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13 apr 2017

Che fine ha fatto EtnaRail, la monorotaia dei paesi etnei: la situazione attuale dopo due anni dal via libera

di Amedeo Paladino

La mobilità e la dotazione infrastrutturale sono due elementi fondamentali per la qualità della vita di una città e a Catania, complici la recente accelerazione dello sviluppo della linea metropolitana e la prossima attivazione delle stazioni in ambito urbano del passante ferroviario, anche l'attenzione dell'opinione pubblica è aumentata. In un territorio antropizzato come quello catanese non è sufficiente ragionare, progettare e operare nel campo della mobilità e delle infrastrutture solo su scala comunale. La città, infatti, sin dagli anni ’70, si è estesa principalmente verso nord nei comuni etnei dell'hinterland, perdendo, in 40 anni, oltre il 25% degli abitanti (ben centomila): questo processo ha causato un aumento del tasso di motorizzazione poiché non è stato accompagnato da una pianificazione e da una dotazione infrastrutturale e il centro città ha continuato e continua a rappresentare il polo di attrazione preminente dell'area metropolitana. In base ai dati registrati dalla Rete di Monitoraggio del traffico dell’Università di Catania, in un giorno feriale medio si registrano circa 300.000 veicoli in ingresso alla città, a dimostrazione che il comune di Catania in senso stretto è ancora un polo attrattivo di servizi e attività, e circa 600.000 spostamenti al giorno sono interni al perimetro cittadino. La crescita del numero degli abitanti di Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, San Giovanni La Punta, Sant’Agata Li Battiati, San Gregorio di Catania e Tremestieri Etneo è stata vertiginosa: popolazione residente che si sposta in gran parte quotidianamente verso Catania, preferendo o dovendo ricorrere all'utilizzo del mezzo privato per via della scarsità e dell'inefficienza del trasporto pubblico. Nel 2016, in Sicilia, si sono insediati i sindaci metropolitani di Catania, Palermo e Messina: alle nuove città metropolitane sono state affidate le funzioni, tra le altre, della pianificazione territoriale, delle infrastrutture e della mobilità. La città metropolitana di Catania comprende i 58 comuni dell'ex provincia e conta più di un milione di abitanti, dei quali ben oltre la metà compresi tra Catania e il suo hinterland, rendendo il territorio etneo una "piccola metropoli" (ma non poi così piccola) con pochi onori e molti oneri connessi a questa qualificazione di fatto. Alla luce di questo quadro appare evidente che la mobilità del territorio necessita di una visione su scala metropolitana. Sono state formulate delle soluzioni per ovviare al problema del collegamento dell'hinterland di Catania. Un primo progetto, elaborato dalla Ferrovia Circumetnea, era quello della cosiddetta linea metropolitana pedemontana, ipotesi complessa e mai concretizzatasi. Più recente e semplice, e senz'altro meno oneroso economicamente, appare il progetto di metropolitana leggera “Etnarail”. Nel mese di settembre 2015 ne è stato approvato dalla Città Metropolitana di Catania il progetto preliminare. Si tratta di un sistema di metropolitana leggera su monorotaia per collegare i principali paesi etnei dell’hinterland settentrionale di Catania al capoluogo. L’infrastruttura si pone l’obiettivo di contribuire in maniera determinante al miglioramento della mobilità nell'area metropolitana di Catania, offrendo un servizio veloce ed efficiente in grado di costituire una seria alternativa al mezzo privato per la penetrazione al centro città dalla cintura nord dell’hinterland, quella rimasta scoperta dalla metropolitana, potendo anche avvalersi di capilinea da realizzarsi, in città, in corrispondenza di stazioni della metropolitana pesante già esistenti. Raggiungere quest’obiettivo significherebbe anche poter decongestionare il traffico veicolare, abbassare il livello di inquinamento delle aree interessate e innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. Il progetto della monorotaia di Catania prevede due linee (Verde e Arancione) per un totale di 22 km con 18 stazioni, ossia la linea Verde (Pedara-Stadio Cibali) e la linea Arancione (San Giovanni La Punta-Borgo). Dopo il via libera da parte della Città metropolitana, il progetto di monorotaia ha suscitato grande interesse da parte dell'opinione pubblica: noi di Mobilita Catania dedicammo ad "EtnaRail" alcuni approfondimenti che suscitarono grandi aspettative di realizzazione nei cittadini interessati. Facendo seguito alle richieste dei nostri lettori, siamo ritornati a seguire gli eventuali sviluppi dell'iter del progetto. La proposta di realizzazione avanzata  dalla Fcf S.p.A., azienda catanese specializzata in costruzioni ferroviarie, insieme con altre imprese italiane e straniere, è stata accolta dal nuovo ente attraverso un’apposita Conferenza dei Servizi. Il benestare è arrivato dai sindaci dei comuni coinvolti, dalla Soprintendenza, dal Genio Civile e anche dall’Anas: la fase di approvazione urbanistica con i vari Enti è stata conclusa, ma sono sovvenuti problemi di finanziamento. Il piano economico-finanziario dell'opera prevedeva che l’80% delle risorse per la costruzione sarebbero derivate da fondi POR mentre la restante parte sarebbe a carico di privati, in project financing: un sistema di finanziamento utilizzato prevalentemente nella realizzazione di opere di pubblica utilità in cui i soggetti promotori propongono alla Pubblica Amministrazione di finanziare tutta o parte dell'opera in cambio degli utili generati dalla gestione dell'opera stessa. Lo scorso anno, però, con Decreto Legislativo 50/2016  è entrato in vigore il nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni che ridefinisce le normative in materia in base ad alcune Direttive Europee: le nuove norme intervengono in maniera incisiva sul sistema del project financing. Con il nuovo Codice degli Appalti la percentuale massima di contribuzione pubblica è stata ridotta al 30%, creando non poche difficoltà a far quadrare il piano economico e finanziario del progetto "EtnaRail". La strada che si presenta davanti affinché venga realizzata l'opera è impervia, ma non certo impossibile. I privati proponenti potrebbero cercare un partner straniero forte, oppure l'amministrazione pubblica rappresentata dalla città metropolitana come Ente dovrebbe interamente farsi carico dell'opera, abbandonando il sistema del project financing. Entrambe le ipotesi si devono confrontare con dei problemi: nel caso di coinvolgimento di un partner straniero, quest'ultimo si dovrà confrontare con la burocrazia italiana, tipicamente caratterizzata da lungaggini e inefficienze che difficilmente permetterebbero di rientrare agevolmente e in tempi rapidi delle risorse investite, e si sa che l'interesse di ogni imprenditore è creare profitto; inoltre, in quasi tutti i sistemi di trasporto pubblico i costi di gestione non sono coperti nemmeno con la bigliettazione e gli abbonamenti e quindi il contributo pubblico rimane necessario. La seconda ipotesi è che l'opera venga realizzata interamente dalla Città Metropolitana. Un'opera di tale portata necessita di una pianificazione urbanistica su scala metropolitana, del coinvolgimento di molti Enti, di un iter di finanziamento: passaggi complessi e uno sforzo non indifferente che la Città Metropolitana dovrebbe mettere in campo per la realizzazione dell'opera. Quest'ultima alternativa non può prescindere dall'interesse della pubblica amministrazione verso la risoluzione del problema del trasporto pubblico su scala metropolitana: le nostre conclusioni sono le medesime del nostro recente approfondimento sul progetto di linea metropolitana pedemontana. La soluzione non è solo determinata dal progetto da implementare, ma soprattutto risiede a livello di governance: è la città metropolitana come ente pubblico a dover pianificare e coordinare un programma di sviluppo infrastrutturale e del trasporto pubblico su scala metropolitana. La politica catanese ha l’opportunità e la responsabilità di plasmare la città metropolitana di Catania, facendo delle scelte, alcune di esse sono già state fatte. La terza corsia della tangenziale e la superstrada di collegamento tra Catania e il versante sud dell'Etna attraverso i comuni di Nicolosi, Belpasso, San Pietro Clarenza e Misterbianco per poi allacciarsi alla Tangenziale- su cui noi abbiamo espresso dubbi sull'effettiva convenienza- sono opere il cui iter è stato avviato con sollecitudine. Si riuscirà dopo decenni di immobilismo a ragionare, progettare e operare, con le stessa solerzia adottata per i due progetti stradali appena accennati, per la risoluzione del problema del trasporto pubblico metropolitano? Per approfondire questo tema così complesso vi consigliamo i seguenti articoli: Città metropolitana, come dovrebbero cambiare la mobilità e il trasporto pubblico Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri Quale futuro per la metropolitana di Catania? Da Misterbianco a Fontanarossa entro il 2023 Monorotaia di Catania “EtnaRail” La linea metro a nord di Catania: il progetto di Pedemontana e il nodo irrisolto dell’hinterland di Catania

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07 apr 2017

Lungomare Liberato, dopo il rinvio si recupera domenica: le iniziative e i provvedimenti di viabilità

di Mobilita Catania

Dopo il rinvio della scorsa settimana causato dal maltempo, domenica prossima, 9 aprile, torna il Lungomare liberato. La grande isola pedonale sarà nuovamente fruibile da pedoni e ciclisti dalle 10 alle 19 consentendo a tutti coloro i quali hanno contribuito ad animare e rendere viva la manifestazione di passeggiare e pedalare senza smog e rumori del traffico.   Nella mattinata l'associazione Atlas, già protagonista domenica scorsa di una grande operazione di pulizia della Scogliera, sarà ancora impegnata nella ripulitura con il supporto del Popup Market. L'obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini spiegando loro che tenere pulito è più facile che pulire. Altri volontari della Atlas intratterranno i bambini giocando con loro e distribuendo palloncini colorati, per parlare di importanti tematiche ambientaliste come il riciclaggio dei rifiuti e del rispetto dell'habitat naturale. Ci saranno poi molti altri momenti d'attrazione. Etna Music Festival, per esempio, farà da colonna sonora alla domenica e ha anche organizzato un contest per disk jockey: ogni dj avrà 30 minuti per dimostrare a una giuria di esperti e ai passanti, la propria bravura e i migliori potranno esibirsi in un importante competizione il prossimo 15 aprile. Il programma di domenica di Etna Music Festival prevede dalle 10 alle 15 musica da diffusione/ballo/ricreativa, dalle 15 alle ore 19 la competizione tra dj e, subito dopo, la proclamazione dei vincitori. Musica anche con l'Autobooks, la biblioteca ambulante del Comune sulla quale possibile è scambiare i libri: romanzi di autori italiani e stranieri, classici (edizioni non scolastiche), volumi per ragazzi e bambini saranno i benvenuti a bordo. Oltre ai libri l'Autobooks proporrà infatti, alle 11,30, un momento musicale con Luigi Luca, che approfondisce lo studio della Fisarmonica classica nel Conservatorio Corelli di Messina e, come musicista, è già noto e apprezzato. Si esibirà poi Giovanni Di Mare, baritono dalle grandi doti canore e vincitore di numerosi dopo essersi perfezionato con alcuni grandi della lirica, da Katia Ricciarelli, a Enzo Dara, a Simone Alaimo , solo per citarne alcuni. Saranno inoltre presenti gli stand di Corri Catania, Leo Club Catania est, Compagnia ferro e fuoco, Musica diffusione danzante, i gruppi di Total Roller e Ruote Libere e sarà possibile noleggiare bici e risciò in diversi punti dell'isola pedonale, dove ci sarà anche a disposizione un meccanico specializzato nei mezzi a due ruote; presenti inoltre, come sempre, i cinofili con i loro amici cani- In occasione dell'iniziativa sarà istituita dalle ore 10 alle 19 la chiusura al transito veicolare  di viale Ruggero Di Lauria, piazza Nettuno, viale Artale Alagona, via Testa e via Del Rotolo (nel tratto da piazza Sant'Agata al Rotolo a piazza  Nettuno). Il divieto di transito è riferito a tutti i veicoli eccetto quelli  delle forze dell'ordine, i mezzi di trasporto pubblico locale (Amt), i mezzi di servizio delle linee turistiche (Catania Acicastello e autobus scoperti Katane Live), i taxi, i velocipedi, i mezzi di soccorso in stato d'emergenza, i veicoli dei residenti diretti in autorimessa, quelli adibiti al trasporto di disabili (con disabile a bordo), i mezzi diretti al parcheggio Europa e al Porto Turistico Rossi (con ingresso e uscita esclusivamente dal varco di piazza Europa), e quelli diretti al porto di Ognina per le operazioni di rimessaggio (con ingresso da via Parrocchia e uscita da viale A. Alagona). Dalle ore 9 alle 19 è istituito inoltre il divieto di sosta con rimozione coatta per tutti i veicoli, eccetto quelli delle forze dell'ordine e i mezzi di soccorso in stato d'emergenza, su entrambi i lati dei viali Ruggero Di Lauria e Artale Alagona e su tutta l'area delle piazze Del Tricolore e Nettuno; disposto anche il doppio senso di circolazione nel tratto di via Messina compreso tra piazza Mancini Battaglia e via Acireale. Ti potrebbe interessare: Lungomare Liberato, raddoppiano gli appuntamenti primaverili

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28 mar 2017

Traffico, inquinamento e il futuro della mobilità di Catania: alcune domande al professore Inturri

di Amedeo Paladino

I temi dell’inquinamento atmosferico, acustico e del comfort ambientale sono stati al centro dell'iniziativa del "Treno Verde" di Legambiente  che a fine febbraio ha fatto tappa a Catania e che ora sta toccando molte città italiane. Partendo dal report sulla stato di salute della nostra città diffuso in quell'occasione e in considerazione dei prossimi sviluppi della mobilità catanese - ovvero le prossime aperture della tratta Borgo-Nesima della metropolitana e dell'esordio del servizio del passante ferroviario- abbiamo posto al professore Giuseppe Inturri, docente di trasporti e mobilità presso il dipartimento di Ingegneria e Architettura Università di Catania, alcune domande.   I risultati del monitoraggio dell'inquinamento atmosferico e acustico effettuato da Legambiente in occasione del "Treno Verde" hanno fornito una fotografia della salute di Catania: l'inquinamento derivante dal pm 1, 2.5 3 10 rimane sotto i limiti delle direttive europee, ma è diffuso su tutto il territorio comunale senza grandi distinzioni. Esistono delle statistiche in merito alla mortalità derivante dall'inquinamento atmosferico, che a Catania deriva in gran parte dal traffico veicolare? Uno studio dell’Agenzia Europea (EEA Report No 28/2016) ha stimato che per solo gli inquinanti PM2.5, NO2 e O3. in Italia abbiamo registrato nel 2015 oltre 90.000 morti premature, il valore più alto in Europa. Riportando il dato alla scala della sola municipalità di Catania, possiamo stimare 450 morti premature ogni anno. Un numero enorme, del quale non esiste una sufficiente consapevolezza. Si tratta di morti che non fanno notizia sui giornali, come quelli degli incidenti stradali, ma che costituiscono un prezzo sociale altissimo per la nostra comunità. I rilievi effettuati hanno evidenziato il problema spesso sottaciuto dell'inquinamento acustico... Arpa Sicilia, tramite la Struttura Territoriale di Catania, ha realizzato nel 2016 la mappa acustica strategica per l’agglomerato di Catania. Dai risultati emerge che il rumore stradale del traffico veicolare rappresenta a Catania il 97% dell’esposizione della popolazione. Oltre il 50% della popolazione è esposta ad un rumore diurno superiore a 65 db(A) e oltre il 56% ad un rumore notturno superiore al 55 db(A). Ricordiamo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un limite rispettivamente una soglia di 55 db(A) di giorno e 45 db(A) di note. Il traffico produce anche altre esternalità (incidentalità, costi sostenuti dal singolo e dalla collettività)... La mobilità è un fattore fondamentale della vita e della prosperità delle nostre comunità. Le attività di trasporto, tuttavia, determinano una serie di impatti negativi il cui costo non è sopportato direttamente da chi li genera, ma dall'intera collettività. Per questo motivo si chiamano esternalità, nel senso che si tratta di costi esterni alla dinamica economica della domanda e dell’offerta. I principali impatti sono la congestione, l’inquinamento atmosferico, il rumore, gli incidenti e il cambiamento climatico. La natura e l’entità dipendono molto dal modo di trasporto utilizzato. L’Unione Europea pubblica un manuale per la stima dei costi esterni dei trasporti (DG MOVE, Ricardo-AEA/R/ED57769, 2014). Ad esempio si stima che solo il trasporto stradale genera in Italia esternalità per 35 miliardi di Euro, recuperati solo per il 50%, prevalentemente attraverso le tasse sul consumo di carburante. Il resto è pagato da tutti, sia da chi usa l’auto, sia da chi non la usa. Il monitoraggio dell'inquinamento è stato effettuato in 6 luoghi del territorio comunale, di questi 3 (circonvallazione ovest, via Giuffrida, viale Africa) insistono in alcune delle strade in cui sono presenti dei sensori di traffico che fanno parte di un progetto dell'Università di Catania. Attraverso questi sensori è possibile stimare il numero di veicoli che si spostano all'interno della città e quanti penetrano dall'hinterland? Qual è l'obiettivo del monitoraggio? Quali applicazione avrà per la mobilità? L’Università di Catania ha installato 30 sensori in 20 sezioni stradali di ingresso/uscita del perimetro cittadino. I dati registrano un ingresso di circa 300.000 veicoli in un giorno feriale medio, dei quali il 68% automobili, il 5% motocicli, il 14% veicoli commerciali leggeri, l’8% veicoli commerciali pesanti, il 5% autobus. Circa 600.000 spostamenti al giorno sono invece interni al perimetro cittadino. Abbiamo stimato una percorrenza chilometrica complessiva dei mezzi motorizzati di 3.5 milioni di km al giorno, un miliardo all’anno. Il sistema di monitoraggio istallato dispone anche di un modello di simulazione del traffico, in via di calibrazione, che consentirà in futuro una stima affidabile dei flussi nei principali assi della viabilità interna, non solo su quelli dotati di sensori. Infine, mediante modelli di correlazione del traffico con le emissioni di inquinanti, sarà possibile eseguire delle previsioni di concentrazione nelle diverse parte della città, contribuendo ad una conoscenza più capillare del fenomeno, non più limitata solo ai punti di rilievo delle centraline ambientale istallate per legge. Sarebbe possibile ad esempio correlare le concentrazioni di inquinanti con le patologie respiratorie più diffuse in ciascun quartiere. Sarà possibile anche simulare l’impatto di diversi scenari di traffico sulla qualità dell’aria (es. limitazione della velocità o rinnovo del parco veicolare di Catania, tra i peggior in Italia). A Catania la strada è quasi interamente appannaggio del mezzo privato, sia esso in transito o in sosta. Ciò produce un depauperamento dello spazio pubblico. Quali politiche dovrebbero essere applicate? L’unica soluzione, per fare una battuta, è non pensare che esista un’unica soluzione. Servono pacchetti di misure integrate in un piano e condivise. Certamente, in ordine di priorità, tutte quelle che favoriscono la mobilità pedonale, ciclistica, il trasporto pubblico e l’uso condiviso del trasporto privato (car sharing, car pooling, taxi sharing). Infine, bisogna disincentivare l’uso del trasporto privato, usando ad esempio la leva tariffaria della sosta e con una applicazione diffusa delle zone 30. Nei prossimi mesi saranno portate a compimento due tranche importanti di due opere fondamentali: la metropolitana e il passante ferroviario. Quanto migliorerà l'offerta di trasporto pubblico? Si dovrà operare, però, anche sul fronte dei disincentivi all'uso del mezzo privato: quali politiche si dovranno adottare? L’attivazione della linea metro da Nesima a Stesicoro (in futuro da Misterbianco all’Aeroporto) e del passante ferroviario può costituire una provvidenziale “cura del ferro” per l’area urbana di Catania. Per cogliere in pieno i benefici della cura bisognerà lavorare sull’integrazione fisica delle linee (nodi di interscambio), funzionale dell’esercizio (orari cadenzati), tariffaria (titolo di viaggio unico in ambito metropolitano) ed istituzionale (governance decisionale). Se volgiamo lo sguardo al tpl fornito da AMT la situazione è profondamente diversa: su cosa dovrà vertere un piano di rilancio dell'azienda? Metro e FS contribuiscono alla mobilità sostenibile in modo significativo, ma solo su due corridoi di traffico ben definiti. Ad AMT è affidato il compito di garantire una copertura diffusa sul territorio e forte su alcuni assi con la logica delle linee BRT e dei parcheggi di interscambio. AMT deve essere parte fondamentale dell’integrazione di cui sopra. Tuttavia il rilancio dell’AMT dipende prevalentemente da condizioni esterne all’azienda stessa. L’intero TPL è sottofinanziato dalla Regione Siciliana. Nel 1995 la Regione autorizzava e contribuiva all’esercizio di 15 milioni di chilometri nella città di Catania, oggi meno di 9. Insufficienti anche i finanziamenti regionali per il rinnovo del parco veicolare. Inutile scendere nei dettagli tecnici di ciò che si potrebbe fare per rilanciare il servizio AMT se non si agisce sul fronte regionale del finanziamento. Un enorme contributo al miglioramento del servizio di AMT deriverà comunque dalla capacità di ridurre entità e aggressività del traffico privato, ancora una volta una condizione esterna all’azienda.

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26 mar 2017

“Notte dei Musei”: successo di partecipazione, ma centro nel caos

di Roberto Lentini

La "Notte dei Musei", che si è svolta ieri sera a Catania, è stata un successo di pubblico. Migliaia di persone hanno affollato le sale dei siti culturali comunali (e non solo), aperti eccezionalmente oltre l'orario di chiusura, alcuni con ingresso gratuito altri a prezzo ridotto. In particolare la mostra di Escher al Palazzo della Cultura ha registrato ben 1.054 visitatori. Grande affluenza di visitatori anche per il percorso delle terrazze e della cupola della Chiesa della Badia di Sant’Agata che con i suoi 40 metri d’altezza è stato possibile dominare  il centro storico barocco ed ammirarne – da una prospettiva inedita ed affascinante – i più importanti monumenti.    Molto apprezzato anche l'itinerario della Cattedrale di Catania che per l'occasione è stato ideato un itinerario illuminato in maniera adeguata per permettere di ammirare le tele lungo le navate, i monumenti sepolcrali dei Vescovi e quello di Vincenzo Bellini, i sarcofagi dei reali aragonesi e il sarcofago che custodì le spoglie del Beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, custoditi nella Cappella della Madonna, gli affreschi dell’area presbiterale, il coro capitolare, l’affresco di Giacinto Platania in sacrestia. In Piazza Università l'appuntamento era per Walk of Life – Festa di Primavera con un concerto di musica per Telethon con gli artisti: Gloria Santangelo Menestrello Siculo Telericordi?! Band Le più belle sigle televisive Otto8max 883 Trubute Band Battistology Lucio Battisti Tribute Band EffeQuinta Modà Tribute Band BlueSky Gianna Nannini Tribute Band BlueSugar Zucchero Tribute.   Straordinario successo anche per la mostra Il genio di Andy Warhol che ieri sera ha registrato ben 1300 presenze. Peccato che invece alcuni siti, come ad esempio l'Anfiteatro Romano, non sono stati aperti e nessuno ha pensato bene di avvertire i circa 100 visitatori che da ore erano in attesa di poter entrare; altri invece hanno chiuso molto prima rispetto all'orario previsto. E' stata anche l'occasione per testare l'apertura, il sabato sera, della metropolitana. In molti hanno preferito recarsi in centro con la metropolitana anche se non si sono registrati grandi numeri. I motivi sono da ricercarsi, a nostro avviso, alla limitazione dell'orario di chiusura (ore 24) e dalla scarsa pubblicità che è stata fatta sia dalla FCE sia dall'amministrazione comunale. La comunicazione da parte della Circumetnea si è limitata ad alcuni post apparsi sulla loro pagina facebook mentre i display delle varie stazioni non pubblicizzavano affatto l'apertura straordinaria. La stessa amministrazione comunale, priva di un piano di mobilità legata all'evento, non ha adottato misure per evitare ciò che era assolutamente prevedibile; ci saremmo aspettati un prolungamento notturno delle corse del Brt e l'attivazione di zone a traffico limitato estese durante la notte puntando sui parcheggi scambiatori in periferia. Un'occasione dunque persa per la città che ieri ha dovuto assistere  ad auto incolonnate e strombazzanti che rendevano invivibili le strade attorno all'evento.  Qui sotto vi proponiamo un video che documenta il traffico in tilt.     FOTO DI COPERTINA: PIAZZA DUOMO. FONTE CCN

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21 mar 2017

Nodo Gioeni: dopo il lunedì da incubo una nuova viabilità per limitare i disagi

di Amedeo Paladino

Un lunedì da incubo per i cittadini catanesi e dell'hinterland che ieri sono rimasti bloccati per ore nella congestione della circonvallazione. L'arteria, che già sopporta una grande mole di veicoli in transito, è stata parzialmente ristretta in corrispondenza del Tondo Gioeni in direzione Nesima, a causa dell'inizio dei lavori per la sistemazione artistica e geotecnica del prospetto sottostante il parco Gioeni. La consegna dell'area di cantiere era avvenuta a metà febbraio, ma solo ieri è iniziata l'attività con conseguente movimentazione dei camion della ditta e l'allestimento dei ponteggi. Per limitare i disagi dei cittadini è stata elaborata una nuova viabilità sperimentale e limitato il restringimento della carreggiata. Da domani, quindi, entrerà in vigore in via sperimentale una nuova viabilità della zona del Tondo Gioeni allo scopo di agevolare il deflusso del traffico sulla circonvallazione. In contemporanea ci sarà anche la riduzione del restringimento della carreggiata causato dal cantiere per il rifacimento del prospetto del Tondo Gioeni. Le auto provenienti da via Giovan Battista Grassi in direzione sud non potranno più proseguire fino alla Circonvallazione ma dovranno svoltare a destra lungo via Giovanni Grasso, da lì si immetteranno in via Pietra dell'Ova e successivamente in via Albertone fino a giungere in via Petraro e quindi in via Passo Gravina. In questo modo si diminuirà in maniera considerevole il numero di auto in transito dal Tondo Gioeni. La via Grassi in direzione nord non subirà alcuna modifica mentre il senso unico in via Albertone sarà invertito. La nuova viabilità sarà sperimentale e l'intera area sarà fortemente presidiata dai Vigili urbani. La protezione che ha comportato la riduzione della carreggiata transitabile all'altezza del Tondo Gioeni si è resa necessaria per ragioni di sicurezza poiché nel corso dell'intervento sul prospetto che scende da via Matteo Albertone per evitare il rischio che pietre o altro potessero finire sui mezzi in transito. In ogni caso già da ieri sono stati potenziati i presidi in zona dei Vigili Urbani in maniera da rendere la viabilità il più scorrevole possibile. I lavori, secondo il cronoprogramma dettato dall'Amministrazione e dalla ditta, entro la fine del mese di agosto saranno completati. La progettazione del prospetto è stata affidata all’architetto Francesco Ugo Mirone, lo stesso che ha curato la progettazione del verde e dell’arredo urbano dell’area di piazza Vincenzo Bellini, di fronte al Teatro Massimo. Le risorse provengono da un residuo mutuo della Cassa Depositi e Prestiti, anni addietro destinato ai “Lavori di realizzazione di due tratti di piste ciclabili tra la piazza Stesicoro e la piazza Giovanni XXIII e tra la piazza Giovanni XXIII e la piazza Europa”, e da fondi comunali. Il sindaco Bianco  ha precisato che l'attuale disagio, peraltro necessario, sarà limitato al massimo anche grazie al piano sperimentale di viabilità ed alla presenza di numerose pattuglie dei Vigili Urbani. Un ulteriore miglioramento avverrà quando, con grande anticipo sui tempi previsti, il prossimo 31 marzo entrerà in funzione la nuova tratta della metropolitana da Nesima in centro che consentirà una riduzione del 20-25% dei volumi del traffico proveniente da Misterbianco in direzione Ognina. Nel contempo procedono i lavori che permetteranno di collegare attraverso i sottopassi, la strada di via dei Salesiani con il piazzale Aldo Moro, aree oggi divise proprio dalla perpendicolare di via Vincenzo Giuffrida, che dureranno sei mesi e, quindi, come per il Tondo Gioeni, la loro conclusione è prevista anch'essa per l'agosto 2017. La nuova bretella sfrutterà il sottopassaggio mai utilizzato che si sviluppa ad ovest alla fine di via Roberto Giuffrida Castorina, e a est in via dei Salesiani vicino l’oratorio San Filippo Neri. L’intenzione è snellire la circolazione del Nodo Gioeni in direzione ovest-est: i veicoli da via Caronda potranno proseguire in direzione Vulcania attraverso via Rosso di San Secondo, via Torino e via Castorina, immettendosi in via dei Salesiani per raggiungere infine via Giuffrida, dove potranno scegliere se andare verso i paesi etnei o verso la circonvallazione. Noi di Mobilita Catania abbiamo realizzato un video che mostrato lo stato di avanzamento dei lavori di via Roberto Giuffrida Castorina.

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02 feb 2017

Ingresso sud di Catania bloccato a causa di un guasto Enel: la viabilità alternativa

di Mobilita Catania

A causa di un'improvvisa avaria alla linea primaria di media tensione dell'Enel che serve il centro storico della città è stato necessario procedere, a cominciare dalle prime luci dell'alba, a ripararla con la massima urgenza procedendo a uno scavo lungo la via Mulino Santa Lucia, corsia est, di fronte al civico 6: i lavori hanno provocato problemi alla circolazione in gran parte risolti dall'Utu grazie a un piano alternativo del traffico stilato in mattinata. Il piano della viabilità che sarà in vigore fino al completamento dei lavori di ripristino del guasto  Nella zona sono state dislocate diverse pattuglie della Polizia Municipale, per complessivi venti uomini; i vigili indirizzano i veicoli leggeri che da via Tempio vanno verso piazza Borsellino, all'interno dell'area portuale, fino alla via Dusmet. I mezzi pesanti che seguono lo stesso percorso vengono invece deviati prima su via Cristoforo Colombo e quindi su via Alcalà. Per quanto riguarda invece il flusso veicolare sull'altra corsia, ossia da via Colombo verso la via Tempio, prima di raggiungerla saranno deviati su via Alcalà e quindi su via Mulino Santa Lucia corsia ovest. Si stima che i lavori saranno completati in serata.

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12 ott 2016

Agosto boom per Fontanarossa: supera Linate ed è al quinto posto nazionale

di Roberto Lentini

Prosegue il trend di sviluppo dell'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania Fontanarossa. Nello scorso agosto, infatti, nello scalo catanese sono transitati 879.656 passeggeri, con una crescita del 12,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con questi dati l'aeroporto di Catania si è collocato, nel solo mese di agosto, al quinto posto tra gli aeroporti italiani per traffico passeggeri dopo Venezia Tessera (pax 1.080.336 +8,1%), Bergamo Orio al Serio (pax 1.125.394 +6,6%), Milano Malpensa (pax 2.009.850 +2,8%) e Roma Fiumicino (pax 4.313.494  -1,8%), sfruttando la flessione di Milano Linate. Considerando, invece, i dati cumulativi da gennaio ad agosto, il Vincenzo Bellini torna al sesto posto dopo aver recuperato su Bologna Borgo Panigale, che nei primi mesi aveva mantenuto un traffico superiore allo scalo etneo. I dati provengono da Assaeroporti. A settembre, invece, i passeggeri transitati dallo scalo etneo sono stati 812.135, con un incremento del 12,15%. Dal 2014 al 2015 il segmento estero del traffico passeggeri è cresciuto, passando dal 22% al 31% , registrando un incremento di circa mezzo milione di stranieri in arrivo durante l’anno, che si è tradotto in ricchezza e sviluppo per i territori serviti dallo scalo. Ti potrebbero interessare: Aeroporto di Catania Fontanarossa Aeroporto Fontanarossa: per i 10 milioni di passeggeri il nuovo terminal Morandi nel 2018 Ministro Delrio a Catania: avanti tutta per metro, porto e aeroporto

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