo processo migliorativo del nostro ambiente urbano, e Catania potrebbe iniziare così ad intraprendere questo percorso di cambiamento adeguandosi alle più innovative strategie di mobilità sostenibile.   Questa intervista è originariamente apparso su TheCityFix Brasil in portoghese.

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28 ott 2015

Catania non è Barcellona, un’analisi sulla mobilità

di Amedeo Paladino

Da alcune ore gli utenti Facebook residenti a Catania per un errore del social network sono catalogati come cittadini catalani nelle informazioni del proprio profilo. Ma Catania non è Barcellona. Questo è palese, forse il calore della città della Catalogna ci avvicina a Barcellona, ma le somiglianze si fermano lì. Approfittiamo del curioso errore per dimostrare questa ovvietà, quest'analisi riguarda solo le tematiche inerenti alla mobilità urbana. Se Catania fosse davvero come Barcellona ci sarebbe un piano per migliorare la mobilità urbana già dal 2006 (Plan de Movilidad Urbana), ci sarebbero chilometri di ciclabili diffuse e ben connesse, ci sarebbe un bike sharing con centinaia di stazioni e migliaia di bici, invece nella nostra città il servizio non è mai stato attivato.   Se Catania fosse Barcellona ci sarebbe la volontà di ridurre l'inquinamento attraverso un piano che si concentra su alcune zone più inquinate della città, le cosiddette “zone di protezione speciale” (ZPE), dove s’intende agire per ridurre al 2010 fino al 30% degli inquinanti più nocivi (NO2 e il PM10). Se Catania fosse Barcellona le politiche sulla mobilità punterebbero  sull’uso più razionale delle automobili, a partire dall’aumento del tasso di occupanti per veicolo; si investirebbero risorse nel trasporto pubblico e campagne di promozione del suo utilizzo. Se Catania fosse Barcellona le nostre strade non sarebbero ingolfate di auto, ma somiglierebbero alla Rambla, un percorso interamente pedonale e ciclabile. Se Catania fosse Barcellona non sarebbe relegata in fondo alla classifica sulla vivibilità.Ieri i catanesi hanno percorso le strade della propria città e sono rimasti bloccati per ore, i cittadini di Barcellona probabilmente no.     Bibliografia: Osservatorio Città Sostenibili, Dipartimento Interateneo Territorio Politecnico e Università di Torino  Ti potrebbe interessare:  VIVIBILITÀ CATANIA | Un disastro su tutti i fronti: il rapporto Ecosistema Urbano  

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01 ott 2015

Turismo a Catania, il potenziale economico del nostro territorio: il parere di un imprenditore

di Annamaria Pace

[la foto è stata scattata in via Umberto in occasione della chiusura al traffico per la settimana europea della mobilità sostenibile] Accogliamo sul nostro sito l'intervista di Annamaria Pace di Salvaiciclisti Catania a Thomas Barbagallo, presidente dell’Associazione Etna Sicily Touring per parlare di Turismo e Mobilità sostenibile a Catania. Etna Sicily Touring è leader nell'organizzazione di Tour dell'Etna dal 2004, attiva  nel settore internazionale di viaggi avventura e di vacanza in Sicilia. Qual è la sua opinione sul turismo a Catania e in Sicilia? Tutta la Sicilia offre al turista un’ampia ed interessante varietà di destinazioni, in particolare: l’Etna, Siracusa , Taormina, le Gole dell’Alcantara, Piazza Armerina, sono tutte mete importanti per il turismo nazionale ed internazionale. La mia attività imprenditoriale promuove la città di Catania e la  conoscenza del suo patrimonio storico, artistico e culturale, coinvolgendo molteplici settori commerciali. La mobilità sostenibile in ambito urbano è un elemento importante per il turismo, questo lo costatiamo ogni giorno, infatti il nostro Info Point turistico si trova in pieno centro storico, qui offriamo ai turisti un servizio di informazione sulla città, indichiamo quali sono le principali attrattive e soprattutto come raggiungerle, muovendosi in città. Per agevolare e migliorare la visita di Catania abbiamo stampato una mappa turistica che indica i luoghi di interesse storico ed artistico della città. Oltre a dare informazioni turistiche forniamo anche informazioni su varie attività commerciali, b&b, hotel, attività di noleggio e attività escursionistiche. Inoltre le guide turistiche regionali si appoggiano a noi per promuovere due intinerari: quello barocco e quello romano. Tutte queste attività servono a dare importanza alla città di Catania. Da quindici anni opero nel settore del turismo, ho intrapreso questo percorso perchè amo il territorio siciliano in particolare l’Etna e la mia città, Catania. Come imprenditore cerco di offrire il meglio perché penso che chi viene a Catania per turismo, se si è trovato bene, forse ritornerà un altra volta, ma una cosa è certa, sicuramente parlerà delle esperienze vissute a Catania e in Sicilia con gli amici. Questo attiva un volano di preferenza su Catania come meta ideale di destinazione di un viaggio che nel tempo da forza all’economia locale. Se invece il turista arriva a Catania e si trova male, non riceve le corrette informazioni, nessuno lo consiglia nella scelta di una struttura ricettiva, nella scelta di un itinerario o di un luogo rappresentativo dal punto di vista turistico, non solo non verrà più, ma parlerà male della nostra città bloccando il potenziale economico offerto dal turismo. Chi si occupa di turismo deve avere ben chiaro che si sta occupando della promozione della nostra città e di conseguenza anche dell’economia della stessa. La mobilità sostenibile può incrementare il turismo a Catania? La nostra attività si trova in via Giuseppe Garibaldi, in pieno centro storico, nel tratto di strada che va da piazza Duomo a piazza Giuseppe Mazzini, una delle più belle piazze di Catania. Un tratto di strada di grande valore storico e culturale, purtroppo ancora aperto al traffico automobilistico, e questo chiaramente non consente al turista di vivere questo spazio nel migliore dei modi. Per una giusta valorizzazione della città credo sia importante portare avanti le pedonalizzazioni, per questo penso che questo tratto di strada debba diventare pedonale e che debba essere annesso alla zona Ztl di piazza Duomo. Ovviamente si deve consentire l’accesso ai veicoli che operano nel mercato storico della pescheria, per rifornire le derrate alimentare e per il carico e lo scarico delle merci, permettendo l’accesso secondo fasce orarie ben precise. I turisti con quali mezzi visitano la città di Catania? I turisti stranieri che arrivano a Catania si rifiutano di guidare la macchina. Molti noleggiano la macchina in aeroporto perché utilizzano il sistema “fly and drive”, arrivano nella struttura ricettiva, parcheggiano la macchina e si rifiutano di utilizzarla per tutta la durata della loro vacanza. Si muovono solo a piedi o con i mezzi pubblici con tutte le difficoltà del caso, infatti non esiste una mappa della viabilità urbana ed extra urbana. Il turista non sa come arrivare ad Acitrezza partendo da piazza Duomo, non sa quali sono i punti di scambio tra gli autobus per raggiungere un luogo di interesse, ad oggi non esiste una mappa nella quale sono evidenziate le linee degli autobus urbani ed il collegamento tra gli stessi. A noi, come info point, corre l’obbligo di spiegare se conviene utilizzare l’autobus, il treno o andare a piedi. Il ciclo-turismo è presente a Catania? Arrivano molti ciclo-turisti ma si muovono con grande difficoltà, sia in città che fuori. Per esempio chi decide di andare da Catania a Siracusa in bicicletta si ritrova a dover percorrere l’autostrada, perché non esiste una segnaletica stradale per chi fa cicloturismo. Se avessimo le strutture che incentivano la ciclabiltà urbana ed extra urbana, ci sarebbe un grande incremento del ciclo-turismo, con notevoli effetti positivi. Quali sono le azioni da intraprendere per migliorare la situazione attuale? Il centro storico deve essere totalmente chiuso al traffico automobilistico, così da permettere una visita della città senza rumore, traffico ed inquinamento, questo sarebbe un vantaggio non solo per i turisti ma anche per noi catanesi. E’ necessario implementare l’uso della bicicletta, sarebbe bello avere il bike sharing a Catania con stazioni posizionate nei punti strategici del centro storico e inoltre gli autobus urbani dovrebbe fare un percorso esterno senza attraversare il cuore del centro storico. Così facendo il turismo avrebbe un notevole incremento, con effetti positivi sulle tante attività commerciali presenti in città.

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